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Agli enti pubblici è richiesta qualità Centralità della persona e salvaguardia dei valori della tradizione cristiana A meno di tre anni dalla sua nascita a Novate, procede il lavoro di organizzazione dell’UDC sul territorio. Lo scorso ottobre la Segreteria Provinciale di Milano ha nominato referente per Novate il Capogruppo Consiliare Giacomo Campagna, in attesa di costituire a tutti gli effetti la sezione e celebrare il congresso cittadino per la nomina del segretario. Un primo passo per dare concretezza alla presenza dell’UDC sul territorio di Novate è stata la nomina di un nuovo gruppo di esperti per le varie Commissioni Consiliari. Questo consentirà di aumentare la capacità propositiva e il supporto all’azione di governo svolta dal Sindaco e dalla Giunta. Anche la presenza in Consiglio Comunale sarà certamente più costruttiva e incisiva. Ecco la squadra: Antonio Varani per la Commissione Lavori Pubblici, Massimo Conte per la Commissione Urbanistica, Dario Granvillani per la Commissione Bilancio e Personale, Tullio Di Resta per la Commissione Attività Produttive e Sicurezza, Antonio Agostani per la Commissione Servizi Sociali, Roberto Sabbioni per la Commissione Sport e Piermario Banfi per le Commissioni Istruzione e Cultura. A loro si aggiungono altri amici e simpatizzanti che contribuiscono a raccogliere idee e richieste che provengono dal territorio per trasformarle in proposte concrete per il bene di tutta la comunità di Novate. L’ambito di riferimento non può che essere quello del Programma Elettorale da noi condiviso con le altre forze politiche di maggioranza. Ma questo non esclude, da un lato, la possibilità di nuove proposte in funzione anche delle diverse condizioni reali; dall’altro, la disponibilità all’ascolto e al confronto delle proposte della minoranza. Le nostre scelte di fondo saranno sempre improntate alla centralità della persona umana e del suo sviluppo individuale e alla salvaguardia dei valori della nostra tradizione cristiana. Nello stesso tempo, però, la traduzione in azioni concrete a livello locale non può essere limitata da prese di posizione puramente “di bandiera”, con il rischio di perdere di vista l’unico obiettivo (che dovrebbe essere comune a tutte le forze politiche, pur con modalità di intervento diverse) di operare per il bene comune. Il presente ed il futuro ci vedranno impegnati per migliorare i servizi (dall’istruzione, all’assistenza, alla viabilità, allo sport) puntando sulle competenze specifiche, sul decentramento e sull’efficienza economico-gestionale. ASSCOM e Novate Sport sono solo due esempi concreti di cosa intendiamo. Proprio su Novate Sport ci preme dare una chiara esposizione di quanto pensiamo, tralasciando, in questa sede, ricostruzioni del passato che sono già state fatte più volte e suonerebbero solo come polemica inutile. Noi dell’UDC siamo convinti che il modello “Associazione Partecipata” possa funzionare e bene, se messo nella condizione di farlo. Per questo ci sembra indispensabile che alla Novate Sport venga affidato in gestione il maggior numero possibile di impianti e, soprattutto, che vi partecipi il numero più alto possibile di associazioni sportive novatesi. Lo scopo della Novate Sport è, secondo noi, quello di affidare alle associazioni sportive del territorio la gestione degli impianti, nella piena consapevolezza che solo le associazioni stesse hanno la competenza di affrontare e risolvere le problematiche relative alla gestione degli impianti. Questo non vuol dire che l’Amministrazione Comunale non debba fare la sua parte; quello che pensiamo è che il suo ruolo debba essere di coordinamento e di garanzia del rispetto delle pari opportunità, ma non di intervento nella gestione. Questo è quanto ci auspichiamo possa essere ottenuto con l’approvazione di un nuovo Statuto della Novate Sport. Approvazione che vediamo come il primo passo per il rilancio concreto di un modello che riteniamo possa promuovere il bene di tutto lo sport novatese. Prima di criticarlo, proviamo a farlo funzionare! UDC - Novate Milanese Scritte demenziali e vandalismi contro il patrimonio, danni che tutti i Novatesi devono pagare Novate è una città della Padania nota per avere i muri, e non solo, vergognosamente imbrattati con scritte e disegni demenziali e di cattivo gusto che ad un forestiero danno l’impressione che noi novatesi siamo gente incapace di tenere la propria città sufficientemente pulita e ordinata. Come se non bastasse, in città abbiamo anche una robusta dose di vandalismo e danneggiamento agli arredi pubblici e anche alle proprietà private. Se qualcuno non crede a quanto viene affermato, può vedere lo stato dell’area della stazione Fnm, specialmente il lato Est dove non solo i manufatti sono vergognosamente imbrattati ma anche danneggiati. Gli ascensori della Fnm sono imbrattati e danneggiati e ridotti ad una “ruera”. I sottopassi pedonali della ferrovia sono nella stessa condizione. In aggiunta il sottopasso a Nord della stazione è ancora chiuso perché è stato reso impraticabile. In questo sottopasso dei “bravi ragazzi (?)” si divertivano a svuotare estintori antincendio a polvere chimica, naturalmente dopo averli rubati nella stazione ferroviaria. Ma non si limitavano solo a questo. Vandalismi gratuiti continuano ad accadere, come lo sfondamento delle vetrine di un bar e di un ufficio in fondo a Via Edison, fatto accaduto la notte di mercoledì 25 ottobre scorso. Sono endemici anche i furti di rame che tanti danni causano. Questo vandalismo fatto ai privati è stato prontamente ripristinato. Un intervento di ripristino così veloce può essere eseguito solamente da privati; per il comune e le Fnm il ripristino richiede molto più tempo perché questi enti devono seguire delle procedure. Quest’anno due novatesi sono andati in ferie in un luogo in riva al mare dove tutti i paesi erano ordinati, belli coi muri puliti e gli arredi pubblici e le proprietà private in ordine; persino i sottopassi pedonali della ferrovia non erano imbrattati. Vedere i muri puliti, gli arredi pubblici in ordine e le proprietà private senza segni di vandalismo dava l’idea di essere giunti nel paese di Alice. Per noi cittadini il danno economico, causato nel nostro territorio, si può quantificare in almeno 300.000 euro all’anno (600 milioni di lire), ma sempre tendenti al rialzo, perché a questi danni si devono aggiungere i danni derivanti dai furti e altri atti similari. Visto il costo dei danni causati, si potrebbe pensare a delle piccole pattuglie o ronde notturne volontarie per quartieri. Molte persone che ci leggono pensano subito alla solita Lega che vuole le ronde padane. Nulla di tutto questo, ma l’applicazione della legge naturale all’autoprotezione. Il comune non ha Polizia Locale a sufficienza sia come personale sia come risorse economiche. Si arriva a pensare che noi cittadini inermi siamo destinati a sopportare tutto ciò senza ribellarci. Chi si ribella è catalogato dai buonisti di turno come individui reazionari che non apprezzano l’arte, la scaltrezza e la furbizia. Se sarà il caso anche razzisti brutti e cattivi. Nel Consiglio Comunale del 28 novembre, Dario Raffo è subentrato come consigliere della Lega Nord Padania a Luciano Galli. Ringraziamo Luciano Galli per quanto ha fatto durante il suo mandato, mentre a Dario, ventiquattrenne e laureando, auguriamo di svolgere al meglio il lavoro di consigliere. Siamo prossimi alle feste di fine anno. Con l’occasione auguriamo a tutti Buone Feste in letizia. Lega Nord Padania Sezione di Novate Milanese Finanziaria 2007. Gli auguri del Governo Prodi ai Novatesi e a tutti gli Italiani A misura d’uomo Un buon posto dove vivere. Se dovessimo fare oggi un bilancio di sette anni di amministrazione, e guardare ai compiti che ci attendono con il prossimo 2007, è questa frase, che fa tanto film hollywoodiano, la prima cosa che ci verrebbe da proporre come slogan per “raccontare” la nostra Novate. Perché, curiosando nei dintorni, tra comuni vicini e lontani che fanno parte della grande cintura metropolitana, è difficile non riconoscere alla nostra cittadina un carattere unico. Una piacevole e accogliente familiarità. Uscendo dalla poesia, ed entrando nel merito della gestione del territorio, si scopre che questa “sensazione” si basa su questioni molto concrete, su un intenso lavoro di studio, programmazione e attuazione sviluppato, nel corso di questi anni, dal settore urbanistica del nostro comune, e da tutti i settori che si occupano di territorio, in tutte le più diverse sfaccettature. Un mix di competenze e professionalità che hanno seguito una linea politica ben precisa e, a questo punto possiamo dirlo, vincente: gestire uno sviluppo controllato e armonico dei tre comparti-base di una città (residenza, attività produttive, servizi), investendo risorse che provengono dalla valorizzazione del territorio per migliorare ulteriormente la qualità del vivere. Un circolo virtuoso che permette di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini (la tassazione comunale è rimasta invariata, e non faremo ricorso agli odiosi balzelli aggiuntivi che la confusa Finanziaria del governo Prodi sta varando), un sistema che funziona, e che intendiamo applicare anche alle nuove sfide cui l’anno nuovo ci pone di fronte, e che sono contenute nel ricco piano triennale delle opere pubbliche. Dando il via davvero, finalmente, alla nuova casa di riposo per anziani maschi che “amplierà” le possibilità di assistenza del Cottolengo di via Bollate, ma anche puntando sulle giovani coppie e sulle famiglie novatesi, grazie all’apertura dei cantieri della Cooperativa Casa Nostra in piazza della Chiesa, che si tradurranno in nuove residenze, oltre che in un nuovo e più funzionale assetto viabilistico. Ma anche allo “sblocco” dell’area Cifa: conclusa positivamente la fase di bonifica, si potrà dare finalmente attuazione alla convenzione (già pronta, alla quale manca solo la firma) con le cooperative Casa Nostra e Benefica per nuove case a prezzi contenuti. Sul fronte servizi, oltre alla possibilità di ricollocare e dare nuovi spazi ad alcune importanti associazioni e istituzioni novatesi (SOS, Protezione Civile, Informa Giovani, ecc.), partendo dalla positiva esperienza della centrale di cogenerazione situata presso Polì procederemo a realizzare altre centrali simili su aree di proprietà comunale, per servire altre zone di Novate e portare un contributo concreto alle politiche ambientali e di risparmio energetico. Ma non solo: è evidente come il principale nemico del “buon posto dove vivere”, ormai da qualche anno, è l’incremento smisurato del traffico che tocca anche la nostra cittadina. Per questo, stiamo operando a stretto contatto con i Comuni limitrofi per affrontare il problema, partecipiamo al tavolo di lavoro per la riqualificazione e potenziamento della Rho-Monza e stiamo predisponendo soluzioni per evitare conseguenze devastanti per il nostro territorio derivanti dal ventilato “ticket d’ingresso” messo in cantiere dall’amministrazione Moratti. Perché ci piace vivere a due passi dalla grande metropoli, certo, ma ci piace ancora di più continuare a “vivere bene” nella nostra Novate. Gruppo consiliare Uniti per Novate Le Nord, la Rho-Monza, il disagio dei pendolari, di chi sono le responsabilità? Che fare?! I disagi che si riscontrano sulle Ferrovie Nord (ritardi, affollamento eccessivo negli orari in cui la gente si reca al lavoro o a scuola) sono noti a tutti da troppo tempo, ma non sempre si conoscono i motivi e le responsabilità che stanno a monte di tali disagi. La Giunta di Novate dal canto suo fa finta che questi problemi non esistano e lascia i propri cittadini senza l’appoggio delle istituzioni A questi disagi si uniscono altri problemi per chi deve spostarsi da Est ad Ovest o viceversa, pensiamo alla Rho-Monza: in un primo progetto si pensava di farla diventare autostrada a pagamento, con la chiusura degli accessi esistenti a Novate, aumentando così a dismisura costi e disagi da traffico. Ma andiamo con ordine: sulla Nord i Comitati dei pendolari interessati, attraverso momenti di lotta come lo sciopero dei biglietti e l’occupazione dei binari hanno avanzato alcune proposte, ma tutto ciò non è bastato. Per questo noi ci siamo rivolti ai Consiglieri regionali e Provinciali per ottenere chiarimenti e documentazione dai quali sono emersi tre tipi di problemi • Mancano mezzi di trasporto: nel 2005-06 sarebbero dovute arrivare 42 locomotive da consegnare a TRENITALIA per le linee di sua competenza; altre 42 locomotive nel 2007-2008 da consegnare a FERROVIE NORD; finora solo un locomotore è stato consegnato. Chi dice che non ci sono adeguati finanziamenti, altri dicono che ci sono ritardi di produzione nelle fabbriche interessate. • La manutenzione dei mezzi di trazione non è all’altezza delle necessità: mancano gli investimenti adeguati affinché nei magazzini ci siano sufficienti pezzi di ricambio, i treni vengono soppressi anche per mancanza di personale addetto alle manovre. • I servizi collaterali, il materiale rotabile e gli svincoli di disbrigo per le manovre non sono adeguati all’eventuale aumento dei mezzi, né lo sono i servizi di pulizia e di controllo. La Regione Lombardia è la principale responsabile di tali politiche negative. Riceve dallo Stato (Ministero del Tesoro) 233 milioni di euro l’anno, lei ne mette solo 32, le entrate dei biglietti (9 milioni) non coprono nemmeno le minime spese dei servizi; le richieste d’aumento di capitali a disposizione, fatte con varie interpellanze dalla minoranza, sono caduti nel vuoto. I tre gestori per la funzionalità delle linee: Ferrovie Nord, Trenitalia e Tilo non sono, volontariamente, in grado per la loro struttura prettamente di tipo speculativo di rispondere alle esigenze. OCCORRE TROVARE STRUMENTI DI CONTROLLO E DI PRESSIONE DI MASSA. Il potenziamento dei comitati di pendolari è uno degli obiettivi; costituirne uno anche sulla linea Milano Saronno collegato agli altri Comitati è una necessità minima per aprire un contenzioso sociale e politico con le controparti a partire dalla Regione Lombarda. Sulla RHO-MONZA, il confronto avuto con la Provincia sta dando primi risultati: può essere trasformata in autostrada mantenendo le uscite e le entrate senza caselli, i quali saranno posti solo all’inizio del tratto autostradale. BASTA questo risultato? NO! Mancano mezzi pubblici di collegamento Est Ovest e viceversa. Nel piano quinquennale della Provincia di Milano troviamo la proposta per una rete ferroviaria, da far entrare in funzione entro il 2012, che collegherebbe RHO con Cologno Monzese passando per Bollate, Cormano, Cusano Milanino, Sesto S. Giovanni, ma per ora non hanno ancora trovato i relativi finanziamenti. Pensiamo che sia ora di mettere mano seriamente alle necessità di un trasporto pubblico adeguato ed antinquinante. Lo proponiamo innanzitutto ai cittadini aprendo un confronto di merito in una assemblea pubblica, da tenersi alla fine di novembre, capace di definire obiettivi ed iniziative. Invitiamo anche le forze politiche, che hanno costituito l’UNIONE nelle ultime elezioni comunali, a partecipare per ritrovare la volontà unitaria su obiettivi d’interesse popolare. Il Comitato Direttivo del Circolo Steve Biko
Manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica Casa di riposo per anziani Via Bovisasca bis Piste ciclabili Riqualificazione della Piazza della Chiesa Ex scuola via Manzoni Queste insomma le nostre idee e le nostre proposte. Certo, bisognerà vagliarle alla stregua delle risorse di bilancio e delle future entrate per l’amministrazione. È tuttavia indispensabile un “buon uso” (altra parola che ci piace molto!) delle risorse, molte o poche che siano, evitando sprechi quali l’ormai stranoto esempio del “Palazzetto dello Sport” o la sistemazione del sottopasso pedonale, utile nella sostanza, ma esagerata nella forma. Perdere bisogna Chi scrive si ritiene un uomo di sinistra, nessuno è perfetto. Andava detto, però. Ora siamo al governo, sapete? O almeno così chiamiamo una delle cose più barcollanti e imbarazzanti tra quelle che abbiamo contribuito a fare. Però è divertente: le gag che abbiamo visto e continuiamo a vedere rincorrersi intorno alla Finanziaria sono davvero spassose. Come la sinistra che scende in piazza contro se stessa e i ministri che, tra un annuncio di dimissioni e l’altro, sbraitano contro i tagli come se fossero all’opposizione. “Abbiamo sbagliato la comunicazione” sostengono quelli che non sanno più come assolversi. Come se uno, dopo un ruzzolone di chilometri sul crinale di un monte, di fronte all’accorrere dei soccorritori, si alzasse acciaccato e, spolverandosi alla meglio, dicesse: “ Vi sembrava che fossi caduto? Devo aver sbagliato la comunicazione”. Quel che mi pare straordinario è che anche gli osservatori politici più acuti si siano assuefatti a questo spettacolo. Commentano come se fosse tutto normale. Non so se avete saputo ma ci sono state delle elezioni nel Molise. Sì, domenica 5 novembre. Com’è andata? I due maggiori partiti della coalizione di governo, riuscendo a presentarsi di nuovo divisi, sono riusciti a perdere, in sei mesi, quasi il 7%. Più di un quarto di se stessi. Un record. Per fortuna abbiamo vinto in America, però. Lì siamo forti. E tutti fanno finta di nulla, ognuno - ministri, partiti, sottosegretari, portaborse, usceri - bada al proprio orticello. Finché dura. Ecco, io penso che l’unico modo per cambiare, a questo tardo punto, potrebbe essere quello di perdere. Non è una provocazione, è un pensiero doloroso e riflettuto: perdere bisogna. Perdere il governo, perdere le elezioni. Solo se perdessimo infatti, potremmo avere chiara e certificata l’inconsistenza della stragrande parte dell’attuale classe dirigente, la labilità assoluta delle alleanze, la scemenza dei riti, la vacuità di piccoli personaggi che hanno assunto con tre voti ruoli assolutamente centrali. Solo se perdessimo potremmo capire che la classe politica più vecchia e maschile del mondo non potrà mai occuparsi dei giovani e delle donne. Hanno il futuro alle spalle, perché dovrebbero occuparsi di quello degli altri? Appunto, andate a casa a scrivere le memorie. Noi vorremmo fare un’unica grande forza che dia spazio ai giovani e alle donne che riconosca il merito e, frequentando l’entusiasmo, guardi al futuro. Per cambiare la politica, i suoi riti, le sue burocrazie. Per mettere su un terreno pulito di confronto civile, di collaborazione e lavoro le nostre residue speranze. Questo sarebbe possibile solo perdendo. Facciamolo per i nostri figli. Ma se perdessimo governerebbe la destra. Vero. Ma per poco, vi assicuro. Anche lì il fuoco cova sotto la cenere. Alla prima finanziaria tutto scoppierebbe. Un consiglio, ritagliare e conservare questo articolo. Metterlo dentro una busta con scritto: “Da aprire il 1° maggio del 2010”. Non so come andrà, altrimenti non sa di sinistra, ma magari quello sarà un bel giorno di sole. Aria Nuova per Novate Il Centro sinistra |
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