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Ci scrivono
Villaggio Rosa senza bus
A proposito delle lezioni del Sindaco
È caduto il muro ma la sinistra non cambia
Quanto è sporca Novate...
I disagi del blocco del traffico
I "problemi" della Giunta Silva
Perché pagare tasse su tasse?
La fortuna di Novate: amministratori e funzionari onesti
al servizio della comunità
Villaggio Rosa
senza bus
Abito da 45 anni nel quartiere “Villaggio Rosa” alla periferia di Novate (e di Milano) sulla Via Polveriera. Purtroppo non è mai stato istituito un trasporto pubblico da e per Novate (o Milano). Come me, tutti coloro che dalla nostra zona devono recarsi senza un mezzo proprio a Novate centro, oltre che affrontare un lungo tragitto a piedi, non possono contare su un marciapiede per tutto il percorso.
Nel punto più pericoloso infatti, all’altezza del numero civico 2, dove la Via Polveriera raggiunge il cavalcavia per Novate, il marciapiede è interrotto dal giardinetto antistante una casa che, a differenza di tutte le costruzioni che fiancheggiano la via, si sporge ben oltre la fascia di rispetto della strada.
Aggirare tale ostacolo, richiede ai pedoni, per un lungo tratto, il transito sulla carreggiata stradale in un punto in cui la prossimità dell’incrocio e della curva a svolta continua, rendono il traffico automobilistico molto intenso e totalmente privo di margini di sicurezza. L’incrocio è privo di segnalazioni luminose, strisce pedonali o altre misure di protezione dei pedoni pur costituendo uno svincolo di traffico di estrema importanza.
Anche in pieno giorno e in condizioni di tempo perfette un pedone rischia letteralmente la vita per passare le “forche caudine” dell’imbocco del cavalcavia per Novate.
Dobbiamo rassegnarci a vedere accadere incidenti gravi prima che qualcuno pensi a porre rimedio a questa situazione? Perché, da quando il marciapiede di Via Polveriera è stato costruito, non si è proceduto a completarlo anche davanti alla casa che sta all’incrocio?
Come me, tutti gli abitanti del Villaggio Rosa sono stanchi della trascuratezza in cui giace questa periferia di Novate e hanno un urgente bisogno di maggiore attenzione ai loro problemi..
Da tempo, tra l’altro, si chiede inutilmente anche una viabilità pedonale più sicura, praticabile in ogni stagione ed illuminata con il contiguo quartiere Comasina, unico, seppure distante, accesso ai mezzi pubblici di Milano.
Maria T. Magri

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A proposito delle
lezioni del Sindaco
I lettori di “Informazioni municipali” saranno stati favorevolmente impressionati dall’articolo, apparso sul numero scorso, a firma Anna Pedron, dal titolo “Una dei dodici apostoli”. L’autrice, una giovane che partecipa agli incontri di formazione politica indetti dal Sindaco, scriveva in modo entusiastico di questa esperienza, sottolineando la correttezza con la quale Silva aveva affrontato le varie questioni amministrative e politiche. E si dispiaceva, addirittura, che altri suoi coetanei - “cresciuti a pane e Che (Guevara)” - non avessero capito l’opportunità che si presentava loro di avere, da un maestro disinteressato e disponibile, un prezioso arricchimento del loro bagaglio culturale.
Durante le “lezioni” mai una forzatura, mai una strumentalizzazione: il Sindaco, a detta di questa “allieva”, è stato campione di obiettività, di fronte a dei ragazzi che altri “formatori” più spregiudicati avrebbero tentato di conquistare alla loro causa. Comportamento encomiabile: i giovani hanno strumenti critici sufficientemente affinati per evitare di essere influenzati da una dialettica convincente, seppur di parte. E quindi ben venga la testimonianza di una partecipante a questi incontri, che rende merito all’atteggiamento del Sindaco. L’unico dubbio che ci sorge è che le lusinghiere valutazioni espresse non siano del tutto disinteressate: Anna Pedron, infatti, è sua nipote (figlia di sua sorella, per la precisione).
Federico Quaglio

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È caduto il muro ma
la sinistra non cambia
Dicono che il comunismo sia morto. Vorrei davvero che l’ideologia che ha ucciso 200 milioni di persone nel mondo fosse finalmente morta e sepolta nella coscienza del nostro popolo, ma non bisogna essere molto intelligenti per accorgersi che non è così. Eppure, anche se il Muro di Berlino è caduto da ormai undici anni, se i regimi comunisti sono falliti ovunque e se il Pci è diventato Pds e poi Ds, la modalità tipica della politica della Sinistra, ovvero la demonizzazione dell’avversario, è viva e vegeta.
A Novate, ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative del 1999, abbiamo avuto e continuiamo ad avesse esempi infiniti. Dapprima le opposizioni hanno concentrato il loro fuoco di fila sul “bersaglio grosso”, cioè il Sindaco ed ora sull’Assessore all’Urbanistica, il dott. Zucchelli. In questo caso il nemico scelto, il sopracitato assessore, è un mio amico. Non torno ancora sulla nota vicenda giudiziaria che l’ha coinvolto insieme all’architetto Eusebio e che la sinistra (per la verità quella estrema) ha cavalcato chiedendo le dimissioni di entrambi: sono stati infatti definitivamente assolti dall’accusa di falso ideologico e condannati per occultamento di atto pubblico. Accusa, quest’ultima, che, in sintesi, consiste nel non aver protocollato una lettera finita per errore in un faldone diverso da quello in cui avrebbe dovuto trovarsi. Non ho difficoltà, comunque, a vedere in questo attacco ad una persona lo stesso modo di azione che ha portato il comunismo a creare e ad eliminare nemici. Voglio che questo amico, l’assessore Zucchelli, e la sua famiglia, sappiano che non sono soli a sostenere questa lotta contro la menzogna. Lo ringrazio pubblicamente per le responsabilità che si è preso in prima persona in molti anni d’attività politica: attività che ha, in effetti, dato dei buoni risultati, visto che diversi esponenti della Sinistra novatese... lo hanno ritenuto un bersaglio degno della loro attenzione.
Maurizio Marzona

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Quanto è sporca
Novate...
Se dovessimo fare una graduatoria, tra i comuni del nord Italia, certamente Novate non risulterebbe ai primi posti per la validità dei servizi alla cittadinanza, primo tra tutti quello della pulizia urbana, e a nulla varrebbe la considerazione che tale negatività non è un fenomeno solo di questi ultimi tempi, ma un continuum con il recente passato (ma il mal comune non è certamente un gaudio).
Novate è sporca!
Questa è una realtà, antipatica da accettare, ma che non può essere disconosciuta e soprattutto sottaciuta.
Le parole generiche non servono a niente, bastano alcuni esempi concreti di luoghi o situazioni a dimostrare lo stato perenne di sporco e di abbandono:
Cimitero (cosiddetto giardino), già vero monumento al cattivo gusto ed alla grandiosa incapacità nella progettazione di opere pubbliche, con le scritte sui muri e spazzatura sul piazzale.
Piattaforma ecologica, la cui prossimità è divenuta cloaca a cielo aperto e dove, grazie ai detriti costantemente sparsi per la strada, diventa estremamente pericoloso passare.
Strade in genere (ivi comprese quelle del centro) ove tra mozziconi scaricati dai portacenere delle auto (specialmente in prossimità dei bar), le cartacce in genere ed i “bisognini” dei graziosi cagnolini, risulta estremamente importante avere occhio lungo, e agile movimento di gambe
Via Bovisasca, particolarmente nel tratto in prossimità del nuovo centro commerciale
Dopo le segnalazioni mi sembra opportuno dare un contributo di idee per la soluzione, possibile se effettivamente voluta, di questo problema, che non è certamente l’unico, ma forse il più appariscente:
Una seria propaganda perché noi cittadini impariamo ad essere veramente più responsabili e fautori di una convivenza rispettosa.
Un serio controllo, da parte dei servizi comunali preposti, sulla puntuale esecuzione, da parte delle aziende appaltatrici, dei servizi di pulizia delle strade e dei relativi marciapiedi.
Una seria presa di posizione in merito all’irrisolto ed annoso problema delle necessità canine, con l’uso, sempre più efficace dove giusto, di adeguate sanzioni pecuniarie.
L’istituzione del “vigile di quartiere” che possa essere non il solito giustiziere che colpisce per una sosta vietata, ma una presenza che funzioni da deterrente nei confronti di coloro (non solo immigrati, ma anche “nostrani”) che hanno forte bisogno della presenza dell’autorità.
L’avvio di una seria “iniziativa istituzionale” che preveda, da parte del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali, l’obbligatorietà ad effettuare una periodica gita, collettiva o meno, per le strade ed i recessi di Novate per rendersi conto delle reali necessità degli elettori; oltretutto ciò aiuterebbe ad attenuare quella continua ed inutile polemica politica che matura all’interno della stanza dei bottoni, così tanto appetibile.
Giovanni Battista Calvi

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I disagi del blocco
del traffico
Prima di tutto alcune considerazioni personali: fino a circa un anno fa era piacevole leggere “Informazioni Municipali” sia per la veste grafica sia per i contenuti, mentre oggi faccio fatica a leggere gli articoli su fondo azzurro e in più mi sembra di assistere ad un continuo spreco di acrimonia verso tutto quello che ha fatto l’Amministrazione precedente. A parte questo, voglio rendere noto quanto mi ha lasciata veramente amareggiata: in data 07.04.2000 ho inviato un fax al Sindaco (fax che allego), circa la mia impossibilità, secondo una sua ordinanza, di recarmi a trovare mia madre ricoverata in ospedale a Bollate per il blocco delle auto, mentre tutti i parenti dei Comunicandi potevano circolare liberamente per tutto il territorio comunale.
“Novate Milanese, 07.04.2000
Mi chiamo Renata De Vincenzi, non ho la fortuna di essere madre o parente di un comunicando, bensì solo figlia unica di una signora di 88 anni ricoverata all’Ospedale di Bollate. Questa mattina, ligia al rispetto delle varie ordinanze, mi sono recata negli uffici della Polizia Municipale per avere un permesso per recarmi domani, domenica 8 aprile, giorno con circolazione limitata, a trovare mia madre in ospedale e ho scoperto che, se non abitassi per puro caso vicino alla via Brodolini, non avrei potuto adempiere ad un obbligo filiale, tutelato, se non erro, anche dalla Costituzione, ma potrei sbagliarmi, però sicuramente da una regola della Chiesa, come per i comunicandi. Ebbene, non solo mi sono sentita rispondere da un vigile “legga lì, se non rientra in quei casi non posso farci niente”, senza un aiuto nel decifrare autorizzazioni, avrei anche potuto non essere capace di capire, o cercare percorsi alternativi. Credo che sia compito delle Autorità comunali preoccuparsi anche di coloro che devono spostarsi in giornate particolari, per andare a trovare parenti o amici infermi e non solo per feste religiose”. Ebbene lo stesso Sindaco che in campagna elettorale era andato a trovare gli ammalati (anche in quell’occasione mia madre era degente in ospedale) a Bollate, non si è neppure degnato di rispondere alla mia lettera, fosse anche per dirmi che avevo torto. Non voglio aggiungere altro, lasciando ai cittadini le considerazioni del caso.
Renata De Vincenzi

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I “problemi”
della Giunta Silva
In questo ultimo periodo ha avuto modo di partecipare a diversi incontri pubblici con la presenza di Assessori comunali ed anche, a volte, del Sindaco Silva.
All’ordine del giorno di questi incontri c’erano questioni che riguardavano le attività di società sportive, associazioni e cittadini non organizzati tra loro.
La cosa che voglio qui evidenziare è la persistente e sistematica risposta giustificativa che in quegli incontri gli Assessori e il Sindaco davano alle diverse e motivate richieste che venivano di volta in volta esposte: “Ci sono dei problemi”.
Ecco alcuni esempi.
Le associazioni sono sfrattate e non si trovano adeguate soluzioni perché “ci sono dei problemi”. Il palazzetto dello sport non riapre e quindi non può far fronte alle esigenze delle società sportive e delle scuole perché “ci sono dei problemi”. Il nuovo campo di calcio tarda ad essere ultimato e anche qui è perché “ci sono dei problemi”.
I soliti “problemi” hanno determinato anche il notevole ritardo per l’inizio delle attività motorie degli anziani. E così via “problemando”.
Certo in un’attività complessa come quella di amministrare un Comune, avere questioni problematiche è cosa naturale, direi inevitabile.
Ma è altresì vero che compito degli Amministratori è adoperarsi per trovare le giuste e tempestive soluzioni e non scaricare tutti gli effetti negativi sulle spalle dei cittadini.
Voglio dire di più. A me pare, almeno in alcuni casi, che la Giunta Silva più che risolverli i problemi li crei: per incapacità, superficialità, disinteresse.
È questa dunque l’“efficienza” tanto sbandierata dal Sindaco Silva durante la campagna elettorale?
Ad un anno e mezzo dal suo insediamento l’unica ed evidente azione amministrativa, e questa sì “senza problemi”, è stata solo ed unicamente quella di aumentare le tasse a tutti i cittadini.
Alessandro Pucci

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Perché pagare
tasse su tasse?
Ogni Amministrazione vuol fare le sue “Cappelle”... almeno si copiasse la “Sistina”!! Con vera sorpresa, al rientro delle mie ferie, andando a pagare le tasse sui rifiuti domestici, ho trovato l’Ufficio ESATRI chiuso. Ma l’amarezza non sta nella chiusura di codesto Ufficio che faceva un favore al Comune di Novate, ma nell’essere andato a chiedere a chi di dovere, quindi al nostro ufficio Tributi come e dove pagare... l’impiegata con poco garbo rispondeva: “vada alla posta o in banca, del resto la luce dove la paga?” Chi ignaro... ignora... forse non sa che la luce o il gas non è un servizio di Novate, quindi certe risposte fanno anche male se sono date dal personale di uffici pubblici. Il mio sapere però era specifico: chiedevo semplicemente se la nostra Amministrazione avesse previsto altro nostro ufficio in Novate ove pagare le nostre tasse. Risposta negativa. Morale: la posta per ogni bollettino vuole L. 1200, la banca L. 3000 per ogni movimento. Questo equivale a... tasse su tasse. Ho meditato un poco, poi la decisione non ci sto!!!! La mia non è una “disobbedienza Civile” ma una forzatura per ottenere un giusto servizio, quella di non pagare una tassa sulla tassa per il ritiro dei rifiuti domestici, che è un servizio gestito dal nostro Comune.
Già il computo della tassa è sbagliato (non è la casa per mq. che sporca, ma la somma di persone abitanti che fanno i rifiuti). Non voglio comunque incorrere nell’illecito di NON voler pagare. Il mio dovuto sarà messo in deposito presso la Tesoreria Comunale a disposizione dell’Amministrazione (cifra pulita). Se questa non venisse accettata, resterò a disposizione in attesa della citazione di “mora” per poter ricorrere al Tribunale dei Diritti del Cittadino e, se non bastasse, ricorso alla Corte di Cassazione Costituzionale. È inammissibile che un Comune di ben 22.000 abitanti emetta tasse e non predisponga un ufficio per gli incassi.
E... per quelli che mi leggeranno, e non avessero ancora capito, questo è un sollecito per tutti a non essere “pecoroni”! Non pagate ma agite. Brontolare per la strada non serve.
Caro Silva e Amministratori, siete dei “nostri” e... può darsi che non ci siate arrivati...? Ma... correre ai ripari si è sempre in tempo!
PS. Se dovessero servire, vi sono firme di adesione.
Grazie a tutti coloro che mi hanno letto, cordialmente.
Italo D’Alesio

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La fortuna di Novate:
amministratori
e funzionari onesti al
servizio della comunità
La pubblicazione di due articoli di Lino Eusebio e di Luigi Zucchelli sulla vicenda relativa alla discarica della Cava, avvenuta nel 1991, mi consente di fare alcune riflessioni sulla politica, sul modo cioè con cui i cittadini esercitano il loro diritto/dovere ad occuparsi della cosa pubblica e al clima di quegli anni che sono ormai descritti come quelli di Tangentopoli. A quel tempo ero Sindaco a Novate di una giunta DC-PCI in carica dal 26.07.1990. Non a tutti quella Giunta piaceva: era nata sulla base di intese politiche tra due partiti che si erano a lungo combattuti, ma sempre rispettati, i socialisti, per la prima volta dopo 45 anni, erano, invece, all’opposizione. Ma anche nel PCI qualcuno osteggiava quell’accordo. Avevamo cercato, in misura per certi versi anticipatoria di eventi, con quella giunta, di dare una risposta a quell’esigenza di chiarezza, di trasparenza, di autenticità che maturava in Italia. Il PSI di Craxi veniva da molti indicato come un partito all’interno del quale si annidavano interessi che confliggevano con quelli della cosa pubblica. La storia e le indagini della magistratura hanno però raccontato come in misura diversificata questi conflitti coinvolgevano un po’ tutti i partiti. Ma a Novate quel modo di fare politica non faceva parte della storia dei nostri amministratori dai più illustri, il Sindaco del dopoguerra, Carlo Ghezzi, fino ai più recenti, a Gorla, a Perego, agli amministratori come Brasca, come Giandrini, Boldorini, Zucca, Scatena, Fabbri. Questi novatesi, è bene ribadirlo, non si sono arricchiti, anzi ci hanno rimesso del loro, hanno sacrificato famiglia, affetti, tempo libero. Per una causa, il bene pubblico, il bene di Novate, il bene della nostra comunità. Le lunghe discussioni in Consiglio Comunale, nelle sezioni, nei circoli, nei bar, nelle chiese, tra la gente, erano per questo, con le differenze culturali, politiche, di appartenenza di cui si andava fieri, ma con quell’onestà intellettuale di fondo che garantisce il rispetto dell’avversario, che poteva non pensarla come te, che poteva essere distante, ma che sapevi non difendere mai interessi personali. Oggi io non so più se questi modi di essere, qualcuno li chiama valori, qualcuno ideali, facciano ancora parte di tutti coloro che fanno politica e amministrazione a Novate. Sono via da due anni, a Roma.
Però, io conosco Zucchelli ed Eusebio e per quei fatti di cui si parla e di cui vi è una sentenza, che in parte ne annulla un’altra, io mi sento di poter dire (e ringrazio il Sindaco per l’ospitalità su questo giornale) che questa sentenza della Cassazione dice che questo amministratore e questo funzionario stavano facendo il loro dovere, stavano lavorando per la cosa pubblica. Così come altri amministratori di quel periodo, come Mauro Scatena e Carla La Bombarda, che in prima persona hanno subito un attacco che strumentalizzò le modalità di fare amministrazione, come nella vicenda Zucchelli, un attacco da parte di chi vedeva gli amministratori di Novate come un bersaglio per fare battaglia politica. Molti di noi, ed io ero tra questi, erano consapevoli di questo. Ma l’esigenza di fare pulizia nella pubblica amministrazione (ma non a Novate) si scontrava con lo sdegno per quegli attacchi agli amministratori Novatesi, che provenivano da chi non voleva distinguere tra l’onesto che “sbaglia” per il bene pubblico ed il disonesto che si arricchisce magari per il presunto bene del suo partito.
Piuttosto ora, sarebbe bene che riflettessero, a distanza di anni, sia quei funzionari che fecero da sponda e si prestarono per questi attacchi, sia quegli amici di partito che se ne fecero paladini senza fare distinzione e che portano la responsabilità morale delle conseguenze anche di salute (le famose “concause” di malattie) di quegli amministratori onesti e perbene. Ecco perché dieci anni dopo, di fronte a questa sentenza di parziale condanna (ma per che cosa? per aver temporaneamente smarrito e dopo una settimana ritrovato un documento?), io chiedo a Zucchelli di continuare a fare amministrazione. Nessun amministratore di Novate è mai stato accusato per corruzione, concussione o quant’altro! Anzi vi è chi ha saputo declinare le offerte ed ha continuato a vivere sonni tranquilli. Abbiamo bisogno di amministratori e funzionari onesti, come Lino Eusebio, sulla cui integrità morale posso dare personale testimonianza.
Occorre però ritrovare quei valori: il senso del dovere, l’amore per la cosa pubblica, la politica al servizio delle persone, che mi sembrano smarriti. La nuova classe politica, che ha sostituito quella che ha governato per tanti anni a Novate, ne è pervasa, li ha fatti propri, ne sente la continuità storica? Io non lo so, non solo perché sono da un po’ di tempo distante da Novate. Spero che le forze migliori, perché quei valori li hanno nella coscienza storica e nel vissuto quotidiano, prevalgano, al di là delle differenze, e si superino, nel più breve tempo, le distanze che hanno portato divisioni e alzato ostacoli che ritardano il loro ricongiungimento. La mia testimonianza pubblica, a distanza di anni, non è solo un riconoscimento per chi ha avuto la forza e la dignità di non arrendersi di fronte ad accuse ingiuste e ingiustificabili, ma vuole partire da qui per iniziare a ritrovare quelle consonanze tra persone e idee che storicamente hanno consentito di mettere insieme e far fruttare le migliori risorse che la nostra cittadina ha prodotto. Novate ne ha bisogno. Senza indugi.
Roma, 06.11.2000
Mauro De Rosa

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