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Ci scrivono

Laboratorio teatrale alla Media Vergani
Un bel posto per vivere
"E quindi uscimmo a riveder le stelle"
Poesia
Lo sport, la passione di una vita
Abito a Novate...
Una proposta: ripartiamo dal 1996
Una brutta abitudine
In tema di sicurezza dei pedoni
La bellezza NON abita più qui
Una Onlus per il parco Ghezzi
Egregio Sindaco...
Sulle ali del ricordo
Bici sì, ma con prudenza

Laboratorio teatrale alla Media Vergani

In occasione del Giorno della Memoria, lo scorso 7 febbraio i ragazzi del laboratorio teatrale della scuola media O. Vergani hanno messo in scena lo spettacolo “ “Meditate che questo è stato”, tratto da testi di Primo Levi. La rappresentazione era rivolta ai compagni, ai genitori ed alla cittadinanza novatese.
In uno spazio scenico quasi vuoto, servendosi di pochi oggetti per simulare alcuni ambienti, i ragazzi hanno dato vita con la loro voce ed il loro corpo a personaggi rappresentativi di un popolo il cui destino è stato il lager e l’annientamento della dignità e della vita.
Gli alunni, guidati dagli insegnanti e dal registra William Medini, sono riusciti a calarsi in una situazione umana e in un periodo storico distante dal loro vissuto. Il lavoro ha permesso loro di conoscere meglio un momento drammatico della storia europea. Lo spettacolo è stato corale, di grande qualità, commovente ed ha suscitato profonde riflessioni sia nei ragazzi che nel pubblico presente. E’ doveroso complimentarsi con tutti i giovani interpreti e soprattutto ringraziarli per le emozioni che sono riusciti a trasmettere. Desideriamo anche ringraziare i docenti ed il regista per lo splendido lavoro e per la passione trasmessa ai ragazzi in questi anni di laboratorio teatrale.
Grazie ancora e, speriamo, arrivederci.
Alcuni genitori

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Un bel posto
in cui vivere

Abito a Novate da alcuni anni, non ho ricordi o affetto per la vecchia scuola elementare. Portando i bambini a scuola materna la vedevo, andando a votare vedevo la nuova scuola.
Non avevo dubbi: la vecchia scuola nel parco sarebbe stata ristrutturata; lì avrebbero trovato spazio anche le ricchezze comuni, aperte a tutti e senza scopo di lucro come la banda cittadina e molte altre associazioni. La piccola struttura periferica e troppo vicina alla tangenziale sarebbe stata dismessa.. era logico e giusto. No. La scuola pubblica e il parco adiacente sono venduti ad un privato con il permesso per edificare residenze di lusso. Il privato taglia gli alberi...non sono più un patrimonio pubblico, sono suoi e ostacolano la realizzazione del guadagno. E’ logico, un imprenditore privato agisce secondo un criterio di guadagno.Però guadagnerà tanto perché chi comprerà pagherà caro. Pagherà caro per una casa affacciata su un parco. Per vedere alberi dalla sua finestra.
La vecchia scuola e gli alberi tagliati non erano miei, non erano di chi è nato a Novate, della giunta o dei suoi sostenitori. Erano di tutti noi. Erano nostri perché qualcuno che ci ha preceduti ha pensato di rendere pubblico uno spazio in centro, di costruirci una scuola, di piantarci degli alberi. Questa vendita non mi sembra logica né giusta.
Della scelta di vendere chiedo conto a maggioranza e opposizione: In nome di quale bene comune è stata ceduta l’area alla speculazione edilizia? La logica di mercato garantisce chi ha i soldi, l’amministrazione pubblica deve garantire ciò che ha valore per la comunità anche se è illogico per il mercato: uno spazio verde in centro che ospiti le scuole, il centro disabili, la banda cittadina, il centro incontri dei giovani.
Tutto questo rende Novate un bel posto per vivere. Non saranno una manciata di parcheggi o delle aiuole nel parco a migliorare le cose. Invito tutti a proposito a fare un giro per il parco di Via Baranzate: aiuole abbandonate e di mautenzione costosa che riducono lo spazio gioco dei bambini ... buchi nella pavimentazione, erba stentata.... La parte migliore è quella che meno è stata toccata, quella con gli alberi circondati dal muretto!
Per questo e per molto altro ha avuto senso difendere”quei pochi alberi” e ha senso continuare la protesta.
Roberta Pometta

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“E quindi uscimmo
a riveder le stelle”

Certo che la sera, stanchi della giornata e con il freddo di questo inverno, c’e’ un po’ di resistenza ad uscire di casa, ma la Conferenza Astronomica non volevo perderla di sicuro!
Sì, infatti la sera del 24/02 la cometa Lulin si sarebbe vista meglio delle altre notti, ma con un po’ di fortuna si potra’ vedere fino al 28 di febbraio nella costellazione del Leone.
La conferenza ha avuto inizio alla scuola Media G.Rodari dove l’insegnante Silvia Beretta ha spiegato i colori delle stelle , le loro grandezze, le costellazioni con le leggende mitologiche che le accompagnano. I bambini hanno partecipato attivamente con entusiasmo e le stelle che man mano attaccavano sul cartellone venivano poi collegate rivelando varie costellazioni: Cassiopea, Andromeda, Orione tanto per citarne alcune.
Il filmato con suggestive immagini pervenute da satelliti ha concluso la prima parte della serata. Forniti di mappa stellare con la supervisione dei Vigili Urbani, ci siamo spostati verso i campi di Via Balossa dove adulti e bambini con il naso all’ insu’ cercavamo di scorgere questa o quell’altra costellazione di cui Silvia ci aveva parlato. Purtroppo Lulin era coperta da nuvole ma senz’altro e’ stata una serata fantastica perchè ormai le costellazioni più caratteristiche le sapevamo individuare!
Grazie Silvia per averci regalato questa serata resa possibile dall’impegno e la passione che ti contraddistinguono!
M. Vincenza
Messina

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Poesia

Mi spaventano le foglie morte,
mi spaventano i prati ammantati di rugiada,
io vado a dormire, se non mi sveglierai,
lascerò accanto a tè il mio cuore freddo,
un cuore freddo, un cuore in inverno,
anche quando fuori è ormai estate.
Ma com’è difficile trovare qualcuno che lo scaldi,
questo cuore raggelato e solitario.
Pino

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Lo sport, la passione di una vita

I cittadini di Novate hanno imparato ad apprezzare da tempo le sue imprese sportive: stiamo parlando di Enzo Masiello, atleta paraolimpico, residente a Novate da più di 10 anni, che ogni anno porta la nostra città ai più alti vertici Mondiali.
Carriera sportiva iniziata, ricordiamo, nell’Atletica Leggera in carrozzina: all’attivo tre Paraolimpiadi Estive con una medaglia di bronzo, Campionati Mondiali, Giochi del Mediterraneo (due bronzi), titoli e numerosi record italiani tuttora imbattuti.
Poi la svolta: Enzo decide di provare l’avventura nello sci di fondo, fino ad allora coltivato per passione. Partecipa ai Campionati Mondiali in USA nel 2005 e alle Paralimpiadi di Torino 2006: tutti ricordano i suoi ottimi piazzamenti e anche un po’ di amarezza per quello splendido 4° posto nella 15Km di fondo.
Da allora non abbiamo più scritto molto di Enzo, ma lui non si è certo fermato. Nel 2008 è protagonista sui campi di Sci Nordico e conquista ben 3 podi in Coppa del Mondo, superando i 2 podi ottenuti nel 2007.
Quest’anno a gennaio stagione agonistica subito al via con i Campionati Mondiali in Finlandia, dove Enzo, pur soffrendo ancora dei postumi di un infortunio patito a novembre, raggiunge un 8° posto di tutto rispetto nella 10Km di fondo, oltre ad altri buoni piazzamenti.
Appena terminati i Mondiali è di scena la Coppa del Mondo, prima tappa la Svezia. Lo stato di forma migliora ed Enzo conquista un ottimo 3° posto nel Biathlon, oltre ad un 4° ancora nel Biathlon e un 5° nella 15Km di fondo.
Si passa dai Campionati Italiani, dove Enzo in Val Martello conquista il titolo italiano assoluto sia nel Fondo che nel Biathlon, per approdare poi in Canada.
Sulle piste che nel 2010 ospiteranno le Paraolimpiadi invernali, Enzo raccoglie ottimi risultati, in particolare nella 10Km di fondo. Ci sono tutti i più forti al mondo. All’arrivo il campione del mondo e il vice campione del mondo, i russi Petushkov e Zaripov, si invertono di posizione. Dietro a Zaripov i migliori sono tutti racchiusi in pochi secondi. Il bielorusso Loban risale una posizione rispetto ai Mondiali, classificandosi 3°, ma tutti gli altri sono dietro: a pochi secondi, infatti, ottimo 4° arriva Enzo! È la fine di un incubo, iniziato con l’infortunio di novembre.
Prossima tappa Mount Washington, a Vancouver Island: in programma 4 gare tra fondo e biathlon. In bocca al lupo, Enzo!

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Abito a Novate e mi piace andare a teatro. Poiché però sono, come si suol dire, “di una certa età” voglio esprimere un desiderio, e cioè un “corrimano” lungo le scale all’aperto che portano a Teatro Comunale Testori.
Ritengo anche che questa mia richiesta sia condivisa da numerose persone, avendo sentito commenti in proposito quando ho avuto occasione di recarmi a teatro.
Nella speranza di vedere accolta la mia richiesta, e che la stessa non sia un peso eccessivo per le finanze comunali, ringrazio sentitamente. Qualora però ci fosse una oggettiva impossibilità nella realizzazione, gradirei una risposta scritta. Un saluto cordiale.
Anna B.

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Una proposta:
ripartiamo dal 1996

Purtroppo, alla data, non sono riuscito a scorgere né da parte delle forze al governo di Novate in queste due ultime legislature, né da parte dell’opposizione, qualcosa che assomigli a una idea di città, qualcosa in grado di unificare l’azione amministrativa.
Il sindaco Luigi Silva nel primo numero del 2009 di Informazioni Municipali ci rende edotti di tutte le buone opere realizzate dalla sua amministrazione, ma l’elenco, veramente utile e ricco di spunti di riflessione, presenta perlomeno un “buco” clamoroso, non casuale: non è svolto il tema della partecipazione democratica e questo si sente soprattutto alla fine del suo scritto, quando trapela dalle sue parole una certa preoccupazione per il futuro dei novatesi ingabbiati dalle grandi opere prossime venture. L’opposizione ha cercato di mettere in luce gli errori delle forze al governo, ma a me pare lontana dall’aver saputo indicare un percorso per costruire una città migliore.
Nel 1996, alla fine di Gennaio, si tenne a Novate il Convegno: “Ripensiamo la città a misura di bambino”. I partecipanti, a cominciare dall’allora sindaca Amalia Fumagalli, affrontarono i temi della vita quotidiana nella città con l’ausilio di esperti come i professori Scaparro e Tonucci. Ne uscì un’insieme di proposte molto stimolanti che ebbero anche qualche ricaduta sul territorio novatese con il coinvolgimento delle scuole, dei commercianti, di tutti i cittadini, la sfida era appunto questa: trasformare la città in modo da renderla fruibile da parte dei bambini.
Dopo quella proposta che si articolava in una miriade di progetti, concreti anche a livello sovracomunale, il nulla.
La separazione degli spazi nella città è proseguita a un ritmo vertiginoso, i luoghi di aggregazione esistenti soffrono, e la città sembra essere diventata meno sicura.
Allora la proposta a tutti gli insoddisfatti è questa: se non l’avete a casa, andate in biblioteca e chiedete l’opuscolo degli atti di quel convegno; è un piccolo documento ma contiene tutto ciò che occorre per ricominciare a discutere di cose serie.
Alberto Accorsi

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Una brutta abitudine

Leggevo proprio oggi uno degli ultimi numeri di Informazioni Municipali. Nello spazio dedicato ai cittadini, mi ha colpito la lettera di una persona che sottolineava la brutta abitudine dei cittadini novatesi di lamentarsi sempre, e per qualunque cosa.
E’ vero, in generale, noi italiani amiamo spesso lamentarci, lo ammetto. Dei politici, del governo, della sanità, della scuola. Insomma, un po’ di tutto.
Ma come si può non lamentarsi ed arrabbiarsi di fronte a certe cose che dovrebbero essere semplicemente logiche e semplici e che invece diventano problematiche se non addirittura rischiose?
Mi riferisco al fatto che, accompagnando mio suocero (disabile, in carrozzina) al Poliambulatorio della Clinica San Carlo di via Bertola per una visita, ho scoperto che il parcheggio davanti all’ingresso dello stesso ambulatorio non aveva neanche un posto per disabili! Si, lo so, ce n’è uno giusto più in là, davanti alla Campana di Vetro. Ma vi sembra normale che un ambulatorio medico, normalmente frequentato da persone anziane o talvolta – come nel nostro caso – con difficoltà motorie, non disponga di un parcheggio o di un accesso facilitato? Se poi aggiungiamo che siamo capitati proprio nei giorni seguenti la grande nevicata – con strade e marciapiedi pressoché inagibili – è facile immaginare come una semplice “dimenticanza” abbia trasformato la nostra mattinata in un’impresa titanica. Io credo che di fronte ad episodi come questi, vissuti sulla propria pelle ogni giorno, bisogna invece lamentarsi. Ma non solo. Bisogna alzare la voce e indignarsi. Per far capire a chi è al servizio dei cittadini che molto spesso non occorrono grandi progetti ma, molto più semplicemente, il buon senso per realizzare piccole opere utili a tutti.
Titti Cimmino

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In tema di sicurezza dei pedoni

Vorrei segnalare la pericolosità dell’attraversamento pedonale in corrispondenza dei numeri civici 17-20 di via Latini, in prossimità della fermata dell’autobus 82. Sollecito l’installazione della segnaletica verticale come anche previsto dal Codice della Strada, affinché gli automobilisti si rendano conto per tempo della presenza delle strisce pedonali collocate in prossimità di una curva. In precedenza e in due occasioni (luglio 2007 e ottobre 2008) ho già fatto questa richiesta telefonicamente al Comando di Polizia Locale; in entrambi i casi mi è stato risposto che gli organi competenti sarebbero stati informati e che avrebbero provveduto, ma ad oggi nulla è stato fatto.
Mi auguro che non si debba attendere la prima vittima. Invito chiunque abbia responsabilità in merito a provvedere tempestivamente nell’interesse della cittadinanza.
Cordiali saluti
Marco Mapelli

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La bellezza
NON abita più qui

Percorro tutti i giorni la Via Bovisasca in bicicletta o in automobile perché è lì che abita la mia mamma e in questi giorni sono fioriti sui pali della luce allegri manifesti pubblicitari del Circo Apollo, che sarà a Novate dal 6 al 9 marzo.
Non avendo nulla in contrario ad una pubblicità discreta (ma esiste?), chiedo alle autorità competenti se quei cartelli verranno rimossi dopo la scadenza o resteranno appesi come quelli della “Sagra della ciliegia” del 18 MAGGIO 2008 , che ancora fanno BRUTTA MOSTRA DI SE’.
Sbrindellati, mal messi, portati in giro dal vento sono altrettanto PERICOLOSI quanto gli striscioni e i manifesti in difesa del PARCO GHEZZI, a loro tempo rimossi o FATTI SPARIRE.
E’ questa la verde e civile Novate?
Maria Luisa Silva
(Gisa)

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Una Onlus
per il parco Ghezzi

Ho potuto conoscere meglio l’associazione Onlus “All’ombra del parco” costituita l’8/10/08 visitando la mostra allestita in villa Venino dal 9 al 14/2. Una lunga serie di foto pittoresche sul parco ed un documentario raccontavano con allegria la battaglia condotta dall’estate scorsa da numerosi cittadini/e per la salvaguardia di un luogo essenziale per la comunità in un momento in cui si parla tanto di ecologia. I 3082 novatesi che hanno firmato la petizione al sindaco, ottenuto l’appoggio di alcuni consiglieri comunali, hanno richiesto il salvataggio dei 2 platani, la cui sorte era incerta dopo l’abbattimento di altri 14, ed un ulteriore confronto con l’Amministrazione comunale.
L’iter si è concluso il 24/2 con l’abbattimento degli ultimi 2 platani e di 3 abeti nonostante la vigilanza dell’Onlus presente in loco il 23/24.
Una nota a margine a ricordo di un novatese: in una scena del documentario spicca la figura di Marco Mantegazza che si è speso molto per questa iniziativa ed è morto improvvisamente qualche mese fa. A lui si deve il coinvolgimento del difensore civico Agnifili che ha supportato l’associazione. Quel difensore civico che aveva contribuito ad ottenere informando nel 2007 il difensore civico regionale sulla mia raccolta di firme finalizzata alla sua istituzione.

N.B. Mi scuso coi lettori per gli articoli dove per rispettare le 2.400 battute richieste dalla redazione riduco testo e punteggiatura.
Rita Blasioli

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Egregio Sindaco...

Sono una cittadina di Novate Milanese, abitante in via F.lli di Dio n.16, (zona industriale), da luglio 1997. Nel corso di questi anni, i residenti di tale via, hanno richiesto più volte la Vs. attenzione, affinché provvedeste ad eliminare il degrado in cui versa la via (vedi raccomandata del 12.03.2001).
Ribadisco che lungo la via F.lli di Dio è in atto la bonifica, dai numeri civici 1 a 21, che dura da anni. L’Amministrazione Comunale, in uno dei suoi periodici ”Informazioni Municipali”, ha affermato che la bellezza abita a Novate; a tale proposito mi permetto di dissentire: come si spiega il fatto che la zona, che dovrebbe essere bonificata, sta diventando una discarica???
Vi si trovano depositati vecchi frigoriferi, sanitari, mattonelle, contenitori di pittura ...ecc.
A suo tempo avevo già fatto presente il problema al Vs. Ufficio Tecnico.
E’ veramente vergognoso percorrere questa via e vedere la recinzione che la delimita, rotta in mezzo alla strada!!! Sacchi di spazzatura abbandonati, da chi non si sa, lungo il marciapiede parallelo alla zona da bonificare. L’Amsa passa il giovedì per la pulizia settimanale sul piazzale, ma non rispetta gli orari. I cartelli danno indicazioni dalle ore 8.00 alle ore 12.00; il camion passa alle ore 7.00!!!
Inoltre la mancanza di segnaletica, (parcheggi in doppia fila), l’illuminazione insufficiente, creano un serio pericolo per chi vi abita. Ammiro che il Comune di Novate realizzi delle opere belle, ma prima di ciò dovrebbe rendere vivibili e sicure anche le zone periferiche. Quando mi reco in via Repubblica, noto che è tutto in ordine, addirittura c’è anche la pista ciclabile!
Mi chiedo se i residenti di tale via, paghino qualcosa più di me!!!
La scrivente chiede in sintesi di sapere a che punto sono i lavori di bonifica e quando saranno realizzati i lavori per il manto stradale. Fiduciosa che la presente sia presa in seria considerazione, e che anche questa via possa avere “un dopo..., come da calendario di Novate, da Voi illustrato.
Nell’attesa di un Vs. urgente riscontro in merito, e ringraziando anticipatamente, porge cordiali saluti.
Lucia Cirocco

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Sulle ali del ricordo
(pensando a Bruna che non c’è più)

Il sole scroscia
nella stanza.
Il vento sussurra in mezzo ai rami.
Ogni cosa è uguale.
Tutto appare immoto.
Ma nella mia mente
un chiodo che gira e gira.
E fa male.
So che non potrò
mai più incontrarti,
so che non faremo
mai più
quelle lunghe
chiacchierate
stringendo il manubrio
delle nostre
biciclette.
Era giusto così,
eri stanca di dolore.
“Combatto”, mi dicevi.
Ed hai lottato.
Ma inutilmente.
Sei volata via.
Ti tengo qui,
in fondo al cuore,
in un angolo solo mio
e continuerò con te
questo muto dialogo.
Sulle ali del ricordo.

Lucia Ferrante

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Bici sì,
ma con prudenza

Ricomincia la bella stagione ed è un vero piacere veder tornare, numerose, le biciclette sulle nostre strade. Sarebbe tuttavia utile che qualcuno si premurasse di ricordare ai ciclisti (giovani e bambini compresi) che anche in bicicletta ci sono regole da seguire.
Sono poche, ma necessarie ad evitare continue e inutili discussioni tra pedoni e ciclisti: precedenza ai pedoni e velocità moderata.
Da ricordare anche che in diversi punti della città le bici devono essere condotte a mano. E’ il caso per esempio del frequentato sottopasso ferroviario di collegamento tra Novate-Baranzate e Novate centro. Il cartello c’è , ma nessuno lo rispetta e nessuno lo fa rispettare.
Sarebbe già un successo che chi usa la bicicletta si ricordasse che potrebbe incontrare mamme con passeggino, anziani, altri ciclisti. E il campanello non è uno strumento per farsi strada, come spesso accade.


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