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Don Ugo: 10 anni di Parroco |
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Don Ugo: 10 anni di Parroco nella Parrocchia
Anca mì disi inscì Ghera l’usansa al 17 Genar In Piassa, in Piaseta Una bela fiamada e tucc Cipribì Cipribò La Pepina del Sumasch Tucc, grand e piscinit I bàrnìs del falò Faseva pusee frèc chi temp là: I paisan de Nüà El foeügh scalda la cà (genar 88) Restituita ai Novatesi la Madonnina del Cornicione Domenica 27 novembre, nel corso di una solenne cerimonia, è stata restituita alla città di Novate Milanese la Madonnina del Cornicione. L’accurato e prestigioso restauro è stato possibile grazie alla Cassa di Risparmio di Asti, attualmente ospite dei locali storici, sede originaria dell’affresco. Alla cerimonia, officiata da Don Massimo Riva, erano presenti il sindaco, Luigi Silva, il Direttore Generale della Banca astigiana, Claudio Corsini, la direttrice della filiale di Novate, Donatella Menardo, e numerosi cittadini allietati dalla musica della Banda Santa Cecilia. L’iniziativa della Cassa di Risparmio di Asti, fortemente voluta dai vertici dell’istituto e dall’amministrazione cittadina, apre la strada a interessanti progetti futuri. Una collaborazione proficua che ha lo scopo di favorire uno sviluppo che non sia solo economico ma sociale e culturale, e di arricchire la città di Novate Milanese nella speranza di condividere i valori di serietà ed attenzione al territorio che caratterizzano l’operato della banca astigiana. Quanto costa l’Oasi ai cittadini? Senz’altro devo essere stato distratto per non aver né visto il plastico né letto alcun articolo, tipo quello riportato nel n. 4 di Informazioni Municipali, circa la ristrutturazione/ampliamento dell’Oasi S. Giacomo. Ora, dalla lettura dell’articolo a firma del signor Luigi Carrara, penso di capire che quanto di bello c’è nell’attuale stato delle cose sarà distrutto, privando così irrimediabilmente gli ospiti dell’Oasi dell’armonia di questo luogo, unico nella nostra città, e forse non solo. Infatti, cari cittadini, da quanto riportato nella planimetria risulta chiaro a tutti quale sacrificio di spazi godibili, anche solo per gli occhi, sarà richiesto dal nuovo progetto, che a mio parere non rispetta i bisogni dell’uomo, ospite di questo casa. È pur anche vero, che uno in casa propria e con i propri soldi può far ciò che vuole e questo lo penso per la Piccola Casa della Divina Provvidenza, ma se il Comune di Novate Milanese, in questo affare diventa socio, immediatamente nasce in me la necessità di sapere quanto la progettata distruzione dell’Oasi mi costa come cittadino e contribuente, a partire dal progetto realizzato in tempi strettissimi e presentato nell’ultima campagna elettorale. E ancora, non c’è nessun’altra area nella nostra città idonea alla realizzazione della nuova e necessaria unità della Casa di Riposo? Cordiali saluti, Angelo Bernardo Maccalli La storia della Testori: e le maestranze? Qualsiasi persona democratica volesse scrivere la storia di una azienda o di una qualsiasi realtà sociale, politica o economica, individuerebbe in una pluralità di soggetti storici, coloro che ne hanno determinato l’evoluzione, la crescita, lo sviluppo. A Novate, esattamente al contrario, l’articolista del Focus di ottobre, riconosce, in un solo soggetto storico, chi ha fatto la storia della Ditta Testori. La storia dei 100 anni della Testori è stata presentata come 100 anni di storia imprenditoriale. Assolutamente dimenticando, come anche nella concezione più liberalsocialdemocratica, la storia di una azienda, è sempre riconosciuta come storia di due soggetti che si incontrano e confrontano, determinandosi reciprocamente: “capitale”, da una parte, “lavoro” dall’altra. Quest’ultimo, inteso come soggettività e non come mera capacità di gestione di un telaio. Non c’è, infatti, chi non riconosca, nei due soggetti citati, coloro che con il proprio impegno, la propria specificità organizzata, hanno contribuito a determinare la storia e lo sviluppo dell’economia di un paese. Si può, partendo da questo assioma, celebrare il centenario della ditta Testori riferendo di un solo soggetto e tacendo dell’altro? Si possono citare solo le maestranze e gli operai fedeli agli imprenditori? La fedeltà a cui fa riferimento l’articolista risulta, peraltro, la conferma della negazione della “soggettività” dei lavoratori. Quando, infatti, la fedeltà è intesa come fedeltà all’altro soggetto e non come fedeltà all’impresa economica in sé, non si riconosce storicamente il ruolo di tutti coloro, fedeli ed infedeli, che con l’espressione della propria soggettività, hanno contribuito alla crescita economica ed alla evoluzione del lavoro. Nel Focus, da conservare, non un dato è stato riportato su quanti in quella ditta hanno lavorato in questi ultimi 100 anni, non una parola spesa sull’evoluzione dei rapporti di lavoro all’interno dell’azienda, non una considerazione sui mutamenti intervenuti nei tempi di lavoro, sui ritmi, sugli infortuni, sulla presenza delle donne, sull’aumento delle tutele. Non un accenno alla contestuale nascita, e all’evolversi delle organizzazioni sindacali, che alla Testori come in qualsiasi altra ditta a livello nazionale modificavano inequivocabilmente la concezione dei rapporti di lavoro e sostanzialmente la concezione stessa del lavoro, contrassegnandole una esplicita finalità sociale. Il rapporto interferenziale tra lavoro/capitale/società risulta storicamente complesso ed articolato: far risalire il processo delle “case e del benessere” alla magnanimità di qualcuno, significa negare la complessività dell’evoluzione di un paese e dei processi che quella evoluzione ha sottesi. Far risalire poi l’evoluzione di un paese, come di un’azienda, alla volontà di un condottiero, significa guardare la realtà attraverso una lente culturalmente angusta. Ci auguriamo che l’Informatore Municipale, se non altro per rispetto dei lavoratori, voglia colmare la ridotta analisi storica presentata ai Novatesi. Chiara Lesmo, Renato Piergovanni, Francesco De Rosa, Maria Vasile, Elena Dipierro, Raffaella Guido, Pierluigi Sostaro, Antonio Turri, Giovanni Nifosi, Carmine De Meo, Roberto Poggi, Sergio Soli Cittadini beffati Nel mese di aprile 2003 è stata indirizzata, al Sindaco di Novate, una petizione sottoscritta da numerosi cittadini della Via Bollate che aveva per oggetto la pericolosità della via, il cui lungo rettilineo consente il passaggio di autoveicoli e soprattutto di moto di grossa cilindrata, a velocità notevolmente superiore a quella che il codice della strada stabilisce per i centri abitati. In assenza di risposta ed in ottemperanza all’art. 8 del Regolamento sui diritti di partecipazione dei cittadini che sancisce: “la possibilità di richiedere al Sindaco l’intervento degli organi comunali per la soluzione di specifici problemi, con risposta scritta, entro 60 giorni, del Sindaco, dell’Assessore competente oppure del Presidente del Consiglio sentita la commissione competente”, nel mese di ottobre 2003 è stata inviata un’altra lettera (indirizzata al Sindaco, al Vicesindaco, all’Assessore alla viabilità, al comando della Polizia locale e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio ed ai Capi gruppo consigliari), con riferimento alla petizione dell’aprile 2003, in cui si segnalava anche il problema dell’inquinamento dovuto al ristagno delle polveri sottili, causato dall’intenso traffico di autoveicoli, specialmente nelle ore del mattino. Hanno fatto seguito tre incontri aperti a tutti, con i Tecnici dell’Ufficio lavori pubblici e di alcuni responsabili dell’Amministrazione comunale; incontri durante i quali dopo aver ascoltato i pareri e le proposte dei cittadini presenti, della Via Bollate, è stata presentata una bozza di progetto per la messa in sicurezza della via, con previsione di inizio lavori nella primavera del 2004, rimandata poi al periodo estivo per “motivi di viabilità”. In data 7 marzo 2005 i cittadini della Via Bollate sono stati convocati in Comune per la presentazione del progetto definitivo riguardante la posa di passi a raso, la sistemazione dei marciapiedi e quella dell’impianto di illuminazione, la cui realizzazione è stata assicurata entro la fine dell’anno. La relativa copertura finanziaria risultava disponibile, così come affermato dal Vicesindaco nell’incontro del novembre 2003. Visto il protrarsi della data di inizio dei lavori e le dimissioni del Vicesindaco e dell’Assessore ai Lavori pubblici, una delegazione dei cittadini della Via Bollate ha chiesto di essere ricevuta dal nuovo Assessore, che, insieme ad un Tecnico dell’Ufficio Lavori pubblici, ha riferito che il progetto definitivo per la messa in sicurezza della Via Bollate, era stato presentato, con il relativo costo, alla Ragioneria del Comune che però lo aveva restituito con parere negativo per la mancanza della copertura finanziaria. In questo incontro è stato anche riferito che sarà dato inizio ai lavori per la sistemazione della Via Buozzi (di cui già detto nei precedenti incontri) e che prima della Via Bollate è stata programmata la riqualificazione della Via XXV Aprile (lavori di cui non era stato fatto alcun cenno negli incontri precedenti): pertanto, della Via Bollate si parlerà nel 2007. Speriamo che nel frattempo non accada qualche grave incidente! Dalla data del primo incontro ad oggi, in Via Bollate sono state costruite diverse nuove case, i cui oneri di urbanizzazione pagati al Comune di Novate avrebbero potuto coprire i costi per la messa in sicurezza di detta Via, ma evidentemente sono stati destinati ad altre opere eseguite o da eseguire in Novate. Negli incontri di cui detto è stato fatto cenno anche all’installazione di cartelli segnaletici per i limiti di velocità e di telecamere per l’individuazione dei trasgressori delle regole stradali (telecamere il cui costo è coperto dagli introiti delle contravvenzioni - vedi esempio di Milano), ma nulla di ciò è stato realizzato. A conclusione di quanto esposto e sulla base delle informazioni avute nell’incontro del 22 settembre 2005, con il nuovo Assessore ai Lavori pubblici, ai cittadini della Via Bollate, che avevano riposto fiducia nella attuale Amministrazione comunale, (che dovrebbe adottare gli opportuni provvedimenti a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini - specialmente dei bambini e degli anziani), non resta che constatare, con disappunto, di essere stati traditi nella propria buona fede e, che, in qualità di elettori e soprattutto di contribuenti non meritano di essere illusi e beffati. I rappresentanti dei cittadini della Via Bollate Ma il “riposo eterno” non merita più rispetto? Nel maggio scorso il Comune mi ha comunicato che avrebbe proceduto, in tempi molto stretti, alla riesumazione di mio marito, deceduto nel 1992, perché aveva necessità di “liberare” il campo in cui si trovava nel Cimitero Monumentale. Nella lettera inviatami si diceva anche che per tale operazione avrei dovuto pagare la somma di 110 euro entro pochi giorni. Recatami presso l’Ufficio di Stato Civile per pagare ho fatto presente che la cifra mi sembrava elevata e mi è stato risposto che era stata ottenuta una riduzione e pertanto avrei dovuto pagare solo 80 Euro; quindi l’impiegata mi ha corretto a mano la lettera con il nuovo importo. Nei giorni successivi, parlando con una mia conoscente che si trovava nella mia stessa situazione, ho scoperto che aveva pagato 30 Euro anziché 80 come me. Tornata in Comune per chiedere chiarimenti, l’impiegata addetta mi ha detto, con un tono piuttosto secco, che c’era stato un errore e che avrebbe provveduto a farmi pervenire un bonifico bancario di 50 Euro, che l’ufficio si era accorto dell’errore, ma da una verifica effettuata sul computer il mio nome non figurava nell’elenco di coloro che avevano diritto al rimborso. Il 20 giugno ho ricevuto un’altra lettera dall’Ufficio Stato Civile con cui mi venivano richiesti i diritti di segreteria dell’amministrazione di 17,59 Euro e 30 euro per rimborso spese di esumazione. Recatami ancora una volta in Comune, mi è stato cancellato quest’ultimo importo, già pagato in precedenza. Dopo questa vicenda mi sono sorte alcune domande a proposito di come è stata gestita la questione dall’ufficio comunale preposto: Non era più opportuno definire le tariffe prima di inviare la comunicazione ai cittadini? Se non avessi incontrato quella mia conoscente avrei avuto il reso? Quanto costa ai cittadini in termini di tempo questa gestione un po’ approssimativa? Lavorando si può sbagliare, ma, dato che la questione di cui parliamo è molto delicata perché si va a toccare sentimenti e dolori profondi legati alla perdita di un familiare che l’esumazione porta a rivivere con eguale intensità, mi chiedo se non si possa avere un po’ più di attenzione e sensibilità per queste particolari circostanze e una maggiore chiarezza nella gestione. Lettera firmata Condominio dimenticato e piazza in degrado Nel mese di febbraio 2005, la Provincia di Milano ha inviato i suoi tecnici per verificare lo stato delle caldaie e delle canne fumarie del condominio di Piazza della Pace ai numeri 9, 10, 11 e 12. Hanno riscontrato che le caldaie non sono a norma e le canne fumarie non hanno tiraggio sufficiente. Gli inquilini hanno ricevuto istanza di chiusura immediata delle caldaie perché a rischio di intossicazione. L’immobile è in comproprietà col Comune di Novate. Il problema delle canne fumarie è cronico e irrisolto, le caldaie sono già state sostituite nel 1997. Il sig. Sindaco, nell’incontro avuto con i capifamiglia del condominio si impegnava a risolvere il problema. Con ulteriori verifiche il tecnico del Comune ha riscontrato che 8 canne fumarie su 13 hanno problemi di tiraggio. Pensavamo che i lavori di ripristino venissero eseguiti nel periodo estivo, quando l’impianto di riscaldamento è inattivo. Nulla è stato fatto, nonostante la promessa da parte dell’Amministratore del condominio nominato dal Comune al nostro Avvocato. A tutt’oggi (16 novembre 2005) non si è mosso un dito. Non siamo ancora al periodo di freddo intenso e costante; ora la pazienza sta per esaurirsi. Vogliono far ammalare i nostri figli e noi tutti; illegalità e incuria, l’attuale situazione. È stata vergognosamente dimenticata “Piazza della Pace”; era un magnifico e vivibile luogo di incontro dei residenti e dei visitatori, i bambini vi giocavano sereni e in sicurezza. La bella fontana al centro della piazza, il verde curato e riposante. Ora la piazza (ormai da troppo tempo) è ridotta ad un porcile, la fontana è piena di foglie e rifiuti, circondata da pericolosi vetri di bottiglie rotte. Il bar d’angolo vende birra imbottigliata all’esterno del locale, i clienti abbandonano i vuoti a volte scagliandoli sul pavimento mandando pericolosi frammenti dappertutto. La rovina dei pavimenti e l’incosciente pericolosità rendono gli spazi comuni inutilizzabili e i passaggi pericolosissimi. Auspichiamo che la Piazza della Pace torni ad essere luogo di incontro e divertimento dei residenti. Chiediamo alle Autorità competenti una sollecita e definitiva soluzione dell’indecente problema delle canne fumarie (provino lor signori e i loro figli a vivere in abitazioni frigorifere). Abbiamo pazientato abbastanza. Condomini (tutti) di Piazza della Pace Numeri civici 9, 10, 11, 12 Due Scienziati “coraggiosi” a Novate Nelle serate del 5 e 26 ottobre presso la Sala Consigliare si sono svolte due conferenze di notevole interesse che ho organizzato in collaborazione con Arte & Natura. I relatori, entrambi rinomati uomini di scienza, sono tra i pochi che hanno avuto il coraggio di dire delle verità, scaturite da loro intuizioni e dimostrate scientificamente, che contrastano con le opinioni comuni, indotte da chi ne trae enormi interessi economici. Il primo relatore, l’Ing. Fabio Marchesi, scienziato membro della New York Academy of Science, inventore, scrittore, è considerato il massimo esperto nazionale sulle applicazioni terapeutiche della Luce. Nella conferenza “La Luce che cura”, ha detto che la Luce del Sole è la più potente medicina che la Natura ci abbia regalato. Gli innumerevoli benefici dei raggi ultravioletti sulla nostra salute non vengono messi in evidenza, anzi, chi ne trae dei profitti, ci induce a credere esattamente il contrario, facendoci proteggere da essi con ogni mezzo. Per esempio, basta un’ora al giorno di esposizione alla luce solare per migliorare l’efficienza, la vitalità, l’umore, ridurre il colesterolo e incrementare la produzione di vitamina D per il corretto assorbimento del calcio e altri minerali, facendo a meno di molti farmaci. Da tempo metto in pratica i suggerimenti di Marchesi su me stessa e sulla mia bambina con risultati stupefacenti: mia figlia soffriva di un eczema atopico, i cui sintomi erano alleviati momentaneamente solo con applicazioni di pomate al cortisone. Secondo il parere dei pediatri, avrebbe dovuto esporsi al sole solo con creme ad alto fattore protettivo. Il problema si è completamente risolto invece facendo esattamente il contrario e cioè con esposizione graduale al sole senza nessuna sostanza chimica sulla pelle, e inserendo nella sua alimentazione molta verdura e frutta (biologica). È ovvio che la luce del sole non può essere l’unica soluzione per ogni malattia, ma pensare di star bene senza di essa è alquanto improbabile. Inviteremo prossimamente l’Ing. Marchesi per parlarci della “Fisica dell’Anima”, un altro suo libro “rivoluzionario” (tradotto in persiano e diventato libro di testo all’Università di Teheran). Di prossima uscita anche “La fisica quantistica nelle relazioni affettive” e “Amati!”, ottimi spunti per futuri incontri. Il secondo relatore, il Prof. Paolo Lissoni, è un medico ricercatore, endocrinologo, internista e oncologo all’Ospedale San Gerardo di Monza, nonché direttore del Corso di Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) all’Università Ambrosiana di Milano, e prossimo a conseguire la seconda laurea in Teologia. La sua conferenza, “La PNEI quale sintesi di ogni sapienza medica e psicologica”, (affiancato dalla Dott.ssa Giusy Messina - psicologa) è iniziata nel ricordo di un illustre novatese, il suo (e mio) Maestro Renzo Callegaro, iniziatore alle dottrine magico-esoteriche che applicava al fine di alleviare le sofferenze umane. Egli fu colui che per primo sostenne che l’Amore si prova nel cuore fisico, e oggi la scienza lo conferma (il cuore ha attività endocrina); incoraggiò Lissoni, a specializzarsi in endocrinologia per indagare le ghiandole a secrezione interna affinché si potesse dimostrare scientificamente ciò che la concezione magico-alchemica sosteneva da sempre e porre fine alla guerra tra magia e scienza. Gli studi sulla “ghiandola pineale” (sede dell’Anima, secondo Cartesio), rappresentano circa il 90% delle oltre 600 pubblicazioni scientifiche di Lissoni. Egli sostiene che la genesi psichica delle malattie tumorali ha la sua radice profonda nel vissuto sessuale (inteso innanzitutto nell’inconscio collettivo come repressione del piacere) dovuta per lo più a culture religiose che per secoli non hanno fatto che demonizzare il piacere ed esaltare il senso di colpa, specialmente quella cristiana che male interpretando o distorcendo il messaggio Cristico, ha creato una profonda spaccatura (che egli chiama il peccato d’origine) tra sessualità e spiritualità. La vita è Amore in ogni sua manifestazione, ed è proprio nello stato di Amore che l’uomo raggiunge l’apice della sua perfezione psico-bio-chimica. Lui dimostra, attraverso la PNEI, che uno dei principali sistemi neurochimici, il sistema chiamato endo-cannabinoide (in relazione con la pineale), connesso al piacere e all’espansione di coscienza, induce un’azione immunostimolante e antitumorale. Lissoni ha scritto numerosi libri. Gli argomenti qui trattati sono approfonditi in: “La psicologia nelle malattie tumorali” e “Teologia della scienza”. Auspico che iniziative di questo tipo, incontrino sempre più favore, oltre che da parte della cittadinanza, anche da parte dei medici, i quali data la loro responsabilità nei riguardi della nostra salute, diventino sempre più sensibili alle nuove opportunità che si stanno aprendo nella ricerca (non solo quella sponsorizzata dalle industrie farmaceutiche....) e delle cui realizzazioni sono direttamente responsabili. Barbara Boniardi Pensieri di una romena Nel numero di giugno di Informazioni Municipali ho letto con piacere l’articolo del Sindaco “la mia Novate... accoglie chi viene da lontano, da paesi stranieri, lieta della loro diversità, della ricchezza della loro cultura, pronta a comprendere il loro dolore per l’esilio, a superare ogni incomprensione, certa che così si prepara un nuovo Rinascimento, una nuova età meravigliosa della nostra arte, della nostra cultura...” Sono una romena, che, anche in nome di tanti romeni che vivono a Novate, vuole ringraziare Lei e la sua Novate per l’accoglienza e la comprensione dimostrata! Abbiamo lasciato la nostra terra per necessità. La stessa che ha fatto attraversare – a più di un italiano, meno di cinquant’anni fa – mari, monti e confini. La necessità fa parte della vita. Dove la vita è relazione con se stessi e con gli altri. Siamo cittadini di un nuovo mondo. Certo è che per reciproca conoscenza ci vuole del tempo. Ed occorre uno sforzo d’insieme perché l’integrazione passa attraverso il dialogo che si fa in due – “dia – logo”, bisogna parlare ed ascoltare! E se è vero che la chiarezza evita tristi malintesi, va fatto uno sforzo per spiegarsi meglio, raccontarsi reciprocamente, per conoscere ed evitare la paura dell’ignoto, per conoscersi e stupirsi con piacere del valore, per unire l’impegno e contribuire ad una coesistenza oltre che pacifica, anche produttiva di benessere e di umanità. Purtroppo per qualcuno, la Romania vuol dire, nella versione migliore, “regno di Dracula”. Non è proprio così. Un motivo in più per cui mi rivolgo ai romeni di tenere aperti i confini del proprio pensare e di mostrare la Romania vera, con pregi e difetti, con limiti e ricchezze, con la sua storia, la sua arte, la sua cultura...! Rispetto alle differenze, sono più le cose che ci avvicinano, ci uniscono, a partire dalle radici comuni, passando dalle affinità linguistiche. Utilizzo come base e punto di partenza, per un dialogo edificante, l’inno romeno: “Svegliati romeno, dal sonno di morte, in cui ti fecero cadere i barbari tiranni! Ora o mai, fatti un altro destino, al quale si chinino anche i tuoi nemici crudeli! Ora o mai, diamo testimonianze al mondo che in queste mani scorre ancora il sangue di un romano, e che nei nostri petti manteniamo con orgoglio un nome trionfante nelle battaglie, il nome di Traiano!” A tutti i cittadini novatesi, italiani, romeni e di altre nazionalità, “la multi ani”, tanti auguri! Buon Natale e felice anno nuovo. Mara Alexa
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