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FOCUS

Mai sentito parlare
dei gruppi di lettura?

L’incontro nazionale di Arco di Trento ha offerto l’occasione di riflettere intorno all’esperienza dei gruppi di lettura, che dopo aver posto le radici nei paesi anglosassoni e in quelli ispanici, negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia.
Ma cosa sono questi gruppi? Se ne comincia a parlare in qualche trasmissione radiofonica, appaiono su Internet attraverso blog e siti dedicati all’argomento e ne emerge che i gruppi di lettura si configurano come luoghi di incontro e di discussione tra forti lettori.
La biblioteca di Novate ha una lunga tradizione di gruppi di lettura, i primi sono stati costituiti alla fine degli anni ’70 per rispondere alle esigenze di educazione permanente che emergevano dai corsisti delle 150 ore, si è poi proseguito negli anni con gruppi organizzati con conduttori che accompagnavano la discussione e proponevano i libri da leggere, per arrivare negli ultimi anni alla piena autogestione del gruppo stesso formato da lettrici e lettori forti e appassionati.

Gruppo di lettura della Biblioteca di Novate Milanese

Nello scorso mese di settembre, ad Arco di Trento, si è tenuto un convegno che ha visto la partecipazione di gruppi di lettura provenienti da diverse regioni d’Italia e due gruppi provenienti dalla Spagna. Grazie alla preziosa collaborazione con la Biblioteca e il Consorzio Interbibliotecario nord-ovest possiamo dire: C’eravamo anche noi! Gruppo di lettura della Biblioteca di Novate Milanese.
L’esperienza di confronto con diverse modalità di struttura e di conduzione dei gruppi di lettura è stata molto interessante.
L’evento ci è d’aiuto per proporre e presentare la nostra esperienza.
Abbiamo il piacere e la fortuna di appartenere al gruppo di lettura che fa riferimento alla biblioteca di Novate Milanese.
Poterci appoggiare ad una biblioteca è in effetti una grande risorsa: questa è la condizione per far sì che il gruppo sia aperto a tutti coloro che vogliono farne parte, gli incontri sono un’opportunità rivolta a chiunque lo desideri.
Il nostro gruppo si riunisce in genere ogni mese e mezzo. Le scadenze dipendono dalla lunghezza del libro scelto, dalla sua facilità di reperimento, dagli eventuali altri appuntamenti Da qualche tempo capita che l’incontro si chiuda con degustazioni di dolci e vini fatti e portati spontaneamente dai partecipanti e allora... il piacere si aggiunge al piacere.
Il nostro è un gruppo antico e nuovo allo stesso momento. Antico perché la sua costituzione risale a più di 20 anni fa, e prende spunto da una pratica di lettura collettiva lanciata all’interno dei gruppi di educazione permanente delle 150 ore; nuovo perché la sua composizione, nel corso del tempo muta, i componenti si aggiungono, vanno e ritornano, senza grossi problemi dove ci si può permettere di allontanarsi e tornare con piacere, sapendo che l’esperienza continua.
All’inizio nel gruppo c’era una conduttrice che suggeriva i libri da leggere, introduceva un po’ il libro, coordinava gli interventi, fissava le scadenze. Questa figura è stata sicuramente funzionale nei primi tempi, per rompere il ghiaccio, aiutare il gruppo a trovare modalità di comunicazione comuni, formulare sintesi di quanto emergeva dagli incontri, tenere i contatti con i membri del gruppo.
Con il passare degli anni poi ci siamo accorti che, venendo a mancare la sua figura, l’attività del gruppo è continuata ugualmente.
Il gruppo ora si autogestisce completamente, sia nei momenti della discussione sia nei momenti organizzativi. Essere arrivati all’autogestione lo riteniamo un traguardo molto soddisfacente perché implica per noi l’esserci dati una sorta di patente di “adultità” nella lettura.
La mancanza di un conduttore ha però richiesto, nel corso degli anni pazienza e attenzione nello sviluppare una serie di capacità. Innanzi tutto la capacità di autodisciplinarsi nel fare gli interventi, di ascoltare fino in fondo gli altri; di evitare che le discussioni puntassero a definire quale delle opinioni espresse sul libro fosse la più accreditata e condivisa e puntare invece a cogliere gli elementi di novità emersi in ogni chiave di lettura; oppure ancora la capacità di separare i giudizi espressi dalla persona che li manifestava. Questo per poter confutare, talvolta anche in modo acceso, opinioni e chiavi di lettura senza ferire la sensibilità dei nostri compagni di lettura. È stato un esercizio costante ma appagante, che ora ci fa respirare la sensazione di sentirci in libertà pur in mezzo alle diverse visuali altrui.
La maggior parte di noi sono donne, pochissimi sono gli uomini e purtroppo assenti sono i giovani; ognuno svolge professioni diverse e vive in condizioni diverse: c’è chi è single, chi è vedovo-a, chi è sposato, chi ha figli e chi no. In questo caso le differenze sono e sono state davvero elementi di ricchezza: ricchezza di esperienze umane e professionali, di fasi della vita e status diverso, più volte queste svariate appartenenze ci sono servite a vedere alcuni elementi presenti nei libri sotto luci inaspettate.
Il gruppo quando si ritrova al venerdì sera non conta un numero stabile di presenze. Il numero ottimale per una discussione approfondita del libro è intorno alla dozzina di presenti. In un contesto così si è sufficientemente in tanti da non avere la tentazione di lasciarsi andare a troppe divagazioni eccessivamente personali e nel contempo c’è sufficiente “carne al fuoco” per poter guardare a tutto tondo il libro, emozioni suscitate comprese.
Riuscire a trovare uno spazio anche per le emozioni suscitate è fondamentale nel gruppo. Spesso nelle riunioni partiamo proprio dal condividere reazioni ed emozioni provate durante la lettura individuale e a volte ci troviamo di fronte ad una dozzina di modi diversi di approcciarsi al libro.
Questo momento iniziale ci svela reciprocamente agli altri mentre ci accingiamo a svelare il cuore del libro. È cioè un momento in cui ci mettiamo in gioco anche noi lettori insieme al libro, ma è anche il momento in cui inizia il piacere di “conoscere insieme” scambiandoci interpretazioni, chiavi d’ingresso per un testo, visuali, impressioni, informazioni, suggestioni provocate da brani, dai testi letti.
Tutto avviene in modo molto artigianale, cioè filtrato attraverso la nostra sensibilità di appassionati lettori che rivendicano la facoltà di non dimenticare se stessi di fronte ad un libro, e che vogliono considerare il libro e la sua conoscenza non solo il “fine” per cui incontrarsi, ma anche un partner, una sorta di lievito mediante il quale aprirci alla conoscenza.
Tra di noi abbiamo fatto un semplice giochino, ognuno ha provato ad associare le prime 5 parole che venivano in mente pensando al gruppo di lettura e la parola “scambio” e “condivisione” sono tra quelle che ricorrono più facilmente nelle associazioni.
Il nostro gruppo non ha velleità di critica letteraria; quello che dopo tanti anni di incontri abbiamo scoperto, la vera ricchezza, è sì quella di aiutarci a familiarizzare con un libro o un autore nuovo, ma soprattutto è quella di aiutarci reciprocamente a riflettere sul meccanismo della lettura, a vedere come ognuno di noi si avvicina al libro.
Nel nostro caso la riflessione di gruppo non ha mai puntato ad arrivare a dare un giudizio condivisibile del libro quanto a mostrare, attraverso chiavi di approccio differente, come a volte aspetti che apparivano ostici o sottotraccia ad una prima lettura si siano poi rivelati, grazie ad altri approcci di lettura, potenti e capaci di ribaltare il nostro giudizio iniziale. Più volte è capitato anche che ognuno di noi sia tornato a casa scoprendo un libro nuovo dietro il libro che aveva letto.
Gran parte di noi sente che la frequenza al gruppo di lettura ha contribuito a cambiare il proprio modo di leggere: siamo per lo più diventati meno frettolosi, più pazienti di fronte ad un testo che immediatamente non incontra i nostri gusti, più attenti a cogliere il legame tra la vicenda e lo stile in cui è narrata, ed anche più esigenti, più critici verso alcuni fenomeni letterari molto propagandati attraverso i media.
Ed ora veniamo ai libri, i nostri partner d’eccellenza. Il nostro gruppo non ha e non ha mai fatto una programmazione preventiva annuale delle letture. La scelta del libro da leggere è un’operazione che avviene alla fine di ogni incontro, Gli unici vincoli che nemmeno ci siano dati, ma sono emersi da sé, è che ci limitiamo ad occuparci di narrativa e che preferiamo testi unici alla raccolta di racconti, perché facilitano la fase di discussione.
Per il resto spaziamo dalla narrativa italiana a quella straniera, dai classici ai libri più recenti, dalla narrativa femminile a quella maschile, senza particolari problemi; a volte scopriamo un autore o un filone e ci piace leggere altri testi dello stesso tipo, a volte la scelta non segue criteri di continuità.
L’importanza che il gruppo ha acquisito per ciascuno di noi fa in modo che non si viva il libro da leggere come una costrizione o un dovere. Talvolta ci si consente, in accordo col buon Pennac, di non completare la lettura di un testo faticoso sapendo che la discussione ci potrà motivare a superare gli impasse per arrivare alla fine.
Negli anni abbiamo letto molti libri, abbiamo amato molti libri. Ne vogliamo citare alcuni a titolo esemplificativo che hanno un posto d’onore nel cuore di molti di noi: “Possessione “ di Antonia Byatt; “3 cavalli” di Erri De Luca; “Il fucile da caccia” di Inoue Yasushi., “Il mio nome è rosso” di Oran Pamuk... Molti di questi libri li abbiamo amati da subito, altri abbiamo imparato ad amarli dopo i nostri incontri. Uno di questi, “Bella del signore” di Cohen, è addirittura diventato il nostro tormentone, amato e criticato, che spunta fuori e viene citato regolarmente a distanza di mesi.
Abbiamo anche imparato che paradossalmente non sono i libri unanimemente considerati belli e riusciti quelli che ci hanno stimolati di più, viceversa sono spesso stati i libri “ambigui”, di difficile decifrazione quelli che ci hanno intrigato maggiormente che ci hanno costretto a sospendere il giudizio e a mettere in campo la nostra sensibilità e le nostre capacità d’indagine per aprire una via di comunicazione con loro. Abbiamo imparato che ogni libro è un piccolo mistero che va perlustrato con pazienza e passione, e che riletto a distanza di anni ci riserva sempre delle sorprese.
E allora non c’è tempo da perdere, se oltre ai libri nuovi ci sono quelli da rileggere!!!!
Buona lettura a tutti!

E allora se vi è piaciuta l’idea
vi aspettiamo in biblioteca:

Biblioteca Comunale - Villa Venino - Largo Padre Ambrogio Fumagalli 5 - tel. 02 35473247

Orari di apertura
lunedì 9.00 - 12.30
mart/merc/giov/ven 9.00 - 13.00 e 14.00 - 19.00
sabato 9.00 - 12.30 e 14.00 - 18.00
mail: biblioteca@comune.novate-milanese.mi.it

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