Per una cultura delle regole
In Italia (ma credo anche in altri parti del mondo) è molto radicata una cultura ambigua e per certi versi bifronte. Se da un lato si pretendono regole chiare e uguali per tutti dall’altro non si esita, quando se ne ha l’opportunità, a sfruttare la “conoscenza” di turno, per acquisire qualche, più o meno piccolo, vantaggio giustificandosi poi con il classico “tanto così fan tutti”. Spesso inoltre questi due atteggiamenti, all’apparenza antitetici, convivono nelle medesime persone. Ma allora, la parità di trattamento è, o non è, un obiettivo da perseguire? Serve un sistema di regole che garantisca tutti? Senza voler fare gli integralisti, altrimenti si corre il rischio di trasformarsi in ottusi burocrati, bisogna però riconoscere l’importanza di un sistema di regole condivise che sia di garanzia al cittadino/utente. Un sistema di regole, anche semplici e snelle, che rassicuri sul fatto che a fronte di una medesima richiesta si riceva il medesimo trattamento. Un sistema di regole che garantisca uguale, o meglio equo, trattamento indipendentemente dalla simpatia, dalle amicizie altolocate o dall’appartenenza politica. Bisogna dunque costruire, quotidianamente, tale sistema e la politica ha un ruolo da protagonista. Il comune di Novate non fa ovviamente eccezione e anche l’approvazione di regolamenti che incidono, più o meno significativamente, nella vita dei cittadini può essere un’occasione per costruire una “cultura delle regole”. Nei prossimi mesi il Consiglio Comunale sarà chiamato infatti ad avviare la revisione di alcuni importanti regolamenti, tra cui proprio quello che disciplina il funzionamento dell’assemblea cittadina. Il clima di collaborazione costruttiva è condizione necessaria per risultati che perdurino nel tempo.
Roberto Ferrari
Presidente del Consiglio Comunale
prescons@comune.novate-milanese.mi.it
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I contenuti della politica
e la politica dei contenitori
Stiamo assistendo di recente, anche a Novate, a cambiamenti significativi nel mondo della politica: significativi perché a noi sembrano essere lo specchio dei tempi in cui viviamo dove spesso il pensiero mattutino e le azioni del giorno assurgono al rango di valori e punti di riferimento.
I giornali da mesi, per esempio, ci fanno vivere in tempo reale la gestazione del Partito Democratico che dovrebbe essere un “nuovo” partito; trovato il nome, fissata la data di partenza, i nomi al comando sempre gli stessi, nulla su quali saranno i nobili orizzonti politici: si lavora di fino al contenitore senza sapere bene quale sarà il contenuto ed i lavoranti sono quelli che ieri avevano una casacca e domani vestiranno la nuova.
Quando nacque Forza Italia, il nostro Paese aveva appena subito uno sconquasso e una vasta fascia di cittadini, titolare di idee e valori non riconducibili ai partiti rimasti in campo, si sentiva orfana di rappresentanza politica; quelle idee e quei valori diventarono un nuovo partito a cui successivamente si diede nome, struttura, leader: il contenuto aveva trovato il suo contenitore.
Oggi, invece, al centro ed in periferia è tutto un fiorire di nuove formazioni: di fatto aumenta il numero dei contenitori ma quantità e qualità del contenuto sono sempre le stesse, stanti i loro portatori. Gli attori delle vicende sostengono, dunque, che il contenitore (un determinato partito) non è, o non è più, in grado di contenere tutto o parte del suo contenuto (valori e punti di riferimento) e ne costruiscono uno nuovo. Rispettiamo, per educazione ricevuta e convinzione maturata, le scelte politiche di ognuno e tale rispetto ci porta ad evitare facili ironie e false lusinghe come leggiamo in proposito; riteniamo, tuttavia, che si stia dando della politica una traduzione sbagliata dove ciò che appare è anteposto e sovrasta ciò che è; il contenitore – sia esso un partito, una lista civica od un raggruppamento di politici – non è di per sé garanzia per i cittadini di una buona politica; fatichiamo a convincerci che il cambio di un nome, la frammentazione di un partito, le aggregazioni decise a tavolino siano tout court strumento utile alla politica; ci sembra il nulla vestito (qualche volta) a festa; ci pare, infine, che si stia abbandonando la politica dei contenuti per intraprendere quella dei contenitori.
Forza Italia
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Partito democratico: anche a Novate aperta la fase costituente
“Abbattiamo definitivamente i muri ideologici del novecento e cominciamo a costruire ponti, tra culture politiche e settori della società italiana, tra i generi e le generazioni. Apriamo strade nuove per il futuro del nostro Paese”. È questo l’invito contenuto nelle battute finali del “Manifesto per il Partito democratico”. Un invito rivolto a tutti i riformisti e a tutti coloro che vogliono impegnarsi per dare risposte adeguate alle nuove sfide, rilanciando i due principi ispiratori del modello sociale europeo: la valorizzazione dell’iniziativa, dei lavori e dei meriti; la promozione di un tessuto sociale solidale, in cui nessuno si perda o resti indietro. La fase costituente del Partito democratico, aperta con il dispositivo comune approvato nei congressi nazionali di Ds e Margherita, non vuole essere infatti appannaggio solo di questi due partiti. In questo percorso, che dovrebbe concludersi già nel prossimo ottobre con l’assemblea costituente, c’è spazio per tutti.
Tante sono state le parole e i commenti, talvolta anche molto critici, con i quali un po’ da tutti è stata seguita la “gestazione” del Partito democratico. Ma a parte tutto ciò, è indubbio che l’operazione promossa da Ds e Margherita rappresenta un evento di dimensioni storiche. È accaduto un fatto ritenuto solo qualche anno fa difficilmente percorribile o addirittura eccessivamente ambizioso. Come si legge infatti nel “Manifesto per il Partito democratico” è esplicita la volontà di costruire un partito nuovo, di popolo, che superi le barriere ideologiche che nel secolo scorso hanno diviso le forze riformatrici, portando così a compimento un percorso iniziato una decina d’anni fa con l’Ulivo.
Quindi un partito nuovo che sia la confluenza del riformismo socialista, cattolico democratico, liberale e ambientalista e che sappia quindi dare risposte nuove alle domande e ai problemi nuovi che gli scenari economici e sociali, in continuo mutamento, impongono. Un partito nuovo che sappia dare in particolare risposte alle nuove generazioni e sappia rivitalizzare il valore più alto del fare politica come servizio. Che abbia come valori fondanti i diritti, il lavoro, la solidarietà, la laicità, la partecipazione dei cittadini. Che sia determinato nell’affermare la pace e uno sviluppo sostenibile in un’Europa forte e unita sullo scenario mondiale. È pur vero che in questa fase costituente dovranno essere affrontati alcuni “nodi” (adesione o meno al PSE, temi eticamente sensibili soprattutto), ma riteniamo che solo attraverso il reciproco incontro, un franco e costante dialogo si possano trovare soluzioni condivise.
Ebbene, anche a Novate Ds e Margherita hanno avviato la fase costituente, dialogando più frequentemente tra loro e studiando iniziative e percorsi che puntino al coinvolgimento del maggior numero di persone interessate al Partito democratico. Già questo articolo comune è la testimonianza del dialogo in corso. Ma ovviamente le iniziative non si fermano qui. Nel corso della Festa dell’Unità è stato realizzato un incontro comune sul Partito democratico, presenti i consiglieri regionali Franco Mirabelli (Ds) e Maria Grazia Fabrizio (Margherita). È allo studio l’idea di un giornalino unitario e di un sito internet tutto novatese dedicato al Partito democratico. Infine, probabilmente per settembre e comunque sulla base delle scadenze scandite a livello nazionale, organizzeremo una assemblea pubblica di presentazione dei contenuti del “Manifesto per il Partito democratico”, che di fatto costituisce il documento da sottoscrivere per l’adesione al Partito. In conclusione, che dire: la strada è ormai aperta, il sogno e la speranza è di trovarci in tanti, uniti e coesi, a percorrerla.
La Margherita
Democratici di Sinistra
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Difensore civico e regolamento
per incarichi professionali:
le prime proposte concrete
di “Andare Oltre”
Il gruppo di Andare Oltre, a meno di tre mesi dalla sua nascita è nel pieno dell’attività. Due le linee politiche perseguite: rispondere alle esigenze che emergono dal territorio e avviare un processo di riforma delle modalità di fare politica nella pubblica amministrazione. Proprio su questi due filoni si inseriscono le prime proposte concrete del Gruppo, presentate nel mese di aprile. La prima ha visto la predisposizione di una mozione per avviare le procedure per istituire il difensore civico; la seconda, sicuramente più complessa, consiste nella predisposizione di una bozza di Regolamento per l’affidamento degli incarichi professionali. La mozione, presentata nel Consiglio Comunale del 10 maggio, è stata purtroppo sospesa (con il voto contrario solo del gruppo di Andare Oltre e del consigliere Saita) e, al momento in cui scriviamo, non siamo in grado di dire quando sarà discussa nuovamente dall’assemblea cittadina. Una cosa è certa: è evidente che esistono resistenze a questa iniziativa ma noi continueremo a insistere affinché sia istituito il difensore civico in quanto riteniamo si tratti di una figura importante a tutela del cittadino e a garanzia della pubblica amministrazione. Oltre ad essere prevista dalla normativa e dallo statuto del Comune, la figura del difensore civico era prevista dal programma elettorale e, altrettanto rilevante, è stata richiesta da una petizione sottoscritta da 1000 novatesi. Chi è eletto deve dare risposte concrete alle esigenze che emergono dal territorio! Per quanto riguarda invece il Regolamento, due sono le principali novità: l’istituzione di un albo a cui tutti i professionisti possono iscriversi e a cui il Comune, favorendo una rotazione, dovrà attingere per incarichi sotto i 100.000 euro; l’indirizzo teso a promuovere l’assegnazione di incarichi, per importi sotto i 20.000 euro e la cui complessità lo renda adeguato, a giovani professionisti al fine di favorirne la crescita professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro. Il documento è stato trasmesso ai tecnici per i pareri dopodiché sarà portato nelle commissioni competenti e si avvierà il dibattito politico. Crediamo che per migliorare la qualità della pubblica amministrazione sia necessario partire dalle regole e dagli strumenti. Crediamo che una politica nuova debba essere capace di concretizzare le idee: questo regolamento è il primo passo.
Il Gruppo di Andare Oltre
andare.oltre@libero.it
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Favorevoli al Difensore Civico
La seduta del consiglio comunale del 10 maggio c.m. ha visto il rinvio (condiviso dalla maggioranza del Consiglio) del seguente punto dell’ordine del giorno: mozione per l’elezione del difensore civico.
Vogliamo informare i cittadini di aver espresso il nostro parere favorevole a questa figura che per altro è prevista dal nostro statuto comunale. Ma alla luce di questa riflessione riteniamo che questo argomento debba essere approfondito in sede di una prossima conferenza di capigruppo i quali possono delineare e dettagliare meglio l’istituzione di questa figura. Noi crediamo inoltre che sia demagogico pensare di riuscire a reperire le risorse nelle maglie economiche del bilancio 2007 per il difensore civico, ricordiamo che l’impegno politico che ci siamo presi con i cittadini è di riportare l’addizionale IRPEF al valore precedente e non crediamo di poter favorire una spesa a discapito di un’altra.
A.N. Novate Milanese
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L’abito non fa il monaco!
“La bellezza abita a Novate”, titolava l’editoriale del Sindaco sul numero precedente di Informazioni Municipali. L’ennesimo elenco delle meravigliose opere di abbellimento e recupero della città, a mo’ di volantino pubblicitario, ricco di grassetti e neretti per attirare e colpire l’occhio del cittadino-lettore. Sempre sullo stesso giornale, ma in coda, tra le pagine della vita cittadina, un’intera facciata - la 25, un titolino e niente neretti - ospita quattro lettere scritte da mamme-cittadine, indignate. Per i loro figli non c’è possibilità di frequentare asilo nido né scuola materna. Il loro posto di lavoro è a rischio, appeso al filo delle graduatorie.
Perché vivere in una “bella” città che non offre servizi. La bellezza di una città è direttamente proporzionale alla vivibilità offerta, vivibilità che deve soddisfare bisogni ed esigenze primarie di tutta la cittadinanza, neonati compresi. I novatesi sono seriamente preoccupati per come viene amministrata la loro città. I servizi sociali, certo, non si vedono, ma sono quelli che fanno la differenza tra una città “bella fuori” e una città “bella dentro”, con solide fondamenta per i novatesi di domani e con un occhio di riguardo per le fasce più deboli.
Tra la popolazione aleggia un senso di malessere diffuso.
Abitazioni. Le case per i ricchi (a quattromila euro al metro) spuntano come funghi; su aree dove sorgeva una vecchia abitazione con tanto di terreno a verde circostante, in tempi da record una palazzina con dieci/dodici appartamenti colma quel “vuoto abitativo”, e i novatesi ringraziano per poter vivere più compressi.
Viabilità. Con le numerose nuove abitazioni aumentano le autovetture che circolano in città e nelle fasce orarie di punta alcune strade sono imbottigliate, a causa anche dei molti automobilisti di passaggio, che deviano per Novate per evitare strade più trafficate. La viabilità è nel caos più totale, tra zone residenziali privilegiate e altre completamente dimenticate ed esposte a rischi continui. Il centro cittadino è invivibile per pedoni, ciclisti e automobilisti. I parcheggi sono ormai un optional, merce rara e preziosa. Circolare in bicicletta, specie con bambini al seguito, è un’impresa al limite della pericolosità. Per il verde bisogna accontentarsi delle fioriere e...l’elenco potrebbe continuare.
Aria Nuova per Novate
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Si governa solo
con la partecipazione dei cittadini
Venerdì 11 maggio abbiamo preso parte ad un’assemblea pubblica, organizzata dal Sindaco, presente il capo ufficio tecnico del Comune, per una verifica di metà mandato del suo operato e per ascoltare le esigenze dei cittadini.
La nostra presenza è stata richiesta dal comitato promotore “Stelvio – Tonale – Bollate” che invece voleva discutere contro l’installazione di una antenna radio - base per trasmissioni cellulari ritenuta non idonea in quanto troppo vicina ad un campo giochi e circondata da numerose abitazioni, e di cui ne richiedevano la soppressione in quanto pericolosa per la salute dei cittadini.
Molti interventi hanno inoltre avanzato richieste per la sistemazione di problemi irrisolti riguardante il dissesto e la sicurezza stradale della zona (marciapiedi, cunette, semafori ecc.), oltre a richiedere il motivo per il quale la cittadinanza non viene mai informata su certe scelte.
Alla fine del dibattito, il Sindaco si è impegnato a richiedere ai capigruppo consiliari la convocazione di un Consiglio Comunale aperto per riprendere la discussione con il Comitato, ha preso nota dei problemi relativi alle altre richieste avanzate, ma non ha promesso nulla, per mancanza di fondi, per la soluzione degli altri problemi fatto salvo quelli di via Bollate.
Ma allora noi chiediamo, dove sono finite le risorse, recuperate con la moltitudine degli oneri d’urbanizzazione (società autostrade ed alberghiera, vari cantieri aperti su ogni pezzo d’area libera ecc.) oltre ai 20.000 euro ricevuti in cambio dell’installazione dell’antenna?
Il sig. Sindaco è sempre stato pronto ad esaltare tutte le opere... spesso, aggiungiamo noi, fatte con sperpero di soldi e in alcuni casi non prioritarie.
Vorremmo saper come e dove questi soldi sono stati spesi.
A Novate mancano asili nido ed in moltissime zone... forse mirate, la manutenzione di strade e di marciapiedi, oltre che di verde, in parole povere, non esiste un progetto globale per la viabilità e la vivibilità sociale e di tempo libero per i cittadini.
Probabilmente le scelte politiche di questa amministrazione dimostrano di non prendere in considerazione gli interessi più elementari dei cittadini, nemmeno a fronte di 1400 firme.
Da sempre, Rifondazione sostiene che ogni amministrazione pubblica non può fare a meno di uno strumento fondamentale quale il BILANCIO PARTECIPATO (scelte permanentemente discusse e verificate con i cittadini).
A breve, attraverso un questionario, ci attiveremo per chiedere ai cittadini delle prime risposte sui temi più sentiti invitandoli a fornirci proposte e priorità.
Malgrado vi sia una crisi di credibilità della politica, chiederemo ai cittadini di ritrovare voglia e volontà di partecipazione alle scelte comuni, ed in particolare per il ruolo che deve avere la sinistra.
Non ci possiamo permettere che siano i potenti o gli speculatori, piuttosto che gli individualisti o i neo liberisti a decidere per tutti noi.
Il Comitato Direttivo del Circolo Steve Biko
P.R.C. Novate Milanese
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CIFA: tutto tace?
Rieccoci a parlare di area Cifa. Ormai un “tormentone” per i novatesi, che da anni sentono queste due paroline (il progetto ha transitato in Consiglio comunale già nel 2003) ma, passeggiando nel parco di via Morandi, o sul piazzale della villa Venino, alla voce “area Cifa” vedono solo uno spazio vuoto e qualche bella montagna di terra. L’idea era un’altra.
Era riqualificare uno spazio importante della nostra città, praticamente in centro, e farlo diventare abitazioni per i novatesi (150 alloggi a prezzo calmierato), spazi verdi, box. Ma anche intervenire su un’area fondamentale per il ripensamento viabilistico del vecchio centro. Il tutto, attraverso un’operazione che ha visto l’Amministrazione comunale farsi parte attiva nel lavorare a stretto contatto con le due storiche cooperative edificatrici novatesi. E allora, quello spiazzo vuoto e quelle pigne di terra? Purtroppo, qualcosa non ha funzionato, e non sta funzionando tuttora. Proprio uno degli attori in gioco, ovvero la cooperativa La Benefica, a un certo punto ha cambiato idea. Ha cominciato in un primo momento a temporeggiare, a dilatare i tempi, a porre zeppe all’operazione. Poi ha letteralmente buttato a mare quell’idea, positiva, di dare case ai novatesi, e ha cominciato a considerare che su quella parte di area di sua competenza, acquistata a prezzi vantaggiosi, ci si poteva guadagnare, e parecchio. Rivendendola al miglior offerente facendo cassa invece che case, e peccato se poi le case lì non avranno prezzi “da cooperativa”, ma normali prezzi di mercato. L’Amministrazione comunale ha detto no a questa speculazione, a questa visione distorta della cooperazione, e da lì è iniziata l’impasse. Che ha bloccato un’area, che ha bloccato l’iniziativa dell’altra cooperativa edificatrice in ballo (la Casa Nostra), aprendo un contenzioso dai risvolti imprevedibili, e compromettendo quel rapporto di fiducia che durava da decenni.
Ora, però, la situazione sta diventando davvero paradossale:
nonostante i cambi di Cda de La benefica, nonostante sicuramente la situazione economica generale non stia certo attraversando un bel momento, crediamo che sia tempo di una presa di coscienza decisa. Ci confortano gli interventi, importanti, con cui in Consiglio comunale il capogruppo della Margherita e l’ex candidato sindaco del centro-sinistra hanno biasimato questa situazione. Ci sconforta, invece, l’immobilismo inspiegabile dei vertici di Benefica, e di quella parte di sinistra che di fronte ai “compagni” che evidentemente sbagliano resta indifferente, si chiude, sceglie di non scegliere. Niente appelli, e niente predicozzi, per carità. Speriamo solo che, questa, non sia l’ennesima puntata del solito tormentone....
Uniti per Novate Udc
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