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Editoriale

Buon Natale

Natale è festa, perché nasce un Bambino. La nascita di un bimbo è segno di speranza e di fiducia. Un uomo e una donna desiderano un figlio, sperano per lui un mondo nuovo, migliore, in cui possa essere felice, crescere come persona, realizzare i suoi progetti, i suoi sogni, sentirsi compreso, riconosciuto, protagonista. Quando nasce un bimbo, un uomo e una donna esprimono il loro coraggio e la loro fiducia. Ogni nuova vita è segno che Dio si fida ancora di noi.
A Novate prima del ’94 il saldo tra nati e morti era negativo, nel ’99 i nati hanno eguagliato i morti, dal ’99, ad esclusione del 2003, i nati hanno superato i morti. È un buon segno: da sempre nei periodi di crisi vi è un calo delle nascite, la ripresa indica con chiarezza che pur con tutte le difficoltà ancora presenti, la qualità della vita nella nostra città è migliorata e continua a migliorare. Soprattutto se confrontata con comuni a noi vicini.
I doni di Natale sono un riflesso di questo dono grande: un nuovo uomo, una nuova donna aprono i loro occhi al mondo. Gli altri regali, gli altri doni dimenticano il loro significato più profondo se dimenticano questo: il dono, i “regali di Natale” esprimono a chi li riceve la nostra gioia perché lui è nato, il nostro grazie perché è vivo.
Più di un cittadino mi presenta per iscritto o a voce la sua soddisfazione per quanto si è fatto in questi anni, dalla piscina, alla Villa Venino, agli ambulatori nuovi, così comodi soprattutto per le persone anziane, ai nuovi parchi, ai chilometri di piste ciclabili, alle scuole e alle palestre finalmente sicure, al nuovo Palazzetto, anche il progetto della nuova casa per anziani e disabili col centro diurno è quasi pronto e in autunno dovrebbero partire i lavori. Arrivano anche le sollecitazioni per le aspettative non ancora soddisfatte e le critiche. Qualcuno mi ha rimproverato di avere una visione troppo idilliaca di Novate, di non vedere i problemi. Avendo scelto di vivere in mezzo alla mia gente, di approfittare di ogni occasione per ascoltare i miei concittadini, conosco bene dolori, speranze, disagi, opportunità, situazioni di crisi e di sofferenza: i bisogni sono tanti, purtroppo le risorse non sempre sono sufficienti. Come in ogni famiglia anche il Comune deve scegliere tra i diversi bisogni, privilegiando quelli più necessari e urgenti, ringrazio quei cittadini che si rendono conto di questo e “hanno ancora fiducia nel sindaco”. Ma il sindaco deve anche mostrare la via della speranza, indicare la meta, anche se può sembrare un’utopia. Ma la speranza cammina, la meta si raggiunge con la collaborazione di tutti: criticare sì, ma non basta, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità e come cittadino dare il proprio contributo.
C’è un bisogno, un dolore che tocca il cuore delle persone: la solitudine. Tocca soprattutto gli anziani, a Novate gli ultra sessantacinquenni sono 4008 su circa 20 mila abitanti (il 25%) , ma anche famiglie che hanno in casa portatori di handicap, persone non autosufficienti. C’è un disagio ben più grave, che va ben oltre le carenze, che nonostante gli sforzi di questi anni, ci sono ancora presenti per strade, marciapiedi, strutture pubbliche. Sono sofferenze a volte disperate, perché vissute nella solitudine. Il Comune interviene, il sindaco si ritaglia il tempo per andarli a trovare, ma non basta. Per affrontare questo bisogno grave non mancano per fortuna “le risorse”. Cominciamo da questo Natale e mettiamo tra i nostri “impegni” questo: accorgiamoci della sofferenza di chi ci è prossimo.
Così per ogni Novatese sarà un Buon Natale e l’Anno Nuovo si annuncerà con la speranza.

Grazie don Ugo
Da dieci anni don Ugo Proserpio è parroco nella parrocchia dei SS. Gervaso e Protaso, da dieci anni è pastore in mezzo a noi, vicino alla vita dei suoi parrocchiani per indicare loro la Speranza vera, la vera Pace, che viene dal Dio in mezzo a noi. Grazie don Ugo.

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