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La parola ai Gruppi Consiliari

Dal Consiglio Comunale
Forza Italia - Alleanza Nazionale
La Destra
Aria nuova per Novate
Lega Nord Padania
Andare Oltre
Partito Democratico
Rifondazione Comunista

La Costituzione Italiana ha compiuto 60 anni... e non li dimostra
Occorsero tre anni e mezzo di gestazione, dalle prime decisioni prese a guerra ancora in corso, sino all’entrata in vigore. Il 22 dicembre 1947 la Costituzione fu approvata con 453 voti a favore e 62 contro, fu promulgata il 27 dicembre 1947 dal capo provvisorio dello Stato, De Nicola, ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Oggi la Costituzione non è proprio la stessa che fu votata nel 1947: ha conservato la propria identità ma anche con modifiche importanti. Dei 139 articoli (con una coda di 18 disposizioni transitorie e finali) approvati nel 1947, circa due terzi, o poco più sono rimasti nella stesura originaria. Il resto ha subito modifiche, a volte di poco conto, a volte radicali; e per cinque articoli (tutti concentrati nel titolo V della seconda parte), è stata decisa l’abrogazione. La spinta all’innovazione ha risparmiato la parte dei principi fondamentali (gli articoli da 1 a 12) e, con poche eccezioni, la prima parte, che va dall’articolo 13 al 54, dove si contano solo tre modifiche. Per la parte rimanente però molto è stato riscritto, soprattutto con la riforma del titolo V del 2001, che ha trapiantato un complesso normativo del tutto nuovo nel corpo del 1948, concernente la dimensione federalista dello Stato e l’introduzione della sussidiarietà. La Costituzione «rappresenta più che mai, nella sua comprovata validità, un patrimonio comune. Nessuna delle forze oggi in campo può rivendicarne in esclusiva l’eredità, né farsene strumento nei confronti di altre. Possono solo tutte insieme richiamarsi ai valori e alle regole della Costituzione, e insieme affrontare anche i problemi di ogni sua specifica, possibile revisione». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso alla Camera, in occasione della cerimonia per celebrare i sessant’anni della Costituzione.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale

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Dalle parole ai fatti
Sono trascorse solo ventiquattro ore dalla chiusura dei seggi elettorali ma le esigenze di stampa de “Informazioni Municipali” sollecitano qualche nostra considerazione a caldo sull’esito, fino ad ora noto, dei risultati.
La prima: ancora una volta i cittadini hanno dimostrato di saper chiaramente esprimere ciò che vogliono senza “aiuto” della legge elettorale; da mesi sentiamo parlare – addirittura anche per bocca delle più alte cariche istituzionali - di una riforma di detta legge perché essa impedirebbe il formarsi di chiare maggioranze parlamentari: il risultato del 14 aprile ci dice inequivocabilmente che il quadro politico si semplifica, la maggioranza si forma e il governo si costituisce non in virtù di una legge ma semplicemente per decisione degli elettori! I fatti hanno smentito le (tante) chiacchiere di molti politici della sinistra e non solo.
La seconda: dando una consistente maggioranza a Berlusconi, gran parte degli Italiani ha evidenziato le difficoltà che il nostro paese sta attraversando; esse sono retaggio del precedente governo e della nota crisi internazionale; la miscela delle due ci ha portato prossimi al collasso sociale ed economico: il Governo Prodi non ha voluto (o potuto) affrontare le problematiche legate all’immigrazione indiscriminata e alla legalità sul territorio; nel frattempo, non ha saputo gestire le turbolenze economiche provenienti dall’esterno, introducendo strumenti efficaci al fine di ossigenare un sistema produttivo endemicamente debole e bisognoso di sostegni e soprattutto di indirizzi! I fatti non hanno seguito le (vuote) parole pronunciate dai vari ex governanti.
La terza: terminata la campagna elettorale, i due grandi schieramenti politici sono chiamati ad un difficile compito interpretando il proprio ruolo: l’opposizione dovrà dimostrare di esercitarlo non con l’astio del perdente e la maggioranza dovrà comportarsi evitando l’arroganza del Prodi 2006, il quale – giova ricordarlo – aveva vinto per un pugno di voti! Insomma, nell’interesse del Paese, dalle parole (dette prime delle elezioni) si dovrà passare ai fatti.
Il Popolo della Libertà

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Analisi del voto 2008
Il risultato elettorale di “La Destra”, a Novate in linea con l’ andamento nazionale , è stato del 2.36% alla Camera. Riteniamo che sia da considerare un buon risultato principalmente per due motivi, il primo è che il partito è nato pochi mesi fa, il secondo senza dubbio è lo sbarramento, unito allo slogan del voto utile che ha procurato non pochi dubbi nelle coscienze dei nostri elettori, che temendo di trovarsi Veltroni Presidente del Consiglio, hanno preferito dare il loro voto alla coalizione del popolo delle libertà, alcuni solo al Senato ( scelta sostenuta dal garante degli iscritti del nostro movimento ), altri anche alla Camera.
Diamo atto del grande successo della Lega Nord, che a Novate si attesta al 14,08%, assorbendo parte dei consensi della destra novatese, come in tutto il nord Italia, (dato prevedibile considerando che molti sono le tesi in comune come la contrarietà all’ indulto, sicurezza , immigrazione , contrarietà all’ ingresso della Turchia in Europa, e la comune appartenenza al gruppo parlamentare europeo Europa delle Nazioni).
Sono molti gli aspetti su cui potremmo esprimerci analizzando il voto del 2008 e sui quali a nostro parere sarebbe giusto riflettere, pensiamo al fatto che, come noi anche la sinistra arcobaleno non entrerà a far parte del Parlamento, evento storico sul quale per leggerezza potremmo anche gioire, ma che dovrebbe darci lo spunto per una riflessione sui futuri scenari politici , e sulla forte attrazione che i cittadini hanno avuto per un sistema che sembra orientarsi verso due grandi poli, con l’ incognita del terzo polo centrista al quale hanno lavorato con un discreto successo gli esponenti dell’Udc.
Ringraziamo quindi tutti quelli che hanno dato fiducia a La Destra, e auguriamo agli amici del PDL e della Lega buon lavoro.
Comitato territoriale
La Destra

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Amarcord
(Ovvero, della serie: l’avevamo detto)

Avremo un Berlusconi III. Ha vinto il centrodestra. Ora la sinistra democratica ha bisogno di un’attenta riflessione per rispondere ai delusi, agli sfiduciati e ai disattesi, che sono tanti. Lo deve fare con tempestività e solerzia, non solo al vertice, non solo a Roma. Lo deve fare senza tentennamenti e parlando chiaro (Di Pietro docet). Per esemplificare mi preme ricordare lo stato d’animo e le riflessioni che molti cittadini, io insieme a loro, avevano fatto negli anni precedenti. Lo faccio recuperando una circostanza particolare, il cui contenuto “anticipatorio” è bene affidato a questi testi..
Sono andato a riprendere ciò che ho raccontato in occasione dell’incontro con Piero Fassino, durante la campagna elettorale delle ultime amministrative a Novate. Era il 2 aprile 2004 e la Sala Teatro Testori era piena di gente come non mai. Molti novatesi ricorderanno quel momento per averlo vissuto in prima persona, reali testimoni delle cose che ho detto e che in misura ridotta ripropongo.
“Non dobbiamo temere la modernità, tutt’altro: dobbiamo governarla. Per governarla, però, dobbiamo anche vincere una battaglia contro le vecchie abitudini che la politica – anche nel centrosinistra – porta con sé. La litigiosità, la rivendicazione puntuale e ossessiva della propria identità. Qualcuno mi ha raccontato questa storiella che, come tutti gli apologhi, contiene un amaro fondo di verità. “Un giorno ad una riunione dei segretari della coalizione di centrosinistra si presenta l’inventore della ruota. Spiega, con dovizia di particolari, i molti vantaggi della sua invenzione e i tanti benefici che se ne possono trarre. Un primo giro di opinioni trova tutti unanimi nell’apprezzamento. Dopo, - quando il discorso si approfondisce – si alza uno dei segretari che spiega che il suo partito è per la stabilità e questa ruota rotola e che lui suggerirebbe di tagliarne una fetta per farla stare in piedi. Il ragionamento convince gli altri e li stimola, a loro volta, a suggerire ulteriori modifiche. La riunione si chiude con tutti d’accordo su un oggetto che, nel frattempo, è diventato un trapezio.” Sono certo che Fassino abbia partecipato a riunioni che somigliavano a quella della storiella. Sono qui accanto a lui perché spero che non vi voglia partecipare più.”
Oggi, a quattro anni da allora, Veltroni di sicuro non vi parteciperà più e speriamo che la ruota riacquisti la sua forma originaria.
Sergio Telaroli

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11° comandamento: Non dimenticare i crimini del comunismo contro i popoli
Parte 2, continuazione...
I grandi mezzi di comunicazione, la televisione, la stampa, la radio e altri, si sono dimenticati di questi importanti avvenimenti passati che hanno caratterizzato e scosso le giovani generazioni di qualche decennio fa. Siamo soddisfatti che la nostra Amministrazione comunale con l’Assessorato alla Cultura e alla Biblioteca, abbia ricordato con un manifesto la rivolta d’Ungheria del 23 ottobre 1956 e la caduta del muro di Berlino del 9 novembre 1989. Crediamo che il non ricordare il 9 novembre 1989 sia stato un agire consapevole dei comunicatori nostrani, i quali ci hanno somministrato notizie qualunquistiche e “di riempimento”, per distrarre la nostra attenzione. Hanno riempito il nostro orizzonte dell’attenzione con notizie frivole, cercando di far riflettere la gente il meno possibile. Forse qualcuno ha ricordato la caduta del muro di Berlino e della cortina di ferro; se lo ha fatto, lo ha fatto in punta dei piedi per non disturbare i compagni ed ex compagni di misfatti. Tante persone vogliono farci dimenticare la cortina di ferro, ma noi non ce ne dimenticheremo facilmente, anzi, noi vogliamo ricordarcene. Per sempre.
È bene ripercorrere un po’ in dettaglio anche i fatti d’Ungheria del 1956. In quel tempo in Ungheria stava per avere successo una rivolta armata contro il Governo comunista di allora. Il patto di Varsavia a guida dell’Unione Sovietica (leggi partito comunista sovietico), ordinò alle truppe del Patto di rioccupare con le armi l’Ungheria per sopprimere e spazzare via la controrivoluzione - da loro definita capitalista - che aveva destituito il Governo comunista. Insomma hanno “dovuto” salvare la rivoluzione comunista. Ci fu una mattanza in Ungheria che permise di rimettere al governo il partito comunista ungherese. Nella rioccupazione non furono usati mortadella e michette, ma cannonate e mezzi cingolati per schiacciare meglio tutto e di più. Ci fu una vera e propria mattanza.
Pensare che allora i comunisti, anche nostrani, fecero tifo con convinzione, per quella rioccupazione armata dell’Ungheria! Ed ora, anche se siamo un Paese occidentale, abbiamo le tre cariche più alte della Repubblica italiana che sono occupate da comunisti, nel migliore dei casi da cattocomunisti. Nulla è cambiato, ma non per loro colpa.
Fine articolo
Ci scusiamo per quest’articolo che è stato diviso in due parti, la prima pubblicata nel numero precedente. Questa divisione dell’articolo è dovuta al regolamento del nostro giornalino che limita la lunghezza degli articoli a 2400 battute.
“La Lega di Novate ringrazia i concittadini novatesi che alle elezioni politiche di aprile 2008 hanno dato fiducia al movimento con il loro voto per realizzare il federalismo, tanto auspicato, così da avere una Padania e una Italia più giusta e vivibile. Grazie”
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese


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Dopo un anno,
vogliamo ancora “Andare Oltre”

Il 7 marzo 2007 nasceva il gruppo di Andare Oltre e a maggio si costituiva l’Associazione omonima. Ad un anno di distanza ci sentiamo di fare un primo bilancio dell’attività. È stato un anno molto intenso e di duro lavoro, dove il gruppo ha dovuto consolidarsi sul territorio e contemporaneamente affrontare le grandi tematiche amministrative all’interno del Consiglio Comunale.
Andare Oltre ha portato avanti numerose tematiche e considerando il fatto che ha potuto contare sulla forza solo di 1, 2 o 3 consiglieri (a seconda del periodo) i risultati sono molto soddisfacenti.
Ricordiamo per esempio le battaglie per il difensore civico (oggi Novate ne ha uno), per rendere fruibili i posti auto in centro (è avviato il procedimento per assegnarne una parte), per una riduzione dei buoni mensa (dagli 83 centesimi di aumento da febbraio siamo riusciti a scendere a 40), per il controllo sulle società partecipate (è stato istituito l’ufficio).
Certo, a dire la verità nessuna di queste battaglie è stato un vero successo. Per ognuna possiamo dire di essere soddisfatti a metà.
Ma di questa metà ci consideriamo pienamente i fautori e i vincitori.
Fatti dunque, non parole. La politica è, secondo il nostro motto, una passione. Ma questa passione costa impegno e sacrifici. Lasciamo ad altri slogan e facili semplificazioni. Il dibattito e le critiche che ci sono state rivolte in quest’ultimo anno sono la dimostrazione che la nostra presenza è stata molto significativa. Ci sono gruppi ben più rappresentati di noi la cui voce non si sente mai. Crediamo che il modo vero di interpretare la politica ed il ruolo assegnatoci dagli elettori sia quello di lavorare con determinazione sostenendo le nostre idee e votando sempre secondo coscienza. Questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare.
andare.oltre@libero.it
http://blog.libero.it/andareoltre

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Un bilancio senz’anima
Il bilancio di previsione 2008 si caratterizza, sul piano del suo impianto, per un’operazione di finta riduzione del carico fiscale. Infatti ad una diminuzione dell’aliquota dell’addizionale Irpef di un punto millesimale (ma l’anno scorso era stata aumentata di 1,75 per mille) fa riscontro, ad esempio, un aumento della tariffa dei buoni pasto della mensa scolastica e delle rette degli asili nido. In compenso non sono ancora state firmate le convenzioni con le scuole paritarie per i Micronidi: é dal mese di luglio che aspettano il contributo la cui entità è ferma da otto anni.
Siamo quindi di fronte ad un bilancio che riduce parzialmente le imposte ma nei fatti aumenta gli oneri a carico delle famiglie, penalizzandole e mettendole in difficoltà. Inoltre si riducono i contributi alle Associazioni mettendo a rischio la prosecuzione della loro attività. Si chiudono alcuni servizi da anni attivi sul territorio come lo “Spazio mamma/bambino”, e il CAG (Centro di Aggregazione Giovanile).
Nonostante le numerose proteste degli utenti e dei cittadini, la raccolta firme consegnata nelle mani del Sindaco, nessuna concreta alternativa: a bilancio per le politiche giovanili ci sono 3.000 euro. Il Sindaco nella sua relazione ha evidenziato un incremento di richieste di contributi economici ma, paradossalmente, a bilancio lo stanziamento per le persone bisognose viene ridotto di 20.000 euro. Riguardo l’assistenza domiciliare agli anziani, nella relazione al bilancio si legge “si registra una crescente richiesta di questo servizio” ma si risponde “no” alla nostra richiesta di aumentare le risorse per un servizio che si rivolge a una popolazione anziana parzialmente o totalmente non autosufficiente che è in costante aumento. Ancora: il sindaco parla delle “nuove prospettive economiche per Novate” : Fiera di Rho-Pero, Polo della Salute, probabile Expo 2015 paventando i rischi che tutto si esaurisca con un consumo delle ultime aree libere. Ma non si è chiesto il sindaco se le sue Giunte non hanno qualche responsabilità nell’aver favorito e attuato un consumo eccessivo del territorio? Per ultima, una considerazione riguardo agli stanziamenti per gli investimenti di cui il bilancio non registra alcuna previsione di entrata che indichi, a fronte del costo delle opere da realizzare, la relativa fonte di finanziamento. Concludiamo rilevando come anche nella relazione di presentazione al bilancio, il sindaco non tralasci lo stucchevole vezzo di denigrare la Novate di prima e gli amministratori che l’hanno preceduto vantandosi e addossando ad altri la responsabilità di cose non fatte o fatte male. Purtroppo anche il piccolo mondo della politica novatese è caratterizzato da dosi massicce di narcisismo. Forse anche il sindaco farebbe bene ad esercitarsi a riconoscere il senso dei propri limiti e all’impegno dell’umiltà.
Gruppo Consiliare
Partito Democratico


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Il nostro impegno continua
La Sinistra Arcobaleno ringrazia gli elettori che hanno confermato la fiducia al nostro schieramento politico.
I risultati purtroppo ci inducono a riflettere su una debacle realmente inaspettata, una sconfitta oltremodo sonora che DEVE mettere in discussione il percorso che Sinistra Arcobaleno ha intrapreso, a cominciare dalle ragioni della sua stessa formazione. Come Rifondazione Comunista, in questo momento, abbiamo bisogno di capire se tale risultato riflette una scelta definitiva del nostro elettorato o se e solo frutto di un momento contingente che ha spinto i nostri elettori a scegliere per il così detto voto utile.
Non c’è alcun dubbio che l’esperienza governativa ha richiesto a Rifondazione e alla sua base sacrifici che spesso non hanno dato i risultati aspettati. La scelta di sostenere, sia pure con molti tentativi di modificarne la rotta, sempre e comunque il governo Prodi (che pure ha disatteso costantemente il programma concordato e da tutti sottoscritto) alla fine non ha pagato. La scelta di Veltroni di proseguire il percorso da solo ha finalmente liberato Rifondazione da tale vincolo ma nello stesso tempo ha distolto INUTILMENTE voti dal nostro schieramento unico rappresentante della SINISTRA REALE. Il Pd millanta una eclatante vittoria che non ha, di fatto, avuto, perché MAI, nella storia italiana il distacco tra vincitori e vinti è stato superiore ai 10 punti percentuali come in questo caso. Il Pd non indicando ai propri elettori il voto disgiunto ha di fatto consegnato il senato a Berlusconi e ai Leghisti condannando il paese a 5 anni di destra.
Il circolo “Steve Biko” di Rifondazione Comunista ritiene di avercela messa tutta nel divulgare il programma alternativo a quello di Veltrusconi, certo non potevamo, ne mai abbiamo tentato di farlo credere, ottenere la vittoria ma di sicuro la nostra presenza in parlamento avrebbe reso il panorama politico d’oggi più consono ad un paese democratico.
Le recriminazioni lasciano il tempo che trovano e mai come ora ciò è più che mai vero. ORA NOI RICOMINCIAMO DA CAPO CON QUELLO CHE SAPPIAMO FARE MEGLIO ovvero la lotta sulla strada tra la gente e per la gente.
Novate ha davanti a se un appuntamento importante le prossime amministrative del 2009, così come si prospetta oggi il panorama politico locale la destra detiene il 44% dei voti per cui lo scenario è quanto mai complicato, chiediamo quindi ai nostri simpatizzanti di segnalarci le loro eventuali perplessità o critiche in modo da consentirci di adeguare le nostre iniziative ai reali bisogni della cittadinanza
Il Direttivo Circolo
Steve Biko


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