Oggi è il 29 ottobre 2008. Sono le 8.15
Un’uggiosa giornata autunnale
Prendo la macchina per accompagnare mio figlio in via XXV Aprile praticamente percorrendo la citta’ da Nord a Sud essendo residente nei pressi di Via Stelvio. La Via Bollate è impraticabile stante i lavori in corso ed il senso di marcia opposto al mio itinerario. Provo Via Andrea Costa. Un disastro. Un imbuto delirante. Chi viene da Bollate o dalla provinciale Rho/Monza 46 utilizza qs unico varco, le forche caudine del territorio Novatese. Per giungere a destinazione, circumnavigando l’itinerario esterno tramite Via Brodolini, impiego occhio e croce 45 minuti. Non sto scherzando !!! Sono le 9.01 e posso finalmente tirare un sospiro di sollievo. Capisco la situazione d’emergenza ma se è vero che Via Bollate diverra’ a senso unico in uscita dal territorio, devo supporre che la situazione del traffico cittadino degenerera’. Posso capire chi si straccia le vesti per quattro alberi abbattuti e ricollocati in altra sede; ma senza polemica, se vogliamo dare un giusto peso alle cose, risulterebbe impensabile che siffatta organizzazione veicolare sia di gradimento ai cittadini Novatesi. Mi metto nei panni degli abitanti di Via Andrea Costa. Che fanno? Indossano la mascherina tutto il giorno con i doppi vetri alle finestre?
Cordiali saluti,
Mauro Paglioli
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Sull’ultimo numero di questo giornale c’erano una serie di interventi che manifestano una sempre crescente insofferenza verso tutto ciò che viene realizzato dall’Amministrazione Comunale. Di contro, è sempre più raro apprezzare i risultati dell’impegno di coloro che si sono resi disponibili ad un lavoro a beneficio di tutti con grande impiego di energia e di tempo, senza poi dimenticare che sono le stesse persone che abbiamo scelto per rappresentarci con elezioni democratiche. A volte l’esito d’interventi sul territorio può non corrispondere completamente alle attese e soddisfare la totalità dei cittadini: mi pare però che le lagnanze e perfino gli insulti si siano moltiplicati a dismisura fino ad essere gli unici a trovare spazio sul presente informatore. Ritengo invece che sia possibile evidenziare le migliorie e le opere realizzate negli ultimi anni che sono sotto gli occhi di tutti coloro che non si lasciano depistare dagli schieramenti ideologici. Ognuno poi ha le sue priorità (estetica, funzionalità, ecologia, ecc.): la realizzazione di una via alberata e con pista ciclabile protetta per qualcuno può essere meno apprezzabile della serie di parcheggi selvaggi che prima trovava indecorosa (vedi via XXV Aprile). C’è poi chi si lamenta per la tinteggiatura di una casa di nuova costruzione dove prima veniva tollerato un edificio di dubbio gusto estetico (vedi piazza della Chiesa). La decisione di rinnovare e potenziare il verde del parco di via Cascina del Sole ampliandolo e razionalizzando il parcheggio in modo più sicuro per gli utenti può essere vista come un gesto sconsiderato, da allarme ecologico, ma la sistemazione ottenuta è sicuramente più decorosa di prima; il rifacimento dell’asfalto e la costruzione di marciapiedi sono certamente un disagio durante l’attuazione dei lavori, ma sollevando lo sguardo, migliorerà la viabilità delle auto e la sicurezza dei pedoni; e via dicendo. Ora, senza entrare nel merito di chi grida di più, sarebbe più corretto se ognuno si interrogasse sullo scopo di tanto baccano: le “osservazioni” così violente, pur partendo da una visione diversa, puntano ad una reciproca correzione e alla realizzazione del bene comune o servono soltanto per distruggere l’avversario politico? Così è a Novate. Ma, guardando i giornali nazionali, mi sembra una posizione umana molto diffusa su tutti i fronti nei vari schieramenti.
Anna Panza
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Polì? Tariffe aumentate
del 63% in un anno
Gli utenti ringraziano
Sono un utente del Polì dalla sua apertura, nel corso degli anni ad ogni rinnovo il mio abbonamento ha subito aumenti di prezzo e contemporaneamente riduzioni del pacchetto di servizi inclusi (i primi anni era incluso l’accesso alla piscina e al solarium).
I numeri: Abbonamento annuale open (accesso libero solo alla sala pesi) Settembre 2007 440,00 Euro.
Stesso abbonamento Ottobre 2008: 720,00 Euro, sconto incluso.
Mio malgrado quest’anno per la prima volta non rinnoverò l’abbonamento, sarò costretto a cercare qualcosa di economicamente più accessibile ma fuori dal mio comune di residenza. Probabilmente non sarò l’unico, ma ho due domanda: la Direzione di Polì ha fatto una indagine di mercato sulla concorrenza? non sembra dato che ho trovato, a parità di servizi offerti, palestre economicamente più vantaggiose. E poi, è corretto nei confronti dei consumatori applicare una aumento così spropositato per lo stesso servizio?
Un EX utente di Polì
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Chi si lamenta gode !
E’ stato deprimente leggere l’informatore Municipale dell’ edizione precedente, mi sono vergognata di vivere in un paese di lamentosi e scontenti, ma in questa lettera mi associo alla maggior parte dei cittadini novatesi che scrivono sul mensile e mi lamento anch’io:
SMETTETELA DI LAMENTARVI E CERCATE DI APRIRE GLI ORIZZONTI VERSO CIO’ CHE VERAMENTA HA VALORE !
E’ incredibile come la gente non sappia sviluppare sentimenti di gratitudine, ma sia sempre arrabbiata, crogiolandosi contemporaneamente in un “humor” tutt’altro che italiano: si complimentano con chi vogliono colpire e ringraziano chi stanno maledicendo, senza rendersi conto di quanto il loro atteggiamento sia perverso e grottesco! D’ora in poi propongo di trovare il positivo che esiste e di pubblicizzarlo allo stesso modo in cui si annota il negativo: forse ci accorgeremmo che molte innovazioni viste dai nostalgici come il fumo negli occhi ,dopo breve tempo divengono vanto e lustro anche per chi le aveva aborrite! Allora un po’ di realismo e meno luoghi comuni: abbiamo bisogno di un mondo nuovo, ma soprattutto di mentalità aperte all’innovazione e a una cultura più moderna, che sappia costruire.
Silvia B
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Cara Professoressa
per noi lei è stata una persona fondamentale nella nostra vita, perchè ci ha insegnato come si vive in questo mondo che a volte è ingiusto. Ogni volta che noi eravamo giù di morale, lei ci consolava sempre e noi abbiamo cercato di fare come lei, quando stava male, ma non ci siamo riusciti tanto....
Ci dispiace non averle dato l’ultimo saluto, ma ci hanno detto che non potevamo violare la sua privacy. Ci mancheranno soprattutto le sue “battute” di registro ed i suoi sguardi fulminanti che ci facevano capire gli errori commessi. Per noi lei era come una seconda madre, perchè con il suo aiuto ci tiravamo sempre fuori dai guai; lei era come una stella che ci illuminava la strada, ma ora la stella non è più in cielo, è nei nostri cuori. Volevamo sentire la sua voce ancora una volta, ma ora non è più possibile sperarlo: ora il nostro e unico desiderio è che lei stia con noi con lo spirito.
UN GROSSO BACIO E UN GRANDE SALUTO DA:
Banfi Silvia, Battista Elisa, Cascella Giada, Di Palma Federica, Facchini Jordi, Giannasso Giovanni, Giannotte Roberta, Grazioli Greta, Lopez Eric, Mantegazza Christian, Penza Giulia, Savioli Marika, Scarciofalo Sara, Seschleifer Alice, Simeone Valentina, Spanò Fortunato, Susanni Stefano, Tamborini Martina, Trubiani Mattia, Villa Giorgia. Classe IIIA.
Dedicato alla professoressa Fulvia Borra
Sono stata collega di Fulvia durante gli anni – purtroppo pochi – che ha trascorso alla “Gianni Rodari”: nella nostra scuola lei si era trovata bene sin dall’inizio ed era diventata per noi una preziosa compagna di lavoro, gentile e determinata, con una gran voglia di fare perchè era giovane e molto preparata. Insieme – con Patrizia Astorri, Elda Testa, Daniela Renieri, Dario Proto, Meri Bimbi, Alfonso Anguilla, Lisa Aurora, Rita Mantovani, Giovanni Arnore, .... – abbiamo fatto tante cose: programmazioni di lavoro, progetti, gite.
Ricordate quella a Venezia nel maggio 2006 ? Avevamo in mente, io e Fulvia, di fare un “viaggio della memoria” nella terra dei fratelli Cervi o a Marzabotto per far capire meglio ai nostri ragazzi alcuni valori importanti.
Condividevamo la stessa idea di scuola e ci piaceva parlare insieme, discutere del nostro difficile e appassionante lavoro di insegnanti, di educatrici e di madri, in cui ci confrontavamo e ci aiutavamo spesso: era un’amica vera. Fulvia era un’insegnante brava e infaticabile, severa e dolcissima al tempo stesso; ogni giorno accoglieva con un sorriso le sfide dei suoi alunni e si prendeva cura di loro, soprattutto di chi aveva più bisogno di lei: E i suoi alunni l’ascoltavano attenti, avevano fiducia in lei e quando si è ammalata non si sono mai rassegnati alla sua assenza, l’aspettavano e hanno sperato fino all’ultimo che tornasse per riprendere il dialogo interrotto.E questo glielo scrivevano nei messaggi, nelle lettere che spesso le inviavano e la prof. Borra, mentre combatteva la sua battaglia, rispondeva con la consueta serenità, calmava le loro ansie incoraggiandoli ad impegnarsi nella vita, a studiare “perchè ci sarà bisogno di tutta la vostra intelligenza”. Fino all’ultimo, fino a quando ci ha lasciato il 4 ottobre.
Ciao Fulvia, non ti dimenticheremo.
Patrizia Fabbri e i colleghi della
Scuola Media “Gianni Rodari”
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Alcune precisazioni e notizie sul
Difensore Civico comunale
In merito alle notizie pubblicate sul 1° n° del giornalino di quest’anno, sui manifesti e sui dépliants dell’URP preciso che:
• Il dc comunale è eleggibile co bando di concorso tra 3 candidati di almeno 40 anni una sola volta e gli spettano indennità e rimborsi pari agli assessori (legge 142 dell’8-6-90 e succ. modifiche)
•Anche gruppi enti associazioni e comitati possono avvalersene
• Se 1/4 dei consiglieri lo richiede il dc deve controllare le delibere della Giunta e del Consiglio Comunale.
Spiegai a suo tempo a grandi linee sui fogli firme (anche a voce personalmente a 930 firmatari. Gli altri 257 firmatari furono informati dall’intestazione dei fogli firme) la differenza rispetto al giudice di pace, figura attiva a Novate nei decenni scorsi ma, a detta di un TG nazionale, fallita un po’ in tutta Italia. Circa 4 anni fa inviai una e_mail a Mi manda RAI3 che forse, come promesso precedentemente, ha fatto pressione con raccomandata del 18/9/07 tramite il dc regionale Donato Giordano sul sindaco ingiungendogli la nomina del dc (Prot. n. 07/1.8/9-02414): l’avv. Giovanni Agnifili, che esercita anche ad Arese, riceve a Novate dal gennaio scorso su appuntamento il giovedì dalle 9,30 alle 12,30.
Ho letto su Settegiorni del 24/10 che il dc è intervenuto il 20/10 alla Commissione congiunta urbanistica - lavori pubblici richiesta dall’associazione All’ombra dell’albero sulla questione del parco Ghezzi per la quale il comitato ha promosso proteste sit in e la raccolta di 3082 firme! Il dc in quella sede ha sottolineato la scarsa informazione alla cittadinanza sul progetto per la riqualificazione del parco e ha suggerito al Comune di promuovere un referendum per il quale bastano 1500 firme.
Rita Blasioli
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Quando il cittadino
non conta niente!
Via XXV Aprile,
Riqualificazione = disagio
Non intendo entrare nel merito dei lavori di riqualificazione della suddetta Via, a questo punto sarebbe inutile, ma cercare di capire in qualità di residente come si è arrivati a questo. Premesso che ho saputo della riqualificazione della Via nel dicembre 2007, sul Notiziario Municipale, e che non saprei dire se prima dei lavori siano state fatte riunioni informative o altro, certamente questa è una mia mancanza, Ma gradirei che qualcuno dei cosiddetti addetti ai lavori mi rispondesse a qualche domanda. Era necessario un così radicale intervento?Sono stati informati preventivamente i Commercianti o i residenti?
E in particolare è stata contattata la Cooperativa la Benefica, che nella Via ha il Quartiere più anziano e popoloso, (280 famiglie, con soli 80 Box, in via B. Latini), dove è in atto un ricambio generazionale, che certamente cambierà la fisionomia di questo Quartiere e di conseguenza avrà ripercussioni sul traffico, non tanto sulla Via in questione, visto che ormai non c’è più possibilità per parcheggiare, ma i disagi cadranno pesantemente anche sulle Vie limitrofe.
Resto perciò in attesa, di una risposta, perché in caso contrario dovrei veramente constatare che il cittadino non conta niente. Grazie.
Gianluigi Catturini
Residente in via XXV Aprile
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Ciao papy
Un anno è passato da quando hai raggiunto”
la casa del padre”! Ora sentiamo un grande vuoto attorno
a noi, accompagnato da un immenso dolore.
Il tempo in questa vita vola ma noi siamo certe che un giorno? riprenderemo i nostri discorsi in un altro luogo,
nel” regnao dei cieli”.Ciao papy ti vogliamo tanto?bene.
??????????Le tue figlie Annalisa e Stefania Polloni
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Un furto della
Madonna Mercoledì 29 ottobre 2008 fra le ore 06.00 e le 07.00 del mattino la madonnina esposta nella grotta adiacente alla chiesa della Parrocchia Sacra Famiglia in via Resistenza a Novate Milanese, è stata rubata. L’orario del furto è stato possibile stimarlo in quanto un cittadino novatese che abita nel palazzo prospiciente la parrocchia alzandosi la mattina presto era abitudinario nell’affacciarsi qualche minuto al balcone e gettare uno sguardo alla madonnina nella grotta per iniziare la giornata con nel cuore pensieri celesti e non futilmente terreni. Così dall’ultimo sguardo di questo testimone oculare e la constatazione del furto si è potuto riscontrare che era trascorsa solo un’ora. Fu per volontà di Monsignor Mansueto Messa (Milano 28/12/1921 – Novate Milanese 28/07/2005), primo parroco della Parrocchia Sacra Famiglia dal lontano 1965, che la grotta con la madonnina fu eretta e da allora vi è rimasta, quindi per circa 42 anni. Quali siano le motivazioni del furto non sono chiare ma si presume sia stato solo per presunte ragioni economiche in quanto la statua non era il risultato di un processo di fusione ma era una vera e propria scultura in marmo di Carrara e quindi di un certo pregio. <<Preghiamo affinché nel luogo in cui andrà la nostra madonnina, in coloro che la guarderanno si accenda un cuore di conversione>>. Queste sono state le parole di Don Maurizio Restelli a commento del fatto. Il vero credente sa che le statue non sono un oggetto di culto ma hanno la sola funzionalità di canalizzare visivamente l’attenzione del fedele in stato meditativo. Il furto non ha tolto nulla spiritualmente ai fedeli della parrocchia, ma ha certamente imbruttito quella scintilla sacra che brilla anche in coloro che hanno compiuto questo atto. Il furto di una madonnina presente nel territorio da 42 anni non è storicamente una perdita grave quale è stata il bombardamento in Afghanistan delle statue del Buddha presenti dal terzo secolo dopo Cristo, ma mutatis mutandis, nel nostro piccolo abbiamo sperimentato nel nostro Comune quanto sia sempre forte l’indifferenza nei confronti dei valori fondanti dell’Altro a solo favore dei propri interessi personali. Vorremmo poter rincorrere coloro che ci hanno preso il mantello per cedergli anche la nostra tunica, ma una volta ottenuta saranno disposti ad indossare il nostro abito mentale?
Un parrocchiano
Inizio pagina La domenica,
solo al cimitero?
Noi pensionati novatesi, da parecchi anni, avevamo a disposizione uno spazio dove ogni domenica ci incontravamo per passare qualche ora fuori casa.
Facevamo quattro salti, ballando felici e contenti in serenità tanto che dimenticavamo “momentaneamente” di avere problemi di salute e di esistenza, scambiandoci opinioni e consigli di vario genere. Lo spazio a disposizione era in Via 1° Maggio. Detto spazio l’Amministrazione comunale l’ha messo a disposizione dell’ANFFAS ( mi auguro gratuitamente); per questo nulla da dire, è un servizio socialmente molto utile. A questo punto però l’Amministrazione doveva pensare di trovare un posto per noi “nonni”! Infatti in un incontro molto sbrigativo tra Auser e Assessori ci è stato concesso un locale (tolto ai ragazzi) nel Centro presso il parco Ghezzi. Dalle tante parole dette dai nostri Amministratori, sembrava che questa concessione avesse una certa durata!!! Che illusi siamo stati! Nel giro di pochi mesi siamo stati costretti a smantellare tutto. Questa è la cruda realtà e ci fa capire con quanta leggerezza operano i vari personaggi del Palazzo!
Abbiamo l’impressione che noi nonni per questa Amministrazione non contiamo più nulla, non esistiamo più! Dobbiamo vivere esclusivamente per chiuderci presso l’Oasi S.Giacomo. Ben ammesso che questa istituzione funzionerà ancora!
Mi piace l’idea di definire Novate un “Giardino”, peccato che vive su una terra MOLTO ARIDA.
Giuseppina Peri
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Un augurio di Buon Natale
al nido Prato Fiorito
Volevo fare un augurio speciale di Buon Natale a Enrica, Angela e Barbara, le bis-mamme del Nido Prato Fiorito che ogni giorno si occupano anche del mio piccolo Simone. Che sia un Natale speciale e che vi compensi per la fatica che giornalmente fate per una crescita serena e completa dei nostri figli. Che sia un Natale armonioso per voi e per la vostra famiglia.Che sia un Natale pieno d’amore come quello che giornalmente regalate ai nostri bambini. E che sia un anno nuovo sereno e positivo, anche se per me e Simone sarà un po’ triste, poiché a settembre passerà alla scuola materna e comincerà un nuovo ciclo della sua vita.
Gli mancherete, ma mancherete molto anche a me, perché ho sempre trovato in voi un’attenzione all’ascolto e un supporto morale non comune, anche durante i lunghi periodi di incertezza e disagio che avete affrontato. Perché c’è sempre, anche per me, una parola di conforto, una risata e una disponibilità assoluta. Ribadisco quello che vi ho sempre detto: arrivare ogni mattina da voi è come lasciare casa mia per entrare in una casa amica, e non in un nido. Un augurio anche a tutte le altre educatrici, e un grazie per la professionalità e passione che mettono nella loro “missione”.
Un augurio a tutte le signore del nido che lavorano per i nostri bimbi, che cucinano, che ordinano e che fanno mille altre cose. Sempre sorridenti e gentili, sia con i piccoli che con noi genitori. Un augurio speciale anche a Renata, che ora fa la nonna a tempo pieno, e a Paola, che purtroppo vedo raramente e che sono state entrambe splendide educatrici.
Un abbraccio forte a tutte voi!!
Mariagrazia Tamaro
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Scrivo da cittadino novatese deluso del nuovo Cimitero-Parco della nostra città. Quello che doveva essere un progetto innovativo, fiore all’occhiello del nostro Comune nonché esempio per i paesi limitrofi è diventato invece un cimitero di serie B, abbandonato a se stesso. Mi trovo a dover frequentare, mio malgrado, il Cimitero-Parco da circa 4 anni ed è sconcertante dover prendere atto del degrado a cui va incontro giorno dopo giorno. Solo per citare un esempio, quello che doveva essere un prato all’inglese assomiglia ad un terreno di campagna abbandonato con erba che cresce spontanea nonostante il manto erboso sia stato realizzato da una ditta specializzata. Io stesso e tanti altri, tra cui i parenti di alcuni promotori di questo cimitero ormai defunti, abbiamo dovuto rifarlo personalmente a nostre spese. Mi chiedo non dovrebbe essere il Comune a provvedere alla manutenzione del suddetto manto? In secondo luogo il posteggio riservato ai disabili presente solo nel parcheggio del piazzale antistante costringe coloro che non riescono a camminare per lunghi tragitti a fare una “trasferta” per poter andare dall’altra parte del cimitero. Non sarebbe opportuno fare un parcheggio-disabili anche davanti all’ingresso principale in modo da evitare queste “lunghe passeggiate”? E non da ultimo che dire a proposito degli annaffiatoi ormai rotti o insufficienti a servire tutti gli utenti del cimitero oppure delle scope, da tempo sparite, utili nell’ordinaria pulizia delle tombe?Finirà,forse, che dovremo iniziare a portarci da casa tutto quello che ci serve?
Un novatese deluso
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“Novate è casa nostra”
A chi legge Informazioni Municipali non sarà certo passato inosservato il titolo “Novate è casa tua” usato da Alleanza Nazionale per la lettera di lamentele apparsa nel n.4 Ottobre 2008. Dal contenuto della lettera pare di capire che tutto quanto non ci piace della nostra città è frutto della sola maleducazione di qualcuno e questo può, in parte, essere vero. Perchè allora non migliorare il controllo esercitato dalla Polizia Locale? Io ho provato a dissuadere il proprietario di cane di far fare la “cacca” al proprio cane nei giardinetti di via Baranzate: ho rischiato di essere malmenato dal padrone del cane! Ma voglio andare oltre. Nel leggere la lettera ho avuto la sensazione di una “osservazione strabica” da parte di chi l’ha scritta. Infatti, camminando per le strade di Novate ci sono altre cose che non vanno, e di cui i cittadini diventano vittime. Alcuni esempi:
• marciapiedi con buche, con passaggi ristretti da espositori di diverso tipo e anche dai grandi vasi dei fiori, ecc.. Sono anche stato testimone di un volo fatto da una signora anziana in Piazza della Chiesa per un buco nel marciapiede! Ma sui marciapiedi ci sono anche carrozzine per bebè e handicappati che si vedono il più delle volte costretti a scendere nella sede stradale, e questo a loro rischio!
• l’illuminazione del sottopasso ferroviario che già scarsa di suo ha anche lampade non funzionanti che non sono sostituite!
• parapetto di ferro, sempre in zona sottopassaggio lato via Baranzate, con elementi dissaldati e pericolosi!
> parapetto di via Di Vittorio, lato campo oratorio vicino al semaforo, che è lì danneggiato dal giorno successivo alla posa!
• dosso stradale di via Edison verso via Marie Curie, che dall’unica nevicata dello scorso inverno è rimasto orfano di una porzione che lo spazzaneve si è portato via!
• le colonnine/birilli di via Bruno Buozzi: mi sono chiesto se fossero necessarie perché non sono state ripristinate ovvero se non lo sono, perchè non sono definitivamente eliminate!
Sono solo alcuni esempi, che possono essere ampliati da altri cittadini, ma ora come considerare queste situazioni: disprezzo del bene pubblico da parte di chi ci amministra?
Concludo questa lettera invitando chi ha scritto per AN e tutti i politici della città a voler considerare la città di Novate anche come la propria casa, così che si possa dire e scrivere che “Novate è casa nostra”! Cordiali saluti,
Angelo Bernardo Maccalli
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“Cimitero di
via Rimembranze”
La visita ai propri cari nei primi giorni di novembre, mi ha fatto vedere un cimitero pieno dei colori dei fiori sulle tombe, che manifestano il ricordo vivo, nell’animo dei parenti e amici, di chi è morto.
Ma mi ha fatto anche vedere spazi abbandonati a se stessi dopo le riesumazioni, facendomi ricordare l’erba alta frammista a fiori di camomilla in tarda primavera, che a tarda estate la natura aveva sostituito con piante di ambrosia. Ora la stagione autunnale ci mostra dell’erba rinsecchita e abbandonata. Nel contempo mi sono anche ricordata di aver letto nel volumetto “Il portalino: notizie utili per i cittadini di Novate Milanese (8^ edizione)” che nel Cimitero di via Rimembranze “… sono disponibili concessioni di ossari e cinerari.”, mentre le sepolture nella terra sono previste solo nel Cimitero Parco. Mi sono così chiesta cosa mai avranno pensato i nostri Amministratori Pubblici tutti, circa l’utilizzo delle aree lasciate libere. Potrà essere che nel prossimo numero di questo periodico ci sia una risposta chiara per tutti i cittadini di Novate?
Cordiali saluti,
Mognetti Maria Floriana
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Dedicato a San Carlo Borromeo con i quadri di Gregolin
I quadri di Emanuele Gregolin sono stati presentati alla chiesa di San Carlo. Il pittore novatese ha donato quattro tele che sono state collocate ai lati dell’altare. Così, oltre alle opere di Key Mitsuchi, in chiesa ora ci sono altri dipinti di soggetto religioso, dedicati alla figura di San Carlo Borromeo. Come ha ricordato la storica dell’arte Cristina Silvera, sabato 8, nella serata dal titolo “Dedicato a San Carlo” uno dei desideri di Giovanni Testori era di veder “decorare” l’edificio religioso con i quadri appesi alle pareti ed ora questo sogno sembra esaudito. Nella presentazione, Silvera ha tracciato una breve storia della chiesa di via Gran Paradiso, la cui costruzione risale al 1992, attraverso i suoi richiami simbolico-religiosi e gli stilemi architettonici che ricordano le fabbriche e i luoghi di lavoro del novecento novatese. Di fatto, lo stile contemporaneo ed astratto dell’architettura della chiesa entra in conflitto con quello figurativo e più tradizionale dei dipinti esposti, ma è proprio per questo che entrambi gli stili ne escono rafforzati. La sovrapposizione dei quadri di soggetto religioso alla parete di cemento armato sottolinea la necessità e l’importanza dell’architettura contemporanea, della quale vengono messe in risalto alcune caratteristiche. Ed è lo stesso sfondo grigio e neutro della parete e il forte contrasto che si genera a migliorare la concentrazione dello spettatore sul soggetto dei dipinti e ad approfondirne il significato. Emanuele Gregolin dice che “La pittura è guardare e rifare” ed è questa la chiave per interpretare i suoi lavori. In questo caso, l’artista ha ripreso gli stili di alcuni famosi pittori lombardi del ‘600 come il Cerano, Daniele Crespi, Tanzio da Varallo, per tradurli in opere contemporanee originali. Alla sinistra e alla destra dell’altare, ora campeggiano i quattro dipinti che riprendono alcuni momenti della vita di San Carlo. Durante la serata, sono stati illuminati in modo che la gente potesse guardarli meglio e coglierne il loro pieno significato. La chiesa era gremita e la presentazione è stata accompagnata da un momento musicale per organo, chitarra e voce baritono. Il trio, formato da Matteo Galli, Daniele Gregolin, fratello del pittore, e Sergio Ladu, ha eseguito musiche sacre lasciando spazio all’improvvisazione e legandosi, in tal modo, allo stile musicale contemporaneo.
Adriano Minora
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Fatevi Furbi ?
Io non so quale esito possa avere una simile protesta ma ....non so fare diversamente. Spero che altre contestazioni simili alla mia possano approdare ad un risultato positivo.
Si tratta dell’Ufficio Postale, quindi questa volta l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON c’entra. Veniamo ai fatti.
Il servizio pubblico è composto di 7 sportelli di cui 6 fanno lo stesso servizio. Vi pare logico che chi entra dopo di voi debba essere servito prima di voi se usa uno di questi 6 sportelli solo perchè il suo scontrino ha elargito una lettera diversa dalla vostra. Tu attendi, aspetti, sbotti, poi ti chiedi ma come mai la mia lettera non esce? Chiedi, a chi, ma al Capo Ufficio Santo Iddio. Risposta evasiva ......... La volta successiva capita la stessa cosa, non a me, ma in mia presenza. Dopo altro pò di tempo ancora a me lo stesso inconveniente. Per non equivocare con il personale richiedo le Forze dell’Ordine (CC) perchè siano testimoni dell’inoperosità del servizio prestato in contesto con il capo ufficio già sollecitato in passato a provvedere presso chi di competenza. Risultato: N.N. Sono passati 3 anni e da un pò di tempo ho risolto il problema a modo mio. Come? Nel modo più semplice. Come entro nell’ufficio Postale, il nostro di Novate, schiaccio tutti i pulsanti, il primo che esce sul display da la mia giusta priorità di attesa.
MORALE: non dare la biada all’asino. Non possono capirti, fare le cose semplici con un numero progressivo dall’1 al 1000 e quando esce il tuo numero tocca a te sarebbe spremersi di sudore... allora è meglio rispondere come Pilato (il capo ufficio) “Non l’ho mica ideata io questa trovata elettronica”
Il suggerimento che ho voluto dare, credo sia chiaro:
fatevi furbi.
Cordialmente
Italo d’Alesio
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Ci permettiamo di inviarvi un’informazione ?su quanto di bello e significativo ?è stato fatto in una scuola di Novate in collaborazione fra insegnanti ed alunni. In un momento come quello attuale che si parla tanto di scuola in maniera negativa, ci sembra giusto portare a conoscenza anche quanto di positivo viene svolto con discrezione e senza alcun rumore?ma con la consapevolezza di quanto è necessario svolgere, anche in maniera inconsueta e creativa.
Ci viene in mente quel detto di Lao Tse “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. Passando dal vialetto accanto alla ferrovia giovedì 11 settembre 2008 abbiamo deciso di visitare il nuovo giardino adiacente alla scuola “Don Milani”, per ammirarne l’allestimento.
Proprio lì vicino, in particolare nel cortile della scuola primaria, si diffondevano musiche e canti, con un insieme di colori che si avvicendavano ordinatamente e in modo festoso. Già! E’ iniziata la scuola…ma cosa stanno facendo? Ci avviciniamo incuriosite, perché è bello vedere dei bambini contenti! Sono ?disposti in cinque cerchi, con magliette rosso, verde, blu, nero e giallo che girano, guidati dalle loro insegnanti, cantando una canzone vivace. Essendo in anticipo sul nostro treno, ci fermiamo a guardarli. Vicino a noi c’è un’insegnate biondina e le chiediamo che cosa fa muovere tutti questi bambini? Chi sono? Perché?
“Sono le “SCUOLIMPIADI”, ci risponde, “sono organizzate per la settimana di accoglienza delle classi terze e quarte, un totale di circa 180 bambini divisi a squadre miste, di otto classi partecipano, gareggiano nello spirito sportivo, cioè nel rispetto reciproco e nella valorizzazione vicendevole”.
Abbiamo voluto saperne di più di questa? iniziativa e così l’insegnante ci ha raccontato che ?ogni attività è programmata seguendo obiettivi specifici educativi e didattici; che prima delle “gare” è stata illustrata l’origine e lo svilupparsi nel tempo di questi giochi che, partendo dalla Grecia a poco a poco hanno coinvolto paesi di tutto il mondo. Inoltre i bambini hanno fatto anche gare di Italiano e di Matematica a squadre per conquistare le agognate “ medaglie”. E ?al termine dei giochi, per non dimenticare, ognuno ha scritto un tema esprimendo il suo parere.
Questa esperienza ci ha rallegrato e fatto capire che la scuola, prima di tutto, deve educare, accogliere ed insegnare la collaborazione.?
Enza e Simonetta
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Ci siamo trovati, dopo aver letto un avviso, in via Roma e abbiamo potuto immortalare, per l’ultima volta, l’edificio della scuola elementare che per molti anni, dal 1930, fu l’unica scuola dei novatesi.
Il tempo, come tutte le cose, l’ha deteriorata rendendola al fine non più adatta ad ospitare bambini e ragazzi. E allora c’è stata la decisione di abbatterla e far posto ad altre costruzioni di tipo e destinazione diverse.
Siamo ripassati ancora potendo vedere le ruspe all’opera che, con grinta, sfracellavano i muri. Così, tra mattoni che cadevano, è sparita ogni traccia, solamente ricordata da una struttura in legno che delimitava l’area non permettendo di entrare nel piazzale che si era formato, guardato però a vista dalla torre dell’acquedotto che vigilava tutt’intorno.
Ma nel silenzio che si era creato, pareva di sentire le grida dei ragazzi che giocavano o che dialogavano vivacemente con gli insegnanti.
E allora, alle frotte di ragazz, apparivano i nomi di maestri e maestre che resteranno scritti nella mente e nel cuore di ognuno. I nomi sembravano riecheggiare e diffondersi tutt’intorno come una dolce musica che non si disperde e così canta: ACCARINO, ARRIGONI, ALPEGGIANI, BAGNATI, BARATTIERI, BERTI, BIANCONI, CAMPI, CAPUTO, CLERICI, CRAXI, DE GASPERI, DE MARCHI, FERRARI, FRANCIOLI, GAIANI, GHIGINI, GURGO, MAGGIONI, MANGANARO, MANGIAROTTI, MANZI, MASCIONI, MOLINARI, OGGIONI, OLGIATI, QUATTROCCHI, REFINI… i maestri COMAZZI, D’ANGELO, DE AGAZIO, FRANZA, JANANTUONI, QUATTROCCHI, RIVOLTA, SALVO, TESTA e con loro gli inservienti SILVA e l’ERSILIA.
Speriamo che non sia stato dimenticato qualche nome e fin d’ora eventualmente ce ne scusiamo.
A tutti il doveroso e caloroso applauso e il ringraziamento riconoscente da parte degli ex ragazzi e loro famiglie. Tutti potranno scorrere nell’intimità questi nomi e rivivere quegli anni di scuola diventati storia di ognuno, con i momenti lieti e tristi che la vita ci ha riservato.
In queste ultime settimane è apparsa la proposta di intervento urbanistico come da relativo progetto precisando che sull’area del vecchio edificio e nei dintorni si intenderebbe procedere con l’intenzione di riqualificare il centro storico novatese. E’ il caso di dire che se son rose fioriranno, ma certamente ci auguriamo che non si dimentichino coloro che hanno fornito con costanza il loro impegno per far crescere la nostra gioventù in momenti anche difficili.
Faroldi Aleardo
De Ponti Aldo
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Cittadini di serie zeta
Buongiorno, dopo l’ultima evidente “dimenticanza” dell’amministrazione comunale, ho un irrefrenabile impulso: gridare attraverso L’Informatore Municipale tutta la mia e sono certo,anche quella degli abitanti il rione Polveriera- Villaggio Rosa, la rabbia di chi è dimenticato!Si tratta dei nuovi PANNELLI SEGNALETICI con tutte le vie di Novate. Peccato che la Via G.PUCCINI non ci sia!!!
Un po’ di storia. Già ai tempi dei consigli di quartiere,anni 70’, per ottenere il minimo necessario e cioè, fognatura e asfaltatura, un nutrito gruppo di abitanti il quartiere, vi risparmio in che modo, ottenne soddisfazione!
Da allora ad ogni elezione amministrativa, per capirci del Sindaco, qualcosa veniva fatto.Molto meno di quanto promesso! Ultimo grosso intervento, il ripristino del campo/giardino verso Milano e Via Bellini da parte della ditta Gibertini a scomputo oneri di urbanizzazione. Assistiamo a continui interventi per abbellimento delle strade nella ns. città, fa soltanto piacere che l’amministrazione sia attenta a continui miglioramenti. Peccato riguardino solo il nucleo,non la estrema periferia.Veniamo al dunque, tralasciamo il tratto di strada,Via della Polveriera, con tutti i problemi di un’arteria a scorrimento veloce, sono certo che se un vigile stazionasse al semaforo della via Bellini con le multe per passaggio con il rosso,alta velocità,sorpasso azzardato, rimpinguerebbero le casse comunali. Per non parlare di quando si decide di andare in centro Novate a piedi,magari con una carrozzina oppure in bicicletta. Provare per credere.
Nel ns. Rione, a metà della via Puccini, c’è una vietta cieca di circa cento metri, si affacciano ben undici residenti. A più riprese a voce (questo è un mio errore) ho richiesto un intervento di asfaltatura, sempre a voce mi è stato risposto picche !
Non chiediamo nulla di impossibile, nulla che gli altri concittadini hanno o avranno perché abitano nel posto giusto, però l’essere dimenticati anche nel pannello con le vie della città è veramente un errore gravissimo, una dimenticanza imperdonabile che non ha giustificazioni.
Grazie per l’attenzione
Benvenuto Gibertini
Inizio pagina Le perplessità
dell’architetto
Premetto subito una cosa importante, la mia convinzione che la colpa di quelli che vengono chiamati “disastri” dell’amministrazione Silvia sia in realtà da attribuire non tanto a lei quanto all’opposizione: un’opposizione a rilento che non nego di aver votato.
Propostosi sin dall’inizio come “sindaco del fare”, devo riconoscerle con merito che questa promessa elettorale è stata ampiamente mantenuta. La mia professione di architetto e i miei 28 anni mi fanno essere critico nei riguardi di tante scelte a livello architettonico e urbanistico.
Accompagnata per mano dalla condizione di paese a quella di città, sono state attuate una serie di scelte che lentamente hanno portato e porteranno a privare Novate della sua storia e specificità, assimilandola a quella concezione di periferia borghese, bella da vedersi ma senza identità. L’appiattimento dei vari interventi al gusto in voga adesso, al concetto politicamente corretto del non disturbo, ha di contro il non far appassionare e il non affezionarsi a nulla. Le nuove abitazioni portano nuovi abitanti.
Questo genere di trasformazioni, a livello urbanistico, devono essere bilanciate da una politica di servizi pubblici atti all’integrazione del nuovo e al mantenimento della percezione di quelli che a Novate ci sono nati. In questa condizione diventa di vitale importanza la presenza di spazi di aggregazione pubblica libera, luoghi in cui le persone mettono le basi per quelli che saranno i ricordi di domani. E diventa di vitale importanza il mantenimento di quei luoghi che sono già carichi di ricordi, che fanno parte della storia delle persone: purtroppo in questo il suo intervento è stato decisamente sterile.
A Giugno 2009 lascerà una Novate forse più gradevole, ma sicuramente più insipida, privata per sempre di pezzi di storia. Mancanza di interventi architettonici riconoscibili sul territorio + mancanza di progetti concreti atti all’aggregazione e alla costruzione di un legame con il territorio + cancellazione di elementi importanti di storia novatese = sradicamento dal luogo.
Alla fine credo comunque che lei verrà ricordato in termini positivi. E’ stato un sindaco del fare, le cose fatte sono lì per essere viste. Ma queste cose fatte hanno un retro della medaglia.
Credo nell’intelligenza delle persone e vedo il confronto, indipendentemente dalla parte politica, come un momento di arricchimento e di crescita. Il mio nasce come spunto riflessivo da sottoporle, mi piacerebbe sapere come la pensa a riguardo.
Un cordiale saluto
Matteo Radaelli
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La bellezza abita a Novate
Così era scritto su un numero passato di Informazioni Municipali, quindi dissi subito: “ ALLORA NON ABITO A NOVATE”.
Sono un cittadino Novatese di trent’anni, residente dalla nascita in quella zona periferica del nostro comune chiamata un tempo “LA CAVA”. Penso di scrivere questa lettera da molto tempo, non sapendo mai o dove iniziare ma soprattutto dove finire ma dopo le?poco democratiche?decisioni prese dal nostro Consiglio Comunale mi è davvero impossibile non URLARE.
Urlare il disagio che proviene da un cittadino di un zona periferica comune a tante, poco curata e abbandonata, ecco? alcuni esempi: dalla rotonda in poi , via Cavour diventa una strada percorsa a tutta birra dalle auto in entrambi i sensi; basterebbe un punto luce? od un dosso come quello adiacente alla COOP?(l’ unico posto dove serve manca) per aumentare la sicurezza ed evitare che le auto superino i 100km/h passando per un centro abitato...aaaaaaah.…come invidio gli abitanti di via Buozzi io!
Lo spreco di terreni adiacenti alla?piscina e palestra POLI’, lasciati?incolti?ed abbandonati?dove la vegetazione nei mesi estivi, oltre a sgradevoli odori ed alcuni rifiuti, invade il marciapiede. Non esiste una banchina dal lato opposto, i residenti sono così costretti fra bordo strada e campo coltivato ad ammassare le auto in maniera approssimativa. Alle spalle delle abitazioni sorgono alcune fabbriche ed in particolare un cementificio con annessi disagi?acustici ed ambientali?causati dal passaggio a pochi metri dalle abitazioni di mezzi pesanti.
Quando poi “vado in Paese”, lo sconforto mi abbraccia, nel vedere ?i soldi delle mie tasse usati per una pista ciclabile ridicola, per “abbellire” il centro, disboscare?e dipingere di verde le strade del nostro Comune che sempre più si allontana dall’ essere a misura d’ uomo.
Felice di partecipare attivamente alla lotta per salvare il cuore del paese, ma le periferie rischiano la cancrena, alcuni mi dicono di rassegnami, è normale, naturale sono tutte così le periferie.
LA BELLEZZA ABITA A NOVATE e ne voglio fare parte anche io, altrimenti spostate di 800 metro il cartello dove finisce il nostro Comune, e se anche a questa tornata di elezioni comunali i?due candidati sindaci sfidanti verranno a fare il classico discorso strappa voti sicuramente sentirete qualcuno URLARE.
Roberto V.
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