Un anno di
Consiglio Comunale
La fine dell’anno si presta come momento per fare un’analisi dell’attività svolta. Non è compito mio naturalmente esprimere giudizi sul lavoro svolto dai consiglieri per cui mi limiterò a dare alcuni numeri che possono rappresentare una curiosità per i lettori interessati all’attività dell’organo da me presieduto.
Quest’anno (fino al 30 novembre) il Consiglio si è riunito 12 volte approvando più di 80 delibere. Un’attività ampiamente in media se si pensa che il numero annuo di sedute si aggira tra le 10 e le 13 per un totale di delibere approvate comprese tra 80 e 110.
Ogni consigliere comunale è membro, mediamente, di due commissioni ed ogni commissione si riunisce tra le otto e le dieci volte l’anno. Le sedute di Consiglio e di commissione durano circa 3 ore.
Da questi numeri si può vedere che mediamente un consigliere comunale deve dedicare una sera a settimana per riunioni istituzionali. Non possiamo invece vedere quanto tempo (sicuramente molto) viene dedicato a preparare queste riunioni. Lo studio dei documenti, il confronto all’interno dei propri gruppi, il confronto con la coalizione, sono momenti fondamentali nell’attività politica.
Ma di cosa discute il Consiglio Comunale (e quindi anche le commissioni)?
Vi sono innanzitutto delle sedute periodiche determinate da scadenze normative: entro il 31 dicembre l’approvazione del bilancio di previsione, entro il 30 giugno l’approvazione del consuntivo, entro il 30 settembre gli equilibri di bilancio, entro il 30 novembre l’approvazione dell’assestamento di bilancio.
Il Consiglio Comunale, bisogna ricordarlo, è organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e le competenze, rigorosamente attribuite per legge, riguardano le seguenti funzioni: statuti e regolamenti, bilanci, piano triennale delle opere pubbliche, piani territoriali ed urbanistici, convenzioni tra comuni, organizzazione di pubblici servizi, contrazioni di mutui, acquisti ed alienazioni immobiliari, indirizzi per la nomina di rappresentanti del comune presso enti o aziende.
Tra le attività che hanno dunque caratterizzato il lavoro del Consiglio in questo anno, se si escludono gli atti fondamentali, dobbiamo ricordare le delibere relative ai due progetti sulla sicurezza “Estate sicuri” e “Dorsale delle Groane”, il dibattito sul futuro di CIS Novate spa, la vendita di posti auto, il piano per il diritto allo studio.
Non possiamo poi trascurare le 14 interrogazioni che sono il segno dell’interesse e della vivacità dei gruppi consiliari.
Insomma, per concludere, dobbiamo constatare che il Consiglio Comunale di Novate Milanese, almeno in termini quantitativi, gode di ottima salute. Sulla qualità non sta a me giudicare ma a voi elettori. Perché allora non valutare di persona, partecipando a qualche seduta ? È un invito sincero che rivolgo a tutta la cittadinanza affinché cresca la consapevolezza di ciò che accade all’interno degli organi preposti ad amministrare la cosa pubblica.
Solo dall’attenzione e dall’interesse della collettività infatti può migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale di Novate Milanese
Inizio pagina
Una grande occasione
Ci riferiamo all’ipotesi, emersa nell’estate di quest’anno, di prendere in considerazione l’insediamento sul territorio novatese del campus e delle strutture universitarie della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano. L’area, eventualmente interessata, è quella immediatamente a sud dell’autostrada - tra la Via Lessona e la ferrovia - ultimo lembo meridionale del nostro territorio confinante con Milano ed ora occupato parzialmente solo da alcuni orti.
Riteniamo l’argomento di interesse tale da meritare, per parte nostra, alcune riflessioni che vogliamo affidare a questo spazio e sottoporre all’attenzione dei cittadini.
Le critiche mosse dall’opposizione a questa maggioranza, sia nella passata che nella presente legislatura, si sono spesso concentrate sulla scarsa attenzione che sarebbe stata posta alla visione di sviluppo della città: non siamo d’accordo se pensiamo (anno 1999) al recinto presente in via Repubblica che nascondeva, male, un’area di sterpaglie e ad una villa storica semi diroccata ed abbandonata all’inizio di Via Rimembranze; prima che alla visione di sviluppo della città, tra il 1999 ed il 2004 abbiamo dovuto avere una visione di arresto del degrado della città con il recupero di sue aree centrali disastrate che ne deturpavano l’immagine e ne offendevano il decoro.
La nostra visione di sviluppo della città, però, non è mai stata assente almeno nel suo quadro d’intenti: una visione che vuole consegnare ai novatesi una dimensione della città non in continua, costante e disordinata crescita abitativa attraverso l’occupazione inarrestabile di ogni spazio disponibile bensì un territorio che racchiuda armonicamente un microcosmo equilibrato cioè tale da non esplodere né implodere.
Il nostro Comune, oggi, ha ai suoi estremi settentrionale e meridionale due grandi aree “libere” che riteniamo debbano approdare rispettivamente alla creazione di un vero e proprio Parco Agricolo e ad un insediamento non meramente abitativo: nel primo caso per mantenere un insostituibile polmone verde a Novate nel secondo perché un eventuale insediamento abitativo si troverebbe, per ragioni geografiche, troppo lontano dalla città e quindi totalmente avulso.
La soluzione indica di ospitare una facoltà universitaria con il suo campus, ci sembra andare nella direzione auspicata; non sappiamo se ciò potrà realizzarsi perché (come facilmente immaginabile) molti sono gli aspetti da approfondire e da esaminare, molti i problemi da affrontare e risolvere.
Novate sede di facoltà universitaria, con tutti i significati che ogni cittadino a questa definizione può attribuire, con tutte le ricadute positive che tale soluzione comporterebbe, ci sembra una grande occasione da non perdere.
Forza Italia Novate Milanese
Inizio pagina
Scelte che
guardano al futuro
Sul numero scorso di Informazioni Municipali abbiamo individuato tre importanti obiettivi da realizzare nei prossimi anni: centro storico, zona ovest e cimitero nuovo.
La fine dell’anno è il periodo in cui ci si appresta a definire le priorità per costruire il bilancio di previsione 2006. Pur nelle ristrettezze in cui versano molti enti locali (soprattutto quelli come noi che già da tempo hanno tagliato le spese inutili), la maggioranza che amministra Novate sta definendo gli obiettivi prioritari e individuando le possibili nuove entrate che possano consentirne la realizzazione.
Come gruppo, in occasione dell’approvazione del bilancio 2005, sostenemmo la necessità di mettere a reddito parte del patrimonio comunale. Siamo infatti, da sempre, molto restii a vendere i beni pubblici mentre ci piace pensare che possano essere fonte di risorse che ricadono positivamente sulla parte corrente del bilancio.
La nostra posizione, all’inizio isolata, è oggi condivisa dalla maggioranza e alcune scelte operate in questi ultimi mesi stanno già portando benefici alle casse comunali.
È altrettanto motivo di soddisfazione vedere che la costituzione della Meridia spa, la società che gestirà la refezione scolastica, ha già dato i suoi frutti. Prima ancora di divenire operativa e dare servizi migliori ai nostri studenti, la Meridia è servita per consentire un alleggerimento del bilancio comunale tale da permettere la destinazione di risorse ad altri servizi. Si è trattato di un’operazione contabile utile a garantire al Comune di Novate Milanese il rispetto dei parametri del patto di stabilità. Senza entrare nel merito di un meccanismo piuttosto complesso, basti pensare che, grazie alla Meridia spa il Comune potrà spendere 500.000 euro in servizi che altrimenti non sarebbe stato possibile spendere. La Meridia insomma permette al Comune di Novate di rispettare i parametri del patto di stabilità e il tetto di spesa imposto dalla finanziaria.
La sinistra, troppo intenta a contestare il governo, non ha nemmeno saputo cogliere (qualora l’abbia capito) il valore di questa operazione che è tutta a beneficio dei cittadini. Il dibattito su cui concentra l’attenzione l’opposizione è di bassissimo livello e, salvo rare eccezioni, senza alcuna valenza costruttiva. L’unica speranza che hanno è quella di una crisi di maggioranza che gli consenta di avere una immeritata opportunità. È vero, come recita il detto, che la speranza è l’ultima a morire ma, senza citare un altro detto altrettanto celebre, ci limitiamo a dire che dovranno mettersi il cuore in pace: questa maggioranza è solida e compatta e porterà a termine il proprio programma presentandosi a testa alta alle prossime elezioni.
Alleanza Nazionale
Inizio pagina
Le polemiche e la realtà
Se la fine dell’anno, per consuetudine, è tempo di bilanci, quello dell’attività politica e amministrativa condotta nel corso del 2005 da Uniti per Novate è senza ombra di dubbio un bilancio estremamente positivo. E non si tratta di spendere del facile ottimismo, di continuare a far suonare l’orchestrina mentre il Titanic va a fondo. Certo, non si può nascondere ai cittadini che, nel corso di quest’anno, la navigazione del transatlantico-maggiornaza si è svolta tra non poche tempeste, e in un mare molto spesso agitato. Ma sono nuvole e temporali lasciati abbondantemente alle spalle, e se qualcuno sui muri di Novate e dalle pagine sempre più asfittiche dei giornali locali continua a lanciare allarmi e buttare fango sull’operato dell’amministrazione, è solo per invidia e per quella frustrazione che nasce dall’incompetenza.
Perché, checché se ne dica, il 2005 è stato un anno di intenso lavoro per la maggioranza, un’operosità che è il frutto di una ritrovata coesione e fiducia tra le forze politiche e di un nuovo entusiasmo verso il “ben fare”. Che si è tradotto nel raggiungimento di importanti obiettivi, nel completamento di opere avviate nel corso di questi sette anni di governo, e nella messa in cantiere di altri significativi traguardi per Novate. Ma andiamo con ordine. In questo bilancio decembrino, nel capitolo del FATTO possiamo mettere:
- La conclusione delle opere fondamentali riguardanti la Villa Venino, il via libera del collaudo definitivo e la definizione degli appalti riguardanti la messa in funzione della Villa, che intorno ad aprile potrà “aprire le porte” ai novatesi.
- Il rilancio del Cis che, in un ritrovato clima di serenità, può davvero rappresentare un importante strumento di intervento per l’amministrazione e operare in modo ancora più incisivo in un settore delicato come quello dei servizi alla persona.
- La definizione degli ultimi dettagli relativi alla maxi-ristrutturazione del comparto di via Repubblica 80. Con la definizione delle funzioni da inserire nel complesso, questo centralissimo “angolo” di Novate esce dal torpore di decenni di indecisioni politiche e fallimentari progetti per ritrovare un suo ruolo urbanistico e funzionale.
- La definizione di un Piano triennale delle opere pubbliche denso ma, quel che più conta, realistico, dimostrazione dell’ottima armonia operativa che è tornata a regnare tra i tre settori dell’Urbanistica, dei Lavori pubblici e del Bilancio, dopo le secche e i ritardi che purtroppo, per i motivi che i novatesi conoscono, hanno rallentato l’attività dell’amministrazione in questo avvio di secondo mandato.
Se questo è il “già fatto”, anche la colonnina del bilancio 2005 in cui indicare i progetti futuri non resta certo in bianco. Indichiamo solo due cose che ci frullano in testa per l’anno a venire, e le citiamo perché non si tratta di sogni campati per aria (non è nostra abitudine), ma di ipotesi in via di maturazione:
- La creazione del tanto atteso “Parco agricolo” sulla via Balossa, per dare a Novate un ulteriore polmone verde (e poi ci chiamano i “cementificatori”...), un’opera urbanistica realizzata in collaborazione con il comune di Cormano e della Provincia di Milano.
- La possibilità di “portare a Novate” l’Università, dando spazio all’interessamento della Facoltà di Scienze motorie della Statale di portare le proprie strutture didattiche, compreso un campus universitario e residenze per studenti, nell’area (novatese) di via Lessona.
Insomma, come sempre, giudicate voi. Vale di più un titolone allarmistico sparato dai giornali, o l’operosa realtà che giorno dopo giorno potete verificare passeggiando per la nostra Novate?
Ps: Nel poco spazio a disposizione, la foga di raccontare il nostro lavoro ha preso il sopravvento. Dando quasi per scontati i nostri più calorosi auguri, a tutti i novatesi, per un Natale sereno.
Uniti per Novate
Inizio pagina
Preventivo 2006 e disordini civili
in Francia ed in Europa
L’Amministrazione comunale è impegnata nella stesura del preventivo economico del nostro Comune per il 2006. Il solito problema è sempre presente. Il governo, cioè l’Amministrazione centrale dello Stato alla quale noi tutti paghiamo imposte salate, ci trasferirà meno denaro per le nostre necessità. Ma, l’attuale Giunta non ha intenzione di mettere le mani nelle tasche dei novatesi. Questo principio porterà a qualche limitazione selettiva di spesa, ma ci auguriamo che non siano sacrificati gli investimenti nella pratica esecutiva. Non vogliamo dilungarci oltre circa il preventivo per il 2006. In Francia e in Europa si stanno verificando fatti che dovrebbero preoccupare tutti i cittadini, italiani e non, che ogni giorno conducono una vita rispettosa delle nostre leggi. I mass-media, radio e televisione ci informano dei misfatti accaduti con immagini (e commenti superficiali) come fossero normali fatti di vita quotidiana. I media danno notizia che a Parigi ogni notte ci sono centinaia di auto bruciate, centinaia di persone criminali-incendiari arrestati, li definiscono anche ragazzi arrabbiati (ma organizzati). Vi sono decine di poliziotti feriti, edifici pubblici bruciati e altri misfatti del genere. Questi atti vandalici sono iniziati a Parigi nella notte del 27 ottobre scorso, e continuano tuttora, anzi si sono estesi ad altre città francesi. I fatti criminali si sono estesi ad altre città europee in Belgio, Paesi Bassi, Grecia. Che sia una ribellione o una rivoluzione? Che i manifestanti, principalmente immigrati appoggiati dai sinistri estremisti, siano stati provocati? Ma va! Da chi? È perché? Senza cadere in errore si può prevedere che questo tipo di misfatti avverranno anche da noi, è solo questione di tempo. Ormai ci sono anche in Italia qualche milione di immigrati, regolari e clandestini, che sono scontenti della loro vita nel nostro paese. I loro figli saranno ancora più insoddisfatti perché pretenderanno (come è logico), un lavoro meglio retribuito e qualità di vita decorosa. Queste persone chiedono di poter avere uno stile di vita decoroso, esigenza di ogni essere umano. Nel nostro Paese non è possibile soddisfare tali necessità per così tante persone, per motivi di spazio, risorse disponibili, beni producibili. Il guaio è che ancora oggi la guardia costiera va a recuperare le barche-carretta nel Mediterraneo per poi trainarle nei porti italiani, piene di immigrati clandestini, invece di soccorrerle e trainarle al porto di provenienza. Gli immigrati tutti vengono in Italia e in Europa con una speranza grande e un sogno per una vita migliore e più umana. Invece molti di loro, subito dopo l’arrivo, incontrano una grande, ma inevitabile, delusione. La realtà fa svanire il sogno. Resta solo la delusione amara, nasce il rancore che poco a poco diventa odio. Non illudiamoci, la delusione che diventa rancore per poi trasformarsi in odio arriverà anche da noi, non vi è alcun dubbio. Già tra gli italiani abbiamo tante persone insoddisfatte che faticano a vivere e necessitano aiuto. Non bisogna importarne altre. Abbiamo anche i disobbedienti rossi e contestatori a tempo pieno, pagati e foraggiati da chi (rosso dubbio). Abbiamo bisogno di altri? Quelli che abbiamo sono insufficienti? Per fortuna possiamo ancora utilizzare il calendario Gregoriano il quale ci ricorda che siamo vicini alle festività di fine anno. Con l’occasione delle prossime festività auguriamo col cuore a tutti Buon Natale e un Prospero Anno 2006. Perché no! Auguri Padani.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese
Inizio pagina
Ancora sulla
povertà a Novate
Il precedente articolo sulla povertà e il disagio sociale a Novate, con la pubblicazione di alcuni dati tratti dal rapporto dell’Osservatorio Distretto 1 (di cui il nostro comune fa parte), aveva come obiettivo fondamentale quello di far prendere coscienza, alle forze politiche e sociali, dell’esistenza di questo problema “nascosto”. Basta scorrere i numeri di Informazioni Municipali per accorgersi che le tematiche sociali sono poco trattate. E questo un po’ per colpa di tutti. Chi è nel bisogno non fa “audience”, non attira l’attenzione. I poveri non creano consenso. Tuttavia dobbiamo occuparcene di più. Tirare fuori i dati sulla povertà e il disagio sociale e farli conoscere, fare cioè informazione, è il primo atto di solidarietà.
Le politiche sociali devono andare oltre l’assistenzialismo. Ma l’assistenza economica ci vorrà sempre.
La povertà ha natura multidimensionale, nel senso che alla mancanza o alla carenza di reddito si associa una pluralità di carenze in altri settori fondamentali, ma è un fenomeno essenzialmente economico. Ad esempio, esiste ancora uno stretto legame tra povertà e rischio di ammalarsi e morire (indagine Asl/Milano, ottobre 2005). E facile è l’equazione meno soldi, minor accesso alle cure, più malattie.
Chi ha poche risorse, o nulle, subisce gli svantaggi della sua condizione.
Un dato che l’altra volta non abbiamo citato riguarda i 67 cittadini/e che nel 2004 hanno beneficiato di contributi economici comunali per complessivi 67.500 euro (oltre ai 125 del fondo sociale affitto, con contributi regionali per 152.900 euro e comunali per 16.442 euro).
Questi contributi vengono erogati prendendo come criterio il Minimo Economico Vitale, fermo ormai da anni a 421,75 euro/mese e inferiore al valore minimo della pensione. In sintesi significa che chi ha un reddito superiore a tale cifra non ha diritto ad alcun contributo.
Ma come si può vivere con tale cifra? Teniamo presente che per il 2004 l’Istat ha considerato la cifra di 552 euro/mese, per persona, come “soglia di povertà”. Invece, per l’Isae (Istituto pubblico di analisi economica finanziato dal Ministero), il minimo di reddito ritenuto necessario per non finire in povertà è di 1056 euro/mese. Con un’interrogazione del nostro capogruppo, presentata nel giugno 2003, avevamo rilevato l’insufficienza dei contributi erogati e richiesto l’aggiornamento del Minimo Economico Vitale.
Fu risposto che entro la fine dell’anno avrebbero rideterminato il M.E.V. Sono passati due anni e nulla è cambiato. Abbiamo detto che l’uscita dalla condizione di povertà non deve essere legata all’intervento assistenziale ma deve essere costruita con altri percorsi. Tuttavia quando non c’è altra soluzione, il contributo erogato non deve essere un’elemosina ma un intervento dignitoso. Abbiamo citato i 67 cittadini/e. Qualche “furbo” c’è, ma resta il problema di chi ha perso la forza di andare a chiedere oppure di coloro che, pur avendone la necessità, non si rivolgono ai servizi per orgoglio, pudore o vergogna. Prendiamo coscienza che il benessere diffuso esistente a Novate, che non neghiamo, ma di cui non ci si può vantare troppo, è contraddetto dalla presenza, forse inevitabile, ma non marginale di povertà economica spesso abbinata a problematiche personali, familiari, sociali, ambientali.
La Margherita
Circolo “A. De Gasperi”
Inizio pagina
La maggioranza:
Un anno nel caos
Nei primi giorni di novembre è apparso sui muri di Novate un manifesto a firma di un gruppo di iscritti e simpatizzanti di Forza Italia novatesi che attaccava pesantemente la direzione politica novatese del partito, soprattutto per il “dimissionamento” recente di due assessori di F.I. Questo ennesimo scontro nella maggioranza avveniva poco tempo dopo un altro duro attacco portato in una intervista dall’ex vice sindaco Gregolin. Si è aggiunta poi una intervista dell’ex assessore al bilancio, “dimissionato” che spara bordate su F.I e sulla giunta di cui faceva parte. Nei mesi precedenti e subito dopo il “dimissionamento” degli assessori un esposto anonimo era stato presentato alla Procura per presunte irregolarità nella gestione del territorio. Di fronte a questa bufera politica che investe il partito di maggioranza relativa della maggioranza e che ha provocato tensioni altissime in giunta, il Sindaco sembra non rendersene conto, rilasciando interviste, spargendo ottimismo a piene mani sulla tenuta della sua giunta, riducendo offese politiche anche gravi a semplice “dialettica democratica”, malgrado che, più volte su estemporanee posizioni, sia rimasto isolato all’interno della sua maggioranza. Non abbiamo parola per commentare questo incredibile atteggiamento. Speriamo che si svegli dal suo sogno e prenda atto della insostenibile situazione di paralisi che si trascina ormai da un anno.
Vediamo rapidamente perché parliamo di paralisi:
- Polì. Per l’insipienza della gestione da parte della proprietà pubblica la società ha accumulato perdite notevoli, malgrado la minoranza avesse da tempo chiesto di fare verifiche sul suo andamento. Risultato: la società è stata ricapitalizzata e il comune ha “speso” 250.000 euro. Non sappiamo ancora niente del bilancio di quest’anno.
- Centro cottura per la refezione scolastica. Altra società mista – Meridia – che doveva entrare in funzione nell’autunno 2005, Sono appena iniziati i lavori per la costruzione del centro, dopo una serie di presunte scorrettezze amministrative al limite della legalità, tanto che DS e Margherita stanno preparando un ricorso alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
- Via Repubblica 80. Questa opera che tante discussioni ha provocato non è ancora terminata, ma ancora più grave non è dato sapere ad oggi quali servizi pubblici vi saranno insediati, oltre ai servizi sanitari oggi presenti al vecchio centro civico.
- Palazzetto dello sport. Dopo 6 anni di chiusura e uno stravolgimento sia architettonico che di funzione sociale, è stato parzialmente riaperto, dopo una spesa di 3.000.000 di euro, sei miliardi delle vecchie lire. Parzialmente riaperto, per “sfruttare” al massimo l’impianto sono ovviamente necessari gli spogliatoi, non considerati nel progetto iniziale, quindi altri soldi da spendere. L’improvvisazione in questa opera è regnata sovrana!
- Villa Venino. Dopo la “falsa inaugurazione” in campagna elettorale i lavori di completamento, alcuni dei quali non di poco conto, (le solette della futura biblioteca non erano state correttamente calcolate, oppure la collocazione logistica dei libri, che pesano, è stata repentinamente cambiata, senza una verifica attenta dei carichi) non sono ancora terminati e alla data di consegna dell’articolo non esiste ancora il collaudo finale dell’opera, non sappiamo niente dei costi finali di questa opera.
Ma i conti fino ad oggi sono stati considerati un “optional”. Le manutenzioni ordinarie degli edifici pubblici, scuole ecc., sono stati sacrificate al completamento del “grande progetto”, il verde è stato abbandonato, la riasfaltatura delle strade non effettuata, facendo solo indecorosi rattoppi a macchia di leopardo, le tensioni fortissime che si sono verificate all’apertura dell’anno scolastico per l’incuria o la superficialità di questa giunta e così via.
Potremmo continuare a lungo. Ma si impone un giudizio politico finale.
Questa maggioranza ha cambiato 5 assessori negli ultimi tre anni, di questi 2 erano anche vice sindaco. Tutti assessori di Forza Italia. Gli scontri di potere si sono susseguiti uno dietro l’altro, l’incapacità del Sindaco di tenere unita la sua maggioranza è ormai evidente, più volte l’abbiamo sollecitato a trarne le conseguenze. Ma per lui tutto va bene anche se il partito maggiore della sua coalizione F.I. ormai è fonte di instabilità permanente, che porta alla paralisi amministrativa. È una situazione non più sostenibile per Novate e i novatesi, i quali, anche chi ha votato questa maggioranza, si rendono conto della inefficienza, del dirigismo fine a se stesso che questa giunta ha messo in atto, sono stufi di questo caos.
Bastava fermarsi a sentire i commenti della gente dopo aver letto il manifesto sopraccitato. Cosa dobbiamo aspettarci ancora perché chi ha ancora a cuore Novate e i novatesi si decida a dire basta?
Noi saremo vigili e non faremo sconti. L’auguro di buon anno che facciamo ai novatesi speriamo porti con sé anche la fine di questa non esaltante avventura amministrativa.
Democratici di Sinistra
Inizio pagina
Due nodi vengono al pettine:
biblioteca e tangenziali
Nodo numero 1: Sabato 8 ottobre 2005 abbiamo organizzato con i Verdi ed il Pdci una manifestazione contro la restrizione degli orari di apertura al pubblico della biblioteca e per il trasferimento “fantasma” a Villa Venino.
Un servizio, la Biblioteca, che è sempre stato un fiore all’occhiello di passate amministrazioni: promotrice del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest, nonché di numerose iniziative culturali sul territorio, deve scontrarsi con la carenza di fondi per l’incapacità politica e culturale di questa giunta.
Davanti a Villa Venino, due trampolieri e la Banda degli Ottoni hanno ri-inaugurato la Villa, per ben 10 volte è stato tagliato un simbolico nastro di “carta igienica”. Ma la parte più ludica ha ceduto il passo agli interventi politici. E nudi e crudi i dati: 3 miliardi di vecchie lire spese per l’acquisto di Villa Venino, 2 milioni di euro per la ristrutturazione, 20.000 euro per l’inaugurazione nel maggio 2004. Ad oggi non si hanno date certe sul trasferimento, rimangono forti le perplessità sull’adeguatezza degli spazi, e la stessa agibilità. Ultime notizie, per avere un adeguato servizio a regime, necessita assumere in più almeno 4 operatori.
Nodo numero 2: Nel Piano Urbano del Traffico di Novate, è in discussione la proposta di realizzare la Tangenziale Sud e la Tangenziale Est. La prima dovrebbe congiungere via Lessona con Bresso passando per via Polveriera, Rifondazione si è sempre opposta a questa ipotesi, non è una priorità per Novate, servirebbe soprattutto a smaltire il traffico di Milano.
La Tangenziale Est dovrebbe attraversare il Parco Agricolo e, nella nostra analisi, darebbe un colpo mortale al Parco stesso, creando le condizioni per future speculazioni edilizie. Ma per non rimanere opposizione sterile e in coerenza con il programma elettorale, i nostri esperti hanno elaborato e presentato alla Commissione Urbanistica diverse proposte: il riconoscimento del Parco Agricolo per salvaguardare il futuro di quell’area; la realizzazione dei parcheggi davanti al Cimitero di via IV Novembre e nell’area di interscambio con le Ferrovie Nord dalla parte di via Volta; la riqualificazione dell’asse via Stelvio-via Brodolini per realizzare moderatori di velocità NON in porfido, le barriere antirumore lungo la via Piave; all’uscita della Rho-Monza su via Bollate (ora c’è solo l’entrata), il collegamento ciclopedonale con l’ITC di Bollate scavalcando la Ferrovia e la Rho-Monza, la strada parallela alla via Bovisasca, favorendo gli insediamenti industriali; un tratto di tangenziale che colleghi la via Di Vittorio/Gramsci all’incrocio tra via Beltrami e via Vialba per alleggerire il traffico nella zona residenziale di via Gramsci, la pedonalizzazione del tratto terminale di via Baranzate. Naturalmente abbiamo dato parere contrario alle due Tangenziali. UN ALTRO DISEGNO DI NOVATE È POSSIBILE!
Comitato Direttivo P.R.C.
Circolo Steve Biko
Inizio pagina
Novate e il suo territorio: poca strategia, molti rischi
La gestione del territorio di questa amministrazione si è caratterizzata negativamente per almeno due aspetti: in primo luogo per un utilizzo intensivo del territorio accompagnato da una scarsa pianificazione. Una sorta di gestione “in deroga”, fatta utilizzando una variante di piano regolatore mai approvata (e nemmeno adottata) senza discuterne i criteri di fondo ed adattandola di volta in volta alle diverse esigenze. Questo ha prodotto aumenti delle volumetrie, mostri e mostriciattoli. Valga per tutti l’edificio di fronte a Villa Venino, che è servito da merce di scambio per sistemare la villa stessa. Non solo brutto esteticamente, ma incombente sugli edifici circostanti. In secondo luogo il territorio è stato usato come fonte di finanziamento per far fronte ad una situazione di bilancio sempre più logorata. Come si sa, le nuove costruzioni fanno entrare nelle casse del comune soldi freschi (gli oneri di urbanizzazione) che in misura consistente possono essere usati per finanziare spese correnti (i servizi, per capirci). Nessuno critica questo. Ma se si finanziano sistematicamente spese correnti con oneri, si cade in una spirale micidiale: gli oneri si introitano una tantum, le spese correnti si ripropongono ogni anno. Ergo, per pagare le spese correnti occorre costruire sempre di più. Non è una bella prospettiva. Ed è una prospettiva non proprio irrealistica, se si tiene conto che il nostro comune è fuori dal patto di stabilità, il che vuol dire meno finanziamenti statali, meno soldi a disposizione. Sembra necessario fermare questa spirale: che si discuta una buona volta, davvero e con il necessario coinvolgimento degli attori sociali del territorio, delle prospettive della nostra città. È una necessità che ci sembra non rinviabile. Perché Novate sta correndo anche altri rischi. Il principale è rappresentato dal traffico. C’è un traffico che proviene dall’esterno e utilizza Novate. Contro questo traffico la battaglia è difficile: occorrono strumenti di coordinamento sovracomunale che sono ancora poco funzionanti. Ma il traffico si intensificherà anche per interventi sia di carattere locale che non: ad esempio la prevista fermata del metrò, l’albergo sulla Rho-Monza (tuttora fermo, tra l’altro), la prevista connessione con il polo universitario dell’ospedale Sacco e, ultimo ma non per importanza, l’insediamento del campus della facoltà di Scienze Motorie nella zona di via Lessona, di cui si parla molto proprio in questi giorni. Il rischio concreto è che non si sia valutato l’impatto di questi interventi sul traffico locale. Gli studi fatti sino ad ora sembrano già superati e da aggiornare. Non crediamo di essere catastrofici se diciamo che, con queste opere a regime, il sistema rischia di collassare. Questa maggioranza non sembra essere in grado non solo di rispondere, ma nemmeno di assumere queste sfide e di confrontarsi con esse. Polemiche, accuse, cambi di assessori a raffica, lo stesso marasma che caratterizza il principale partito della maggioranza rendono chiaro che siamo di fronte ad un gruppo di governo debole e poco capace. Ma i rischi sono sempre più vicini... Ci faremo promotori di un tavolo di confronto che coinvolga associazioni, cittadini, politici. Prima che sia tardi.
Gruppo “Aria nuova
per Novate”
Inizio pagina
|