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Ci scrivono

"Il Gesiö e i graffiti"
Lettera
Lettera
Emergenza neve
Qualità dell'aria
El feree de la piaseta
"Tutti sulla neve con il C.A.I."
Camminare a Novate
Vivere con l'angoscia di ssubire un furto "2° puntata"
"Quasi perfetta" (uno spettacolo sull'anoressia)
Grazie Nonno Giovanni
Scuola Materna: c'è quaalche raccomandato?
Viabilità e traffico urbano
Una precisazione sui box
Altri ricordi
Storie
Dov'è finita l'eleganza italiana?

“Il Gesiö
e i graffiti”

Negli ultimi anni tutta una serie di lavori hanno reso Novate più carina e con un centro che mi piace girare a piedi.
Ci sono tuttavia ancora tante cose migliorabili, ma adesso vorrei concentrarmi esclusivamente sui lavori di restauro che restituiranno finalmente fra breve il GESIÖ ai novatesi.
Sarò molto fiera allora, che anche Novate abbia un monumento storico, ma sono anche preoccupata e sicura che, non appena la chiesetta si mostrerà in tutto il suo candore, sarà imbrattata dai soliti repressi graffitari, che purtroppo a Novate, e non solo, imperano senza possibilità di rimedio.
È triste pensare che una persona si senta soddisfatta e realizzata a “far dispetto” e rovinando il frutto del lavoro di altri.
La loro bruttezza d’animo si esprime con queste forme di disprezzo...non voglio aggiungere altro, se non una proposta.
Non sarebbe possibile dotare la chiesetta di telecamere per vegliare sulla sua integrità?
O forse recintare?
Già mi immagino la storia della chiesetta scritta in un cartellone in due lingue e qualcuno che dice... “andiamo a vedere il GESIÖ di Novate?”
Sono una sognatrice? No, mi piacciono le cose belle e le espressioni della bravura artistica. Sono fiduciosa.
Dolores Monti

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Lettera
Cari cittadini,
questo periodico in un box a firma del signor Luigi Carrara “Doverose precisazioni sull’Oasi”, ci informa ulteriormente sul progetto in evoluzione che vede come oggetto d’intervento l’Oasi S. Giacomo e come attori paritetici il Cottolengo e la nostra Amministrazione Comunale. Ora mi chiedo, una volta definito il nuovo progetto e relativi costi e quote di competenza del Comune, se la nostra Amministrazione, “vista la situazione ed il rischio di perdere una istituzione come l’Oasi tanto cara alla nostra comunità” ha in programma d’informare in forma completa e chiara anche noi cittadini e di favorire e accogliere anche eventuali nostre osservazioni, che potrebbero aiutare i nostri amministratori nel prendere le necessarie decisioni a favore di tutti noi. Io non mi sento estraneo a quanto succede in Novate, così come penso delle altre persone che qui vivono. Solo non vorrei sentirmi e probabilmente sentirci ignorati! Cordialmente,
Angelo Bernardo Maccalli

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Lettera
Per due volte in questi ultimi mesi c’è stato il blocco del traffico nella nostra città, come in altre della Lombardia, e mi chiedo se, con l’unico strumento di cui il buon Dio ci ha dotato, il naso, anche voi vi siete accorti di respirare aria migliore rispetto ai giorni precedenti. Io e alcuni miei amici a passeggio per Novate, non ce ne siamo proprio accorti. Ci siamo però ricordati che anni fa l’Amministrazione Comunale informava la cittadinanza, con bei manifesti, circa la qualità dell’aria che nel bene e nel male si respirava. E per estensione dei richiami alla memoria, è doveroso richiamare la nostra attenzione anche all’acqua che ci viene fornita dal Consorzio Acqua Potabile, della quale non sappiamo più nulla da tempo. Anche di questa si ricordano bei manifesti che riportavano le caratteristiche dell’acqua erogata, ora non più. Tutto questo non fa pensare a Novate come ad un’isola felice dove tutto è bello e buono, anzi fa nascere dubbi che certamente i silenzi della nostra Amministrazione non dissolvono. Chissà che nel prossimo numero di questo periodico non ci siano notizie, dati e tabelle confortanti per tutti noi cittadini. Cordiali saluti,
Maria Floriana Mognetti

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Emergenza neve

Vorrei esprimere il mio personale disappunto riguardo alla (cattiva, a mio avviso) gestione dell’emergenza neve nei giorni 26 e 27 gennaio scorsi da parte del Comune e degli organi preposti a tale compito.
Nonostante vi fosse stato un adeguato preavviso (bollettini meteo anche sulle televisioni), si sono registrati notevoli ritardi nell’intervento dei mezzi spazzaneve e spargisale e in alcuni casi (via Petrarca, via XXV Aprile, via Prampolini) tali mezzi non sono passati neanche nella giornata di sabato 28.
Ho vissuto sia da automobilista sia da pedone il disagio di dover affrontare le strade e i marciapiedi innevati con conseguente rischio per la mia incolumità fisica.
Ho più volte sollecitato la Polizia Locale al riguardo.
Alle 7.30 di venerdì ho fatto presente che sulle strade erano presenti almeno 20 cm di neve e che nessun mezzo fosse passato fino alle ore 6.30. L’agente che mi ha risposto prima ha detto che i mezzi erano passati, poi su mia insistenza mi ha rassicurato che avrebbe verificato. Alle 17 ho richiamato la Polizia Locale segnalando il permanere di strade a grande scorrimento (via Brodolini) ancora innevate e difficilmente transitabili. Dopo aver avuto la cornetta riappesa da parte di un agente, ho richiamato e in risposta mi è stato detto che era in atto un contenzioso tra la ditta appaltatrice dei lavori di spalatura neve e la Polizia Locale e che soltanto alle ore 9 (quindi con più di 20 cm sulle strade) la Polizia Locale aveva preso in mano direttamente la situazione mandando propri agenti a condurre i mezzi spazzaneve. Da ciò concludo che prima di tale ora i mezzi non fossero intervenuti.
A ciò si aggiunge la tardiva chiusura delle scuole da parte del Sindaco (è una sua prerogativa, come successo nel Comune di Milano, v. servizio nel TG3 Regionale del 28/1) soltanto per la giornata di sabato, quando invece, vista la situazione di giovedì sera, le scuole avrebbero dovuto rimanere chiuse anche venerdì.
La situazione non si è aggravata soltanto per il provvidenziale intervento della pioggia nella giornata di sabato.
Auspico che chi ha la responsabilità di governare-amministrare la “Città” e di proteggere la cittadinanza individui i responsabili della inadeguata gestione della situazione e ne tragga le dovute deduzioni.
Credo di aver interpretato il pensiero di molti concittadini e spero che le autorità e istituzioni preposte vogliano scusarsi pubblicamente con la cittadinanza per i disagi che non sono stati in grado di evitare.
Marco Mapelli


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Qualità dell’aria

Vivere in paese, comporta tanti disagi, molti dei quali provocati dall’intenso traffico automobilistico. Il movimento dei mezzi privati di trasporto è in parte l’origine dell’elevata concentrazione di inquinanti che respiriamo ogni giorno. Periodicamente, l’ARPA rende noti i dati di qualità dell’aria urbana. Ma i cittadini stentano a capire quali sono i rischi reali e come difendersi. L’informazione per agire. (Quella che manca). Uno studio realizzato in diverse città italiane (denominato Misa-2) ha stabilito che apponendo limiti più restrittivi agli inquinanti atmosferici come quelli fissati dalle direttive europee, ad oggi si sarebbero potuti evitare un migliaio di decessi per le polveri fini e il biossido di azoto (due tra i veleni più temuti e rilevati di frequente nelle nostre città). Lo studio ha esaminato con cura un aumento della mortalità giornaliera per cause naturali, associato alla crescita delle concentrazioni di inquinanti come No, Co e polveri fini (PM10). Le polveri fini sono una complessa combinazione di numerosi inquinanti, aggregati in particelle finissime: sabbia, ceneri, polveri, fuliggine, sostanze silicee, sostanze vegetali, composti metallici, fibre tessili, sali, carbonio o piombo: dal Sindaco nessuna notizia. I cittadini hanno la percezione che non ci siano alternative. Non è vero. Il sindaco è il responsabile della salute pubblica dei cittadini. A lui spetta intervenire quando lo smog supera i limiti di guardia. Di solito l’inquinamento supera i confini comunali, quindi spetta alla Regione il compito di identificare le aree critiche e redigere un piano di intervento. Spetta invece all’ARPA (Agenzia Regionale per l’Ambiente) rilevare e fornire i dati di qualità dell’aria rendendoli pubblici alla cittadinanza. Gli inquinanti sono misurati ogni giorno attraverso reti di monitoraggio. In ogni città esistono apposite centraline di rilevamento (a Novate non ce n’è una) che catturano la presenza di monossido di carbonio, di ozono, di polveri sottili, di ossidi di azoto e di benzene: i principali ingredienti dello smog in città. È proprio sulla base dei dati rilevati dalle centraline, quando i veleni superano per giorni i limiti massimi previsti, che le amministrazioni locali adottano dei provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria, per esempio il blocco del traffico o la circolazione a targhe alterne. (A Novate non ho mai visto un cartello di informazione ai cittadini a firma dell’Amministrazione Comunale). Le auto, tra l’altro, inquinano, provocano incidenti e sono un pretesto per fare altre strade. Perché si limita la circolazione del traffico? In realtà sono soprattutto i veicoli diesel e la combustione di gasolio e di olio combustibile a emettere più particolato, frutto delle emissioni di scarico. I blocchi della circolazione, però, riguardano quasi unicamente auto e moto non catalizzate. Vietare o limitare la circolazione ai veicoli diesel significa colpire il trasporto commerciale, strategia che in generale le amministrazioni preferiscono evitare. Limitando la circolazione dei mezzi privati più vecchi si penalizza un numero ridotto di cittadini (il provvedimento risulta meno impopolare). Non basta sensibilizzare gli automobilisti a usare in modo intelligente l’auto. Servono azioni di prevenzione, attraverso strategie di mobilità alternative. Occorre potenziare il trasporto pubblico, favorire l’uso della bicicletta e ridurre l’accesso dei mezzi pesanti in città incentivando il trasporto merci su rotaia.
Il cittadino
Luigi Gusmano


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El feree de la piaseta
Lè una vèggia pianeta de Nüà
e tanti cà vecc gh’in restà
cume cent’ann fa e pussee in là.L’era el riòn di spagnoeu
diseven i map de che’l temp
là. I vecc da pader in fiòeu
tramandaven stori e mestee.Ghè anmò adess, un p’ò scunduu
un cantònii, un temp ghera
una bòtega de ferascin,
e lì vesin la curt di soci
e quela del murì.Duu fradei, el Brusii e Valentii,
feràven cavaj e puledre
cumè aveva fa imparà ‘l so pà
Peder.La fusina a carbun,
el mantes semper piss,
i ferr sota a scaldà
prunt sù l’incùdin per vess
laorà.Faseven anca port, cancelett,
ringher, poggiò tucc bej
laorà, foej, rousett e fraschett
in ferr batùu.La pianeta l’era un sit
per truass a ciciarà e cintà
robb de che’l temp là,
ghera semper un quej vùu
che cuntava bagul pusee gross
de lù.El 17 genar, Sant’Antoni
del purscell, faseven un bel
falò, cantaven “cipribì cipribò”
fassìnn de legh, margasc
ben impignàa, una fiamada
e tucc in gir una bela cantada.Quant ghera la festa de Nüà,
giuster di cavaj, calcinculo,
barachin, el gioecc de l’ancurina
tiraca, firù, turùn, l’era tucc
un attraziun.De primavera e jn estaa
l’era un p’ò pusee alegra,
de domenica rivava l’omm
cun l’òrganin tirà d’un asnin
o un cavallin.
La gent interna la vusava,
“salta Ninetta, fa la pirùletta”.Giuinott, signorin
Balaven su la tera batuda,
sona ‘l Tango, no sona un Valzer
l’onestep, o la mazurca
l’era una alegria per
tùta la compagnia.Adess, in pianeta
ghè tutt cambiaa,
al post del ferèe ghè
un piastrelle, machin
pusteggia, chi va, chi ven,
i tradiziun sin perdù
e per ricurdass vò cuntà
un tuchel del vecc Nüà.(Genar 1990)
A
chille Giandrini

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“Tutti sulla neve con il C.A.I.”
Mentre Di Centa vinceva la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino noi vincevamo tre coppe alla gara di sci a Campodolcino. Sì, noi della banda Santa Cecilia che proprio Domenica 26 Febbraio eravamo in gita con il C.A.I. di Novate Milanese e come tutti gli anni non solo abbiamo partecipato alla gara ma abbiamo allietato con la nostra musica il momento di ristoro con piatti prelibati e le premiazioni ricche di coppe per tanti campioni. Una giornata bellissima con il sole e tanta neve e tanta voglia di stare insieme sia sui campi da sci che in pullman cantando e scherzando. Attendiamo sempre con tanta trepidazione questa giornata sulla neve e ringraziando il C.A.I., ci prenotiamo per il prossimo anno. Durante tutto l’anno invece ci potete trovare il giovedì sera presso la nostra sede di via Verga dove si svolgono le lezioni di musica sia della scuola che le prove per la varie manifestazioni e concerti, sempre presenti ed attivi per poter dare un vasto, vario e nuovo repertorio musicale.
Angelica

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Camminare
a Novate

Lo scorso mese di febbraio ho avuto la disavventura di attraversare sulle strisce pedonali via Vittorio Veneto all’uscita della rampa del sottopasso pedonale alla ferrovia, nulla di eccezionale se non fosse stato per i cubetti di porfido dissestati e sconnessi su cui ho inciampato e sono caduta procurandomi la frattura della testa dell’omero e una lussazione alla spalla destra.
Un mese di immobilizzazione con tutti i disagi immaginabili per una donna settantacinquenne che vive sola; il tutto grazie alla mancata manutenzione delle strade e alla scarsa attenzione ai bisogni dei cittadini.
Una buona amministrazione dovrebbe avere a cuore le persone più deboli, quindi far sì che gli anziani oltre ai servizi essenziali possano muoversi sul territorio senza rischi per la propria incolumità.
Chi mi ripagherà del dolore sopportato, della lunga riabilitazione, della difficile ripresa?
Imelde Breviglieri

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Vivere con l’angoscia di subire un furto “2ª puntata” Sull’Informazioni Municipali n° 4 dell’ottobre 2003 è stato ospitato il mio articolo che denunciava lo stato d’animo di molti abitanti della zona per l’elevato n. di furti di varia natura subiti.
Vi invio il testo di quell’articolo:
“Vivo a Novate dal 1974, prima in via Monte Rosa, da anni in via Gran Paradiso n 9.
In zona sono sempre avvenuti furti, negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale.
I condomini della via G. Paradiso n° 9, dall’inizio dell’anno alla fine di luglio hanno subito ben sei furti; 3 vetture, 2 autoradio, 1 furto di oggetti vari in un’auto e per finire un furto in un box, più altri furti subiti dagli abitanti del quartiere. Questo, ovviamente ha causato un grave danno economico ai cittadini novatesi che vivono del proprio lavoro, fanno il proprio dovere pagando le tasse, allo stato, alla regione e al comune. NON chiediamo alle forze dell’ordine presenti sul territorio e all’amministrazione comunale la luna, chiediamo di essere tutelati, almeno come gli altri cittadini novatesi. Abbiamo alcune proposte da fare alle istituzioni preposte, certo non saranno queste proposte ad eliminare i furti, ma farli diminuire.
1) Aumentare la presenza sul territorio (specialmente di notte) delle forze dell’ordine, compresa la Polizia Municipale.
2) Migliorare l’illuminazione stradale.
3) Potare fino a 3 mt. i rami delle piante del prato antistante al n° 9 e n° 13 della nostra via.
4) Installare delle telecamere zonali, come anno già fatto a Desio nelle zone a rischio, rispettando la legge sulla privacy cancellando le registrazioni in automatico ogni 24/48 ore”.
Di quelle proposte, (considerando che eravamo vicini alle elezioni) dopo alcuni mesi sono stati potati i rami sotto i 2 mt. alle piante del boschetto e sono stati cambiati i lampioni stradali, come è avvenuto in molte strade Comunali.
Nel frattempo i furti in quartiere sono AUMENTATI, nella notte dell’8 marzo (Festa della Donna) “ben 6 furti” su autovetture solo davanti al n° 9 di via G. Paradiso, sommandoli a quelli avvenuti in quartiere comprendendo la via Monte Rosa superiamo abbondantemente la decina.
Qui di seguito Vi invio la RISPOSTA che È STATA DATA allora sul n° 5 di informazioni municipali dal Sindaco di NOVATE (l’attuale Sindaco) pubblicata nella rubrica Risposte ai cittadini:
“Condominio di via Gran Paradiso 9”
“Prendo atto della sua segnalazione sui furti, vorrei però precisare che i dati forniti dalla prefettura e dalle forze di polizia indicano per Novate un forte calo di fatti criminosi, ad esempio proprio nella sua zona sono notevolmente diminuiti i furti in appartamenti che qualche tempo fa costituivano una piaga. Ciò è avvenuto anche grazie all’azione della vigilanza urbana che ha intensificato in particolare nel periodo estivo, la sua presenza, anche di notte, sul territorio. Quanto ai furti d’auto o di oggetti lasciati sulle auto i dati sopra citati indicano che gli stessi sono purtroppo diffusi non solo nella sua zona, non solo a Novate, ma purtroppo in tutti i comuni a noi prossimi e con percentuali ben più alte”. Alla luce dei FATTI cosa pensate di fare???
Nuovamente rispondendo ai cittadini (i quali avevano già installato un sistema antifurto) che sono diminuiti i furti negli appartamenti!!!
Oppure, di organizzare delle ronde private!!!
Oppure, comprarsi un cane, (meglio un pitbull) e lasciarlo di notte in auto!!!
Prima che rubino un’altra autovettura con a bordo una coppietta appartata non SAREBBE OPPORTUNO che le forze dell’ordine e l’Amministrazione Comunale prendesse seriamente in considerazione il problema che da anni ci affligge causandoci un elevato danno economico (alcune famiglie hanno subito 4, 5 furti) e un SENSO DI INSICUREZZA.
In aggiunta delle proposte fatte all’ora:
“Vedi punto 1): presidiare maggiormente il territorio prevalentemente nelle ore notturne dalle ore 3 alle ore 5,30 (probabile periodo che avvengono i furti).
4): Installare delle telecamere zonali (servirebbero almeno come deterrente).
Un’altra proposta potrebbe essere utile:
La costruzione di nuovi box auto in zona.
Si potrebbe utilizzando l’area esistente fra la via Gran Paradiso e la via Marzabotto quella perimetrale alla recinzione dell’oratorio. Questa zona a verde pubblico è utilizzata quasi esclusivamente da cittadini che portano i propri cani a fare i loro bisogni.
Se si costruissero dei box interrati con risistemazione della zona a verde pubblico il risultato finale sarebbe vantaggioso per tutti.
1) La manutenzione del verde a carico dell’amministrazione pubblica si trasferirebbe a carico del condominio box.
2) Il Comune incasserebbe annualmente l’ICI dai box.
3) Ai cittadini si garantirebbe un luogo più sicuro alle autovetture non più parcheggiate in strada.
4) RICORDANDOCI quel famoso spot pubblicitario di qualche anno fa, (quello dove un signore ne ringraziava un altro perché aveva comprato delle mele) si aiuterebbe a far girare l’economia.
In attesa di un Vostro interessamento cordiali saluti.
Un condomino
di via G. Paradiso 9
Rolando Paglia


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“Quasi perfetta” (uno spettacolo sull’anoressia)
Il 21/2 le classi seconde del Primo Levi e il 22/3 gli/le studenti delle Medie novatesi hanno assistito ad uno spettacolo del teatro Leonardo da Vinci di Milano scritto da Valeria Cavalli in sinergia con l’A.B.A., un’associazione per la terapia dei disturbi alimentari (n° verde 800165616), che dal ’96 fa prevenzione nelle scuole e fu fondata nel ’91 da Fabiola De Clercq, autrice della toccante autobiografia “Tutto il pane del mondo”. Lo spettacolo, molto emozionante e con alcune forti scene realistiche, è la storia di una famiglia come tante dove Alice, un’adolescente, precipita a vista d’occhio da una vita “normale” nell’inferno dell’anoressia. Bravissima Giulia Bacchetta della Cooperativa Quelli di Grock nell’interpretare tutti i ruoli e soprattutto nel rendere i vissuti e le altalenanti emozioni della protagonista: Alice, con una madre narcisista al limite dell’anaffettività che, incapace di riconoscere le proprie emozioni, è cieca e sorda ai segnali della figlia, con un padre distratto e superficiale, derisa dai compagni, delusa dalla “migliore amica” e da un amore non corrisposto, si rifugia nell’affetto materno di Adele - la custode che col cuore recepisce il suo grido di dolore e riesce a parlare alla sua parte bambina - e nei suoi sogni presto trasformati in incubi. La sua infinita fame di amore diventa ossessivo senso di colpa, angoscia autodistruttiva e infine isolamento, in una maniacale sfida con se stessa e in un devastante groviglio di emozioni ambivalenti. Ma poi, quando il suo sogno di leggerezza la trascina al limite dell’annullamento fisico, Alice trova il coraggio di chiedere aiuto e torna, anzi inizia finalmente a vivere. Il monologo, una sorta di psicodramma carico di simboli universali e di metafore, ha colpito gli spettatori che hanno posto alcune domande alla psicologa consulente del testo. La dr. Barbuto ha accennato ad altre dipendenze - alcoolismo, droghe, shopping compulsivo, vigoressia - e ha spiegato che l’anoressia/bulimia ha radice nelle dinamiche familiari e richiede una terapia della famiglia e ha aggiunto che questa patologia sociale (legata in parte ai modelli estetici proposti dai media) è così diffusa da colpire persino nell’infanzia. Lo spettacolo, lodevole esempio di impegno civile e pedagogico, da ca. 2 anni gira con successo l’Italia e probabilmente sarà presto rappresentato all’estero.
Rita Blasioli

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Grazie Nonno Giovanni
Era il 23 Marzo, pochi giorni prima del mio compleanno, una telefonata, nel cuore della notte, poche fredde parole per comunicare che avevi smesso di lottare, senza darmi la possibilità di sussurrarti per un’ultima volta “Ti voglio bene”. Inutile dire che non ero pronta ad affrontare un dolore così grande, un distacco così definitivo, ma è risaputo, il ruolo dei nonni così esclusivo e meraviglioso è seppur seguito dalla consapevolezza che non può essere per sempre... A ormai otto anni di distanza, eccomi qui a scriverti in un modo forse inusuale, ma affinché il mio “grazie” possa arrivare fin lassù e sia udibile da tutti.
Grazie perché insieme alla nonna mi hai cresciuto e mi hai insegnato ad apprezzare le cose più semplici della vita, perché il tuo essere riservato mi ha insegnato a dubitare di chi elargisce troppo semplicemente i sentimenti.
Ricordo i pomeriggi passati da Berto, quando mi dicevi “Vedrai adesso, quando torniamo a casa, ci sgridano perché si sente l’odore di stalla!” Ed era proprio così! Le lunghe passeggiate d’inverno, nelle tue mani grandi riuscivi a scaldare le mie, i profumi e i sapori di quegli anni li porterò sempre con me... Ho sofferto molto la tua mancanza, inutile negare, e ora che vedo papà fare il nonno con Gaia e Davide non posso che rivivere quegli istanti trascorsi con te provando un po’ di nostalgia. Con quest’ultimo saluto, per me doveroso nei tuoi riguardi, volevo scrivere la parola fine ad un periodo molto difficile della mia vita, durante il quale solo il tuo ricordo e l’aiuto costante di mamma e papà mi hanno dato la forza di reagire. Grazie Nonno Giovanni, non ti dimenticherò mai...
Con tanto affetto
Vanessa


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Scuola Materna: c’è qualche raccomandato?
“Quelli lì non me la raccontano giusta! Secondo me sono raccomandati presso Qualcuno che abita ai piani alti”. Questa è la conclusione alla quale sono arrivata dopo quasi 5 anni di frequentazione della Scuola Materna Giovanni XXIII, in qualità di mamma. Ho già espresso questo dubbio con chi di dovere, nell’ambito della struttura organizzativa della Scuola, e devo dire che non ho ricevuto conferme ma neanche smentite. Non mi resta che esporre denuncia pubblicamente in questa sede. Per 4 anni ha frequentato la Scuola la mia primogenita, e lì ho visto una bambina “vivace” (mi hanno detto che non si dice “terremoto”...) diventare una “brava bambina”: fornendo sempre le adeguate risposte alle mille domande che caratterizzano questa tipologia di bambini.
E questo già mi aveva fatto sorgere qualche sospetto sui “poteri straordinari” di questa Scuola.
Sospetti che sono poi aumentati nel corso del quarto anno, in cui anche la mia secondogenita ha iniziato a frequentare, nella sezione del mitici Bassotti (micronido). Tutta un’altra storia rispetto alla prima: ho visto una bambina molto abitudinaria e legata all’ambito familiare, estremamente diffidente, imparare a fidarsi degli altri e a condividere con gli altri.
Ma adesso basta! È veramente troppo: quest’anno è avvenuto un altro miracolo. Se alla Festa dei nonni, a fine Ottobre, la piccola ancora mi cercava con gli occhi e aveva un po’ di “magone”, durante la recita di Natale mi faceva addirittura le “boccacce” ...fantastico! Magari potrebbe sembrare non molto elegante per una “signorina” di 3 anni, ma sicuramente significativo dello stato d’animo non solo di serenità ma anche di partecipazione.
E quindi non ho più potuto tacere!
Il ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto da tutto lo staff della Scuola Materna Giovanni XXIII deve essere denunciato! Grazie a tutti, dalla coordinatrice Sr Ornella (sì... quella che il Giovedì di Carnevale si aggirava per Novate con una parrucca verde... in fondo nessuno è perfetto!) ad Antonella con tutte le maestre, fino alle cuoche (la torta della Lidia è “paradisiaca” ...per restare in tema di “raccomandazioni”!). Continuate così!
una mamma della Scuola Materna Giovanni XXIII

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Viabilità e traffico urbano
Non voglio parteggiare per la maggioranza o la minoranza, ma vorrei cercare di essere il più obiettivo possibile riguardo un problema che opprime la Città di Novate e che ritengo stia a cuore a tutti i cittadini: quello del traffico urbano. Mi riferisco all’articolo redatto da Rifondazione Comunista su Informazioni Municipali n° 5/2005 dove si illustravano alcune problematiche relative al traffico urbano e si contestavano le proposte di realizzazione di una Tangenziale Sud e di una Tangenziale Est da parte della maggioranza.
A mio avviso, le ritengo utilissime in quanto servirebbero a decentrare, almeno in parte, il traffico che attualmente affluisce nel centro di Novate.
Non bisogna dimenticare che nella nostra città esiste una sola via di attraversamento delle FNM, con conseguenze letali per il congestionamento del traffico.
Sono proposte altrettanto valide quelle presentate dal suddetto partito ma forse i suoi esperti non hanno preso in esame o hanno dimenticato la conflittualità di un punto nevralgico della viabilità di Novate: l’incrocio tra via Bollate - via A. Costa - via Vittorio Veneto dove, per raggiungere l’attraversamento delle FNM, si genera un flusso enorme di vetture nel centro urbano.
A tale proposito, forse si potrebbe pensare alla realizzazione di qualche altro attraversamento delle ferrovie.
Ermelindo Locati

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Una precisazione sui box
Mi riferisco all’incomprensibile lamentela del Sig. Gorgone A.M. circa il suo secondo box apparsa sul n. 1/2006. Stante la legge che da anni impone agli imprenditori edili l’abbinamento, nello stesso stabile, di un box “pertinenza” ad ogni singola unità abitativa realizzata, deve essere considerato “Altro fabbricato” qualsiasi altro box posseduto. Non si capisce quale merito intende arrogarsi affermando: “tolgo due macchine dalla strada”. Avere due box non significa aver tolto la possibilità e il diritto (v. legge) a qualcuno di avere il box sottocasa, perciò costretto a lasciare l’auto per strada, cosa che nessuno fa volentieri?
Se dà un box in affitto realizza anche un profitto netto, oltre a pagarsi le tasse e le spese.
Lettera Firmata

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Altri ricordi
Ho appreso per caso e in ritardo che Elena Giandrini ci ha lasciato lo scorso mese di Novembre. Come Maria T. e A. Ferrari, che già l’hanno ricordata, vorrei ora aggiungere anche la mia testimonianza alla loro; perché credo ci siano stagioni della vita in cui i ricordi hanno la prevalenza sulle nostre aspettative future. Con Elena ci sono stati momenti di reciproca collaborazione nell’ambito delle attività culturali collettive dell’Amministrazione Comunale, di cui ho retto dal 1985 al 1990 l’assessorato (Sindaco Perego), e perciò sono per me più diretti e puntuali. L’ho conosciuta negli anni ’70 come sorella di Achille, ma le nostre strade si sono meglio incrociate nel 1986 quando l’indimenticabile Carla Agnelli e l’ottima Luciana Sabbattini mi convinsero ad avviare la collaborazione con il TEATRO ALKAEST. Fu così che nel 1987 nacque “NOVATE 576”, sotto la paziente e sapiente direzione di Giovanni Storti e Marzia Loriga. Ma senza Elena, le altre “ragazze” e Battista difficilmente si sarebbe realizzato il successo, strepitoso e ben atteso, che nel Dicembre del 1988 arrivò con lo spettacolo “Si vedono le stelle”. Alla collettiva eccellente interpretazione, in ciascuno si respirava nel viaggio intrapreso la struggente nostalgia per un passato - sì duro e tribolato - rivisitato al presente e per un futuro plausibile. In una certa serata dedicata ad Achille, Elena mi regalò un Suo piccolo libro di poesie, scritte semplicemente a macchina e messe insieme con grande cura. La sua gioia nel farmene dono traspariva dalla luminosità dei suoi occhi azzurri. Mi aiutò poi nella preparazione delle prime PIGOTTE pro UNICEF, con tante altre mamme e nonne che gravitavano attorno alla Biblioteca e dell’AUSER. Ad ogni incontro sentivo sempre più che mi voleva bene e anch’io ricambiavo con gesti di amicizia e stima. L’ultimo episodio che mi piace ricordare di Lei risale al mese di luglio del 1990, dopo il rinnovo del Consiglio Comunale del 6 maggio, e si profilava un accordo P.C.I./D.C. per formare la nuova Giunta di Novate, dopo 45 anni di alleanza dei partiti di sinistra. Con altri compagni socialisti stavamo riordinando le strutture del FESTIVAL DELL’AVANTI appena concluso al Parco di via Manzoni (ora parco C. Ghezzi), quando è transitata Elena con una bella bambina bionda per mano. Si è avvicinata e mi ha sussurrato: mi dispiace, credimi, mi dispiace molto! Era sincera: aveva gli occhi velati e lo sguardo serio. È stata quella l’unica volta che l’ho abbracciata con calore e affetto. Poi, il 23 dicembre 1992, abbiamo pareggiato i conti politici con l’allora P.D.S., tornando alla guida del Comune con il Sindaco Lozza; ma quelli - per la cronaca - sono altri ricordi.
Ciao Elena e grazie.
Diego Quattrocchi


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Storie
In un’epoca materialistica come lo è diventata la nostra, è difficile sentire il DOVERE di dire... una parola semplice ma piena di un suo contenuto come quello del GRAZIE. Ebbene, nella nostra comunità di Novate esiste una associazione denominata “PONTE” ove si raggruppano tutti i giorni, giovani e non, portatori di handicap coadiuvati da personale preparato allo scopo e da molti volontari. Un tempo non lontano queste persone sfortunate, venivano relegate, quasi nascoste nelle proprie abitazioni. Era antisociale portarle alla pubblica vista della cittadinanza. Per fortuna oggi non è più così. Le persone a loro dedite fanno il possibile per fare del tempo libero, un tempo utile con attività manuali, socializzanti, ricreative, ma... soprattutto con un valore morale dello stare assieme. Ma, perché quella parola magica e semplice che abbiamo detto a cappello GRAZIE.
Alle persone già citate non serve la parola grazie, a loro non è necessario il sentirsela dire, è una risposta implicita, tacita, che avviene di riflesso ad una loro disponibilità. Nel loro mettersi in prima persona a disposizione per dei valori, ha già in sé un premio, quello... di aver compreso dell’umano, il bisogno uno dell’altro.
Ma... allora a chi il GRAZIE? Sembra un paradosso! Per una strana coincidenza mi era stata fatta una proposta, anche da parte mia un impegno per questa associazione, ma per fare un qualche cosa che fosse alla mia portata e ci fosse del nuovo, bisognava chiedere un piccolo spazio pubblico nel quale operare. Portare all’esterno queste persone. Oltre a del tempo all’aperto, renderli visibili alla comunità, che anch’essa possa rendersi maggiormente consapevole di una realtà esistente.
Orbene, ecco il punto. È bastato parlare con persone delle nostre istituzioni dell’Assessorato competente e il miracolo si è avverato.
La sensibilità dimostrata nei confronti di queste persone disagiate è stata di una tale disponibilità e celerità che ai giorni nostri è addirittura eclatante.
Avevo paura di ostacoli, NON è stato così, avevo paura di una lentezza burocratica, NON è stato così, avevo paura a scusante di fattori economici, NON è stato così. Ecco perché dire GRAZIE diviene doveroso!
Grazie all’Assessore che ho contattato, grazie al tecnico comunale del sopralluogo che ha pure dato dei suggerimenti di logistica. Grazie a tutti quelli che hanno appoggiato la causa assicurando la presenza per lavori materiali per il prosieguo.
Ed ora sciolgo il mistero! All’amministrazione abbiamo chiesto un pezzetto di terra per farne un orto, ove con questi ragazzi si possa avere un poco di autonomia nel modo più semplice per dare e avere amore e sacrificio nel trasformare un piccolo seme in un fiore o in un pomodoro!
Credetemi non è cosa da poco. Chiedere è sempre lecito ma difficilmente si raggiunge con così rapidità una richiesta. Tutto questo fa ben sperare per un buon lavoro di collaborazione che richiede questa fattispecie e che nonostante tutto fa ancora scoprire un servizio disinteressato anche con le mille modalità che ci distolgono da certe realtà.
Un problema al quale credi, se è sottoposto nel modo giusto alla persona giusta e al posto giusto come loro “mandato” quando la richiesta ha la sua riuscita, credetemi è bello dire GRAZIE, Grazie per lo spazio, grazie a chi mi legge.
Italo D’Alessio

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Dov’è finita la
eleganza italiana?

Vorrei esprimere la mia soddisfazione per l’ottima riuscita delle olimpiadi di Torino. Ai successi sportivi italiani premiati sul podio, va aggiunto il caloroso plauso per l’ottimo lavoro svolto in sintonia dagli addetti ai lavori e dai volontari. Hanno saputo coniugare felicemente organizzazione efficiente ed eleganza spettacolare, autentica non pretenziosa. Questa è l’Italia che ci piace e amiamo, in cui ci identifichiamo e di cui siamo fieri: senza diatribe, intrighi, gretti e rovinosi individualismi. È questo il “Bel Paese” (che possiede il 65% dei beni culturali di tutto il pianeta) che suscita interesse e rispetto all’estero. Da tempo oramai constatiamo che, purtroppo, della naturale eleganza italiana ci sono poche tracce nel pensiero e nel comportamento dei soggetti che compongono il mondo politico/economico italiano, quello locale compreso.
Lettera firmata

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