Ciao Carlo,
È ancora più triste oggi Novate, con le sue memorie che se ne vanno con i suoi uomini più generosi, come Carlo Borsari.
Chi ti conosceva sa quanto odiavi la retorica ed i facili sentimenti.
Chi ti conosceva sa da quanto tempo e con quanta determinazione combattevi contro il male.
Chi ti conosceva, sapeva del tuo rigore, della tua forza morale, del tuo straordinario impegno civile e della tua passione politica.
Ti conoscevamo in tanti.
E non possiamo fare altro, ora, che abbracciarci, stringerci alla tua grande Rosanna, ai tuoi affetti più cari, alle compagne ed ai compagni di Novate.
Sappiamo anche di doverlo fare in modo composto, anche se dentro siamo straziati, perché vorremmo cercare di essere forti come lo sei stato tu.
Anche se, adesso che te ne sei andato, ci sentiamo molto, troppo soli.
Le compagne, i compagni, le amiche, gli amici
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“Non dite a mamma
che faccio il politico...”
Parafrasando il celebre titolo di un libro di Jacques Seguela sul mestiere del pubblicitario, ci verrebbe da dire oggi: “Non dite a mamma che faccio il politico... Lei mi crede pianista in un bordello”. In un periodo di folli e folletti dilaganti, per non parlare di penosi follini, anche un partito come l’UDC, che da poco tempo opera a Novate, si domanda dove stiano veramente le ragioni ultime di una testimonianza politica in un mare di vuote battaglie. Alle volte un avversario che si dichiara tale fino in fondo può favorire il confronto e l’emergere di valide soluzioni, più di quanto non possa fare un alleato che, arrivato il momento di collaborare, sfugge alle proprie responsabilità. Questa cosa vale per chi governa un paese come per chi amministra una piccola città. L’attenzione non deve mai essere distolta dai problemi che stanno alla radice dello sviluppo. Lo sviluppo economico ed infrastrutturale costituisce una premessa indispensabile per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutti. Soluzioni alternative non se ne vedono, tranne quella di piantare papaveri da oppio nei parchi, distribuire birra agli automobilisti, canne agli studenti, grappa agli anziani. La religione, per Marx, fungeva da oppio per i popoli, ed in tale prospettiva si poteva fare a meno dello sviluppo. Per i folli e folletti di oggi l’oppio della politica è la nuova religione. La politica intesa come continua propaganda e lotta, lontana dai veri problemi e che non tocca i veri centri di potere, diventa terreno di negazione della ragione e dello sviluppo. Un bel libro di Rodney Stark, “La vittoria della Ragione”, ci riporta alle radici storiche del successo della nostra civiltà e delle conquiste sociali (alcune incomplete) che non dobbiamo temere di definire occidentali. O si prosegue sul cammino “occidentale” che vede la libertà e la responsabilità come cardini della nostra società, o ci si ritira in cima ad una montagna ad osservare quello che succede. Noi in cima alla montagna non vogliamo andare, non perché non ci piaccia la meditazione e la pace, ma perché riteniamo di affermare la necessità del primato della politica sul politico, sul politico mestierante. A noi non interessa allargare a dismisura l’influenza del settore pubblico, gestire le nuove filiere del parastato, oggi mascherate anche in consigli d’amministrazione, diffuse ovunque, persino in società autostradali. In Provincia, per esempio, ci risulta stia a cuore “elevare a standard autostradali”, con la società Serravalle che incasserà i pedaggi, strade come la Rho-Monza, che attualmente costituisce l’unica arteria di collegamento est-ovest alternativa al passaggio nel centro storico di Novate, già costruita e pagata con soldi pubblici in questi ultimi anni (e ferma in alcuni importanti nodi...). Si legge testualmente:-L’attuale SP 46 subirà delle modifiche di tracciato.... con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale-. Il costo complessivo dell’opera è stimato in 112 milioni di euro, a carico della Serravalle, che realizzerà e gestirà l’infrastruttura. Questa “svendita” è un saldo di fine stagione compiuto prima ancora di realizzare una effettiva Tangenziale Nord più a nord del tracciato della Rho-Monza. Chi tace acconsente anche perché non si hanno ritorsioni e, così, ci si piega al volere di nuovi potentati che agiscono indisturbati. E non ci vengano a parlare di solidarietà, attenzione alle esigenze dei cittadini, inquinamento o altre favole. Ma ci rendiamo conto di quello che succederà! Saremo bloccati da code d’auto perenni e presenti persino nel tentativo di attraversare, da un capo all’altro, la sola Novate. Guardando il trasporto ferroviario, che è fondamentale per la riduzione dell’inquinamento, vedrete che fine farà la TAV Venezia-Milano Rho-Torino-Lione (che consente un veloce collegamento internazionale tra Italia, Francia, Spagna e Portogallo), se va bene se ne riparlerà tra un decennio. Lo stesso dicasi per la direttissima Milano-Genova che ci potrebbe portare in Riviera, senza auto, in meno di un’ora. No meglio l’oppio della politica in dosi non letali per consentirci di pagare i futuri pedaggi e che vuole aumentare quelli esistenti. No meglio discutere di altro, c’è sempre un tema più urgente, una questione più impellente. E in questo caso non fate i conti su di noi.
UDC - Novate Milanese
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Nasce andare oltre
Il consiglio comunale dell’8 marzo 2007 ha visto nascere un nuovo gruppo consiliare denominato Andare Oltre. Luca Orunesu, Roberto Ferrari e Dario Giacomo Raffo (nuovo capogruppo) sono i tre consiglieri che hanno deciso di lasciare i propri partiti di riferimento e di dar vita ad una nuova iniziativa politica.
Non si tratta, come detto in consiglio, di un gruppo politico eterogeneo o misto, bensì di una realtà unitaria che ha condiviso un malessere e un obiettivo. Il malessere si può tradurre con lo stato di immobilismo dei lavori, la scarsa attenzione al commercio e ai servizi sociali, l’inesistente politica di bilancio che ha portato a prevedere un aumento dell’Irpef dal 4 al 5,75 per mille, l’irrazionale esternalizzazione dei servizi, il progressivo svilimento della struttura interna.
L’obiettivo è il bene comune che deve sempre essere anteposto a qualunque cosa, anche alle logiche di partito che, sebbene comprensibili, non possono prevalere sull’interesse della collettività.
Nonostante il ruolo critico che il nuovo gruppo intende assumere, il mandato affidato dagli elettori è quello di stare in maggioranza sostenendo l’amministrazione Silva.
Si è scelto così l’appoggio esterno rinunciando dunque a qualunque “poltrona” nell’esecutivo. L’intento è di essere una forza giovane, propulsiva, efficace e innovativa a fianco di tutti i cittadini; sia quelli che in passato hanno già espresso il loro sostegno, sia quelli che vorranno condividere questa avventura nel futuro.
È certa la piena apertura ad ogni suggerimento purché sia per il bene di Novate e slegato da ogni logica personalistica e di potere.
È l’inizio di un cammino.
Il gruppo consigliare Andare Oltre
andare.oltre@libero.it
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La libertà... a gettone
Il vespaio di voci, dichiarazioni, articoli e interventi è più che vivace, come i novatesi avranno notato. Maggioranza in crisi, si dice, la maggioranza non esiste più, si osserva, cosa sta succedendo in consiglio comunale? ci si chiede, e giustamente. Noi in genere alle polemiche alimentate a mezzo stampa non prendiamo parte, ma questa volta c’è qualcosa che va al di là della tattica politica di piccolo cabotaggio. E ci spinge a fare qualche riflessione. La scelta di alcuni consiglieri della maggioranza di rinnegare la propria appartenenza partitica e dar vita a un gruppo consigliare indipendente è stato un fulmine a ciel sereno che, è giusto ammetterlo, sta sicuramente creando qualche pensiero in più alla maggioranza. Proprio in una fase, l’approvazione di un bilancio d’esercizio complesso e di difficile composizione, che già tende ad accentuare le tensioni e richiederebbe coesione e collaborazione. Ma c’è di più. Questa scelta, più che mettere in discussione la maggioranza, come si dice, mette in discussione il valore del far politica in un Comune come il nostro. Viene un po’ da ridere, non fosse una cosa seria, il sentire dire da questo neo-nato gruppo che la scelta di intraprendere questa avventura è stata dettata dal desiderio di far politica al di fuori degli schemi di partito. Bella scoperta. E dove siete stati fino ad ora? viene da chiedere, cos’è questa illuminazione sulla via di Damasco (o forse sulla via - ancora lunga - delle prossime scadenze elettorali)? Quali sono le vostre radici e la vostra meta? Siamo proprio noi di Uniti per Novate a porre queste domande, perché non vorremmo che si creasse della confusione nella testa dei novatesi, che certo hanno di meglio da fare che star dietro alle “beghe” della politica comunale. La nostra scelta di costituire una lista civica, scelta che risale ormai a otto anni fa, è nata da un’esigenza ben precisa: dalla necessità di uscire dalle stringenti logiche di partito in un momento storico di caos, in cui buona parte dei partiti erano scatole vuote prive di rappresentanza, ingabbiate in una logica bipolare che tendeva a soffocare ogni libertà di azione e di pensiero. Una politica fatta di leader televisivi senza radicamento sul territorio, mentre la nostra forza, la storia politica delle persone che hanno dato vita a Uniti per Novate, trovava la sua giustificazione proprio sul territorio, nella passione spesa da sempre al servizio di Novate. Ci siamo proposti ai novatesi con un Grande Progetto, fatto di “cose” e “idee” che oggi, otto anni dopo, si possono vedere realizzate. Un cammino intrapreso dichiarando la nostra storia, e costruito non contro i partiti, ma oltre i partiti, come ricchezza in più, non in meno, nel tentativo di valorizzare un tessuto sociale di esperienze, di persone, di idee che, per quanto riguarda le problematiche di gestione di un Comune, ci sembrava riduttivo inscatolare in un partito, o in uno schieramento.
Non si è trattato di un’operazione studiata a tavolino, di un giochino scriteriato teso a sfasciare tutto, senza storia e senza prospettive, un marchingegno senz’anima e autoreferenziale che sembra fatto solo per mettersi in vetrina, per alzare il prezzo, per battere sui tasti deteriori della politica, quelli del ricatto e del mercanteggiamento continuo. Per mettere in difficoltà, anziché per contribuire a risolvere i problemi. Un atteggiamento poco serio, soprattutto perché fatto “alle spalle” dei novatesi, utilizzando voti e posizioni raccolte attraverso i partiti, proprio quei partiti che ora vengono rigettati. E poi spesi come? Per chi? Per fare cosa? Uno scrittore americano della Beat generation disse che, di ogni viaggio, “l’importante è l’andare”. In politica, l’esperienza insegna, non è così. Non basta muoversi, andare, e per di più a casaccio. Bisogna scegliere una strada, far tesoro del proprio punto di partenza, avere ben chiaro e dichiarare apertamente la propria meta d’arrivo. Altrimenti, prima o poi, ci si perde. Sperando che, a perderci, questa volta non siano i novatesi.
Gruppo consigliare Uniti per Novate
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“Una politica di retroguardia”
L’affermazione del titolo non è nostra, anche se la condividiamo: è di consiglieri comunali che fino a pochi giorni fa facevano parte della maggioranza. Infatti, questa volta le crepe della maggioranza, da tempo latenti, sono pienamente visibili. Anzi, possiamo affermare che la maggioranza di centrodestra sancita dalle ultime elezioni amministrative non esiste più. Al momento in cui scriviamo (15 marzo) sono passati 8 giorni dalla costituzione del nuovo gruppo consiliare “Andare Oltre” che ha di fatto decretato la scomparsa dal consiglio comunale della Lega Nord e di Alleanza Nazionale. Quest’ultima però, grazie al successivo passaggio nelle sue fila di un consigliere eletto nelle liste di Forza Italia, ha comunque mantenuto una sua rappresentanza in consiglio. Già da qualche tempo assistiamo ad un continuo turn-over tra i consiglieri di maggioranza. Ma in questa vicenda è assai significativa la presenza di Roberto Ferrari: presidente del consiglio comunale, nonché tra i fondatori del circolo di Allenza Nazionale a Novate. Segno che la frattura nella maggioranza è grave.
Una operazione nel complesso assai discutibile nella forma e che avrà sicuramente ripercussioni in futuro, con una maggioranza sempre più debole e ricattabile. Discutibile perché, pur riconoscendone l’autonomia e l’assenza di vincoli di mandato, riteniamo che un consigliere sia in qualche modo espressione della forza politica nelle cui liste è eletto e pertanto ad essa debba in qualche modo rispondere. Nasce invece un nuovo gruppo consiliare, “Andare Oltre”, che per consistenza numerica rappresenta la seconda forza della maggioranza e che di fatto è autoreferenziale, soprattutto perché non espressione della volontà elettorale dei cittadini. Un gruppo che, pur dichiarando l’appoggio esterno alla maggioranza, si dichiara indipendente, e quindi, aggiungiamo noi, anche rispetto al programma politico del centrodestra.
Ma c’è dell’altro e qui veniamo alla sostanza della situazione. La vicenda che si è consumata è tuttavia la riprova di quanto la Margherita e gli altri gruppi di centrosinistra vanno dicendo da tempo. “Immobilismo della maggioranza”, “scarsa attenzione ai servizi sociali e al commercio”, “una politica di retroguardia dove si confermano gli stanziamenti senza nuovi servizi e segni di innovazione”, sono alcune delle affermazione che si leggono nella nota diffusa da “Andare Oltre”. Si può dire che hanno “fotocopiato” affermazioni che da tempo andiamo ripetendo.
Purtroppo, per i novatesi, la realtà è questa, nonostante l’immancabile ottimismo del sindaco Silva. Dei grandi interventi che dovevano costituire la seconda fase del “Grande Progetto” restano solo le dichiarazioni di principio, ma non si vedono partire i lavori. I bilanci sono sempre più sofferti, soprattutto per i servizi sociali dove ci si limita a confermare gli stanziamenti degli anni precedenti senza apportare idee nuove che sappiano fronteggiare i nuovi bisogni e le nuove emergenze (vedi in particolare il tema degli asili nido). E a nulla valgono le continue lamentele nei confronti dei vincoli imposti dalla finanziaria statale; nel Comune di Cesate, per fare un esempio vicino a noi, l’addizionale Irpef è invariata da due anni (mentre a Novate dovrebbe incrementare dal 4 al 5,75 per mille) e quest’anno ridurranno l’Ici sulla prima casa. Ciò che è vero, al di là di tante parole, è la mancanza di una politica di riqualificazione delle spese, con voci fuori controllo e costi per opere (vedi soprattutto il palazzetto) che lievitano rispetto ai preventivi.
Come Margherita ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità al confronto e al dialogo sui temi concreti e sui bisogni veri dei cittadini, con spirito costruttivo degno di una forza che si propone in futuro di amministrare il paese. Vigileremo con attenzione, già a partire dalla prossima sessione di bilancio, affinché la “crisi profonda”, i contrasti interni e l’incertezza sul futuro della maggioranza non ricadano sulle spalle dei novatesi.
La Margherita Novate Milanese
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Nessun corso speciale
Abbiamo lasciato alcuni dei nostri amministratori locali - lo ricordavamo in un recente articolo pubblicato su un giornale locale - a studiare. Devono aver fatto però uno di quei corsi accelerati, a mo’ di Cepu, quelli che ti portano velocemente ad avere il famoso “pezzo di carta“ perché i risultati illustrati nell’ultimo Consiglio Comunale sono disarmanti.
La pecca di questi corsi privati, ben nota, è che non ti forniscono approfondimenti sugli argomenti del programma: superficializzano, sorvolano l’importante è arrivare all’obiettivo in fretta, non importa come, ma in fretta.
La tornata amministrativa si sta avvicinando a passi da gigante, non si ha più molto tempo per approfondire, per scegliere, vanno bene tutti, la correttezza politica e istituzionale è solo un ingombro, i partiti si fondono, i gruppi consiliari eletti dai cittadini scompaiono, le persone passeggiano da un partito all’altro e dopo annunci mediatici in cui si presentano come portatori di innovazione in nome di un partito il giorno dopo parlano a nome di un altro. Ancora più grave è stato l’atteggiamento del Sindaco e della sua maggioranza durante il Consiglio Comunale dell’8 marzo scorso, davanti al nuovo vergognoso scenario non si scompone, e pensa esclusivamente come arrivare a fine mandato.
Con la stessa superficialità si è predisposto il bilancio, non sono stati affrontati i problemi reali legati alle esigenze dei novatesi ed in particolare, nonostante le ripetute sollecitazioni della minoranza, si è sistematicamente ignorato il crescente disagio delle famiglie che hanno i bambini in lista d’attesa per un posto all’asilo nido comunale.
Abbiamo portato a conoscenza di tutti i novatesi la situazione locale in un incontro pubblico il 14 marzo scorso, lì abbiamo discusso del problema, abbiamo delineato le possibili soluzioni e abbiamo proposto una mozione presentata anche in Consiglio Comunale.
Ascoltare i bisogni dei bambini è un nostro compito primario, loro sono la prima risorsa delle nostre comunità, sono il cuore e il futuro delle nostre città.
Le istituzioni, allora, a cominciare da quelle più prossime ai cittadini, come i Comuni e i loro organismi, devono accogliere le richieste che arrivano soprattutto negli ambiti che li riguardano. Lo sviluppo sano delle bambine e dei bambini e la loro partecipazione attiva rivestono un’importanza cruciale per il futuro della società.
Allo stesso modo, i bambini sono i più esposti all’azione - o all’inazione - dei governi.
Quasi ogni area della politica del governo coinvolge, in qualche modo, le bambine e i bambini, sia direttamente che indirettamente. La situazione dei bambini è un barometro molto sensibile agli effetti dei cambiamenti sociali, ambientali, economici o di altro genere. I bambini non votano e non ricoprono nessun ruolo rilevante nel processo politico convenzionale. Senza interventi speciali, essi avranno poca influenza sull’enorme impatto del governo sulla loro vita.
A causa del loro status, le bambine e i bambini non hanno un canale per fare ricorso quando i loro diritti sono violati.
È importante evitare che la società paghi pesanti costi per il fatto di non prendersi cura dell’infanzia: i governi sanno che quello che accade ai bambini nei primi anni di vita condiziona il loro sviluppo. E ciò determina il loro costo o contributo alla società per il resto della vita.
Crediamo allora che i 125 bambini a cui non è stato dato ascolto meritino una attenzione particolare e nella proposta che abbiamo presentato chiediamo che una quota dell’incremento dell’addizionale Irpef - CHE NON CONDIVIDIAMO - che porterà nelle casse comunali una cifra considerevole - sia destinata a loro.
Saranno loro che, nel prossimo futuro, assegneranno le pagelle ai futuri amministratori. Non avranno bisogno di frequentare corsi speciali; basteranno le strutture comunali e statali per le quali noi continueremo a credere.
Democratici di Sinistra
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Scelte che pesano come macigni
Ci sono scelte che pesano come macigni anche sulle spalle di chi le prende. Ci sono decisioni che ai più possono sembrare sbagliate ma che si possono rivelare come un atto d’amore. Questa è la premessa con cui ci sentiamo di iniziare il nostro articolo nel quale sfioreremo l’argomento del bilancio comunale solo per fare qualche puntualizzazione.
Qualcuno vuol far credere ai cittadini che i due Assessori di AN hanno voluto il bilancio di previsione per “ragion di stato”. Riteniamo giusto smentire quanto è stato scritto e divulgato e rassicurare i cittadini, con particolare riguardo ai nostri elettori, che la Giunta Comunale ha approvato nelle scorse settimane lo schema di bilancio con l’unica attenzione a non pregiudicare la spesa e la qualità per i servizi essenziali e fondamentali per la nostra comunità. Non possiamo accettare che siano “altri da noi” a dire quali sono le motivazioni delle nostre scelte che ribadiamo, anche dalle pagine di questo giornale, sono rivolte sempre e comunque al bene comune. Anche perché siamo ben consapevoli che prima di essere consiglieri ed assessori siamo, innanzitutto, cittadini novatesi. In quanto esseri umani non abbiamo la pretesa dell’infallibilità ma della buona fede quella sì. Per questo esigiamo rispetto per il nostro impegno quotidiano che da sempre si è contraddistinto nel modo di vivere e di fare politica con il cuore e con la mente. E con il cuore e con la mente continueremo il nostro lavoro con il coraggio di chi sa rischiare per le proprie idee e con la certezza di poter fare ancora tante cose buone per la nostra Novate.
Alleanza Nazionale
an.novate@libero.it
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Parliamo di casa e di Benefica
A Novate, da tempo, vi è un’emergenza casa. Un appartamento di 2 locali, non ammobiliato, di circa 50 mq., in affitto costa da 500 a 600 euro al mese, cioè 6000-7200 annui, più le spese; per un giovane, con la precarietà di lavoro esistente diventa una chimera. Se si vuole acquistarlo costa da 4000 a 5000 euro al mq. Prezzi da nababbi!! Pochi privilegiati possono affrontare con sicurezza tale impegno; i mutui concessi dalle banche richiedono garanzie quali lo stipendio fisso, che per i ragazzi d’oggi non esiste, allora si ipotecano le case dei genitori oppure si usano i loro risparmi, che ormai sono ridotti al lumicino. Spesso si decide di cambiare paese andando sempre più in provincia, così Novate è diventata il regno delle banche e degli agenzie immobiliari.
Domanda: di fronte a questa situazione cosa si può fare? Oggi la casa da bene sociale, cioè uno degli strumenti base per costruirsi una vita autonoma assieme al lavoro certo, alla sanità gratuita, all’acqua bene pubblico, è diventata una bene speculativo.
È l’etica del libero mercato, della speculazione edilizia, dell’individualismo sfrenato e dalle scelte operate dai Governi Nazionali che hanno cancellando ogni programmazione finanziaria e legislativa a favore delle case popolari, con l’abbandono alla speculazione dei privati del mercato abitativo, mentre nel frattempo si svendono le case Comunali. A Novate la mancanza di volontà per la soluzione di questa emergenza popolare, da parte di questa giunta, è conseguente a tale situazione.
Occorre che la Politica della Sinistra, se è tale, deve ritornare a considerare la casa un bene sociale, togliendola alla speculazione privata.
L’attuale Governo, timidamente, nell’ultima finanziaria, riparla di investimenti per la costruzione di case popolari, demandando ai Comuni il programmare tali interventi.
Rifondazione chiede a tutta la sinistra, ma soprattutto ai cittadini, un impegno forte e deciso, affinché si blocchi anche a Novate questa deriva speculativa antipopolare a partire dalla salvaguardia di un patrimonio ancora esistente che è “LA BENEFICA”.
Cooperativa a proprietà indivisa; cioè i circa 1400 appartamenti sono un bene collettivo di proprietà di tutti i soci assegnatari e non, oggi “la Benefica” sta attraversando un momento di crisi di identità, non finanziaria, ma sul ruolo che ha sempre svolto e che per noi deve ancora svolgere.
Come Rifondazione stiamo operando, attraverso i nostri rappresentanti al Governo affinché le coop. a proprietà indivisa ricevano finanziamenti adeguati, a fondo perso, come succedeva nel passato, per due obiettivi: costruire nuove case da dare in godimento e per operare le ristrutturazioni straordinarie per sgravare in parte i costi per i soci assegnatari. Le coop. a proprietà indivisa sono oggi l’unica struttura organizzata in grado di rispondere immediatamente alle centinaia di domande esistenti, inoltre sono un impareggiabile calmiere, un ostacolo alla speculazione edilizia: un bilocale ristrutturato ha un canone di godimento annuale di 60 euro al mq. cioè per quell’appartamento di 50 mq. significa 3000 euro anno.
È una battaglia sociale da fare anche contro quei soci della Benefica che chiedono la messa in vendita di parte del patrimonio abitativo della Benefica sull’onda che il privato è bello. Così anche per il rilancio dei valori sociali e solidali, propri di una comunità che dovrebbe operare di comune accordo per la soluzioni di problemi come quello dei costi di gestione. Sono i soci che debbono eleggere, in autonomia, i membri del loro Consiglio di Amministrazione, ai quali va concessa la massima fiducia per il loro operato vincolato dallo Statuto e dai Regolamenti forgiati nel rispetto di quei valori sociali e solidali.
I comitati di quartiere dei soci sono un ulteriore strumento DEMOCRATICO per il controllo e la verifica delle decisioni, assunte dal CdA, consente di allargare la partecipazione democratica e decisionale.
A chi ci accusa di ingerenza e chiede a gran voce che i Partiti, soprattutto della sinistra, devono rimanere estranei ai destini della Benefica, rispondiamo che quando un patrimonio sociale e solidale, creato dal mondo del lavoro 105 anni fa, da contadini, operai ed artigiani viene messo in discussione nella sua ESSENZA una forza politica come la nostra non può chiamarsi fuori.
Vi sono, è vero, grossi problemi gestionali, problemi estremamente importanti per la gestione di un patrimonio comune di queste dimensioni, ed è compito del CdA proporre soluzioni.
Ci sembra però strumentale da parte di alcuni soci individuare nel CdA una controparte da combattere piuttosto affiancarlo con pazienza, volontà e capacità nella ricerca delle soluzioni possibili (compatibili con le esigenze interne e generali della cooperativa).
“La Benefica” per Rifondazione è il luogo dove si dovrebbe sperimentare la volontà collettiva per la gestione di un bene comune, facendo tesoro degli errori del passato per non ripeterli, pensiamo che rilanciare i valori costituenti con la visione dei tempi attuali è una scelta che si impone.
Alla POLITICA chiediamo interventi finanziari e legislativi che permettano al CdA ed ai soci, in assoluta autonomia, la loro applicazione.
Comitato Direttivo Circolo Steve Biko
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Baraonda ai danni dei novatesi
Nel mio intervento in Consiglio Comunale di giovedì 8 marzo, dopo aver appreso dalle “Informazioni del Presidente” la costituzione del nuovo gruppo consiliare Andare Oltre (AO) e aver udito la lettura del documento, da parte del nuovo capo-gruppo, ho espresso un parere positivo. Considero tale scelta un’evoluzione di singole esperienze che, affrancandosi da vecchi schemi e deleterie logiche presenti in diversi partiti, diventi portatrice di un nuovo progetto politico-amministrativo; rappresentativa di una posizione con sentimenti etico-politici incompatibili con il berlusconismo.
Ho espresso la mia speranza che non sia o non diventi un’operazione trasformistica, un furbesco e astuto calcolo per imbrogliare i cittadini elettori, ora o tra due anni. Staremo a vedere.
Rilevavo, poi, che la scelta dei tre consiglieri è stata sicuramente la conseguenza di un “disagio” maturato all’interno dei partiti che compongono l’attuale maggioranza, disagio più volte manifestato durante i lavori degli ultimi Consigli Comunali.
Traendo spunto da questa essenziale ma concreta analisi ho chiesto al Presidente del Consiglio se non credeva opportuno e/o politicamente corretto dare le dimissioni dalla sua carica istituzionale per due elementari ed ovvi motivi:
- se trattasi di un vero e nuovo progetto politico ed essendo lui uno dei protagonisti (meglio, il protagonista), la sua collocazione dovrebbe essere tra i banchi del Consiglio per meglio far decollare tale obiettivo; cosa che non può fare come Presidente in quanto figura sopra le parti;
- che tale carica gli è stata attribuita “politicamente” dalla maggioranza, in quanto figura di spicco di un partito politico dal quale ora ha preso le distanze separandosi.
A questo invito e suggerimento l’interessato ha risposto come il pesce in barile. Peccato, speravo in maggiore sensibilità politica ed istituzionale.
È bene ricordare però che se questa volta siamo di fronte ad un “disagio” generato, ancora una volta, all’interno della maggioranza di centro-destra, nei tre anni passati siamo stati testimoni di una miriade di FATTI (non opinioni) che hanno caratterizzato l’inequivocabile insofferenza, discordia e disordine della giunta Silva.
Per brevità i più significativi:
• dopo poco tempo sono stati “allontanati” e sostituiti l’assessore al Bilancio e il vice-sindaco, quest’ultimo spedito in Qatar ma qualche settimana dopo pizzicato nottetempo ad affiggere manifesti frondisti nei confronti di Forza Italia, il suo partito o ex;
• poco più tardi il Sindaco si avvale dell’art. 28 del regolamento del consiglio comunale (di regola usato dalle minoranze) per chiederne, più volte, la convocazione con all’odg l’alienazione di una parte del Municipio: Consigli mai convocati;
• sempre il Sindaco viene messo in minoranza, con pesanti accuse, dalla “sua” maggioranza per ben due volte, su argomenti che riguardavano Polì e la società partecipata “Novate Sport”;
• dopo aspre, pesanti accuse e insinuazioni di campagne acquisti tra i capi-gruppo dell’UDC e Forza Italia si verifica il passaggio o “transumanza” da un partito all’altro di un consigliere, da poco reduce di cronaca “sportiva” locale;
• le dimissioni, dopo qualche mese dal suo insediamento, di un “consigliere-meteora” di Forza Italia, in seguito - così si presume - alla presa visione che nel Cda di AScom figurava il nome del figlio di un ex ministro forzista del governo Berlusconi;
• infine (si fa per dire), proprio giovedì 8 marzo, all’inizio del Consiglio Comunale abbiamo ricevuto la notizia di un’altra “transumanza”: il consigliere che ha sostituito, nella seduta precedente, il “consigliere-meteora” è passato da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, diventandone capo-gruppo, consumando così nel giro di due consigli una scattante e fulminea carriera.
Di fronte a questi FATTI siamo ben oltre un “asettico disagio”, siamo in presenza di una vera e propria BARAONDA. Baraonda consumata ai danni dei novatesi, tutti, anche quelli che hanno dato il loro consenso a questa cosiddetta maggioranza. Il segnale è chiaro: il sindaco non ha più la capacità di guida politica di questa amministrazione di centro-destra, ciò significa che non si è più in grado di governare, si è in preda “all’immobilismo”, come del resto hanno dichiarato i tre consiglieri di Andare Oltre.
Ma il pericolo maggiore è che questo sindaco trascini tutto nel suo personale declino. Che voglia fare come Sansone con tutti i filistei, solo che il filisteo è lui, per il ruolo di Sansone non ha il fisico.
Ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa drammaticamente seria.
Aria Nuova per Novate
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