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Ci scrivono
Un papà speciale
Chiude il micronido
Lavorare gratifica
Un grazie a Gino
Ancora sulla via Buozzi
I problemi di via Portone
Novate sottosopra
Altre cose da fare
Sport a Novate
Un altro pezzo della vecchia Novate che se ne va

Un papà speciale
Ringraziamo Dio per averci donato un papà speciale che ci ha insegnato i valori più importanti ed essenziali della vita terrena e cristiana: l’amore fino al sacrificio, la dedizione, il vivo senso della giustizia, la gratuità, la carità.
Vogliamo ringraziare il nostro papà per la sua dedizione alla famiglia, il suo amore incondizionato, la sua schiettezza, il suo rispetto per le persone, la sua umiltà, la sua sincerità. Egli ha affrontato con grande dignità e fiducia nel Signore la sofferenza della sua lunga malattia invalidante, nonostante l’indifferenza di molti. Ha sostenuto in diverse occasioni che “La Croce è il più grande tesoro e sarà proprio per Essa che si entrerà in Paradiso”.
Il suo amore per la Madonna e la conseguente recita quotidiana del Santo Rosario fino agli ultimi istanti della sua vita, l’hanno compensato della perdita della sua mamma terrena, avvenuta in tenerissima età.
Non dimenticheremo mai le sue carezze di padre amorevole, il suo sguardo mite ed eloquente, il suo sorriso luminoso, il suo soffrire con chi soffre, il suo smisurato amore per nostra madre, alla quale lo legava una profonda sintonia spirituale.
Grazie papà per tutto quello che hai seminato. Grazie Dio perché ci hai sostenuto nell’esperienza delle malattie familiari.
Grazie alle persone che ci hanno incoraggiato e aiutato a non sentirci sole con la loro presenza e le loro preghiere.
Rosaria e Stefania

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Chiude il micronido
Signor Sindaco,
a nome delle famiglie del micro-nido Maria Immacolata le indirizziamo questa lettera, per testimoniare il disagio e le problematiche che le famiglie del nido dovranno affrontare a breve termine.
C’è stato di recente confermato che il prossimo 30 giugno il micro-nido terminerà l’attività.
La conseguenza di tale decisione, presa dal CDA dell’Istituto, comporta che 7 bambini (di un anno e mezzo d’età) non avranno più l’opportunità di appoggiarsi alla struttura.
Non riteniamo sia trascurabile che nel frattempo per tali bambini si sia creata quella continuità di cui hanno bisogno, per poter crescere serenamente, grazie anche alle due educatrici Lella e Marina, le quali, per tale decisione, perderanno il posto di lavoro.
La fiducia che la struttura è riuscita ad instaurare nelle famiglie, e di riflesso nei bambini, aggrava ulteriormente la decisione di cui sopra.
Non ultimo il problema che le famiglie già confidano di potersi appoggiare, nelle prossime iscrizioni, al nido Maria Immacolata. Queste contribuiranno inevitabilmente ad appesantire le liste comunali.
Nel contesto governativo in cui viene sottolineata l’importanza di dare sostegno alle famiglie, risulta stonata la chiusura improvvisa di una struttura funzionante e che per molti è un quotidiano punto di riferimento.
Un suo intervento potrebbe portare chiarezza sull’effettiva necessità di chiudere il nido a fronte delle disposizioni dell’ASSL.
Ciò non di meno sarà d’aiuto nell’individuare una possibile soluzione al problema che Le abbiamo esposto.
Cordiali saluti.
Lettera firmata

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Lavorare gratifica
Nello scorso mese di agosto una voce autorevole affermò che “lavorare molto indurisce il cuore”. Il lavoro onesto, fatto bene ed equamente riconosciuto produce gratificazione individuale e imprescindibile utilità sociale. In tale ottica, più il lavoro impegna, più è gratificante e utile. I successi realizzati dall’uomo nel campo della scienza, dell’arte, dello sport, ecc., sono spesso dovuti a grande impegno più che a fortuna o casualità. Disonestà, invidia, arroganza, menzogna sistematica, sfruttamento, irresponsabilità, ipocrisia, maleducazione, ecc., induriscono il cuore umano inquinando i rapporti interpersonali, anche in modo drammatico, senza produrre le ricadute positive del lavoro. Senza queste pecche vivremmo tutti meglio - anche chi crede invece di trarne profitto - la vita civile, cioè umana. La prima riga della nostra costituzione recita: “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.
Lettera Firmata


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Un grazie a Gino
Ciao a tutti!
Mi chiamo Sara e vi voglio raccontare chi è “Gino”.
Gino è una persona veramente speciale, aiuta ad attraversare la strada ai bambini e ai ragazzi di via Baranzate e di via Prampolini. Gino non è mai assente al suo appuntamento, conosce tutti i bambini dal più piccolo al più grande e ogni mattina li accoglie... tutti con un caloroso sorriso.
Grazie Gino!!!
Sara Savoldelli

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Ancora sulla
via Buozzi...

Avevo già sentito, fra i concittadini, diversi commenti sulla via Buozzi (denaro speso, tempo impiegato, controversia sul divieto di transito, ...) ma mi ha stupito vedere sul numero di Ottobre di “informazioni municipali” ben 4 lettere sull’argomento (quasi il 30% delle lettere dei cittadini!). Credo che sia, a questo punto, dovere dell’amministrazione, invece di continuare ad ospitare lettere dei cittadini, dare le risposte, attese e dovute da parte degli stessi, sulle questioni poste. In particolare a me preme la risoluzione definitiva e autorevole sulla questione del traffico limitato dalle ore 7 alle ore 9. Come cittadino novatese non sono affatto d’accordo con la Signora Laura Gorla (lettera a pagina 30) che vorrebbe avere la via utilizzata solo da chi abita nella stessa!!! La via Buozzi, come tutte le altre vie di Novate deve essere a disposizione di tutti i Cittadini Novatesi. Credo che questo fosse l’intendimento di chi ha deliberato il transito limitato: evitare che chi arriva da fuori Novate “bypassi” le vie di scorrimento esterno intasando le vie cittadine, ma questo non può valere per i novatesi. In nome di quale principio chi abita in via Buozzi dovrebbe avere privilegi diversi da chi abita in qualunque altra via di Novate e chi non abita in via Buozzi dovrebbe avere delle limitazioni maggiori di chi abita in via Buozzi? Già ci sarebbe da discutere sui soldi spesi per questa via (vedi lettera della Signora Rocca Del miglio a pagina 28) ... Concludo quindi chiedendo, più che la pubblicazione di questa mia lettera, una risposta da parte di chi ha la competenza e l’autorità per chiudere definitivamente e autorevolmente questa inutile diatriba.
Maurizio Passoni

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I problemi di via Portone
Ho letto con interesse, nel penultimo numero di Informazioni Municipali, (giugno 2006), il resoconto dell’intervento dell’Assessore Virginio Chiovenda relativo alla viabilità in via Sentiero del Dragone e F.lli Cairoli. Ho apprezzato la sua sensibilità alle problematiche che il traffico automobilistico ha causato alle famiglie lì residenti e la sua competenza in materia legislativa soprattutto per l’applicazione di quelle regole che rispondono alla sicurezza della circolazione ed alla riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, per la salvaguardia, principalmente, degli occupanti gli edifici adiacenti alle strade interessate ed al rispetto dell’ambiente.
Ciò premesso, sottopongo all’attenzione dell’Assessore le problematiche relative alla via Portone che, secondo il mio giudizio, sono ancora più gravi di quelle oggetto del suo intervento.
La via nella quale risiedo è un senso unico di piccola carreggiata lunga poche centinaia di metri con un affossamento causato dall’assestamento del terreno che da diversi anni non si riesce a sistemare e da un gradone di porfido realizzato per rallentare la velocità dei mezzi in transito. In questa via c’è, non solo nelle ore di punta, ma costantemente tutto il giorno, un traffico continuo, perché attraverso questa piccola strada si realizza il percorso più breve per l’attraversamento della nostra città dal quartiere Baranzate alla via Bertola-Garibaldi-Bollate attraverso la centralissima piazza Martiri della Libertà che confina con l’unica via pedonale Novatese. Può facilmente immaginare la rumorosità causata dal traffico, non solo dalle automobili, ma soprattutto dai veicoli commerciali ovvero dagli autocarri con il carico sparso nel cassone che in questa via, viaggiando sulle montagne russe, causano, ad ogni passaggio, un fragoroso fracasso. Oltre all’inquinamento acustico, accentuato dalla vicinanza alla linea ferroviaria che speravamo tanto potesse venire mitigato dall’istallazione delle barriere frangi-rumore, può facilmente immaginare il livello di inquinamento atmosferico ulteriormente aggravato dalle esalazioni, non so quanto malefiche, causate, molto probabilmente, dalle emissioni provenienti dalla fabbrica tessile Testori. Non la tedio con il resoconto degli ulteriori elementi di disagio che rendono difficile vivere in questa strada (motorini, camion della raccolta rifiuti, alle ore 6.50 del mattino, impossibilità di parcheggiare l’auto sotto casa etc. etc.) ma La prego, alla luce di quanto esposto, di farsi carico dei problemi dei residenti di questa strada e di cercare, con i poteri in suo possesso, di darci una mano a migliorare la qualità della vita così come ha fatto per i residenti delle sopramenzionate vie. La ringrazio anticipatamente e con l’occasione Le porgo i miei più distinti saluti.
Giuseppe Dipilato

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Novate sottosopra
Mi permetto di fare una domanda ai cittadini Novatesi: Ma a Voi sta bene che Novate sia sottosopra? È appena terminato il calvario di via B. Buozzi ed ora si ricomincia con via Resistenza e il sottopasso pedonale. Che vergogna dai primi di Settembre per rifare il lato sinistro ed ora quello di destra ma, non era possibile simultaneamente? Passeggini e biciclette in spalla e..... gambe su per le scale! Non era meglio fare i lavori prima che iniziavano le scuole? Tutto serve sicuramente per fare più bella la nostra cittadina - ma che disagio!! Però - c’è un però - alcune vie restano completamente dimenticate dalla manutenzione, solamente qualche rattoppo! Esempio via F.lli Cervi è anche corta - e costerebbe anche poco - molto meno di altre rese monumentali!
A quando il suo rifacimento? Distinti saluti.
M. V.

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Altre cose da fare
“L’articolo del gruppo consiliare Uniti per Novate “Le cose da fare”, (vedi informazioni municipali n° 4/2006), letto con interesse mi è parso un pubblico autocompiacersi per le cose fatte, così da ravvivare al loro interno l’entusiasmo per altre cose da fare, per continuare a realizzare i loro propri desideri. E, accolto l’invito, ecco che “batto un colpo”: - perché non mettere fra “le cose da fare”, e al primo posto, il dialogo con i cittadini di Novate, così da rendere un poco di giustizia, rendere un servizio alla collettività, e far sì che i cittadini non si ritrovino sempre a dover subire le azioni di chi governa la città, ma al contrario condividerle? “ Cordialmente,
Angelo Bernardo Maccalli

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Sport a Novate
È molto tempo che non mi esprimo sui fatti novatesi, è come se fossi caduto in letargo, la politica mi aveva stancato e mi sono dato al pallone. Questa scelta per me voleva essere svago, divertimento e stare con i ragazzi cercando di insegnare loro le cose semplici della vita. Questo perché non sono mai stato un vero pallonaro.
A distanza di tempo mi ritrovo a dire la mia sullo sport e sugli atti teppistici che sarebbero avvenuti nel recente passato (vedi ultimo notiziario l’intervento del signor Telaroli). Credo che prima di lanciare un qualsiasi giudizio sia opportuno informarsi, non è sufficiente trincerarsi dietro “non precisate notizie di stampa”. Alcuni amici mi hanno convinto ad entrare nella J.P. Novatese come socio e qui invece del divertimento è iniziato un calvario. Ho potuto verificare direttamente gli atti dell’ex presidente della J.P. che oggi da molti è difeso. A questo proposito ci sono in corso due cause che stanno per arrivare a sentenza e chiariranno la serietà delle persone coinvolte. Il gruppo di soci messo fuori irregolarmente dalla J.P. ha costituito una nuova società e quando le ingerenze politiche sono diventate pressanti me ne sono andato. Tornando direttamente allo sport in generale è opportuno ricordare che, tempo fa la gestione degli impianti era affidata alle società sportive, una sorta di finanziamento dello sport in quanto le stesse ne traevano qualche beneficio economico. Ma la politica della economicità delle amministrazioni a scapito dei servizi ha colpito anche lo sport; quindi anche gli impianti sportivi sono stati dati in gestione a esterni con evidente danno per le società sportive (mancato sostegno finanziario) ma soprattutto per le stesse scuole che hanno iniziato a lamentarsi per le scarse pulizie. In questo quadro però spicca un’eccezione per il campo di via De Amicis che anziché andare in appalto esterno viene costituita una struttura che continua sostanzialmente a finanziare le due società che utilizzano la struttura (J.P. Novatese e Polisportiva Novate). I guai iniziano quando una nuova società di calcio chiede gli spazi che ci sono liberi per svolgere la propria attività. Entra in gioco Novate Sport (voluta ovviamente da questa amministrazione) che sin dal suo insediamento ha dovuto gestire una situazione a dir poco esplosiva, ma le persone che se ne sono occupate sono riuscite a cavarsela. Dopo un anno travagliato l’attuale doveva essere un anno di normalizzazione e qui succede il fatto del teppista. Ora resta da valutare se il teppista è quella persona che interviene per difendere un anziano assalito da un energumeno o se teppista è chi assale. Il fatto in sé non mi interessa ma prima di strumentalizzare è meglio cercare di informarsi, anche perché entrambe le persone sono finite al pronto soccorso e quello che si definisce teppista ha avuto una prognosi maggiore. Non sono mai stato coinvolto dalla parte politica coinvolta nel fatto anche perché non sono sicuramente di destra però mi piace approfondire prima di offendere. Sarebbe molto meglio attaccare questa amministrazione sugli asili nido, la lista d’attesa è numericamente superiore ai posti disponibili; non è da paese evoluto. Sugli spazi per gli anziani, se hai bisogno di un aiuto diurno per gli anziani devi andare a Garbagnate. Sugli investimenti per la sistemazione delle strade (sembra una lotta per essere più belli delle città turistiche). Sulle strade per gli alberghi già ora finite e l’albergo non c’è ancora. Sulla viabilità Novate è un completo disastro, sono riusciti a chiudere contemporaneamente via Resistenza e via Baranzate. Un disastro. Sul centro di cottura, sulla piscina “attività senza fondo”, sulla vendita delle aree ancore libere, sulle scuole, sul diritto allo studio, sulla battaglia che sta facendo questa amministrazione per combattere a suon di iniziative le associazioni di sinistra, sulle farmacie ecc. Gli argomenti non mancano.
Onorio Vailetta

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Un altro pezzo della vecchia Novate che se ne va
Un cartello lungo le strade interessate, nel mese di settembre, comunicava agli abitanti della zona, l’imminente demolizione dei fabbricati lungo la via Cascina del Sole e via Roma.
E così domenica 24 settembre, alle ore 7 la ruspa ha iniziato la sua opera, cancellando dal panorama, i due fabbricati, divenuti un pezzo di storia Novatese.
Erano presenti diverse persone che oltre ad assistere alla delicata operazione di smantellamento, si scambiavano osservazioni e ricordi di persone, famiglie che in quei luoghi avevano vissuto e fatti tramandati da nonni e genitori.
E così mentre si frantumavano mattoni e sassi, travi e serramenti, venivano alla mente volti di persone, le attività semplici che qui si erano consumate accompagnate dai suoni e voci che sembravano ancora famigliari e conosciute.
Quello di via Roma 16 (anticamente denominata via Della Misericordia) era abitato da famiglie contadine i cui nomi risuonano ancora tra la popolazione novatese come: Pedretti, Restelli, Ciocchini, Nova, Botta tra cui è rimasta celebre la signora con il sopranome di “Generona”.
E confinante, l’altro edificio, anch’esso risalente all’ottocento, non è stato possibile stabilire l’epoca esatta, conosciuto come “Candidezza”, nome che gli derivava dalla presenza per molti anni del sign. Candido Binoni che assieme alla moglie Rina, gestiva il locale. Questo era suddiviso in posteria e in osteria.
Qui le compagnie formate principalmente da giovani e uomini della zona si succedettero formando un ritrovo semplice ma quanto mai simpatico e allegro.
Il ricordo corre a personaggi come quelli della “compagnia dei Visigant”, noti per la loro spiccata allegria, sempre pronti allo scherzo. Ne facevano parte, tra gli altri, Borgonovo Angelo, detto Lunghett, per la sua statura, Eusebio Luigi, detto Gino Duelli, poi Mario Alberti detto Lora, Pierin Stella e Pierin Costanza, e infine Villa Osvaldo detto Quacella.
Anche alla Candidezza come in altri ritrovi Novatesi, gli “asparagi” erano motivo di incontri immortalati dalle decantate “aspargiate” e i coniugi Binomi con l’aiuto di baldi giovani si adopravano per sfornare piatti succulenti impiegando i frutti delle altrettante famose “ortaglie” Novatesi. Se all’interno gli avvenimenti si alternavano, nel piccolo cortile le sfide al gioco del “Pallino” davano sfogo ad accese discussioni, non c’era posto per le bocce e quindi si cercava di colpire il solo pallino ubicato a debita distanza, naturalmente l’occhio esigeva un adeguato allenamento. Quando nel 1945, iniziò la sua attività l’Unione Sportiva Novatese, giocava sul campo dell’Oratorio in costruzione, e al termine di ogni gara, gli atleti si lavavano nel vicino fontanile, dove c’era il lavatoio. Ma le divise venivano lavate e trattate alla Candidezza. Il signor Candido per qualche tempo fornì nell’intervallo anche il thè caldo ai giocatori.
Passavano gli anni, e vennero i cambiamenti e così dal 1948 nella “posteria” entrò una succursale della Cooperativa la Previdente con i primi gerenti, Signor Mario Elli e signora Fulvia Ascherio. Nella Trattoria invece con la gerenza del sig. Candido, subentrò per poco tempo una succursale del Circolo Sempre Avanti. Al piano superiore abitarono le famiglie Alberti, Merati la signora Costanza e i coniugi Binomi.
Negli anni 1952/53 il Parroco Don Arturo Galbiati acquista dai Signori Cappellini alcuni terreni e immobili, ivi compreso la “Candidezza” che come affermano i documento erano destinati a sede e sviluppo delle opere Parrocchiali. Le opere previste, come il Centro Femminile sono poi state realizzate. Le vecchie costruzioni sempre più fatiscenti, sono rimaste per anni abbandonate e solamente qualche anno fa anche la gloriosa Candidezza è stata venduta dalla Parrocchia, che aveva altre esigenze, all’Impresa Pavan che ora l’ha demolita in attesa di realizzare un “progetto” che ci auguriamo sia di respiro e non saturi ancor più il già tormentato territorio Novatese!
Aleardo Faroldi

Si ringrazia per la collaborazione i signori Bonsignori Fiorentino, Luigi Ravelli, Pogliani E

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