Novate: democrazia,
tradizione, progetto
Un grazie ai novatesi
Grazie ai Novatesi: hanno avuto la pazienza e la volontà di leggere tutto l’editoriale, anche le ...ottantenni. Il desiderio di sapere dove va Novate, come sarà Novate. La voglia intensa di essere partecipi, di poter esprimere le proprie idee, le proprie impressioni: sono le radici profonde della democrazia autentica.
Novate: la tradizione di una democrazia solidale
Sono commosso per la simpatia umana che mi è stata trasmessa dai cittadini lettori, che mi ha fatto sentire in continuità con i grandi sindaci che ha avuto Novate, da Ghezzi a Gorla e Perego e la loro eredità di passione per il nostro paese, il desiderio forte di radicarne la democrazia e la partecipazione. L’attenzione reciproca, il senso di appartenenza, la solidarietà tradotta nella tradizione significativa dei servizi sociali e di tutti i servizi alla persona, che ho l’onore di continuare e ampliare, e che da sempre - e ancora oggi - pone Novate tra i primi, se non il primo Comune nella zona.
La nuova Oasi S. Giacomo, attesa da anni, con 80 posti per anziani, sia uomini che donne, è ormai di prossima attuazione, segno ulteriore dell’attenzione di questa Amministrazione per i servizi alla persona.
Una cultura aperta e attenzione all’ambiente
Una tradizione di cultura e di tutela dell’ambiente che ho cercato di incrementare e di ampliare che vede Novate tra i primi centri culturali della provincia di Milano e tra i primi se non il primo nella disponibilità di verde attrezzato, piste ciclabili e strutture sportive. La ristrutturazione del parco Ghezzi e le nuove strutture culturali e sportive previste nell’area compresa tra Via Roma e la Rho-Monza daranno ai Novatesi nuove opportunità per lo sport e il tempo libero.
Progettare il futuro di novate: non si perda tempo
Spetta a questa Amministrazione progettare la Novate dei prossimi anni, per la prossima realizzazione o la presenza già prevista di strutture importanti (Polo sanitario, Polo scientifico tecnologico, Fiera, Expo) e rinnovo qui l’appello a tutte le forze politiche, alle associazioni e agli operatori del territorio, perché tutti diano il loro contributo.
Sto incontrando incomprensioni ed ostacoli, ma anche collaborazioni importanti. Insisterò “a tempo e fuori tempo”, perché prima dell’estate si approvino le necessarie delibere consiliari. Ho già chiesto che le commissioni competenti si riuniscano per trattare gli argomenti relativi, sto pensando ad assemblee pubbliche.
Ripeto: non si può perdere tempo, dobbiamo evitare che altri gestiscano il futuro di Novate e la qualità di vita dei suoi abitanti.
Ho indicato i criteri fondamentali per le scelte urbanistiche e per la tutela dell’ambiente e sottolineato più volte l’urgenza di approvare le scelte definitive: ogni ritardo può costare caro a Novate e ai Novatesi.
La necessità di fare memoria
25 aprile, 1° maggio, 2 giugno: feste del ricordo e tempo di proposte, di progetti per continuare la tradizione di partecipazione, di democrazia, di confronto forte, rispettoso e corretto tra maggioranza e opposizione; per evitare di ripercorrere la strada degli errori e degli orrori, conseguenze terribili della dittatura.
Festa del papà, della mamma: della famiglia
Festa del papà, festa della mamma, festa della famiglia, luogo in cui si apprendono la solidarietà, il rispetto dell’altro e della sua opinione, la ricchezza della diversità, che rende pronti ad accogliere chi viene da altri paesi e da culture e tradizioni diverse; ambiente in cui la certezza di essere sempre e comunque amati dona la forza di progettare il proprio futuro e quello della città in cui si vive: la creatività più profonda e utile per il bene comune sgorga da questo sentirsi amici, sentirsi famiglia.
Alla mamma, ad ogni mamma, ad ogni donna che si sente nell’intimo del suo cuore mamma
“...la vita ti fece pane
e lì ti consumammo...
Ahi, mamma, come avrei potuto
vivere senza ricordarti
ad ogni mio istante?”
(da “La Madre” di Pablo Neruda)
Al papà, ad ogni papà, ad ogni uomo che si sente nell’intimo del suo cuore papà
“...la sua vita fu una rapida milizia
e tra le sue levatacce e i suoi viaggi,
tra un rincasare e un ripartire di corsa...”
(da “Il Padre” di Pablo Neruda)
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