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FOCUS
Grazie a Testori. E a Novate
Un’appassionata partecipazione della cittadinanza
alle iniziative del decennale. Un bilancio e una proposta

Quando questa avventura è cominciata, quella sera dello scorso gennaio in cui si ragionò sulla possibilità di “fare qualcosa” a Novate per il decennale della morte di Giovanni Testori, certo non potevo prevedere tutto quello che sarebbe poi successo.
Quel “fare qualcosa” si è infatti trasformato in una delle più impegnative, coerenti e, penso che i novatesi condividano, riuscite iniziative culturali mai realizzate nella nostra cittadina. Merito non certo del Sindaco, per carità.
Merito in primo luogo del fascino che ha esercitato (e ancora esercita) la personalità di Giovanni Testori, quella sua capacità di rimanere profondamente radicato alla sua novatesità, e l’aver saputo da questa prospettiva che tutti ci lega dire parole forti, coraggiose, addirittura capaci di lasciare il segno nella cultura italiana del ’900. Parole che hanno risuonato nel corso delle numerose iniziative, artistiche, letterarie, espositive messe in campo nel corso di quest’anno.
E vengo al secondo grande “merito” che ha reso eccezionale questo cammino attraverso Testori: l’attenzione dei novatesi, la curiosità, la grande partecipazione che tutta la cittadinanza ha saputo dimostrare, dall’inaugurazione della mostra nella villa di via Piave, a maggio, fino all’ultimo spettacolo messo in scena a fine novembre al carcere di Bollate. Una bella dimostrazione per chi teme che la nostra Novate stia pian piano diventando una cittadina senz’anima, un dormitorio senza radici. I novatesi ci sono eccome, e Testori è stata un’occasione in più per provarlo.
E ci sono soprattutto, per rendere possibili queste manifestazioni, persone appassionate. Ne ho incontrate tantissime durante quest’anno; alcune che conoscevo da tempo, altre “scoperte” proprio condividendo questo progetto. Persone, che vuol dire singoli, associazioni, aziende private, enti pubblici, che hanno partecipato con il cuore e non solo con quello alle celebrazioni del decennale: il Comitato organizzatore e il suo presidente, Giuseppe Testori. La famiglia Testori tutta, che ha reso possibile l’apertura delle porte (e del magnifico giardino) della villa dove visse l’artista ed ha partecipato attivamente, non certo solo per “dovere di presenza”, a tutta l’iniziativa. Sergio Telaroli e il grande contributo del centro commerciale Metropoli, così come grande è stato il contributo di Aem, Domina, Ferrovie Nord Milano, Palladium Group, oltre che naturalmente della Provincia di Milano, della Regione Lombardia e del Polo Insieme Groane. Più che un grazie va all’Associazione Testori, che ha dato profondità scientifica ad ogni singolo appuntamento, affiancata dall’instancabile pazienza e genialità dell’équipe di Icograf. E poi, naturalmente, un grazie va al personale degli uffici cultura e sport, e a tutti i dipendenti comunali che hanno fatto da spina dorsale silenziosa ma fondamentale di tutto questo impegno, sostenuto senza stare troppo a guardare competenze, deleghe e orari. Con passione, appunto.
Mi fermo qui perché tanto, anche se scrivo altre dieci pagine, sono sicuramente troppi quelli che finisco per dimenticare. E perché questo, che vuole essere un bilancio, è inevitabilmente anche un punto di partenza per il lavoro che intendo, intendiamo, realizzare per portare un po’ di Testori anche nel 2004. E le occasioni per i ringraziamenti, dunque, domani non mancheranno.
Luigi Silva
Sindaco di Novate Milanese

Una tournée emozionante
Da uomo anche (soprattutto?) di teatro, non si va lontano dal vero se si immagina che a Testori l’idea sarebbe di sicuro piaciuta. Lasciarsi scarrozzare in giro per la sua Lombardia, magari con qualche puntatina più in là, e raccontarsi. Ma anche mettersi a confronto, ascoltare all’interno di ogni comunità, in ogni singola piazza di paese o città, cosa dice la gente. E, magari, avvicinarsi a qualche capolavoro abbandonato in sacrestia, o in cantina, e riportarlo allo splendore critico.
Questo lo spirito che ha accompagnato, a partire dallo scorso marzo, la “mostra itinerante” organizzata dall’Associazione Testori per raccontare la vita e l’opera dell’artista.
Una tournée che, sicuramente, ha visto compiersi a Novate Milanese il suo momento più significativo: la “tappa” nella casa dove Testori nacque, visse e creò, è stata sicuramente la più emozionante, grazie anche alla presenza, nelle stesse sale, dei grandi dipinti dei Pugili di Testori, per la prima volta di nuovo riuniti. Ma che dire della tappa bergamasca, e dell’accostamento di Testori al suo amato Giovan Battista Moroni; o dell’emozione di Varallo, e del “suo” Tanzio...
Ecco, in una sorta di album di viaggio, tutto il cammino percorso quest’anno dalla mostra “Testori a”, e come l’idea di base, uno standard identico per tutto il percorso, ha saputo arricchirsi e caratterizzarsi ogni volta in modo nuovo e affascinante.

E, infine, Brescia...
A Brescia, Palazzo Martinengo, dal 13 Dicembre 2003 al 14 marzo 2004 l’ultima tappa di Testori a...

Nata dalla collaborazione tra Brescia Mostre, il Centro Culturale Città Europa e l’Associazione Giovanni Testori, l’ottava (e ultima, per il 2003) tappa dell’iniziativa Testori a... sbarca a Brescia. Testori a Brescia. Da Ceruti a Foppa, il titolo, solo indicativo di quanto l’arte bresciana occupò un posto privilegiato nell’attività testoriana di scoperta del patrimonio artistico lombardo. Già negli anni Cinquanta, infatti, Testori aveva affiancato Roberto Longhi nella mostra I Pittori della realtà in Lombardia, che aveva consacrato di fronte al grande pubblico la grandezza del pittore settecentesco Giacomo Ceruti, del quale Testori è stato uno dei più grandi studiosi. La mostra approfondisce il rapporto tra Testori e Brescia, affiancando le parole del grande critico ad alcuni dei più importanti dipinti della pittura bresciana dal Cinquecento al Settecento. La sequenza dei dipinti segue un ordine cronologico invertito, in una sorta di risalita del fiume figurativo bresciano: dal celebre Ritratto di Giovanni Maria Fenaroli di Giacomo Ceruti al Crocifisso con la Maddalena di Romanino, opera appartenuta allo scrittore. Due stanze, appositamente allestite, presentano altrettanti cortometraggi realizzati dallo Studio di Ermanno Olmi e dedicati agli affreschi di Romanino in Val Camonica (Pisogne, Breno e Bienno) e alla Via Crucis del Simoni a Cerveno. Una stanza è stata interamente dedicata all’Adorazione dei pastori di Girolamo Savoldo, alla quale Testori dedicò gran parte dei suoi studi sul pittore. Nella grande sala al secondo piano la mostra ripropone, infine, la grande “sfida” Romanino-Moretto in una sala interamente dedicata all’esposizione di 16 grandi Ante d’Organo, realizzate dai due pittori per le più importanti Chiese bresciane. Al centro della sala, arbitro di questa sfida tra titani sarà il “padre” di entrambi: Vincenzo Foppa rappresentato dal suo Stendardo di Orzinuovi.

Cataloghi
Oltre alla pubblicazione Giovanni Testori. Una vita appassionata, Silvana Editoriale, il libro-catalogo sulla mostra a pannelli realizzata dall’Associazione Testori, esistono anche dei cataloghi realizzati sempre da Silvana Editoriale in occasione delle mostre di Bergamo, Novate, Varese e Brescia (in uscita). Una “serie” imperdibile (i costi oscillano tra i 12 e i 15 euro, a seconda del volume). Chi fosse interessato, può richiederli scrivendo a info@associazionetestori.it.

L’arte lombarda, in cinque mosse
Applaudito il ciclo di lezioni sui grandi artisti lombardi studiati da Testori. E se ci fosse stato più tempo...

Riceviamo, e pubblichiamo con grande piacere, un contributo di una laureanda novatese in Storia dell’arte, che ha partecipato ai cinque incontri sull’arte lombarda proposti in occasione delle iniziative testoriane. Un progetto che, focalizzando l’attenzione su alcuni tra gli artisti e i nodi critici maggiormente affrontati da Giovanni Testori nella sua prolifica attività di critico d’arte, ha contribuito ad arricchire l’offerta seminariale svolta dalla Biblioteca di Novate.

Nell’ambito delle diverse manifestazioni che si sono susseguite in ricordo di Giovanni Testori, in ottobre si è svolto un ciclo di lezioni di storia della pittura lombarda, tanto amata e appassionatamente studiata dal nostro celebre concittadino.
In cinque lezioni abbiamo percorso una rapida ma intensa galoppata attraverso Vincenzo Foppa, Giovan Battista Moroni, Tanzio da Varallo, Fra’ Galgario ed Ennio Morlotti, ossia autori che coprono uno spazio artistico e critico che va dagli anni trenta del 1400 sino alla fine del 1900. Tutti i pittori sono stati magistralmente presentati, lottando con il poco tempo a disposizione, da studiosi e storici dell’arte che hanno presieduto le lezioni.
Gli artisti prescelti, nonostante le differenti peculiarità pittoriche, e le disparità temporali, hanno in comune il fatto di essere stati profondamente amati, studiati e sviscerati da Testori fin nel più intimo delle loro personalità e della loro pittura, come forse nessuno prima di lui aveva fatto.
Trovo che l’iniziativa di una serie di incontri sulla storia dell’arte lombarda sia stata un’occasione molto interessante e importante, non solo perché ha dato la possibilità di approfondire la conoscenza del patrimonio artistico che ci appartiene, in quanto lombardi, e che purtroppo molto spesso ignoriamo, ma anche per poter meglio comprendere quelle che sono le nostre origini, la storia del nostro territorio e delle nostre tradizioni.
Ci sono ancora altri pittori lombardi, prediletti e cari a Testori, che meritano di essere maggiormente conosciuti e ammirati da tutti noi nelle chiese e nelle pinacoteche milanesi e lombarde, per cui mi auguro vivamente che, data la buona partecipazione e il buon interesse mostrato da parte di chi, come me, ha partecipato a questo ciclo di incontri, questa sia solo la prima di una lunga serie di iniziative simili. Perché, come Testori ha insegnato, anch’io sono convinta che conoscere le rappresentazioni artistiche di un “popolo”, significa conoscere la storia “del” popolo stesso.
Alessandra Lancini

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