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Ci scrivono

Il "Grande Palazzetto"
Due medaglie d'oro e Tre d'argento nel 2008 per Laura Buila
Automobilismo a Novate: secondo anno, seconda vittoria
Cade il cedro del Libano sulla via Brunetto Latini
Vi invito a leggere questa esperienza
Ricordo di Emilia Longhi
Arte a San Carlo
Carissimi novatesi...
"Rose"
A proposito di yoga cristiano a Novate
Piazza della Pace
Spunti e riflessioni
Grazie al Corpo Musicale Santa Cecilia
Una cittadina preoccupata
Ragazzi della Banda
"Classe 1944"

Il “Grande Palazzetto”

Sono un’atleta che si allena tre volte alla settimana nel rinomato, ristrutturato “Palazzetto delle meraviglie” di Novate. Da troppo tempo sento parlare di questa struttura come la più bella di Lombardia: posso garantirVi di averne visitate parecchie in molti anni di campionati di pallavolo dalla serie C regionale alle divisioni inferiori e potrei stilare un lungo elenco di strutture, anche più piccole, anche di paesi di dimensioni inferiori a Novate che in quanto a estetica, funzionalità, accessibilità, manutenzione ci surclassano. L’articolo pubblicato sull’ultimo numero di I.M., oltre a ribadire la maestosità e la bellezza del Palazzetto,(solo gli alberi in primo piano sulla foto celano una parte della bruttura architettonica) afferma inoltre dichiarazioni NON VERE delle quali i novatesi non sono informati:
come si può definire funzionale un palazzetto in cui ci si allena MA NON SI PUO’ GIOCARE o meglio NON SI POSSONO DISPUTARE GARE perché la struttura dall’inaugurazione ad oggi NON e’ omologata ad accogliere il pubblico?
Prima di ribadire la grandiosità di una struttura che di grande ha avuto solo il costo (più di TRE MILIONI DI EURO) bisogna provvedere alla sua omologazione: nonostante l’annuncio della realizzazione di bagni e bar reception per il pubblico, il pubblico da anni non può accedervi e gli atleti sono costretti a giocare campionati in altri campi con grave penalizzazione che chi mastica sport conosce bene.
Allora, visto che il Palazzetto, bello o brutto, é lì, in via De Amicis, facciamo che sia davvero funzionale e accessibile a tutti.
M.C.

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Due medaglie d’oro e tre d’argento nel 2008 per Lara Buila

Anno denso di impegni e di soddisfazioni per la giovane accademista novatese. Con la nazionale U22 a Torino ha vinto il 1° campionato europeo di softball, distinguendosi per la sua ottima media battuta e come autrice di uno spettacolare fuoricampo. Con la nazionale Juniores in Germania, dove partecipavano ben 19 nazionali europee, un secondo posto per le italiane battute in finale dalle eterne rivali olandesi. Lara è stata premiata per aver effettuato il primo fuoricampo sul campo di Deggendorf. Altro impegno a settembre a Bollate con il proprio Team, per la Coppa delle Coppe. Medaglia d’argento per la squadra Bollatese, battuta in finale dalle olandesi dello Sparks. Secondo posto anche per il campionato di softball di serie A1 per il Team bollatese, lo scudetto è andato alla squadra di Forlì. Per Lara la stagione si è conclusa positivamente con uno scudetto nelle U22, con una emozionante finale a Langhirano, ottima la sua prestazione. Lara ha fatto rientro a Tirrenia presso il centro federale del Coni per proseguire la preparazione tecnica e atletica, e per concludere i suoi studi superiori.
BSC/M.Q.


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Automobilismo a Novate:
secondo anno, seconda vittoria

Grande successo per il team tutto novatese MC MOTORTECNICA di Capelli Mattia e Cortelazzo Moreno nel campionato ITCC (Italian Touring Cars Competition) che si è concluso a fine 2008 con l’ultima gara disputata sul circuito di Vallelunga.
L’avventura era cominciata nel 2007 con l’elaborazione della vettura Honda Civic Type R che aveva vinto nello stesso anno il campionato ITCC categoria 24h special.
Non contenti, nel 2008 sono partiti con una vettura nuova: una Honda Accord super 2000, categoria regina dell’ITCC.
Lo sviluppo della vettura è cominciato a febbraio con le prove sul circuito di Valencia alternandosi al volante i drivers milanesi Massimo Arduini e Ivan Capelli, quest’ultimo arrivando a pochi decimi dai tempi raggiunti dai team ufficiali del WTCC (Mondiale turismo).
La stagione si è articolata su sette appuntamenti (Vallelunga, Magione, Adria, Varano, Rijeka, Brno e gran finale a Vallelunga) ottenendo 3 vittorie, 3 secondi posti e un terzo consentendo all’MC MOTORTECNICA di vincere il campionato italiano ITCC. Oltre all’Itcc il team novatese ha partecipato con le proprie Renault Clio a diverse gare in pista e nei rally ottenendo buoni piazzamenti.
I programmi del 2009 prevedono la partecipazione alla Renault Clio Cup ,all’Itcc e qualche gara nel WTCC....
L’MC MOTORTECNICA, con il presente articolo, vuole ringraziare i propri Piloti e tutti i suoi collaboratori indispensabili per la conquista del Campionato Italiano e per la buona riuscita di tutta la stagione.
MC MOTORTECNICA s.n.c.
Via R.Sanzio
Novate Milanese

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Cade il cedro
del Libano sulla
via Brunetto Latini

Il giorno 7gennaio 2009, durante una copiosa nevicata, improvvisamente, un ultra centenario Cedro del Libano si è abbattuto con grande frastuono sulla via Brunetto Latini colpendo di striscio un malcapitato passante causandogli la frattura di una gamba.
La prima reazione sia dei passanti che degli abitanti dell’antistante condominio è stata di incredula sorpresa. Nessuno pensava in quel momento che un albero di quelle dimensioni potesse crollare sotto il peso di una pur abbondante nevicata.
Prima ancora che giungessero le forze dell’ordine (vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile) il primo istintivo timore è stato per gli eventuali danni che un colosso di quelle proporzioni avesse potuto arrecare a persone e cose presenti sulla via Latini nelle ore del mattino di solito molto trafficata. Il malcapitato passante, subito ricoverato in autoambulanza seppur grave è apparso comunque un danno limitato al confronto di una tragedia di maggiori dimensioni qualora avesse investito col suo peso di parecchie tonnellate passanti, veicoli o autobus normalmente circolanti in quella ora sulla via Latini.
Passato il primo momento di sgomento tra tutti i presenti sono apparse le prime considerazioni sull’albero caduto. Da tanti anni era un amico di famiglia silenzioso, generoso, con le sue ampie fronde ombrose era ricovero di uccellini di ogni genere. Con la sua mole imponente che raggiungeva il sesto piano del condominio antistante, era l’espressione vivente della storia della via Brunetto Latini.
Appariva in tutte le fotografie di quando eravamo giovani con i nostri bambini.
Il solo rammarico che ora ci rimane è quello di non averlo aiutato nel momento del bisogno.
Bastava togliergli un poco di neve o meglio potarlo durante la primavera.
Ora non c’è più; come tutti gli amici lo ricorderemo sempre e solo nella nostra mente sarà sempre vivo con un sentimento che solo a noi appartiene.
Giovanni Locatelli

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Vi invito a leggere questa esperienza

Ebbene sì sono riuscita a vincere la pigrizia e a partecipare alla prima parte di 40 ore del corso per soccorritori volontari indetto dalla SOS di Novate, iniziato in ottobre 2008 e terminato in dicembre. La seconda parte di 80 ore è iniziata in gennaio dell’anno in corso ed è riservata a chi vorrà fare volontariato sulle ambulanze. La mia intenzione era quella di sapermi muovere correttamente nel caso mi fossero capitati casi bisognosi di aiuto durante il percorso della mia vita.
Il corso è stato molto interessante e per la teoria e per la pratica e per il senso di umanità che abbiamo respirato nelle varie serate. Gli insegnanti molto chiari e qualificati e i “ragazzi/e” veterani/e di volontariato sulle ambulanze che ci hanno insegnato ad usare le attrezzature (stecco benda, collarino, la barella cucchiaio, la spinale ecc.) pazienti e incoraggianti davanti alle nostre difficoltà in un’atmosfera di cordiale serietà. Alcuni di loro sono anche padri e posso capire, avendo anch’io una famiglia con quante rinunce hanno deciso, oltre ai loro turni sulle ambulanze, di esserci per noi.
Alla D.ssa Valeria, al Dr. Matteo, a Davide Croci (Direttore del corso responsabile formazione), ad Emanuele Caporali (Presidente) a tutti i nostri insegnanti e collaboratori (di cui non ricordo il nome) il mio GRAZIE e sono sicura il grazie di tanti altri che hanno partecipato al corso.
E ogni volta che sento la sirena di un’ambulanza il mio pensiero va a loro e mi risuona nelle orecchie la voce dell’istruttore che durante una lezione di pratica in una situazione di arresto cardiaco o di shock, abbassato sulla persona che sta male e scuotendola dice: “Signora, signora mi sente?” Persona incosciente, chiamate il 118........e ripasso mentalmente ciò che ho imparato e che il protocollo richiede per l’aiuto necessario.
Rosanna Cappelli

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Ricordo di Emilia Longhi

Abbiamo letto con commozione e sorpresa il manifesto che annunciava la scomparsa della Signorina Longhi Emilia ,conosciuta da molti Novatesi per la sua attività svolta in passato presso la Fratelli Testori, Abitò in via Baranzate e poi si trasferi in via Tasso, come socia della cooperativa Casa Nostra Era nata il 26 Giugno 1919, e “ringraziava il Signore per averla fatta nascere in una famiglia cattolica, con sani principi morali, in cui si è sempre cercato di aiutarsi e di volersi bene”.
Da adolescente amava molto suonare il pianoforte ma anche il canto e il ballo. A 18 anni frequenta un corso di Esercizi Spirituali a Rovagnate e li incontra due persone: Amalia Tasso e Ezia Fiorentino,figure assai note dell’A.C. diocesana alle quali comunicò il perché dei suoi studi di lingua aramaica e corsi speciali di malattie tropicali. Nella sua mente era gia sorto il desiderio di portare la buona novella in Africa. Nel maggio 1939 seguì una semplice cerimonia di vestizione ed inizia la sua via in Etiopia tra attività diverse ed impegnative per il corpo e lo spirito. Nella primavera del 1943 con i suoi orfanelli dovette prepararsi al rimpatrio.
L’ Emilia dovette affrontare una strana malattia che l’obbligò a deporre l’abito tanto sognato delle Canossiane, ed intraprendere un nuovo cammino, da secolare con il ritorno all’Azione Cattolica e l’ammissione al Terzo ordine Francescano con il nome Maria Chiara Francesca.
Seguirono gli studi di Assistente Sociale e il praticantato con l’interessamento di diverse pratiche.
Ci fu quindi l’incontro con Sormano da dove proveniva la ditta Testori e dove nel 1955 fu costruito uno stabilimento di filatura. Fu interessata alla formazione degli aspiranti operai.
A Novate , Emilia Longhi ebbe occasione di conoscere le Associazioni e le realtà caritative, portando il suo contributo culturale e professionale. La signorina Longhi, dovette far fronte a difficoltà inaspettate dovute alla sua attività di Assistente Sociale ma la preghiera e la sua generosità l’aiutarono e dedicarsi ad altre iniziative, sempre rivolte ad opere di bene,di carità,di ascolto di associazionismo tra giovani e anziani. Dobbiamo infine ricordare la sua elezione nel 1975 nella lista della D.C. in consiglio Comunale,dove si interesso’ dei problemi dei servizi sociali ,assistenziali ed educativi.
Per Lei il grato e doveroso ricordo di tutta la Comunità Novatese.
Aleardo Faroldi
Mariangela Brambilla

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Arte a San Carlo

Segnaliamo sul presente numero del giornale novatese, la pubblicazione curata dalla Prof. Cristina Silvera in merito alle opere realizzate e donate dall’artista Emanuele Gregolin per la Chiesa di San Carlo.
La pubblicazione verrà presentata durante un pubblico momento inaugurale e proposta successivamente presso le librerie del territorio.
Il Comitato Promotore
dell’Iniziativa

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Carissimi novatesi,

per la mostra di pittura e della presentazione della biografia di mio fratello Padre Ambrogio Fumagalli, scritta da mio nipote Mario, svoltasi presso Villa Venino, voglio ringraziare tutti i presenti per l’affetto dimostratomi. Voglio dire a tutti questi amici che ho fatto quello che mio fratello mi diceva sempre:”Maria desidererei tanto che a Novate vi fosse una mostra permanente dei miei quadri così mi ricorderanno sempre”.
Sono felice che questo suo desiderio si sia realizzato. Ringrazio in prima persona il nostro sindaco prof. Silva, il comitato promotore per le iniziative intraprese a ricordo del decimo anno della scomparsa di mio fratello. Inoltre voglio ringraziare l’Auser per la loro presenza continua per tutto il periodo della mostra.
Grazie ancora e un carissimo saluto a tutti.
Maria Fumagalli

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“Rose”

Cristalli d’amore che splendono sotto il sole di maggio
come fiamme che si accendono nel cuore di giovani innamorati
fiamme che piano, piano si spengono.
Come il cuore, la rosa è una ricchezza che non si
vede, non si compra ma si regala.
Gli amori non sono eterni
ma l’amore è sempre e per sempre.
A volte dubito di me stessa, del mio proprio vibrare
Accade nella separazione degli altri, una rosa
non è isolata è un sole.
Vorrei placare la tua ansia spargendo
petali di rose sopra la tua porta.
Pino

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A proposito di yoga cristiano a Novate

A Novate da anni in qualche centro, che ho frequentato, si praticano in un’ottica cristiana e si s’insegnano gratuitamente Yoga e meditazione. E a proposito di meditazione su Avvenire quotidiano cattolico del 2/1 Antonio Giuliano nell’art. “Yoga cristiano, chance o New Age?” imperniato sulla domanda se esiste uno yoga cristiano, posta dal gesuita D. Magni sulla rivista Popoli, cita il barnabita Antonio Gentili. Questi nel saggio Le ragioni del corpo definisce lo yoga «una disciplina tendente all’autorealizzazione che può portare all’abbandono in Dio» e prosegue «Del resto anche Agostino disse: “Ti cercavo fuori e invece eri dentro di me” [...] e anche per il benedettino francese Henri Le Saux lo yoga non era certo un metodo antistress. Ci sono testi famosi come Yoga per i cristiani del monaco Jean - Marie Déchanet» Giuliano cita ancora Gentili «la Lettera Orationis formas, scritta nel 1989 dall’allora cardinal Ratzinger, rilevava come le autentiche pratiche di meditazione dell’Oriente cristiano e delle religiosità non cristiane possono costituire un mezzo adatto per l’orante. Giovanni Paolo II nella Lettera sul Rosario scrisse che è una preghiera occidentale con lo stesso simbolismo psicofisico di quelle orientali ritmate sul respiro e su una formula ripetuta. Anche la posizione, per esempio, deriva dal profeta Elia, rannicchiato, che si accoccola col mento tra le ginocchia: è un atteggiamento che favorisce l’ossigenazione» E continuava Gentili «[...] c’è ancora ignoranza da parte del clero, talvolta si parla di yoga e zen senza saperne nulla» Prosegue l’Avvenire “Anche il missionario Piero Gheddo assicura: «Al Pime di Milano siamo stati tra i primi negli anni Settanta ad aprire una scuola di yoga cercando di applicarlo al Vangelo [...]». Ancora Giuliano:”Lo psicanalista Claudio Risè da parte sua spiega: «È una pratica che [...] ben fatta può contribuire ad una positiva evoluzione psichica e spirituale [...] anche l’ascolto interiore apre all’incontro con l’altro e con Cristo [...]» Avvenire si chiude con le riserve del sociologo Massimo Introvigne direttore del Centro studi sulle nuove religioni. Una considerazione finale della sottoscritta: trovo interessanti i libri del monaco cristiano Antony De Mello esperto di meditazione e illuminanti quelli del monaco indiano Yogananda (in particolare “Autobiografia di uno yogi”) che negli anni venti portò il Kriya yoga in America
Rita Blasioli

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Piazza della Pace

Alcune precisazioni sull’articolo pubblicato sul numero 1 di Informarzioni Municipali del febbraio 2008 col titolo “Estensione parcheggio”, a firma “Il cittadino Luigi Gusmano”

Abito nel quartiere in cui si trova la piazza della Pace e, da cittadino che ritiene importante il senso civico e la partecipazione democratica, ai primi di dicembre 2007 mi sono accorto che erano iniziati dei lavori di scavo nel parco pubblico di via Marzabotto. Da me interpellato, il responsabile del cantiere mi ha informato che scopo dei lavori era la realizzazione di un parcheggio. Mi sono chiesto il perchè della costruzione di altri parcheggi, vista la loro abbondanza nel quartiere (ad esempio: area Coop, via Torriani, parcheggio adiacente il campo sportivo). Ho pensato quindi che il nuovo parcheggio, data la prossimità col bar “Mago di OZ”, fosse funzionale a questo esercizio commerciale. E così ho scritto nella mia lettera al periodico comunale “Informazioni Municipali”: “vedo un’operazione tutta legata all’attività commerciale del bar”; e ancora: “una decisione...che tiene conto delle esigenze del singolo a scapito della collettività a cui è stato sottratto quel poco di verde rimasto a Novate”.
Successivamente, ad una riflessione più approfondita, ho riscontrato che tale ipotesi era infondata, e di questo mi scuso con chi ho ingiustamemte accusato.
La mia lettera si soffermava anche sullo stato di degrado presente nella piazza della Pace. Tale degrado era già stato segnalato (anche su Informazioni Municipali) da altri cittadini. A tale proposito, scrivevo: “Proprio quella zona è oggetto di sporcizia e degrado del quartiere, provocata da persone che frequentano il bar, ma soprattutto da chi gestisce il bar”.
Devo precisare che l’attribuzione di responsabilità al gestore del bar è stata una illazione: mi rendo conto che non è tanto l’esistenza del bar a provocare il degrado, quanto il comportamento di alcune persone maleducate che frequentano la piazza della Pace. Di conseguenza ribadisco le mie scuse nei confronti del gestore del bar.
Il cittadino
Luigi Gusmano

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Spunti di riflessione

Sono un cittadino di Novate da quasi cinque anni e ho avuto modo di osservare quanto è stato fatto dall’Amministrazione Comunale uscente.
Da un lato, tutti i cittadini possono constatare l’evoluzione esteriore di Novate che ha anche avuto il riconoscimento dello status di “città”: il Polì, la Villa Venino, le piste ciclabili, la riqualificazione urbana di alcune strade. Queste opere sono sotto gli occhi di tutti e non possono che essere apprezzate da chiunque anche perché sono state pubblicizzate sul calendario del Comune diffuso a tutti i residenti.
Tuttavia, accanto a tutto ciò, sono stati trascurati alcuni aspetti sociali della città e ne cito alcuni.
Asili e nidi pubblici. A Novate i posti nelle scuole per l’infanzia comunali non sono sufficienti; per questo motivo, molti genitori sono costretti a rivolgersi agli asili privati, con aggravio dei bilanci familiari.
Anziani, malati, non autosufficienti. L’assistenza domiciliare per gli aspetti di competenza del Comune non riesce a soddisfare tutte le esigenze di chi, trovandosi nel bisogno, ne faccia richiesta.
A ciò si aggiunge l’insufficienza di posti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali convenzionate con il Comune. Nella Città manca inoltre un centro di aggregazione per anziani.
Inoltre la gestione del patrimonio pubblico operata dall’Amministrazione mi è apparsa talvolta rivolta a soddisfare le esigenze di pochi soggetti privati: la chiusura dell’accesso alla via Cornicione per costruirvi la rampa dei box dei pochi cittadini residenti negli appartamenti annessi alla Villa Venino, la vendita del terreno della scuola elementare di via Manzoni a privati per costruire appartamenti di lusso, la svendita di alcuni terreni per ripianare i debiti contratti dal Comune. La scelta dell’Amministrazione Comunale di accollarsi il 49% degli investimenti (e delle ricapitalizzazioni a fronte dei disavanzi di bilancio) per la gestione di alcuni servizi (piscina, mense scolastiche) è a mio giudizio svantaggiosa per gli interessi della cittadinanza in quanto, a fronte di ingenti spese e perdite, non è garantito al Comune il potere decisionale, che viene lasciato al soggetto privato. Auspico che la prossima Amministrazione Comunale, a qualsiasi schieramento politico appartenga, consideri gli aspetti da me sollevati e renda la Città più vivibile anche per le persone socialmente più deboli.
Un cittadino

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Grazie al Corpo
Musicale Santa Cecilia

La serata del 60esimo anniversario, di cui si possono dire tante cose... la voglio descrivere con l’unico aggettivo che balza alla mia mente: MERAVIGLIOSA!
E’ stato un periodo di organizzazione, divertimento, “mal di testa”, aggregazione, fantasia... questo grazie a voi tutti.
Durante le fasi preparatorie sono semplicemente impazzito... Tutto era pronto ma era ancora nelle nostre teste. Avevamo provato ma ora sembrava diverso, sembrava dovessimo stravolgere l’intero copione perchè non ce la facevamo...
Siamo partiti! Mi sono divertito. Mi sono agitato. Mi sono commosso. Mi sono entusiasmato.
Ed infine mi son detto “ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti nel nostro intento” il pubblico era con noi!
Guardare la sala piena di persone coinvolte durante la serata, è stato per me il riconoscimento del nostro lavoro.
Ragazzi, voglio sottolineare l’impegno e la passione che hanno apportato Riccardo G., Paolo e Luca che alla capacità di gestione e di improvvisazione hanno materializzato tutte le idee che sono nate dalle lunghe serate in sede.
Grazie a Chiara. Durante questi anni mi hai fatto conoscere ed entrare in questo mondo, assolutamente nuovo per me. Mi hai fatto scoprire la musica, quella vera, quella che vivi e che porti con te! Spesso canticchio le musiche: Morricone, Concerto d’Amore, qualche marcetta, Blow the trumpet... e sono felice! Mi scappa da ridere anche per strada, nel ricordare quello che succede durante le prove o i concerti!
A Gibertini, a tutto il Consiglio di amministrazione della Banda: che hanno creduto nell’evento e ci hanno dato il loro supporto fin dal primo momento; a Nazzareno e Maurizio, che hanno scavato a fondo e che hanno suscitato in tutti emozioni con dei ricordi unici e commoventi.
Infine, ma assolutamente non per importanza: un ringraziamento Enorme a tutto il Comitato Organizzativo, che grazie alla pazienza, improvvisazione sul palco, le idee geniali, gli arrangiamenti dei pezzi, la scenografia e lo spirito allegro con il quale ha affrontato l’intero evento, ha reso la serata veramente UNICA!
Non farò nomi, ma con queste righe vi voglio esprimere tutta la mia gioia e riconoscenza.
Pur non suonando, ho sentito di far parte di questa pazza comitiva e devo dire che la Banda mi ha regalato un sacco di ricordi ed emozioni che mai nella vita scorderò.
GRAZIE
DI CUORE,
Stefano Tarro

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Egregio Assessore ai Lavori Pubblici,

quando potrò uscire di casa senza temere di cadere ancora? I marciapiedi che da casa mia, in via Morandi, conducono alla chiesa sono dissestati, pieni di buche, sporchi di escrementi di cani e piccioni, per cui devo scegliere tra rischiare di cadere, per giunta in tanta sporcizia, oppure scendere dal marciapiede e rischiare di farmi investire. Le ho già scritto il 10 luglio con raccomandata A/R queste mie difficoltà, dopo essere caduta sul marciapiede dissestato in via Morandi, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Chiedo il suo intervento per la sistemazione dei marciapiedi in questione, in modo da risolvere questo problema, comune a tanti altri cittadini e sollevato anche dal signor Maccalli nel precedente numero di Informazioni Municipali. Cordiali saluti.
Una cittadina preoccupata

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Ragazzi della Banda

Sono ormai passati due anni da quando uno sparuto gruppo di padernesi si è unito al corpo musicale santa Cecilia, verrebbe da dire che ne è passata di acqua sotto i ponti del Garbogera, ma non è nulla in confronto ai sessant’anni compiuti dalla banda. Mentre scriviamo le celebrazioni per questa importante ricorrenza si sono appena concluse e, senza scadere nel melenso, possiamo fare un bilancio sicuramente positivo di tutte le iniziative a cui abbiamo partecipato.
Oltre ai classici concerti, sicuramente ben riusciti vista l’affluenza e il calore che il pubblico ci tributa in ogni occasione, ci piace ogni volta sperimentarci in qualcosa di nuovo o inusuale per noi, ma anche per una qualunque normale banda di paese. Questa volta abbiamo voluto misurarci con un’esperienza musicale abbastanza delicata: la convivenza tra un plotone di strumenti a fiato con una voce solista e ciò in ben due occasioni. La prima è stata durante le celebrazioni del quattro novembre per la festa delle forze armate, quando il corpo musicale ha accompagnato l’Inno di Mameli magistralmente cantato dal baritono Andrea Dolcini. La seconda, meno solenne, ma altrettanto spettacolare, è stata in occasione del concerto di Natale, durante il quale la morbida e potente voce di Gloria Brescianini è stata accompagnata dalla banda in una memorabile esecuzione di Memory, tratta dal musical Cats e portata al successo da Barbra Streisand. Dopo la divertente e riuscitissima festa per il sessantesimo non c’era modo migliore per affermare ancora una volta che la banda è viva, attiva e sempre in cerca di nuove sfide e, anche se ora sono bollatese per matrimonio, sono felice che non siamo più quelli di Paderno che si sono aggiunti alla banda di Novate, ma, semplicemente e finalmente (come ho avuto modo di dire al concerto di Natale) ragazzi della banda.
Matteo Brescianini

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“Classe 1944”

Ricorre quest’anno per la classe 1944 il “sessantacinquesimo” compleanno ed una debita riflessione ci deve ricordare la coesione e compattezza dei suoi coscritti che, fin dal 1981, organizzano costantemente incontri almeno una volta all’anno per condividere e mantenere vivo nel tempo rapporti d’amicizia e conoscenza.
E’, la nostra, una classe fortemente impegnata nelle attività civiche della nostra cittadina, come dimostra l’impegno politico di diversi dei suoi coscritti che ritroviamo nell’amministrazione comunale: l’assessore Chiovenda e due consiglieri, Saita e Ballabio.
Non manca l’apporto associativo con Gibertini presidente del Corpo Musicale S. Cecilia da 26 anni e Locati economo da 30 anni e segretario da oltre 10 del Club Alpino Italiano, nonché il suddetto Saita già presidente dell’Associazione Commercianti Territoriale di Bollate e ora presidente onorario e anche vice presidente italiano delle opere sociali “Santo Hermano Pedro Antigua Guatemala”.
Plebani membro della Direzione Cinema Teatro Nuovo.
Ricordiamo anche nel passato la presidenza di Garlati dell’Associazione Agricoltori, nonché di Zanforlin, ora purtroppo scomparso, quale presidente dell’Associazione Cacciatori.
Nel settore sportivo, recentemente Mauri si è conquistato il titolo di Vice Campione Mondiale dei Cercatori d’oro.
Alla luce delle suddette citazioni, si può definire un quadro decisamente positivo per questa Classe a cui si augura un Buon Compleanno, ma soprattutto un proseguimento proficuo dell’attività volenterosa dei suoi coscritti.
Classe 1944

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