La pubblica amministrazione
può essere efficiente?
Ho partecipato recentemente ad una gita a Ravenna organizzata dalla biblioteca. Oltre ad aver apprezzato l’efficiente organizzazione e la città con le sue numerose opere d’arte, in uno dei piacevoli momenti conviviali ho potuto scambiare quattro chiacchiere con alcune gradevolissime persone del gruppo dei partecipanti.
Dopo le presentazioni di rito, che come accade regolarmente hanno fatto emergere impensate conoscenze trasversali, tra i vari argomenti trattati, tra un risotto con le vongole e dei maccheroni con radicchio e speck, si è andati su un tema a me particolarmente caro che credo possa essere sintetizzato con una semplice domanda: la pubblica amministrazione può essere efficiente?
Personalmente, come ho sostenuto con i miei commensali, sono convinto di sì, ma devo ammettere che non è così semplice dimostrarlo. È infatti convinzione diffusa che gli enti pubblici, per natura, siano lenti, burocratici (nel senso patologico del termine) e soprattutto inefficienti. Bisogna purtroppo riconoscere che gli esempi a sostegno di tale tesi sono numerosi ma è altrettanto vero che i vizi che vengono imputati al sistema pubblico sono spesso presenti anche nel privato, senza che ciò desti altrettanta critica da parte della popolazione. A chi non è capitato infatti di fare lunghe file in banca, di imbattersi in impiegati sgarbati e svogliati agli sportelli, in procedure complesse e/o costose per rimborsi o annullamento di servizi? Insomma, la burocrazia è una forma di organizzazione ampiamente diffusa, sia nel sistema pubblico che in quello privato, e i suoi aspetti patologici colpiscono entrambi gli ambiti. Sempre parlando di caratteristiche negative, non solo quelle di tipo organizzativo ma anche quelle di natura personale hanno valenza trasversale: la maleducazione è per esempio un vizio ampiamente diffuso. L’interlocutore scortese lo si può trovare nel privato come nel pubblico, in chi sta dietro uno sportello ma anche in chi sta davanti. Senza dover procedere con l’elencazione di esempi, penso che si possa affermare, in sintesi, che l’inefficienza non è presente solo nel pubblico ma può esserlo anche nel privato (soprattutto in aziende di dimensioni medio-grandi). Non credo tuttavia che questa considerazione “scandalizzi” molte persone, anzi, sono convinto di trovare su questa affermazione anche ampie condivisioni. Altrettanto non potrei invece sostenere se, ribaltando il concetto, dovessi dire (come dico) che, come può essere presente in entrambi i settori l’inefficienza, così può essere presente in entrambi i settori anche l’efficienza. È possibile che una pubblica amministrazione gestisca servizi di qualità a basso costo? È possibile che una pubblica amministrazione sia in grado di rispondere con tempestività alle esigenze dei propri utenti (quelli che il privato chiamerebbe clienti)? È possibile, ancora, che una pubblica amministrazione abbia procedure veloci, chiare e trasparenti ? La maggioranza delle persone, come detto, crede di no ma io sono invece fortemente convinto del contrario. Per certi aspetti, sono anche sicuro che esistano già ambiti di eccellenza, soprattutto negli enti locali. Non si può negare tuttavia che vi siano ancora ampie sacche di inefficienza e arretratezza che però, a mio giudizio, sono il retaggio di una concezione “vecchia” e “in via di estinzione” di pubblica amministrazione. Oggi, anche grazie alle diverse riforme, esistono molti strumenti in grado di migliorare il lavoro degli enti pubblici. Proprio per questo credo che la qualità debba essere l’obiettivo prioritario di tutte le pubbliche amministrazioni soprattutto di quelle più vicine al cittadino (come i Comuni). Sul come sia possibile raggiungere tale obiettivo, visto lo spazio a mia disposizione ormai esaurito, mi riservo di parlarne nel prossimo numero di Informazioni Municipali.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale
prescons@comune.novate-milanese.mi.it
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Il Parco Agricolo La seduta di Consiglio Comunale del 9 maggio scorso ha visto l’approvazione da parte di tutte le forze politiche presenti in aula del “Parco Locale d’Interesse Sovracomunale (PLIS) della Balossa”, più semplicemente definito da tanti novatesi “Il Parco Agricolo” che si estenderà sui Comuni di Novate e Cormano.
Ci riferiamo (per quanto riguarda Novate) a quella vasta area adibita a floricoltura e agricoltura situata a nord del nostro territorio che da anni, ciclicamente, era “terreno” di dibattito politico paventando sue possibili diverse destinazioni urbanistiche.
Forza Italia ha sempre rimarcato che si sarebbe impegnata per tutelare Novate sotto l’aspetto ambientale, presupposto indispensabile per rendere la nostra città più vivibile. Il voto espresso il 9 maggio in Consiglio Comunale mette fine a tutte le voci e forse a qualche mira che l’area in argomento poteva suscitare: il futuro di questo territorio manterrà la destinazione fino ad oggi avuta e gli attuali proprietari potranno programmare e sviluppare le loro consolidate attività con ancora più certezze.
È un primo passo quello compiuto (l’identificazione e la destinazione definitiva dell’area) a cui ne seguiranno altri attraverso un preciso piano di intervento per disciplinare e contemperare diverse esigenze: quelle dei proprietari di svolgere la propria attività sul suolo e quelle dei cittadini di usufruire, con le limitazioni del caso, di un grande spazio verde.
È un passo che, opportunamente, ha dovuto subire maggiore speditezza del previsto tenuto conto delle ipotesi allo studio da parte della Provincia di Milano circa un progetto di decongestionamento viabilistico sull’area a nord di Milano che avrebbe potuto interessare l’attraversamento della zona in argomento con una “tangenziale” ad est di Novate: l’istituzione del Parco, sotto l’egida del riconoscimento della stessa Provincia pone un ostacolo di difficile superamento al rischio descritto.
Forza Italia
Novate Milanese
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Centro storico:
ultima grande opera attesa
Quando vincemmo, inaspettatamente, le elezioni comunali nel 1999 tanti interventi attendevano da anni. Tra il primo ed il secondo mandato siamo riusciti a dotare Novate Milanese, tra le altre cose, di due grandi strutture:
- un centro culturale a mezzo del restauro della prestigiosa dimora Venino che da un lato ha prodotto l’individuazione di un luogo dimensionalmente adatto a realizzare interventi culturali di più ampio respiro e dall’altro ha permesso una riqualificazione architettonica di grande efficacia urbanistica;
- un centro polifunzionale che ha altresì prodotto il medesimo effetto per ciò che riguarda la riconnessione del tessuto urbanistico ed ha dotato il territorio di un impianto natatorio ormai indispensabile per le esigenze dei cittadini.
Alleanza Nazionale come sempre è stata protagonista in tali scelte e, oggi, non vogliamo sottrarci da tale ruolo.
Riteniamo che il grande intervento, altrettanto atteso, debba individuarsi nel rifacimento integrale del centro storico novatese.
In particolare Via Matteotti, Piazza della Chiesa e l’ultimo tratto di via Repubblica debbono essere completamente ripensati sia dal punto di vista dell’arredo urbano sia da quello viabilistico.
Alleanza Nazionale ritiene che il percorso da seguire debba essere certamente partecipato ma altrettanto rapido in modo da giungere al termine del secondo mandato con tale opera completata o in procinto di esserlo.
A tal proposito, e per quanto sopra esposto, non ci sottrarremo dal partecipare attivamente alla stesura delle linee guida del progetto poiché riteniamo che i tecnici debbano operare avendo un’idea ispiratrice alle spalle e non intraprendere una via senz’anima.
Solo in tal modo lasceremo intangibile il segno della nostra azione amministrativa sul territorio ed è anche questo il motivo che spinge tutti noi di Alleanza Nazionale a fare politica.
Alleanza Nazionale
Novate Milanese
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Abbiamo già un Sindaco
Un partito dell’opposizione ha scritto, nel numero precedente di questo giornalino, che “abbiamo bisogno di un Sindaco non di un predicatore”. Penso che siano loro che hanno bisogno di un Sindaco. Noi della maggioranza abbiamo già un Sindaco nella figura di L. R. Silva, sostenuto dai Consiglieri della Maggioranza e dalla Giunta. Tutto questo è legittimo ed è corretto politicamente, considerando anche che sotto la direzione del nostro Sindaco, la cittadina si è urbanisticamente rinnovata e sviluppata come non era mai successo prima d’ora. Se questo Sindaco non piace alla minoranza, è problema loro, non di tutta la Cittadinanza. Comprendiamo benissimo che l’opposizione voglia avere un suo Sindaco Rosso. Per loro questo Sindaco dovrà essere sì acculturato, ma alla loro scuola dove si apprendono le teorie antidemocratiche e obsolete dei nipotini di Marx, Gramsci e dei trinaciuti compagni di cordata. Naturalmente il Sindaco di cui abbisognano, dovrà mettere in essere le teorie e la procedura raccomandata dai sopraccitati signori, (intellettuali predicatori di morale), nella realtà di oggi, perché secondo loro, questi signori hanno “dignità culturale”. Qui sembra che solo la sinistra possa distribuire dignità culturale, intrisa di falsa moralità. Da constatazioni millenarie, bisogna prendere atto che una cosa è la teoria mentre la pratica è ben altro.
Domanda semiseria? Che tipologia di Sindaco pensate di proporre? Ora esprimiamo un ringraziamento ai nostri elettori, della Lega Nord Padania e della Cdl, per la fiducia dataci nelle ultime elezioni politiche di aprile. Per noi questa rinnovata fiducia è di sprono per continuare e migliorare la nostra politica sul territorio di Novate.
Il 25 e 26 giugno prossimo si terrà il Referendum per la Devoluzione. Sarà il primo passo sulla via al federalismo compiuto per il nostro paese. È implicito che la Lega Nord Padania e la Cdl invitano tutti i cittadini di sostenere e votare per il Sì alla devoluzione anche se questa devoluzione è fortemente contrastata dal centrosinistra. La biblioteca comunale si sta trasferendo nella nuova sede di Villa Venino, sede che sarà aperta al pubblico il 10 giugno prossimo. La nuova collocazione della biblioteca sarà apprezzata dalla cittadinanza tutta perché nella nuova sede si potranno ampliare i servizi e vi sarà molto più spazio disponibile.
Su questa nota positiva e l’avvicinarsi della bella stagione e delle ferie, auguriamo a tutti i nostri concittadini una buona estate e tanta salute.
Lega Nord Padania
Sezione
di Novate Milanese
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Si è chiusa una fase storica
dell’Italia moderna
Le recenti elezioni politiche, hanno visto una contrapposizione forte tra i due schieramenti, e nonostante i tentativi di invalidare il voto da parte di Berlusconi e settori del centro destra, hanno dato un risultato certo: ha vinto Prodi e l’Unione, ha perso Berlusconi e la Casa delle Libertà. Vittoria di stretta misura, ma come accade spesso nelle democrazie mature, la vittoria è riconosciuta da tutti. Così purtroppo non è avvenuto da noi. Questo voto ha premiato l’Unione anche a Novate con un differenziale più alto del dato nazionale, i DS hanno ottenuto un buon risultato, un eccellente risultato l’ha ottenuto alla camera l’Ulivo. E questo è il dato più interessante su cui torneremo con qualche riflessione. La legislatura si è messa in moto, sono stati eletti i Presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, la nuova maggioranza ha superato bene i primi ostacoli eleggendo due candidati dell’Unione. Un buon inizio che fa ben sperare sul cammino del nuovo governo, che in queste ore di consegna dell’articolo si sta formando. Si è eletto poi il nuovo Presidente della Repubblica. Nei giorni precedenti le votazioni abbiamo assistito ad un crescendo di minacce e di insulti del Primo ministro in carica contro l’Unione, i comunisti, che dopo aver “bollito” bambini in Cina ora in Italia attenterebbero alla democrazia, si è parlato di cooperative rosse colluse con la mafia si è minacciato lo sciopero fiscale (di chi?) se un “comunista“ fosse stato eletto al Quirinale, il tutto in nome e per conto dei “moderati“ d’Italia. Il linguaggio e gli argomenti usati sono quelli dell’estremismo populista, i moderati sono altra cosa. Il Presidente è stato eletto, Giorgio Napolitano uomo intelligente, colto, con una moralità ferrea, sempre coerente con le sue idee, che ha svolto la sua vita politica per 40 anni nel PCI poi nel PDS e adesso nei DS. Apprezzato da tutti, stimato all’estero, una figura di elevato spessore politico e culturale. Ma Napolitano non ha mai rinnegato la sua militanza comunista, è stato un dirigente di primissimo piano del PCI. La sua elezione segna la fine definitiva di quello che i politologhi hanno definito il fattore “K” cioè la esclusione per 40 anni di uomini del PCI da importanti cariche istituzionali e sino a qualche anno fa dal governo del paese. Tutto questo in virtù di una presunta scarsa affidabilità democratica dei comunisti italiani. Sono stati gli anni della democrazia incompiuta. Oggi un ex comunista è Presidente della Repubblica, cioè colui che è garante del rispetto della Costituzione e della democrazia in Italia. Una fase storica è terminata, la democrazia italiana ha compiuto un altro passo in avanti.
Abbiamo detto che un dato politico rilevante del risultato elettorale è stato il successo dell’Ulivo. È ormai un dato consolidato che i voti dell’Ulivo sono sempre superiori alla somma dei voti dei partiti che lo compongono. Questo fatto oltre che confermare che il tradizionale elettorato ci crede, ed attrae elettori nuovi che fanno fatica a riconoscersi nei partiti tradizionali, ha provocato una accelerazione nel processo di costruzione di un nuovo soggetto riformatore che è uso chiamare “Partito Democratico”, la nuova casa dei riformatori italiani. È una svolta importante perché questo percorso porterà alla nascita di una nuova formazione politica che già oggi può contare sul 33% dei voti: un italiano su tre. Dobbiamo però evitare un pericolo che è sempre presente in questi casi, quello di far calare dall’alto la formazione del Partito Democratico. Se vogliamo radicare questa svolta nella società è necessario che anche alla base questa riflessione maturi, che si discuta tra la gente, tra i militanti, occorre fare anche gesti simbolici forti, là dove le condizioni ci siano, gruppi consiliari unici ed altro. A Novate questo processo deve ricominciare rapidamente a camminare, dopo il primo incontro tra i gruppi dirigenti di DS e Margherita, occorre riprendere il cammino, anche perché siamo convinti che qui ci siano le condizioni per arrivare ad accordi importanti, lavorando per superare scetticismi, paure, incomprensioni, chiarendo che il nuovo partito non porterà con sé l’oblio delle culture, dei valori, delle esperienze, delle convinzioni religiose, delle speranze che ognuno di noi ha avuto e praticato. Il nuovo soggetto dovrà mantenerle nel dialogo, nella comprensione, nell’ascolto, farle fruttare come valore aggiunto, facendole convivere al suo interno in perfetta simbiosi.
Democratici di Sinistra
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Cosa (non) succede a Novate
Avevano detto:
Centro commerciale naturale
“L’Amministrazione comunale ha affidato (siamo nel 2001) all’Unione Commercianti lo studio preliminare per il progetto di riqualificazione del “Centro Commerciale Naturale” per la riqualificazione del centro storico cittadino.
Sono passati 5 anni e non si è saputo più nulla.
Che fine ha fatto? Quanto è costato?
Via Repubblica, 80
“Un progetto che conterrà A COSTO ZERO per i novatesi, le funzioni pubbliche”
“Via Repubblica, 80 dunque non costerà nulla ai cittadini”
RISULTANO, INVECE, SPESI 300.000 euro per opere di completamento edificio - 1° lotto funzionale (programma triennale opere pubbliche).
Politiche familiari
30.000 euro nel bilancio 2002 “importante primo passo”, “la famiglia è il nucleo primo e insostituibile della società”, “l’Amministrazione ha previsto di realizzare un progetto rivolto alle esigenze delle famiglie con bambini appena nati”.
DOPO GLI STANZIAMENTI DEI PRIMI ANNI (CHE SONO ANDATI SEMPRE DIMINUENDO) IL CAPITOLO “POLITICHE FAMILIARI” È ADDIRITTURA SCOMPARSO.
Fummo facili profeti, allora, nel sostenere che “non c’è alcuna garanzia nella prosecuzione dell’iniziativa in futuro”
Palazzetto dello Sport
“la spesa prevista per la ristrutturazione COMPLETA del Palazzetto dello Sport è di 600.000 euro”
Con l’ultimo stanziamento di 450.000 euro per gli spogliatoi SIAMO ARRIVATI a 3.000.000 DI EURO, FORSE PIU’ (difficile star dietro a questa contabilità)
Consulte
“le Consulte istituite sono: impegno civile, sport, solidarietà, giovani”.
NON CI RISULTA CHE LA CONSULTA “SOLIDARIETA’“ SIA MAI STATA RIUNITA.
Forse, a Novate, di solidarietà non c’è bisogno. “È un’isola quasi felice”, lo dice il Sindaco.
Nuove strutture per lo sport e il tempo libero
“È in fase di avanzata progettazione la piattaforma per le attività sportive, culturali e sociali posta nell’area mercato.... Un circuito per biciclette nella zona prossima al nuovo campo di calcio.
Entrambe sono opere previste nel piano 2005”.
NEL 2005 non si È VISTO NULLA, NEL BILANCIO 2006 NON VI È TRACCIA ALCUNA:
vedremo negli anni a venire.
Lo spazio ci costringe a fermarci qui, ma le “spigolature” potrebbero continuare a lungo.
La Margherita
Circolo “A. De Gasperi”
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Da Sconcerti (rock) a Sbilancio (lento)
• Conti pubblici e gestione complessiva
Il rispetto del patto di stabilità si regge sul fragile margine dato dall’esternalizzazione di Meridia (società che peraltro continua a esistere solo sulla carta). Ancora una volta, dunque, l’equilibrio dei conti non è garantito da questa Amministrazione, senza contare il fatto che nulla si sa - al di là di annunci più o meno ufficiosi e trionfalistici del Sindaco - sul reale andamento di Polì (a proposito: ha ancora senso aspettarsi un “tavolo di confronto” sul Cis, una vera condivisione delle informazioni e una vera discussione sulle prospettive della società in cui il Comune rappresenta il 49% del capitale - e delle perdite?).
Delle future altre esternalizzazioni se ne parla in generale ma non si indica nessun obbiettivo concreto. Servizio raccolta rifiuti? Trasformazione dell’Asscom in S.p.a. (prospettiva scritta nel bilancio previsionale Asscom che scatena la bagarre in commissione bilancio tra maggioranza e presidente dell’azienda: ma come, possibile che non ne abbiano mai parlato non diciamo con l’opposizione, ma nemmeno tra loro?!)?
Insomma, ci aspettavamo che, avendo sfruttato tutto il tempo offerto dalla normativa per la preparazione di questo bilancio e arrivando all’approvazione all’ultimo momento, l’Amministrazione avesse le idee più chiare sul futuro della gestione dei conti. È malizioso sostenere che, se a fine marzo i dati di fatto sono questi, anche quest’anno la gestione del Comune sarà affidata all’improvvisazione?
• Alienazioni e gestione del patrimonio
Nella Relazione (pp. 105 e 109) si parla anche di continuare la politica di alienazioni di patrimonio: si ha in mente cosa si vuole alienare o è solo un indirizzo generale quanto vago? E qual è il motivo di queste alienazioni? Ricavare proventi per nuove opere pubbliche o magari finanziare la spesa corrente con la quota-parte di oneri di urbanizzazione consentita dalla legge? Ci pare che, dopo le cosiddette “grandi opere” della Giunta Silva 1 (troppo spesso gestite col consueto metodo dell’improvvisazione, si pensi al Palazzetto), la Giunta Silva 2 si sia data, per così dire, una “calmata”. Non più grandi opere, dunque (salvo finire quelle mai completate, Palazzetto, Villa, ecc.). Ritorna allora lo spettro della “cementificazione” finalizzata al finanziamento della spesa corrente e di manutenzione (ripetitiva) con oneri di urbanizzazione (una tantum).
• Alcuni interventi specifici
Qualche considerazione su alcuni interventi del settore LLPP:
- Palazzetto: è lecito chiedere se i 450.000 euro previsti per la realizzazione degli spogliatoi sono l’ultima spesa per questa sofferta opera? Quanto è costato complessivamente questo intervento? Ne tenete ancora il conto?
- Rep. 80: saranno sufficienti 300.000 euro?
- Via Manzoni: nella Relazione si adombra la vendita della scuola di via Manzoni. Per farci che cosa? Case?
• Politiche giovanili
- Nella Relazione si parla di affiancare nuove iniziative a “Sconcerti” e “Aspettando Sconcerti”. Di cosa si tratta? Le idee possono essere tante: per es. bandi e concorsi in vari ambiti, non solo in quello musicale. Le spese per tali iniziative non dovrebbero essere così difficili da reperire, anche se sappiamo che quando si parla di tagli la cultura è la prima a farne le spese.
- Si prevedono entrate dal noleggio delle sale di Villa Venino per convegni, conferenze, esposizioni, ecc. Noleggiare spazi a prezzi contenuti per le associazioni (cosa che attualmente non avviene per Sala teatro e Sala consiliare) ci pare una buona politica giovanile.
• Qualche considerazione finale
Dopo cinque anni di pesanti interventi realizzati senza ponderare impatto e conseguenze (un esempio su tutti: Polì), interventi dettati dalla smania di lasciare un “segno” indelebile sulla città, all’Amministrazione manca ora qualsiasi chiaro obiettivo. Di certo non il “Grande Sogno” che era stato propagandato. L’impressione è che “si tiri a campare”.
Progetti organici sul futuro, anche a breve termine, della città non se ne vedono. Le difficoltà non sono tutte responsabilità del Governo locale ma anche di quello nazionale, che in questi anni ha costantemente e drasticamente ridotto i trasferimenti agli Enti locali, e che quest’anno impone una riduzione della spesa pari all’8% (imposizione che l’Assessore Schieppati ha definito “assurda”). Per nostra fortuna Tremonti è ritornato a fare solo il commercialista di Berlusconi.
“Aria nuova
per Novate”
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