Quanto ci costa Brunetta ?
In principio fu Ichino … illustre giuslavorista nonché mio professore di diritto del lavoro all’Università. Fu il prof Ichino, con la pubblicazione del libro intitolato “i nullafacenti” presentato anche a Novate, a dare il via a quella che è diventata una vera e propria campagna denigratoria contro il pubblico impiego.
Qualche tempo fa avevo scritto un articolo, sempre su queste pagine, con cui sottolineavo l’importante ruolo svolto dai dipendenti pubblici e non nego che oggi mi trovo in imbarazzo a vedere la politica che, con ottusa determinazione, cerca di individuare proprio la categoria dei dipendenti pubblici quale capro espiatorio di chissà quali mali (senti da che pulpito … verrebbe da dire). E’ l’ormai famigerato ministro Brunetta, con l’omonimo decreto, che introduce alcune novità che definire “aberranti” è poco. In primo luogo se un lavoratore rimane a casa in malattia (stiamo parlando di un lavoratore vero e di una malattia vera, magari anche grave e nota), si vede automaticamente decurtato lo stipendio. Certo anche il vero fannullone subirà la stessa sorte con la differenza però che il fannullone troverà un altro modo per non lavorare mentre il malato, quello vero, oltre al danno (la malattia) subirà anche la beffa (la riduzione dello stipendio). Ma non è finita. L’altra “genialata” è stata l’introduzione dell’obbligo delle visite fiscali. Per comprendere la portata di questo provvedimento facciamo un piccolo esercizio e rapportiamo questa decisione a Novate. Da un’analisi dei dati reali, per un significativo periodo di osservazione, si può infatti riscontrare non solo che non c’è stato alcun “effetto Brunetta” (come nella maggior parte dei comuni della provincia di Milano i giorni di malattia sono in linea con il passato) ma l’applicazione puntuale della norma porterebbe, per il periodo considerato, ad un “risparmio” (sulla pelle dei lavoratori) di circa 1000 euro a fronte di un costo (per le visite fiscali) a carico delle casse comunali (quindi dei novatesi) di 3500 euro. Il gioco valeva la candela ? Ovviamente no. Il bilancio 2009 dovrà dunque prevedere un costo aggiuntivo, al momento non ancora quantificato, che graverà ancora sulle tasche dei cittadini e di cui ringraziamo il caro Brunetta.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale
prescons@comune.novate-milanese.mi.it
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2009 tra timori, speranze e (forse)
riscoperti “valori”
L’anno che finisce ci trasmette una sensazione d’incertezza, ogni giorno alimentata dalle notizie lette e ascoltate relative all’andamento dell’economia un po’ in tutto il mondo; poiché esso, per alcuni aspetti, non ha confini, ecco che ognuno di noi si sente emotivamente coinvolto e sempre più spesso realmente toccato.
Coloro che fino a ieri vivevano guardando con ragionevole fiducia il proprio futuro economico e, soprattutto i tanti altri che riuscivano a far quadrare il bilancio familiare, vedono oggi svanire, i primi le sicurezze, i secondi le possibilità.
Il cosiddetto “villaggio globale” ci sta mostrando la faccia negativa della sua medaglia; operazioni finanziarie di grandi dimensioni, sbagliate in buona o cattiva fede, anche commesse a distanza, sono come fatte davanti al nostro uscio e arrivano a stravolgere la nostra vita quotidiana: quando usciamo a fare la spesa, quando paghiamo il mutuo della casa, quando andiamo dal benzinaio.
Abbiamo paura del presente perché il nostro orizzonte di sicurezza economica si è ridotto ai prossimi mesi e non ai prossimi anni; umanamente ci dibattiamo tra timori e speranze: timori che la situazione peggiori ancora, speranze che gradualmente migliori.
L’auspicio è, ovviamente, che questa crisi cessi con la fine del prossimo anno e che il nostro Governo prenda nel frattempo le giuste misure per tutelare le famiglie, salvaguardare il tessuto produttivo del paese, ricondurre la finanza al servizio dell’economia.
L’auspicio è, ancora, che a Novate – per quanto nelle nostre competenze e vista la situazione generale – ci si concentri verso il disagio delle famiglie e dei singoli cittadini che sono o saranno investiti dalla crisi: il corpo politico e amministrativo devono sentirsi chiamati; nessuno può pensare di trovarsi su un’isola felice e pensare che la crisi riguardi “gli altri” e i sacrifici debbano essere fatti “dagli altri”.
Spesso si dice che proprio dalle avversità si deve trarre insegnamento per non ricommettere gli stessi errori o per migliorarsi: l’augurio che possiamo fare in questo momento storico è che in molti, a tutti i livelli di responsabilità, si modifichi quella scala di valori – oggi generalmente metabolizzata – dove in cima vi è l’apparire anziché l’essere; dove moralità ed eticità del passato sono scomparse o relegate agli ultimi posti.
Forza Italia
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Sono elezioni, non è il superEnalotto
Mancano più o meno sette mesi alle elezioni comunali, ed è iniziato, puntualissimo, il gioco del toto candidato. Una specie di supErnalotto fatto di nomi, liste e schieramenti che appassiona gli addetti ai lavori, ma che arriva fino alla chiacchiera da bar, creando un mulinello di (fanta) ipotesi molto spesso destinate a rimanere nel mondo dei sogni. Però è un gioco divertente, e allora vogliamo giocare anche noi. Stilando una sorta di vademecum alla campagna elettorale, frutto dell’esperienza maturata in questi quasi 10 anni di governo. Sono solo due punti, molto semplici. Prima cosa: l’attività dei nostri gruppi, Uniti per Novate e Udc, dimostra che in una realtà come Novate a fare davvero la differenza, a garantire un lavoro quotidiano, attento, concreto e di “buon governo” sono soprattutto le persone. La campagna elettorale è il regno degli slogan, delle strategie, dei bilancini, degli accordi chiusi negli stanzini. Ma poi, quando si tratta di progettare, di stare in contatto col polso della città, di prendere decisioni e di portarle a termine con successo, le percentuali lasciano il tempo che trovano. È quello il banco di prova. Per questo affrontiamo queste prime schermaglie con grande tranquillità: i bilancini e le investiture asettiche calate da chissà dove non ci hanno mai entusiasmato, e ci interessano ancora meno oggi, di fronte a una prossima legislatura che sarà difficile e impegnativa, che richiederà persone capaci. Secondo, la politica è cambiata. Lo dicevamo già due elezioni fa, e i fatti ci hanno dato ragione. Non si può continuare ancora oggi a ragionare per schieramenti, per contenitori (per lo più vuoti), per schemi rigidi del “chi sta di qua, chi sta di là”. Oppure, peggio, aggrapparsi agli uomini bandiera, ai capipopolo che da Roma lanciano i loro anatemi e tutti dietro a fondare movimenti dal nulla e giocare a chi grida di più. Per noi la politica, anche a livello locale, è una cosa seria, che si fa con il cuore, con l’onestà e per fare una Novate più bella. Non per protesta, non “contro”, ma “per”, e la speranza di trovare anche questa volta, strada facendo, persone che credono in questo semplice principio è l’unica “linea politica” che ci muove. Vogliamo anche questa volta avere a che fare con gente che dice “Io ci sto”, che ci mette il cuore e non il calcolo, che vuole ancora rubare qualche ora o giorno al proprio lavoro, alla propria famiglia, ai propri impegni e lavorare per Novate. Aperti a tutti, dunque, senza pregiudizi, doveri da rispettare. Proviamo a chiacchierare anche di questo, per strada...
Gruppo Consigliare
Uniti per Novate-UDC
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E’ tempo di bilancio e di bilanci
Siamo alla fine dell’anno e alla fine della legislatura della seconda Giunta Silva. E’ tempo di bilancio e di bilanci. Oltre a dover predisporre l’ultimo bilancio di previsione, che si prospetta assai complesso, è giunto infatti il momento di fare alcune valutazioni su questi 4 (quasi cinque) anni.
Per quanto attiene al bilancio di previsione speriamo di poterlo chiudere in tempi brevi senza sorprese e senza aumenti per i cittadini. La situazione non è affatto rosea ma non vorremmo assistere a giugno ad un nuovo teatrino sul famoso “buco di bilancio”. Per quanto riguarda questi anni di governo beh, abbiamo avuto già modo di dire, e la nascita del nostro gruppo lo testimonia, che il nostro giudizio non è positivo. Non tutto ben intesi è stato male, altrimenti avremmo fatto altre scelte, ma forti sono le criticità che evidenziamo. Innanzitutto una mancanza di strategia e di attenzione agli sviluppi futuri: a partire dal bilancio. Anche la qualità dei servizi ha pagato il prezzo di una scarsa attenzione della parte politica. Noi abbiamo imputato questo all’esecutivo che, a nostro giudizio, non era sufficientemente qualificato per rispondere ai numerosi problemi che tutti gli enti locali stanno attraversando in questi anni. Avevamo chiesto una scelta di coraggio, ma gli equilibri politici hanno prevalso sull’interesse collettivo. Oggi il Comune di Novate è in ritardo e stenta a riprendersi. Speriamo che la nuova amministrazione che si insedierà a giugno parta con il piede giusto, indipendentemente dal colore politico.
andare.oltre@libero.it
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Alleanza Nazionale verso
il Popolo della Libertà
La fine dell’anno offre un momento in più di riflessione su quello che è stato, è e sarà. Oggi per noi la considerazione vale ancor di più, infatti, l’anno che sta per arrivare ci vedrà protagonisti di una campagna elettorale che vogliamo affrontare con lo spirito giusto per vincere! Speriamo che la coalizione si presenti unita e con gli stessi attori (qualcuno in più e in meno) che le hanno permesso di vincere due volte le elezioni amministrative e che soprattutto hanno contribuito a trasformare Novate. Le idee camminano sulle gambe degli uomini e nel corso di questi ultimi dieci anni assessori e consiglieri del centro destra ne sono stati un esempio dimostrando che cambiare il modo di amministrare si può e che alla politica delle parole può seguire quella dei fatti. Ma non è sul passato che intendiamo soffermarci. Con lo sguardo di chi crede nella Politica, vogliamo guardare avanti. La frenata economica del momento, l’allungamento dell’età media di vita, la ripresa demografica e, nel particolare, i nuovi ingressi sul territorio e la realizzazione di opere significative impongono alla nostra classe politica una seria riflessione. Al crescere della popolazione deve seguire l’adeguamento dei servizi e delle infrastrutture, allo sviluppo del territorio deve affiancarsi un idoneo piano viabilistico e dei parcheggi. La Politica locale deve sapere dare risposte concrete ai bisogni delle fasce deboli, saper favorire il protagonismo giovanile ed associazionistico ed essere in grado di tutelare e promuovere la competitività del proprio tessuto commerciale ed economico. La coalizione di centro destra, facendo tesoro dei dieci anni di amministrazione che hanno lasciato un segno importante e positivo a Novate, dovrà custodire l’esistente senza perdere capacità innovativa. L’amministrazione Silva è il modello a cui ispirarsi perché, sebbene tutto sia perfettibile, questo è il nostro punto di forza. L’ondata di antipolitica che ha investito il nostro Paese non ci spaventa, è semmai uno stimolo in più a dimostrare che la Politica fa la differenza. I partiti tutti, quando sono rappresentati da persone che mettono il loro impegno al servizio della comunità fanno la differenza perché sono lo specchio dei cittadini. Tutto questo, unito alla voglia di interpretare il sentire comune, alla capacità di ascolto e di fare delle scelte permette ai cittadini di essere i veri artefici dell’attività pubblica. Siamo certi che i novatesi sapranno ben indirizzarci e giudicarci per quello
Alleanza Nazionale verso il Popolo della Libertà
an.novate@libero.it
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Quale amministrazione comunale
per i prossimi cinque anni?
Penso che dobbiamo, gia da ora, iniziare a pensare quale tipo e quali caratteristiche salienti dovrà avere l’amministrazione nei cinque anni che verranno. Siamo sicuri che questa domanda in molti se la sono posta nel nostro paese. Quale augurio per il nostro futuro, si può desiderare un tipo di intelligente continuazione con l’attuale amministrazione, e che non ci sia una rottura di ripicca con il presente. Naturalmente un’auspicata amministrazione di continuità, ma con i dovuti aggiustamenti. Questo è quanto si augura la Lega di Novate. Con i tempi che corrono bisogna essere più che mai accorti, per il vicino futuro non si prevede sviluppo, ma si prevede recessione prolungata e globalizzata, ma non siamo pessimisti.
Nei nove anni di amministrazione Silva, Novate ha cambiato la sua fisionomia. Non vogliamo annoiarvi con un elenco di quanto fatto, ma è bene non dimenticare ciò che poteva essere fatto meglio, dobbiamo sempre migliorare. E’ qui che si devono fare degli aggiustamenti del caso, senza compromettere lo spirito che ha animato le giunte Silva per questi anni appena passati. Lo spirito, è stato quello di migliorare Novate nei suoi aspetti più qualificanti ed umani quali vivibilità, sicurezza, ambiente, economia ed opportunità. Purtroppo alle volte l’ente locale può funzionare come un freno per l’economia del nostro territorio, anziché come un volano. Questo comportamento da corpo frenante, è dovuto principalmente ad una legislazione statale che l’ente locale deve sottostare e subire. Come un sindaco ebbe a dire “è una situazione preoccupante ed assurda: un cervellotico sistema che rischia di lasciarci in mutande”, il patto di stabilità è anche questo. A questo punto desideriamo dare un’informazione molto significativa circa i debiti contratti (mutui, prestiti, buoni comunali e altri debiti) in essere di tre importanti comuni italiani: Comune di Roma 3500 euro di debito per ogni romano (totale 9100 milioni di euro); comune di Rho 2000 euro di debito per ogni rhodense (tot. 104 mln euro), comune di Novate 44 euro di debito per ogni novatese (tot. 0,88 mln euro). Le due giunte Silva, mai hanno acceso mutui, invece hanno estinto anticipatamente 3,35 mln di euro, e per il 31 dicembre prossimo estinguerà anche i rimanenti 0,88 mln euro. Dove mai dei cittadini hanno trovato un’amministrazione cosi brava amministratrice? Si stanno avvicinando il Santo Natale e l’anno 2009. Dal 2009 noi tutti ci aspettiamo una migliore evoluzione economica che ci avvii ad un benessere che tutti noi desideriamo. Auguriamo buone feste e tanta salute e felicità a tutti.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milnese
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E i piccoli ? E gli anziani ?
Ancora una volta questa Amministrazione provoca in noi un senso di disagio di fronte a una scelta che appare come difficilmente spiegabile. Ci riferiamo al rinnovo della convenzione (scaduta a luglio) con le scuole paritarie per il servizio Nido.
Il contributo che verrà erogato è lo stesso del 1999 ed è pari a 1.640 euro per bambino. Ricordiamo che un bambino che frequenta i Nidi comunali costa alla comunità 7.000 euro e forse più. A fronte di un adeguamento del 10% chiesto dalle scuole, al fine di contenere le rette chieste alle famiglie, la Giunta ha risposto “picche”. La cosa è ancora più grave se si considera che, rispetto allo scorso anno, l’Amministrazione stanzia complessivamente una cifra inferiore in quanto, con la chiusura del Nido parrocchiale “Maria Immacolata”, i posti accreditati sono diminuiti. Se anche l’Amministrazione concorda nel ritenere che queste scuole sono una ricchezza aperta a tutti e svolgono una funzione pubblica in quanto integrano l’intervento istituzionale senza avere finalità di lucro, perché alle parole non seguono i fatti? Basta promesse.
Un’altra domanda che poniamo alla Giunta è: perché dalla possibilità di finanziamento sono stati esclusi i nidi famiglia? Anche i nidi famiglia non hanno finalità di lucro e sono promossi da associazioni di famiglie.
In particolare a Novate esistono un’associazione e una coop. sociale che, insieme, gestiscono uno di questi nidi famiglia e hanno sempre dimostrato ampia disponibilità e collaborazione con il Comune anche per risolvere situazioni sociali. Perché non riconoscere a questi nidi il valore e il servizio offerto ai cittadini novatesi alla pari di quanto previsto anche per altre realtà? Naturalmente le maggiori risorse economiche per i nidi delle scuole paritarie e per i nidi famiglia non devono essere sottratte ai nidi comunali pure ai quali vanno garantiti sufficienti finanziamenti per il loro buon funzionamento. Il fine dell’Amministrazione deve essere quello di ampliare e rafforzare la rete dei servizi alla prima infanzia.Ma se il Partito Democratico è attento ai cittadini più piccoli lo è altrettanto verso quelli più anziani.
Un Centro Diurno Integrato per persone anziane non e/o parzialmente autosufficienti e un Centro di aggregazione dove poter vivere e partecipare ad attività e iniziative culturali, sociali e ludiche, sono servizi di cui Novate ha bisogno. Ci stiamo impegnando perché questo si possa presto realizzare.
Partito Democratico
gruppo consiliare
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Chi pagherà per Polì?
E Meridia che fine farà?
La vicenda Polì è iniziata conferendo a “fondo perso”, da parte del Comune, il terreno stimato 2 miliari di lire (1 milione di euro); non ha mai dato utili, anzi nel 2004 i cittadini di Novate hanno coperto un buco di 250.000 euro. Il bilancio 2007 si è chiuso con la perdita pari al capitale iniziale; ma non basta, nel 1 quadrimestre 2008 le perdite ammontavano già 160.000 euro.
Per questo una società specializzata, con mandato della giunta, ha valutato che il valore del polì sul mercato è pari a ZERO! Per risolvere il problema delle continue perdite, il nuovo Amministratore Delegato lancia l’aumento del capitale da 500.000 euro a 1.000.000 euro: la Giunta per coprire il suo 49% di capitale conferisce ulteriore terreno (parcheggi, ecc). Vi sono grandi errori di gestione, una politica dei prezzi troppo alti (con l’ultimo aumento fa ulteriormente scappare i già pochi frequentatori), non vi è trasparenza ne controllo sulla contabilità tant’è vero che il Consiglio Comunale ha costituito una commissione (finalmente) d’indagine per avere chiarezza e conoscenza sul perché delle perdite. OCCORRE FAR CESSARE QUESTO SPRECO DELLA FINANZA PUBBLICA:noi cittadini non possiamo continuamente pagare per gli errori del Sindaco che è l’unico riferimento per la gestione del polì; occorre mettere rigidamente sotto controllo la gestione e ricercare sia i perché sia i responsabili e far pagare loro i danni e liberare i cittadini da costi da cui finora non ha avuto nessun beneficio.
Su Meridia, il cui compito era unificare i vari centri di cottura per fornire pasti a scuole, istituzioni, ecc, e che oggi il capitale è detenuto per il 51% da una multinazionale francese, le uniche cose che si conoscono sono i pasti non buoni (lo dimostra la continua protesta dei genitori) e l’aumento dei buoni pasto. Quali sono le sue prospettive è un mistero: che idee ha il socio di maggioranza? Perché si sono aumentati i buoni pasto e quale buco occorre coprire? E se domani questo socio di maggioranza (che ha una vera capacità imprenditoriale privata di tipo internazionale) vuole magari acquistare tutto ci troveremo nel paradosso che dovremo acquistare da un privato i pasti per i nostri figli nelle scuole o per gli anziani indigenti al prezzo che imporrà lui, perché sfugge ad ogni controllo pubblico.
Rifondazione è stufa di vedere questa Giunta far il tentativo di chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti: chiede
CHIAREZZA SUL POLI’ COLPENDO I RESPONSABILI DELLO SPERPERO E NESSUNA RUCAPITALIZZAZIONE; SU MERIDIA BLOCCARE OGNI PIANO CHE PRIVATIZZA UN SERVIZIO IMPORTANTE PER LA CITTADINANZA.
Il Comitato Direttivo
Circolo Steve Biko
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