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Ci scrivono

Ricordando Lorenzo Caratti
Ciao Mauro, amico mio
E' l'ultimo ricordo che ho
Lettera aperta al Comitato di Redazione
...la vita qui a Novate è diventata invivbile
Serve un insegna
Finalmente attivo nella città di Novate il Difensore Civico
Due grandi interventi
Estensione parcheggio
Ricordo giorni antichi
Scelte da condividere
Carsharing anche a Novate
Ciao Papy
E' arrivato "Babbo Natale" al Nido Prato Fiorito
In ricordo di Enrica
Scuola dell'infanzia "Sacra Famiglia"
Risposta a un editoriale offensivo

Ricordando
Lorenzo Caratti

È scomparso in silenzio un uomo nobile d’altri tempi, cittadino novatese, un caro amico ed uno dei maggiori esperti italiani in genealogia. Voglio ricordare in queste pagine un caro amico che non c’è più, al quale io, la mia famiglia e tutti i cittadini novatesi, dobbiamo un ringraziamenti per il lavoro di recupero della storia e delle origini di Novate, da lui descritte in maniera egregia nel libro “Storia di Novate Milanese”. Il dottor Lorenzo Caratti di Valfrei, avvocato di professione e studioso di araldica e genealogia per curiosità ed interesse personale, pur non essendo natio della città di Novate (residente dal 1978), ha saputo farsene suo profondo conoscitore andando alla ricerca della storia e delle origini della città tramite una ricerca accurata delle fonti storiche. Nel suo libro, che rappresenta un documento prezioso di storia locale, il dottor Caratti ha ricostruito mille anni di storia di Novate Milanese a partire dall’anno 877 sino al 1877. Durante tali ricerche, egli si rese conto che l’emblema dello stemma del Comune era frutto di un errore di carattere araldico e ne individuò lo stemma più appropriato, che era appartenuto ad un’antichissima famiglia lombarda denominata “Da Novate”. Il nuovo stemma venne poi approvato dalla Presidenza della Repubblica con D.P.R. del 10 gennaio 1984.
Lorenzo Caratti è stato appassionato studioso di araldica e genealogia, temi che ha cercato di rendere comprensibili al grande pubblico tramite pubblicazioni a carattere divulgativo quali “Scopri le origini della tua famiglia” e partecipando a svariate conferenze e seminari presso istituzioni, centri culturali, Università e scuole.
Lorenzo Caratti era una persona di grande signorilità e semplicità e di grande curiosità intellettuale. Intrattenersi con lui anche per breve tempo era sempre fonte di stimoli nuovi e di informazioni e scoperte interessanti oltre che un vero piacere per la sua affabilità e disponibilità verso gli altri.
Ci mancherà molto non solo come amico, ma anche come studioso ed appassionato cultore di genealogia ed araldica.
Claudio Benintende

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Ciao Mauro, amico mio
Ciao Mauro. Io non c’ero e non mi do pace. Un maledetto incidente mi ha condotto - al mio rientro a Novate per darti un ultimo saluto - direttamente in ospedale. Io non c’ero a salutarti, ma c’erano moltissime persone: compagni della nostra tradizione politica, amici della nuova avventura e molti altri che con te hanno avuto schietti rapporti di stima e amicizia.
Mi ricordo che ti ho incontrato per la prima volta nel 1968 al Congresso del PSI novatese. Eri allora idealmente vicino a Riccardo Lombardi, poi le nostre strade si divisero: io restai nel PSI, tu scegliesti il PCI. Ti conobbi meglio attorno ai primi anni settanta in occasione di un dibattito sul “compromesso storico” organizzato al “circolino” dalla DC. Parlasti anche tu, con un linguaggio colloquiale, senza retorica. A me stesso dissi: ”Questo è davvero bravo!”
Successivamente ci ritrovammo assieme nel ruolo di amministratori della nostra Novate, dal 1980 al 1989, fosti vicesindaco con delega all’urbanistica e al territorio, delega che hai gestito con lungimiranza e con grande onestà. Ci trovammo di nuovo assieme, prima nei DS, poi per la costruzione del Partito Democratico. Abbiamo vissuto assieme (con gli altri compagni della Giunta) anni difficili, ma bellissimi e creativi. Era tutto un fermento di idee e di progetti per una Novate sempre più vivibile e moderna: come il concorso progettuale per rendere pedonale la via Repubblica, piazza Pertini, le case popolari di via Garibaldi. Inoltre il comparto artigianale di via Vialba (un capolavoro!) per la cui realizzazione ti sei impegnato con perseveranza. Ora è lì con oltre 50 imprese e gioca un ruolo importante in campo produttivo e occupazionale.
L’assunzione di nuove e più impegnative responsabilità nel tuo lavoro alla RAI ti ha costretto a lasciare la Giunta. Il tuo sostegno dai banchi del Consiglio comunale non è però mai venuto meno.
Infine le vicissitudini della malattia, che hai affrontato con grande coraggio e dignità, curato in modo esemplare da un medico, Patrizio Castelli, che ti ha seguito come un fratello.
Ti ha sorretto in questi difficili anni il conforto di una famiglia unita e solidale: l’affetto di Venezia, Catia e Giancarlo ti ha aiutato a vivere con più serenità; la vivace presenza di Diana e il tuo forte legame con lei ti ha dato un motivo in più per combattere la malattia.
Caro Mauro, i tanti anni vissuti assieme e le battaglie e le difficoltà affrontate, lasciano in me il tuo indelebile ricordo.
Luigi Perego

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È l’ultimo ricordo che ho
È l’ultimo ricordo che ho di Mauro la mia ultima corrispondenza con lui, e il suo saluto di arrivederci. Da un po’ non ci incontravamo, ci sentivamo per messaggi e per augurargli buon anno gli avevo scritto: Caro Mauro da troppo tempo non ti vedo e non ti parlo... mi manca molto.
Mi auguro che il nuovo anno ci porti più tempo per parlarci e vederci. E gli avevo allegato un biglietto di auguri che riportava un suggestivo canto irlandese:
Possa la strada alzarsi per venirti incontro,
possa il vento essere sempre alla tua schiena,
possa il sole splendere caldo sul tuo viso,
e la pioggia cadere soffice nei tuoi campi,
e finché ci incontriamo di nuovo
possa Dio sostenerti nel palmo della sua mano.
Lui mi aveva risposto:
Ti ringrazio per queste belle parole.
Speriamo che il 2008 sia migliore.
Anche a me manca molto la partecipazione, spero di riprendere presto.
Ci vediamo.
Ciao Mauro... ci vediamo.

Daniela Maldini

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Lettera aperta al
Comitato di Redazione di “Informazioni Municipali”

Giusta e opportuna la raccomandazione del C.D.R. del giornale dei Novatesi a non esagerare con termini e toni pesanti nelle lamentele dei Cittadini, ma la limitazione deve valere per tutti: Sindaco in primis; altrimenti le reazioni non vanno soppesate. Quanta provocatoria violenza nello scritto augurale del Natale 2007! Ha scritto (e magari ci crede pure): “Ci ricordiamo tutti come abbiamo trovato Novate. Oggi (per merito mio, ovviamente) a Novate si vive bene...!” E giù il solito pistolotto stile campagna elettorale, piuttosto che da periodo natalizio: con 5/6 realizzazioni e 2 (due) faremo. Progetti questi da attribuire principalmente all’Assessore ZUCCHELLI; già presente nelle passate Amministrazioni (ante Silva), con altri Consiglieri Comunali ancora al lavoro per tutti noi e lo stesso Segr. Generale. Oggi abbiamo in effetti cemento e auto; affari e affari per le 10 agenzie di intermediazione immobiliare ed altrettanti sportelli bancari locali; compra e vendi; sposta e risposta; l’eliminazione dei servizi ai giovani; la tassa aggiuntiva sulle luci cimiteriali (+35% annuo), come da determinazione n.555 del 27.06.20. La gran parte dei marciapiedi, strade importanti e strisce pedonali sono invece un disastro. La viabilità un caos. I parcheggi sotterranei ci sono ma non si usano. Per questo ed altro ancora una parte importante della sua stessa maggioranza scrive di “coalizione moribonda” e invita la Giunta a “darsi una sveglia”.
• “Colui che ha portato la bellezza a Novate” (Informazioni Municipali - aprile 2007) ha dimenticato che dopo Bardolino (remember-remember...), rientrando a Novate, ha - come si suol dire - appeso il cappello; in una situazione già buona, grazie all’impegno di tanti bravi amministratori, senza stipendio né benefit. Lui, però, è bravo; tutti gli altri no!
• Uno del passato veramente bravo è stato sicuramente MAURO SCATENA: apprezzato Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica per due legislature nelle Giunte Perego (1980/1989), oltre che Consigliere Comunale per gli anni precedenti.
Schierato sempre a difesa del limitato territorio novatese, fu il convinto promotore della ripresa delle urbanizzazioni in aree destinate ad edilizia economica e popolare e per gli insediamenti produttivi di Via Vialba. E quelle sì, hanno cambiato realmente il volto di Novate; cittadina non sua per nascita ma sua per dedizione. Quante energie ha profuso Mauro per Novate e quanto rispetto ha ricevuto in cambio da chi gli è stato vicino. Quanto tempo ha tolto alla famiglia e agli affetti e quante delusioni, poi, per ciò che accadeva. Giù il cappello, ora, e niente lacrime di coccodrillo!
Diego Quattrocchi
(Orgogliosamente già Cons. Com. - Ass.re e 1° Pres. del C.C.)


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Non solo per qualcuno ma per qualche centinaia di cittadini,
la vita qui a Novate
è diventata invivibile

Leggo su “Informazioni Municipali” dello scorso dicembre molte novità inerenti alla prossima trasformazione di Novate: Cittadella della salute, Cottolengo, un grande polmone verde e la sottoscrizione di alcuni piani attuativi che porteranno nelle casse del Comune 4,5 milioni di euro da reinvestire. Molte realizzazioni interessanti anche se avrei preferito un maggiore investimento nel sociale.
Tuttavia questo mio articolo è scritto per portare all’attenzione dell’Amministrazione Comunale che, non solo per me ma per alcune centinaia di cittadini novatesi, la vita è diventata invivibile per la strada Rho-Monza che a quanto pare assumerà caratteristiche di autostrada.
Io risiedo in Via Tonale 5 e l’appartamento dove abito si affaccia con 2 fronti su questa strada.
Nelle ore mattutine e serali di punta ci sono code che dalla statale Varesina di Baranzate (Esselunga) arrivano fin qui e oltre Novate; inoltre durante il giorno vi è anche un grande passaggio di mezzi pesanti e moto. L’inquinamento di polveri sottili, acustico, di gas di scarico è altissimo. Il rumore non si arresta neppure di notte creando disturbi al riposo. Le poche barriere antirumore fanno pochissimo e si arrestano proprio dove c’è la necessità di una continuità.
Immaginiamo come sarà ora che sarà potenziata!!!!
In agosto del 2005 ho scritto al Presidente della Regione Sig. Filippo Penati facendo presente quanto sopra.
Risposta: la strada in questione sarebbe stata “spostata” in zona lontana da centri abitati. Su questa si sarebbe alleggerito di parecchio l’attuale traffico. Constatando un peggioramento della situazione, in agosto del 2007 ho fatto di nuovo presente il problema. Risposta: il silenzio.
Ora mi trovo quest’altra sorpresa e chiedo all’Amministrazione Comunale a nome mio e di tutte le persone che vivono questi problemi di invivibilità: OPERATE IN MODO TALE DA PROVVEDERE UNA COPERTURA DI QUESTA STRADA SUL TERRITORIO DI NOVATE ALMENO VICINO AI CENTRI ABITATI. I fondi per la realizzazione SE SI VUOLE si trovano anche con il contributo della Regione.
A Novate ci sono tanti servizi utili e interessanti per chi vive qui; tuttavia il bene più prezioso è la salute dei residenti e su questa non si scherza, è un valore che HA LA PRIORITÀ SUL RESTO.
Rosanna Cappelli

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Serve un insegna
Sarebbe proprio utile se all’esterno dell’entrata dell’Ambulatorio S. Carlo si ponesse una luce visibile da lontano [magari col logo della Clinica su fondo bianco]. Come c’è fuori dalle farmacie. Quando la luce è accesa l’Ambulatorio è aperto, quando la luce è spenta l’Ambulatorio è chiuso. Eviterebbe a coloro che hanno difficoltà a camminare, specialmente le persone anziane, di arrivare davanti alla porta e trovarla chiusa, perché si capirebbe già da lontano che la porta è chiusa.
Lettera firmata

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Finalmente attivo nella città
di Novate il Difensore Civico

Sul Notiziario dell’11/1 è apparsa la notizia del debutto del Difensore Civico istituito dopo un lunghissimo e complicato iter. Risale al 7/1/04 la mia presentazione in Comune di 1187 firme (900 raccolte da me in più di 2 mesi) ma è del febbraio 2001 il 1° di una serie di miei articoli pubblicati su “Informazioni municipali” dopo la trasmissione Mi Manda RAI3 di Michele Marrazzo. E risale al 17/5/00 la mia richiesta di un colloquio con l’ex assessore Palazzo mai accolta. E dopo la formale risposta del Sindaco che il 23/2/04 rinviava l’istituzione al successivo mandato? Resistenze del 1° cittadino e un nulla di fatto. Ma nel settembre 2007 il Difensore Civico Regionale ha ingiunto al Comune di Novate la tempestiva istituzione. Del resto l’istanza per l’attivazione di una figura presente da tempo in molte città italiane e ancor prima in quelle europee era partita “dal basso” indipendentemente dai partiti e senza il loro supporto.
Ora l’avvocato Giovanni Agnifili è a disposizione in Comune su appuntamento (giovedì 9,30 - 10,30) per tutelare gratuitamente nei confronti della Pubblica Amministrazione i cittadini, i non residenti con attività a Novate, gli stranieri e gli apolidi, garantendo imparzialità, correttezza e tempestività nelle risposte date dagli uffici comunali e nell’evasione delle pratiche.
Non sono di competenza le cause tra privati.
Chiamare il numero 0235473280 e-mail: difensorecivico@comune.novate-milanese.mi.it
Rita Blasioli

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Due grandi interventi
Ho attentamente letto alcuni articoli sia dell’Amministrazione Comunale che di alcuni gruppi consigliari, apparsi sull’ultimo numero di “Informazioni Municipali” e riguardanti due grandi interventi adiacenti il nostro territorio.
Il primo “La cittadella della salute”: progetto megagalattico con l’accorpamento all’Ospedale Sacco, dell’Ospedale Besta e dell’Istituto dei Tumori, nonché del Centro di Ricerca e Scuola di Formazione della Facoltà di Medicina (con previsione di circa diecimila ingressi/uscite giornaliere).
Il secondo, relativo la trasformazione dell’odierno percorso della “Superstrada Rho-Monza” in una forma di autostrada per il collegamento del Polo Fiera di Rho e le Autostrade del Nord con l’intento di decongestionare il super traffico della Milano-Venezia (con l’ormai nota ed esagerata affluenza di veicoli).
Sono seriamente preoccupato in merito alla realizzazione di questi progetti, perché pur essendo ubicati all’estremo Nord e Sud della nostra cittadina, oltre a provocare un aumento dell’inquinamento atmosferico, non c’è alcun dubbio che faranno registrare un’inevitabile ripercussione negativa sulla già precaria viabilità interna di un traffico novatese congestionato e gravemente compromesso dai flussi di attraversamento che deviano per Novate, onde evitare strade più affollate e intasate.
Si potrebbe rischiare così una totale paralisi della viabilità e un collasso generale della mobilità automobilistica interna a Novate, già molto critica (concetto già esplicitamente espresso anche da un gruppo componente la maggioranza).
Mi auguro pertanto che, consapevole di ciò, l’Amministrazione Comunale si attivi fin d’ora per trovare soluzioni valide a salvaguardare per il futuro della nostra “Novate” dal caos, garantendo ai suoi cittadini, sicurezza, mobilità, vie d’accesso equilibrate verso l’esterno e parcheggi adeguati, altro deficit indiscutibile del nostro territorio.
Ermelindo Locati

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Estensione parcheggio
Via Marzabottolunedì 3 dicembre 2007, passando nella strada vedo la ruspa che eseguiva operazioni di scavo all’altezza di P.zza della Pace vicino al bar. Guardo il cartello che evidenzia i lavori che devono essere realizzati: il committente, (proprietà) la tipologia dell’opera, il n° della concessione edilizia, o DIA, il direttore dei lavori, la data di inizio dei lavori e la fine entro la quale i lavori devono essere ultimati. Non c’è niente di specifico. Chiedo cosa stanno facendo: la risposta è stata parcheggi. Ho pensato “con tutti i parcheggi vuoti che ci sono nel quartiere, ad esempio l’area Coop, via Torriani, il parcheggio che fiancheggia il campo sportivo ecc., che bisogno c’è di fare parcheggi e tagliare un pezzo di parco pubblico visto l’abbondanza di disponibilità nel quartiere? Ho pensato “ordine del Quartier Generale dei magnifici otto” (la Giunta). La ricetta dell’Assessore Zucchelli ha colpito ancora (l’ultrà dei parcheggi e non solo).
Questo è il massimo! Io francamente vedo un’operazione tutta legata all’attività commerciale del bar. È sorprendente: la Giunta (di Centro Destra) negli anni scorsi ha dato il permesso di ampliamento del locale a spese del gestore, credo, occupando l’area prospiciente Piazza della Pace favorendo e agevolando l’attività. Proprio quella zona è oggetto di sporcizia e degrado del quartiere, provocata da persone che frequentano il bar, ma soprattutto da chi gestisce il bar senza regole di disciplina e di comportamento, perché ciò che interessa è solo l’incasso.
Tutto avviene con l’indifferenza della Giunta e del Sindaco (Sovrano Illuminato). La superbia di sentirsi saggio, sapiente della verità, il meglio dei migliori. Riassumendo: a giudicare dal modo di fare della Giunta, questi fatti comportano un gran male per le tasche dei cittadini. Questo si chiama spreco di risorse pubbliche. In secondo luogo quest’operazione mi dà l’impressione che corrisponde ad uno scambio di cortesie. Se così fosse sarebbe intollerabile e vergognoso. È stata una decisione selvaggia per il modo in cui è stata compiuta, che tiene conto delle esigenze del singolo a scapito della collettività a cui è stato sottratto quel poco di verde rimasto a Novate: e non è la prima volta (vedi parco Manzoni e Via Vialba). Vorrei proprio sbagliarmi, ma questo è quello che penso.
Infine una battuta: spero che non ci sia stata una seduta spiritica con il mago Zurlì o il mago di OZ.
Il cittadino Luigi Gusmano

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Ricordo giorni antichi
(A Regina, Angela, Annamaria, Gianna, Rosanna e Rosetta, a tutti i compagni di gioco nella solitaria, amata, Via Bollate di tanti anni fa. Il sentiero conduceva da Via Bollate alla “fonte” - Testa Pené)
Or che in fragile silenzio
si dissolve il giorno
e palpita di turchese
il cielo che imbruna,
più di sempre ripenso
ad un tempo lontano.
Al quieto, incessante
mormorar del fosso,
al canto del vento
fra i rami del gelso,
al profumo di viole,
a tutto quell’oro
di grano e di sole;
torno al viottolo amato
dove correvo come passero gaio.
Un sentiero di terra e di sassi,
di ciuffi d’erba
fra i solchi dei carri,
una riga
sul volto biondo del grano,
un sorriso.
Mi veniva incontro
portando sulle bracia
i suoi tesori,
l’azzurro, il bianco,
il rosso dei fiori
e giochi di nuvole
e rondini in volo.
Ora tutto è memoria,
viva, custodita
con immutato amore:
e scopro in me zolla e sasso,
ed erba e fiore,
e sento d’esser ombra e sole...

Silvana Botta

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Scelte da condividere
Cari concittadini, martedì 18/12/2007, ho partecipato come cittadino uditore al Consiglio Comunale, che prevedeva nell’Ordine del Giorno al IV punto l’approvazione della “variate urbanistica, e altri termini di difficile comprensione” per rendere possibile i futuri lavori della nuova Residenza Socio Assistenziale nell’area dell’attuale Oasi S. Giacomo.
Introdotto e motivato nelle sue scelte l’argomento dall’Assessore all’Urbanistica, seguito su testo scritto da un solo consigliere, gli altri forse sapevano tutto a memoria, dopo gli interventi di tutte le componenti il Consiglio, è stato messo ai voti il punto all’ordine del giorno, che fu approvato da tutti i consiglieri meno uno e la motivazione ricorrente fu quella di riconoscere che entrambi gli schieramenti avevano, ormai quasi quattro anni fa, nel loro programma elettorale la realizzazione dell’ampliamento dell’Oasi.
Capite? Non importa ora cosa sarà realizzato, ma è necessario ottemperare ad un programma che loro stessi formularono. Ora il semplice non disattenderlo, giustifica anche la posa della “prima pietra virtuale” che il nostro Sindaco posò sopra un progetto mai divulgato. Si sono così messi tutti quanti la coscienza a posto! E nessuna informazione è uscita circa la possibilità di rendere pubblico, con la partecipazione dei cittadini non solo come taciti uditori, quello che l’Amministrazione Comunale intende realizzare.
Anche se questo modo di agire è stato da tempo messo in atto dalla nostra Amministrazione Comunale, io condivido, per contro, le richieste che il Volontariato Cottolenghino ha voluto comunicarci nel n° 5 dicembre 2007 di Informazioni Municipali, a pagina 24: “[...] crediamo che sarebbe utile che il progetto che verrà realizzato fosse prima presentato agli operatori e ai cittadini [...] per esprimere le loro osservazioni. [...] Basta poco per sostenere scelte condivise in una collaborazione costruttiva”.
Cordiali saluti, Angelo Bernardo Maccalli

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Carsharing anche a Novate
In molti comuni il carsharing, la condivisione dell’auto, è ormai una realtà. Questo sistema permette di risparmiare molto sul piano economico, avendo a disposizione su richiesta un’auto sempre efficiente e in ordine, senza pensare a bolli, assicurazione, manutenzione e parcheggio. Il sistema è particolarmente vantaggioso per chi utilizza l’auto per meno di 10.000 chilometri l’anno, ad esempio per evitare l’acquisto di una seconda auto in famiglia. Sarebbe un’ottima iniziativa se l’Amministrazione di Novate promuovesse il carsharing anche nel nostro comune, appoggiandosi a una delle società già esistenti.
Sono certa che molti cittadini oltre alla sottoscritta sarebbero interessati ai vantaggi che il sistema comporta.
Sperando che susciti interesse segnalo i siti delle due principali società esistenti:
IO GUIDO CARSHARING il portale del Ministero dell’Ambiente www.icscarsharing.it
GUIDAMI la società del Comune di Milano www.guidami.net
Saluti.


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Ciao Papy,
sono ormai passati quasi 2 mesi da quando il Signore ti ha chiamato vicino a sè, ci manchi tanto, ci manca il tuo sorriso, la tua allegria, i tuoi abbracci, i tuoi consigli..... Ti vogliamo bene resti sempre nei nostri cuori.

Le tue figlie Annalisa e Stefania Polloni

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È arrivato “Babbo Natale”
al Nido Prato Fiorito

Grande festa al nido “Prato Fiorito”, in occasione del Natale, Babbo Natale ci ha fatto visita, per questo volevamo ringraziare di cuore il nostro Babbo Natale, il nonno Delfo Magnani dell’Assoc. AUSER per aver partecipato e reso felici i nostri bimbi con la sua presenza e il sacco dei suoi doni. Ovviamente un carissimo e sentito grazie!!!!!! alle organizzazioni di questo evento, le educatrici, Stefania, Ornella, Manuela, Maria che hanno organizzato il tutto e riempito di gioia il cuore dei nostri bimbi. Grazie.
Le mamme e i bambini: della sezione dei grandi

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In ricordo di Enrica
Enrica Chiaretti ha varcato la soglia della Vita nella tarda serata di domenica, 13 gennaio 2008, stretta dall’abbraccio dei suoi cari. Ora diventa memoria quanto di lei abbiamo conosciuto, il suo sorriso, la sua forza, il suo esserci. La ricordiamo con una preghiera pronunciata il giorno del suo funerale:
“Signore, oggi siamo qui a parlarti di Enrica. Tu sai tutto di lei, anche il bene che Ti ha voluto. Eppure permettici questi ricordi che ci consolano, che ci faranno sentire meno soli. E tu potrai giudicare per l’amore che abbiamo ricevuto”
Dar da mangiare,
dar da bere.
Enrica non solo ci ha offerto il pane (anche quando ce n’era bisogno!), ma ci ha saziato con l’abbondanza della sua gioia e del suo sorriso.
Vestire gli ignudi.
Quante volte ci ha chiesto: hai una tuta, dei jeans, scarpe da ginnastica...?
Alloggiare i pellegrini.
Enrica si è fatta pellegrina.
Visitare gli ammalati.
Era la prima ad arrivare. Si offriva anche per fare le iniezioni. Ma intanto rideva e ti spalancava il cuore.
Visitare i carcerati.
E’ la sesta opera. L’ha vissuta pienamente. Ce l’ha fatta conoscere. E’ stata la sua passione. Signore, Enrica ha lasciato a noi la settima, quella più ingrata.
Oggi siamo qui, Signore, Dio della vita, a lodarti e celebrarti. Accogli Enrica perché noi siamo i più piccoli, e siamo qui a testimoniare che queste opere si sono compiute davvero.”

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Scuola dell’infanzia
“Sacra Famiglia”: se i bimbi fanno
la festa ai genitori

Così tante lacrime non le avevo viste neanche fra le spettatrici di “Via col vento”: sono il segno della commozione delle mamme (e a volte dei papà) che hanno assistito alla recita natalizia dei loro bimbi il 16 dicembre 2007. Dove? A Novate Milanese, alla Scuola dell’infanzia “Sacra Famiglia” di via Resistenza 8, gestita dalle suore dell’Ordine di Santa Marta.
Guidati da suor Annetta (indiscusso “numero uno” della scuola), dalle maestre e da alcuni genitori, i bambini (dai 3 ai 6 anni) hanno dato vita a uno spettacolo intriso di dolcezza e religiosità. Non poteva essere diversamente, giacché il titolo della recita era “In cammino verso Gesù”. Un percorso da intraprendere, giorno dopo giorno, in famiglia e fuori. Dopo lo spettacolo, c’è stato l’abbraccio fra bimbi, parenti, suore, maestre e don Maurizio (della parrocchia “Sacra Famiglia”).
Il messaggio dei piccoli era di vivere sia il Natale 2007 sia l’anno 2008 in pace e armonia: loro ci “indicano la via” con infinita passione; noi adulti saremo in grado di raccogliere il loro invito?
Un genitore

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Risposta a un editoriale offensivo
Egregio Sig. Sindaco,
nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero di “Informazioni municipali” Lei esordisce con un’affermazione (“sono da otto anni e mezzo Sindaco e ci ricordiamo tutti come abbiamo trovato Novate”) che, con studiata noncuranza, vuole far passare l’idea che Lei all’atto del Suo insediamento avrebbe trovato una realtà degradata.
Non possiamo che sentirci offesi da questo Suo tentativo di screditare quanto abbiamo fatto per i nostri concittadini. La cosa che ci preme sottolineare è che se la Sua Amministrazione ha potuto fare le cose che Lei enfatizza, questo è stato possibile proprio perché chi L’ha preceduta aveva già risolto tantissimi problemi di grande portata, contribuendo a fare di Novate una comunità cui si guardava da fuori con ammirazione e vissuta dai cittadini con piena soddisfazione.
Forse, Signor Sindaco, non ha avuto modo di rendersi conto dell’attenzione con la quale chi L’ha preceduta ha portato avanti le trasformazioni urbanistiche degli anni scorsi, che segnano ancora oggi positivamente il tessuto urbano di Novate. Così come finge di dimenticare che, fino alla fine degli anni novanta, senza vendere pezzi pregiati di proprietà comunali, si sono realizzati: il sottopassaggio veicolare alle FNM, il palazzo comunale, la circonvallazione, diversi parchi attrezzati, la pedonalizzazione di via Repubblica, il nuovo cimitero, scuole, asili nido e si sono acquisiti grandi appezzamenti di terreno, quali ad esempio l’area tra l’autostrada e via Cavour sulla quale Le è stato possibile costruire la piscina, il parco dietro il Comune che oggi non esisterebbe e al suo posto ci sarebbero due o tre palazzi.
Non vogliamo entrare nel merito dei contenuti della Sua autocelebrazione (un elenco con qualche non casuale dimenticanza); siamo però convinti che qualche esame autocritico dell’operato della Sua Amministrazione appannerebbe un po’ l’immagine da Lei delineata. Provi a pensare, ad esempio, al Palazzetto dello Sport. Era una bella struttura architettonica che necessitava di un efficace intervento di manutenzione. Ne è uscita una bruttura con un enorme spreco di risorse e con il risultato di non ridare piena funzionalità all’impianto.
Per parte nostra, Signor Sindaco, siamo consapevoli delle cose positive che abbiamo fatto e degli errori che abbiamo commesso. Ma non possiamo rimanere inerti di fronte alla palese falsificazione strumentale di oltre 40 anni di buon governo della collettività e del territorio.
Tutti i Sindaci e gli Assessoriche che l’hanno preceduta

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