Le regole del
processo decisionale
Molte sono le competenze dei Comuni e numerose sono dunque le scelte che ricadono, direttamente o indirettamente, sui cittadini. Ma chi, di fatto, prende le decisioni all’interno dell’ente pubblico? Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale oppure i dirigenti? È importante rispondere a queste domande perché è corretto che i cittadini sappiano chi è, o chi dovrebbe essere, responsabile di ciò che, bene o male, influenza il vivere quotidiano e su chi dunque deve ricadere il merito o il demerito in caso di buono o cattivo servizio.
Nonostante infatti ci siano sempre persone pronte ad assumersi i meriti di ciò che va bene o pronte a “sparire” o ad accusare la burocrazia o le leggi “ingiuste” quando va male, nella realtà, i compiti e le responsabilità sono ben definiti. Innanzitutto vi è una prima divisione da fare che anche la legge, negli ultimi anni, ha introdotto e ribadito.
Da un lato vi sono gli organi politici (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale), dall’altro gli organi gestionali (Direttore Generale, Dirigenti, funzionari, responsabili). Con questa prima distinzione viene chiarito che il compito di indicare gli obiettivi generali (il cosa fare) è attribuito alla parte politica, mentre alla parte tecnica-gestionale vengono affidate le scelte operative (il come fare).
Agli organi politici spetta dunque individuare gli obiettivi, determinare le priorità, assegnare ai settori le risorse (umane, strumentali e finanziarie). Ai dirigenti spetta invece organizzare il lavoro, eseguire i progetti, strutturare i servizi, dar corso alle procedure burocratiche previste dalle leggi specifiche. Già da questo possiamo comprendere che diversi e molteplici sono i livelli decisionali: non è vero però che nella pubblica amministrazione non ci sono mai responsabili. È vero invece che, essendo una struttura complessa, è più difficile individuare tutte le componenti che compongono il processo decisionale. Tra gli organi politici poi dobbiamo fare una distinzione: da un lato infatti vi sono il Sindaco e la Giunta (espressione della maggioranza) e dall’altro il Consiglio Comunale (organo di rappresentanza di maggioranza e opposizione).
Il Consiglio Comunale ha competenze specifiche: di fatto dà gli indirizzi di massima e approva le strategie generali.
La Giunta, come organo collegiale, approva tutti quegli atti di carattere esecutivo, ma non gestionale, che danno attuazione agli indirizzi consiliari.
Il Sindaco è il legale rappresentante dell’ente e, oltre a presiedere la giunta, coordina il lavoro dei singoli assessori.
Quanto finora descritto è però la teoria. Nella pratica, nell’attività quotidiana degli enti locali, i confini sono ovviamente più sfumati e se, nella maggior parte dei casi, le interferenze rimangono ad un livello accettabile e a volte addirittura producono migliori risultati, può capitare invece che le caratteristiche dei singoli producano anche delle spiacevoli e inopportune anomalie: assessori che fanno i tecnici, tecnici che fanno gli assessori, consiglieri che fanno gli assessori, assessori che fanno i sindaci o infine, cosa ancor più deprimente, assessori e consiglieri che non fanno proprio nulla. In sostanza tutto ed il contrario di tutto: ma non è il caos! Il caos ci sarebbe se non ci fossero le regole, se non fossero predefiniti i compiti di ciascuno. Questa è la nostra garanzia. La presenza di regole condivise, chiare e, per quanto possibile, semplici è infatti il vero principio fondante di una civiltà.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale
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Un problema di coscienza:
il referendum sulla legge 40/2004
Mentre scriviamo questo articolo, ci separa dalla data del referendum più di un mese.
La Legge in questione è nota ed il Parlamento italiano ha ritenuto di vararla ancorandola fortemente al diritto alla vita del concepito ed alla difesa della comunità familiare, facendo con ciò una scelta di democrazia e di civiltà.
Raramente, in questo spazio, ci addentriamo in argomentazioni che non attengono a problemi inerenti alla vita amministrativa locale: ciò per rispetto dell’obiettivo che l’Informatore precipuamente si prefigge ed anche per evitare dispersioni in letture molto meglio sviluppate sulla stampa tradizionale.
Tuttavia il tema in campo (la procreazione medicalmente assistita) e la Legge (40/2004) che tenta di normarla sono così rilevanti e permeanti che “uno strappo alla regola” ci può essere concesso dall’Informatore. Abbiamo volutamente anteposto nel titolo, all’oggetto del referendum, il significato che esso riveste perché la difesa della vita non dovrebbe avere fondamento nelle diverse appartenenze ideologiche ma solo nella comune umanità: in sintesi, dunque, un problema di coscienza.
Sono scosse le coscienze del credente e del laico: del primo perché l’insegnamento della Chiesa non consente neppure la fecondazione omologa (che invece è proprio l’oggetto della regolamentazione legislativa), del secondo perché - come diceva il Senatore Bobbio - “non si rendono conto i laici che non dovrebbero lasciare l’onore di difendere la vita solo ai cattolici?”. Il legislatore, soprattutto in questo caso, ha compiuto scelte giuridiche ed etiche che cercano di contemperare il desiderio dei genitori di avere un figlio con la salvaguardia dei diritti del nascituro, considerato parte debole di fronte ai diritti degli adulti.
La Legge, poi, corrisponde pienamente al dettato costituzionale sulla famiglia.
Perché, allora, un referendum su questa Legge? Sostanzialmente per modificarla laddove: vieta la ricerca sugli embrioni e sul loro numero di creazione in vitro; prevede l’equiparazione dei diritti dello stesso (embrione) a quelli della persona già nata; vieta, infine, la fecondazione eterologa.
Scriviamo sotto il simbolo di un partito che, politicamente, ha approvato questa Legge e che nello stesso tempo, per i suoi valori fondanti, unifica credenti e laici; possiamo perciò sottoporre la riflessione che segue con una valenza che vuole travalicare gli “schieramenti”. Uno dei maggiori problemi della nostra epoca è il rapporto tra l’uomo e la scienza. Sembra che tutto ciò che la scienza mette a disposizione sia un bene per l’uomo, soprattutto se serve a scopo terapeutico. Questo approccio tende a eliminare ogni riflessione etica sull’uso della scienza, con la conseguenza di ridurre il concetto di uomo, perché lo si limita al solo piano biologico. In questo contesto il rischio è la perdita della dignità umana. In materia di fecondazione artificiale occorre chiedersi se stiano fabbricando un prodotto o accogliendo una persona.
Forza Italia
Novate Milanese
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Informagiovani:
10 e lode
A dieci anni dalla nascita dell’Informagiovani merita un plauso l’attività svolta dagli operatori grazie ai quali questo servizio, avviato dalla giunta Fumagalli, ha saputo consolidarsi e divenire un importante punto di riferimento per la cittadinanza.
L’Informagiovani, appena nato, ha subito riscontrato apprezzamenti ma è stato negli ultimi anni che si è avuto il vero salto di qualità: il potenziamento dell’organico, la formazione degli operatori, l’avvio di progetti specifici di orientamento scolastico in collaborazione con le scuole di Novate, sono stati i primi impulsi dati dall’allora assessore Ferrari. Integrazione tra scuola, formazione professionale e lavoro, su questo si è basata l’attività dal 2002 ed è così che nasce l’Assessorato all’Istruzione Formazione e Lavoro, il Comune di Novate esce dal Centro Lavoro, una struttura associativa che era solo un costo per l’amministrazione, decidendo di puntare sui propri uomini e mezzi e si organizzano importanti eventi per l’orientamento come CAMPUS dove studenti e genitori hanno potuto incontrare gli operatori delle scuole superiori per una scelta più consapevole. L’Informagiovani si attiva poi per dare risposte sempre più articolate alle esigenze del lavoro: ottiene così l’accreditamento per attingere a risorse europee e avvia corsi di riqualificazione, consolida i rapporti con il Consorzio di Formazione Professionale e avvia le pratiche per la certificazione di qualità. Alleanza Nazionale ha da sempre creduto in questo servizio tanto da auspicare una continuità di gestione. Così è stato infatti quando lo scorso anno Angela De Rosa, neoassessore, ha assunto le deleghe relative a Istruzione, formazione e Lavoro. Proprio sotto la guida di Angela l’Informagiovani, unico servizio in tutto il Comune, ottiene la certificazione di qualità e realizza la carta del servizio (distribuita con lo scorso numero di Informazioni Municipali). Continuità e innovazione è dunque il filo conduttore: continua l’esperienza di CAMPUS ma ad essa si affianca CAMPUS delle professioni, una tre giorni per conoscere da vicino le professioni future. I dati relativi all’utenza dimostrano ancora il gradimento dei novatesi e la caratterizzazione come servizio di supporto per il lavoro: un tema sempre più importante e sul quale vogliamo mantenere un’attenzione costante. Il futuro cosa prevede? ...forse una sede nuova più adeguata alle sfide di domani?
Alleanza Nazionale
an.novate@libero.it
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Gli extracomunitari a Novate e il 25 Aprile
a Caravaggio
Come consuetudine noi della Lega Nord Padania, ogni anno facevamo pubblicare su questo giornalino, la situazione degli Extracomunitari presenti nel nostro territorio. Qui si intende Extracomunitari in regola con la legge sull’immigrazione. Quest’anno siamo in ritardo, ma siamo riusciti ad ottenere sufficienti informazioni per comunicarvi i dati relativi. Gli Extracomunitari risultati presenti nel 2004 nel nostro territorio, dal prospetto datoci, sono 719 e sono così suddivisi per aree geografiche di provenienza: Albanesi 242; Esteuropei 127; Bacino mediterraneo e Medio oriente 74; resto d’Asia 88; resto d’Africa 27; nord America 16; Sud America 140; Oceania 1; altri Europei 4. Ovviamente qui non consideriamo gli Extracomunitari clandestini, ma potete usare la vostra fantasia per ottenere un numero approssimativo. Di questi 719 Extracomunitari in Novate, 196 sono aiutati dal servizio sociale del nostro comune, aiutati principalmente con il contributo per pagare l’affitto di casa. Inoltre, di questi 719 Extracomunitari, 316 si possono considerare musulmani, cioè il 44%. Il loro essere musulmani qui significa che noi novatesi, nonché indigeni di questo luogo, dovremmo così come vanno le cose integrarci alle loro tradizioni e credo religioso, se non c’integriamo siamo razzisti? Dobbiamo noi integrarci ad ogni costo?
Se prendiamo come riferimento l’immigrazione clandestina, possiamo definire le nostre frontiere verso i paesi extracomunitari degli efficienti colabrodo. Nel canale di Sicilia le motovedette della nostra guardia costiera quando vedono imbarcazioni con clandestini a bordo vanno ad agganciarle ma non per trainarle al loro porto d’origine, come sarebbe naturale, ma per trainarle nel porto italiano più vicino. Questo comportamento improprio funziona da super pubblicità. Questo traffico di clandestini nel canale di Sicilia è appariscente, ma vi è un confine terrestre meno appariscente ma molto più colabrodo. Ci riferiamo al confine Friulano/Sloveno che non ha nulla da invidiare al canale di Sicilia, anzi è molto più efficiente come colabrodo anche se pochissimo se ne parla. E pensare che nel mondo ci può essere mezzo miliardo di persone, quasi il 10% degli abitanti della terra, le quali persone vogliono emigrare e venire anche da noi in Europa, dobbiamo accettarle tutte? Se noi non le accettiamo ci definiranno razzisti? Se l’altro 90% di stanziali cambia idea?
Ora cambiamo argomento. Evviva il 25 aprile 2005, sessantesimo anniversario della liberazione dell’Italia dalle truppe dell’Asse, le tedesche (naziste) e le italiane (fasciste). Qualcuno di noi è andato a presenziare questo anniversario celebrato a Caravaggio, sorridente cittadina bergamasca. È stata una esperienza intelligente dove si è capito che le truppe dell’Asse sono fuggite, chi è riuscito, perché gli Alleati avanzavano per dare loro battaglia e per vincere la guerra. Naturalmente una parte eroica, anche se pur piccola e tardiva, è stata data anche dai Partigiani, ma diamo a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Alla celebrazione non vi erano bandiere rosse o cose simili, invece c’erano bandiere italiane, statunitensi e inglesi e la musica era inframmezzata con bellissimi brani di musica dell’epoca. Inoltre sono sfilati mezzi militari di quel tempo come due carri armati Shermann, due camion GMC, due halftruck (semicingolati), due Jeep, una ambulanza d’epoca e gli autisti e attendenti indossavano divise militari di quel tempo. A Caravaggio in questo contesto e la musica dell’epoca dava ai presenti la gioia di vivere e un grazie ai Liberatori anche se furono occupanti. Inoltre noi ci sentivamo 60 anni più giovani. Chi sa se un giorno si potrà celebrare e festeggiare il 25 aprile anche a Novate nello stesso modo di Caravaggio?
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese
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Bilancio e dintorni
Non vi sembri strano il fatto che a circa quattro mesi dall’approvazione in Consiglio comunale discutiamo ancora di bilancio. E questo per due motivi. Intanto perché a inizio maggio è stata presentata la prima variazione al bilancio di previsione 2005. Ma soprattutto perché ci pare che le soluzioni alle questioni che sollevammo allora siano tutte di là da venire, e che taluni problemi si siano addirittura aggravati. Tutti sanno che il bilancio è l’atto fondamentale di un’Amministrazione comunale. Ci si aspetterebbe dunque, da parte della Giunta, la massima trasparenza nel confronto con le forze politiche e i cittadini. Come è noto, la seduta di approvazione del bilancio si è conclusa alle 4.15 (sì, della mattina!), e la discussione vera e propria non si è aperta che alle 2 circa. Potete ben immaginare come i numerosi cittadini venuti per ascoltare la discussione, a quell’ora fossero già andati via da un pezzo. E tutto ciò perché la maggioranza si è rifiutata di accogliere la proposta dell’opposizione di rinviare la seconda parte della seduta a una data successiva. Noi riteniamo che uno degli obiettivi più ambiziosi di un’Amministrazione sia stimolare la partecipazione: inutile dire che in quest’occasione Giunta e maggioranza hanno offerto un pessimo spettacolo. Se non c’è partecipazione, si dirà, ci sarà almeno informazione. Invece, tanto per fare un esempio scottante, a sei mesi dall’approvazione all’unanimità di un indirizzo del Consiglio comunale che prevedeva l’apertura di un tavolo di confronto su Polì che vedesse partecipi maggioranza, opposizione e socio privato, di quel tavolo non si è vista neanche l’ombra. Nel Consiglio comunale del 3 maggio scorso la Giunta, sotto la pressione della minoranza e di una parte della maggioranza visibilmente indispettita nei confronti del Sindaco, si è nuovamente impegnata a fornire i dati sullo stato reale dei conti di Polì. Se non altro il Sindaco, dicendo che per il prossimo anno la perdita ammonterà “solo” (!) a 194 mila euro, ha implicitamente ammesso che tali conti non vanno affatto bene, nonostante la propaganda e le ottimistiche interviste rilasciate dal Sindaco stesso. A fronte della vicenda Polì desta preoccupazione il trasferimento dei servizi mensa alla società Meridia (oggetto della variazione di bilancio), che è stata costituita con una formula societaria identica a quella di Polì.
È una manovra finanziaria cui l’Amministrazione è costretta per evitare le gravi conseguenze che derivano dal mancato rispetto del patto di stabilità, indice di una cattiva gestione dei conti.E che dire di Villa Venino, che a un anno dalla fasulla inaugurazione, non ha ancora visto il trasferimento della biblioteca, e per la gestione della quale mancano i soldi? Nel frattempo la Giunta è in difficoltà nel reperire risorse aggiuntive, necessarie ad assicurare la spesa prevista, per la quale le entrate, nettamente sovrastimate, non basteranno. Oltre alle esternalizzazioni anticipate, oltre all’aumento delle tariffe di alcuni servizi, si ricorre alla vendita del patrimonio comunale. Dopo l’Officina comunale, si parla dell’alienazione di terreni, dei locali della Banca Popolare di via Vittorio Veneto, del Municipio stesso. Naturalmente queste possibilità vanno valutate nel merito, ma siamo sicuri che la soluzione, dovuta anche ai minori trasferimenti statali attribuibili al Governo e allo “sforamento” del patto di stabilità che non permette ulteriore indebitamento, sia vendere tutto? Ci dica il Sindaco cosa ne è stato del patrimonio comunale in questi anni, dal momento che egli sostiene che il nostro PIL è cresciuto più di quello cinese...
Aria Nuova per Novate
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Giunta. La Scuola:
un impegno disatteso
Con l’assemblea pubblica sulla scuola del 17 maggio u.s. le forze politiche, i dirigenti e gli organi scolastici, i comitati genitori hanno cercato di rispondere agli interrogativi dei numerosi genitori intervenuti ai quali da tempo non si dà ascolto. Il Bilancio di previsione e gli incontri avuti con l’Amministrazione Comunale parlano chiaro: non c’è traccia di investimenti tra i numeri e nessuna programmazione a medio e lungo termine da parte dell’Assessore per affrontare i problemi scolastici ai vari livelli.
Siamo entrati in una fase di emergenza che, se non affrontata, produrrà disagi e disfunzioni che, aggiunti ai disastri della riforma Moratti, ricadranno pesantemente sulle famiglie novatesi.
Non possiamo più solo lamentare la mancanza di spazi che obbliga una dirigente scolastica a dire no alla iscrizione di 25 studenti, o denunciare i disagi di due classi costrette a far lezione in spazi non a norma, o ancora lasciare a casa bambini perché in una classe quando piove ci sono infiltrazioni.
Il Comune ha, per legge, il compito di garantire alle scuole dell’obbligo e alle materne statali spazi idonei mantenendoli in condizioni di decoro e sicurezza: l’amministrazione comunale deve affrontare questi problemi con sollecitudine dedicandovi le necessarie risorse, per garantire che il prossimo anno scolastico possa iniziare con serenità.
Ci chiediamo perché, signor Sindaco, la parte del suo Grande Progetto dedicata alla scuola sia caduta nel dimenticatoio. Non crede il signor Sindaco che sia doveroso da parte degli amministratori investire sull’istruzione e sul sapere per consentire a tutti i giovani novatesi di divenire cittadini consapevoli e responsabili? Nella Provincia di Milano aumentano le richieste di classi a tempo pieno (313 in più) anche in conseguenza dell’aumento di circa 6.000 alunni ma il Ministero dell’Istruzione risponde con un taglio di 280 posti comuni. L’Ufficio Scolastico di Milano, dopo aver cancellato tutti i progetti rimasti (circa 50) e negato l’apertura di 116 nuove classi di tempo pieno richieste dalle famiglie, formula i criteri per applicare il taglio dei 280 posti e annuncia che 206 scuole (senza dire quali) su 306 avranno una riduzione di organico di una o due unità: in tal modo viene smantellato il modello di tempo pieno nel 67% delle scuole.
Non vogliamo che anche Novate rientri tra queste scuole, queste battaglie qui sono state fatte e vinte molti anni fa e Lei Prof. Silva dovrebbe ricordarselo perché era al nostro fianco.... anche se voci contrastanti che arrivano dalla Sua città (Bardolino) ci fanno supporre che Lei abbia cambiato idea.
Democratici di Sinistra
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Pensieri sparsi di primavera e estate
Nuovo Cimitero Parco
Giace abbandonato da lungo tempo. Intanto l’Amministrazione continua a costruire nel vecchio cimitero, ormai sovraffollato, riesumando salme di novatesi deceduti da poco più di dieci anni, scaricandone il costo sulle famiglie. Noi riteniamo ci possano essere delle soluzioni diverse partendo da una valorizzazione e sistemazione del nuovo cimitero.
Villa Venino
Inaugurata nel maggio del 2004 per la campagna elettorale, ad oggi, non è ancora fruibile al pubblico. Difficile ipotizzarne la data di apertura. Intanto si susseguono lavori di sistemazione della piazza antistante: che sia un pozzo senza fondo?!
Palazzetto dello Sport
Basterà oltre un milione di euro già speso per adeguarlo definitivamente? Molteplici errori ne rallentano la sistemazione e ne fanno lievitare sempre di più i costi.
Situazione Strade e Verde
In molte vie di Novate le asfaltature sono fortemente ammalorate, oltre a mettere cartelli con l’indicazione “buche e avvallamenti” si può fare qualcosa? Lo stesso vale per i parchi e gli spazi di verde pubblico trascurati.
Piscine Polì
I novatesi hanno già dovuto rimetterci di tasca propria, oltre quanto speso per la costruzione, altri 250.000 euro per sanarne il bilancio a fine 2004. Chiediamo il rispetto di quanto deciso dal consiglio comunale: trasparenza delle tariffe, tutela dei dipendenti, chiarezza sui conti e sul futuro della struttura, questioni finora del tutto disattese. Vorremmo evitare di trovarci nella medesima situazione a fine 2005.
Repubblica 80 e Via Roma 2
Quale progetto di utilizzo sugli spazi pubblici di Via Repubblica 80? Quali servizi negli spazi di Via Roma 2? Come verranno gestiti? Tutte domande senza ancora risposte precise.
Casa di riposo
Dopo le roboanti dichiarazioni, i progetti (con tanto di “plastico”) della campagna elettorale, oggi tutto tace su questa opera che condividiamo e che riteniamo importante per la nostra città.
Scuole
Non c’è stato alcun investimento: le strutture sono sempre più bisognose di manutenzione; manca la tutela dei beni della scuola: i ladri hanno fatto bottino. Intanto la popolazione scolastica aumenta e necessita di maggiori spazi.
Conclusioni
Questa è la situazione attuale di Novate, intanto la Giunta, divisa da liti interne e da problemi di bilancio (causati anche dai tagli agli enti locali del Governo Berlusconi), resta paralizzata. Lavoriamo, dai banchi dell’opposizione, per ottenere chiarezza e sollecitare interventi risolutivi di tutti i problemi.
La Margherita Circolo Alcide De Gasperi
www.margheritanovate.it
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