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FOCUS
Il Comune di Novate Milanese
e la Casa
di Reclusione
di Bollate

Una collaborazione in continua crescita, quella tra il comune di Novate e il carcere di bollate, per la realizzazione di un progetto ambizioso: la valorizzazione delle risorse umane e culturali dei detenuti e la loro sempre maggiore interazione con il nostro territorio...
in questo contesto si inserisce lo spettacolo “Dal tuo sangue”, realizzato dall’Associazione Culturale E.S.T.I.A. Teatro Dentro, composta da attori detenuti e liberi, proposto nella rassegna “Teatro a Novate”, nel 2003 nell’ambito delle iniziative dedicate a Giovanni Testori. In occasione delle scorse festività natalizie è stato anche ospitato, nella Sala Teatro Comunale, lo spettacolo di burattini “Alì Babà e i 40 ladroni” prodotto dalla stessa Compagnia. Non sono mancate le iniziative anche in ambito bibliotecario.
Dalla iniziale donazione dei libri scartati dalla nostra biblioteca, solo per ragioni biblioteconomiche ma ancora in buono stato, alla Biblioteca della Casa di Reclusione si è giunti, con la collaborazione del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest, all’attivazione di un servizio di interprestito con consegna settimanale dei materiali richiesti presso la Casa di Reclusione.
Nel marzo 2004 sono poi stati donati alla Casa di Reclusione anche diversi PC e materiali informatici non più utilizzati dal Comune di Novate e predisposti per l’uso in attività formative.
Ulteriori significative occasioni di collaborazione saranno la rubrica, curata interamente dai detenuti e ospitata sul nostro Informazioni Municipali, il progetto di consolidamento della Biblioteca della Casa Circondariale e della sua partecipazione al Consorzio Sistema Bibliotecario Nord-Ovest, quale biblioteca cooperante a tutti gli effetti e, infine, progetti di promozione della lettura.
In generale, l’obiettivo primario è la promozione, attraverso diversi canali, di un sempre più fitto e proficuo rapporto tra i vari soggetti del territorio (associazioni, imprese, cittadini) e gli ospiti della Casa di Reclusione, che tante risorse e professionalità hanno da mettere in gioco e di cui un piccolo spaccato potrete leggere nelle pagine interne di questo focus.

I testi del focus sono curati da Mara Gobbi - assistente di biblioteca - e dagli ospiti della casa di reclusione che hanno firmato alcuni dei contributi pubblicati di seguito.

Ringraziamenti
Si ringraziano per la gentile e fattiva collaborazione la Vicedirettrice, Dott.sa Buccoliero, il sovrintendente Luigi Arras - Responsabile per la sicurezza dell’Area Trattamentale -, il Prof. Gianfranco Facchinetti del CTP, il dott. Lorenzo Lento - docente free lance, collaboratore della CISCO e della Società di Incoraggiamento d’Arti e Mestieri - , la Sig.a Michelina Sartore Capato della Cooperativa E.S.T.I.A. e tutti gli autori che hanno firmato i diversi preziosi contributi.
Si ringraziano, infine, la Sesta Opera S. Fedele, il Centro Culturale S. Fedele e la Casa Editrice “Silvana Editoriale” dal cui catalogo “Captivi” abbiamo tratto le fotografie inserite in questo focus e nella rubrica “Voci dal carcere” di pag. 31. Agli autori delle fotografie, realizzate da alcuni ospiti del carcere al termine di un corso formativo, vanno i nostri complimenti per le emozioni che hanno saputo trasmetterci.

La Casa di Reclusione di Bollate:
fotografia di un progetto

Sono circa ottocento gli ospiti dalla Casa Circondariale, equamente distribuiti in 5 reparti: due di essi sono riservati ai detenuti inviati dal Carcere di San Vittore, che soffre di una condizione di sovraffollamento, ed hanno periodi residui di detenzione molto brevi. In questi casi l’intervento attivato, si concretizza per lo più nell’opportunità di corsi di alfabetizzazione, rivolti soprattutto ai detenuti stranieri e nella fornitura di beni di prima necessità garantiti dall’Opera S. Fedele, associazione operante all’interno del carcere. Molti usufruiscono anche della competenza dello Sportello Giuridico (v. pg. 4 n.d.r.).
Presso il secondo reparto è inoltre attivo il “progetto Propoli” realizzato dall’ASL - Unità Operativa Carceri, rivolto a detenuti con problemi di tossicodipendenza.
Al primo e terzo reparto, invece, sono ospitati detenuti con pene detentive medio-lunghe, che hanno appositamente richiesto di essere trasferiti presso la Casa di Reclusione di Bollate per poter accedere ad un programma trattamentale diverso, peculiarità di questo Istituto. I detenuti le cui domande abbiano avuto esito positivo, possono iniziare qui un percorso di cambiamento nell’ambito del quale potranno usufruire di importanti occasioni di lavoro, di studio e di partecipazione alla gestione della vita detentiva.
Vi è, infine, la sezione “Staccata” nella quale viene realizzato un progetto di custodia attenuata: vi è un più stretto rapporto di collaborazione tra i detenuti e la polizia penitenziaria, vi è una sorta di “autogestione” degli spazi comuni e le persone recluse possono, durante il giorno, spostarsi liberamente sul piano e tra i piani della palazzina.
Figure fondamentali per la vita della Casa di Reclusione e dei suoi ospiti sono gli educatori attivi in ciascun reparto (cinque in totale) e gli “operatori di connessione”, professionisti della Cooperativa “Articolo 3” di stanza alla “Staccata” con compiti di accompagnamento e sostegno dei detenuti.

Arti & Mestieri: la creatività
e la professionalità all’opera nell’area lavorativa

La Casa di Reclusione di Bollate, diretta dalla dr.ssa Lucia Castellano, favorisce la partecipazione diretta ed attiva degli ospiti alla definizione del proprio percorso lavorativo. Sono incentivate le collaborazioni dei detenuti quali dipendenti o soci di ditte e cooperative che hanno organizzato la propria attività all’interno del carcere “...confidando nell’idea di riuscire a fare ‘fabbrica’ anche dove poteva sembrare impensabile realizzare tale concetto” (come dice Giuliano Cappellano, detenuto lavoratore, nella lettera al giornale che vi invitiamo a leggere a pag. 31, in cui viene descritta anche la ludoteca attivata in collaborazione con Telefono Azzurro.)

Le “fabbriche” all’opera
• La Cooperativa Centoventi si occupa di orto-floro-vivaismo. Gestisce la serra interna al carcere ha in appalto la gestione del verde dell’Istituto. È titolare di appalti e forniture anche esterne ed a breve, attraverso il “progetto Agricola”, dovrebbe costituire una nuova struttura occupante 15 detenuti che gestirà un punto vendita “esterno” al carcere.
• La Cooperativa E.S.T.I.A. realizza prodotti di falegnameria e produce le scenografie degli spettacoli realizzati dall’Associazione Teatrale omonima. Realizza inoltre arredi da interni ed esterni e prodotti scenotecnici che vengono venduti anche all’esterno del carcere.
• La ditta WSC (World Startel Communications srl) ha attivato un primo progetto lavorativo nel 2003 concernente la rigenerazione di apparecchi per la telefonia fissa. Questa attività, che ha ottenuto la certificazione di qualità ISO, è arrivata ad assumere 25 persone. Un secondo progetto, il Call Center della Compagnia Telefonica “3” occupa circa 80 persone.
• Il Consorzio Nova SPES si occupa del trattamento informatizzato dei ricettari farmaceutici.
• La ditta P.C. DET realizza il ricondizionamento di personal computer.
• La Cooperativa OUT & SIDER “Getronix” offre servizi integrativi di documentazione elettronica e registrazione di dati.
• La Cooperativa “ABC La Sapienza in tavola”, offre servizi di catering in occasione di eventi sia interni che esterni al carcere.
Alle professionalità occupate all’interno delle realtà presentate qui sopra si aggiungono i posti di lavoro relativi ad attività domestiche dell’Istituto che occupano 355 detenuti.

Area Trattamentale: dare spazio
a talenti, risorse e capacità

All’interno dell’Istituto sono attive diverse proposte formative che contribuiscono a promuovere una reale crescita culturale, professionale e relazionale degli ospiti della Casa di Reclusione.
Il CTP di Limbiate (Centro Territoriale Permanente per l’istruzione e la formazione in età adulta) è presente da qualche anno all’interno dell’Istituto.
Si avvale di sette docenti che, oltre ad attività di ascolto e orientamento, realizzano corsi di alfabetizzazione primaria e di ritorno, apprendimento della lingua italiana per stranieri, corsi per il conseguimento della licenza media, per l’apprendimento della lingua inglese e corsi di alfabetizzazione informatica.
Viene inoltre garantita l’attività sportiva che si concretizza anche con la partecipazione della squadra interna al campionato Uisp di zona.
Dalle rilevazioni di fine anno scolastico si nota che, sempre di più, i detenuti sono interessati a frequentare i corsi del CTP, grazie alla campagna pubblicitaria ed al “tam-tam” operato dai detenuti, nonostante la mancanza di adeguate sovvenzioni che non facilita il lavoro dei docenti.

Nato dall’entusiasmo dei professori della Scuola Media e dei detenuti, è divenuto a tutt’oggi un autonomo importante strumento di comunicazione e di riflessione: “carteBollate” è il periodico di informazione della II Casa di Reclusione di Bollate, diretto da un professionista esterno iscritto all’Albo dei giornalisti; può essere letto anche on-line all’indirizzo www. magcity. it .

Sono in totale 196 le persone che stanno frequentando un articolato corso di studi all’interno dell’Istituto, di questi 146 fra scuola di alfabetizzazione e media inferiore (gestite dal CTP), 49 iscritti alla scuola media superiore (gestita dall’Istituto Primo Levi di Bollate) ed uno studente della Facoltà di ingegneria informatica dell’Università Statale di Milano (on-line). Gli iscritti ai diversi corsi culturali o di formazione (di cui 6 FSE) attivati presso l’Area Trattamentale sono 155.
Una citazione particolare merita l’intervento della CISCO SISTEMS che sviluppa, all’interno del carcere, percorsi di formazione e lavoro. Per citare un solo esempio, 3 istruttori detenuti operano come insegnanti presso i corsi serali della Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri di Milano usufruendo del regime di detenzione previsto dall’art. 21 del Cod. Penitenziario che contempla l’ammissione al lavoro all’esterno.

Voci e racconti dall’Area Trattamentale
La scuola superiore: storia di un percorso

La scuola che decide di intraprendere questo percorso di riscolarizzazione all’interno del carcere è il Primo Levi di Bollate che presenta, alla Direzione dell’Istituto, un progetto formativo di educazione per gli adulti. Inizia così il primo anno di scuola. Il gruppo dei partecipanti alle lezioni è composto da sei detenuti i quali, in accordo con gli insegnanti, decidono che l’indirizzo scolastico da scegliere deve poter rappresentare un’alternativa rispetto ad altre scuole presenti nelle carceri, è per questo motivo che a Bollate è nato il primo corso di Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere.
La scuola è in crescita, tra due anni ci saranno i primi diplomati interni ma, purtroppo, anche noi soffriamo delle stesse difficoltà che affliggono la scuola giù in città. I fondi a nostra disposizione sono sempre troppo pochi, mancano ancora molti libri di testo, quaderni, penne e tutto il materiale di cancelleria. Comunque, non essendo mia abitudine lamentarmi, preferisco di gran lunga guardare al lavoro svolto fino ad oggi e fare i complimenti a tutti quegli uomini che, insieme a me, siedono dietro il loro banco per il puro gusto di apprendere.
L’ampliarsi delle attività didattiche ha fatto da traino all’apertura anche di uno Sportello Scuola utile ad informare ed indirizzare al meglio tutti i detenuti sulle iniziative didattiche che prendono corpo nel carcere, infatti, il rischio di una difficile comunicazione è naturale in un luogo grande come questo; ma, questa, è un’altra storia!
Giorgio Vargiolu
“Sono un artista pittore, mi è venuta meno la libertà ma non Artè che in tutti questi anni di privazioni, continuamente Mi propone nello spirito e nella mente.
Il principio di libertà non è mai venuto meno, nella mia espressione Pittorica ricerco e comunico l’energia di chi offre e riceve. Tutto trapassa nei vasi sanguigni come un fluido di colori diversi e che la mia mano, la mia vista traduce in arte. Opero in condizioni restrittive, cioè il carcere!
Ma io, Santi Sindoni, artista per cultura, per esistenzialismo, per… Mi nutro di artè la mia musa ispiratrice, e di arte. Dovrò trascorrere molto tempo, ma in me il tempo ha perso la dimensione temporale, io vivo in un mio mondo di luci, di profumo, di tatto, tutto il resto ora è…” Santi Sindoni è il noto pittore che risiede nella Casa di Reclusione di Bollate alla cui attività ed alle cui mostre hanno dedicato ampi spazi quotidiani e televisioni nazionali.

Un altro talento che opera all’interno del carcere è il Signor Giovanni Rinaldin, che attualmente sta mettendo le proprie abilità al servizio del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, del quale sta restaurando l’importante fondo di modellini navali d’epoca.

Lo Sportello giuridico
Nato all’incirca due anni e mezzo fa, il progetto emerge dalle esigenze che molti detenuti incontrano nell’invio di istanze e richieste varie che abbisognano di conoscenze giuridiche o tecniche. Con il supporto dell’amministrazione penitenziaria e del Direttore si costituì un ufficio interno all’Area Trattamentale. Alla sua composizione ha contribuito anche l’Associazione Cuminetti che ha portato all’interno dell’Istituto due volontari esterni: l’avv. Moro Visconti ed il dott. Cecconi ex magistrato, che affiancano i tre detenuti che si occupano a tempo pieno di tali problematiche anch’essi a titolo volontario. Il lavoro ha raggiunto livelli ottimali di pianificazione: i detenuti di tutti i reparti possono richiedere l’intervento dello Sportello Giuridico inviando apposita domanda all’Ufficio che settimanalmente programma le visite nei reparti. Le maggiori esigenze si creano con l’utenza straniera per ovvi motivi linguistici e di totale mancanza conoscitiva delle leggi. Questo ufficio sta raccogliendo la fiducia dei detenuti, anche per i risultati ottenuti, e degli operatori esterni che offrono azione di volontariato e sinergicamente si affiancano al nostro operato; anche la Direzione ha offerto ai detenuti impegnati in questa attività una “s consegna” interna totale per poter esercitare al meglio il proprio ruolo. Come Sportello giuridico pensiamo di poter continuare ad operare con ampia disponibilità da parte dell’amministrazione per il miglior funzionamento della comunità carceraria.
Elio Roattino, Claudio Della Piana, Diego Manzella

Dalla Biblioteca
La Biblioteca della Casa di Reclusione di Bollate è stata aperta due anni fa (con la collaborazione dell’Associazione Cuminetti) con lo scopo di permettere a tutti i detenuti di poter usufruire della possibilità di accedere ai più di 15.000 volumi che vi sono catalogati, con la scelta dei più disparati argomenti (letteratura, poesia, storia, biografie, ecc…) . Tutti gli utenti possono accedervi una volta alla settimana e da qualche mese è stata inclusa la possibilità di richiedere, tramite un sistema on-line, libri o dvd alle biblioteche pubbliche del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest che hanno aderito a tale iniziativa.
Sono anche state sviluppate, con la collaborazione del corpo Insegnanti che opera all’interno dell’Istituto, varie attività collaterali come gli incontri con alcuni scrittori milanesi, avvenimenti che hanno contribuito a permettere ai detenuti di poter avere un dialogo con le realtà del mondo esterno, mostre di scultura con opere eseguite all’interno dello stesso Istituto e rappresentazioni teatrali.
Nella speranza che tutto questo possa trovare un seguito nel futuro, proseguiamo nell’attività avvalendoci anche dell’interessamento e della disponibilità ricevuta da vari Operatori Sociali e con il consenso della Direttrice di questo Istituto, la cui collaborazione e disponibilità non è mai venuta meno.
Paolo Gamba

La biblioteca dentro il carcere
Vista l’opportunità cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le biblioteche comunali che hanno aderito al progetto di solidarietà concessoci a noi ristretti presso l’istituto di Bollate concedendoci il sito collegato webopac. Questa nuova iniziativa del sito per la nostra biblioteca arrichisce e velocizza in tempo reale gli ordini per libri e dvd. Ora si può dire che è completa di tutto e anche per noi è più rapido l’ordine, non possiamo fare altro che ringraziare tutti voi sia per la fiducia che per questa nuova iniziativa, naturalmente ringraziamo la direzione dell’Istituto di Bollate che ci ha permesso di promuovere questo servizio prestiti. Ciò rappresenta un trampolino di lancio per tutti noi, per il nostro reinserimento, anche noi possiamo pensare con maggiore speranza al nostro futuro.
Vito Montenegro

Appello ai lettori
Dal racconto che abbiamo fatto, è emersa in tutta la sua chiarezza, l’importanza che ha, per chi è detenuto, la sensazione di non sentirsi isolato e abbandonato nella situazione che sta attraversando, ma al contrario soggetto attivo e cooperante del territorio che lo ospita.
Sollecitiamo quindi le persone, le associazioni e le aziende che fossero interessate a conoscere in modo più approfondito questa realtà a contattarci per avere ulteriori informazioni su come collaborare a questo importante progetto (Rif: M. Gobbi - Assistente di Biblioteca - Tel. 02/354.73.268).
In particolare, al momento sarebbe importante trovare, nelle zone limitrofe, un’Istituzione (es: casa di accoglienza) che potesse mettere a disposizione dei locali in cui ospitare i detenuti stranieri senza familiari sul territorio nei giorni di permesso, che altrimenti sono costretti a non utilizzare, non potendo lasciare il carcere in mancanza di un domicilio alternativo.

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