Alla radice di
una politica rinnovata
Scatena, Zucca, Giandrini
In pochi mesi Novate ha perso tre grandi uomini politici, tre amministratori che pur con idee diverse hanno donato generosamente, senza risparmiarsi, il loro tempo, la loro competenza, il loro entusiasmo, mossi solo dall’amore per Novate, dalla passione per il bene dei suoi cittadini.
È una lunga e positiva catena di persone che con cariche ed incarichi diversi hanno lavorato per Novate, da Carlo Ghezzi a Giuseppe Testori, a Giancarlo Boldorini, don Giovanni Arrigoni, don Arturo Galbiati, per ricordare
solo quelli che mi hanno onorato della loro amicizia.
Può sembrare strano che citi anche due sacerdoti tra gli “amministratori”, ma è per loro che sono stati salvati alcuni antifascisti, è grazie a loro che alcuni giovani sono stati formati alla libertà, all’impegno politico. Opera continuata anche da altri sacerdoti: io devo molto a don Giovanni Zibetti.
Amicizia e bene comune
Ho ascoltato e ascolto sempre con attenzione i consigli, i suggerimenti di Ercole Gorla, di Aldo De Ponti e di Luigi Perego, mi sono stati utili per la mia esperienza di Sindaco, consigli datimi per il bene di tutti: al di là e al di sopra della diversa appartenenza politica vi è l’amicizia e l’interesse per il bene dei propri cittadini.
Chi ne raccoglierà l’eredità?
È la domanda che mi sono posto e continuo a pormi e che giro alle giovani generazioni.
È un’illusione che la politica si cambi solo cambiando le leggi (legge elettorale, ecc.), il vero cambiamento si ha cambiando la classe politica, una nuova classe politica, cioè persone nuove che raccolgano l’eredità di chi li ha preceduti e ne rinnovino, aggiornandolo e adeguandolo alle nuove esigenze, l’impegno per il bene della nostra città.
Un appello ai giovani
A un anno dal termine del secondo e ultimo mandato, mi sono dato l’impegno di collaborare alla formazione di una nuova classe politica amministrativa, mettendo a disposizione l’esperienza che ho maturato in questi anni come sindaco.
Un appello ai giovani, di qualunque parte politica, al loro entusiasmo, alla ricchezza del loro cuore libero da compromessi, arrivismi, da interessi egoistici: un cuore che rinnovi la politica dalle radici.
Politica e castità
La castità attira i giovani, certo non la castità solo come negazione, proibizione, una serie di no, ma come libertà entusiasta di potersi donare completamente per il bene di chi vive con noi.
Donarsi senza ansia di potere, senza calcolo, senza mirare alla disponibilità di cose, di persone e di piaceri, lieti, pur nelle difficoltà, perché si opera solo per vedere la gioia e il sorriso sul volto degli altri: appunto castità in politica.
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