In memoria
di Nicola Calipari
Nicola Calipari, 50 anni, calabrese d’origine, aveva ricoperto nella sua brillante carriera di investigatore incarichi di prestigio nella Polizia di Stato. Da capo della Squadra mobile di Cosenza alla Squadra mobile di Roma negli uffici in via di San Vitale, dove aveva concluso con successo indagini di spessore nazionale contro la malavita e le associazioni mafiose che imperversavano nella capitale. Successivamente, dal ’97 alla metà del ’99 Calipari ricoprì l’incarico di funzionario presso la Criminalpol e poi al servizio centrale operativo (Sco) prima di guidare il servizio immigrazione del ministero dell’Interno e poi essere nominato dirigente dell’ufficio stranieri della questura di Roma nel 2001. Attualmente era vice direttore operativo del Sismi. Nicola Calipari, noto solo a pochi, è entrato ormai nel cuore di ogni italiano; il suo sacrificio, le modalità con cui ha garantito la vita di Giuliana Sgrena, il suo alto senso del dovere e la dedizione nei confronti delle istituzioni che serviva fedelmente, hanno rappresentato e rappresentano un esempio di cui tutti gli italiani sono consapevoli.
Il cordoglio, ancora una volta mirabilmente espresso dalle parole e anche dai gesti fortemente simbolici del Capo del Stato, farà rimanere la tragedia nella mente degli italiani anche per la compostezza e l’alta valenza simbolica di quelle mani del Presidente della Repubblica appoggiate insistentemente sulla bara di un funzionario dello Stato che tornava in patria avvolto nel tricolore.
Nella sua mirabile orazione funebre, il sottosegretario Gianni Letta ha espresso con poche parole quello che forse è il sentimento che tutti gli italiani avvertono: un sentimento di appartenenza ad una comunità.
Anche Novate Milanese, attraverso “Informazioni Municipali”, vuole rendere omaggio al valore di quest’uomo che ha reso, con l’estremo sacrificio, grande onore alla Patria e si aggiunge ai tanti eroi di oggi come Falcone, Borsellino e Biagi, solo per citare i più noti, che auspichiamo siano di fulgido esempio per le giovani generazioni.
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Risparmiare sui rifiuti si può. Anzi, si deve
Bisogna ridurre le tasse o i costi della gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti. Difficile trovare qualcuno che si azzardi ad affermare il contrario. Ma per non lasciare che le parole restino vuote, occorre che il dibattito cittadino su questo tema non sia frutto di ragionamenti accademici, di sparate demagogiche o di esperienze, pur interessanti, ma che poco hanno a che fare con la nostra cittadina. Per esempio, che senso ha continuare a dar fiato alla polemica “inceneritore sì, discarica no” quando il quantitativo di rifiuti urbani generato e gestito nel nostro comune non ha alcuna possibilità di influenzare questo tipo di scelta, che dipende dalle strategie del soggetto chiamato a gestire un bacino dell’ordine di un milione di abitanti? Che senso ha parlare oggi, a Novate, di trasformare la “tassa smaltimento” in “tariffa” quando i criteri di ridistribuzione dei costi di raccolta e smaltimento introdotti nel ’97 non hanno fin qui trovato un’esperienza consolidata, e le varie leggi finanziarie hanno man mano posticipato l’obbligo di “conversione” per le amministrazioni pubbliche? Ci pare, insomma, che troppo spesso si affronti questo tema, che ha una pesante ricaduta sulla cittadinanza, senza le necessarie competenze. Per prima cosa, se l’obiettivo è la riduzione della spesa, vediamo veramente come possiamo incidere attraverso quelle leve che realmente dipendono dalla nostra responsabilità di amministratori pubblici di Novate Milanese. In tema di “risparmio” già il Decreto Ronchi parlava di obiettivi di Riduzione alla fonte (generare meno rifiuti), Riuso (impiegare i rifiuti così come sono per altri usi), Riciclo o Recupero (recuperare dai rifiuti materie prima o energia). La raccolta differenziata è uno degli strumenti operativi per dare senso e struttura al Riciclo o al Recupero dei rifiuti che non si è riusciti a non generare e che non sono altrimenti riutilizzabili. Come a dire: la raccolta differenziata, che ricade sotto la responsabilità attuativa del nostro comune, viene dopo gli interventi di Riduzione alla fonte e di Riuso che invece dipendono innanzi tutto dal singolo cittadino o dall’impresa che genera il rifiuto stesso. Per spendere meno, concretamente, cosa si può fare?
1) Generare meno rifiuti, ovvio, ma è noto che una comunicazione diretta sul tema non viene compresa, e soprattutto le quantità di rifiuti generati vanno di pari passo con la crescita economica. Quindi, meglio non gioire se vediamo calare la quantità complessiva di rifiuti indifferenziati...
2) Continuare, con maggior impegno e attenzione, sulla strada della raccolta differenziata, che consente di dividere i rifiuti in classi più o meno omogenee, e di poter effettuare risparmi nei contratti di affidamento per il loro successivo recupero o smaltimento. La plastica degli imballaggi, per esempio, genera addirittura un valore, nel senso che il Corepla (Consorzio per il recupero della plastica) paga il Comune per gli imballi raccolti, sempre che la qualità dell’insieme rientri in determinati parametri. Ma anche lo smaltimento della frazione organica dei rifiuti domestici ha una tariffa di conferimento all’impianto di trattamento inferiore rispetto a quella applicata al rifiuto indifferenziato, destinato alla discarica o all’inceneritore. È evidente che migliorare la qualità dei rifiuti plastici, aumentarne la differenziazione, incentivare il più possibile la raccolta dell’organico a scapito dell’indifferenziato sono tutte azioni che il Comune può gestire per migliorare il conto economico dei costi di trattamento dei rifiuti raccolti. Questo, molto in sintesi, è il senso politico che operativamente guida la nostra presenza in commissione ecologia, cui si aggiunge una spiccata attenzione alla valutazione della sostenibilità ambientale di eventuali scelte operative che potrebbero avere effetti positivi sulla cassa, ma conseguenze negative sull’ambiente.
Il gruppo consiliare lista civica Uniti per Novate
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Bilancio 2005:
la festa è finita...?
Avremmo auspicato un bilancio vicino alle esigenze reali e “piccole” dei cittadini, vediamo un po’ cosa è avvenuto: anzitutto la discussione vera sul bilancio stesso è cominciata alle due del mattino... alla faccia della partecipazione e dell’informazione dei cittadini.
Appare subito che si tratta di un bilancio di estrema difficoltà per Novate a causa della scarsità di risorse originata dai forti tagli dei trasferimenti da parte dello Stato (oltre euro 400.000) e per i tagli dalla Regione Lombardia, soprattutto per i servizi sociali (fondo affitti, aiuti anziani, quote sociali per il Centro Socio Educativo per portatori di handicap)... tagli derivanti dalle scelte politiche della Casa delle Libertà.
Intanto l’Amministrazione Silva decide di aumentare alcune tariffe (trasporto alunni, spese refezione, centri estivi), le spese per le pubbliche affissioni e pubblicità, la tassa rifiuti. Si attende inoltre di incassare euro 35.000 in più per le contravvenzioni, di ripristinare i parcheggi a pagamento (dove? Non si sa ancora...) e di cedere in locazione dei parcheggi pubblici.
Dal lato dei Servizi Sociali, riconoscendo che c’è stato uno sforzo per mantenere le attività, registriamo purtroppo degli stanziamenti insufficienti per i sussidi alle famiglie bisognose (sempre più numerose anche a Novate) per il fondo affitti (127 richieste annue di aiuto).
Sul fronte del Commercio e delle Attività Produttive registriamo, ancora, una progettualità pari a ZERO. Il totale delle somme stanziate ammontano poco più di euro 8.000 (per lo più per le luminarie natalizie). Intanto aziende e negozi continuano a chiudere. Abbiamo chiesto e proposto degli interventi anche a costi contenuti.
Tra le opere pubbliche, da realizzare nel 2005, il centro destra ha pensato bene di inserire un circuito per bici e moto nell’area attigua al nuovo campo di calcio di Via Brodolini del costo preventivato di euro 300.000. Non discutiamo sulla presenza di una potenziale domanda, ma ci chiediamo: QUESTA È UN’OPERA PRIORITARIA PER NOVATE? Noi pensiamo di No.
Sempre in tema di opere, invece, non abbiamo visto alcunché per la zona Baranzate, per gli arredi delle scuole, per la sistemazione del vecchio centro, per il cimitero nuovo (sempre più abbandonato)... solo per citarne alcune...
Gli stanziamenti per i rifacimenti delle strade sono insufficienti e non prevedono interventi su vie fortemente ammalorate (es. XXV Aprile e Bollate), come sono insufficienti i fondi per la pubblica illuminazione.
Tutto tace su Polì, non abbiamo alcun riscontro sui conti e sulle entrate, ma continueremo a pretendere chiarezza e trasparenza. Tutto tace anche sulla Villa Venino, inaugurata a Maggio del 2004 ma non ancora fruibile per i cittadini... a quando l’apertura? Con quali modalità?
Intanto, nella seduta del Consiglio, le forze della coalizione di centro destra discutono animatamente, ognuno dando la propria ricetta, in contrasto evidente con quella degli altri, e la propria lettura sul bilancio. La coperta è troppo corta e svela dissidi e conflitti interni di potere. Che sia la fine di un amore?
Come potrete capire la risposta al nostro auspicio iniziale è stata negativa. Nonostante questo la Margherita continua a lavorare positivamente e costruttivamente per contribuire a creare quella che Lazzati definiva “la città dell’uomo a misura d’uomo”.
La Margherita
Circolo Alcide De Gasperi
Novate Milanese
www.margheritanovate.it
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A cosa serve
una commissione consiliare?
A differenza di quanto avvenuto con la precedente Amministrazione, le riunioni della Commissione Istruzione da quest’anno scolastico vengono convocate con regolarità.
Questo è sicuramente un dato positivo rispetto al passato e ne va dato atto all’Assessore e al Presidente. Purtroppo però a tutt’oggi non è ancora stato definito con chiarezza il ruolo della Commissione stessa, cosa che determina molta confusione nella discussione.
Questo nodo è piuttosto importante e va sciolto perché da esso dipende l’efficacia del lavoro: se la commissione è un tavolo di lavoro in cui ogni componente può arrivare con proposte che hanno pari valore e dignità di quelle dell’A.C. e dove, soprattutto, non è ancora stata presa alcuna decisione da parte della Giunta che assume un atteggiamento sì di proposta, ma anche di ascolto, è un conto, se si tratta di dire solo sì o no, oppure di sapere con qualche settimana di anticipo le decisioni già prese dall’Amministrazione, allora le cose cambiano radicalmente.
Prendiamo ad esempio la discussione che si è tenuta sulle tariffe dei servizi comunali.
L’Assessore si è presentato con una tabella riepilogativa degli aumenti previsti servizio per servizio e la stessa tabella era stata inviata a tutti i partecipanti congiuntamente alla convocazione della riunione, quindi tutti erano a conoscenza delle questioni da trattare.
Ma, nel corso della serata, non c’è stato veramente il modo di trovare strade diverse, soluzioni alternative o avanzare altre proposte, ci è stato consentito solo di dire se si era d’accordo o no con la “manovra” pensata dall’Amministrazione.
Alcuni partecipanti hanno sollevato questo problema ma sono stati immediatamente considerati polemici e provocatori. Le tariffe comunque saranno aumentate tra il 10 e il 20% (tranne il servizio di pre-post scuola) e tale scelta è stata giustificata come il semplice recupero dell’inflazione dall’ultimo aumento; chissà se anche i salari delle famiglie novatesi hanno recuperato tale percentuale di potere d’acquisto.
Altro tema centrale trattato in commissione sono i criteri per l’assegnazione dei fondi per il diritto allo studio che annualmente l’A.C. eroga agli Istituti novatesi. In un primo momento l’A.C. ha tentato di ridurre tali fondi di ben 6000 euro stornando tali fondi per pagare il terzo pullman che da quest’anno è necessario per il trasporto alunni. Scelta quanto mai discutibile, che ha provocato vibranti proteste a vari livelli e la conseguente retromarcia dell’Amministrazione. Ma ciò che in verità ci piacerebbe ascoltare e discutere in commissione è:
qual è il “progetto scuola” di questa Amministrazione e di questo Assessorato? Quali sono le linee che guideranno il lavoro dell’Assessore nei prossimi 4 anni?
Un problema su tutti: quello degli spazi. Il boom di iscrizioni avuto quest’anno significa qualcosa di più di un problema temporaneo, può essere collegato ai nuovi insediamenti abitativi, ai flussi delle famiglie nelle scelte della scuola, al fatto che le nostre scuole rappresentino una scelta “appetibile” per tutti gli abitanti delle zone limitrofe a Novate perché sono delle buone scuole.
Ma qui occorre fare delle scelte che diano risposte efficaci ad un problema importante e ci auguriamo che nell’ambito delle Commissioni Comunali si trovi il modo e il tempo di discuterne serenamente e non a giochi già fatti.
Per ascoltare senza possibilità di essere ascoltati non è necessario essere “esperti”, basta una casella postale dove ricevere le comunicazioni.
Aria Nuova per Novate
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1945-2005 60° della Liberazione
60 anni fa l’Italia fu liberata dal giogo nazifascista la lotta fu condotta da milioni di persone che si organizzarono nelle fabbriche con grandi scioperi disobbedendo al regime, poi con le armi attraverso la formazione di gruppi d’azione e brigate partigiane. Quest’unità di popolo porta alla scrittura della COSTITUZIONE nel 1948 facendo diventare quei valori la carta fondamentale dello Stato Italiano. Oggi più che mai occorre difenderli dall’attacco autoritario, antisociale ed antidemocratico del Governo di destra soprattutto su contenuti come:
“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” (art. 1)
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini, il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.” (art. 4)
“L’Italia ripudia la guerra come strumento d’offesa alla libertà degli altri Popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;....” (art. 11)
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinione politica, di condizioni personali e sociali.” (art. 3)
“La Stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (art. 21)
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.” (art. 32)
“La Scuola è aperta a tutti .... è obbligatoria e gratuita.” (art. 34)
“La Donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni ...” (art. 37)
“I Giudici sono soggetti soltanto alle leggi.” (art. 101)
Questi sono alcuni articoli della Costituzione che a 60 anni di distanza sono oggi in pericolo di soppressione o modifica: nella pratica già assistiamo a guerre preventive ed arbitrarie, alla globalizzazione dell’etica mercantile con privatizzazioni che hanno del disumano come quelle della Sanità Pubblica e dell’acqua, alla distruzione delle tutele dei lavoratori condannati a vivere in uno stato di precarietà senza garanzie per il futuro, del lavoro stesso, allo smantellamento dello stato sociale, della scuola pubblica, si attaccano la libertà di stampa, privatizzando anche la RAI agli interessi privati, e l’autonomia della Magistratura, si approvano leggi come la Bossi-Fini contro ogni tipo di solidarietà. Questi attacchi fatti oggi ai contenuti ed ai valori della COSTITUZIONE nel 60° della liberazione dal nazifascismo sono parte di quel revisionismo storico di cancellazioni delle verità imponendo il cambiamento delle regole in modo da rendere legittimo l’arbitrio e tollerata l’arroganza dei poteri forti, sminuire il compito del Parlamento e del Presidente della Repubblica ed accentrare tutto il potere nelle mani di un sol uomo che oggi si chiama Berlusconi. Non dobbiamo abbassare la guardia! Dobbiamo onorare i 5 caduti partigiani Novatesi e tutti coloro che anche a Novate hanno combattuto per la libertà. Ora più che mai la parola RESISTENZA deve avere il significato di partecipazione e presenza. Facciamo del 2005 l’anno del recupero della nostra storia contro ogni mistificazione revanscista. PARTECIPIAMO in massa alle iniziative per il 60° della Liberazione. Organizziamoci per raccogliere le firme necessarie per il REFERENDUM contro le modifiche dei valori e dei contenuti della nostra Costituzione.
Comitato Direttivo del Circolo
Steve Biko Partito della
Rifondazione Comunista
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Elezioni regionali:
un terremoto politico
Le elezioni regionali del 4 e 5 aprile hanno fatto registrare un vero terremoto politico. Come noto su 13 regioni dove si è votato 11 sono andate al Centro Sinistra e solo due, Lombardia e Veneto, al centro destra. Il dato più rilevante dal punto di vista politico è che complessivamente il centro sinistra ha guadagnato, rispetto alle regionali del 2000, oltre 2.000.000 di voti, il centro destra ne ha perduti 2.000.000. L’unione oggi è al 52,9 (+ 8,6 %), contro il 45,1 del Centro Destra (-6,6%). Questi i dati delle elezioni. L’onda lunga del berlusconismo si è spezzata, la gente è stata disillusa, le promesse a getto continuo non fanno più presa, la popolazione sta peggio e nonostante i grandi progetti, le rotture politiche e istituzionali il Paese arretra in tutti i settori, gli elettori l’hanno capito e punito chi vende sogni. Il dato più pregnante di questa percezione è questo, nel centro destra la sconfitta pesante l’ha subita Forza Italia, oggi al 18% contro il 25,6 del 2000. La gloriosa macchina elettorale si è inceppata e il partito sta franando. Non tragga in inganno il voto in Lombardia, pur confermando alla guida della Regione Formigoni il Centro Destra ha perduto più di 700.000 voti, (Istituto Cattaneo di Bologna) è la regione, la Lombardia, dove il centro destra ha perso più voti, proprio la regione che ha visto nascere Forza Italia e i fasti della Lega ormai presente quasi esclusivamente nel Lombardo Veneto. L’Unione ha recuperato circa 20 punti percentuali sul distacco di oltre 30 punti registrato nel 2000. Altro dato interessante è che a Milano Comune i due schieramenti sono praticamente alla pari e l’anno prossimo si vota per l’elezione del sindaco. L’Ulivo va ovunque avanti, i Ds sono il primo partito, l’Unione ha dimostrato che è un progetto politico vincente, Prodi è il leader indiscusso e prestigioso, malgrado gli insulti di Berlusconi. Anche Novate ha fatto registrare importanti novità che non mancheranno di avere riflessi sulla stabilità dell’attuale maggioranza. L’Unione passa dal 41,1% del 2000 al 52,3% di oggi con un incremento di 1.300 voti, il Centro destra dal 52,2% del 2000 al 45,1% di oggi perdendo 1.000 voti, Forza Italia passa dal 30,2% al 22,25% di oggi con 1.000 voti in meno, praticamente tutti quelli persi dalla coalizione. L’Ulivo guadagna 8 punti percentuali e 1000 voti. Questo dato ci dice due cose importanti; primo, un numero massiccio di elettori ha cambiato schieramento, non si è più nascosto nell’astensione; secondo, questa trasmigrazione è frutto quasi interamente del crollo di Forza Italia. Ora, l’asse di potere che si è formato in Comune, dopo le ultime elezioni amministrative, si basava sostanzialmente sulla forza elettorale di Forza Italia e sulla tradizionale compattezza politica di AN, che non arretra a Novate. Ebbene sarà interessante vedere le conseguenze del voto, che anche a Novate dà un segnale forte di cambiamento, la gente è stanca di promesse, sogni di gloria, di opere inaugurate e ancora non funzionanti, è stanca dell’arroganza del potere che molti esponenti di questa maggioranza hanno mostrato certi, sbagliando, che l’impunità elettorale fosse ormai un dato consolidato.
Democratici di Sinistra
Novate Milanese
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Un voto inequivocabile
Quasi sempre, al termine di una consultazione elettorale, le valutazioni fatte da molti esponenti politici portano la generalità dei cittadini alla considerazione riassumibile nella nota battuta “hanno vinto tutti, nessuno ha perso”.
Vengono citate, per la circostanza, serie interminabili di numeri, percentuali, zero virgola qualcosa, tanto che alla fine pure coloro che snocciolano i dati si convincono di avere ragione oltre, ben inteso, di avere convinto gli ascoltatori o i lettori. Forza Italia, complessivamente a livello nazionale, ha subito una sconfitta e la coalizione politica di cui fa parte governerà solo in due delle tredici Regioni chiamate al voto.
Una delle due Regioni scampate alla sconfitta è fortunatamente la nostra. Compito e capacità di chi scrive su questo periodico non permettono di estendere la visuale e, quindi, le analisi oltre un certo limite per non correre il rischio che diluendo il risultato di Forza Italia a Novate nel quadro generale si eviti di commentare e ponderare ciò che qui si è verificato.
Questi sono i dati a Novate Milanese: F.I. nel 2000 (regionali) registrava il 30.2%; nel 2001 (politiche) il 28.3%; nel 2004 (europee) il 23.7%; nel 2005 (regionali) il 22.3%.
Dall’osservazione di questi dati – il trend è sempre discendente (anche nel 2001 anno in cui la coalizione di centrodestra va al governo del paese),
In cinque anni (elezioni regionali 2000/2005) F.I. a Novate perde quasi 8 punti percentuali, circa un punto e mezzo all’anno. Riesce sempre difficile “pesare” le componenti che in una consultazione incidono sulla decisione del voto; quanto, in altri termini, l’elettore considera di ciò che è stato fatto sul territorio comunale, su quello regionale e su quello nazionale al fine di esprimere il suo voto. Sembra corretto, in questo caso, tralasciare la componente “locale” che avrebbe inciso sulle scelte dei Novatesi nonostante, rispetto alle elezioni comunali dello scorso anno 2004, F.I. registri un incremento di oltre quattro punti percentuali (22.3% 2005 regionali contro 18.1% 2004 comunali). Riteniamo, invece, che abbiano pesato la componente regionale e nazionale sul voto dei novatesi. Anche a Novate, dunque, si pone lo stesso problema per F.I. che si pone a livello nazionale o comunque a livello sovracomunale: analizzare, capire e tentare di risolvere le ragioni che portano l’elettore (novatese per quello che ci interessa) a scegliere un altro partito e non Forza Italia. Soffermarsi sulla riconquista della Regione Lombardia, considerandolo come un obiettivo raggiunto pur in mezzo ad altri mancati, non può essere un alibi per evitare di affrontare il vero problema e porvi rimedio.
Novate Milanese
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Alleanza Nazionale
terzo partito a Novate
Il 3 e il 4 aprile si sono svolte le elezioni regionali e, come è ormai noto a tutti, il centrodestra ha subito una significativa e indiscutibile sconfitta a livello nazionale. I quotidiani e gli altri organi di informazione hanno ampiamente riportato i commenti dei protagonisti. Ciò che invece dobbiamo commentare, sul periodico comunale, è il risultato a Novate Milanese nel contesto della Regione Lombardia. Come noto Roberto Formigoni è stato rieletto Presidente della regione con ampio margine su Sarfatti che tuttavia, nel nostro comune, ha ottenuto la maggioranza dei consensi. Si conferma dunque a Novate un maggior numero di voti al centrosinistra su elezioni “politiche”: un dato che non si può trascurare e che ci spinge ad un ulteriore sforzo. Incoraggiante è però un altro dato, estremamente importante per noi. Alleanza Nazionale ha infatti ottenuto un pregevole 10,29%, contro l’8,5% delle provinciali e l’8,8% delle europee dello scorso anno. Ci siamo riportati dunque sulle due cifre già ottenute nelle regionali del 2000 e nelle politiche del 2001. A Novate confermiamo inoltre risultati superiori alla media regionale ottenuta dal partito e questo è un evidente segno che conferma il radicamento di An sul territorio e il legame di fiducia con gli elettori novatesi. Alleanza Nazionale è così il terzo partito a Novate: un dato incoraggiante e che ci sprona a continuare a lavorare con maggiore determinazione ed energia. Per citare i risultati dei candidati sono senz’altro da segnalare le 121 preferenze per Prosperini e le 59 per Silvia Ferretto che sono stati eletti al Consiglio Regionale. Da segnalare anche le 55 preferenze per Borsani e le 40 per Paola Frassinetti, capogruppo di An in Provincia che, nonostante la mancata elezione, si è detta soddisfatta del risultato complessivo ottenuto. Un grazie a tutti gli elettori novatesi anche a nome di tutti i candidati.
Alleanza Nazionale
gruppo consiliare
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Pensiero sulle
elezioni regionali 2005
Analizzando l’esito di questa tornata elettorale, la vittoria, per ora provvisoria, del Centrosinistra sul Centrodestra non è dovuta alla sua forza, ma bensì ai due milioni circa di votanti in meno per la Casa delle Libertà. È da notare che i due milioni di voti che sono mancati alla Casa delle Libertà non sono confluiti al Centrosinistra, ma sono rimasti a “casa”. Evidentemente la Casa delle Libertà può vantare numerosi elettori casalinghi e parzialmente non convinti per cui astenuti dal voto. Questi voti mancanti hanno causato la vittoria del Centrosinistra sul Centrodestra di 11 a 2 nel governo delle regioni. Le due regioni, che sono rimaste con un governo di Centrodestra, dimostrano che con la Lega Nord Padania si può vincere anche in un periodo caratterizzato da avversità. A Novate, il rapporto tra R. Formigoni e R. Sarfatti, nonostante che il 2,38% più lo 0,25% sia andato a due raggruppamenti minori, si è mantenuto uguale al rapporto tra F. Penati e O. Colli di un anno fa. Questo dimostra che il raggruppamento di Centrosinistra non ha fatto breccia nei Novatesi nonostante le difficili situazioni dell’economia locale, nazionale ed europea. Il Centrodestra a Novate non ha subito un flusso negativo, e pensiamo che sia prematuro dichiararsi vincitori anche per il futuro. Con questo vogliamo credere che il secondo mandato di sindaco a L. R. Silva insegni qualcosa. In Europa le difficoltà economiche sono principalmente dovute al prezzo eccessivo del petrolio e alle economie aggressive e rampanti della Cina, dell’India ed altre economie similari. Si deve notare che l’economia della Norvegia e del Regno Unito sono le uniche economie dell’Europa occidentale che godono ottima salute. Il motivo di quest’ottima salute, per chi non lo sapesse, è dovuto semplicemente al fatto che la Norvegia e il Regno Unito sono il settimo e l’ottavo produttore di petrolio nel mondo. In aggiunta il Regno unito è il quarto produttore di gas combustibile sempre nel mondo. Credo quanto qui illustrato spieghi delle situazioni economiche felici in un continente di precarietà.
Ci fa paura il risultato di queste elezioni regionali che il Centrosinistra ha vinto 11 a 2. Ora queste forze politiche di Centrosinistra si daranno da fare affinché nell’Italia sia mantenuto ed incrementato quello che può essere definito “reddito da cittadinanza” che in molte regioni è considerato un diritto da usufruirsi in varie forme. Per esempio: pensioni sociali facilitate, reddito da lavori socialmente utili ed economicamente fasulli e cose similari. Magari introdurre un reddito minimo per i giovani. Noi ci domandiamo chi pagherà le imposte per attuare questi diritti ai redditi da cittadinanza? Il Centrosinistra scoprirà del petrolio in Padania e in Italia per pagare questi diritti al reddito? O scoprirà qualche miniera d’oro o titanio o cos’altro? Forse avranno in serbo di continuare con la loro economia innovativa quale nuove sale Bingo, estrazioni aggiuntive di Superenalotto, ripristino di tasse, naturalmente da programmare e socializzare, quale tassa per il Medico di famiglia o per l’Europa. Nuove forme d’imposte sul patrimonio e perché no, sollevarci dal pensiero della crumira proprietà privata? Oppure scoprire un metodo nuovo per inaugurare imposte aggiuntive, ma coerentemente giuste, e professionalmente distribuite e socializzanti a chi lavora e produce reddito. A questo punto, mi viene un dubbio, forse stiamo avvicinandoci al periodo nel quale si avrà il diritto alla miseria democratica, cioè uguale per tutti. Il socialismo reale dell’est Europa mi auguro ci abbia insegnato qualche cosa. Vogliamo credere che nel 2006 ci sia un forte ripensamento per chi votare, in caso contrario potrà gravare su di noi la famosa sigla D.U.C.E., che esplicitato significa: Domani Uniti Chiederemo Elemosina. Ci auguriamo che qui da noi, se ciò dovrà accadere, accada in modo acquerellato e non in modo violento come è accaduto nei paesi dell’area del socialismo reale, i quali paesi erano protetti da una cortina di ferro. Ve lo siete dimenticato? Buona fortuna e saluti padani per tutti che ne abbiamo tanto e tanto bisogno.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese
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