Ricordo di Vincenzo Torriani
a 10 anni dalla scomparsa
Per oltre 50 anni è stato il “patron” del Giro d’Italia e l’organizzatore delle manifestazioni “targate” Gazzetta dello Sport. A dieci anni dalla sua scomparsa, la comunità novatese si sente ancora in dovere di ricordarlo, dagli amici cresciuti con lui che rivivranno certamente i tempi trascorsi, alle giovani generazioni che conoscono il suo nome attraverso le pagine della cronaca. Vincenzo Torriani è stato un uomo di profondi ideali, intuitivo ed innovativo, dotato di grande serenità di spirito e di forte carica umana, certamente uno sportivo autentico e sensibile.
Come testimoniano i documenti non sono mancate le onorificenze ed i riconoscimenti internazionali per la sua ricca attività. Anche Novate, con l’adesione delle società e dei gruppi sportivi, ha voluto dedicargli il nuovo campo sportivo e la via adiacente, e sempre ha voluto presenziare nelle manifestazioni organizzate in suo onore come il Premio Internazionale Vincenzo Torriani, ovunque esse fossero organizzate, testimonianza dell’affetto e del ricordo dell’intera comunità cittadina.
Sulla sua tomba, nel vecchio cimitero, non mancheremo di depositare un fiore e recitare una preghiera, in segno di ringraziamento per aver dato lustro alla nostra comunità!
Gli sportivi di Novate salutano i partecipanti alla
91ª Milano-Torino
La più antica classica del ciclismo professionale dal 1878 organizzata da “La Gazzetta dello Sport” sabato 4 marzo 2006
Partenza da Novate Milanese
piazza della Chiesa
ore 10.15 Ritrovo
ore 11.30 incolonnamento
Percorso attraverso Novate:
Piazza della Chiesa - via Garibaldi - Via Bollate - Via V. Veneto - Sottopasso F.N.M. - Via Di Vittorio
Con il Patrocinio del Comune di Novate e la collaborazione del Comitato Cittadino, dei Gruppi Sportivi Osal, Osmi, Pedale Novatese e del Cinema Nuovo.
Milano - Torino
Albo d’oro
1876 Magretti
1894 Airaldi
1896 Moro
1903 Gerbi
1905 Rossignoli
1911 Pelissier
1913 Azzini
1914 Girardengo
1915 Girardengo
1917 Egg
1918 Belloni
1919 Girardengo
1920 Girardengo
1921 Gay
1922 Zanaga
1923 Girardengo
1924 Gay
1925 Zanaga
1931 Graglia
1932 Olmo
1933 Graglia
1934 Cipriani
1935 Gotti
1936 Del Cancia
1937 Martano
1938 Favalli
1939 Favalli
1940 Favalli
1941 Chiappini
1942 Chiappini
1945 Ortelli
1946 Ortelli
1947 De Zan
1948 Maggini
1949 Casola
1950 Grosso
1915 Magni
1952 Bini
1953 Maggini
1954 Coletto
1955 Maule
1956 Kubler
1957 Poblet
1958 Coletto
1959 Fabbri
1960 Pambianco
1961 Martin
1962 Balmamion
1963 Cribiori
1964 Uriona
1965 Taccone
1966 Vigna
1967 Motta
1968 Bitossi
1969 Michelotto
1970 Armani
1971 Pintens
1972 De Vlaeminck
1973 Bergamo
1974 De Vlaeminck
1975 Panizza
1976 Paolini
1977 Van Linden
1978 Gavazzi
1979 Vandi
1980 Battaglin
1981 Martinelli
1982 Saronni
1983 Moser
1984 Rosola
1985 Caroli
1986 ANNULLATA
1987 Anderson
1988 Golz
1989 Golz
1990 Giannetti
1991 Cassani
1992 Bugno
1993 Sorensen
1994 Casagrande
1995 Zanini
1996 Nardello
1997 Jalabert
1998 Aebersold
1999 Zberg
2000 NON DISPUTATA
2001 Celestino
2002 Bartoli
2003 Celestino
2004 Serrano
2005 Sacchi
Vincenzo Torriani
Nato a Novate nel 1918, dal padre Romeo, titolare di un rinomato frantoio in via Repubblica, ha frequentato l’Istituto S.Carlo a Milano e successivamente l’Università Cattolica. Chiamato alle armi si rifugiò in Svizzera, dove agli inizi degli anni quaranta aveva trovato accoglienza e possibilità operative anche clandestine.
Forte dei contatti con organismi studenteschi dell’epoca, fu promotore di incontri e raduni tra i connazionali nei campi di internamento elvetici. Fu protagonista di importanti operazioni di “traghettamento“ da una parte all’altra del confine con particolare abilità e conoscenza dei rischi, aiutando personalità impegnate con gli alleati, tra cui spiccano Don Carlo Gnocchi ed Eugenio Cefis. Rientrato in Italia si occupò della ripresa della pubblicazione della “Gazzetta dello Sport”, dell’organizzazione di eventi cittadini a Milano e della riorganizzazione del Giro d’Italia sospeso a causa della Guerra. Entrò così a far parte dello staff di Armando Cougnet, cofondatore sin dal 1909 della “rosea” e del “Giro”, allora anziano e desideroso di passare il testimone a un giovane capace ed entusiasta.
Organizzatore, patron per antonomasia e per professione, distintosi per capacità ed estro, fondò insieme a Jaques Goddet, l’organizzatore del “Tour”, l’Associazione Internazionale Organizzatori Corse Ciclistiche con sede a Parigi. Raggiunse una grande popolarità tra il pubblico sportivo per le sue “invenzioni”. Intorno agli eventi sportivi riuscì a polarizzare gli interessi degli investitori, enti pubblici e privati e dei media, facendo raggiungere al Giro altissimi livelli di notorietà carichi di spessore agonistico. Da accorto professionista di organizzazione e produzione di eventi, non trascurò l’importante ruolo delle pubbliche relazioni e anticipando la vocazione “generalistica” di una manifestazione come il Giro, ampliandone invece la portata e mettendo a fuoco l’idea di un grande appuntamento sportivo, associato anche a spettacolari scenari turistico-culturali e ad iniziative collaterali; il gesto sportivo iniziò così ad essere valorizzato nel rispetto di canoni estetici e nell’interesse degli stessi protagonisti e del territorio.
Istituì la prima “Lega” di ciclismo professionistico con sede a Milano, puntando alla difesa della professionalità anche nel settore agonistico. Collateralmente lanciò il primo Giro Festival - passerella musicale itinerante - creò la Fiera del Giro con la partecipazione di numerosi partner commerciali, sostenne lo sviluppo dei primi “talk show”, realizzò le condizioni per il successo di rubriche giornalistiche e programmi radio-televisivi firmati da autori e conduttori di prestigio. Allestì manifestazioni sportive a vari livelli in molte discipline ed iniziative di ogni tipo in ogni parte d’Italia: tra questi il concorso “Giornalisti per un Giorno”, il premio “Io sono tuo amico”, il Congresso dei Ragazzi, “la Gran Fondo”, la “100 km di marcia”, il “Trofeo Autojunior”, ecc.
Il maggior impegno è stato comunque nel settore ciclistico, tanto forte da disegnare e portare il Giro oltre i confini nazionali. Nel 1952 ideò il Gran Premio del Mediterraneo. Nel 1973 realizzò un Giro d’Italia con una forte caratterizzazione europea, rendendo omaggio ai 6 Paesi fondatori dell’Unione Europea ed alla sua istituzione, partendo dal Belgio per arrivare in Italia attraverso Germania, Olanda, Lussemburgo e Francia. La “corsa rosa” vide altri sconfinamenti in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Principato di Monaco, San Marino, e significative partenze nel cuore del Quirinale e del Vaticano. Significative furono anche le tappe del 1946 a Trieste e del 1971 a Lubiana dove in concomitanza gli fu conferito il titolo di Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana seguito poi dal riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce. Restano indelebili nella memoria le tappe in luoghi ritenuti irraggiungibili come Piazza San Marco a Venezia, piazza dei Miracoli a Pisa, alle Torri del Vaiolet, alle Tre Cime di Lavaredo attraverso il Gavia e sullo Stelvio, la Valle dei Templi ad Agrigento, piazza del Campo a Siena, la scalata del Mortirolo e tantissimi altri centri storici, non trascurando località minori e battezzando il Muro di Sormano, il Block Haus e il Super Ghisallo.
Intrattenne innumerevoli rapporti con personalità di spicco del mondo istituzionale, imprenditoriale, manageriale in Italia e all’estero. Sensibile a tutte le tematiche di carattere sociale e culturale, avvicinò il Giro a luoghi di significativa memoria come San Patrignano e Maddaloni. Fu relatore nel 1959 al Convegno Nazionale di Studio della Federazione Italiana di Pubblicità presentando un testo su “Sport e Pubblicità”.
A Novate Vincenzo Torriani è sempre stato sensibile alle iniziative promosse dalla sua città natale: fu cofondatore nel 1945 dell’Unione Sportiva Novatese, del Corpo Musicale Santa Cecilia e del Cai. Partecipò attivamente alle iniziative Parrocchiali e oratoriali, da giovane sempre impegnato nell’Azione Cattolica. Segretario, durante la guerra, di Giuseppe Lazzati, già rettore dell’Università Cattolica, si attivò insieme ad un altro dirigente di A.C.- l’ingegner Camurati - perché durante i bombardamenti si svolgessero le riunioni a Novate nella casa paterna e non a Milano. Non mancò di offrire a Novate e Bollate la sua collaborazione affinché si svolgessero manifestazioni sportive di ogni genere e livello come il Circuito degli Assi, la Cento chilometri di Marcia, il Trofeo Garinei di ciclocross e la Milano-Torino.
Cittadino benemerito del Comune e della Provincia di Milano e altre onorificenze e riconoscimenti internazionali che lo hanno premiato per la sua molteplice e incisiva attività e personalità.
Vincenzo Torriani è scomparso nel 1996 ed ha trovato sepoltura nel vecchio cimitero. La sua dipartita lascia un segno indelebile sottolineando i tratti fondamentali di un periodo “epico” del ciclismo, come ricordato nella stele a Lui dedicata dal Presidente della Regione Lombardia nei pressi del santuario del Ciclismo - Madonna del Ghisallo dove sta sorgendo il museo del ciclismo.
Estratto da un articolo apparso su Avvenire
del 26 maggio 1973
Torriani e il Giro d’Italia
a Novate Milanese
Una festa
per il patron
Il commovente incontro
con la mamma
Novate Milanese ha festeggiato Vincenzo Torrioni e il Giro d’Italia. Il Giro d’Italia ha sempre le sue note di colore che danno allo sport un volto di gentilezza, di lealtà, quando è inteso nei suoi autentici valori. Ieri (25 maggio 1973), per la tappa Milano-Desio, il giro è transitato da Novate Milanese, terra natia di Vincenzo Torriani, l’organizzatore per eccellenza del giro. Fuori, lungo la via Bollate, laddove sono sorte la scuola materna Giovanni XXIII e l’Oasi S. Giacomo, una folla innumere di piccoli e di grandi, di scolaresche e persino di graziose vecchiette (si può dire dall’alba al tramonto della vita), con bandierine in mano, hanno salutato i girini che sono sfrecciati sotto il primo traguardo tricolore. Calorosi applausi hanno accolto l’ammiraglia con Vincenzo Torrioni a bordo, che ha sostato dinnanzi a un improvvisato palco, su cui erano numerosi sportivi e autorità. Dopo brevi parole del comm. Faroldi, è stata consegnata al concittadino Vincenzo Torrioni una grande medaglia d’oro a riconoscimento dei suoi meriti sportivi (vedi fotografia). Visibilmente commosso Vincenzo Torrioni ha mandato un saluto alla sua cara mamma che da una finestra della scuola materna, seguiva con lacrime di gioia la fugace cerimonia che veniva a premiare il suo diletto figlio. Il quale è partito subito a tutto spiano con la sua ammiraglia per riprendere il posto di comando, in questo interessantissimo Giro d’Italia, che sa suscitare ancora e sempre entusiasmi ed applausi portandosi ovunque un’ondata di giovinezza per le strade dell’Europa.
Ritorna la Milano (Novate) - Torino
Nel tempo siamo stati un po’ tutti testimoni di imprese ciclistiche per le quali ci siamo entusiasmati, abbiamo sofferto, applaudito e discusso animatamente, parteggiando per questo o quel campione, rievocando negli anni le sue gesta, imprecando per il maltempo o la sorte avversa, dimenticando gli errori ed evidenziando i pregi. Questo vale in genere per tutti gli sport e ancora di più vale per il ciclismo che, da sempre, rappresenta il sacrificio incondizionato, l’impegno e lo sforzo profusi indistintamente da campioni e da gregari in ogni competizione, senza distinzione alcuna tra campionati del mondo o piccoli trofei.
Le maglie iridate, rosa, gialla, amarillo, verde, blu e ciclamino restano fissate negli albi d’oro delle singole gare e mettono in luce i gesti atletici compiuti anche da chi non è riuscito in quel frangente ad indossarne una, rendendo indelebili anche le gesta che il tempo inesorabilmente cerca di sbiadire.
Anche la Milano-Torino, la più antica classica in linea dal 1876 ancora oggi disputata, ha la sua storia, il suo richiamo, i suoi protagonisti, campioni che nel tempo hanno contribuito ad arricchire di fascino questa competizione.
Attraverso queste righe vogliamo far festa a questa ”veterana“ che da dieci anni ha preso casa a Novate e, con essa, a quanti nel tempo l’hanno voluta, interpretata, applaudita lungo il suo percorso; strade che hanno cambiato volto ma che conservano immutato lo spirito iniziale. Così nell’anno 1995 per interessamento di un Comitato cittadino, l’adesione dell’Amministrazione Comunale, con la collaborazione della Parrocchia, dei gruppi sportivi Osal e Osmi, della direzione del Cinema Nuovo, degli Amici dei Circolino ancora in vita, si è giunti all’accordo con la Gazzetta dello Sport che ha assegnato a Novate la partenza di questa gara internazionale che negli anni precedenti aveva luogo dall’albergo Leonardo da Vinci a Milano.
Quest’anno, decennale della scomparsa di Vincenzo Torriani, ritorna la Milano -Torino con la sua 91ª edizione, la decima da Novate (escludendo il 2000 annullata per maltempo), e siamo certi che gli amici sportivi e tutta la popolazione sapranno ancora trasmettere l’entusiasmo e il calore dimostrato fino ad oggi accogliendo i partecipanti con i loro incitamenti e gli auguri d’obbligo!
Ringraziamo gli attuali dirigenti della Rcs Sport che hanno voluto tenere legata la Milano-Torino a Novate.
Questo focus è stato realizzato
grazie alla preziosa collaborazione
di Aleardo Faroldi (per la redazione
dei testi) e di Matteo Taino
(per il materiale fotografico fornito).
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