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Vita cittadina

Rifiuti: la tariffa aumenta del 10%
Un doveroso ricordo di Ernesta Grisoni
Fiorincittà 2005
"Guirlande d'Honneur"
Parlare: un regalo!
Testimonianza Al Anon
Protezione Civile
Raccolta materiale per lo Sri Lanka
Voci dal carcere

Rifiuti: la tariffa aumenta del 10%
Il 21 dicembre scorso, la Giunta comunale ha deciso di aumentare la tariffa delle utenze domestiche per il 2005 di ben il 10%; tale incremento sarà inserito nel bilancio preventivo, di conseguenza i cittadini novatesi quest’anno dovranno subire un aumento sei volte superiore al tasso programmato d’inflazione.
I Verdi ritengono che non vi siano le ragioni per un aumento così consistente.
Nel 2004 la percentuale della raccolta differenziata è aumentata: ormai solo il 30% dei rifiuti, a Novate, viene ancora gettato nel sacco dei residui secchi. Vetro, plastica, carta e metalli non vengono gettati nel forno di incenerimento di via Silla, dove si pagano 115 euro ogni tonnellata; in questo modo si sono risparmiati 280.000 euro di smaltimento e si sono incassati 75.000 euro dai Consorzi ai quali essi vengono conferiti. Ci sono quindi le condizioni perché anche l’anno prossimo si spenda di meno e si incassi di più grazie al coinvolgimento e alla sensibilità civile dei cittadini.
Questo impegno andrebbe ulteriormente incentivato, fino ad arrivare ad una qualità migliore del rifiuto differenziato. Ma per raggiungere tale risultato occorre che ci sia chiarezza di obiettivi da parte dell’Amministrazione comunale. Abbiamo invece letto sull’ultimo numero di Informazioni Municipali un deludente articolo dell’assessore all’Ecologia, secondo il quale la raccolta differenziata crea tantissimi problemi e dà pochissimi benefici. Egli sostiene infatti che il recupero avrebbe “il solo ritorno economico, a dire il vero assai modesto, rappresentato dalla vendita delle materie prime”. Ci viene il sospetto che l’assessore non prenda in considerazione il grande risparmio costituito dal non smaltire rifiuti nel forno di Silla: si tratta di 280.000 euro, il 15% del costo totale del Servizio. Grave dimenticanza, per chi raccomanda di abbandonare le ideologie e concentrare l’attenzione sugli aspetti economici.
Associazione dei Verdi

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Un doveroso ricordo
di Ernesta Grisoni

Nel novembre scorso è deceduta Ernesta Grisoni. Aveva 95 anni.
Sebbene pochi sappiano chi era o si ricordino di lei, noi, proprio dalle pagine di Informazioni Municipali, il giornale del Comune, la vogliamo ricordare.
Ernesta Grisoni è stata una delle prime donne entrate a far parte del Consiglio Comunale (secondo ciclo amministrativo dopo la liberazione). Viene infatti eletta nel 1951 nella lista di sinistra (Lista del Popolo) in rappresentanza del Partito Socialista Italiano.
Nel 1956 si ricandida e viene rieletta restando in Consiglio fino al 1960, portando il suo contributo a tutti i temi della ricostruzione, con un occhio particolare a quelli della scuola.
Era iscritta al P.S.I. fin dal 1947 ininterrottamente fino al 1995 per poi aderire alla Federazione Laburista.
Nel 1972 la locale sezione socialista conferisce a Ernesta Grisoni e anche a Cesare Colombo, Luigi Radaelli e Giovanni Cappellini, una targa in segno di riconoscenza per l’attività svolta in tanti anni al servizio della comunità novatese.
Circolo Fratelli Rosselli

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Fiorincittà 2005 - 5 e 6 marzo
in piazza contro la sclerosi multipla

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla
cerca volontari per allestire punti di sensibilizzazione

La Sezione di Milano e provincia dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla dal mese di aprile 2004 sta rafforzando la propria presenza sul territorio attraverso la costituzione di decentramenti con l’obiettivo primario di fornire assistenza domiciliare e segretariato sociale alle persone con sclerosi multipla.
Una delle attività più importanti per la promozione e la sensibilizzazione della sclerosi multipla e dell’Associazione è Fiorincittà, iniziativa di raccolta fondi su piazza che vedrà coinvolti circa 400 volontari su quasi 100 punti di solidarietà nei giorni 5 e 6 marzo 2005 per distribuire piante di gardenia in cambio di un’offerta.
Il decentramento di Novate Milanese (Microarea 3) che comprende anche i paesi di Arese, Bollate e Senago, ha avviato una campagna di reclutamento di volontari da destinare alla gestione dei punti di solidarietà e all’attività di assistenza domiciliare nella zona.
Le persone che desiderano collaborare possono dare la propria disponibilità contattando direttamente il responsabile del decentramento di zona, Elisa Bove, al numero 335/6812343 o scrivendo a ebove@aismmilano.it oppure telefonando agli uffici AISM di Milano di Via Solari 40 al numero 02/48955429-31.
Per conoscere le piazze consultate il sito
www.aism.it/milano


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“Guirlande d’Honneur”
l’emozione di una notte!

Primo premio alle scuole Maharishi Sathyananda
Il video “Le meravigliose immagini dello yoga” ha vinto il premio Guirlande d’Honneur al 22° International SPORT MOVIES & TV.
Il video ed il libro “Le Meravigliose Immagini dello Yoga” (raccolta di fotografie di insegnanti ed allievi ritratti in posizioni Yoga) sono stati prodotti dalla Federazione Kriya Yoga, che comprende 11 sedi tra cui il Centro Kriya Yoga di Novate Milanese.
Abbiamo partecipato a “Sport Movies & TV” per avere visibilità in un ambito dedicato al mondo sportivo: siamo stati scelti e premiati, anche se il nostro obiettivo primario è quello di diffondere la conoscenza dello Yoga!
È stata per noi una grande emozione che come cittadini novatesi vogliamo condividere con voi raccontandovi la breve cronistoria di quella magica serata!
Giunto il momento della sezione Sport & Society il rappresentante della Giuria ha comunicato: “Per questa sezione, data la bellezza delle immagini proposte e la particolarità del tema trattato, abbiano ritenuto di non seguire il protocollo sin qui adottato, ma di proiettare subito il filmato a cui è stato assegnato il primo premio”. Le luci si abbassano e sullo schermo appaiono le immagini meravigliose di posizioni Yoga, proposte in sequenza in uno splendido scenario verde!
È la prima volta che ci confrontiamo con altre discipline, rappresentate in 980 filmati pervenuti da tutto il mondo, ottenendo un così alto riconoscimento internazionale.
Riconoscimento conseguito grazie all’impegno profuso nel tempo ed allo straordinario METODO utilizzato nelle nostre Scuole. È un metodo di preparazione atletica che avvalendosi di specifici esercizi isotonici e isometrici basati su studi di anatomia, fisiologia, biomeccanica, conducono l’allievo all’incontro con la postura (Asana) e allo studio delle tecniche di respirazione (Pranayama).
La preparazione fisica alla base del Metodo è altresì un valido supporto a tutte le discipline sportive, rimuove i limiti funzionali dell’atleta e ripristina la condizione ideale per una migliore esecuzione dello specifico gesto tecnico.

Qualche informazione in più:
“Sport Movies & Tv” è il più importante festival mondiale dedicato al cinema e alla televisione sportiva; organizzato da Fédération internationale Cinema Television Sportifs, organismo riconosciuto dal Comitato Internazionale Olimpico.
Ass. Kriya Maharishi Sathyananda

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Parlare:
un regalo!

Siamo nel tempo dei regali. Tutto deve avere un gentile regalo allegato. Come se non bastasse dare bene le notizie, come se la verità fosse un optional, come se il prodotto non fosse sufficiente alle richieste. Penso che la risposta a questa contraddizione (prodotto/insufficienza) trovi una sua spiegazione molto semplice: non sappiamo più cosa chiedere. Non abbiamo più regali da chiedere! Oppure potremmo azzardare una risposta “advance”, nuova, ardita, antica: il regalo c’è ma dobbiamo riconoscerlo. Secondo me il regalo dovrebbe essere questo: darci il tempo per guardare i regali. Abbiamo gente splendida con cui viviamo. Il marito, la moglie, i figli, gli amici. Abbiamo ogni genere di cose. Possiamo dire proprio così. Cosa ci manca? I servizi, nei nostri paesi, sono sempre migliorabili ma sono di altissimo livello (Luce, acqua, gas, tv, linee digitali, ecc.). Abbiamo così tanto che… ci siamo confusi con le cose stesse. Come impazziti accumuliamo e non sappiamo più il perché. Dalla richiesta dei beni (anni ’60 e ’70) siamo ora al servizio degli stessi oggetti. Il padrone è diventato servo. Questa dunque la rivoluzione che dobbiamo attuare: riappropriarci delle relazioni, della parola, della bellezza di parlare tanto insieme. Parlando, ascoltandoci, ritroviamo, con la sapienza che ognuno ha in dote, la bellezza delle cose. Proprio per questo in Oratorio il tempo dell’ascolto vuole dilatarsi, mi piacerebbe dilatarlo. Il servizio dell’ascolto è urgente e prezioso. In cortile, al bar, durante i molti incontri formativi, negli incontri personali, vorremmo mettere al centro la persona, da ascoltare e da amare con pazienza e passione. Ognuno di noi è compagno di viaggio splendido per gli altri. Così è oggi, così è stato da sempre. Anche il Maestro ha dedicato tutta la sua vita nella Nazaret (sconosciuta) e in una Palestina povera e insignificante agli occhi del mondo! Incontri, dialoghi, discussioni e riconciliazioni con la gente di sempre e nei posti di sempre. Spazio e tempo di sempre colorati dalla tavolozza del cuore. Parlare, regalarsi tempo per ascoltare e per dire di sé, comprare a caro prezzo quel silenzio che è l’anticamera dell’ascolto… Questa è la rivoluzione! Credere che sappiamo creare situazioni di bene, credendo in noi stessi, nell’amore e nella luce che ci sappiamo dare gli uni agli altri.
don Paolo
Oratorio San Luigi

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Testimonianza
Al Anon

Sono circa le 13, ho finito di pranzare e mi sono messa a ricamare, sono da sola, mio fratello è uscito per andare al lavoro e mamma è andata a letto. Per me questa situazione è molto triste, vorrei poter parlare un po’ con mia mamma anche di niente di particolare, vorrei raccontare della giornata di lavoro, vorrei ascoltare cosa ha fatto lei, vorrei programmare la cena o far progetti per il week-end ma tutto questo non è possibile perché lei non mi ascolta, non è in grado di farlo, non penso di pretendere molto, non sono forse le cose che fanno tutte le figlie con le mamme? Mi manca molto tutto questo, mi manca mia mamma, quella che conosco bene sempre gentile e disponibile, allegra e premurosa, mia mamma sarebbe così se non avesse il problema dell’alcolismo, vorrei tanto poterla aiutare ma non posso fare niente, mi fa molto male vederla soffrire, ho tanta paura di perderla se continua così, non voglio che questo succeda, io le voglio troppo bene. È vero ho un fidanzato che mi vuole molto bene e gliene voglio anche io, ma non è la stessa cosa, è un amore diverso, mi manca molto l’affetto di un genitore, ho perso mio papà in un incidente con la moto quando avevo sette anni, un colpo duro, non ho sofferto allora perché non mi rendevo conto di quello che era successo, di ciò che avevo perso, senza accorgermene mi sono aggrappata alla mamma, una mamma che però non è presente, che non vede la mia sofferenza e quel che è peggio non sembra essere in grado di migliorare la propria situazione, molte volte mi diceva che se sbagliava a prendere qualche decisione riguardante me o mio fratello era giustificata dal fatto che non c’era più mio papà ad aiutarla, doveva fare tutto da sola. Questo è vero, lo capisco benissimo, ma perché continuare a rinfacciarlo, che colpa ne avevamo noi, ma a questo lei non ci pensava, le bastava solo dire sì o no a qualsiasi nostra richiesta e il problema era risolto senza una spiegazione né un motivo. Molte volte facevo le cose che lei mi diceva senza capire perché le facevo, il risultato di tutto questo, tanta incertezza paura e la confusione più totale, io non avevo una mamma, ma una figura femminile strana che comandava, urlava e si arrabbiava per qualsiasi cosa e quel che è peggio apparentemente senza motivo; ora sono cresciuta ho 24 anni e certamente capisco meglio il problema dell’alcolismo anche se la situazione è sempre la stessa, le scelte che devo compiere adesso sono molto più importanti ma sono ancora sola, come mi sentirò il giorno in cui dirò a mia mamma che mi sposo? Non avrò un papà che mi accompagnerà all’altare e avrò una madre che non si renderà conto del passo che sta facendo sua figlia. La cosa che più mi fa soffrire è non poter condividere con lei i momenti più felici della mia vita, eppure nonostante tutto questo le voglio un sacco di bene non la cambierei con nessun’altra mamma al mondo, quando mi sento giù come in questo momento alzo gli occhi verso il cielo e penso a mio papà, quando sono sola penso a lui, so che mi ascolta, che mi vuole bene e che mi aiuterà ad affrontare i problemi e poi ora vi ho scoperto al anon con voi posso parlare, posso ascoltare e questo mi aiuta, ho imparato molto in al anon, anche se lo frequento da poco mi ha dato molta forza e speranza, spero che un giorno mia mamma smetterà di bere e potremo festeggiare tutti insieme la sua sobrietà. Quello sì che sarà un bel giorno, sapete una cosa, ho parlato proprio tanto. Ciao da una al anon.
Novate T.

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Nucleo operativo comunale di Protezione Civile Comune di Novate Milanese
Nucleo Operativo Comunale di Protezione Civile… così anche nella città di Novate Milanese nasce un gruppo di volontari di Protezione Civile. In un primo tempo, l’Amministrazione Comunale ha espletato tutte le procedure per dotarsi di un piano di emergenza, per poi procedere a bordo per la formazione di un gruppo di volontari che, qualora si presenti una situazione di emergenza, siano preparati e pronti ad intervenire in ausilio alle forze già in campo ed in aiuto alle popolazioni colpite.
Nel mese di marzo 2004 nella Sala Consiliare, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Protezione Civile, viene presentata la costituzione di questo nucleo, istituito direttamente nell’ambito dell’Amministrazione Comunale, con le finalità ed i progetti di formazione e dotazione conseguenti; in tale sede si è proceduto anche all’elezione del Consiglio del gruppo, che ha lo scopo di fare da tramite tra i volontari e l’Amministrazione Comunale stessa.
Successivamente, tutti e ventotto i volontari che hanno siglato la propria adesione, hanno frequentato un corso di base di formazione, tenuto da personale della Provincia di Milano, che alla fine ha certificato tutti gli iscritti.
Tale corso base, unitamente alla costituzione del N.O.C., ha consentito allo stesso di essere iscritto all’Albo Provinciale e, successivamente, a quello Nazionale della Protezione Civile; in questo senso i volontari di Protezione Civile del N.O.C. potranno essere chiamati a prestare la propria opera anche in ambito nazionale e internazionale, qualora le situazioni e le istituzioni competenti lo richiedessero.
Dal canto suo l’Amministrazione Comunale ha fornito tutta la dotazione individuale e, grazie anche al contributo della Società Autostrade S.p.A. e della società Chiovenda s.n.c., ha fornito un primo mezzo, basato su meccanica Fiat Ducato che, in tempi molto rapidi, è stato riallestito onde consentire un ampio spettro di intervento; sono in corso trattative per l’acquisizione di altri veicoli in dotazione.
La prima presentazione ufficiale si è avuta in concomitanza con la festa della S.O.S. Novate (che costituisce parte integrante del sistema Protezione Civile), mentre, operativamente, il Nucleo Comunale di Protezione Civile ha avuto il cosiddetto “battesimo del fuoco” con il distacco della facciata di via Bollate, ove, a seguito del forte vento, i volontari sono stati impegnati, in ausilio alle forze dell’ordine, ai Vigili del Fuoco ed alla S.O.S. Novate, dalle 16.00 alle 21.00.
Nella notte del 24.11.2004, a seguito del verificarsi della scossa di terremoto che ha colpito la zona di Salò, i volontari di Protezione Civile sono riusciti ad inviare sul territorio un primo equipaggio, per una ricognizione complessiva, volta ad individuare situazioni di pericolo, entro 12 minuti dal fatto, ponendo in allarme una prima squadra e in preallarme altre due squadre; nel giro di pochi minuti 21 persone su 28 pronte ad intervenire.
Se la Protezione Civile entra in gioco, di solito di fronte ad eventi drammatici, ciò non toglie che vi possano essere momenti in cui più persone si ritrovino per uno scopo comune, al di fuori dell’emergenza, in questo spirito, il giorno 27.11.2004 i N.O.C. di Novate Milanese e di Limbiate, unitamente alle Polizie Locali dei due Comuni ed alla S.O.S. Novate si sono incontrati nel Parco delle Groane, per una esercitazione “Search & Rescue” ove veniva simulata la ricerca di persone che presentavano criticità sanitarie, da ricercare mediante comunicazioni radio - per molti alla prima esperienza - tale esercitazione ha costituito motivo di incontro per i volontari e una esperienza formativa importante.
Nell’ultimo mese del 2004 è stata fornita anche la sede al N.O.C. che sarà orgoglioso di inaugurarla non appena possibile.
In quest’ottica formativa, si profila un 2005 denso di impegni in quanto si stanno organizzando esercitazioni di vario livello anche fuori dal territorio, con altri gruppi di volontariato ed istituzioni.
Concludendo, un grazie all’Amministrazione Comunale ed alla Polizia Locale per il supporto e la fiducia dimostrata, ma un grazie anche a tutto il gruppo di volontari del N.O.C. per l’impegno e la serietà avuta sia in fase addestrativa che in fase operativa.

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Raccolta
materiale per
lo Sri Lanka

Il Centro Polifunzionale della Protezione Civile (situato in viale delle Industrie, 79 - Agrate Brianza) è aperto ed operativo, tutti i giorni (sabato e domenica compresi) dalle ore 9.00 alle ore 18.00 per raccogliere materiale utile da inviare in Sri Lanka per l’emergenza Sud Est Asiatico. La raccolta terminerà il 27 febbraio e riguarda i seguenti materiali:

Per la scuola
Matite e penne biro assortite -Pastelli - Temperamatite - Quaderni - Album disegno - Nastro adesivo - Gomme
Igienico/Sanitario
Guanti lattice - Mascherine - Maschere al carbone attivo - Camici usa e getta - Disinfettanti - Bende - Garze - Cerotti - Cotone idrofilo - Amuchina - Sapone da bucato (no liquido no in polvere)

A Novate la raccolta sarà effettuata sabato 26 febbraio, presso il Centro Metropoli e la Coop di via Brodolini.
Anche l’Amministrazione Comunale si è attivata a favore delle popolazioni colpite dal maremoto promuovendo una raccolta di fondi. Chi volesse partecipare alla sottoscrizione può effettuare un versamento sul
C/C N. 15000 - Cod. ABI 05584 - CAB 33470
aperto presso la filiale di Novate Milanese
Banca Popolare di Milano - via Vittorio Veneto, 18
con causale “Sottoscrizione per le popolazioni asiatiche”

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Voci dal carcere - Rubrica a cura della Casa Circondariale
di Bollate

Egregi Lettori,
sono onorato mi sia data la possibilità di scrivere in questo Giornale, occupando questo spazio per esprimere liberamente ciò che penso; vi dico questo, perché, essendo un detenuto recluso nella II Casa di Reclusione di Bollate-Milano, è raro trovare accesso a un qualsiasi mezzo di comunicazione, quindi è doveroso ringraziare chi mi permette di essere letto e soprattutto il Lettore che vorrà leggermi.
Non intendo lagnarmi delle condizioni del sistema giudiziario, oppure del malessere dovuto alle condizioni psico-fisiche di vita all’interno degli Istituti carcerari; desidero invece descrivere con poche righe ciò che di positivo esiste in codesto Istituto di Bollate, sperando nel cambiamento di tutti gli altri carceri, affinché questo “modello” sia solo l’inizio di un positivo percorso per tutti.
Prima di tutto è obbligatorio fare una premessa, ciò che è stato reso possibile in codest’Istituto, lo è stato, per meriti riconducibili alla volontà di diverse persone, le Volontarie del Telefono Azzurro, gli Imprenditori privati, il Direttore d’Istituto congiuntamente con il Comandante e gli Operatori tutti, addetti: chi al recupero del detenuto, chi alla sicurezza, ed infine, non per ultimi, i detenuti che hanno creduto e si sono impegnati affinché ciò che sembrava irrealizzabile si potesse concretizzare.
Indubbiamente il fattore umano è lo Status primo d’ogni realizzazione!
All’interno di codest’Istituto è stata autorizzata e realizzata un’area, denominata LUDOTECA, questo spazio nasce per un progetto attuato dall’Associazione “Telefono Azzurro”.
Con l’impegno dei Volontari e l’aiuto di alcuni detenuti, tale area è stata strutturata e arredata come se fosse un asilo o meglio, un Centro ricreativo per adolescenti, colmo di giochi e di stanze per innumerevoli attività.
Vi è una stanza dove ci sono molte piante ed è possibile seminare e far crescere il proprio fiore seguendo la sua crescita colloquio dopo colloquio, un’altra stanza dove ci sono alcuni animali come: i conigli, i pappagallini, i pesci rossi ed alcune tartarughe, esiste una piccola Biblioteca, una stanza dove sono stati installati dei Computer, una stanza dove è possibile dipingere, un’altra dove è possibile fare del maquillage e due sale arredate con sedie e tavoli dove i bimbi possono giocare con i propri genitori.
Nei muri ci sono dipinti personaggi di Walt-Disney e attaccati i disegni dei bimbi che vengono a trovare il loro papà; quest’area in sintesi, usando un’espressione significativa, potremmo definirla un Paradiso nel purgatorio!
È facile comprendere il principio di questo progetto, che ha come intento quello di facilitare i rapporti affettivi dei figli verso i loro padri, rendendo l’ambiente “adatto” alle esigenze dei bambini.
In quest’Istituto si spendono notevoli energie anche per quanto concerne il lavoro; la Direzione unitamente a chi determina la vigilanza, garantisce ed assicura una concreta adesione a seri progetti lavorativi, dipanando e limitando gli ostacoli che inevitabilmente incorrono per fattori burocratici e di sicurezza, ponendosi con duttilità verso la risoluzione d’ogni problematica.
Posso descrivere due realtà, nate per la volontà di un imprenditore titolare della Società WSC, ed un suo diretto collaboratore, l’Ingegner Dott. Francescutto, i quali hanno voluto credere nella possibilità d’investire all’interno del carcere, confidando nell’idea di riuscire a fare “fabbrica” anche dove poteva sembrare impensabile realizzare tale concetto.
Una realtà lavorativa è nata nel dicembre 2003, sette detenuti ed io, siamo stati selezionati per ricoprire la mansione d’operai addetti alla rigenerazione dei telefoni Sirio 187, per conto della citata Ditta che aveva avuto la concessione dopo una gara d’appalto da Telecom Italia. Ebbene, anche se non è stato tutto sempre semplice, ci si può ritenere abbastanza soddisfatti, primo perché solo dopo pochi mesi si è ottenuta la Certificazione di qualità ISO e poi perché si è riusciti ad organizzare una catena produttiva identica se non migliore a quella che si sarebbe potuto creare in un contesto di libertà, arrivando ad assumere 25 persone.
I due imprenditori, persuasi, convinti e soddisfatti di quanto realizzato, hanno continuato a credere nelle potenzialità che tale contesto avrebbe potuto dare sia in termini di fattibilità che in termini di ritorno economico, primo per l’abbattimento dei costi fissi tipo l’affitto di un capannone con l’eventuale manutenzione, poiché appunto ospiti “desiderati” dall’Istituto carcere e poi perché esistono normative che permettono d’ottenere sgravi fiscali; quindi sostenuti da diversi fattori hanno ampliato il loro campo d’azione.
Nel mese di ottobre del 2004 è partito un altro progetto lavorativo, portato dai referenti della ditta WSC; due miei colleghi di lavoro ed io, siamo stati scelti per coordinare ed organizzare la nuova attività, quindi siamo stati spostati ed insieme ad altri 15 detenuti abbiamo dato vita al primo Call-Center di un Gestore della telefonia mobile nel carcere di Bollate, per il quale ci è stato dato il compito di dare informazioni sui Piani Tariffari alle persone interessate e di registrare l’anagrafica dei clienti che acquistano un videotelefono.
Ad oggi sono circa 80 le persone assunte in questo progetto e la maggior parte di esse è pienamente soddisfatta in ciò che svolge, perché si sente partecipe di qualcosa di positivo, perché fondamentalmente vive un paradosso piacevole, quello di sapere di essere considerato un soggetto ai margini della società appunto perché detenuto e, allo stesso tempo, partecipe attivo dello stesso contesto sociale, perché come lavoratore presta un servizio alle persone comuni, alle persone libere e di conseguenza virtualmente, un po’ libero si sente anch’esso.
Mi rendo conto che questa testimonianza possa risultare un po’ fuori luogo, perché non si dovrebbe mai dimenticare che il carcere rimane ed è sempre un luogo di sofferenza, dove molti uomini e donne vivono in solitudine i loro disagi e il loro dolore, lontano dai propri affetti, dai propri figli, dalle proprie madri, dai propri coniugi; però se nel pensiero di tutti arrivasse la consapevolezza che la strada da intraprendere è quella della considerazione e della integrazione del reo attraverso progetti di reinserimento lavorativo, affettivo e culturale, sicuramente la Società ne otterrebbe un ritorno positivo, poiché un ex-reo reinserito significherebbe un disonesto in meno per strada!
Noi tutti quindi, ci auguriamo che Direttori di carceri, Imprenditori e Volontari unitamente agli addetti ai lavori, possano trovare il “fattore umano” che spinge gli uomini a realizzare ciò che è utile per ogni Società che voglia considerarsi tale, vincendo la diffusa rimozione che si attua nei confronti del mondo carcerario.
Desidero lasciarvi pensando mi siano date altre possibilità per parlarvi, perché insieme a voi vorrei affrontare l’argomento che da molti anni si cerca di far rispettare, ed è il diritto all’affettività, il diritto alla procreazione; condizione che ci viene negata perché non prevista, non esplicitamente negata per legge. Vi lascio con una domanda perché possa farvi riflettere: il coniuge del reo, poiché ha la sola colpa d’amarlo, perché è costretto a pagare la stessa sofferenza, anche se innocente? Perché anche ad esso è negato il diritto di procreare con la persona che si ama?
Vi raggiunga un caro saluto ed un sorriso
Giuliano Cappellano

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