La politica ha bisogno
Rispondiamo all’appello del Capo dello Stato
“Se la politica diventa un continuo gridare, ... non si possono nemmeno più cogliere bene le diverse posizioni e proposte, allora molti finiscono per allontanarsi non da questo o quel partito, ma dalla politica. E invece, attenzione. A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente”. Questo è stato il richiamo del Capo dello Stato, nel discorso di fine anno agli italiani, affinché chi è impegnato in politica non si faccia scoraggiare e chi invece non ha mai avuto modo di partecipare, soprattutto i giovani, si metta in gioco con impegno e idee nuove. Un’esortazione, quella del Presidente Napolitano, che tocca un problema sempre più presente e sempre più preoccupante: il disimpegno civico. Sul numero di aprile 2006 di Informazioni Municipali, proprio esortando l’impegno civico, mettevo a confronto i sempre più frequenti atti di vandalismo ai meritori esempi di volontariato nei settori più disparati. Anche la politica, a tutti i livelli, sente la necessità di un’ondata di freschezza, di un’energia nuova che porti entusiasmo e vigore all’agire quotidiano. Nelle scorse elezioni entrambi gli schieramenti hanno fatto appello ai giovani forse perché consci del processo inesorabile di invecchiamento della politica. I risultati sono stati purtroppo poco incoraggianti e sono pochi oggi gli under 30 con un ruolo pubblico. Forse le ragioni sono da ricercare nello scontro e nella demonizzazione dell’avversario, come sostiene il Presidente Napolitano, o forse nella lontananza percepita tra politica e vita vissuta dei cittadini. Certo è che bisogna chiedersi il perché di tale disaffezione e chi ha un ruolo pubblico non può abdicare a tale compito. La politica che negli anni settanta ha infiammato i cuori di intere generazioni, anche con drammatiche conseguenze, oggi è totalmente indifferente ai più. Siamo passati da un eccesso ad un altro. Il richiamo del Capo dello Stato deve essere raccolto e su di esso vanno costruite proposte di partecipazione che possano vedere protagonisti i giovani ma anche chi, seppur non giovane, fino ad ora alla politica non ha mai voluto avvicinarsi. C’è sempre spazio per buone idee e buona volontà.
Il Presidente del Consiglio Comunale
Roberto Ferrari
prescons@comune.novate-milanese.mi.it
Inizio pagina La cultura è ossigeno
per la politica
Si è tanto parlato in questi mesi di necessità di riforme non di facciata, ma strutturali, che consentano una reale liberalizzazione economica. La tendenza è tragicamente quella di non intaccare minimamente la vera palla al piede delle grandi società statalistiche e, paradossalmente, anche delle grandi concentrazioni capitalistiche. Il centralismo burocratico toglie da una parte per sovvenzionare un’altra, ma la parte sovvenzionata tende a soffocare ogni forma di sana concorrenza, di competitività non solo sul piano quantitativo, ma anche qualitativo. Il modello di sviluppo “occidentale” non prospera solo con determinati livelli economici di sviluppo “strutturali” da mantenere, ma anche con livelli “qualitativi” di vita da salvaguardare. Le riforme progettate spesso sono create su misura della classe dirigente che le progetta, ossia toccano le categorie autonome e non toccano le categorie dei grandi apparati, ed all’interno di questi apparati premiano i manager e gli azionisti senza interessarsi di promuovere un minimo di miglioramento, su base meritocratica, per i dipendenti. Poi, ad arte, viene innescata una sorta di scontro e di mattanza tra pesci piccoli, che favorisce solo gli squali, compresi certi banchieri e faccendieri, come ebbe a sottolineare un noto ministro riferendosi alla stato di fatto della Unione Europea. La cosa che fa specie è che in nome dell’Europa vengono condotte battaglie non solo sui numeri, ma anche sul futuro della nostra società, spendendo fiumi di parole e montagne di progetti che non portano a nulla. Lo si è visto nel momento del tragico naufragio della formulazione del preambolo della Costituzione Europea. Ora la patata bollente della sua riformulazione è passata nelle mani di una figura di spicco, quella di Angela Merkel, leader della CDU tedesca. Su sua espressa volontà potrà essere finalmente, e speriamo concretamente, affermato che l’Europa ha profonde radici storiche cristiane. L’Europa dei popoli potrà ottenere, così, la tanto attesa rivincita sull’Europa dei tecnocrati, sia pure illuminati, ma pur sempre tecnocrati. E con questo non ci riferiamo ai tecnocrati di basso profilo, dall’aspetto anche perbenista che appaiono tutti i giorni sui nostri schermi televisivi, reduci di insuccessi in importanti incarichi europei. Si dirà che il nostro paese è al centro del mondo, ed intorno ad esso ruotano le idee di messianici partiti a livello planetario, fattori trainanti di pace e sviluppo. Niente di più falso. Si dirà che il problema sta nella debolezza della nostra politica. Vero, ma a patto che si comprenda che non è con i tecnicismi, con i rinvii, con le sole riforme elettorali che si vince. La lezione tedesca va oltre, va in direzione di una chiara scelta di campo dei partiti al governo, con necessari riferimenti a consolidate formazioni europee, ben schierati tra le forze popolari e quelle di matrice socialista. Si dirà che in Italia trionferà sempre l’alternanza tra coalizioni “omnibus” dello stesso peso di voti, con qualche spostamento di qua e di là. Cioè, si spera nella polarizzazione dell’elettorato. Non è sempre detto, visto che in Germania le cose sono andate diversamente. Uno dei motivi dell’autorevolezza della Merkel risiede nella sua precisa collocazione e nella sua capacità, più di altri capi di governo, di muoversi nell’area riformista, senza pesanti condizionamenti ideologici, ma con grande slancio culturale. La cultura è ossigeno per la politica. Un’Europa senza identità culturale è come un’Italia senza valori umanistici e religiosi. Un vuoto contenitore, con una moneta forte, una mente ed un cuore debole. L’UDC novatese ribadisce la sua contrarietà ad ogni progetto governativo che confonda le identità, che non produca sviluppo, che non elimini la burocrazia dal mondo produttivo, dal commercio, dalle professioni, dal volontariato. In quali altre Regioni se non nella nostra Lombardia sono stati introdotti da anni aiuti alla famiglia, a partire da una parità scolastica effettiva, modelli innovativi nell’assistenza sanitaria ed in altri importanti servizi che altrove restano ancora un miraggio? Il cammino per le riforme deve far interagire Comuni, Province e Regioni con un sistema-paese sbloccato e snellito. Il cammino è ancora lungo, anzi lunghissimo e non si vede all’orizzonte nessun cambiamento se non di facciata.
UDC - Novate Milanese
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È un bilancio, sembra un Sudoku
Contenere i costi, continuando a garantire l’ottimo standard di servizi che ormai a Novate abbiamo raggiunto. Cercando di evitare quel ricorso a ulteriori tasse e balzelli cui, con incredibile leggerezza, la legge Finanziaria del governo Prodi demanda la sopravvivenza dei Comuni, dopo i duri tagli introdotti a scapito degli enti locali. Mettete questi tre ingredienti nel frullatore, e provate con noi a stendere il Bilancio 2007, il grande compito che vede impegnata la nostra lista civica in queste prime settimane dell’anno. Un’equazione non facile, che richiederebbe un prestigiatore anziché l’impegno di tecnici e politici. Se infatti sul fronte delle spese di investimento, cioè quelle destinate alla progettazione e alla realizzazione delle grandi opere, abbiamo in questi anni dimostrato di saper fare molto bene i nostri conti, cioè di riuscire a innescare un circolo virtuoso tra opere e finanziamenti, senza mai andare a incidere sulle tasche dei cittadini, quando si entra nei meandri della spesa corrente, ovvero della gestione quotidiana dei servizi, il gioco si fa molto più complicato.
La rotta che a nostro parere bisognerà seguire sarà quella di una continua e costante razionalizzazione delle uscite, di un calcolo millimetrico, settore per settore, degli impegni di spesa e della reale fattibilità di quelle spese (spesso, purtroppo, vengono impegnate somme che poi gli uffici non riescono a spendere per vizi burocratici o di previsione), oltre che di un maggiore efficientamento del personale. Ma, anche, sarà importante riuscire a “sfruttare” al meglio (usiamo questi termini in senso “buono”) quegli strumenti di cui l’amministrazione si è dotata per svolgere in modo più snello alcuni tra i suoi compiti: le varie società partecipate, per esempio, su alcune delle quali (vedi l’Asscom) proprio di recente si è intervenuti proprio con questo fine. È un lavoro certosino, invisibile agli occhi dei novatesi che, giustamente, vogliono strade più pulite e meno “bucate”, una viabilità meno ingolfata, più parcheggi, ecc. ecc. ecc., ma che rappresenta il cuore della buona amministrazione, un lavoro duro ma necessario per evitare che, un domani, spuntino qui e là nel bilancio ben altri “buchi” più preoccupanti di quelli che infestano il manto stradale.
E, proprio perché si tratta di un lavoro difficile, perché il risultato sia positivo, è necessario il contributo di tutti, e per questo vogliamo sfruttare la “tribuna” costituita da Informazioni Municipali per questo appello che, spesso, cade inascoltato all’interno delle sale riunioni dove si discute e si decide: far vivere bene i novatesi, non seppellirli di tasse e garantire loro una gestione efficiente del bilancio comunale non è un impegno di destra o di sinistra, di partiti di maggioranza o di opposizione. Dovrebbe essere il compito di qualsiasi amministratore, di oggi e di domani. Noi il nostro impegno ce lo mettiamo, se nessuno si mette a fare battaglie di parte, o imboscate, potremmo anche riuscire a risolvere quell’equazione ricordata sopra. Pur senza essere dei prestigiatori.
Lista civica
Uniti per Novate
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La bellezza non abita qui
A proposito di sgorbi, graffiti e vandalismi
Il Costituto di Siena del 1309 dichiara che chi governa deve avere a cuore “massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”. Le città cadono in un clima di progressivo degrado non per caso, non per povertà, ma perché sono amministrate senza far riferimento all’idea di bellezza, spingendo gli abitanti ad un gretto individualismo e non promuovendo alcuna azione per farli sentire parte attiva della comunità. Dov’è finito il forte senso di coesione tra i cittadini che - pur nelle rispettive diversità - caratterizzava Novate? Disperso da questa amministrazione comunale improvvida che, con un atteggiamento freddo e senz’anima da un lato, ha rinunciato al suo ruolo di catalizzatore sociale; dall’altro non ha la capacità e la fermezza di mettere in campo i pur necessari interventi repressivi. Da questo punto di vista la Giunta Silva (e la sua maggioranza) presenta un bilancio davvero fallimentare: non solo non ha messo in campo alcuno strumento per combattere la marginalità, non ha trovato sedi e opportunità per favorire l’aggregazione giovanile, non ha attivato momenti di dialogo; ma ha assunto comportamenti e decisioni che vanno esattamente nella direzione opposta. Perché mai un giovane graffitaro, ad esempio, dovrebbe rispettare i muri novatesi di fronte a un’amministrazione che compie scempi ben più gravi (l’esempio del Palazzetto dello sport è emblematico: si è brutalizzata un’opera architettonica con costi enormi e senza alcun miglioramento funzionale) o consente che i privati costruiscano case senza rispettare né il piano regolatore né alcun canone estetico (vedi il proliferare di balconi a punta, di facciate adorne di tubi del gas, di edifici orientaleggianti e chi più ne ha più ne metta).
Solo rifacendosi a valori collettivi, a legami e responsabilità comuni è possibile che prenda forma e si rafforzi quel patto di cittadinanza che rende possibile l’acquisizione e la diffusione del concetto di “pubblica utilità”, di consapevolezza che una città può essere vissuta pienamente se tutti si fanno carico del suo decoro. Il sindaco, invece di usare “Informazioni Municipali” per fare prediche paternalistiche, che nulla hanno a che vedere con il suo ruolo istituzionale, dovrebbe impegnarsi per attivare politiche di promozione della presenza giovanile in forme sì creative, ma rispettose del patrimonio della collettività.
I Democratici di Sinistra
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Un rigurgito laicista in Novate ha iniziato
a demolire il nostro modo di essere
È tradizione nel nostro paese che prima del Natale il sacerdote benedica i luoghi pubblici e, per chi vuole, anche le case dei fedeli. Per la benedizione delle case dei cittadini non vi è alcun problema, il fedele farà entrare il sacerdote per la benedizione, mentre gli altri no.
Per la benedizione delle scuole e degli scolari, a seconda dei plessi scolastici esiste un protocollo, cioè una procedura concordata tra l’autorità religiosa e quella della scuola. Questo protocollo consiste nel permettere agli scolari di essere presenti o non presenti alla benedizione.
Questa soluzione compromissoria appare appropriata ma nel nostro caso non auspicabile. Si può capire che dietro vi è la preoccupazione eccessiva di molti insegnanti che non vogliono obbligare gli scolari diversi nella religione a sottostare alle nostre tradizioni; meglio dire al nostro modo d’essere che ci distingue come comunità, grande o piccola che sia. Tale comportamento potrebbe apparire logico, ma poco accettabile. Tutto ciò ha già avviato la demolizione sistematica del nostro modo d’essere, delle nostre tradizioni. Questi insegnanti si considerano stipendiati anche per demolire le nostre tradizioni? Se degli insegnanti non condividono le nostre tradizioni vuol dire che sono dei nostri concittadini non conformati, ma questo non li autorizza a procedere nella demolizione del nostro modo d’essere.
Quasi tutti i presenti, indigeni e specialmente i nuovi arrivati, professano di volere integrarsi nella nostra società esistente. A quando questa tanto sbandierata volontà di integrazione avrà luogo? A quali condizioni? Tutti dicono di volere integrarsi.
Siamo una società in evoluzione e non accettiamo comportamenti di questo tipo, demolitori per il gusto di demolire. Queste tradizionali benedizioni con cosa sono state sostituite? Con il nulla! Noi utilizziamo il calendario gregoriano, calendario cristiano, mentre tutto il mondo non cristiano lo utilizza almeno dal punto di vista utilitaristico. Ci dobbiamo aspettare che questi insegnanti demoliscano anche il nostro calendario perché offende i non cristiani? Quale calendario ci proporranno? Quello Zoroastriano? Maomettano? O quello del paradiso del socialismo reale? O del sol dell’avvenire? Un esempio di illecito è l’esibizione ostentata di fede religiosa da parte di maomettani che fa violenza al nostro modo di vivere.
È necessario stabilire quale di due tradizioni contrastanti deve prevalere. Noi diciamo che deve prevalere la tradizione, chiamiamola modo d’essere, più evoluta, più libera e che ha permesso maggiori benefici economici diffusi. Semplificando diremo che la nostra tradizione-società è più umanizzante. Se molti, anzi troppi, forestieri sono attratti dalla nostra società, vuol dire che le loro società di provenienza hanno una grossa componente di disumanità e di mancata evoluzione. Chi deve integrarsi? Noi indigeni o i nuovi arrivati?
Nonostante quanto accaduto, noi novatesi, continueremo a mandare i bambini a scuola affinché siano istruiti, educati ed apprendano il modo di essere della nostra comunità (equivalente di società umana dove ognuno di noi vive). Va da sé che il naturale, e complementare, veicolo per trasmettere le caratteristiche della nostra comunità sia la famiglia. Siamo sicuri che ogni famiglia è naturale maestra valida per trasmettere il nostro modo d’essere e tradizioni cristiane. Questo non è sempre vero quando ci riferiamo alla scuola. Noi viviamo in una società con radici giudaico-cristiane che negli ultimi secoli ha avuto apporti dal pensiero laico e dal pensiero secolare. Sappiamo che la nostra comunità è sempre in evoluzione, quello che si domanda è “non spingere” perché dall’evoluzione, vogliamo scegliere il meglio, il più umanizzante.
Sono aperte le iscrizioni 2007 alla Lega Nord Padania, dopo quanto qui scritto vi aspettiamo.
Lega Nord Padania
Sezione
di Novate Milanese
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Il bilancio di previsione: un esercizio
sempre più difficile per il Comune
Tutti siamo stati sottoposti, in questi ultimi mesi, al bombardamento di stampa e televisione sugli effetti della Legge Finanziaria presentata e approvata in Parlamento: i partiti di governo hanno giudicato tali effetti, come ovvio, in maniera positiva mentre quelli di opposizione li hanno giudicati, altrettanto ovviamente, in maniera negativa.
Passata però l’ubriacatura dei numeri, delle percentuali, delle “interpretazioni in chiave politica”, delle dotte disquisizioni sul “respiro strategico” il cittadino ritorna - finalmente - ad essere l’unico e ultimo giudice di ciò che è stato fatto: senza intermediari, perché capisce benissimo come funziona l’economia di casa sua, senza imbonitori, perché evitati i ragionamenti astrusi o troppo complicati arriva presto a stabilire se una legge finanziaria lo avvantaggia o lo penalizza.
L’ultimo ostacolo che si frappone tra il cittadino e alcuni effetti della Legge Finanziaria è il suo Comune: questa Legge Finanziaria, infatti, da un canto riduce i trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali e dall’altro mette questi ultimi in condizione di aumentare, se lo ritengono necessario, una serie di imposte per far fronte alle riduzioni dei trasferimenti. Abbiamo già scritto, come partito, su Informazioni Municipali del dicembre scorso cosa pensiamo della Finanziaria; il nostro giudizio negativo lo abbiamo argomentato; tuttavia come forza di maggioranza ora ci troviamo ad affrontare il bilancio di previsione per il 2007 e con questa Finanziaria dobbiamo confrontarci.
Il problema per il Comune è intuibile e si può ridurre in questi termini: mantenere le spese aumentando le imposte indicate in Finanziaria oppure ridurre le spese senza aumentare le imposte.
Usiamo di proposito il termine “spese” e non (come quasi tutti fanno) il termine “servizi resi ai cittadini” volendo con questo dire - al di fuori delle facili ipocrisie - che non tutto ciò che in un Comune viene speso è totalmente traducibile in un servizio reso al cittadino: chi afferma questo mente, chi crede questo è un ingenuo.
L’orientamento di Forza Italia è che il Comune debba perseguire la strada di predisporre un bilancio di previsione per il 2007 dove le imposte ai Novatesi non vengano aumentate: questo sempre abbiamo sostenuto a tutti i livelli non per motivi elettorali ma perché crediamo veramente che meno il “pubblico” gestisce risorse economiche del cittadino e meglio è.
La base etica della libertà politica non è tanto l’idea che ogni cittadino sappia quel è il proprio interesse reale meglio di chiunque altro, quanto che nessuno può pretendere di saperlo meglio di lui.
Non aumentare le imposte ai Novatesi, pur nella difficile situazione che la Finanziaria ha creato ai Comuni, significa compiere un esercizio comunque utile anche in futuro e cioè quello di distinguere nel totale delle spese quelle che realmente si traducono in servizi al cittadino dalle altre.
Forza Italia
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Cosa succede in Consiglio?
Assistere per credere!
Aria Nuova per Novate mette a disposizione questo spazio per pubblicare il testo del “Comunicato Stampa” che i Gruppi Consiliari di minoranza hanno redatto dopo il Consiglio Comunale del 20-12-2007. Ciò per dare maggiore diffusione e informazione ai cittadini su quello che succede nel Consiglio Comunale e su quanto confeziona la maggioranza.
I gruppi consiliari di minoranza esprimono una seria e grave critica al comportamento arrogante e presuntuoso della maggioranza e della Giunta in occasione del Consiglio Comunale di mercoledì 20 dicembre. La scelta di trasformare l’Azienda Speciale Servizi alla comunità (ASScom) in Società per Azioni viene da noi giudicata con grande disappunto nel metodo e perplessità nel merito.
Nel metodo
Nessun confronto con la minoranza (non un passaggio nella Commissione Servizi Sociali e/o Bilancio) solo una Conferenza dei Capigruppo sette giorni prima il Consiglio Comunale (presente sindaco, segretario comunale e quasi tutta la giunta schierata, un impegno troppo straordinario che risultava sospetto) ed un’altra Conferenza due giorni prima, durante la quale è stata consegnata documentazione aggiornata e completata rispetto alla prima che veniva di nuovo “aggiornata” nella seduta del Consiglio Comunale del 20 dicembre. Tutto all’insegna della pura improvvisazione e spannometrica competenza. La trasformazione dell’ASScom in S.p.A. è stato argomento di litigio all’interno della maggioranza per un intero anno, documentato da inviperite bagarre in alcune Commissioni tra i consiglieri di centrodestra, la Presidente e il Direttore di ASScom; chiederne i motivi sarebbe fatica titanica perché le ragioni sarebbero inconfessabili. Nessun serio confronto con le Organizzazioni Sindacali e con i lavoratori interessati, se non incontri “informali” che hanno sortito un loro comunicato in cui si esprimeva: “una totale e ferma contrarietà ad ogni ipotesi di trasferimento del nido PRATO FIORITO alla costituenda società per azioni”; un punto di vista confermato dalla presenza delle insegnanti con vistosi cartelli di protesta nella Sala Consiglio durante i lavori. Alla richiesta della minoranza di rinviare la delibera ad un successivo Consiglio Comunale per dar modo ai consiglieri di svolgere una più attenta ed approfondita discussione sull’argomento è giunta, infine, la grottesca affermazione che il provvedimento doveva essere votato entro l’anno 2006 e reso esecutivo il 1° gennaio 2007.
Dai banchi dell’opposizione sono state richieste, in modo specifico e ripetuto, al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale le fonti legislative/giuridiche di tale asserzione. Alla richiesta ha risposto solo il più impacciato dei silenzi.
Nel merito
Per costituire una nuova società è doveroso e indispensabile anticiparne la concreta capacità di stare sul mercato e prevederne il suo sviluppo, opportunità vuole che si predisponga un documentato “piano industriale”; è necessario verificare la possibilità di sviluppare la cooperazione con gli altri Comuni del territorio in modo di raggiungere maggiore massa critica e più elevate economie di scala; è conveniente analizzare ed accertare se gli utili della sola attività delle farmacie garantiscano i servizi trasferiti dal Comune alla “Trasformata S.p.A.”; è imperativo garantire i livelli occupazionali e il destino professionale e personale dei lavoratori interessati, così come la qualità del servizi e in modo particolare quelli di carattere educativo e/o sociale. Sarebbe stato più prudente attendere il ddl Bersani/Lanzillotta, in via di deliberazione, che potrebbe ridisegnare il quadro normativo per la gestione dei servizi pubblici locali. Di tutto ciò nulla è scritto sulla voluminosa quanto pletorica documentazione fornitaci e nulla è stato enunciato durante i lavori del Consiglio Comunale. Per tutte queste ragioni i gruppi consiliari di minoranza hanno espresso il loro voto contrario.
Manifestiamo, ancora una volta, il nostro profondo disagio nel vedere raggirata e sottratta alle Commissioni Consiliari la loro fondamentale attribuzione; calpestato il corretto funzionamento del Consiglio Comunale e il suo ruolo di rappresentante generale dei cittadini attraverso il confronto, la formulazione degli indirizzi e l’istruttoria reale sui provvedimenti di competenza, nonché la sua funzione di indirizzo e controllo sui temi fondamentali del governo locale.
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Un voto con riserva
alla trasformazione di asscom
La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi. Un proverbio che calza a pennello per la delibera di trasformazione dell’Azienda Speciale Servizi alla Comunità (ASSCom) in società per azioni. A nulla sono valse le richieste di approfondimenti e di rinvio presentate. In varie sedi, dalla minoranza e da parte della maggioranza, tra cui il nostro gruppo. La maggioranza con il sindaco in testa è stata un vero e proprio caterpillar: la ragion di Stato ha fatto il resto. Certo, è stato possibile in extremis apportare alcune modifiche importanti come la garanzia di tutela del posto di lavoro e delle mansioni del personale dei nidi, ma nel complesso non si può certo essere soddisfatti. Non tutto è perduto però. Ci sono ancora alcuni passaggi importanti tra cui l’approvazione del contratto di servizio con cui si entrerà nel merito delle modalità gestionali di questo nuovo soggetto. Come affermato dal nostro capogruppo durante la seduta di Consiglio Comunale il nostro voto favorevole è stato un voto con riserva. Crediamo nella gestione tramite società. Crediamo però che le società, per loro natura, debbano gestire servizi a rilevanza economica, non servizi sociali. Qualche dubbio infatti sui nidi lo abbiamo sollevato. Non affrettiamo però i giudizi, solo il tempo offrirà elementi di valutazione. Noi intanto vigileremo con un solo interesse da difendere: i novatesi.
Alleanza Nazionale
gruppoan.novate@libero.it
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Anche a Novate necessario un dialogo “concretamente praticato”
“Le diversità, anche radicali, degli orientamenti e dei programmi, e quindi l’asprezza dei contrasti, non possono preoccupare perché fanno naturalmente parte della competizione democratica. Ma forte è il bisogno di un clima più sereno e costruttivo”. E ancora: “È importante che vi sia più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici piuttosto che polemiche tra avversari. È questo l’appello che ho rivolto e che continuo testardamente a rivolgere ai protagonisti della vita politica, interpretando, credo, il comune sentire dei cittadini. Quel che auspico è lo stesso clima consolidatosi, nella politica e nelle istituzioni, in grandi paesi democratici. È possibile che ci sia anche da noi, confido che ci si arriverà”.
Queste le parole del Presidente Napolitano nel discorso di fine anno agli italiani, per richiamare la necessità e l’urgenza di un maggiore dialogo tra le forze politiche e per evitare nel contempo una disaffezione nei confronti della politica. Abbiamo voluto richiamare, in questo articolo che apre un nuovo anno di attività, il discorso del Presidente Napolitano per sottolineare sia opportuno tradurre concretamente queste parole anche nel nostro contesto novatese.
Due sono, infatti, le vicende sulle quali si può trarre qualche considerazione sulle modalità del dialogo politico tra maggioranza e minoranza.
La prima vicenda, recente, è quella relativa alla trasformazione di ASSCom da azienda speciale a società per azioni. Tema importante e delicato relativamente al quale i partiti di minoranza hanno ricevuto la documentazione, poi ulteriormente integrata nei giorni successivi, solamente una settimana prima della data del consiglio comunale, calendarizzato il 20 dicembre u.s.; tra l’altro senza prevedere alcun passaggio nella competente commissione consiliare. Una tempistica inaccettabile, dietro la quale tuttavia non ci siamo nascosti avanzando comunque nostre considerazioni e nostre proposte in merito alla suddetta trasformazione, nella speranza che si tratti di un precedente unico.
La seconda vicenda concerne il nuovo statuto della società partecipata “Novate Sport”. Il nuovo Statuto approvato in commissione inizialmente prevedeva come impianti quelli gestiti attualmente con l’attuale Statuto, campo di calcio e relativa pista di atletica. Poi, dopo più di sei mesi occorsi al legale per esprimere il suo parere, è riapparso, ma con la modifica secondo la quale avrebbe coinvolto tutti gli impianti sportivi comunali. E ciò senza il coinvolgimento degli attori coinvolti nella gestione, ovvero le società sportive novatesi. Al momento dell’approvazione in consiglio comunale, nello scorso luglio, grazie all’azione della minoranza è stato rinviato in Commissione. È da quel momento che si è avviato un confronto serio con le società sportive. Solo grazie all’insistenza nostra e delle altre forze di minoranza si è ottenuto il coinvolgimento delle società sportive, la convocazione della Consulta sport e i necessari passaggi in Commissione sport.
Due vicende quindi che ci portano a sollecitare un maggiore confronto all’interno del dibattito politico locale, ad auspicare un dialogo non solo “dichiarato” dalla maggioranza ma un dialogo “concretamente praticato”. Ovviamente, e ci mancherebbe, “senza abbracci confusi”, ma ognuno con le proprie peculiarità, le proprie idee e le proprie responsabilità. Quando si fa cenno ad un’agenda di progetti “che è bello condividere con i novatesi”, vogliamo ricordare come il primo luogo di condivisione e di confronto sui progetti sia il consiglio comunale e vogliamo anche ricordare che nelle scorse elezioni i parti che attualmente siedono sui banchi della minoranza hanno ottenuto al primo turno circa il 49% dei consensi. Un dato questo che testimonia la capacità di rappresentare gli interessi e le aspirazioni di molti novatesi. Concludendo auspichiamo già dai prossimi provvedimenti in agenda e in particolare nell’ormai prossima sessione di discussione del bilancio 2007 un confronto effettivo. Chiediamo di essere messi in condizione di approfondire i contenuti di ogni provvedimento, in modo tale da poter “dire la nostra” con consapevolezza e responsabilità. Da parte nostra non mancheremo di portare un contributo costruttivo, come del resto abbiamo dimostrato nel corso di questa e della passata legislatura e come abbiamo evidenziato nell’articolo sullo scorso numero.
La Margherita Inizio pagina
Quando i bambini facevano oh...
C’è uno striscione appeso all’entrata dell’asilo nido di via Campo dei Fiori che dice: “I bambini non sono merce di scambio, i bambini fanno oh!”. Emblematico come significato.
Il motivo è semplice.
La ASSCom che gestisce gli asili nido si è trasformata in SpA (Società per Azioni). Il Sindaco ha garantito, e messo nero su bianco, che l’aspetto contrattuale degli operatori non verrà toccato né tanto meno modificato. Per quest’anno e poi?
Cosa vuol dire che un asilo sia gestito da una Società per Azioni? Che cosa comporta? Chi stabilirà il futuro degli operatori? Quali saranno le priorità educative e i criteri d’entrata dei nuovi bambini? Con quali rette?
Sono domande legittime che hanno diritto ed urgenza di risposte. Non solo gli operatori ma anche le famiglie che hanno inserito i propri bimbi.
Ma c’è un altro aspetto che aggrava ulteriormente la situazione.
Attualmente la sede ristrutturata di Via Roma, che può ospitare circa 15 bambini, non ha ancora accolto nessuno, è vuota! Non se ne capisce il perché.
Il dramma è che oggi a Novate ci sono, elenchi alla mano, 116 bambini (e famiglie) in attesa di essere inseriti ed a giugno la situazione sarà ancora peggio a causa delle nuove entrate.
L’aspetto grottesco, inoltre, è che l’asilo nido “privato”, “L’Isola che non c’è”, su 35 posti disponibili tutt’ora ospita 7 bambini. Il motivo è ovvio, le rette sono troppo alte!
Insomma, il quadro non è dei più rosei.
Il Comune, la Giunta Comunale, non può continuare a far finta che tutto sia normale. Le politiche sociali hanno il dovere di rispondere ai bisogni della collettività, del fatto che ogni bambino novatese ha il diritto di essere inserito con tutti i suoi coetanei in quelle strutture accoglienti ed educative che ogni paese civile ha il dovere di avere.
Noi di Rifondazione Comunista insieme a tutta l’opposizione, agli operatori ed ai genitori, oltre a denunciare ciò, ci stiamo attivando perché occorre dare delle risposte per risolvere in modo definitivo questo grosso problema.
I bambini hanno il diritto di fare oh!!!
Il Comitato Direttivo
Circolo Steve Biko
Novate Milanese
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