Da Novate alle Olimpiadi: Enzo,
un’entusiasmante avventura sportiva
A Novate vive un Campione sportivo che, in atletica leggera, ha partecipato a Olimpiadi, Campionati del Mondo, Giochi del Mediterraneo e nel 2006 sarà probabilmente alle Olimpiadi di Torino nello sci nordico.
Si tratta di Enzo Masiello, classe 1969, campione che nulla ha da invidiare ai grandi dello sport, dai quali si differenzia solo per un particolare: si muove su una carrozzina.
Dopo il terribile incidente a 18 anni, qual è stata la molla che ha fatto scattare in te la voglia di sport?
La sfida. Prima dell’incidente avevo praticato sport solo a livello amatoriale. Poi, nel mio letto di ospedale, ho incrociato un atleta che promuoveva lo sport disabili: l’ho sfidato nel suo sport, l’atletica leggera. Una sfida vinta, passata prima dalla riconquista delle cose semplici di tutti i giorni.
Perché ora una disciplina, lo sci nordico, così diversa da quella precedente?
Perché lo Sci Nordico? Perché è sempre stato una mia passione, perché ho sempre creduto/sperato di poter fare bene e perché un’Olimpiade Invernale... me la sono sempre augurata!
Anna è la tua compagna di vita: quanto è importante averla al tuo fianco a livello sportivo?
È un grossissimo supporto, è la mia prima tifosa e anche il mio critico più acceso: è uno dei miei stimoli migliori a dare il massimo, anche per ripagare gli inevitabili sacrifici comuni che la partecipazione a così tanti eventi sportivi internazionali richiede.
Barcellona, Atlanta o Sidney: qual è stata l’Olimpiade più bella?
Qualcuno dice: “la prima volta non si scorda mai”: credo che Barcellona sia stato il momento più bello. Certo, il risultato sportivo pesa nella scelta: però quella sera, correre la finale dei 5000m davanti a 40000 spettatori esultanti e vincere una medaglia di Bronzo è stato davvero sconvolgente ed appagante!
Dal 9 al 21 marzo 2005 parteciperai ai Campionati del Mondo di Sci Nordico in U.S.A.: cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
Di migliorare: come persona innanzitutto e come sportivo, migliorando la tecnica e gli ottimi risultati ottenuti alla mia prima stagione agonistica ai recenti Campionati Italiani e in Coppa del Mondo... Le Olimpiadi di Torino 2006? Mi auguro di esserci e di migliorarmi ancora... non mi pongo limiti... ma sempre senza troppe illusioni!
Cosa ti senti di dire a chi ha subito un trauma come il tuo?
Non credo ci siano parole adeguate: posso solo condividere la mia esperienza, augurandomi possa servire ad altri per tornare a vivere. Come accade a qualsiasi persona, non si potrà ottenere tutto, ma ogni sfida vinta, per quanto piccola, sarà sempre un passo in più verso una qualità di vita migliore.
Mentre questo articolo viene inviato in redazione, Enzo si trova in U.S.A: forza Enzo! Tifiamo tutti per te e ti aspettiamo presto per ascoltare le tue nuove avventure.
Mario Fedele
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La squadra del balun
del Fabricun - (Fabricunes)
L’era un temp che de praa
per giugà el balun ghe nera
un muntun
tucc i post eren bun.
Lì vesin ghera un bel praa
l’era minga sumenaa
la Via Cantone l’era un sentee
de lì fin cuntra la feruvia
se pudeva giugà
de lì che nasù la squadra
del balun del fabricun,
Vundes fiulottl cun la maja
bianca e negra Juventina
mudand bianch scarpett
de giugadur
l’era una squadra de riun
ben alenada afiatada.
Eren i temp del Combi
Rosetta, Callegaris
E ognun de lur ghe pareva
de vess i campiun de che’l temp
là se divertiven a giugà
in sui prà.
Se scuntraven cun i squader
dela Piassa, la Piasetta, la Palaseta
la Stasiunes, la Circules
cun quei de Bulaa e Branzaa
i pusee brav eren i
fabricunes, a Bulaa un cupa
aveven cunquistaa
pori fioeu in staa inbrujaa
al post dela cupa i medaii
gan daa.
Pian pian in del pra inturna
han cuminciaa custrùi casett e vilett
i fiulottl in diventaa giuinott
la fabricunes in lebessa le denida
l’era una sciura squadra del bell
gioeug.
Del fabricun se regorda
pù nissun
se riguardaa el noster poetta
citadin el Testuri Giuanin
el Fabricun e l’Arialda
liber de storii de
periferia milanesa
stori del temp pasaa
stori del noster Nua.
(Agust 92)
Achille Giandrini
La squadra del balun del Fabricun
Crippa Gaetano detto Gripeta
Merati Alfonso “ “ Rùsìi
Borroni Pierino “ “ Tato
Bianchi Giuseppe “ “ Pep
Oggioni Franco Franco
Monti Enzo Enzo
Bonsignori Alfonso “ “ Fonsino
Taveggia Giuseppe “ “ Pepino
Monti Davide “ “ Coo Russ
Moneta Angelo “ “ Angiulin
Farina Angelo “ “ Farineta (Purtee)
Aleenadur - Trainer Vaghi Flavio
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Lo smacco delle Amministrative
del 2004
Nei mesi scorsi le forze politiche di Centro Sinistra e membri della Società Civile si sono raccolte in dibattito pubblico (giustamente) come occasione di confronto della Coalizione esaminando le cause che hanno determinato l’esito negativo delle elezioni amministrative del 2004. Ogni gruppo organizzato ha esposto i suoi motivi critici. A questo proposito anche il mio pensiero è critico per i molteplici motivi che esporrò di seguito. In primis il candidato Sindaco. (Per fare chiarezza). A mio parere il candidato Sindaco deve essere una persona conosciuta, che abita e vive a Novate, che conosce il territorio, dotato di capacità politica, esperienza amministrativa, avere un certo tipo di rapporti con i cittadini.
Telaroli non ha questi requisiti.
Dal netto calo dei DS ha pesato molto il mancato rinnovamento del gruppo dirigente ( con cristallizzazione manifesta al proprio interno). La conduzione della campagna elettorale è discutibile. Faccio alcuni esempi concreti.
Primo giorno di campagna elettorale con gazebo in P.zza Pertini (il candidato Sindaco del Centro Sinistra Telaroli era assente). In apertura della campagna elettorale è importantissima la presenza del candidato sindaco, perché deve essere conosciuto alla cittadinanza, deve parlare con la gente, discutere del programma ecc. Seguita con lo Slogan-Aria Nuova per Novate. I componenti che gestivano l’iniziativa erano Savoldelli-Borsari-Pucci, ecc-ecc. Non erano inoltre presenti i Verdi e la Margherita, quest’ultima premiata. Mà... La lista, Altra Novate formata dai giovani ha avuto un effetto controproducente a mio parere. Da auto goal. I motivi sono diversi: primo la composizione dei ragazzi candidati nella lista Altra Novate, (una parte) sono figli di persone note (del Centro Sinistra). Secondo dovevano agire come azione di disturbo, nel togliere voti al campo di Centro Destra. Mentre il 3% dei voti che hanno ottenuto( dai risultati elettorali esposti) emerge che è stato preso all’interno dei DS. Quindi non è vero che hanno avuto un risultato di rilievo. Va bene inserire i giovani impegnandoli nella politica, fornirgli delle occasioni che gli permettano di esprimere le loro capacità, valorizzarli, facendoli sentire protagonisti. I giovani dovevano essere a mio avviso, inseriti all’interno, delle liste di ogni forza politica, per incidere di più. La lista Altra Novate è stata un eccesso. (Oltre la misura giusta) Un altro elemento significativo è il caso Benefica e le sue vicissitudini. Ovviamente questi avvenimenti sono sconfortanti ed esprimo un mio verdetto. Nonostante i cittadini a Novate si riconoscono a maggioranza nei valori del Centro Sinistra abbiamo perso le elezioni Amministrative a causa dell’egemonia dei DS.
Il cittadino
Luigi Gusmano
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Si sono da poco concluse le iscrizioni per il prossimo anno scolastico nei nostri Istituti Comprensivi; questi sono i dati:
• 253 (nuovi iscritti per l’anno scolastico 2005/2006 di cui 81 allievi nella scuola dell’infanzia - 90 allievi nella scuola primaria - 82 allievi nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Statale di via Baranzate).
• 261 (nuovi iscritti per l’anno scolastico 2005/2006 di cui 36 allievi nella scuola dell’infanzia - 101 allievi nella scuola primaria - 124 allievi nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di via Brodolini).
La loro lettura evidenzia una nuova necessità di spazi per ogni settore di scuola. Infatti:
• le scuole dell’Infanzia registrano una lunga lista d’attesa di famiglie escluse (circa 60);
• il numero degli allievi residenti è lievitato per i nuovi insediamenti abitatitivi a Novate;
• il numero degli allievi non residenti è incrementato anche per la qualità offerta dai progetti educativi e didattici dei nostri Istituti; questo, oltre a confermarci sulla bontà delle scelte fatte, è motivo di lustro per tutta la comunità novatese, che vede apprezzate e prescelte le proprie scuole anche da realtà limitrofe.
Inoltre:
• l’attuazione della riforma scolastica richiede nuovi laboratori o spazi laboratoriali;
• il servizio della refezione scolastica impone da anni il doppio turno delle mense.
Le diverse componenti della scuola hanno bisogno di risposte certe e in tempi brevi per poter:
• rispondere ai genitori in lista d’attesa;
• accettare tutte le richieste d’iscrizione;
• programmare attività che siano coerenti con la riforma scolastica;
• richiedere in tempo utile e non dilazionabile il numero necessario di insegnanti al C.S.A. (ex Provveditorato).
Si chiede pertanto di dare concretezza ai seguenti bisogni:
• aule per nuove sezioni di scuola dell’Infanzia;
• aule per le nuove classi di scuola primaria e secondaria di 1° grado;
• aule per i laboratori;
• spazi attrezzati per le attività di gioco;
• spazi per incontrare i genitori.
Alte sono l’attenzione e le attese della società tutta, protesa, attraverso la scuola, al suo futuro; imprescindibile il diritto allo studio da garantire ai suoi cittadini più piccoli.
I genitori firmatari restano in attesa di conoscere quanto questa Amministrazione Comunale vorrà prontamente fare.
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Ancora (purtroppo) sul difensore civico!
In seguito alla mia richiesta per l’istituzione del difensore civico presentata formalmente il 7/1/04 corredata di 1187 firme, in data 4/3/04 ho ricevuto formale risposta del Sindaco che, data la prossimità delle elezioni, la rinviava alla successiva legislatura. Ma, interpellato in un incontro casuale, il sig. Silva mi ha risposto negativamente adducendo a mio parere motivazioni poco credibili e comunque non sufficienti. Pertanto ho accolto la proposta del giornalista Piero Marrazzo che in una trasmissione “Mi manda RAI 3” del 2001 aveva invitato i cittadini a richiedere questa figura ai Comuni e in caso di risposta negativa a scrivere alla trasmissione perché facesse pressione su di loro: ho scritto un’e-mail citando i miei 2 precedenti articoli del 2001-3 e la raccolta di firme. In attesa di una risposta dalla trasmissione ricordo che la suddetta figura, presente da tempo in varie nazioni e città italiane, rientra nei diritti civili, e penso che la sua istituzione sarebbe molto auspicabile: mi permetto anche di far notare che tra le cause della mafia “legale” si annovera accanto alla disoccupazione e al clientelismo anche la scarsa trasparenza amministrativa che qualora si verificasse richiederebbe l’intervento della suddetta figura in qualità di garante.
Domanda: quando le richieste partono “dal basso” qual è il riscontro da parte delle Istituzioni Novatesi?
Rita Blasioli
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Divieti di sosta
sui parcheggi riservati
Da tempo, all’altezza del n. civico 20 di Via Latini, tra il parcheggio riservato al portatore di handicap e l’area adibita alla fermata della 82, la cui delimitazione sul manto stradale non è più visibile integralmente, stazionano giorno e notte in sosta vietata autoveicoli che ingombrano la carreggiata e sono di ostacolo agli automezzi che si dirigono verso l’incrocio con via Matteotti/via Rimembranze. Per superare tali veicoli in sosta, chi proviene dall’incrocio con via XXV Aprile è costretto ad invadere la corsia opposta e le cose si complicano quando al traffico ordinario si aggiungono, nelle ore di punta, gli utilizzatori dei box di via Latini 17, sia in entrata che in uscita dalla rampa. Per ovviare a tale situazione di pericolo oggettivo, suggerisco di spostare la zona di sosta riservata al portatore di handicap di qualche metro in avanti, e cioè a ridosso dell’area riservata alla fermata dell’82 (la cui segnaletica sul manto stradale va rifatta). In tal modo il divieto di sosta su quel tratto di strada si renderebbe più palese di quanto non appaia oggi.
Cordiali saluti
Lettera firmata
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Sono un cittadino Novatese da appena quattro anni, abitante in via Brodolini n. 15/E proveniente da Milano e desidero pubblicamente dare atto con animo grato dell’efficienza ed indispensabilità della preziosa attività dei “SERVIZI SOCIALI” che dubito avrei potuto trovare nella stessa metropoli.
Purtroppo da oltre un anno mia moglie Luisa di anni 78 è stata colpita da grave malattia del sangue che l’ha costretta al ricovero nell’Ospedale di Bollate nei mesi di giugno e luglio dello scorso anno e nel gennaio di quest’anno, con continui, frequenti controlli in Day-Hospital.
Purtroppo io sono ipovedente con riconosciuta invalidità civile e quindi da diverso tempo non posso più guidare l’auto. Ho raggiunto l’età di 82 anni e la stazione Ferroviaria di Novate è abbastanza lontana dalla mia abitazione (ritengo che sarebbe auspicabile un prolungamento della linea ATM 82 fino a piazza Edison) ed anche il tragitto dalla stazione di Bollate all’Ospedale non è certo breve. A Bollate non vi è neppure un servizio di taxi pubblico o privato. Ora, grazie all’attività dell’Ufficio diretto dalla gentile signora Beatrice Stampa ho potuto risolvere i miei problemi potendo fare affidamento sul trasporto con le auto comunali guidate da volontari od obbiettori di coscienza.
A questi bravi giovani ed alle coordinatrici interne del servizio va il ringraziamento mio e di mia moglie, testimoniando che sono i fatti concreti che contano e non le diatribe inconcludenti della politica!
Dott. Mario Mancigotti
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Giovedì 3 marzo 2005. La neve... tanta... bianca... soffice e fredda al punto giusto. I bambini escono da scuola e subito si innesca con la complicità di genitori e amici quel meccanismo gioioso di ricerca del divertimento più puro e sempre più goliardico della palla di neve più grande, della battaglia a palle di neve più coinvolgente, della pioggia di neve agitando i rami degli alberi più copiosa e fitta della nevicata, del pupazzo di neve più grande, più addobbato, più reale. Alla fine il giardino davanti alla scuola (la Don Milani di via Baranzate) assume un aspetto fiabesco, tutto imbiancato e ovattato, con gli alberi incorniciati in candidi profili di neve, le panchine ricoperte da materassi bianchi e ghiacciati, le orme di grandi e piccoli che quasi permettono di riconoscere ogni loro movimento appena trascorso... e .......quegli strani guardiani di neve appena costruiti e messi lì quasi a protezione della scuola e del giardino e forse anche loro ansiosi di rivedere i loro piccoli creatori e risentire le urla e le risate di tutti coloro che volevano godersi ogni attimo di un tardo pomeriggio inconsueto e non riproponibile a comando. Forse quei guardiani sono stati troppo ingenui credendo che al calar della sera l’arrivo di altre figure annunciasse la prosecuzione di quella fantastica festa di qualche ora prima. È così hanno lasciato che la “festa” la facessero a loro, subendo una vera e propria esecuzione ultimo atto di una condanna inevitabile. PUM... PUM... dai... spingi... sì... buttalo giù... ecco dai... dai... tiriamo giù anche l’altro... alè... bravo... bravo... ora schiaccialo... Ecco... tutto a posto... il giardino è tornato come prima. Ora non ci sono più quelle figure di neve che davano tanto fastidio e per fortuna dei bambini però neanche quelle distruggitrici che si sono investite del ruolo di boia dei pupazzi di neve che sicuramente all’insaputa di tutti avevano commesso crimini inimmaginabili quali quelli di rendere felici i bambini che li avevano “messi al mondo” e anche quei bambini che la mattina seguente avrebbero goduto delle opere dei loro amichetti. Invece venerdì mattina... facce tristi, incredule anche qualche lacrima sui volti paffuti, rossi ed infreddoliti di coloro che si stavano per ributtare a rimettere in piedi i loro amici pupazzi e non potevano mostrare orgogliosi alle maestre e ai compagni le loro opere d’arte. E i commenti senza parole dei grandi che cercavano di consolare i loro piccoli dicendo e promettendo “...dai lo rifacciamo.... Si è già sciolto... è caduto..... a qualcuno non piaceva...”.
Sì, a qualcuno non piace che i bambini siano contenti, non piace che i bambini si divertano con poco... loro preferiscono la playstation, la moto chiassosa, il bar fumoso, la bomboletta imbrattatrice e le loro mani capaci di distruggere invece che di creare.
Forse loro non hanno mai costruito un pupazzo di neve, forse nessuno glielo ha mai insegnato o li ha mai aiutati a farlo, forse odiano la neve, forse non sono mai stati bambini. Nessuna vendetta, nessun rancore... solo dispiacere e una promessa e un invito. La prossima volta faremo 5, 10 ...tanti e tanti pupazzi in più. Vogliamo che anche coloro che questa volta hanno distrutto nell’ombra e di nascosto un motivo di felicità e di serenità vengano con noi a lavorare insieme per mantenere vivo il sorriso dei nostri bambini. Questa chiediamo e varrà come un’impagabile “scusa” rivolto non a noi, ma a tutti i bambini che di notte avevano pensato e sognato i loro amici sorridenti, nevosi e ghiacciati, senza sapere che invece stavano per diventare dei “condannati”!
Antonio Arena
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Egr. Sig. Sindaco,
Vorrei trovare più cuore nella Sua politica... Vedendo questa mattina quel ragazzino con la cartella, attraversare via Di Vittorio all’altezza della rotonda, tra la nebbia e le vetture che dovevano di colpo fermarsi, mi sono promessa che oggi stesso Le avrei scritto. E mantengo la parola. Tre anni fa Lei ricevette una lettera dagli abitanti della zona di via M. Curie con circa 100 firme, nella quale si chiedeva di fare un piccolo intervento per rendere meno pericoloso il percorso dei ragazzi che si recano alla scuola media “G. Rodari”. La scuola si trova di fronte alle loro case ma per accedere ad essa i ragazzi devono percorrere un tratto molto lungo (via Buozzi, Prampolini); tutti quindi accorciano il percorso passando per la trafficata via Di Vittorio senza passaggio pedonale.
Così 100 persone (con rispettive famiglie) hanno chiesto di realizzare:
- un attraversamento pedonale all’altezza di via M. Curie
- un percorso pedonale a fianco degli orti
- un accesso alla scuola attraverso un cancelletto sul retro della scuola.
Non si trattava di un intervento costoso. Eppure nulla è stato fatto. E non solo, non abbiamo ricevuto alcuna risposta! Silenzio. Inerzia. Come si può ignorare la richiesta di ben 100 persone?
Sulle pagine di questo giornale, Lei ha parlato dell’importanza del cuore nella politica ... Fosse vero... il mondo sarebbe così bello... Ma io non vedo proprio il cuore in questo tipo di riscontro alla nostra lettera. Al contrario, non vedo alcuna sensibilità. Probabilmente non è il cuore e l’attenzione alle richieste dei cittadini ad influenzare le Sue decisioni. E poi non è solo il fatto di non aver ottenuto l’intervento richiesto. È il Suo silenzio che mi offende, che immagino, offende tutti coloro che hanno firmato questa lettera.
Concludo chiedendo a tutti gli automobilisti un’attenzione particolare nella zona di via Di Vittorio all’altezza della rotonda. Ci potrebbe essere un ragazzino che sbuca all’improvviso.
Vi prego di fare un’attenzione almeno fino a quando il cuore ed il rispetto prenda davvero l’importanza nella politica.
Cristina Lubosik
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I costi dello smaltimento degli RSU
Ho letto il suo articolo in oggetto e mi sono chiesto:
* se la raccolta differenziata è sostanzialmente un costo senza benefici perché si continua con questo sistema?
e se la risposta dovesse essere “per rispetto della legge”, cosa prescrive la legge in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani? Aspetti che non sono chiariti nel suo articolo e che penso debbano fare parte di una corretta informazione. E ancora dove finiscono il rifiuti cosiddetti “umidi”? E cosa ha significato per i novatesi il provvedere all’interno delle proprie case, condomini, aziende all’attuazione della raccolta differenziata?:
* incremento dei contenitori di raccolta,
* trovare spazi dove riporre/stazionare gli stessi raccoglitori, e
* conseguenti interventi di “nascondimento” (nei condomini) dei contenitori negli spazi comuni con costi non contemplati nella sua analisi,
* manutenzione e pulizia dei contenitori di raccolta,
* rotture dei contenitori provocate da mezzi/personale AMSA, che non provvede alla loro sostituzione,...
questo a farmi pensare e dire “quanto erano meglio i sacchi di plastica, trasparenti e non, che si usavano prim”a!
Allora caro Assessore “... che deve rispondere ai cittadini dei loro soldi...” spesi per un servizio che è solo un costo in crescita oltre a prendere in esame il “... problema di equità nel pagamento della tassa rifiuti...”, confermi nel suo prossimo appuntamento anche che quanto viene oggi fatto è rispettoso delle leggi in essere, portandole anche a nostra conoscenza unitamente ai dati di costo/ricavo del Servizio di Nettezza Urbana, e questi meglio se in dettaglio
In sintesi se informazione deve essere chiedo che sia completa. Grazie
Cordiali saluti,
Angelo Bernardo Maccalli
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Smaltimento rifiuti
Vorrei cortesemente rispondere al cittadino che nell’articolo pubblicato su Informazioni n. 5 del Dicembre 2004, si è definito “bamba” per aver correttamente contattato l’AMSA per un problema di smaltimento di rifiuti ingombranti a domicilio.
L’Amministrazione Comunale si è premurata di informare ampiamente e chiaramente i giorni di smaltimento con pubblicazione su Informazioni e con la distribuzione di un calendario illustrativo (con un costo certamente non indifferente) per divulgare il più dettagliatamente possibile le modalità e le scadenze della raccolta rifiuti a domicilio.
Il nostro concittadino certamente, non è stato attento e ignorava completamente le regole relative al Servizio suddetto. Ritengo, quindi, che i residenti che il nostro sconosciuto lettore considera “Furbi” perché disinteressandosi delle regole imposte, piazzano nelle strade ogni sorta di masserizie, senza rispettare i giorni di raccolta previsti, siano semplicemente degli “incivili” che non conoscono le modalità della comune convivenza urbana.
Ermelindo Locati
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Vorrei far conoscere mediante Informazioni Municipali una incongruenza e poi dare un consiglio sul divieto di parcheggio di alcune vie in occasione del lavaggio delle strade. Abito in via Fermi, ove vi è il divieto di sosta al mattino di sabato per il lavaggio strade; inoltre ai lati di via Fermi esistono due piccoli parcheggi: uno sull’angolo di via Di Vittorio che chiamerò parcheggio A ed uno all’angolo con via Edison che chiamerò parcheggio B. Nel primo vi è la possibilità di parcheggiare circa 25/30 macchine e nel secondo circa 10 macchine. Il divieto di sosta sulla via Fermi e sul parcheggio B è per sabato mattina,mentre esiste da sempre un cartello con il divieto di sosta al martedì mattina per il parcheggio A. Da quando esiste quest’ultimo divieto, MAI è stata lavata la strada nel parcheggio A. Un onesto cittadino ligio alle leggi è costretto a preoccuparsi di sistemare la macchina al venerdì sera fuori da via Fermi ed al lunedì sera fuori dal posteggio A: due volte alla settimana. Ma se almeno fosse stata lavata una sola volta la strada nel posteggio A! Quindi il cittadino al lunedì sera non mette la macchina nel posteggio A, ma al mattino del martedì vede tutte le macchine in sosta nel posteggio A senza che abbiano la multa per divieto di sosta. Recentemente poi in gennaio un avviso municipale ha ribadito il concetto comunicando “come da ordinanza della Polizia Locale n. 406 del 28 dicembre 2004 nei giorni e nelle ore indicate è istituito il divieto di sosta a tutti i veicoli...” e quindi ricompare il divieto per il parcheggio A al martedì mattina.
È passato tutto gennaio e tutto febbraio e detto parcheggio non è mai stato lavato ed i soliti cittadini ligi se ne guardano bene dal posteggiare al lunedì sera, ed al mattino di martedì si sentono scornati nel vedere detto parcheggio pieno di macchine senza multa e senza strada lavata. Quindi per me quel divieto è una presa in giro. È inutile aggiungere altro!
Ed ora il consiglio: Perché non si coinvolge nel lavaggio delle strade anche il parcheggio A al sabato mattina così come viene fatto per il parcheggio B?
Leopoldo Cananzi
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L’Istituto risponde...
La Dirigente Scolastica, il Collegio Docenti, il Consiglio dell’Istituto Statale di Via Brodolini, in riferimento alla lettera pubblicata sul Vostro numero 1 di gennaio 2005 con il titolo “Plesso Cornicione”, desiderano chiarire quanto segue:
a) spetta al Collegio Docenti ed al Consiglio di Istituto, in base all’art. 5 del D.P.R. 275/99 la scelta dell’organizzazione oraria necessaria per la realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa;
b) spetta alle famiglie scegliere il tempo scuola per i propri figli (27 ore / 30 ore / 40 ore settimanali nella scuola primaria).
Al contrario di quanto sostenuto dai genitori firmatari della lettera, che non hanno compreso la differenza tra organizzazione oraria e tempo scuola, il Collegio dei Docenti ed il Consiglio di Istituto hanno scelto, nel passato, il modello organizzativo attuale, articolato su sei giorni settimanali, senza rientri pomeridiani, ad esclusione di chi ha scelto le ore opzionali.
Oggi, i due organismi citati, nell’ambito della loro esclusiva competenza ed all’interno della loro specifica prerogativa hanno stabilito di valutare, di tale modello organizzativo, l’efficacia, la validità educativa e didattica, gli effetti e le implicazioni sul più complessivo andamento dell’Istituto giungendo alla conclusione che una tale organizzazione oraria non rispondeva più a criteri di adeguatezza e condivisione interna: requisiti questi indispensabili per favorire l’identità di una scuola e la crescita umana e professionale di chi opera con i bambini.
La decisione di mutare la cornice organizzativa, non il tempo scuola (i genitori firmatari purtroppo hanno confuso i due aspetti) è, perciò, il risultato di un meditato confronto tra docenti e genitori e di una più attenta valutazione, che sinteticamente si riporta:
1) si è valutato, come negli anni, avessero influito negativamente due diversi modelli orari all’interno della stessa scuola: un plesso con sole classi funzionanti a tempo pieno, un plesso con sole classi funzionanti a tempo modulo. La differente organizzazione oraria, nel tempo, aveva finito con il determinare differenze educative e didattiche tra docenti impossibilitati a confrontarsi tra di loro; la differente organizzazione oraria, nel tempo aveva finito con il determinare opportunità educative diverse per gli allievi, vista la difficoltà di costituzione di classi con alunni provenienti da diverse realtà culturali e sociali.
2) si è valutato l’effetto sperequativo tra i due modelli organizzativi: da una parte, nel plesso di via Brodolini, la presenza di classi molto numerose, 23/24 allievi; dall’altra, nel plesso di via Cornicione, la presenza di classi con un numero di allievi mai superiore ai 18.
Il Collegio Docenti ed il Consiglio di Istituto, non hanno leso il diritto delle famiglie firmatarie della comunicazione a mantenere il tempo scuola prescelto all’atto dell’iscrizione, non sarebbe normativamente possibile!, hanno scelto, soltanto una condizione organizzativa unitaria, più funzionale agli interessi della scuola e più rispondente ai bisogni dei bambini. Questi ultimi, infatti, non possono non avvantaggiarsi di scelte educative e didattiche concordate e vagliate da una intera comunità scolastica. Ciò premesso, si comprende il disappunto e la ragione di chi deve adattarsi l’anno prossimo ad un diverso modello organizzativo, non ad un diverso tempo scuola, per i propri figli. Ma perché le famiglie si facciano conto e ragione delle scelte operate, occorre risalire all’intento del legislatore che ha voluto attribuire la competenza esclusiva in merito alle scelte organizzative e didattiche al Collegio dei Docenti e poi al Consiglio di Istituto.
La Dirigente Scolastica
Il Collegio Docenti
all’unanimità
Il Consiglio
di Istituto all’unanimità
Istituto Comprensivo
via Brodolini
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