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Ci scrivono

Plastica e diossina a Novate
A Novate, mio paese natio
Addio a Camillo
Una precisazione sul bilancio
Rendete pubblico il P.G.T.
Il console incontra gli studenti del "Primo Levi" di Bollate
Dall'albo pretorio al sito web
150 anni dopo: via Nino Bixio
Muri appesi ai crocifissi
Un ricordo ormai lontano
Franco Cartanese sprona il Corpo Musicale Santa Cecilia

Plastica e diossina a Novate

Nella notte di Natale ha preso fuoco a Bollate la Beretta Rottami (ex Area Cerruti) sede di un impianto per il recupero di elettrodomestici. L’incendio, si pensa doloso, frutto della combustione di materiale plastico e di gomme stoccate nei magazzini, non è stato domato in fretta. Le fiamme alte fino a 11 metri hanno rilasciato pericoloso fumo nero per più di 24 ore. Il vento da nord-ovest ha fatto il resto: la nuvola tossica ha rapidamente raggiunto l’intero territorio Novatese. Se si pensa che ogni giorno inspiriamo ed espiriamo, attraverso i polmoni, 15.000 litri d’aria e che il semplice fumo di sigaretta contiene non decine, non centinaia ma migliaia di sostanze chimiche dannose (benzopirene, aldeidi volatili, sostanze aromatiche..) si può intuire la gravità dell’accaduto.
A partire dal 26 dicembre un fortissimo odore di gomma bruciata si è diffusa per tutta Novate rendendo l’aria irrespirabile. Ogni volta che brucia della plastica si sviluppano sostanze altamente cancerogene tra cui le diossine. Inquietata dall’accaduto desidero che il Comune di Novate, insieme ai suoi cittadini, chiedano la pubblicazione delle analisi effettuate dall’ARPA che mostrino con precisione la composizione delle sostanze chimiche che purtroppo abbiamo respirato. In questi casi la precauzione non è mai troppa se si pensa che anche quando bruciamo la legna nel camino la cappa fumaria ci protegge i polmoni da sostanze irritanti e pericolose; a maggior ragione dobbiamo proteggerci quando a bruciare non è solo legna o carta ma è della plastica che deriva dal petrolio. Mi rammarica pensare che in un periodo storico dove l’informazione sembra abbia raggiunto la sua massima potenzialità (digitale terrestre, internet, pay TV), non si sia approfondito un fatto molto grave che ha coinvolto i cittadini di Novate in primis e che, in una notte, ha violato il diritto alla salute di tutti noi.
Una cittadina di Novate
Elisa Zini

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A Novate, mio paese natio

Un’ape ronzante narrava
di ginestre sulla collina,
storie di sole e di silvestri aromi.
Ricordo un mazzetto di timo
raccolto sul viottolo pietroso
che guardava il mare.
Nella luce trionfante
mi turbava uno strano sconforto,
come di chi abita un luogo non suo.
Una pena sottile: forse nostalgia ?
Improvviso e forte il tuo richiamo
Lombardia, terra mia,
il richiamo del mio paese nativo.
Io seppi di amarvi oltre ogni splendore,
della mia vita la prima luce,
il primo cielo, i volti primi,
suoni e parole.
E fu gioia tornare da te
che mi attendevi, madre,
e parlarti di azzurro e di fiori:
più belli mi parvero
dentro al tuo sorriso.
Silvana Botta

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Addio a Camillo

E’ mancato all’affetto di tutta la famiglia, il primo giorno del 2010, Camillo Ferrari, novatese “doc” e persona stimata su più versanti per l’impegno profuso a favore della comunità cittadina e non solo, ricoprendo negli anni numerosi incarichi anche a livello politico.
In queste poche righe, voglio ricordare alla comunità cittadina il Camillo Ferrari uomo, la persona, ciò che ha rappresentato per la famiglia, per i suoi cari, prima ancora che il personaggio pubblico, attivo a Novate così come sulla scena del capoluogo lombardo e a Massino, luogo di cui divenne anche sindaco.
E’ difficile riassumere 80 anni di vita in un breve testo, ma poche parole possono essere comunque sufficienti per mettere in luce ciò che ha rappresentato per tutti noi.
Camillo è nato a Novate il 19 ottobre 1929 ed è stato battezzato nella chiesa parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso il giorno 24 dello stesso mese da don Arturo Galbiati, lo stesso sacerdote che, 25 anni dopo lo sposerà a Carla Uboldi. Molti potrebbero citare episodi e aneddoti del Camillo “pubblico” ma sono gli aspetti più personali quelli che meglio descrivono le caratteristiche di un uomo animato da una profonda fede cattolica, aspetto che ha caratterizzato la sua intera esistenza in vita.
Non potrò mai dimenticare gli sforzi compiuti nei confronti della famiglia per preservarne l’unità e l’unitarietà ed il riferimento maschile che è stato per tutti suoi nipoti. Camillo era un cattolico e, guidato da questi valori, ha svolto il proprio mandato di sindaco a Massino dal 1995 al 1999, adempiendo anche da profondo cattolico al dovere di celebrare unioni matrimoniali civili; “Ricordatevi di essere fedeli” ripeteva alle giovani coppie d’innanzi a lui per il matrimonio.
E’ stata un’esistenza che offre numerosi spunti di riflessione quella di Camillo, venata anche da una profonda amicizia con don Zibetti di cui negli anni è divenuto anche amministratore dei beni ed esecutore testamentale, compito, quest’ultimo che non ha potuto portare a termine considerato che lui e l’amico sacerdote hanno lasciato la vita terrena a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.
Restano ora i suoi insegnamenti, i valori che ci ha trasmesso e la voglia di vivere che lo ha accompagnato fino all’ultimo.
Ora riposa nel cimitero di Lesa e guarda verso il “suo” lago Maggiore.
Annamaria Ferrari

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Una precisazione sul Bilancio

Mi permetto di ricordare che il Patto di Stabilità esiste da anni, con vincoli analoghi anche se con formulazioni diverse, e nonostante questo l’Amministrazione Silva è riuscita a realizzare opere per milioni di euro e ad assicurare servizi alla persona sempre migliori così da porsi, assieme a Paderno Dugnano, ai primi posti tra i comuni della zona: il problema vero è che l’Amministrazione Silva “sapeva dove trovare i soldi” con una saggia politica di bilancio, azzerando i mutui, mettendo a frutto il patrimonio comunale, che è quasi triplicato, arrivando a quasi 40 milioni di euro, eliminando le spese non necessarie e... quelle “ideologiche”, riducendo significativamente le spese di manutenzione, grazie agli interventi di messa a norma e di ristrutturazione, ecc. L’Amministrazione Guzzeloni e l’ass. Ferrari, invece, pare che non ne siano capaci, se si rifugiano in certi giochi di parole che sanno tanto di “bugie politiche”.
Qualunque cittadino e qualunque “saggia massaia” sa che un conto è trovare in “cassa” il tesoretto, che io ho lasciato, di 12.352.074,41 euro, anche se non tutto spendibile, con 0 euro di debiti, un patrimonio di quasi 40 milioni di euro e un bilancio in ordine, altro è trovare, lasciatici dall’Ammin. Fumagalli, più di 7 milioni di euro di debiti per mutui, un bilancio, quello del 1998, con le spese correnti maggiori delle entrate (hanno “quadrato i conti” “mangiandosi” parte dell’avanzo precedente), altrettanto per il bilancio del 1999 (anche l’assessore Ferrari allora l’aveva definito “bilancio elettorale”), che la nuova Amministrazione Silva riusciva ugualmente a quadrare grazie al nuovo assessore al bilancio Pellizzari. Senza contare le sorprese negative (ad es. più di 380 milioni di debito “ereditate” dall’Amministrazione Fumagalli per rimborsi all’Esatri), anzi ho lasciato sorprese positive (es. nuove entrate per ICI arretrate).
L’assessore, inoltre, non ricorda più le sue “focose arrabbiature” nelle prime riunioni del 1999-2000 quando, con l’entusiasmo di un giovane assessore alla Istruzione, Cultura e Sport, voleva realizzare grandi cose e invece s’era trovato “senza una lira”. Aveva scoperto che, dopo l’Ammin. Fumagalli, non c’era né una palestra, né una scuola sicura e neppure la Biblioteca. E anche i circa 9 miliardi di lire di oneri per il supermercato Metropoli erano già stati incassati, esattamente L. 4.848.188.750 nel 1997 e L. 3.919.247.500 nel 1998, e quindi non più disponibili.
Luigi Riccardo Silva
(ex Sindaco)

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Rendete pubblico il P.G.T.

Ai cari novatesi, attenti lettori di “Informazioni Municipali”, voglio partecipare le impressioni avute partecipando all’incontro pubblico sul Piano di Governo del Territorio, in breve PGT, e contemporaneamente commentare il rampognoso articolo “Demagogia partecipata” apparso in “I. M. n° 5 dicembre 2009” a firma di Uniti per Novate.
L’incontro prese circa due ore di tempo, nelle quali i presenti furono relazionati attorno a quanto prodotto, in circa 3 anni, dai professionisti incaricati dall’amministrazione Silva per il PGT. Quale il risultato di questo intervento? Per me scarso, ma in questo giudizio ci metto anche la mia incompetenza. Mentre il giudizio sull’incontro nel suo insieme, in assoluto il primo sul PGT, devo dire bene e sperare che i prossimi riescano meglio informare i cittadini novatesi.
Veniamo ora all’articolo di Uniti per Novate a cominciare da: demagogia, cosa significa?
E’ “l’arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili”.
Ora lo chiedo a voi cari novatesi, se è questo quello che fa l’attuale Amministrazione, che per contro tenta nuove forme di partecipazione con l’intento di informare, con correttezza, ogni cittadini. Ragione vuole che nessuno pensi sufficienti due ore di incontro pubblico per affrontare, spiegare, far capire nel dettaglio cosa sarà, alla fine il nostro PGT. Ma con semplicità, la Giunta Guzzeloni ha voluto far emergere e portare a conoscenza di tutti quanto la legge regionale chiede entro il marzo 2010 per la presentazione del PGT. Ecco di questo, almeno, l’attuale Assessore all’Urbanistica ha voluto informarci e per farlo ha convocato gli autori del PGT, gli stessi che furono incaricati dalla precedente Amministrazione, riconfermati perchè non c’è più tempo da perdere. Capite ora, quali ingannevoli notizie sono divulgate da chi è stato bocciato dai Novatesi alle ultime elezioni. In altri termini Uniti per Novate si è già dimenticata che se “non c’è padronanza degli elementi di base” per definire il PGT, questo significa che i loro professionisti non erano e non sono capaci/idonei alla formulazione del PGT! E così, Uniti per Novate altro non sa fare che “buttare fango” per nascondere errori da loro stessi commessi. Un invito alla Giunta Guzzeloni: rendete pubblico il Piano di Governo del Territorio che sarà presentato alla Regione Lombardia.
Angelo Maccalli

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Il console polacco incontra gli studenti del “Primo Levi” di Bollate

Il 19/11/09 il console della repubblica polacca, dr Krzysztof Strzalka, laureato in storia, docente di scienze politiche e autore di saggi, ha tenuto una conferenza al “Primo Levi” frequentato da numerosi novatesi. Oggetto e “pretesto” il film “Katyn” (2007) del grande regista polacco Andrej Waida (tratto da un romanzo storico, candidato 2008 all’Oscar come miglior film straniero, Globo d’oro 2009 come miglior film europeo). Il film proiettato anche a Novate in ottobre in un cineforum racconta con alcune scene molto forti lo sterminio nella primavera 1940 di più di 22000 ufficiali polacchi deportati in campi di prigionia dopo l’invasione della Polonia da parte dell’armata rossa (17/9/39), successiva a quella hitleriana (1/9/39). Nell’aprile 1943 i tedeschi che occupavano il territorio sovietico scoprirono le fosse comuni coi resti delle vittime uccise con un colpo di pistola alla nuca e poi sotterrate, ma furono incolpati dell’eccidio dal governo dell’Unione Sovietica che impose il segreto di stato sugli archivi tuttora vigente.
Alcuni superstiti rifugiati in Gran Bretagna e USA denunciarono la menzogna. Tuttavia i polacchi per la complicità dei governi Inglese e Americano scoprirono la verità solo dopo la caduta del regime comunista in Polonia (primavera 1989).
Waida, il cui padre ufficiale di carriera fu assassinato nella foresta di Katyn, con questo documento straordinario e commovente ha reso omaggio ai caduti e ai loro famigliari e testimonianza dei grandi valori civili e religiosi custoditi dal popolo polacco. Il film che prende il nome dalla località dove avvenne la strage ha il merito di far luce su una parte fondamentale della storia contemporanea a lungo nascosta nel nome della “real politik”.
Dopo le esaurienti risposte del console (che ha sottolineato la necessità del perdono per una riconciliazione tra polacchi e russi) alle domande degli/delle studenti (un’ucraina ha appreso dell’esistenza di una fossa vicino alla sua città) alcuni docenti hanno fatto riferimento ad eventi storici contemporanei e ad alcuni Paesi oggi oppressi da dittature nate da differenti ideologie. Infine il Preside prof. Gabriele Belotti ha ringraziato il console calorosamente applaudito dal pubblico e invitato i giovani a formarsi autonomamente una coscienza critica esaminando lucidamente e senza preconcetti ogni “verità” storica.
Rita Blasioli

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Dall’albo pretorio al sito web

La legge N. 69/09 ha fissato al 1° gennaio 2010 la data in cui la pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni degli enti pubblici obbligati.
Il passaggio da un regime pubblicitario mediante affissioni degli atti presso un luogo fisico (l’albo pretorio) ad una pubblicazione su uno spazio virtuale (il sito web dell’amministrazione) costituisce espressione dell’evoluzione tecnologica delle pubbliche amministrazioni e la volontà di intraprendere un diverso rapporto con i cittadini.
La materia deve poi coordinarsi con le disposizioni contenute nel Codice dell’Amministrazione Digitale - CAD (DL 07/03/05, N. 82) ovvero con le specifiche prescrizioni in subordine statutario previste presso singole amministrazioni.
La pubblicazione presso i siti web di atti amministrativi consente una centralizzazione della consultazione dei dati, atteso che chiunque è posto nelle condizioni di poter visionare i documenti di qualsiasi amministrazione, mediante un semplice collegamento alla rete internet. Stante allo spirito della legge deve ritenersi che nulla sia mutato rispetto ai poteri riconosciuti agli utenti.
I soggetti interessati possono pretendere copia degli atti affissi solo esercitando il diritto di accesso, ossia nei limiti previsti dalla legge 241/1990.
Ciò comporta che le amministrazioni, in occasione della pubblicazione degli atti sui propri siti web, per i 15 giorni previsti dal d.lgs N° 267/00 dovranno adottare accorgimenti idonei ad impedire la riproduzione abusiva.
Il tema merita un maggiore approfondimento. L’ A.C. Nell’ultimo numero di Informazioni Municipali:Operazione trasparenza, a pubblicato le Delibere e gli Atti più importanti. Molto poco. Va applicata la legge.
Nel programma del Sindaco Lorenzo Guzzelloni c’è l’impegno di trasformare il sito internet del Comune in uno strumento dinamico e interattivo, nel quale si possono trovare tutte le notizie che servono.
E’ quindi onere dell’amministrazione rispettare la normativa.
Il cittadino Luigi Gusmano

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150 anni dopo: via Nino Bixio

«Non basta uccidere il nemico, bisogna straziarlo, bruciarlo vivo a fuoco lento... son regioni che bisognerebbe distruggere o almeno spopolare e mandare i caffoni in Africa a farsi civili» (Nino Bixio).
“Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti” (Antonio Gramsci in “Ordine Nuovo”,
1920).

Nell’imminenza delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia non credo di dovermi accodare a quella che rischia di diventare la nuova moda di parlare male del Risorgimento, quantunque io sia convinto si sia trattato di una guerra contro il popolo italiano, la sua storia, la (le) sua identità, la sua cultura. Avrebbe potuto andare diversamente se anziché l’impostazione annessionistica avessero prevalso le idee del vero padre del Risorgimento, Vincenzo Gioberti. Ma così non è stato e sotto una falsa epopea si nasconde la triste realtà di “una banda di avventurieri senza coscienza e senza onore che prima hanno fatto l’Italia e poi l’hanno divorata” (A.Gramsci).
Detto questo vorrei che le autorità cittadine prendessero in considerazione la proposta di togliere l’intestazione di una via di Novate a Nino Bixio, perché non è giusto che sia dedicata una strada ad un razzista massacratore del popolo meridionale. Inoltre, riprendendo una mia precedente proposta, inviterei anche a riconsiderare l’opportunità – ora che sono passati dieci anni dalla morte in esilio – (in esilio!) di intitolare quella via all’unico uomo politico che abbia dimostrato di avere lo spessore di “uomo di stato” (ma forse bisognerebbe dire semplicemente di “uomo” ) durante gli anni burrascosi di Mani Pulite, il colpo di stato mediatico-giudiziario con cui è stata scritta la pagina più vergognosa degli ultimi 150 anni. Potrebbe essere una buona soluzione e un buon compromesso anche dal punto di vista storiografico, considerata la predilezione che Bettino Craxi aveva per Garibaldi e che io certo non condivido. Senza contare la risonanza in termini di promozione della propria immagine che ne deriverebbe a Novate, che potrebbe contare sulla presenza di due comici di grido quali Beppe Grillo e Tonino Di Pietro in veste di fieri oppositori dell’iniziativa.Non perdiamo questa occasione.
Carlo Schieppati

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Muri appesi ai crocifissi

L’Europa è nata nella mente e nel cuore di grandi statisti cristiani che non hanno mai avuto timore nel definirsi tali. Ma proprio dall’Europa, che senza le sue radici cristiane non avrebbe senso, è in atto un lento quanto inesorabile stillicidio contro il cristianesimo, contro la nostra millenaria tradizione cristiana.
Prima il mancato riconoscimento nello Statuto delle origini giudaico-cristiane dell’Europa con un pesante tentativo di cancellare la storia.
Poi la sentenza, supportata da motivazioni ridicole, pretestuose ed assurde, che impone allo Stato Italiano di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche, sentenza offensiva per tutto il popolo italiano.
Il Crocifisso: segno dell’umanità sofferente in ogni angolo del mondo, simbolo di cultura prima ancora che di fede, segno di attenzione per gli altri, simbolo caro a milioni e milioni di persone, segno del più grande errore giudiziario della storia.
Oggi per la seconda volta il Crocifisso è vittima dei giudici ma questa volta noi dobbiamo far sentire la nostra voce con più forza di quanto non siamo stati capaci di fare per inserire nello Statuto europeo le radici giudaico-cristiane.
È sconcertante anche apprendere che in molte scuole della nostra Lombardia, di ogni ordine e grado, la festa del Natale è stata sostituita da una non meglio identificata “festa d’inverno” ed i nostri bambini sono invitati non a vivere la magia del Natale davanti al presepe ma a fare il trenino per non offendere i fratelli musulmani che, peraltro, apprezzano Cristo e lo considerano un grande profeta.
Non è per amore dei bambini musulmani ma per portare avanti un laicismo fine a se stesso che tanti insegnanti cancellano il presepe, tolgono il crocifisso, tolgono il nome “Gesù” dai canti natalizi: c’è da chiedersi in che modo insegneranno ai bambini a contare gli anni visto che anche contrassegnare la storia con “prima o dopo Cristo” può comunque offendere qualcuno.
Per questi motivi, primo firmatario Domenico Zambetti, abbiamo promosso questa raccolta di firme per far sentire la nostra voce di cristiani disponibili ad un dialogo sereno ma non ad abdicare ai simboli più cari della nostra fede.
“Muri appesi ai Crocifissi”: questo verso di una bella canzone raffigura la nostra Italia che è costruita così, anche se L’Europa sembra ignorarlo.
Attenzione perché togliendo il Crocifisso tutti i muri rischiano di venire giù.
Fernando Giovinazzi

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Un ricordo ormai lontano

Siamo un gruppo di anziane novatesi e intendiamo sottoporre alla vostra attenzione il nostro ricordo di quando, ormai lontano nel tempo, vi era tra noi un uomo molto amato che si adoperava con capacità ed abnegazione per la cittadinanza tutta; un medico novatese d’adozione, il dottor Filippo Massara che operò a Novate per circa 20 anni, dal 1932 al 1950.
Disponibile e gentile, non era raro il caso che nelle visite presso famiglie particolarmente disagiate lasciasse qualche aiuto concreto. Per questo e per la sua disponibilità, la stima e l’affetto del paese era grande per il suo “Dottor Massara”. Unico medico su una popolazione di circa 5.000 abitanti, è facile immaginare quanto fosse grosso il suo impegno, che svolgeva con competenza professionale e passione, spostandosi prima con la bicicletta e poi con una vecchia “topolino” alla quale, in tempo di guerra per disposizioni ministeriali, furono sequestrate le gomme e dovette così tornare alla bicicletta; ma nel frattempo diventato asmatico girava dai suoi assistiti con la bomboletta che lo aiutava a respirare.
A tutt’oggi, e sono passati 60 anni dalla sua morte, delle persone, come in una staffetta, provvedono a cambiare i fiori sulla sua tomba nel cimitero monumentale dove riposa accanto alla moglie Isabella.
Perchè non se ne perda la memoria e le giovani generazioni, anche quelle di recente acquisizione, conoscano una bella pagina di storia passata, la storia di un medico condotto che potrebbe per merito essere ricordato anche più ufficialmente oltre questo breve accenno su “Informazioni Municipali”.
Ringraziando per il vostro tempo dedicato a questo scritto, un saluto da un gruppo di anziane novatesi.
Gruppo anziane novatesi

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Franco Cartanese sprona il Corpo Musicale Santa Cecilia

Al di là di ogni nostra aspettativa! Questa la sensazione che ci a dato il Concerto di Natale... non fraintendete, ma quest’anno il nostro Maestro Franco ha voluto sfidare noi musicanti! - Siete in grato di preparare un repertorio di pezzi “Classici” in sole 4 prove?! – Provate a chiedere a chi è venuto ad ascoltarci il 12 Dicembre scorso! Il Teatro comunale G.Testori era pieno e c’erano persino persone in piedi... abbiamo vinto la sfida, bravi noi ma questo grazie a Franco. Altra novità, abbiamo allestito all’ingresso del Teatro una piccola mostra fotografica del nostro Stefano Tarro intitolata “Tra le Note un Click” piccola rassegna di immagini della nostra Banda:
“Questi scatti appartengono all’importante numero di fotografie che il nostro amico Stefano ha raccolto in questi ultimi 5 anni. Questa selezione di scatti si colloca, “non tra i ricordi di viaggio” ma “esce dai righi e dal tempo” per usare un eufemismo musicale, cogliendo la Banda nel suo essere Banda anche nel particolare di un riflesso o di un colore. Stefano con il suo “strumento fotografico” improvvisa sulle note della Santa Cecilia. Siamo lieti di farvi ascoltare con gli occhi e con il cuore i suoi splendidi assoli.”
Naturalmente non posso mostrarvi le sue foto ma posso invitarvi a seguirci perché riproporremo sicuramente i suoi fantastici scatti.
Abbiamo ripreso regolarmente le prove e stiamo provando dei nuovi pezzi, la scuola di musica ha ripreso a pieno regime, ci piacerebbe vedere dei nuovi allievi... venite a trovarci il giovedì sera dalle ore 21:00 in poi, in fondo a via Verga, noi siamo lì ad aspettarvi.
Vi auguriamo ancora un buon 2010, continuate a seguirci e se volete rimanere sempre aggiornati sulle nostre peripezie visitate il nostro sito web all’indirizzo: www.corpomusicalesantacecilia.it
Ivan Scalvi

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