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Editoriale

Buon Natale e
Felice Anno Nuovo

Festa è l’occasione in cui si recupera il senso profondo di momenti importanti della nostra vita personale e civile. Il beneficio che ogni festa ci dona nasce dalle radici della festa stessa: il 25 aprile è la festa della Liberazione, il primo maggio è la festa dei lavoratori, il 2 giugno la festa della Repubblica. Scordare le radici, le origini della festa, porta a non capire più perché si fa festa, banalizzare la festa a semplice far vacanza, dimenticare i sacrifici, le sofferenze, le morti pagate per ritornare liberi, in un’Italia “repubblica fondata sul lavoro”.
Il Natale è la festa per un Dio che nasce a Betlemme in una famiglia. È festa anche della famiglia, dell’amore che sfocia nella sua espressione più alta e matura: il matrimonio.
Vorrei accompagnare i miei auguri di Buon Natale, di Felice Anno con una delle pagine più belle su amore e matrimonio, perché gli auguri non siano puri auspici, ma indichino una via, un percorso.

Il matrimonio è più del vostro amore reciproco, ha maggiore dignità e maggiore potere. Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. Nel vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità. Nel matrimonio invece venite collocati attivamente nel mondo e ne diventate responsabili. Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli. Il matrimonio, invece, è una investitura, un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia. Occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi che vi stabilisce come strumento di vita. È il matrimonio che ve ne rende atti. Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio. È il matrimonio che, d’ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore. Dio vi unisce in matrimonio: non lo fate voi, è Dio che lo fa. È una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.
(Dietrich Bonhoeffer)

Chi è Dietrich Bonhoeffer: allievo di Karl Barth, fu tra i promotori di quella “Chiesa confessante” che nel 1934, dopo le prime leggi razziali e l’asservimento al nazismo delle Chiese evangeliche tedesche, aveva coraggiosamente dichiarato la propria fedeltà a Gesù. Il 9 aprile 1945 nel campo di concentramento di Flossenburg Dietrich Bonhoeffer, giovane teologo luterano, viene denudato, appeso a un gancio e strangolato, condannato a morte a soli 39 anni da Hitler

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