Cooperativa Benefica
Incontro-Dibattito
Nel mese di Marzo si è svolto un dibattito in un clima, a mio modo di vedere, sostanzialmente utile, come occasione di confronto per la gestione dello stato della Cooperativa Benefica. Nelle precedenti assemblee ho riscontrato segnali forti di cambiamenti culturali che hanno fatto emergere un gran bisogno di democrazia partecipata ed hanno prodotto un dibattito (in Sala Consiliare) su molti argomenti. Ne cito alcuni:
Indebitamento finanziario
Dalla Relazione introduttiva la Cooperativa (dice il Presidente) evidenzia al 31/12/05 un livello di indebitamento finanziario pari ad euro 47.627.850,00 che richiederà grandi sforzi e tempi molto lunghi per ricondurlo a dimensioni ragionevoli e compatibili con gli equilibri aziendali, anche se l’incremento già intervenuto dei tassi di interessi passivi e quello atteso renderà molto più complesso il processo di risanamento aziendale intrapreso. Questo, Sig. Presidente, è frutto della qualità e della condotta irresponsabile riconducibile alle passate amministrazioni. In occasione delle recenti assemblee i coordinamenti dei quartieri (dopo un esame accurato) hanno presentato un documento finanziario relativo alle spese di gestione, ai nuovi contratti, alle ristrutturazioni, verde, ascensore, spurghi ecc., con proposte degne di una discussione. Dal Presidente non vengono date risposte esaustive. Mostra disponibilità al dialogo (ma è un atto di facciata) e intanto con un fischio raduna il consiglio e decide aumenti improvvisi.
Canone di godimento
Nei mesi scorsi ho ricevuto una lettera della Benefica con l’oggetto “Comunicazione importante”. Allegata alla presente una deliberazione del C.D.A del 11/01/06 che modifica le condizioni di assegnazione alloggi con aumenti inadeguati. La Cooperativa ha uno scopo mutualistico, cioè quello di fornire beni e servizi a condizioni più vantaggiose. Quindi il contenuto della Delibera, in contrasto col Patto Sociale, presenta aumenti spropositati di eccezionale gravità che i soci della Cooperativa non possono sostenere, per cui invito il C.D.A a revocare il provvedimento.
Realizzazione alloggi
Un altro aspetto che mette in evidenza il Presidente è la riflessione riguardo alle prospettive della Cooperativa di non limitare l’orizzonte ed invita i soci a valutare l’opportunità di chiedere al Comune di Novate Milanese di mettere a disposizione le aree a Standard di cui ha già la disponibilità. Ad ulteriore conferma della utilità, comunica che sono giacenti in Cooperativa 580 domande di prenotazioni alloggi di varia tipologia. (È da verificare se la quantità di domande corrisponde al reale bisogno di alloggi). Mi preme fare un commento su questo aspetto: Il territorio a Novate è gravemente compromesso da un eccesso di abitazioni (insediamenti produttivi ed infrastrutture) con una densità di circa 4000 abitanti per Kmq. Ritengo il tasso di occupazione del suolo eccessivo. Il 70% del territorio è occupato da Edifici Commerciali e industriali, Infrastrutture (ferrovie, autostrada, Rho-Monza). È un’ipotesi folle pensare ancora di costruire nel tentativo di fare cassa, visto anche lo stato di grave indebitamento in cui si trova la Benefica. Occorre una pausa di riflessione sulla opportunità di nuove costruzioni. L’altro argomento che volevo affrontare è la delibera del doppio incarico (Presidente a tempo pieno e Coordinatore): Una trovata geniale. Le due cariche (controllore e controllato) sono incompatibili. Invito il C.D.A. a rivedersi. Concludo sulla questione dei fondi neri: tralasciare intenzionalmente nelle varie assemblee questo aspetto non è giusto: penso che il corpo sociale debba essere informato di come stanno le cose.
Il Socio
Luigi Gusmano
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Bramacharya: controllo sui pensieri, le parole e i gesti
Finalmente l’ultimo editoriale del sig. Sindaco ci ha rivelato un’affermazione di Ghandi che può calzare a pennello nella realtà novatese; viene citato: “Chi non è capace di governare se stesso, non sarà mai capace di governare gli altri”.
Guardando un bicchiere pieno a metà si può affermare che è mezzo pieno o mezzo vuoto, l’importante è riconoscerne il contenuto e non confondere vino con acqua.
Nel bilancio presentato sono citati alcuni capitoli di spesa tutti a favore dei cittadini, ma spesso poco visibili o usufruibili, come il Palazzetto dello sport, vera voragine di costi (che non vengono citati), non ancora terminato per la mancanza degli spogliatoi e delle famose tribune mobili e quindi non completamente fruibile.
La spesa per i servizi sociali viene paragonata a quella del 1998 facendo ancora dietrologia spicciola, senza una minima considerazione dell’inflazione e dell’effetto euro che, grazie al governo Berlusconi, ha impoverito il potere di acquisto sia dei cittadini che delle amministrazioni; quindi i paragoni aritmetici non sono così immediati, tutti sanno cosa si acquistava con 100.000 lire nel 1998 e cosa oggi con 50 euro.
Sui dati degli altri comuni bisogna sottolineare che la media di spesa pro-capite è passata a Novate dal 2003 al 2004 da 123,74 a 105,44 quindi si è praticata una drastica riduzione rispetto agli aumenti o ai mantenimenti effettuati dagli altri comuni citati.
Ma veniamo alle piste ciclabili, fiore all’occhiello dell’amministrazione: l’unico tratto “intelligente”, anche se non protetto, che era in via Garibaldi, è stato trasformato in posteggio per auto togliendo l’unico passaggio in direzione est-ovest. Fare piste ciclabili fuori dal perimetro urbano non facilita ai ciclisti la circolazione in centro al riparo dalle auto sempre più invadenti e ingombranti; le persone più deboli, bambini e anziani, sono così costrette a pericolosi slalom e attraversamenti, in compenso possono andare a Metropoli tranquilli e protetti, che successo! considerato che in bicicletta non si può portare una spesa familiare.
Sulla manutenzione del verde poi si possono vedere i risultati: gli alberi abbattuti dalla neve di quest’inverno non sono stati sostituiti, alcuni rami pericolanti sono ancora presenti all’interno delle scuole; l’erba dei parchi si taglia solo se supera i 40 cm. di altezza, pazienza se i bambini non possono giocare nei prati.
Un ringraziamento infine ai cittadini che effettuano correttamente la raccolta differenziata permettendo al sindaco di ricevere i premi e di vantarli come “principali interventi” dell’amministrazione.
Roberto Bergamini
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Spazio incontro mamma e bambino, un’oasi di serenità!
Sono mamma da 5 mesi di Francesca (una bimba desiderata per ben 7 anni) e da qualche mese sto partecipando allo spazio incontro mamma e bambino organizzato dal Comune. Quando mi è arrivata la lettera d’invito a casa, ho aderito subito con entusiasmo! Finalmente uno spazio dove poter conoscere altre mamme con le quali confrontarsi! Sono rimasta davvero pienamente soddisfatta perché ho potuto avere finalmente uno spazio mio e per la mia piccola dove lei poteva distrarsi, giocare ed esplorare cose nuove e io potevo rilassarmi e parlare dei piccoli e grandi problemi oltre che delle piccole e grandi gioie che derivano dall’essere mamma.
Spesso una donna dopo la gravidanza si sente sola, inadeguata, stanca e prova dei forti sensi di colpa solo per il fatto di provare certi sentimenti...
Il fatto di potersi confrontare con altre mamme e scoprire che i tuoi problemi sono gli stessi delle altre donne ti fa sentire meno sola e ti aiuta a capire che, tutto sommato, non stai facendo un cattivo lavoro come mamma... Anche il fatto di sentirsi tra amiche e di potersi confidare senza timori né pudori è senz’altro di grandissimo aiuto!
Tutto ciò è stato reso possibile anche e soprattutto dalla presenza dell’educatrice Marzia Perego e della psicologa Silvia Russo: la prima è stata una presenza costante e rassicurante, di una dolcezza e di una competenza infinite soprattutto con me che nel frattempo ho avuto anche dei grossi problemi di salute; la seconda è stata illuminante dal punto di vista psicologico e motorio sia con interventi teorici che con dimostrazioni pratiche e, anche lei, con la sua infinita dolcezza.
Spero che questa iniziativa continui per tutte le future mamme e che pubblicherete questa mia lettera per darmi l’occasione di dire:
Grazie Marzia e Silvia, sarete sempre nel mio cuore e in quello della mia piccola Francesca!
Barbara, mamma di Francesca
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A piedi al cimitero
“E la navetta va.....” così titolava un articolo apparso nel 2004 su questo giornale. Dalla fine di aprile di quest’anno la navetta, che il martedì e il venerdì trasportava le persone anziane ai due Cimiteri di Novate, non c’è più. Ci hanno detto che il Comune non ha più soldi per continuare il servizio. Pazienza, al cimitero si andrà a piedi. Ci fa piacere leggere su Informazioni Municipali dell’aprile 2006 che l’ASSCOM finanzierà parte dei costi necessari alla realizzazione di una struttura per la prima infanzia nel distretto di Calcutta in India. Bellissimo gesto perché sappiamo anche noi che l’infanzia è più importante della vecchiaia, però a noi spiace che il servizio Navetta ci sia stato tolto. Lettera firmata
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In ricordo
dello Zio Moretti
Una notte ci hai lasciato,... in silenzio,... senza clamore, sei uscito dalla porta della vita in punta di piedi, una vita che hai dedicato alla Novatese, una vita che hai dedicato alle centinaia di ragazzi che hanno calcato il campo, che tu con entusiasmo e spirito di sacrificio segnavi e preparavi, solo per la gioia di poter vedere i tuoi ragazzi correre e divertirsi, poteva piovere, diluviare, ma tu eri lì, sul campo, sempre presente, col tuo mantello a lavorare, i lavori che tutti cercavano di evitare, perché duri, o solo perché umili tu li facevi con tanta energia, senza recriminare, senza lamentarti, solo per la gioia di poter essere utile solo perché andavano fatti. Una vita dedicata ai ragazzi, sempre dietro le quinte a sgobbare, spesso ci si domandava dove trovavi la forza, l’energia per fare tutto ciò che facevi e la risposta era semplice, nel tuo cuore, un cuore pieno d’amore verso la tua società e verso quei ragazzi che, anche se piccoli capivano e sapevano apprezzare ciò che facevi per loro, ricordo un sabato mattina che, facendo un giro al campo con mio figlio, ti vedemmo con la tua amata carriola, girovagare per il campo immerso nel tuo mantello verde, pioveva a dirotto e tu stavi liberando gli scarichi per far defluire l’acqua dal terreno, e mio figlio mi chiese chi eri e cosa stavi facendo, e una volta spiegato cosa facevi, disse: ma nessuno lo aiuta, io risposi no non vedi che è solo, e lui rispose, e se non fa scolare l’acqua noi non possiamo giocare, no risposi, allora lui mi disse: meno male che lo fa lui, se no oggi non potevo giocare e divertirmi, ma come si chiama quel signore, Zio, Zio Moretti.
Eri amico con tutti, eri l’amico di tutti, eri lo Zio di tutti, ci manchi Moretti, ci mancano le tue battute, il tuo sorriso, le tue parole, ma sarai sempre con noi, perché tutto ci parla di te, ogni centimetro del campo di Via De Amicis parla di te, perché quel campo era la tua vita e tu la sua.
Chiedo all’Amministrazione Comunale di piantare un albero in memoria dello Zio lì, all’interno della struttura, in maniera che lui possa vedere sempre i suoi adorati ragazzi correre e giocare, lì dove lui sarebbe, lì dove lui voleva stare, lì dove lui ha dedicato una vita per gli altri.
Grazie Zio. Ciao.
Bellini
Inizio paginaNovate:
una città trascurata
Sono un cittadino di Novate Milanese e, in questi ultimi mesi, sto constatando che la nostra città è seriamente trascurata. Risultano numerosi gli aspetti di declino che ho riscontrato, ma qui di seguito vorrei descrivere i quattro più salienti.
1. Strade e marciapiedi colmi di sabbia o terra dei lavori eseguiti nel sottosuolo, rattoppati alla bellemeglio con strati di scuro asfalto nuovo, in netto e inelegante contrasto con quello preesistente, decisamente più chiaro. Da sottolineare anche la trascuratezza della segnaletica stradale. Vada ad aggiungersi la pericolosità dei marciapiedi stessi che, disseminati di buche insidiose, rendono difficoltoso il passaggio pedonale, in particolar modo quello delle persone più anziane e/o disabili che, spesso inciampano e cadono, purtroppo senza mai denunciare l’accaduto.
2. I parchi e il loro verde vengono lasciati senza cure per così tanto tempo che sembrano, in troppi periodi dell’anno, campi di grano per la mietitura. Alcuni di questi andrebbero ridisegnati, anche sotto l’aspetto dell’arredamento (panchine, porta rifiuti, impianti d’illuminazione, fontane, stradine, piantumazione).
3. Quegli enormi vasi neri messi in Piazza S. Pertini e in prossimità del bar London, più che dare un decoro, paiono imbruttire indegnamente i contesti in cui sono stati inseriti. Riempiti di terra e con all’interno alcune piantine, rassomiglianti a verze appassite e mal interrate, danno un senso di incompletezza e tristezza. A questa stregua sarebbe consigliabile rimuoverli.
4. Punto più critico di Novate è, secondo me, lo scarso controllo sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine. La mancata vigilanza si sta traducendo in una situazione simile a un regime di anarchia, in cui ognuno può permettersi di calpestare le leggi senza incorrere in sanzioni. C’è chi imbratta i muri delle belle case, chi quelli degli impianti sportivi o della stazione. Vi sono macchine che sfrecciano a velocità elevatissime, anche in pieno giorno, e motorini che fanno lo stesso nei parchi (di notte addirittura a luci spente). Senza avere alcunché contro gli animali che, sempre più spesso si dimostrano migliori degli uomini, vorrei far notare che certi proprietari di cani non raccolgono i bisogni che questi ultimi, senza colpa, fanno sui marciapiedi.
È certamente essenziale che tutti noi novatesi (non riferendomi ai soli possessori di animali) ci sforziamo di tenere comportamenti più civili, tuttavia, è ugualmente necessario che l’Amministrazione Comunale, la quale ha ricevuto per la seconda volta di seguito la fiducia dei cittadini, si svegli dal letargo e che riprenda a lavorare seriamente per il bene della nostra Novate.
Due novatesi
che amano la loro città
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L’ultimo saluto a Sergio Moisio, un vero signore
Ha suscitato grande commozione la tragica scomparsa del sessantaduenne Sergio Moisio, novatese d’adozione, ex dipendente del “Giornale” di Montanelli, ex sindacalista della CISL, notissimo a Novate. Per me, che lo conoscevo di vista, quando lo incrociavo col suo buffo cagnone Lupin (amava molto gli animali) era un piacere vedere il suo sorriso gioviale e luminoso, scambiare qualche parola o ricevere il suo saluto rispettoso, ma mai formale, pronunciato con quel caratteristico accento piemontese. Suscitava simpatia e rispetto, allegria e gioia con la sua solarità, la faccia aperta e bonaria e i baffoni stile ’800. Nel dilagare dell’indifferenza e della negatività di tanti che confondono serietà con seriosità, dignità con orgoglio, spontaneità con maleducazione, Moisio regalava sorrisi e calorosi saluti: come tutti i veri signori non sapeva cosa fossero altezzosità, affettazione e snobismo (non a caso “snob” pare derivi dal latino e significhi “senza nobiltà”) perché la sua era autentica distinzione. Per questo alla notizia della sua morte anch’io ho provato tristezza. E tutti quelli che l’hanno conosciuto da vicino hanno parlato senza retorica della sua umanità e disponibilità disinteressata a dare una mano o anche solo ad una parola o ad un gesto gentile, raro esempio di coincidenza tra buone e belle maniere e di sintonia mente-cuore.
Durante il funerale nella chiesa gremita (era affollato anche il sagrato) Don Maurizio ha ricordato la gentilezza d’animo, i sorrisi e i calorosi saluti del defunto.
Non entro nel merito delle dinamiche dell’incidente in cui il 25/3 Moisio è stato travolto da un’auto in Via Di Vittorio in un punto già teatro di altri incidenti per cui è stata effettuata una nuova petizione per il sindaco che credo progetti la chiusura del passaggio pedonale e concludo con l’espianto degli organi di Moisio: un gesto in linea con lo stile di un gentiluomo che lascia un vuoto, ma rimarrà nel ricordo di tanti novatesi.
Rita Blasioli
Inizio pagina Chi vuole allontanare
gli anziani?
Spettabile Redazione,
ho letto l’articolo pubblicato nel numero in oggetto di Informazioni Municipali a firma della Lega Nord Padania Sezione di Novate Milanese, e a partire dal titolo mi sono chiesto chi vuole allontanare i propri anziani da Novate? Io penso nessuno tant’è che chiedo alla Lega Nord di voler chiarire a tutti i cittadini la loro affermazione, e motivarla con precisi riferimenti e non in forma generica. E ancora: “Due anni fa, durante la campagna elettorale per eleggere questa Maggioranza, in un incontro pubblico era stato illustrato il progetto per l’aggiornamento e ampliamento dell’Oasi S. Giacomo (...) che illustrava molto bene ciò che si voleva fare per la nostra comunità”, ma il progetto durante questo tempo è stato cambiato, come si è potuto capire dagli articoli scritti dall’ex assessore signor Carrara. Allora, perché la Lega Nord Padania non si fa promotrice di rendere pubblico, nel dettaglio, il progetto della “residenza per anziani”, utilizzando, perché no, questo periodico che arriva a tutte le famiglie della nostra città, così che oggi ogni cittadino possa capire cosa è stato pensato e voluto da questa Maggioranza? Per contro l’unica cosa che viene comunicata ai cittadini, attraverso l’editoriale del Sindaco è il costo di questa nuova opera: 5 milioni di euro! Un’ulteriore domanda: l’inserimento della “residenza per anziani” nell’attuale perimetro dell’Oasi S. Giacomo, è stata l’unica soluzione verificata dalla Maggioranza? Non ci sono altre aree nella nostra città idonee ad offrire pari opportunità? Ad esempio perché non ampliare l’area dell’Oasi verso lo spazio a verde tra il Comune e il Circolo per anziani? Perché non prevedere la nuova residenza nell’area a verde della piscina?
Cordiali saluti,
Angelo Bernardo Maccalli
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