L’era una nott
de L’UFF (LUPI)
Trunava, starlusciava,
‘l pioveva che ‘l signor la mandava
Un tempural de vecch paura
L’era propi un scuanquass,
i brocc di piant se piegaven in tera,
sifulava el vent sota ‘l purtun,
sbateven i gelusii e lusc de la stala,
buiava el can, ‘l gatt el miagulava,
i gain in del pulee
faseven un gran gibilee,
desura del purtun
la Gioo la se diseda, tuta stremida
la ciama ‘l so Gin che ‘l dormiva de sogn dur
stracch d’una giurnada fadigada
“Gin và gio vidè in stala e in del pulee
ghe no la lus, pisa el candilee”
mantel in spala, cappel in coo
dala scala el va giò’
trema la fiama, ghe scarliga un pee
se smorsa la lus del candilee
el tira un quei mocul,
el turna indree
“Gin se te faa.” Gioo tas li cun chel
Temp chi, le mei turnà a durmi!
Le stada una nott tribulada
vers matina la burrasca lè pasada
El Gin e la Gio, cunt i occ luster
d’una nott in bianc
sin mis de bona lena a sistemà
quel che ‘l tempural l’aveva ruinà.
Setember 1989
Achille Giandrini
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La gratitudine dell’amore
In un mondo in cui si crede che tutto è dovuto, si stenta a dire grazie per quanto si riceve.
Ringrazio Dio per il meraviglioso dono che mi ha fatto: diventare mamma di due splendide figlie, che sono lo scopo della mia vita.
Ringrazio la mia mamma che è stata disponibile ad aiutare e disposta ad accettare le sofferenze, ha avuto una forza d’animo e un amore smisurato e incondizionato, ha saputo ascoltare, ha avuto la fermezza di chi corregge, perché ama, ha esercitato la pazienza, ha vissuto con dedizione.
Spesso ho incontrato donne che sentono la loro condizione di mamma come un “peso”, si sottraggono al loro diritto-dovere di madri e quindi “educatrici” portando come giustificazione il lavoro, pur necessario.
Non dimentichiamo che la mamma, assieme al padre, ha un alto e importante compito sociale.
Molte volte il desiderio di amare i propri figli viene ostacolato dalle circostanze, ma non scoraggiamoci, continuiamo con tenacia la missione affidataci.
A volte i figli non sanno amare la propria mamma nel modo che merita, perché chiusi nel loro egoismo e nella quotidianità, immersi in un meccanismo produttivo.
Fermiamoci tutti, giovani e meno giovani a riflettere: qual è la cosa più importante della vita?
Secondo me è sentirsi amati.
Diciamo un GRAZIE a tutte le mamme del mondo.
Caterina
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Commercio Equo e Solidale
Il commercio Equo e Solidale è una forma di scambio alternativo con realtà produttive di paesi del terzo mondo, diversa del mercato tradizionale. Non è caratterizzata allo sfruttamento della manodopera, imposta dalle imprese delle multinazionali. L’economia Equo e Solidale propone un tipo di commercio che considera centrali i bisogni dei produttori, rispettando le esigenze delle comunità, il diritto dei consumatori all’informazione in termini sociali ed economici. Obbiettivi primari: rispetto dei diritti umani, solidarietà, salvaguardia dell’ambiente, trasparenza dell’attività economica.
Cosa garantisce? Un prezzo equo, che consente ai lavoratori un livello di vita dignitosa, un ambiente di lavoro salubre, non esiste la discriminazione sul lavoro, non accetta il ricorso allo sfruttamento del lavoro minorile e sostiene la democrazia nel processo produttivo.
Questo modello di rapporti ha una molteplice funzione anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, privilegiano ed incentivano le lavorazioni non inquinanti, si ricorre spesso all’agricoltura biologica. La solidarietà, con progetti ad elevato impatto sociale di cui beneficiano ad esempio le scuole, gli ospedali, con miglioramento delle condizioni.
Trasparenza: il consumatore è pienamente informato di dove va a finire ogni soldo che compone il prezzo che paga.
Breve storia
Nasce nel Nord Europa negli anni ’60, con le prime organizzazioni commerciali alternative che avevano come obbiettivo la diffusione di una nuova forma di cooperazione basata sull’assistenzialismo, coinvolgendo forze sociali emarginate, individuate nelle piccole cooperative di villaggio. In Italia, il movimento del commercio Equo e Solidale prende l’avvio agli inizi degli anni ’70 ma solo verso la fine degli anni ’80 cresce in modo considerevole. Nelle “botteghe del mondo” è possibile acquistare i prodotti (caffè, cacao, spezie, zucchero, miele, biscotti, frutta secca, riso, legumi, gioielli, tessuti, abbigliamento, borse) del commercio Equo e Solidale. L’Amministrazione Comunale può erogare contributi per l’apertura di nuove botteghe. Il Sindaco potrebbe impegnarsi personalmente, in rapporto ai suoi abitanti, lanciando una campagna, che porta al gemellaggio, al fine di favorire strette relazioni economiche e culturali (dove lavorano i produttori) con l’obbiettivo di individuare punti vendita nella città facilmente visibili.
Il cittadino
Luigi Gusmano
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Perla
Mamma,
parola dolce soave e inimitabile,
Mamma nella gioia
Mamma nell’amore
Mamma nel dolore
Mamma, il tuo dolce viso mi appare
Nel sonno agitato della notte
E solo il tuo dolce sorriso sopisce le
Mie angosce e quando la tua soave e delicata
Mano asciuga le mie lacrime
I miei occhi, stanchi e arrossati dal pianto
Trovano pace in un sonno ristoratore che placa
Il mio dolore
Mamma, perla del mio passato, del mio presente
E del mio futuro
Mamma per sempre
Renata Giandrini
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Celebrazione della prima giornata
nazionale contro tutte le mafie
al centro socioculturale Coop
In occasione della 1ª giornata nazionale antimafia indetta per il 21/3, al centro socioculturale Coop il 9/3 l’ex parlamentare Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all’università e alla ricerca, scrittore e narratore civile, figlio del generale C. Alberto Dalla Chiesa vittima con la moglie E. Setti Carraro il 3/9/82 in Sicilia della criminalità organizzata, ha presentato il suo ultimo libro “Le ribelli”. È il racconto svolto con forte partecipazione umana, passione civile e uno stile eccellente della storia di 5 siciliane imparentate con la mafia, da cui hanno preso con coraggio le distanze, e di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino - ucciso a Palermo il 19/7/92 - impegnata nella sinistra contro la mafia. La serata si è chiusa con un dialogo vivace col pubblico.
Il 30/3 sono intervenuti anche 4 dei “ragazzi di Locri” (termine impreciso coniato dai media): 2 ragazzi e 2 ragazze giovanissimi che, dopo l’uccisione il 16/10/05 del vicepresidente della Calabria F. Fortugno (la cui moglie è stata recentemente minacciata di morte), girano l’Italia per portare una coraggiosa testimonianza. I 4, vicini all’associazione “Libera” fondata da don L. Ciotti, la cui cooperativa costruita sui terreni sequestrati alle cosche è stata devastata il 27/4, hanno disegnato un quadro sociopolitico della Calabria dove spadroneggia la ‘ndrangheta, dell’Italia e di Milano (2ª città mafiosa dopo Palermo) con riferimenti al rapporto criminalità-traffico di droga, un’emergenza in Lombardia. Essi, che rifiutano ogni strumentalizzazione politica, hanno sottolineato l’importanza della Costituzione e hanno interagito col pubblico. Il giorno dopo hanno avuto un incontro con diverse classi del P. Levi di Bollate. Qui col contributo dei docenti hanno dato con parole semplici e chiare senza retorica e coi loro sguardi limpidi un esempio di impegno civile per i giovani dell’Italia, agli ultimi posti per rispetto delle regole, spesso disattese nel nome di una morale opportunistica che, per l’ex giudice Gherardo Colombo, si combatte solo insegnando il valore delle regole stesse. Anche i 4 giovani hanno ribadito il ruolo della scuola nella promozione di una cultura della legalità tra gli adolescenti, a cui pensava un eroe amico e collega di Giovanni Falcone, Borsellino, nell’affermare: “Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.
Rita Blasioli
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Siamo quattro pensionate che da anni frequentano il Centro Polì, prima con i corsi gestiti dal comune e poi, viste le offerte vantaggiose, iscrivendosi privatamente. Nel corso degli anni abbiamo notato, a parte una scarsa pulizia delle palestre e soprattutto delle vasche, un sempre minor interesse nella manutenzione spicciola (moltissimi armadietti che non si chiudono, rubinetti e docce divelte e mai riparate o riparate con molto ritardo). A questo si aggiunge l’innalzamento veramente eccessivo delle tariffe: da meno di 400 euro spesi lo scorso anno a marzo/aprile a 712 euro di quest’anno (890 meno il 20% per gli ultrasessantenni) e ultimo, non certo per importanza, il restringimento della sala corsi in palestra per far posto a nuove “macchine”.
Vorremmo sapere se il Comune è a conoscenza e approva questi cambiamenti o se, come pensiamo e temiamo, non conta niente in sede decisionale tranne che ad arginare, con i nostri soldi, i vari buchi di bilancio. Possibile che i pensionati di Novate non possano divertirsi facendo corsi di ginnastica, nuoto e ginnastica in acqua a prezzi accessibili così come negli anni precedenti? Cordiali saluti
Renata De Vincenti
Graziella Cornelli
Antonia Mastrapasqua
Anna Galimberti
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Biciclette sui marciapiedi
Siamo alle solite: con il ritorno della primavera è ricomparsa, sui marciapiedi di Novate, l’orda barbarica dei ciclisti, che, felici di risolvere il problema dell’inquinamento, scorrazzano a tutta velocità incuranti dei pedoni, delle carrozzine e dei passeggini. Guai a far notare che il marciapiede, come dice il suo nome, è destinato alla “marcia a piedi”: ci si beccano insulti, risate di scherno e quant’altro. Ieri, una gentile signora di mezza età, che sfrecciava sul marciapiede di via Bollate (ormai un vero e proprio velodromo), dopo avermi quasi investito, mi ha gridato di stare attenta a dove vado (!!!).
Delle due l’una: o ci si decide a spartire equamente i marciapiedi tra ciclisti e pedoni, segnando piste ciclabili, o si comincia una buona volta a sanzionare questi comportamenti contrari al codice della strada.
Dobbiamo aspettare, come al solito, che qualcuno si faccia male, perché chi può (E DEVE) agisca a tutela dei diritti dei pedoni?
A. Colombo
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Lettera aperta
Nel numero scorso ho letto l’articolo del Sindaco sulla “bellezza” che abita a Novate. A casa mia la bellezza, da che mondo è mondo, sta negli occhi di chi guarda, ma oggi è in voga il “Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace!”.
I Parchi di Novate sono tanti, alcuni belli se guardi per aria, altri meno quando ti accorgi che era meglio guardare per terra, sono impraticabili per i bambini, vetri, sigarette, rifiuti, escrementi di cane. A casa mia non c’è bellezza se non c’è civiltà! Il Parco delle piscine è un deserto, non c’è un albero che faccia ombra ...che sia una strategia per refrigerarti in piscina?, del resto è tra le più grandi della Lombardia!
Tutta questa bellezza architettonica sinceramente non la vedo. Michelangelo si rivolterebbe nella tomba e non solo lui.
La fontana di Trevi è “bella” non quella di P.zza San Babila a Milano.
Per me la bellezza di Novate stava in piccole cose, nei Murales del sottopassaggio pedonale (ora sostituito dalla piantina del paese... manco fosse l’ingresso di un Centro Commerciale). Amo tutto ciò che è pregno di storia, per me non è bello nascondere una ruga sotto un trucco eccessivo. A una donna di 80 anni non le metti il trucco e la maglietta delle Witch perché i tempi son cambiati, il rispetto e la decenza ce lo impediscono. Il Gesiö e la sua campanella sono un punto storico affascinante... ora dopo che è stato “salvato” grazie al “restauro”, che altro non è che una volgare imbiancatura, oltre alla sua “dignità” storica ha perso anche la campanella (settecentesca?) che ornava la cella campanaria... stranamente scomparsa dopo i lavori!
A Novate ci sono palestre non anfiteatri nei parchi per teatro e cinema all’aperto. A Novate ci sono le Ferrari ma i marciapiedi sono “bombardati”... ma noi abbiamo le gambe non le ruote! L’asfalto di Via Resistenza già ad Aprile cede sotto il sole e i motorini cadono come pere mature. Del resto il tempo è denaro e imbiancare costa meno che ripulire le pietre originarie dei Palazzi Storici... ma che dico Storici, “vecchi”, “degradati”, da sostituire, da sfruttare al meglio! Del resto serve l’apparenza in questa società piaciona e in questo paese di commercianti palestrati costretti a cambiare ogni ora il disco orario!
Miriam Corvi
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Nascoste dalla bellezza
Le “7 bellezze” del nostro Sindaco, alcune visibili oggi, anche se non accessibili, e altre che necessariamente dobbiamo immaginare perché future, contrastano con la bruttezza, richiamata nell’editoriale del n. 2 di Informazioni Municipali, delle stazioni degli autobus.
Questo riferimento alla “stazione” mi ha fatto ricordare quale bruttezza abbiamo dovuto incontrare sulla strada per andare da una parte all’altra della nostra città durante i lavori di lunga e costosa manutenzione del sottopassaggio alla ferrovia. Infatti in quel periodo i cittadini furono invitati ad usufruire del sottopassaggio della stazione ferroviaria e relativi ascensori.
Penso che chiunque abbia utilizzato gli ascensori non solo abbia constatato “quanto sono brutti” ma abbia anche esclamato “quanto fanno schifo”, tanto da proteggersi le dita prima di pigiare i pulsanti delle cabine.
E non solo.
Nel sottopassaggio, scarsamente illuminato, sono ancora lì da vedere i fili elettrici penzolanti qua e là dal soffitto e pareti o arrotolati in qualche modo da tempo, tanto sono neri di polvere, e fors’anche pericolosi: bel biglietto di presentazione della nostra città per un viaggiatore che vi arriva col treno!
Che di qui il nostro Sindaco non sia mai passato?
Cordiali saluti,
Angelo Bernardo Maccalli
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La bellezza
La bellezza evocata nell’editoriale dell’ultimo numero di Informazioni Municipali stride con la realtà di ciò che è sotto gli occhi di tutti gli abitanti di Novate.
Certo si può definire bello un fiore o un’aiuola fiorita, ma se questi sbocciano da erbacce alte e secche, spazzatura varia, escrementi di cani è difficile gustarne a pieno la bellezza.
Ho avuto la fortuna di transitare a Merano durante le vacanze pasquali e ho notato come l’attenzione al cittadino, al turista, alla “persona” si manifesta veramente a pieno con la pulizia, la cura del verde e dei fiori che non mancano mai, di strade e marciapiedi puliti e senza buche, dei servizi alla persona, di tutto ciò che è visibile e non.
Quanta tristezza rientrare a Novate ed essere accolto dai prati incolti, erba alta e secca, alberi non potati, rami spezzati che penzolano sulla testa di chi transita nei giardini comunali.
Tra tutto ciò spiccano discutibili strutture che fanno pensare alle novità per abbellire Novate, poi i risultati sono da discutere: cemento, cemento e ancora cemento.
Come sarebbe rilassante passeggiare tra il verde e i fiori, basterebbe un taglio più ravvicinato dell’erba, togliere le erbacce infestanti, annaffiare quando non piove, invece di lasciare che le fontanelle scarichino acqua all’esterno creando pozzanghere che diventano laghi in occasione delle rare piogge non permettendo di raggiungere agevolmente gli edifici scolastici.
Guardiamoci in giro e riflettiamo: il bello a Novate manca davvero!
Roberto Bergamini
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Adesso basta “al parco degradato”
Egregio Signor Sindaco,
Non siamo le solite mammine che con la primavera si svegliano ed intasano le Vs. caselle postali, con le solite storie, siamo molto deluse e preoccupate, frequentiamo abitualmente il parco di Novate Milanese “Carlo Ghezzi”, e pensiamo sia ora di finirla e di provvedere seriamente con giuste precauzioni riguardo la nostra sicurezza. Le riportiamo come esempio uno dei tanti episodi: ieri 13 marzo 2007 intorno alle ore 17,30, nel culmine della presenza di bambini e mamme, uno dei tanti motociclisti ha attraversato il parco non curandosi minimamente sia del divieto che della pericolosità del suo gesto, ha sì evitato molti, ma uno di loro è stato quasi investito, rischiando come ben può immaginare un vero e proprio dramma, costringendoci ovviamente a ritenervi corresponsabili.
Il tutto è stato riferito ad un vigile che intorno alle ore 18,00 circa si trovava ad attraversare il parco con la relativa auto d’ordinanza. Crediamo sia giusto ed onesto nei confronti dei cittadini, tutti, che il Nostro Comune, nella persona del Nostro Sindaco, prenda seriamente in considerazione provvedimenti perché questo parco diventi un parco vivibile e SICURO.
Esigenze urgenti
Questo parco è seriamente degradato, ovunque ci si giri si trovano escrementi, vetri, rami ed alberi rotti, poche panchine e decisamente mal distribuite per non parlare della cattiva illuminazione, i giochi sono insufficienti, maltenuti ed obsoleti. Ci domandiamo il perché non venga tutto studiato e rifatto, dato che nulla di quel che c’è può essere considerato parco. Che funzione ha ad esempio, la montagnetta al centro del parco, se non di aggregazione notturna di ragazzi che bevono ed etc.? non potrebbe essere tolta e diventare uno spazio cintato per bambini piccoli che possono giocare con decisamente meno pericoli? Concludiamo questa parte sottolineando che nella sua fantastica cittadina, ci sono persone per le quali il parco è l’unico spazio di vacanza.
Proposta
È ora che il parco venga preso in considerazione sui vostri tavoli.
Proponiamo che vengano raccolte idee, progetti, esigenze e necessità e desideri dei novatesi tutti dai quali prendere spunto per riprogettare totalmente il cuore del paese “il Nostro parco”...
Concludiamo questa lettera attendendo da parte Sua una risposta e ci auguriamo concreta, restiamo a sua disposizione per qualsiasi confronto sul da farsi.
Firmato le Mamme di Novate
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I care...
Leggendo l’ultimo numero di Informazioni Municipali ho colto con piacere il richiamo alla BELLEZZA e questo mi ha portato ad alcune considerazioni che desidero esporre. Penso che il Bello (“ciò che per aspetto esteriore o per qualità intrinseche provoca impressioni gradevoli”) piaccia a tutti. Mi pare che negli ultimi tempi Novate sia stata oggetto di attenzioni particolari che l’hanno resa un po’ meno uniforme e un po’ più colorata, un po’ più sicura e soprattutto più attenta a conservare ed a valorizzare quel poco che è rimasto del passato, un passato che è necessario conoscere per poter comprendere il presente. È comunque indispensabile avere la consapevolezza che tutto può diventare più bello se ognuno contribuisce, con poca fatica, a ridisegnare la vivibilità in un piccolo contesto sociale in cui siano ben chiari i diritti ed i doveri e le competenze:
- da parte dell’Amministrazione Comunale maggior attenzione alla manutenzione del verde: le società appaltatrici eseguono il loro incarico? - qualcuno controlla? - perché dopo ogni taglio d’erba o meglio dopo ogni deforestazione rimangono sempre sul terreno i resti tipici di un sottobosco degradato?
- da parte dei cosiddetti Writers i quali possono proporre dei “murales” che siano veramente manifestazioni artistiche e non esternazioni gratuite di conflitti personali.
- da parte dei fumatori che si sono trasformati nei peggiori utilizzatori dei marciapiede e degli incolpevoli vasi di fiori, scambiati per depositi di mozziconi.
- da parte dei gestori dei bar ed affini che sembrano non accorgersi della sporcizia che si accumula negli spazi di loro competenza o, peggio ancora, pensano che la pulizia sia esclusivo dovere della collettività; questi commercianti potrebbero sponsorizzare la manutenzione di un’area verde, magari limitrofa al loro esercizio commerciale.
- da parte di ogni cittadino che desidera vivere in un contesto decoroso e ordinato; tutti sappiamo per esperienza che un ambiente pulito crea un’abitudine al mantenimento ordinato, invece, può creare una perplessità in chi abbandona rifiuti (anche canini) specie sui luoghi di passaggio.
Io sono ottimista, fino a prova contraria, e quindi sono convinto che l’impegno minimo di ognuno possa contribuire a rendere Novate sempre più bella e ciò perché (tanto per finire con un’espressione usata e forse abusata)... I care my home, I care my town.
G.B. Calvi
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A proposito di bellezza...
Su Informazioni Municipali n. 2 di aprile, leggo l’editoriale del sindaco “La bellezza abita a Novate” e sono d’accordo su quasi tutto, perché Novate è cambiata moltissimo con le ultime amministrazioni. Nonostante ciò, ci sono ancora persone che vorrebbero la nostra cittadina con il carretto e il mulo (persone cieche, sorde ma non mute ci saranno sempre...). La cosa, invece, che non condivido sono i cosiddetti “graffitari”: con queste persone io sarei drastico, farei pagare in ogni modo l’imbrattamento dei muri, anche con le maniere forti. Detto questo, vorrei suggerire alcune cose con le quali, con una delibera comunale, si potrebbe migliorare la bellezza di Novate: 1) proibire su tutto il territorio il parcheggio di camper, camion, pullman ecc. Questi mezzi, a volte, sostano per mesi e occupano il normale parcheggio delle auto, tipo la via Campo dei Fiori. 2) Proibire tutti quei cartelli VENDESI/AFFITTASI appesi su tutte le recinzioni, specialmente in prossimità delle scuole e alla stazione. 3) Allestire un porta-bici alla stazione Nord, evitando così di vedere biciclette legate a pali o qualche pianta.
Ecco, mettendo in ordine questi 3 punti si potrà dire che a Novate abita la bellezza e l’ordine.
Discorso diverso: sono comparsi, in alcuni tratti, sull’asfalto i segnali di limite di velocità di 30 km orari. Io cerco di rispettarli (e ricevo parolacce da chi segue...) ma quando affronto il sottopasso con la mia Fiat 600, pur frenando raggiungo i 40 km orari. Mi chiedo: ma quest’idea è venuta ad un’ex autista di carri funebri? Solo loro vanno così piano!
Mario Zarantoniello
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Un suggerimento cortese
per la farmacia comunale
di via Matteotti
Voglio cogliere l’opportunità dell’uscita del nuovo numero di Informazioni Municipali per lanciare un suggerimento all’Amministrazione Comunale. Da molti anni, in caso di bisogno, mi rivolgo alla farmacia comunale in quanto apprezzo il servizio offerto e la competenza del personale, caratteristiche che per i cittadini e per un esercizio di questa natura fanno la differenza. L’apprezzamento della farmacia comunale, mi riferisco in particolar modo a quella di via Matteotti, causa spesso il formarsi di code che, a volte, possono durare svariati minuti, attesa che può risultare un disagio soprattutto nei confronti degli anziani e delle donne in stato di gravidanza. Colgo l’occasione del periodico comunale per suggerire un’idea che è già praticata in alcune analoghe realtà private: dotare la farmacia di alcune sedie che possono rendere meno disagevole il tempo di attesa per le persone appartenenti alle categorie a cui facevo riferimento poc’anzi. Sarebbe un gesto semplice e cortese che dimostrerebbe particolare attenzione per una fascia di cittadini abituali clienti della farmacia, iniziativa che contribuirebbe senz’altro ad aumentare la stima verso una realtà che costituisce senza ombra di dubbio un punto di eccellenza sul territorio. Attraverso questo semplice gesto si potrebbe rivolgere ulteriore attenzione verso la clientela, rafforzando il senso di cura rivolto nei suoi confronti.
Bianca Rasini
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“SC Andaloser cercano casa”
Sarà capitato a qualcuno di voi di passare per il parco del Polì e domandarsi cosa ci facciano lì delle ragazze in pantaloncini che sgambettano con una palla arancione tra i piedi; ecco qui la nostra storia...
Siamo un gruppo di amiche che in un momento di ottimismo ha deciso di formare una squadra di calcetto femminile. Perché parliamo di ottimismo? Perché ormai sono otto mesi che il nostro “luogo” di allenamento è rimasto il triangolo di cemento del parco del Polì, nonostante la nostra continua e disperata ricerca di un campo.
Immaginate già quanto sia difficile e innaturale per delle ragazze imparare a giocare a calcetto: scatti, stop, passaggi, tiri; cose dell’altro mondo per noi abituate ad un altro sport... lo shopping.
Pensate, ora, quanto sia più complicato farlo su uno spazio ridotto e di cemento!
Ma nonostante pioggia, freddo e unghie rotte non abbiamo abbandonato la nostra “missione” e adesso abbiamo un piccolo sogno: poterci allenare in un campo da calcetto. Non pretendiamo soldi, né sponsorizzazioni, ma cerchiamo solo “casa”: il nostro scopo è solo divertirci... e il nome della squadra la dice lunga!
Speriamo che qualcuno legga il nostro appello.
Per concludere, vorremmo ringraziare mister Fiorenzoni, mister Quarato e mister Savino per aver accettato questa sfida impossibile, i nostri supporters, che ci seguono sempre nonostante l’“originale” spettacolo offerto, e tutti gli spettatori involontari che assistono all’allenamento “scandaloser” dai tapis roulant del Polì.
scandaloser@gmail.com
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“Chi vuol esser lieto, sia...”
Viene maggio vestito di raso,
danzando una lieta canzone
di glicini e gigli,
zirlare di merli,
scrosciar
d’acquazzoni.
Il prato inonda di
maggengo,
nell’aria scioglie
un sorriso radioso,
a sera accende
lampioni di rose a gareggiare
con l’incanto di luna.
Sussurra: vivi,
è una festa la vita
di profumi e colori!
L’animo s’affida
alla lusinga suadente
e vola, rincorre la vita
per sognanti sentieri.
Cerca nuvole e stelle,
cerca sponde fiorite,
mormorar di ruscelli.
Ebbro s’immerge
In stupenda sinfonia.
Poi tutto tace
E maggio...
maggio è volato via.
Silvana Botta
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