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Ci scrivono

Ancora mi parlano
Addizionale IRPEF
Lettera firmata
Non chiamiamola storia di Novate
Passeggiando per Novate
I "Giovannin Bassotti" in biblioteca
"Fiera autocaravan e nautica"
Ma via polveriera è Novate Milanese?
Il riconoscimento a tutti i caduti
L'ultimo saluto a Chaira Lubich
Bello e... possibile!
Essere madre
Angelo Testori era così. Era così con tutti
L'estate...era una lucciola
Quesito all'Assessore Viabilità e Traffico
Parco di via Baranzate
Ancora in tempo per ricominciare
Alla mia bambina
Ricordo di Ester Nobili
Viabilità Via Morandi
Attendendo una risposta
www.fabio.it
Il pensiero
Non più PVC a Novate Milanese

Ancora mi parlano
Ancora mi parlano
i silenzi del passato
ed il rituale del tempo
ormai trascorso.
Ricordo il canto un po’ incerto
di mia madre
ed il passo pesante
di mio padre
avvicinarsi lento sulle scale.
Affannato si faceva il respiro,
e corto, mentre aspettavo
lo srotolarsi di una sera
uguale ad altre cento.
Alla finestra io guardavo
le stelle che disegnavano
profumi di infanzia
e merletti di velo da sposa
sulle mie labbra di bimba
un poco sola.
Poi all’improvviso piangevo
e nulla poteva consolarmi.
Ma dentro coltivavo
foreste di parole.
Qui mi hanno portata,
lontano, in questa mia età
dove il sole fiorisce
in rose rosse
e la notte si invola
come un uccello azzurro.

Lucia Ferrante

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Addizionale IRPEF
Ho letto con interesse l’articolo di fondo a firma del Sindaco. Sono rimasto sorpreso dall’affermazione che aveva ridotto dell’uno percento (1%) l’addizionale comunale dell’IRPEF siccome ero rimasto che questa fosse lo 0.4% e quindi una riduzione di un punto percentuale mi suonava male. Ho cominciato a fare le verifiche del caso naturalmente sul mio imponibile che essendo pensionato INPS varia di poco.
E così scopro che nel 2006 ho pagato e 269, nel 2007 e 393. Nel 2008 dovrebbe essere rimasto invariato perché l’acconto (30%) che mi addebiterà l’INPS sarà di e 118. Ne consegue che l’addizionale Comunale è AUMENTATA del 44% circa. Cosa vuol dire diminuire di un punto percentuale quando questa è già inferiore all’1%?
Visto che nel 2008 pagherò (almeno a vedere dall’acconto) lo stesso del 2007 da quando sarà efficace la riduzione annunciata dal Sindaco? Cordialità
G. De Micheli

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Lettera Firmata

Mi è capitato di assistere, verso le 6.30 del mattino, alla pulizia delle strade, che consiste nel soffiare un forte getto d’aria dal bordo della strada e dal marciapiedi per buttare pezzetti di carta e altro sporco in mezzo alla strada, passando sotto le macchine in sosta. Tali pezzetti vengono raccolti da 4 spazzole rotanti, poste alla base di un camion, e contemporaneamente vengono spruzzate con un po’ d’acqua per eliminare la polvere che dette spazzole solleverebbero.
Però il getto d’aria che viene effettuato per buttare lo sporco in mezzo alla strada solleva un polverone tale che si alza fino ad arrivare oltre il 7° piano delle case. E i tecnici stanno studiando come eliminare il PM10 dalle nostre città. Chissà se studiano anche chi e come si forma il PM10, oltre a dare la colpa al traffico e al riscaldamento. Qualche tempo fa, da un mio vecchio testo delle scuole medie dal titolo “10 regole per la salute” leggevo al punto 6 “Il terreno e la polvere contengono il maggior numero di microbi. La polvere contamina l’aria e perciò esigi che i pavimenti siano innaffiati prima di spazzarli, o puliti con panni bagnati”.
C’è proprio da chiederci: “Ma da chi siamo governati!?”.

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Non chiamiamola storia di Novate
Dopo l’inaugurazione della sala della biblioteca comunale di Novate dedicata allo studioso Lorenzo Caratti di Valfrei, vorrei proporre alcune brevi riflessioni.
In primo luogo, tengo a precisare di non avere l’intenzione di sminuire il lavoro svolto dall’autore; si tratta di una serissima raccolta di testimonianze documentali originali. Non di una raccolta pura e semplice però, in quanto vi compaiono considerazioni, collegamenti personali, anche se molto prudenti. Tuttavia, per l’opera, Storia di Novate Milanese 877-1877, non pare appropriata la definizione di storia. Semmai si potrebbe parlare di Cronaca come le “Croniche” medievali, di cui conserva una certa farraginosità. Anche il termine “di Novate Milanese “ sembrerebbe inappropriato, in realtà per gran parte del periodo considerato, Novate non è che un fondo (agricolo, nella fattispecie) non un soggetto, una entità politica. L’autore seguendo un asettico ordine cronologico si sofferma soprattutto sulle vicende di alcune nobili famiglie e su quelle della Chiesa. Egli, nell’ottica di un positivismo abbastanza acritico, “va dove lo porta il documento”. Non sfugge tuttavia, anzi rende esplicita la motivazione che lo ha spinto a scrivere: la sorpresa di trovare, nella Chiesa parrocchiale, un quadro di Camillo Procaccini, pittore della Controriforma, La natività della Vergine, datato 1618. Di qui l’interesse verso i probabili committenti, la Confraternita della Natività della Vergine, come emblema di quello che sarà il filone trionfante dello spirito religioso dell’epoca, incarnazione della tradizione cattolica anche novatese. Una vera storia dovrebbe integrare fonti scritte e altri tipi di fonti pena l’occuparsi della solita comunella di notai, ricchi, istituzioni ecclesiastiche, di fare insomma una storia parziale. Occorrerebbe un’analisi delle condizioni di vita dei contadini, l’esame e l’interpretazione dei reperti della cosiddetta cultura materiale. La raccolta delle testimonianze della vita nelle corti contadine è stata perlomeno in parte effettuata e risulta custodita presso l’Archivio sonoro della biblioteca comunale; in parte le testimonianze sono state pubblicate, molto meritoriamente, sul giornalino Alla luce del Sole negli anni passati. Il tutto andrebbe raccolto, valorizzato, fatto conoscere con molto più impegno da parte dell’Amministrazione.
Alberto Accorsi

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Passeggiando per Novate
Una bellissima iniziativa, quella del 20 aprile scorso, che ha permesso di conoscere e scoprire opere e particolari storici anche meno noti della nostra Novate.
Il tour per le vie cittadine, l’apertura straordinaria di Villa Venino, i giovani volontari che hanno fatto da guide con passione e serietà, hanno contribuito a creare a Novate un clima di grande evento culturale. Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di tutto questo. Un particolare plauso anche per la guida “Passeggiando per Novate” che in un formato semplice e di facile lettura offre un quadro completo delle ricchezze culturali e storiche della nostra cittadina.
Mi permetto infine di complimentarmi con l’Amministrazione Comunale per aver evitato di fare di questo volumetto l’ennesimo strumento di propaganda e di elogio di questa o quella giunta.
Tutti i novatesi potranno così conservare questo libretto con la giusta dose di orgoglio campanilistico.
Anna Maria

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I “Giovannin Bassotti” in biblioteca
Siamo i mitici “Bassotti” del Nido Giovanni XXIII e attraverso questo giornale volevamo ringraziare Paola, Mariangela e Loredana per averci accolto in biblioteca con un sorriso e tanto entusiasmo, permettendoci così di vivere un’esperienza da grandi. Con loro, divisi in due gruppi, abbiamo ascoltato una storia, colorato gli animali protagonisti del racconto e costruito un fantastico libro che custodiamo gelosamente nella nostra classe. Ci auguriamo che questa fantastica esperienza si possa ripetere anche negli anni futuri. Ancora grazie, i bambini e le educatrici della sezione dei “Bassotti”.
(Antonella, Claudia, Valeria)

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“Fiera autocaravan e nautica”
Domenica 6 aprile scorso, in piazza della Chiesa, si è svolta una esposizione di motoscafi, gommoni, moto d’acqua e alcuni camper, patrocinata dal Comune in collaborazione con l’Unione Commercianti. Ho ritenuto fuori luogo tale manifestazione, considerando che la nostra Città è ubicata lontano da specchi di acqua, che siano laghi o mari. Suggerisco anche che per evitare la chiusura di Via Matteotti e Via Repubblica, si poteva organizzare la stessa esposizione nell’area mercato dove il Comune anni fa ha creato spazi utili per ospitare questi tipi di eventi, anche per valorizzare la periferia e non solo il Centro di Novate.
La mostra avrebbe avuto, comunque, diversi visitatori interessati considerando la maggior possibilità di parcheggio e di divertimento per i bambini che avrebbero avuto più libertà di movimento con la nave gonfiabile.
Nella stessa giornata un’altra manifestazione ha avuto luogo a Novate, ma è stata relegata sul fondo di Via Repubblica: una bellissima e vasta esposizione di piante e fiori del Vivaio Saldini che avrebbe potuto rallegrare e vivacizzare Piazza della Chiesa, senza compromettere partecipazione e visitatori all’altra manifestazione rivale.
Giuseppe Garlati

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Ma via polveriera
è Novate Milanese?

Sono un cittadino che si è trasferito a Novate, ho acquistato casa nella zona di via Donizetti e non posso che scrivere la mia delusione per le condizioni in cui versa la zona di Novate Milanese in cui vivo.
Leggendo sempre le pubblicazioni del giornale, non si vede altro che comunicazioni di lavori, sistemazioni strade, nuove strutture per il centro... tutto delimitato e esclusivamente per il centro... ma è possibile ricordarci che anche in via Polveriera e via Donizetti vivono cittadini novatesi?
Ora arriva la stagione calda, le strade di Novate si riempiono di strade verdi e rondò fioriti... fino al Polì... perché a quanto pare dal ponticello in poi non ce ne importa più di Novate, a cominciare dal vedere che una bella pista ciclabile si interrompe non appena entra in via Polveriera: forse per non disturbare automobilisti e motociclisti che ogni giorno danno libero sfogo ai cavalli dei loro mezzi dando vita a veri e proprio gran premi utilizzando la via in tutta la sua lunghezza come un vero e proprio circuito di formula 1, non curanti ovviamente del semaforo che prendono rosso come se non esistesse! Forse bisogna aspettare che qualcuno si faccia male per mettere qualcosa che faccia rallentare in via Polveriera?
Alessandro

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Il riconoscimento a tutti i caduti
Caro presidente,
Come ogni anno partecipo alla commemorazione del 25 Aprile e mi unisco al corteo che attraversa la nostra città, offrendo così il dovuto riconoscimento ai caduti che hanno contribuito con il loro sacrificio alla liberazione del nostro paese. Il corteo si è fermato in piazza Pertini dove il Sindaco e i rappresentanti delle associazioni partigiane hanno fatto i loro toccanti discorsi: “non facciamo l’errore di dimenticarci di tutti coloro che hanno dato la propria vita per gli altri in maniera spontanea e senza costrizione alcuna, donandola così generosamente a tutti noi” questo è uno dei chiari messaggi che gli oratori hanno voluto trasmettere. Il corteo ha poi ripreso il suo cammino verso il cimitero per rendere omaggio al monumento ai caduti. Una bella giornata ma purtroppo però poi è successo qualcosa. Il corteo ha imboccato la Via Rimembranze e si è trovato proprio a sfilare a fianco del monumento eretto a tutti i volontari, posto nel parco adiacente al parcheggio, passandoci quindi accanto senza che nessuno notasse la presenza. Solo i presidenti delle due associazioni di volontari di donatori di sangue presenti (AVIS e FIDAS) si sono frettolosamente staccati dal gruppo per raggiungerlo, ma tutto questo nella totale indifferenza di tutti. Ma come, poco prima sento proferire parole di doveroso riconoscimento verso coloro che si sono sacrificati e hanno offerto la loro vita per perseguire un ideale supremo, e poi subito dopo, non vedo nessuno rendere omaggio a chi ogni giorno dona qualcosa di se stesso. Cosa dovrebbe dire di fronte a ciò un donatore di sangue, di organi o di midollo spinale, o magari il volontario di un’associazione che assiste i malati terminali o opera sulle ambulanze?
Credo che sia sempre ed in ogni occasione, doveroso rendere onore a tutti quei volontari che giorno per giorno lavorano gratuitamente per tutti noi, che aiutano questo miserabile mondo a essere un po’ più bello. Spero davvero che l’anno prossimo il corteo quando passerà in prossimità di quel monumento si fermi, e che ognuno di tutti coloro che lo compongono riflettano bene su quel pezzo di marmo che a vederlo così potrà sembrare fredda pietra, ma che se si prova a toccarlo ci si accorgerà quanto in realtà bruci, proprio come la fiamma di quell’amore universale che arde nei cuori di tutti quei silenziosi volontari a cui bisogna dare la dovuta importanza e dignità.
Grazie per la sua attenzione.
Un cittadino novatese

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L’ultimo saluto a Chiara Lubich

Grande folla al funerale, in diretta TV il 17/3, di C Lubich fondatrice del movimento dei Focolarini: esistono diversi centri, persino nelle isole Futuna nel Pacifico Erano presenti con numerosi fedeli e amici (la “famiglia di C”) i rappresentanti delle grandi religioni che di solito si riuniscono in ottobre ad Assisi dal 1986 Emblematica la scena del monaco buddista genuflesso davanti al feretro su cui spiccavano 3 stupende rose rosse care a questa “rivoluzionaria” che nello spirito del Concilio Vaticano II ha saputo parlare al cuore di buddisti e musulmani La storia di questa piccola grande donna col nome della celebre discepola di S Francesco fondatrice delle Clarisse è speciale: nel ‘43 giovanissima si fa suora laica e offre a Dio 3 simboliche rose rosse. C incontra protestanti ebrei buddisti islamici dando un esempio tangibile di ecumenismo e di dialogo interreligioso e interculturale e, nell’era della “comunicazione globale” ma anche del vuoto di valori e della solitudine, un coraggioso messaggio profetico di pace Il fondatore della comunità di Sant’Egidio, che ad aprile ha celebrato il 40mo della fondazione e che sostenuto dall’Istituto buddista Soka Gakkai ha promosso anni fa una riuscita campagna per una moratoria della pena capitale, era in costante contatto con C nella cui comunità operano dei buddisti per il progetto del mondo unito. C ricordata il 1°/5 a Loppiano da 4000 Focolari lascia una testimonianza di amore e di gioia, umile membro della Chiesa Spirituale Universale che trascende gli integralismi e le barriere ideologiche e abbraccia tutti i ricercatori della Verità. A Novate esistono sia dei Focolari sia dei buddisti dell’ONG Soka Gakkai il cui leader Daisaku Ikeda autore di molti interessantissimi libri ha ricevuto il premio per la pace dall’Onu e numerosi riconoscimenti e lauree ad honorem nel mondo per l’impegno per i diritti umani Penso che i novatesi delle 2 religioni quella dell’amore e quella della tolleranza e della compassione incontrandosi potrebbero scoprire i punti di contatto tra cristianesimo esoterico e buddismo - entrambi basati sulla “regola aurea”:” Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” e sulle dottrine del karma e della reincarnazione - e magari collaborare nel sociale La cantante novatese Isabella Biffi buddista da anni fa volontariato nelle carceri e affianca don Mazzi nella prevenzione delle droghe
Rita Blasioli

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Bello e... possibile!
“Una scuola per crescere”, questo il titolo dell’ambizioso progetto educativo che ci venne illustrato tre anni fa al momento dell’ingresso dei nostri figli alla Scuola Statale dell’Infanzia Salgari dell’Istituto comprensivo di Via Baranzate. Quelle belle parole non sono rimaste sulla carta ma sono diventate realtà grazie al lavoro e alla professionalità dell’intero staff del nostro Istituto, dalla Dirigente, al Corpo insegnanti al Personale ATA. I nostri bambini di cinque anni, i pinguini, classe uscente, sono davvero cresciuti da quel giorno di tre anni fa quando, con un po’ di apprensione e la fatica che richiedeva il loro inserimento, li affidavamo alla scuola dell’Infanzia. Oggi i “pulcini” di allora sono diventati bambini autonomi, creativi, critici e curiosi verso realtà che li circonda, accoglienti e solidali con tutti, aperti al mondo e pronti a compiere il salto che li porterà alla Scuola Primaria, una nuova importante tappa del loro percorso scolastico! Perciò noi genitori desideriamo manifestare da queste pagine che entrano in tutte le famiglie della nostra città, la soddisfazione per una Scuola pubblica, multi culturale, accessibile a tutti che si è dimostrata altamente competente e qualificata, superando di gran lunga le nostre aspettative. Ma più di tutto siamo grati alle maestre Anna, Isabella e Francesca, che insieme a Maria Grazia e Laura, con grande passione e professionalità hanno saputo trasmettere ai nostri figli, non solo capacità e competenze ma anche valori fondamentali quali la condivisione, il rispetto per gli altri e l’ambiente, la collaborazione, l’integrazione, la ricchezza della pluralità etnica e culturale. Il clima di armonia ed il prezioso lavoro d’équipe tra tutti i docenti delle tre classi e di tutto il personale scolastico, poi, si è dimostrato fondamentale per creare un ambiente scolastico sereno e accogliente anche verso noi genitori. Dunque un grazie di cuore a tutti e... continuate così!
I genitori dei Pinguini

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Essere madre
Essere madre è un grande dono
Questo dono ora è dentro di me che
Cresce piano piano
Socchiudo gli occhi e il mio pensiero vola
Leggero come petali al vento e comincio
A sognare:
Sogno il tuo viso e il tuo sorriso,
sento il delicato profumo della tua candida emorbida pelle
Vedo la tua piccola e assetata bocca cercare
I miei seni e sento il brivido che mi attraverserà
Quando per la prima volta mi chiamerai “mamma”
Poi, un dolce bacio e una lieve carezza fanno
Aprire i miei occhi e davanti al mio viso, ormai
Solcato dal tempo e incorniciato da argentati capelli,
Appare un giovane uomo
Una lacrima scende a bagnare le mie guance
E, accarezzandomi il ventre, sento ancora il suo
Piccolo cuore battere dentro di me, come se il tempo
Si fosse fermato
Essere madre, un’emozione senza fine

Renata Giandrini
11.05.2008

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A venticinque anni
dalla sua scomparsa

Angelo Testori era così. Era così con tutti
Quello che di importante egli ha realizzato, nella sua laboriosa vita col suo incessante impegno sociale, lo ha fatto giungendo perfino a sacrificare gli affetti familiari. Elencare tutte le sue opere è un’impresa non facile visto che Angelo Testori ha profuso altrettanto impegno nel tentativo di nascondere quanto di bene faceva, celandosi spesso dietro sacerdoti, amici e collaboratori.

La sola idea di commemorare il 25mo della scomparsa dell’ing. Angelo Testori mi fa tremare i polsi, soprattutto perché so quanto sia stato impareggiabile, in questo compito, il suo fraterno amico Carlo Demetrio Faroldi che lo ha ricordato, con affetto, per tutti gli anni che gli è sopravissuto. Io sono semplicemente figlio di un suo operaio e nulla più.
Di lui ne parlava mio padre quando rincasando menzionava, a suo riguardo, piccole e quotidiane vicende che avvenivano sul luogo di lavoro. E dal modo di parlare di mio padre coglievo sempre la sua presenza non come quella di un “padrone” ma come quella di un capo-reparto esperto, come quella di un fratello maggiore col quale a volte avere anche delle divergenza.
Come quella volta che colsi in mio padre un rammarico per essere stato trattato bruscamente dall’ing. Angelo.
Ma non potrò mai dimenticare lo stupore di mio padre quando, il giorno successivo tornando dal lavoro, raccontò come l’ing. Angelo lo avesse avvicinato con amicizia e gli avesse chiesto scusa per quel suo comportamento del giorno precedente.
Angelo Testori era così. Era così con tutti e, in questo episodio, molti di coloro che hanno lavorato con lui potranno rivedere l’Angelo che hanno conosciuto.
Dietro quel personaggio dal volto buono, schivo e che talvolta poteva apparire perfino un po’ impacciato, emerge la figura di un gigante della carità cristiana, avulso dalla ben che minima timidezza ed incapace di scindere la sua laicità dalla sua fede quando si trattava di fare del bene per il prossimo.
Per questo sarei tentato di elencare quello che di importante egli ha realizzato nella sua laboriosa vita, giungendo perfino a sacrificare i suoi affetti familiari a causa del suo incessante impegno sociale.
Un’impresa non facile visto che Angelo Testori ha profuso non poco impegno anche nel tentativo di nascondere quanto di bene faceva, celandosi spesso dietro a sacerdoti, amici e collaboratori.
Oggi la portineria della SAFT conserva ancora la medesima foggia di allora quando ragazzino, verso l’imbrunire delle calde sere d’estate, mi recavo presso la portineria dello stabilimento per portare la “schiscetta” con la cena a mio papà Mario che faceva la guardia notturna. E passando in macchina, per Largo Angelo Testori, rallento un poco e dietro a quei vetri vedo ancora l’ingegner Angelo che uscendo dalla portineria scambia una parola amichevole ed un sorriso col signor Mario.
Nazzareno Pampado

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L’estate.... Era una lucciola
Era, l’estate,
un grembiulino di costella,
stampato come un prato fiorito;
i piedi nudi
sopra l’erba fresca,
gli zoccoli
sulle stoppie del grano.
Era l’eco di un canto
da un campo lontano,
una corsa nel vento,
e, a sera, presso la gronda,
il garrire di rondini
che zittiva pian piano.
Era agreste profumo,
tumulto di roggia:
nell’ardore del sole
invitante richiamo.
L’estate... era una lucciola
che, lieve, fioriva nel buio,
un barlume di stella,
un palpito di cielo.
Sognante si stendeva la notte
sulle strade silenziose;
negli orti splendevano le rose
baciate dalla luna.
Sì, ... l’estate era una lucciola:
danzava presso il fosso
ed ora, soltanto nel mio cuore.

Silvana Botta

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Quesito all’Assessore
Viabilità e Traffico

Sono residente in via B. Buozzi. All’ingresso della stessa si trova un cartello che specifica di divieto di accesso dalla ore 7.00 alle ore 9.00 esclusi residenti.
Per residenti si intendono residenti nella via? Perché se così fosse e mi sembra che la legislazione parla chiaro di cosa si intenda con un cartello messo in tal modo, non mi spiego la mole di traffico che passa la mattino proprio nella suddetta ora. Se invece si intende residenti in Novate allora in quest’ultimo caso sarei autorizzata al transito in qualsiasi altra via del paese con segnaletica analoga.
In attesa di risposta si inviano distinti saluti.
Elisabetta Gritti

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Parco di via Baranzate
Gentile redazione,
chi vi scrive è un gruppo di cittadini novatesi, frequentatore abituale del parco pubblico di via Baranzate che, dopo lunghi lavori di riqualificazione, è stato finalmente riaperto al pubblico durante lo scorso mese di aprile.
Oltre ad innegabili aspetti positivi (come ad esempio l’area giochi protetta ed attrezzata per i bambini), segnaliamo però una mancanza, che pensiamo sia di facile soluzione da parte dell’amministrazione comunale: abbiamo verificato come le (poche rispetto al passato) panchine, siano state posizionate in zone assolate, che ne rendono impossibile la fruizione nelle ore più calde della giornata; ed in prospettiva della stagione estiva, le persone (soprattutto gli anziani) non potranno usufruire del parco, se non limitatamente alla mattina. Già alcune signore si sono “attrezzate”, portandosi un ombrello da casa, ma pensiamo che non sia questo il sistema ottimale l’utilizzo del parco pubblico. Quel che chiediamo, è che vengano inserite nel parco altre panchine in zone d’ombra, atte anche a riportare il numero dei “posti a sedere” al livello precedente i lavori. Pensiamo che si tratti di un intervento fattibile in tempi stretti e con spesa contenuta. Contiamo su un interessamento da parte dell’assessore competente, dal quale aspettiamo una risposta tramite le pagine della vostra rivista.
Un cordiale saluto.
Seguono 10 firme

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Ancora in tempo per ricominciare
Siamo ancora in tempo per ricominciare a ridere, siamo ancora in tempo per scrollarci tutto e vivere, maledette le ambizioni quando non si concretizzano ma, tra prendere o lasciare non si deve mai aspettare, siamo fatti per sbagliare e per poi tornare indietro e desiderare sempre quello che sta dietro il vetro, non smetterò mai di credere nei sogni provo a immaginare, perché immaginare è come vivere ma non è facile perché tu sei vera e l’immaginazione a volte va da se. Sai non posso fare a meno di dire che un amore può far male come croci sulla schiena, come cera ancora calda sulla pelle, come lampadine accese. Mai avrei pensato, mai, che saresti andata via in fondo ero convinto che eravamo qualcosa di speciale noi. Senza te non è la stessa cosa, la poesia non è la prosa, è un emozione che si posa, quando i ricordi non svaniscono, le storie in fondo non finiscono. Poi mi sapresti dire perché va sempre a finire così tra quelli che si amano troppo, tra quelli che scoprono un mondo? Senza te non è la stessa cosa. In fondo hai solo 21 anni e tu già lo sai che non ti scorderai mai di questa storia, assaggi la tua vita ma non sai che sapore ha. Ti aspetto sempre, ti perdono.
F.M.

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Alla mia bambina
A ormai 3 mesi dalla tua prematura scomparsa ci sono momenti in cui faccio ancora fatica a credere che tu te ne sei andata, le mie giornate erano tutte scandite dai tuoi tempi che avevo fatto miei e mentre ti spegnevi come una candela lasciata in balìa del vento sei diventata la mia bambina.
Tu che eri bellissima ti sei lasciata andare alle mie cure, alle mie mani piene di troppa professionalità e sempre poco amore rispetto a quello che ti meritavi infinitamente, di questo ti chiedo scusa e perdonami se puoi, se non sono stata all’altezza delle tue aspettative, ma il mio era uno scudo impenetrabile per non mostrare la mia sofferenza e per non voler credere che la mia mamma a poco a poco mi stava abbandonando; tu che nei tuoi poco più di venti chili eri ancora in grado di sorridere nonostante la vita ti abbia riservato una malattia tremenda fatta di speranze quotidiane troppo spesso stroncate.
Adesso stai bene, siedi tra gli angeli lo so, ti prego di guidare dall’alto me, ma soprattutto il papà capace di una forza e di un amore che sono sicura tu hai sentito in pieno. Ora che la tua mente è lucida cara Sandra illumina la strada dei tuoi nipoti Giorgio e Giulia, bambina di ineguagliabile sensibilità che sempre mi chiedeva se avevo una medicina per far guarire la sua nonna.
Ti lascio con un arrivederci mamma e per sempre ogni battito del mio cuore sarà per te.
La tua Vale

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Ricordo di Ester Nobili
Non eravamo presenti durante l’ultimo saluto e quindi lo vogliamo fare pubblicamente, tramite queste pagine, per ricordare a tutti la persona speciale che sei stata e sempre sarai per noi che ti abbiamo conosciuta, stimata e ti porteremo sempre nel cuore.
Grazie Ester: per il tuo sorriso, la tua serenità e per gli insegnamenti, semplici ma preziosi che hai saputo infondere da saggia e cara amica.
Marco, in particolare, ti ringrazia per tutto quanto gli hai donato quotidianamente, aiutandolo a crescere, e, con la mamma, si stringe agli amici del Papiro e alla tua famiglia.
Ricordandoti per sempre con affetto e riconoscenza.
CIAO ESTER!
Marco e Luisa Bricchi



Viabilità Via Morandi
Dopo aver chiuso l’accesso alla via Brodolini alcuni anni fa, propongo di rendere la strada a “SENSO UNICO” la seconda parte della Via Morandi o di eliminare i cartelli di divieto di sosta e ciò perché sono quasi sempre parcheggiate delle autovetture che rendono impossibile il doppio senso.
Propongo inoltre di rifare le righe bianche di segnalazione all’angolo della via Brodoloni n. 15 e ciò perché per accedere ai box si devono fare non meno di tre manovre quando su detto angolo sono parcheggiate delle autovetture o dei motocicli.
Vedo passare i Vigili Urbani ma non vedo mai apporre multe.
Mi scuso per il disturbo e per lo spazio rubato ad altri articoli.
Con i migliori saluti.
Aldo Schieppati

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Attendendo una risposta
Se qualcuno aveva qualche illusione circa i seri criteri di selezione da parte di Casa Nostra per accettare le domande a socio, legga questa lettera che ho scrivo il 24/01/2008 che, comunque ad oggi non ha ricevuto risposta e perda ogni speranza:
“Mi chiamo Renata De Vincenzi e il giorno 22/06/2004 ho consegnato due domande per l’assegnazione di appartamenti compilate dai miei figlio Roveda Barbara Fulvia e Roveda Alessandro Renato. Ogni tanto passavo per rinnovare le domande, ma mi si diceva che bisognava aspettare e che sarei stata avvertita, veniva comunque messo un post it come pro memoria. Il giorno 22 gennaio c.a., passando, mi è venuto in mente di chiedere notizie e ho scoperto che le domande erano decadute. Ritrovate le domande in archivio, sono venuta a conoscenza che una “fantomatica telefonata” a cellulare di mio marito? Telefono di casa? era stata fatta (?!?) per sollecitare il rinnovo delle domande. Poiché sono certa che non si può affidare ad una telefonata, che peraltro non credo sia mai stata fatto dato che nessuno di noi l’ha ricevuta, una comunicazione così importante quale il rinnovo, pena la decadenza, della domanda per l’assegnazione di una casa, chiedo delucidazioni in merito. Se poi ci si vuole appellare all’art. 3 del regolamento (Il Consiglio delibera senza necessità di motivazione) allora bastava dire “Signori, i soci assegnatari degli alloggi li scegliamo noi, indipendentemente dai principi morali e sociali a cui si ispira la nostra cooperativa”. Certa di ottenere una spiegazione esauriente, colgo l’occasione per salutare.
P.S: Mia figlia ha dovuto rivolgersi ad un’agenzia per avere una casa dove andare ad abitare quando, forse, avrebbe potuto usufruire delle agevolazioni da Voi offerte ai cittadini di Novate”.

Renata De Vincenzi

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www.fabio.it
Per chi non è “aggiornato”, questo è un indirizzo o sistema per entrare in internet e “navigare” alla ricerca di qualcosa... informazioni, curiosità, località di vacanze ecc. a volontà... tridimensionale!!!!!
Ebbene sì, Fabio è un giovane “prof.”, simpatico, disponibile e con molta pazienza che in biblioteca ha iniziato un “corso base” per insegnare ad alcuni “pellegrini”, a navigare in internet... e dici poco?????
Il prof. introduce il corso a 8/10 “internaufraghi” terrorizzati ma privilegiati... con questo esordio: “questi computer sono stati acquistati con il contributo dei cittadini di Novate ed è giusto che siano questi cittadini ad usufruirne.....”
Responsabilizza di brutto i presenti... perciò, orgogliosi e certi di queste nostre condizioni, eccoci armati di mouse e tastiera, pronti a scrutare quello schermo ancora sconosciuto... che ad ogni piccolo movimento del mouse, scrive messaggi, interroga, chiede conferma e sollecita... per fortuna si può contare sulla costante capacità, competenza, disponibilità e guida di Fabio.
Certo l’inizio è alquanto insicuro... gli esercizi, il linguaggio... un intercalare di “parole” web, link, server, browser, password... ma superato lo “scoglio straniero”, si riesce a disegnare, colorare, scrivere, salvare e inviare ciò che si ha realizzato... e seguendo il percorso indicato si riesce perfino a modificare e ridurre foto, inserire “faccine” scaricare o inviare messaggi e... dopo qualche tentativo fallimentare... finalmente siamo in GOOGLE!!!!!!! con autonomia.
Il nostro corso e questo articolo sta volgendo al termine, ora noi navighiamo senza problemi nel “mare di internet”... e sicuramente senza annegare... ma in biblioteca Fabio e i computer ci saranno ancora... per altri pellegrini!!!!
Grazie Fabio.
Alba... e gli amici pellegrini

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Il pensiero
Mentre cullavo i miei pensieri
dolcemente mi sorprese la primavera.
Cogliendo una margherita,
pensando alla forte amicizia,
sospesa tra la terra e la luna,
sentivo il cuore nelle tue mani.
Il sole, la luce dei miei occhi
Il pensiero più dolce,
il mio pensiero felice.

Giuseppe Zanotti

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Non più PVC a Novate Milanese
No! Non si tratta di un partito politico. Il PVC (cloruro di polivinile) insieme al PE (polietilene) e il PET (polietilene tereftalato) sono acronimi che identificano tipologie di plastica. L’azienda Se.Ri.Plast. s.r.l. di via Fratelli Beltrami 18, leader nel settore del riciclaggio, chiude i battenti e lascia a casa 26 persone in mobilità dal giorno 15 aprile corrente anno. Gli operai hanno ricevuto la notizia mediante comunicato scritto in bacheca il giorno 14 febbraio, festa degli innamorati. Non è certo stato un bel regalo e quella sera, con le mogli, i cioccolatini erano annaffiati di lacrime amare. Grande è stato lo sconforto per queste 26 famiglie soprattutto perché la chiusura avviene in un periodo in cui il precariato si diffonde più del morbillo in un asilo. Non si tratta di fallimento, ma di cessazione di attività. La direzione aziendale, per la chiusura, ha addotto varie concause che hanno confluito alla triste decisione. Per quasi due decenni l’azienda ha offerto lustro al Comune anche grazie a iniziative di sensibilizzazione alla raccolta differenziata: molti bambini, ma anche adulti, ricorderanno di aver fatto lunghe file per accaparrarsi magliettine in regalo a chiunque portasse bottiglie di plastica da casa. Sul mercato di settore l’azienda si è saputa conquistare negli anni un buon nome grazie alla qualità del prodotto venduto. Ma anche questo non è valso a salvarla. In circostanze come queste tutto il campionario delle emozioni umane sono scese in pista fra i 26 dipendenti coinvolti in questa tragedia sociale: rabbia, risentimento, ma anche rassegnazione e solidarietà fra colleghi. Per poi passare all’ottimismo per un futuro ignoto, ma non per questo peggiore. Per poi nuovamente ricadere nello sconforto al pensiero della famiglia da mantenere o nuovamente rallegrarsi per l’unico collega che ha trovato subito un altro impiego a tempo indeterminato. Alcuni hanno un mutuo da trascinarsi per molti anni. C’è anche chi è in attesa di un altro figlio. Gioia e paura si mescolano, si tengono per mano. I 26 dipendenti ringraziano il Comune di Novate Milanese per l’ospitalità. Salutano un po’ tristi la cittadinanza. Voltano le spalle e si incamminano verso un orizzonte sconosciuto a cui tutta la nazione sembra tendere. Se a quell’orizzonte si manifesterà un cupo tramonto o una nuova alba sarà il tempo a rivelarcelo.
Uno dei 26

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