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Ci scrivono
Donne consapevoli
Un dibattito sempre aperto
Un incontro commovente
Inno alla pace
Pellegrini novatesi a Santiago de Compostela
L'I.T.C. P. Levi e il programma Itaca
Operatori ecologici
Inquinamento acustico FNME
"Cura del verde"
Nuovi contenitori A.M.S.A.
2002: anno di votazioni? Per il settore Sport meglio di no!
Terremoto... anche a Novate
Il pane... a Novate...!!!
La scomparsa di Pietro Castelli
Donne consapevoli
Nel suo editoriale sul n. 4 di Informazioni Municipali, il Sindaco rappresenta la visione che egli ha della donna nella società: un “fondamento irrinunciabile di ogni comunità” che “è tenacia, è forza, è sensibilità, è amore per la vita”; e dimostra questa sua visione integrando l’articolo con ampi stralci di una lettera pubblicata su un quotidiano nazionale, con la quale una giovane donna dichiara la propria decisione di portare a termine una gravidanza alla quale si oppongono duramente sia il padre del nascituro sia la famiglia di lui, chiedendole di abortire. Pur abbandonata dal partner, la giovane annuncia che diventerà madre del figlio che fortemente desidera e ama. Penso che la decisione di questa donna sia un eccellente esempio della consapevolezza del proprio diritto di decidere se, quando e come diventare madri, che le donne italiane hanno acquisito in lunghi anni di riflessioni, battaglie sociali, conflitti familiari e lotta contro una rigida morale che le costringeva alla castità (magari simulata) prima del matrimonio, alla maternità obbligata e ripetuta (magari subita) esclusivamente dentro il matrimonio, all’aborto clandestino (magari non desiderato) in caso di infrazione delle regole dei moralisti. Sono convinta che la consapevolezza acquisita dalle donne del loro diritto di decidere la propria maternità sia ormai un valore ben assorbito dentro la cultura degli italiani e delle italiane, e in una certa misura integrato, in svariati modi e sotto diverse forme, nella legislazione del nostro paese. Chiunque intenda regredire da questo livello, costringendo la donna ad abortire quando desidera diventare madre, o impedendole di abortire legalmente assistita quando non desidera diventarlo, dovrà umiliarsi imbracciando nuovamente le armi della prevaricazione, dell’ineguaglianza, dell’intolleranza. Ci rafforza, però, il constatare che sempre più uomini delle istituzioni affiancano noi donne nel nostro difficile cammino; e fa piacere vedere che tra questi uomini vi è anche il nostro Sindaco.
Agnese Ronchi

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Un dibattito
sempre aperto
Abbiamo letto con particolare interesse l’editoriale del Sindaco, dedicato alla donna, sull’ultimo numero di Informazioni Municipali e non possiamo esimerci dall’entrare nel merito dell’articolo in questione. Pur rispettando le scelte di “Chiara” e ammirandola per il coraggio dimostrato nell’affrontare una situazione molto difficile, vorremmo ricordare che la legge sull’interruzione della gravidanza è una Legge dello Stato che ha ridotto in modo considerevole la piaga dell’aborto clandestino, che era molto diffusa soprattutto tra le donne in situazioni disagiate. Crediamo anche noi, come titola il Sindaco, che la donna sia “fondamento irrinunciabile di ogni comunità”, non solo quando rifiuta, come è suo diritto l’aborto, ma anche quando è costretta da situazioni gravi a fare una scelta diversa, certamente non facile e sicuramente sofferta. Oppure quando deve farsi carico, nella vita di tutti i giorni, della soluzione dei problemi legati al lavoro, alla gestione della casa e alla cura dei figli. Quindi, se il Sindaco intendeva fare un elogio della donna, avrebbe dovuto, per rispettare le convinzioni di tutti, far riferimento anche ad altre esperienze e situazioni di vita di donne che hanno fatto scelte diverse e che, comunque, contribuiscono in modo ugualmente importante alla vita della comunità novatese.
Giuliana Fantinati - Carla La Bombarda
Gabriella Spelta

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Un incontro
commovente

Vorrei descrivere l’incontro tra un’ospite dell’Oasi S. Giacomo di Novate e il suo amato nipote. L’Ermelinda è una donnina esile, fragile, che non riesce a camminare da sola; alterna momenti di lucidità a momenti di agitazione e allora grida: “Papà! S.Rita! S. Antonio!” come le suggerisco, altrimenti si offende. Quando è calma le sue battute spiritose fanno sorridere. Una volta entrano in soggiorno, dove risediamo per la maggior parte del tempo, ognuno al proprio posto, due signori con strumenti strani: misurano, osservano, entrano nel reparto riservato alle suore, e noi guardiamo in silenzio. Infine l’Ermelinda, abbracciandosi ai braccioli della sua poltrona, si alza e chiede: “Ma voi chi siete?”, “I tecnici del Comune”, “Va bene!” e riprende a sonnecchiare. Un mattino entra un ragazzo giovane, si guarda in giro e si avvicina all’Ermelinda che sta dormendo piegata da una parte. Dapprima lo allontana con un gesto infastidito, poi apre gli occhi, mentre lui l’accarezza e allora comincia a sorridere, il suo viso s’illumina di beatitudine e lui la bacia sulla fronte, sulle guance e lei comincia a piangere di gioia. Io, che sono di fronte, accostata al tavolo dove appoggio il mio giornale, guardo commossa la toccante scenetta e mi trovo il viso rigato di lacrime. Poi il nipote se ne va e lei rimane tranquilla e sorridente per tutta la giornata. Ora, quando è un po’ agitata e chiama “O Signore! O Papà! Go paura!” le nomino il suo bel nipote e allora comincia a sorridere, si porta le mani al viso e dice compiaciuta: “El me bagai”.
Lettera firmata

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Inno alla pace
Troppi nel mondo gli olocausti!
Troppe le vittime innocenti!
Pianto e dolori!
Ferite nei cuori!
Stanca è l’umanità!
Non vogliamo più la guerra,
Tutti vogliamo la pace;
E che l’amore in terra
Possa un dì regnar!
Quando nei cuori ancora la fede tornerà!
Certo il Signore ci ascolterà!
Il grande prodigio si avvererà!
Non ci sarà più la guerra
Il mondo d’armi tace;
Vi regnerà la Pace!
Vi regnerà la Pace!
essep.

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Pellegrini novatesi a Santiago de Campostela
Ogni anno circa 20.000 persone percorrono il cammino che porta a Santiago de Campostela, dove si trova la Cattedrale dedicata a S. Giacomo, e oltre fino a Finisterri, estremo lembo a Ovest della Spagna che si affaccia sull’Atlantico. Quest’anno anche 28 cittadini novatesi erano con loro! È stata una meravigliosa esperienza vissuta da un gruppo di famiglie che hanno voluto vivere una vacanza un po’ diversa dal solito; forse è una esperienza da fuori di testa se si tiene conto che questa vacanza ci ha fatto percorrere oltre 150 km a piedi in otto tappe attraverso montagne, pianure e altopiani della Spagna. Pensate che tutto il percorso da Roncisvalle, situato al confine della Francia fino a Santiago sono ben 800 km e qualcuno li percorre tutti a piedi. Oltre all’aspetto religioso che ci ha accompagnato in quei giorni, è stato bello vivere, seppur con un po’ di fatica, giornate cadenzate dal cammino giornaliero fino a più di 30 km, riscoprendo risorse impensate del nostro corpo ormai abituato a evitare ogni possibile fatica nella vita quotidiana e allo stesso tempo assaporare il silenzio lungo sentieri solitari per nostra fortuna risparmiati dal sole cocente di questa strana estate, oppure alternare compagni di viaggio aprendo l’animo a ciò che tocca veramente l’uomo nella sua vita. Oltre agli otto giorni di cammino, abbiamo visitato città e paesi che ognuno, per un motivo diverso ha arricchito la nostra conoscenza, da Lourdes a Avignone attraverso Salamanca senza dimenticare piccoli paesi e l’incontro di tante persone. Certamente è stata un’esperienza che tutti ci porteremo nel cuore e che per questo desideriamo proporre ad altri, come vacanza dalla quale si tornerà un po’ stanchi ma con tanta ricchezza nell’animo.
La fotografia ci ritrae tutti in gruppo.
Don Paolo, Giustino (seminarista del Camerun), Ornella e Maurizio MAURI, Wanda SFORZIN, Margherita, Elena e Gianni MARIANI, Paolo, Maria e Giovanni VASSALINI, Giovanni e Giovanna GIUSSANI, Giovanna NATALE, Luca Stefano, Camilla, Mariangela e Luciano LOMBARDI, Veronica, Katia e Marcello TOGNONI, Anna SCHIEPPATI, Tommaso REGGIANI, Filippo BONIARDI, Diego, Valeria, Fulvio ROSSINI.
Chi desidera saperne di più, si può rivolgere ai gruppi famigliari presso le Parrocchie di S. Carlo e S. S. Gervaso e Protaso.

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L’I.T.C. P. Levi
e il progetto Itaca
Presso il P. Levi di Bollate si è svolto un incontro sui disturbi alimentari tra le classi seconde e una psicologa dell’ospedale Sacco, una psichiatra e una volontaria del progetto Itaca. L’associazione, costituita da volontari addestrati appositamente, promuove con gli ospedali Sacco, Fatebenefratelli e S. Carlo e con quelli dell’hinterland prevenzione e assistenza a chi è affetto da disturbi psichici, e sostegno alle famiglie, attiva gruppi di autoaiuto, corsi gratuiti per pazienti, famigliari, docenti e genitori delle scuole secondarie (Il “Sacco” offre aiuto anche per l’inserimento lavorativo di persone invalide per motivi psichiatrici). Anoressia e bulimia sono diffuse perché legate ai modelli dominanti di una società ricca che pretende soprattutto dalle donne bellezza e giovinezza eterne (v. concorsi di bellezza, moda ecc.): il 90/100 dei disturbi alimentari è effetto delle diete, moderno status symbol. Della rapida transizione (1968) da un codice paterno e autoritario ad uno materno e permissivo (famiglia, scuola: l’autorevolezza è il punto di equilibrio tra i due codici) fanno le spese i più fragili, che comunicano - male - la propria condizione sociale non più come in passato con l’abbigliamento, ma col corpo, nuovo status symbol. Le donne, più soggette per motivi organici alle depressioni (sindrome premestruale, depressione post-partum, menopausa), quando sono affette da anoressia tendono a perdere i caratteri sessuali secondari, gli anoressici si femminilizzano. Se il disagio è una distimia, di solito non è riconosciuto neanche dopo anni, pur provocando notevoli danni tra gli adulti (conflitti interpersonali, divorzi) e problemi scolastici (rifiuto dello studio, aggressività) nell’adolescenza, quando il cibo, che ha una valenza morale, può simbolizzare una contrapposizione, una vendetta nei confronti dei genitori. Altri disturbi della personalità affliggono i cosiddetti borderlines che non hanno acquisito la “competenza comunicativa”, capacità, di norma appresa da 1 a 6 anni, di riconoscere e esprimere emozioni in una modalità socialmente accettabile. Cause fondamentali dell’anoressia (incapacità di riconoscere il proprio senso della fame e la propria magrezza) e della bulimia, (estremo tentativo di riempire un vuoto) - due facce della stessa medaglia - non sempre riconosciute in tempo dai famigliari: tendenza all’isolamento, perfezionismo (soprattutto l’anoressica ha un eccessivo autocontrollo), corsa al successo, rotture familiari (separazione e divorzi) o più semplicemente problemi con la madre e talvolta, in una società di padri assenti o di “mammi”, col padre.
N° 800274274 - Gratuito anonimo. Escluse le chiamate da cellulare.
progetto.itaca@libero.it Assoc. Volontari per la Salute Mentale - Onlus
Rita Blasioli

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Operatori ecologici
Nello scorso mese di ottobre mi stavo complimentando con un operatore dell’AMSA perché qualcuno finalmente ramazzava le foglie cadute sul marciapiede di via Brunetto Latini angolo via Matteotti, quando costui mi dice: “Ma Signò, perché dobbiamo “puliscire” che tra un’ora è ancora sporco come prima?” Risposta: “Ma Lei perché mangia a mezzogiorno, se alla sera deve mangiare un’altra volta perché ha ancora fame?” Si è messo a scopare il marciapiede, forse convinto di fare cosa giusta. Secondo me bisognerebbe convincere tali persone dicendo loro che si deve pulire anche se, purtroppo, dopo poco il vento farà cadere le foglie di nuovo; anche se qualche passante butterà a terra carta straccia o altro e anche se i cagnolini lasceranno, come al solito, le loro tracce, senza che i proprietari le raccolgano col sacchetto verde che tengono annodato al guinzaglio.
Lettera Firmata

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Inquinamento acustico FNME
Prendiamo atto con soddisfazione che il problema dell’inquinamento acustico prodotto dalla FNME, che tanto danno sta creando ai cittadini Novatesi, oggi, 26 Settembre 2002, sia approdato in Consiglio Comunale. Ci auspichiamo che tutte le rappresentanze, di maggioranza e minoranza, presenti in Consiglio Comunale collaborino in futuro e uniscano le loro forze migliori alla ricerca di una pronta soluzione del problema. Nello stesso tempo siamo preoccupati di sentire, dalle dichiarazioni del Signor Sindaco, che l’intervento delle FNME sul nostro territorio si limiterà all’installazione di circa 1800 metri lineari di pannelli fonoassorbenti, che proteggeranno meno del 50 per cento del territorio di Novate coinvolto nel problema. Chi sceglierà i settori dove mettere i pannelli promessi? Chi deciderà quali saranno i cittadini che potranno beneficiare delle opere di mitigazione e quali dovranno aspettare l’anno del mai? Il limitato intervento promesso dalle FNME, per il quale ci vorrà ancora qualche anno per essere realizzato, non risolverà il problema dei disturbi con il quale molta parte della cittadinanza di Novate Milanese è tuttora costretta a convivere. Ci domandiamo quali provvedimenti abbia preso o intenda prendere l’Amministrazione Comunale per risolvere il problema delle vibrazioni che le nostre case subiscono al passaggio dei treni lanciati a forte velocità? E quali provvedimenti abbia preso o intenda prendere per fare cessare il tormento dei segnali acustici, dei rumori provenienti, a tutte le ore del giorno e della notte, dal deposito e dalla stazione? E per l’inquinamento elettromagnetico prodotto dai cavi ad alta tensione che passano a pochi metri dalle abitazioni? Non si può pensare di smuovere l’indifferenza dei dirigenti delle FNME inviando loro delle deboli letterine che rimangono inevase. Si debbono intraprendere delle azioni di forza e, se necessarie, azioni legali, per pretendere (ripetiamo pretendere) quanto le leggi e la stessa Costituzione sanciscono a tutela della nostra salute. L’Amministrazione non deve dimenticare che la tutela dall’inquinamento acustico rientra nelle competenze del Comune, che può quindi legittimamente ordinare la predisposizione di misure idonee a limitare il rumore. Lo ha stabilito recentemente anche il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (Sezione II, sentenza n. 5904/2002). I Giudici Amministrativi hanno ricordato che, in base alla legge, spetta al Comune la protezione del territorio dalle emissioni sonore nocive. Nell’esercizio del suo potere di tutela, pertanto, l’Amministrazione comunale può ordinare sul suo territorio l’adozione di strumenti di contenimento del rumore in caso d’urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, mentre tra gli obblighi delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture (leggi FNME) vi è quello di adottare adeguate iniziative per contenere comunque il rumore provocato dal loro traffico, nelle vicinanze delle zone abitate.
Gruppo Antirumore FNME - Novate Milanese

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“Cura del verde”
Nel precedente numero di “Informazioni Municipali” sono stati evidenziati, anche con immagini fotografiche, dall’Assessore ai Lavori Pubblici, gli interventi che, durante l’estate, sono stati eseguiti su strade, edifici pubblici, impianti sportivi, ecc.. Notevole ed ammirevole sforzo da parte dell’Amministrazione Comunale per cercare di rendere la nostra cittadina il più possibile ordinata ed efficiente.
Tutto questo, però, mi fa ricordare il problema che esternai circa un anno fa su queste stesse pagine.
Allora annunciai lo stato di incuria e degrado, in particolare l’abbandono totale delle aree erbose in prossimità del nuovo sottopasso pedonale di accesso alle FNM (via Cadorna).
A distanza di un anno la situazione non è migliorata, anzi a dire il vero è peggiorata. La mancanza di manutenzione, come in altre zone di Novate, denuncia un certo disinteresse da parte dell’Amministrazione per il verde pubblico.
Forse ciò dipende dalla Società a cui è stato affidato l’appalto per la cura del verde: se così fosse, forse, andrebbe rivisitata la convenzione. Ad ogni modo chiedo scusa per la mia testardaggine, ma sento il dovere e per questo insisto nel proporre la ricerca di “Sponsor privati” per la manutenzione e la cura delle aiuole, sperando in un vero e proprio recupero dell’ambiente, strappando così all’abbandono qualche metro quadrato di terra senza erba e fiori, e magari favorendo un residuo senso civico da parte di cittadini, nel vedere non più giallastri e fangosi “riquadri” di terra incolta, ma un verde decente, degno di un paese civile e attento alle necessità dell’ambiente e dei suoi abitanti.
Ermelindo Locati

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Nuovi contenitori A.M.S.A.
Servizio di nettezza urbana
Alla fine di settembre, come annunciato dai manifesti affissi per le vie del paese, l’AMSA ha iniziato il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani provvedendo anche al ritiro/sostituzione dei diversi tipi di contenitori coi quali dovremo abituarci per una corretta raccolta. Purtroppo bisogna segnalare che i tempi di distribuzione dei nuovi contenitori non sono stati contemporanei al ritiro di quelli vecchi in uso, causando non pochi disagi agli utenti che per circa una settimana (riferisco del condominio di via Baranzate 1 dove abito) si sono dovuti arrangiare con sacchi di plastica e cartelli manoscritti coi quali si dichiarava il contenuto dei sacchi così da evitare il mancato ritiro da parte degli addetti alla raccolta. A tale proposito devo riferire della “non partecipazione da parte dell’Amministrazione comunale” alla risoluzione del problema limitandosi a far distribuire dagli addetti dell’U.R.P. il pieghevole col numero verde da contattare per avere chiarimenti/sollecitare l’A.M.S.A.. Ora il Comune di Novate ha appaltato questo servizio, ritengo sulla base di un capitolo/descrizione delle attività tutte a carico dell’A.M.S.A., che sono conosciute dal personale dipendente dell’Amministrazione comunale a cui fa capo il servizio di nettezza urbana, e quindi in linea di principio dovrebbero essere questi a provvedere a mantenere i rapporti con chi fornisce il servizio e controllarne la corretta esecuzione. Mi sono pertanto chiesto: se è richiesto al cittadino di provvedere in prima persona a gestire i rapporti con l’A.M.S.A per quale motivo bisogna pagare la “tassa sui rifiuti” all’Amministrazione comunale, che solo per amministrare le somme versate dai cittadini necessariamente deve spendere denaro pubblico per pagare i propri dipendenti? Perché non ottenere di pagare direttamente il fornitore del servizio, come succede per altre utenze che fanno capo ad un’abitazione: elettricità, gas, telefono? Un aspetto positivo che bisogna riconoscere nel nuovo sistema di raccolta dei rifiuti è indubbiamente la soppressione dei contenitori dell’umido che erano posti lungo i marciapiedi (era ora che si provvedesse!). Cordiali saluti.
Angelo Bernardo Maccalli

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2002: anno
di votazioni?
Per il Settore Sport meglio di no!
Sull’ultimo numero di “Informazioni Municipali” uscito nell’ottobre scorso compariva, a pag. 4, proprio in testa di pagina una coloratissima pista d’atletica leggera (non ciclistica, come erroneamente scritto) e nessun commento specifico corredava l’immagine se non un titolo malizioso: “Lavori estivi: ma quest’anno ci sono le elezioni?” Pur non entrando nel merito degli altri lavori svolti nella stagione estiva, vogliamo rimarcare la nostra perplessità sull’attuale situazione all’interno del campo sportivo comunale per i lavori che attualmente sono fermi, che provocano disagio agli atleti che tutte le sere si allenano sul campo sportivo o sulla pista di atletica. Sicuramente il manto della pista doveva essere rifatto e di questo diamo atto all’A.C. per il lavoro svolto, pur non essendo d’accordo sulla scelta fatta, in quanto avremmo preferito una nuova pista regolamentare nel nuovo campo sportivo di via Torriani. Speravamo anche che venisse ripristinata la gabbia di lancio del peso e del disco attualmente mancante, discipline che possono essere svolte anche dagli studenti delle scuole e confidiamo che lo spazio per il salto in alto venga ripristinato il prima possibile. Per quanto riguarda il campo di calcio la situazione è, a nostro avviso, più critica. Nell’accedere al rettangolo di gioco vi sono insidie di ogni genere: tombini aperti (messi in sicurezza da volenterosi), degrado in prossimità delle rampe del palazzetto, zona pericolosa sia per i ragazzi che frequentano il campo sportivo alla sera sia per quelli che frequentano la scuola media, i quali a loro volta utilizzano gli impianti sportivi. Per concludere, i lavori sono iniziati, (sin dal mese di giugno) ma vanno anche terminati (vedi le tribune mancanti che obbligano gli spettatori a seguire le partite al bordo del campo); non siamo in campagna elettorale, ma non vorremmo che i lavori da terminare diventino la campagna elettorale.
Massimo Andreoni, Gabriele Canazza, Tommaso Reggiani,
Elena Bergamaschi, Marco Mammana

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Terremoto…
anche a Novate

Sul precedente numero di “Informazioni Municipali” l’Assessore ai Lavori Pubblici scriveva, in modo certamente ironico e provocatorio, che diversi cittadini gli chiedevano “se quest’anno ci sono le votazioni” visti i lavori che stavano facendo. Anch’io ho incontrato diverse persone che mi hanno invece chiesto se anche a Novate c’era stato il terremoto; impressione questa provocata da una serie d’interventi su strade e marciapiedi eseguiti in modo massiccio, affrettato ed alquanto confuso.
Pur ritenendo positiva l’esecuzione dei lavori per una normale e necessaria manutenzione (interventi, tra l’altro, eseguiti con notevole ritardo, basti pensare che sono trascorsi più di tre anni dall’insediamento di questa Amministrazione) ritengo che un piano d’intervento meno appariscente ma “più pensato” ed organizzato avrebbe sicuramente ridotto al minimo i gravi disagi subiti dai cittadini, con costi sicuramente inferiori. È pur vero che diversi lavori sono stati prima fatti, poi disfatti ed infine rifatti; e questo dimostra con quanta superficialità sono stati decisi e realizzati questi interventi.
Anche sotto l’aspetto realizzativo i lavori eseguiti provocano interrogativi e perplessità; la riduzione, in alcuni tratti, della sede stradale; il restringimento di curve e l’eccessivo allargamento dei marciapiedi in varie parti del percorso, creano notevoli difficoltà alla circolazione dei mezzi di trasporto e, contemporaneamente, hanno prodotto l’eliminazione della sosta per molti posti auto.
Perplessità e sconcerto crea anche la realizzazione della rotonda di via Baranzate angolo Via Prampolini, molto costosa e, dal punto di vista della viabilità, non utile e necessaria e che, assieme ad altri interventi fatti, creeranno certamente problemi di circolazione e sosta in tutto il quartiere. Così come la ristrutturazione della pista di atletica NON REGOLAMENTARE (misura 363 metri) che è costata centinaia di milioni, mentre con una spesa di poco superiore era possibile realizzare una pista REGOLARE nella struttura del nuovo campo di calcio, così come era stato previsto e predisposto dalla precedente Amministrazione. Penso infine che non fare i lavori necessari sia grave, ma realizzarli male è ancora peggio, tanto più se vengono realizzati con i soldi dei cittadini.
Giacomo Savoldelli

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Il pane… a Novate…!!!
Nel nostro paese è denominato “pane” il prodotto ottenuto dalla cottura di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza l’aggiunta di sale comune. Il pane deve assumere la denominazione corrispondente al tipo di sfarinato con cui è prodotto (00-0-1-2). È anche ammessa la produzione di pane “di tipo integrale”. È ammessa anche la preparazione di pane con sfarinati di grano duro, “pane di semola” o “pane di semolato”. È ammessa l’aggiunta di farine di altri cereali, maltati o estratti di malto. È prevista la produzione di pani speciali, contenenti latte o polvere di latte, mosti d’uva, zibibbo, ed altre uve passe, fichi, olive, anice, origano, comino, sesamo, malto, saccarosio e destrosio, nonché strutto, olio d’oliva o burro. I prodotti ottenuti con farine di altri cereali, anche se miscelate con farina di grano, debbono essere posti in commercio con il nome del vegetale da cui proviene la farina impiegata (es. pane di miglio - pane di segale ecc.). Nei negozi di vendita i vari tipi di pane devono essere contenuti in scomparti o recipienti separati con “CHIARAMENTE” indicato il prezzo al kg. È qui dove vuole portare l’attenzione dei nostri amministratori comunali; a Novate il prezzo minimo - non esiste quasi più - se si chiede del pane, nella maggior parte dei panifici del centro, ti servono il pane di 4.10 euro, ovvero OTTOMILA al Kg.; è noto che il pane ha il mercato libero, escluso quello comune, ma stando al listino dell’Associazione Panificatori il prezzo indicato, può andare bene per i negozi di “lusso” di Milano città. A questo punto andrebbe quindi rivisto e rapportato alle esigenze della comunità novatese, dove, per molte persone le ottomila lire al kg, sono troppe! Dulcis in fundo, ci sono a Novate panifici, gestiti da persone molto valide, conosciute ed apprezzate, con una lunga esperienza in materia che hanno di propria iniziativa “aggiustato i prezzi” per la propria clientela e questi negozi si sono notati subito, basta passarci davanti nelle ore di punta, sono stracolmi, dove è difficile anche entrare. Lavorano molto e il prezzo massimo non supera i 3.40 euro, vendendo un prodotto veramente ottimo, frutto di una lunga esperienza tecnica e commerciale. Il pane è un elemento troppo utile e indispensabile per la vita, non deve essere né trascurato né sottovalutato e seguito dalla sua origine alla distribuzione e quel che conta di più ceduto ad un prezzo equo.
E. Longhi

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La scomparsa di Pietro Castelli
La firma di Pietro Castelli appariva spesso sotto gli articoli pubblicati da “Informazioni Municipali”, per ricordare figure di sportivi Novatesi che nel tempo venivano a mancare. Martedì 29 ottobre, dopo una lunga malattia Pietro Castelli è deceduto e alle sue esequie ha partecipato una numerosa folla. Era nato il 25 agosto 1936, un “novatese doc” che per la sua mitezza, socialità ed impegno contava un gran numero di amici che certamente lo ricorderanno per l’amicizia discreta e sincera di cui hanno beneficiato. Pietro, oltre alla sua attività lavorativa, è stato un appassionato sportivo, dirigente e cultore della storia sportiva della sua Novate. All’Oratorio prima con la sua partecipazione concreta alle manifestazioni che venivano organizzate, poi all’Unione Sportiva Novatese che sempre lo ha visto collaboratore fedele e capace, portatore di saggezza ed equilibrio nell’alternarsi delle vicende che la vita riserva. Quanti personaggi e giocatori descritti su queste pagine tornano alla mente, uno in particolare vogliamo menzionare: lo zio Pierino Boniardi, “el Masnin” per i Novatesi, cofondatore della Novatese ed ex presidente del Cai, noto imprenditore edile, scomparso poco tempo fa, di cui godeva la massima stima e benevolenza, certamente contraccambiata, come Pietro amabilmente ricordava.
Alla sua carissima sposa, alle sorelle e a tutti i famigliari esprimiamo le più sentite e cristiane condoglianze.
Aleardo Faroldi

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