Benefica: un’assemblea da dimenticare!!
A proposito dell’assemblea dei soci della Benefica del 2/12/2006, non si può dire che è stata un’occasione per dimostrare ai soci che è cambiata la gestione in meglio, come era stato promesso ma anzi è stata l’occasione per dimostrare l’esatto contrario. Il dott. commercialista ha tentato di spiegare il bilancio previsionale 2006, naturalmente senza riuscirci poiché non mi pare possibile spiegare un bilancio proiettando sullo schermo delle slides insufficientemente grandi e soprattutto senza prima aver distribuito ai soci un minimo di supporto scritto (e non dico di spiegarlo preventivamente in riunioni più ristrette di quartiere che pure sarebbe stato opportuno ma almeno di dare ai soci in assemblea qualche fotocopia per metterli in grado di seguire i ragionamenti che il dott. commercialista si sforzava di fare). Credo che in quella occasione non sia stato rispettato nemmeno lui che nella sua bontà ha accettato quel lavoro che non gli ha fatto fare di certo una bella figura, visto che la stragrande maggioranza di soci credo non abbia capito un granché, per non dire nulla. Non si è capito neanche se il prossimo bilancio sarà in perdita o in utile. La mancanza di supporti scritti non ha facilitato nemmeno le domande che molti soci presenti avrebbero potuto e voluto fare per chiarirsi le idee, anzi hanno dovuto assistere in condizioni di estremo disagio e tenersi dentro i loro dubbi.
Alcuni di quei pochi soci che hanno osato fare domande sono stati intimiditi con parolacce urlate ecc. specialmente se dicevano la verità, (si sa che la verità fa male e fa perdere gli amici), come ad esempio l’intervento di una socia che diceva che gli eventuali gravosi conguagli che la cooperativa si accinge a mandare ai propri soci sono dovuti anche a scelte sbagliate che i vari C.d.A. hanno fatto in passato e che molte persone elette nei C.d.A. sono state raccomandate dai soliti partiti che l’hanno egemonizzata e ne hanno fatto un loro feudo. È un peso che non si può più sopportare; guardando il tavolo della presidenza si poteva notare che molte persone sedute a quel tavolo non abitano nelle case della cooperativa, la qual cosa ai più risulta difficile da comprendere, forse mancano i cervelli adatti presi all’interno della cooperativa? Non ci crede nessuno.
Piuttosto si ha l’impressione che quei partiti usino la cooperativa come un laboratorio per svezzare la propria classe dirigente e come una sorta di limbo dove tenere i propri uomini politici non eletti. È qualcosa che comunque alla fine grava sulle spalle dei soci abitanti in Benefica, è quello che definirei un onere improprio in quanto essendo le suddette persone inesperte ad amministrare società grandi come la nostra cooperativa, è facile incorrere in errori che possono costare ai soci più di quanto costerebbero persone qualificate. Sono cose che fanno male all’animo, aggravate dal fatto che siamo in una delle regioni più ricche e civili d’Italia. Mi chiedo, e se lo chiedono in tanti: “quando finirà questo tipo di conduzione della cooperativa? La sopraffazione non è giunta al capolinea?”
Si parlava di logica in riferimento ai soci etichettati frettolosamente come morosi senza chiedersi neanche minimamente se questi hanno qualche ragione dalla loro per comportarsi in quel modo visto che anche questa volta è stato detto che negli ultimissimi anni sono stati sbagliati i bilanci per previsioni fatte con una certa faciloneria, nonostante tanti soldi spesi per pagare i vari maghi dei bilanci che avrebbero dovuto metterli a posto; evidentemente i loro obiettivi erano altri!!, quindi si può dire senza ombra di dubbio che i soldi dei “soci” sono stati buttati al vento. Si propone pertanto di procedere da subito a dialogare con la neonata “associazione dei soci abitanti in Benefica” per evitare che molte di queste liti poi finiscano in tribunale, con enormi aggravi di spesa soprattutto per la cooperativa. Questo dimostrerebbe finalmente un minimo di buon senso.
Socio Marrazzo Raffaele
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“Zona a verde pubblico attrezzata con antenna Telecom”
L’unica residuale area verde di via Bollate, vista dai balconi circostanti, sembrava, finalmente, interessata da lavori di piantumazione, a conferma delle tante promesse fatte dal nostro Sindaco. Ci aspettavamo anche la sostituzione di alcune piante morte a causa di una negligente mancata annaffiatura. L’illusione ha lasciato presto spazio alla rabbia collettiva. Il verde pubblico evidentemente non è considerato una priorità; altri ben retribuiti interessi non potevano assolutamente attendere!
A 28 mt. da due campi da calcio, nel cuore di un quartiere residenziale intensamente abitato, vicinissima a molti balconi, stavano installando un’antenna Telecom alta 40 mt.. Sorpresi, scopriamo che la Giunta Comunale, con sorprendente arrogante decisionismo, senza aver minimamente costruito un doveroso percorso partecipato, atto a promuovere il fondamentale coinvolgimento dei residenti, ha deliberato di arrecare uno sfregio indelebile al nostro quartiere. Ricordiamo che un’analoga delibera del 2002, a seguito di vivaci proteste, era stata opportunamente revocata. Ci risulta che, ovviamente, le aree adiacenti ai luoghi di residenza dei nostri benemeriti assessori siano state ritenute non idonee alla bisogna. Ci risulta inoltre che, normalmente, le Giunte Comunali, con una adeguata e partecipata “pianificazione pubblica”, operano in sintonia con gli interessi dei cittadini: nel nostro caso, incredibilmente, il Comitato di Quartiere si è trovato come controparte, non tanto la Telecom, ma la nostra Giunta Comunale. Il Sindaco ed i suoi eccellenti Assessori, che tanto graziosamente ci hanno fatto pervenire un così poco gradito regalo di Natale, non saranno ovviamente ringraziati, ma certamente non saranno dimenticati.
Oreste Ghezzi
Libera Associazione per la tutela del Quartiere
di via Bollate,
Stelvio e Tonale
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Agenda 21 Locale
Sviluppo Sostenibile
La Conferenza di Rio de Janeiro (il grande Summit della terra), organizzata dalle Nazioni Unite nel giugno del 1992, ha ufficializzato definitivamente la concezione dello sviluppo sostenibile, sottoscrivendo un ampio documento definito ”Agenda 21“ (una Agenda di azioni per il 21° secolo) dove, in 40 capitoli, vengono tratteggiati gli elementi essenziali, come basi di azioni, gli obbiettivi da perseguire, le attività da realizzare e gli strumenti di attuazione.
Per sostenere questo tipo di iniziativa, serve promuovere l’Agenda 21 Locale. L’Agenda 21 Locale deve essere un’iniziativa coerente, volta alla messa in opera dei concetti e dei principi dello Sviluppo Sostenibile e della qualità della vita. Enti Pubblici che hanno aderito ad Agenda 21 locale
Il crescente interesse negli ultimi anni ha portato a moltiplicare per 5 il numero di adesioni che espongo in tabella (fonte: dati Focus Lab 2002): Lombardia: 74 enti; Emilia Romagna: 64 enti; Puglia: 56 enti; Sicilia: 55 enti; Toscana: 54 enti; Sardegna: 29 enti; Lazio: 29 enti; Campania: 28 enti; Marche: 26 enti; Piemonte: 23 enti La geografia della partecipazione per regione vede infatti entrare nel panorama nazionale molti enti locali. La Lombardia rappresenta la regione con più processi attivati.
Quindi invito il Sindaco a:
Sottoscrivere la Carta degli Intenti che raccoglie i principi basilari del processo di Agenda 21 Locale.
Costituire il FORUM di Agenda 21 Locale attraverso la consultazione e la costruzione del consenso necessario per formulare le migliori strategie, sulla qualità dell’aria, risorse finanziarie, modelli di consumo, banca etica, verde pubblico, educazione ecologica, suolo, acqua, fontanili, agricoltura biologica, mobilità, popolazione, servizio di trasporto scolastico, refezione scolastica biologica, volontariato, elettromagnetismo, ecc. ecc. Inoltre invito il Sindaco ad informare i cittadini, le organizzazioni locali, le imprese private, e spiegare:
Che cos’è un’Agenda 21 Locale;
Come si fa un’Agenda 21 locale;
Che cosa ha di speciale l’Agenda 21 Locale;
E non ritenere l’Agenda 21 Locale una cosa propria, di esclusivo utilizzo (fai-da-te) come appare nel suo stiracchiato editoriale n° 2 di Informazioni Municipali (pagina tre) argomento tutela dell’ambiente-Agenda 21. Un solo esempio: Il verde pubblico è tenuto in uno stato pietoso. Spetta a lei Sindaco compiere ogni sforzo utile per sviluppare aree di ricerca sui temi sopra rilevati.
Mi auguro che lei Sindaco s’impegni seriamente.
Il cittadino
Luigi Gusmano
Inizio pagina Luci che si spengono, ricordi che si illuminano!! Passando per via Garibaldi, abbiamo visto trasportare le ultime cose del negozio assai noto della Maria della Emma che come era stato preannunciato, chiudeva dopo una lunga vita, cessando così l’attività, ben nota ai Novatesi. Un negozio semplice in un palazzo della Coop. La Benefica, tra i più conosciuti dove aveva avuto sede la stessa cooperativa. L’attività era iniziata nel lontano 1935 e comprendeva la vendita di articoli di abbigliamento e per la casa. Quanti gomitoli di lana sono passati tra le sue mani, per la gioia delle donne Novatesi che lavoravano coi ferri. La signora Maria era figlia di una altrettanto nota signora nella nostra comunità, la mamma Emma per cui è sempre stato unito per una migliore identificazione, i nomi di madre e figlia. Abbiamo raccolto tra un pizzico di nostalgia, alcune riflessioni che lasciavano intendere, con quanto amore e passione in tutti questi anni la signora Maria abbia svolto il suo lavoro, non dimenticando di contribuire alla crescita della nostra comunità. La Parrocchia SS. Gervaso e Protaso, alcuni anni or sono, aveva pubblicamente riconosciuto e premiato il bene e la perseveranza donata agli ammalati attraverso l’Unitalsi. Il suo negozio, è stato un valido punto di riferimento per molte persone che usufruivano anche di una buona parola in momenti di particolare bisogno. E negli occhi della gentilissima signora Maria, mentre ripiegava le ultime cose, si potevano intravedere come in una moviola i passi della sua vita operosa, che ci auguriamo possa continuare con serenità e tranquillità, per molti anni ancora assieme ai suoi figlioli e alle loro famiglie. Un altro negozio, quindi un’altra luce che si spegne e che va ad aggiungersi agli altri negozi che hanno rappresentato il centro Novatese e che sono stati i nostri “centri commerciali” non anonimi e freddi come i tanti che sono cresciuti in questi ultimi tempi, intorno a noi. Non si possono dimenticare personaggi con nomi e soprannomi che gli derivano dalla specifica attività come il “Menta” della famiglia Larghi, che tra le molte cose ti proponeva caramelle e liquirizie, la Carmelina con la sua passamaneria utile alle nostre mamme, il Tri Basei della famiglia De Gasperi poi Giannino Galimberti, il Facilli cappellaio, la salumeria macelleria Morandi, il Mercantun stoffe della famiglia Monti, la pasticceria Gerosa, la salumeria Galli, l’Ortensia, frutta e verdura, la Stella Bergomi, alimentari, la Comina, frutta e verdura, la salumeria Giussani, el Pansciun, poi Ghirimoldi, la macelleria Patti, Cesare Bonsignori el “bensinat” nonché i negozi della Coop. Previdente e Acli, e si potrebbe continuare. Due luci importanti come quelle del Circolino e del Bar Morandi luoghi di aggregazione non sono facilmente dimenticabili, e il cui abbattimento ha creato non poche difficoltà a giovani e anziani. Cancellati i nomi indicati, la classifica della longevità vede ancora ai primi posti alcuni esercizi operanti da antica data soprattutto nel Centro di Novate a testimoniare altresì una tradizione commerciale Novatese sempre utile alla comunità.
Aldo De Ponti, Aleardo Faroldi, GianLuigi Zucca
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Anziani e banche
Per anni a Novate si è parlato e discusso di “Centro anziani” integrato o non, gestito dal Comune o non, centrale o non... Alla fine c’era un progetto per Via Repubblica 80. Poi calano il silenzio e l’oblio.
Ma, nei primi giorni del nuovo anno, ecco spuntare come un bel fungo, in Via Repubblica 80... una banca! Come ne sentivamo il bisogno! I poveri (pardon, i ricchi) Novatesi dovevano fare chilometri per trovarne una. Si vedevano vecchietti partire all’alba dalle proprie abitazioni per poter raggiungere uno sportello bancario prima della chiusura. Camminare fa bene, ma insomma!
Ora il nuovo Banco di Sicilia in pieno centro risolverà tutti i problemi di chi, non avendo l’auto e non potendo utilizzare i mezzi pubblici, non poteva usufruire dei servizi bancari. Questo è un vero servizio sociale!
Non solo, ma lo spazio è assai ampio, luminoso e ben riscaldato: abbiamo pensato che, come d’estate siamo stati incoraggiati a portare gli anziani nei supermercati, in inverno potremmo portarli... in banca. Solo qualche comoda poltrona in più... e il gioco è fatto.
Pensandoci bene, però, a Novate, di banche ce n’era già più di una e, invece di organizzare visite guidate a Milano, con dispendio di denaro ed energie, si potrebbe lanciare la proposta di un “tour” attraverso le agenzie bancarie, partendo dalla zona Baranzate, dove già ne troviamo subito tre.
Tramite il sottopasso pedonale (ormai cantiere fisso da mesi) potremmo agevolmente (?!) raggiungere l’agenzia sotto il Comune e, con una piccola deviazione quella più avanti (Via Vittorio Veneto angolo Via Bollate).
Dopo l’ultima sospirata banca e l’altra di Via Repubblica 15, si arriva allo sportello di Piazza della Chiesa e alla City di Novate, dove (via Matteotti) si affollano tre agenzie e, a pochi passi (nemmeno il tempo di mangiare una mela) quella accanto all’ingresso della Biblioteca nella prestigiosa veste di Villa Venino. Alla fine, salvo errori od omissioni, abbiamo “visionato” dodici agenzie: si potrebbe quindi ruotare l’ospitalità agli anziani su due settimane abbondanti (calcolando cinque giorni alla settimana) chiedendo di offrire anche un piccolo rinfresco e prevedendo (in periodo pre-elettorale) la presenza del Sindaco o dell’Assessore ai Servizi Sociali.
Credo proprio ormai inutile parlare di spazi per gli anziani: il problema è risolto!
Gli anziani ringraziano.
Io ci ho provato con l’ironia, dite la vostra che ho detto la mia.
Maria Luisa Pedraglio Inizio pagina
Una banda per amica Mettersi in macchina e affrontare un po’ di chilometri in tangenziale è diventato ormai un appuntamento da non mancare, se ad attendermi dall’altro lato c’è una serata in compagnia... della banda Santa Cecilia di Novate! Potrei sperticarmi in elogi incommensurati sulle ormai numerose performance che propongono durante l’anno nella zona del novatese, io che di Novate non sono; ma preferisco regalarvi i primi appuntamenti condivisi con l’amica banda, qualche anno fa. Mi ritornano in mente le fiamme guizzanti del falò di sant’Antonio, per esempio; stretti in semicerchio a vivere la tradizionale festa, gli ottoni risplendere alle fiamme con bagliori dorati... un po’ magico, no?, aiutati anche da un bicchierino di vin brûlé; oppure le note intirizzite perse per le strade, durante il periodo natalizio della piva. Le senti da lontano arrivare, Bianco Natal o Tu scendi dalle stelle, emozionano anche gli adulti, che tornano in un pico secondo bambini. E allora via, chi in strada, chi alla finestra, ad aspettare la banda! Ci sono anch’io e penso che mica è da tutti suonare in pieno inverno, perché in fondo è una tradizione, perché è bello, perché... E intanto dita senza guanti e corto fiato fumoso si adoperano per dar vita allo strumento gelato. Ma più che altro mi chiedo: chi glielo farà fare, a questi ragazzi della banda, quelli della Santa Cecilia come li chiamiamo, a rimetterci in dita e fiato per “mettere in circolo il tuo cuore”, come cantava qualche tempo fa un noto rocker nostrano? Ecco, forse è proprio questo: mi sa che c’è di mezzo una questione di cuore con la musica. E lo penso senza falsa retorica, perché è sufficiente ascoltarli anche solo una volta, come è capitato a me all’inizio, per essere coinvolti. Forse le esecuzioni non sono perfette alla minima croma, ma è importante avere spazi di miglioramento, no? E loro, quelli della banda, di passi avanti in questi anni ne hanno fatti davvero parecchi, migliorando stile, repertorio (ah, quei medley...) e creando ancora più affiatamento tra i vari componenti... tanto da far sbocciare anche i fiori d’arancio! Ci credono in quello che fanno, per loro stessi ma soprattutto per chi li ascolta, per il loro pubblico, attenti a raccogliere elogi e critiche per dare ogni volta qualcosa di più. Testardi, quelli della banda. E suonano, suonano, suonano. A testa bassa (perché non si possono imparare a memoria tutte le partiture, bisogna leggerle) e cuore libero: il giusto per volare in alto. E dopo quello che alla fine è diventato un elogio, non potete davvero perdervi le prossime performance degli amici della banda Santa Cecilia di Novate Milanese.
Sara Fevola
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A proposito
di Via Portone.... Ho letto con piacere (amaro purtroppo!!) la lettera del Sig Dipilato all’Assessore Chiovenda sul numero 5 (dicembre 2006) di Informazioni Municipali in cui ben descrive tutti i disagi a cui sono regolarmente sottoposti gli abitanti di Via Portone. Collegandomi a quanto sopra, colgo l’occasione per invitare l’Assessore a trasferirsi per una sola settimana (magari nei mesi estivi quando è praticamente impossibile tenere persiane e finestre aperte a causa del rumore e dei gas di scarico!) in qualche appartamento che si affaccia su Via Portone. In questo modo avrebbe la possibilità di valutare ed “apprezzare” in prima persona le scorribande - a gran velocità - di rumorosi motorini ed automobili nelle ore serali e notturne, il traffico incessante durante il giorno, il passaggio continuo - con relativo fragoroso sobbalzare sul dosso in porfido - di numerosi autocarri con cassoni (all’inizio della via esiste peraltro il divieto di accesso agli autocarri, che viene però regolarmente, inspiegabilmente disatteso!!) ed il convivere costantemente con automobili parcheggiate (a volte anche a motore acceso!) sulle strisce pedonali sotto le finestre di chi abita al pianterreno.
Non voglio dilungarmi oltre nell’illustrare quanto già messo in evidenza nella lettera del sig. Dipilato e vorrei quindi concludere questa mia, riallacciandomi a quanto esposto dall’Assessore Zucchelli a pagina 5 del nr. 5 di I.M., confermando che è verissimo che Novate è “un bel posto dove vivere” ma che l’accoglienza, la tranquillità ed il benessere di una cittadina e dei propri abitanti si misurano anche con la vivibilità delle proprie strade, con la regolamentazione del traffico e quindi del livello di inquinamento atmosferico ed acustico e con la creazione ed il controllo di preposte aree di sosta per le automobili. Tutti devono poter liberamente passeggiare nel centro storico senza però che questo si traduca in parcheggio selvaggio su marciapiedi, passaggi pedonali o davanti a passi carrai! Ringrazio anticipatamente per l’attenzione che l’Amministrazione vorrà dedicare a questa mia segnalazione e per i provvedimenti che in tal senso vorrà intraprendere per porre rimedio a questa fastidiosa situazione di invivibilità e disagio.
Cordiali saluti.
C. B.
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Partito Democratico: idee per un percorso possibile
Lo scorso 11 dicembre ho partecipato a un interessante incontro, organizzato dal Circolo Margherita di Novate, con Maria Grazia Fabrizio, già segretaria provinciale della CISL milanese e ora consigliere regionale di “Margherita-Uniti nell’Ulivo”, a cui hanno partecipato anche molte persone che non frequentano abitualmente riunioni politiche. Questa serata mi ha fornito numerosi spunti di riflessione sul nuovo partito in fase embrionale di cui si sente molto parlare e vorrei condividere con altri lettori le idee proposte in questa occasione.
Dopo una breve sintesi dell’evoluzione politica dei due grandi partiti storici della tradizione popolare e democratica italiana, Maria Grazia Fabrizio ha spiegato le motivazioni che stanno alla base del progetto del Partito Democratico, concepito come un partito moderno, fondato su una visione europeista e attento alla persona come soggetto in relazione, capace di rispondere a una serie di questioni prioritarie nella società attuale: come far crescere la democrazia a livello mondiale in una società in cui pochi paesi democratici dominano il globo, come rivedere il modello di sviluppo occidentale che sta condannando il pianeta a causa della poca attenzione all’ambiente e delle crescenti disparità con i paesi meno sviluppati, come dare speranza all’uomo liberandolo dal relativismo etico attraverso la proposta di valori condivisi da tutti per cui valga la pena di vivere, come riscrivere un nuovo patto sociale che tenga conto dei diritti delle categorie più deboli. La relatrice ha affrontato anche i problemi presenti nel processo di formazione del Partito Democratico. I due partiti, Margherita e DS, dovranno affrontare una serie di scogli quali ad esempio i temi eticamente sensibili o la collocazione in Europa e non potranno affrontarli separatamente. Queste problematiche potranno essere affrontate meglio dopo aver ben definito il progetto politico per costruire un partito partecipativo, radicato nel territorio, con regole di democrazia condivise.
Sicuramente questo non sarà facile, ma è possibile in un tempo ragionevolmente breve.
Gianni De Micheli
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Una serata dedicata ai giovani
e all’Europa con Antonio Panzeri
È stata un’iniziativa di grande attualità quella tenutasi venerdì 1 dicembre nei locali del Centro Soci Coop organizzata in collaborazione con l’Anpi novatese, appuntamento che ha visto la presenza dell’eurodeputato Antonio Panzeri per dibattere di giovani ed Europa. Attraverso un’attenta illustrazione operata da Panzeri su cui si sono innestati numerosi interventi del pubblico, sono stati esaminati alcuni aspetti fondamentali dell’Europa, intesa non solo in senso politico ed economico ma anche come comunità, elemento che sottolinea e chiarisce il motivo per cui essa rappresenta un’opportunità soprattutto per le giovani generazioni. Panzeri ha riconosciuto anche che troppo spesso si parla di Europa citando solo gli aspetti negativi che vanno ad alimentare un sentimento di “euroscetticismo”, tralasciando di portare a conoscenza dell’opinione pubblica tutti gli elementi che devono farci vivere la prospettiva europea come opportunità, facendo appello alle nuove generazioni perché inizino a ragionare in una dimensione continentale. La serata si è svolta alla vigilia del congresso del Partito Socialista Europeo tenutosi i primi di dicembre a Oporto, in Portogallo, coincidenza che ha permesso alla serata ed al dibattito di assumere notevoli caratteri di contemporaneità. La presenza di Panzeri, che prima di sedere al parlamento europeo ha ricoperto l’incarico di segretario generale della Camera del lavoro di Milano, ha permesso di effettuare molti parallelismi tra la metropoli lombarda e le grandi capitali europee, facendo ulteriori spunti al dibattito alimentando l’interesse dei presenti ed aiutando a comprendere meglio anche le realtà ed i contesti locali.
Maria Concetta Gigante
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“SOS: Antico Organo
in pericolo!” Buon Anno!
Esiste a Novate Milanese un progetto artistico-musicale promosso dall’assessorato competente?
C’è la volontà di salvaguardare il patrimonio comunale?
Qualcuno ci dia una risposta! Cinque anni fa è stata terminata l’opera di restauro (sostenuta dal nostro Comune) dell’antico organo Gaspare Chiesa 1828 e, bisogna dire il vero, alcune iniziative musicali hanno visto coinvolto il nostro prezioso strumento. Da qualche tempo, però, l’organo posizionato all’interno della Chiesa di San Carlo, non appare più presente all’interno delle rassegne concertistiche provinciali e neppure in quelle cittadine.
Perché?
È così difficile da parte del nostro Comune sostenere qualche impegno concertistico all’interno dei differenti momenti dell’anno?
Credo sia un gran peccato ed una occasione persa poiché il lavoro per sostenere questo restauro è stato tanto e solo chi realmente l’ha seguito sa quale tipo di particolare impegno è stato profuso, ed oggi il nostro strumento giace inutilizzato e dal punto di vista conservativo, trascurato!
L’appello, comunque, è questo: se all’interno del nostro paese vi fosse realmente qualcuno interessato alla seria promozione culturale di musica per organo e strumenti, capace di sedersi intorno ad un tavolo e programmare eventi, chiami pure questo numero: 338.3185818 insieme, con la volontà troveremo anche i fondi necessari!
Emanuele Gregolin
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Una mattina dovevo uscire da casa alle 6 e per alzarmi in tempo, ho puntato la sveglia sulle 5,30.
A un certo punto della notte mi sveglio di soprassalto, guardo l’orologio con un occhio (perché se guardo con due occhi vedo doppio per il sonno) e vedo che le lancette segnano le 6 e 10. Oddio, non ho sentito la sveglia. Mi alzo in fretta e furia, mi preparo in 10 minuti e, prima di uscire da casa, do un’altra occhiata all’orologio: segna le 2 e 40. Se il campanile avesse suonato le ore, quando mi sono svegliato avrei sentito che erano le 2,30.
Mi è stato detto che hanno interrotto il suono dei rintocchi delle ore di notte perché disturbavano il sonno di alcune persone. Si dà il caso che qualcuno, se di notte non riesce a dormire, gli fa piacere sentire le ore che suonano al campanile e gli fanno pure compagnia.
Gli iper-isterici dovrebbero risolvere questi problemi a casa loro, mettendosi dei tappi nelle orecchie prima di andare a letto (che si comperano in farmacia) oppure installare i doppi vetri alle finestre, senza obbligare tutti gli altri a subire le loro fisime. Vivi e lascia vivere!
Lettera firmata
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Un caro ricordo del passato Brigida dopo mezzo secolo dalla tua scomparsa
dedico a te questa mia poesia.
Anche se avremo voluto
essere vicini
la forza del destino
ci ha divisi.
Se pur lontani
di più
ci siamo amati
e come un incubo
la lontananza
è stata accettata.
Da lontano
una voce sussurra
com’è vicina!
Era una voce
giovane e bella
e la voce
del mio sangue
e del mio cuore.
Sono qui ...
prego per te
non ho speranza ...
tu non puoi capire
perché sei lontana
non so quando partire
dammi la speranza.
Gli occhi miei
sono privi di lacrime
il mio cuore palpita per te. “Giuseppe”
Dopo mezzo secolo dalla tua scomparsa
dedico a te queste mie parole.
A te mia adorata Brigida.
Che tu mi hai dato tanto amore e felicità!
A due giorni dal nostro matrimonio
mi sei mancata tra le braccia
per una grave malattia.
Spero che tu mi hai tenuto
un posto accanto a te
non ti ho mai dimenticata
il tuo grande amore Giuseppe.
Giuseppe Zanotti
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La curt di Tenciu’ (trebia)
Ovvero c’era una volta via Repubblica 80
Me pias cuntà stori del temp pasaa
stori di cùrt e Nua
la cùrt di tenciù dopu la Pianeta
voeuna di pocc che ghe restaa del vecc Nua.
L’era el Milavottcent trentases
quant l’ann costruida
a Nua Ceccobeppe el comandava
e tanti paisan per l’E.C.A. la tera lavorada.
Una bela curt, el portic
di caretin, la lobbia desura
i pagn de distend Furment Selgra
e Furmentun in trebia de sluasà e secà.
De dree in trèbià per trèbià
piant de murun. La foeuia de perà
l’era la pastura di cavaler (Bachi da seta)
di e nocc de aleva curà e netà
l’era un grand de fà.
all’inizi del secul eren tucc
paisan ma un quei vun andava
laorà a Milan squasi tucc i famili
gavev un suranom.
El Banfi (Cagnamagra) el Cozzi (Campana)
in del saun e laorava, Radaelli (Zambrin)
el Brasca (Bruschin) i Nova i Pessina
Ravelli (Racheta) el Russ Pitula
i Ceruti (Pirleta) e l’Amleto
cun la scimieta.
Al temp de trebbià in curt
di Tenciù l’era un gran laorà
Omen, Donn Fioeu gaveven de fa
Angelina sta minga lì a guardà
ghe i sacc de preparà.
Pusee tardi el Poletto
un furestee rivaa a Nua
l’Angelina biscia (Pirleta)
la spusaa e pocc ala voeulta
la curt di Tenciù i Famili
in cambiaa e di vecc pocc in restaa.
Adess che tristessa
guardà la curt abandunada
dirucada
ses o Sett anna fa diseven, el Comun
un palass l’aveva progetta
cun servisi Social per la Gent de Nua.
pusee pasa el temp
la cà la perd i tocc
e l’erba mata la cress
in curt cume gramigna
e pensà che un temp
la curt di Tenciù col la
sôa trebbia l’era tutt
un ferment con tanta gent.
Agost 93
Achille Giandrini
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Alla ricerca di una
vita di gioia,
di serenità e di pace
La mia esperienza di lavoro e di malattie, la riflessione su alcuni spunti del pensiero di Anna Robertson Brown mi fanno dire che per non appesantire la nostra vita dovremo riuscire a:
• Rinunciare alla finzione, perché la pace del cuore non è per gli impostori.
• Rinunciare all’ansia, che è un modo maldestro di guardare le piccole cose e ingrandire il loro valore.
• Eliminare l’insoddisfazione, la rassegnazione, la disperazione, facendo di qualunque cosa la vita abbia in serbo per noi un progetto di eroismo.
• Coltivare la mitezza, per addolcire la convivenza umana.
• Cancellare l’egoismo e l’avidità dilagante.
• Usare con oculatezza il tempo. La domanda della vita non è quanto tempo abbiamo, ma cosa ne faremo.
• Tenere in gran conto il lavoro chiedendoci: “Il mio lavoro fortifica il mio carattere, è d’esempio e di aiuto agli altri?”.
• Sradicare l’indifferenza per essere solidali con chi soffre in situazioni difficili.
• Coltivare l’umiltà per non sentirci illusoriamente padroni del mondo, per non calpestare la dignità delle persone.
• Tenere a freno l’ambizione, perché il pericolo che possa sostituire i normali sentimenti umani è grande. Facciamo in modo che occupi una giusta parte della nostra vita.
• Non temere il dolore. Le delusioni della vita sono inevitabili. Il dolore non ci è dato soltanto perché ci tocca soffrire, ma perché le lacrime ci insegnano a: capire, amare, augurare il bene.
Nonna Caterina
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Neve
Il giorno?
Una danza soave
di petali leggeri,
un fremito di gigli
dai giardini del cielo.
Nell’immacolato silenzio
ora dilaga
l’argento della luna.
Non v’è che un pigolio
di passeri arruffati,
un crepitio di rami gelati;
il mondo è attonito
nel chiarore irreale.
Cerco emozioni
che non trovo.
Lieve, al fine mi sfiora
la carezza di un ricordo:
una bianca distesa
libera e intatta
ove il mattino spargeva
cipria di sole
e il crepuscolo
ombre azzurrine,
misteriose
sotto la pergola.
Nell’aria
un’attesa stupita,
perché il fosso,
ghiacciato,
più non cantava
la sua canzone.
Silvana Botta
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Novate è cambiata
I carrozzoni del Circo Operaio
sono partiti da anni
con tamburi, bandiere rosse
e l’inefficiente democrazia.
Fargas, Omcsa, Schindler, Triulzi...?
Controlla l’ortografia!
sentenzia il computer.
Ora cammina, elegante, per tonde
il Risparmio Gestito
e per nuovi selciati
È la Banca, bellezza!
che
sorride beata a se stessa
lontano dal luogo
dove un tempo il Circo si era posato
Sorride a se stessa per niente esitante
forse non troppo...
lungimirante.
Alberto Accorsi
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