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Ci scrivono

Le campane della chiesa
Un'altra campana
Risposta alle campane della chiesa
In difesa delle nostre campane
Le campane della chiesa
Appello ad alcuni genitori
Grazie maestre!
Ma si può considerare ancora un Palazzetto dello Sport?
Una targa davanti a Villa Venino per Peppino Impastato
Il Pedibus è arrivato!
Il cane è educato, ma il padrone?
La Sinistra al capolinea?

Le campane della chiesa

Leggendo l’articolo di cui la presente è titolata, scritto dal concittadino Pelizzari, le mie labbra si sono smorfiosamente aperte in un sorriso ironico.
Premetto che sono nativo di Novate sin dal 1950 e fino alla fine degli anni ’70 abitavo in via Matteotti quando le messe iniziavano alle ore 06,00 di ogni mattino dell’anno con conseguente preavviso sonoro e, al contrario di ora, marcavano tutte le ore e mezz’ore 24 ore su 24.
Sino a pochi anni fa, nell’area dove ora sorge il condominio tra le vie Garibaldi e Madonnina, esisteva un centro di ritrovo soprattutto per anziani: parlo del mitico “circolino” abbattuto per fare spazio a questo residence noncuranti di trovare una alternativa a queste persone che gran parte di loro, tutt’ora, vagano per il paese.
Il campanile, le campane, la sopportazione del loro “canto” è soggettiva, per molti di noi è un segnale di vita, di esistenza, di richiamo.
Inoltre, se come afferma il concittadino, l’ex area Morandi è stata fornita di tripli vetri non si capisce perché lo stesso sistema non è stato adottato anche per il residence di Garibaldi/Madonnina, essendo medesima l’impresa costruttrice.
Se proprio vogliamo trovare un responsabile, beh, additiamo il card. Borromeo quando, nel 1574, ordinò al parroco di quel tempo ad ampliare la chiesa e rispettivo campanile.
Le campane inoltre non hanno colore politico anche se sono collocate in un sito cattolico, don Camillo e Peppone insegnavano, è un bene nostro, parlano la loro lingua ed è conosciuta e benvoluta in tutta la terra.
Non è colpa delle campane, non è colpa della chiesa se le costruzioni abitative la sfiorano, forse la responsabilità è da ricercarsi altrove.
Cari paesani, le nostre campane danno un segno di vita, altrimenti sarebbe come un bimbo che non piange o un motore che non romba, tanti paragoni si possono fare ma per favore, lasciamole dondolare lassù e che sprigionino tutta la loro voglia di chiamarci, di avvisarci, di comunicarci che Novate c’è, è viva.
Termino con una provocazione che è una soluzione, trasferiamo la chiesa nell’unica area verde disponibile a Novate (zona Balossa) e fabbrichiamo un bel residence, facciamo il centro tutta zona pedonale accessibile solo a biciclette e pedoni, obblighiamo le imprese edili a triplicare i vetri delle abitazioni e viviano nel nostro silenzio e nella nostra eterna pace.
Un Novatese doc
Garlappi Fausto

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Un’altra campana

Siamo anche noi quattro inquilini del condominio costruito da Casa Nostra in via Garibaldi 8: mamma, papà e due bimbi di 3 anni e di 18 mesi.
Per noi le campane sono compagne di gioco, con loro impariamo a contare, a cantare o ci affrettiamo a mettere il cappottino perché “è quasi ora della messa”.
Il loro diverso suono ci accompagna nel quotidiano e ci racconta di un giorno di festa o di un momento di lutto e, qualche volta, costituisce un ultimatum per la nostra bimba “grande”: perché alle 22 è proprio ora di chiudere gli occhietti! L’unico dispiacere di Benedetta, nostra piccola Cenerentola, è che non si riescano mai a sentire i 12 rintocchi della mezzanotte...
Non percepiamo quindi le campane come un disturbo, ma come una “voce” del paese, decisamente meno stonata del rumore della gru al lavoro, dello schiamazzo dei ragazzini sotto casa, o della sinfonia prodotta da chi lancia le bottiglie nel cassonetto del vetro quando tutti dormono...Ma anche questo è il vivere comune (magari non sempre civile), perciò di buon grado tolleriamo anche questi rumori tanto molesti.
Intanto le campane, alle quali abbiamo persino dato un nome, proprio come nei romanzi di Guareschi, rintoccano, augurio di gioia per il giorno che viene.
Fulvia, Manuel, Benedetta
e Giovanni Maffeis

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Risposta alle
campane della Chiesa

Gentile Signor Francesco Pellizzari Via Garibaldi n.8
In risposta alla Sua lettera sulle campane della Chiesa, sono anch’io una novatese, da più di 40 anni, mentre come Lei scrive è arrivato solo nel 2005.
La Chiesa e il campanile esistono sin dal 1500, era normale sapere che il suono delle campane si sentisse, perché non è solo un richiamo per noi fedeli di fede cattolica, ma è anche un segnale di una giornata festiva che va onorata.
Non credo poi, che il suono sia così assordante da farvi svegliare all’ora voluta da altri, come Lei scrive nella lettera.
Mi scusi, ma quando ha acquistato l’appartamento il suono delle campane aveva già il suo orario, come mai se ne accorge proprio ora ?
Porgendole i miei ossequi, distintamente la saluto.
Balloni Maria Luisa

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In difesa delle nostre campane

E’ con grande sorpresa che abbiamo appreso le lamentele di un cittadino per il suono delle campane della chiesa dei SS Gervaso e Protaso. Avremmo voluto non farlo ma, quanto letto sullo scorso numero di “Informazioni Municipali” ci costringe ad una, se pur breve, replica.
Vogliamo esprimerci in difesa del suono delle campane, partendo innanzitutto dalla volontà di non considerare i rintocchi come tradizione religiosa ma come semplice tradizione di paese. Da sempre i suoni dei campanili hanno scandito le giornate e i ritmi di lavoro, senza che nessuno al rintocco della mezza ed all’abbandono dell’attività per concedersi una pausa, abbia voluto connotarlo con un significato religioso. I vecchi contadini nei campi riuscivano addirittura a comprendere l’arrivo della pioggia o del bel tempo da come il suono si propagava nell’aria.
Molti di noi sono cresciuti “sotto al campanile”, in un’epoca in cui non esistevano i doppi vetri e in cui le melodie erano ben più lunghe. Tutti ci siamo abituati al suono delle campane, a questo suono della tradizione, facendolo diventare quasi parte integrante del nostro bioritmo.
I rintocchi delle campane sono anche parte integrante di alcuni famosissimi monumenti storici: pensate a cosa sarebbe il Big Ben a Londra con le campane con il silenziatore... I tempi moderni hanno abituato le nostre orecchie alle urla, alla musica ad alto volume, al rumore delle auto nel traffico cittadino, disabituando il nostro udito alle melodie dei campanili che, riteniamo essere ancora una delle cose piacevoli che ci restano da ascoltare. E’ una questione di mancanza di delicatezza, non di scarso senso religioso, equiparare il suono delle campane al comune rumore, tanto da esprimersi con “di certo in piazza è impossibile tenere una normale conversazione durante l’esecuzione”, se vogliamo metterla su questo piano, allora è impossibile parlare anche quando sulle strade sfrecciano auto e moto ad alta velocità...
Speriamo che il nuovo parroco non decida di cambiare abitudine, privando i novatesi di una delle poche tradizioni di paese che fortunatamente ancora permangono.
Arturo Saita
e decine di firmatari

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Le campane della chiesa

Egregio Sig. Pellizzari,
come Lei abito ai piedi del campanile della parrocchia (in via Roma 13) e da ben 26 anni. Pensando alle nostre campane (a quelle vere, ora in restauro) sono stata colta da questi pensieri che vorrei esternarle.
Le campane non sono gli amplificatori di una radio, né la sveglia per chi è sprovvisto di orologio: sono il cuore di ogni comunità ... praticamente da sempre. Sentinelle di ciò che di piacevole e di doloroso coinvolge la comunità.
La mattina con i loro rintocchi salutano il nuovo giorno, con gran vigore se la giornata è di festa. Al loro udire, nasce spontaneo nel mio cuore un grazie a Dio perché ho la possibilità di vivere un nuovo giorno; un pensiero alle persone care; la consolazione, se è festa, di godere degli affetti familiari senza correre al lavoro. Così le fasi della giornata e dell’anno vengono scandite dai rintocchi differenti delle campane. All’udire di un rintocco greve...una preghiera, un pensiero per colui che ci ha lasciato!
Chi abita nelle vicinanze di un campanile ha la fortuna di essere un tutt’uno con la vita della città, che non è abitata da automi (che si alzano, lavorano, accudiscono casa e figli e la sera – a batteria scarica – si lasciano andare inermi sul letto sperando nella ricarica), ma da essere umani che, dopo aver lavorato, pulito casa, ascoltato marito o moglie, suoceri e amici, sono anche pronti a condividere gioie e dolori della comunità. Comunità che nel 2000 è caratterizzata anche dall’esuberanza dei giovani che in piena notte passano sotto le tue finestre con la radio a tutto volume; dalla sirena dell’ambulanza che corre a soccorrere qualcuno in quel momento meno fortunato; dal rumore dei treni che dal mattino presto, giorni feriali e festivi, fino a notte transitano dal nostro paese; dai motorini degli adolescenti sognanti ....e ci sono ancora le campane che invece suonano da secoli.
Durante un recente viaggio a Mosca per lavoro, mi ha particolarmente colpito la reazione della guida (moscovita) che sulla Piazza Rossa, e durante tutta la visita al Cremlino, zittiva ogni mezz’ora al rintocco delle campane: era cresciuta senza averne mai sentito il suono. Quel suono ora la commuoveva ogni volta fino alle lacrime.
Tiziana Canini in Grossini

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Appello ad alcuni Genitori

Questo appello è rivolto ai genitori di quei ragazzi e ragazze che ogni sera occupano gli spazi aperti, ma privati, del condominio di Via Repubblica 15. Lo sanno questi genitori dove vanno e cosa fanno i loro ragazzi quando escono la sera? Poiché le autorità del territorio predisposti alla tutela dei cittadini non rispondono ai nostri appelli, chiediamo a questi genitori, ai loro condomini, di concedere muri, soffitti e ingressi di loro proprietà da imbrattare con prodotti magari indelebili, di concedere loro spazi da sporcare con ogni sorta di rifiuti e qualche angolo da usare come orinatorio. Chiediamo inoltre di concedere di schiamazzare sotto le finestre delle loro camere da letto. Tutto questo per “par condicio” noi non ne possiamo più.
Abitanti e condomini di via Repubblica 15

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Grazie maestre!

Desideriamo ringraziare Vittoria e Roberta, le maestre della classe delle “Meduse” della Scuola dell’Infanzia Salgari per il loro prezioso lavoro. Abbiamo apprezzato la passione, la competenza e la sensibilità con le quali hanno operato, ma più di tutto l’affetto e la sicurezza che hanno saputo infondere alle nostre piccole, anzi ormai grandi Meduse. Noi ed i nostri bambini ci porteremo dentro il ricordo di questa bellissima esperienza, con l’augurio di aver imparato – come loro sono state capaci – a far sentire ogni bambino unico, importante e fiducioso nelle proprie capacità, sempre nel rispetto degli altri e soprattutto dei più deboli. Non è un obiettivo da poco! Grazie e complimenti da parte di tutti noi a Roberta e Vittoria.
I Genitori delle Meduse

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Ma si può considerare ancora
un Palazzetto dello Sport?

Accogliendo l’invito di “Novate Viva” voglio dare un contributo critico e propositivo al quesito “Quale futuro per il Palazzetto dello Sport”. Ritengo che sarebbe opportuno spiegare dettagliatamente ai cittadini perché, dopo una lunga, sofferta e costosissima ristrutturazione, Novate si ritrova con un Palazzetto architettonicamente inguardabile e pateticamente inadatto ad ospitare il più banale degli eventi sportivi.
Perché il ridente “Parco Ghezzi” deve sopportare la presenza di una brutta struttura, poco e male utilizzabile che, nel tempo subirà costi di gestione e manutenzione onerosi?
I cittadini più informati attendono pazientemente qualche pubblica autocritica. Superando qualche comprensibile imbarazzo, chi di dovere dovrebbe trovare anche il coraggio di dire ai cittadini che solo l’abbattimento di questo (si fa per dire) Palazzetto dello Sport può liberare l’area su cui costruire una nuova, funzionale, struttura moderna, degna del glorioso passato sportivo di Novate.
Rimane il disappunto per le importanti risorse economiche che avrebbero meritato un utilizzo più accorto.
Oreste Ghezzi

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Una targa davanti a Villa Venino
per Peppino Impastato

Il 27/3 in concomitanza con la XV giornata nazionale per le vittime di mafia promossa dall’Associazione Libera fondata da don Luigi Ciotti è stata collocata una targa in memoria di Giuseppe Impastato. Figlio di un mafioso del clan di Cesare Manzella, Giuseppe (5/1/1948 – 9/5/1978) appena sedicenne aderì alla nuova sinistra siciliana prima come giornalista poi come militante e organizzatore di attività culturali e sociali a Cinisi (PA) sua città natale. Dopo aver fondato RadioAut (controinformazione e satira politica), il circolo Musica e Cultura e il gruppo teatrale OM, per il suo impegno ruppe col padre e coi parenti e il 9/5/78 fu dilaniato da una carica di tritolo sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani. Si ipotizzò un attentato suicida dello stesso Peppino ma nel 1984 Antonino Caponnetto fondatore del pool antimafia diede una prima svolta all’inchiesta. Tuttavia a causa di nuovi depistaggi e di numerose archiviazioni il mandante, il boss Gaetano Badalamenti, fu condannato con l’esecutore solo dopo più di 20 anni. Ma già nel 2000 il film “I cento passi” di M. T. Giordana rendeva giustizia a questo ragazzo di intelligenza e coraggio straordinari. Durante la cerimonia Massimina Lauriola dell’Associazione Libera ha letto un brano sulla madre di Peppino, Felicita, scritto da Roberto Saviano che l’ha conosciuta e che ha dedicato qualche pagina di commiato in “La bellezza e l’inferno” a questa piccola grande donna (morta qualche anno fa) che si battè col figlio Giovanni e coi compagni di Peppino per ottenere verità e giustizia e che durante il processo aveva accusato Badalamenti del delitto. La biografia di Peppino è stata illustrata da una mostra fotografica allestita nella Villa in collaborazione con il centro socioculturale Coop.
Rita Blasioli

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Il Pedibus è arrivato!

Quest’anno l’anno scolastico 2009-2010 ha visto consolidarsi un’iniziativa iniziata nel Marzo del 2009: il Pedibus a Novate.
Da un’idea del Comitato Genitori della scuola di via Brodolini alcuni volenterosi genitori si sono attivati per realizzare questo servizio. Ogni mattina, per tutta la stagione, da Settembre a Giugno, con qualsiasi situazione metereologica (neve, nebbia, pioggia, gelo... purtroppo quest’anno sono state poche le mattine tiepide di sole) il Pedibus – linea gialla - è partito puntuale alle 08.05 da via Bollate 75 per accompagnare a piedi i bambini del quartiere alla scuola elementare di via Brodolini. Il Pedibus è un modo di andare a scuola che da diversi anni è presente in molti comuni italiani che si prefigge di raggiungere diversi obiettivi:
- Alleggerire il traffico nei pressi delle scuole,
- Favorire l’abitudine per i bambini a muoversi nel proprio comune a piedi,
- Andare a scuola in compagnia dei propri amici,
- Insegnare con la pratica le principali norme di educazione stradale (uso degli attraversamenti, dei marciapiedi, attenzione ai semafori ecc..)
L’Amministrazione Comunale ha promosso questa iniziativa nel mese di Ottobre aderendo alla settimana mondiale del “Walk to school”: l’intento e la speranza è che dal prossimo anno sia più attiva nel dare visibilità, supporto e materiali al Pedibus coordinando volontari, scuola e istituzioni. Se volete approfondire basta cercare “pedibus” su internet e cercando “pedibus a Novate Milanese” troverete anche un nostro video. Mia figlia, in compagnia di una dozzina di altri scolari, ha usufruito di questa iniziativa e volevo ringraziare i genitori “conducenti” che hanno messo a disposizione tempo, costanza e anche un pizzico di fantasia (come non citare i cartelli di testa e di coda, il cappello da ferroviere giallo splendente per il conducente di testa e il rumorosissimo clacson-tromba che qualche volta ha scandito la partenza e le fermate del Pedibus !)
GRAZIE quindi di cuore ai promotori Marco e Maurizio e a tutti gli altri “conducenti” che si sono alternati durante l’anno.
Concludendo: l’anno scolastico era cominciato annunciando che E’ PARTITO IL PEDIBUS e possiamo finirlo dicendo che IL PEDIBUS E’ ARRIVATO con successo fino in fondo alla stagione !!!
Marino Nicoli
Un genitore utente
del Pedibus

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Il cane è educato,
ma il padrone?

Sono una cittadina, madre di due bambini piccoli, che quasi quotidianamente è costretta a confrontarsi con la poca educazione di molti proprietari di cani.
In quasi tutti i parchi pubblici novatesi, ma in particolare presso il parco di Via Ghezzi ed il parco Brasca mi imbatto in cani lasciati liberi di circolare al di fuori degli spazi a loro destinati, privi di museruola.
Mi è capitato di chiedere ai relativi proprietari di portare i propri animali negli appositi spazi e di ricevere in risposta un “Ma tanto Signora il mio cane è educato”. Bene, forse il cane sarà educato ma i proprietari no.
Per motivi di sicurezza io ho tutti i diritti di frequentare un parco pubblico dove non circolino cani privi di museruola. Per motivi di igiene io ho diritto a frequentare parchi pubblici dove non è necessario fare lo slalom tra le feci dei cani. A maggior ragione ho diritto a camminare sui marciapiedi senza dover evitare bisognini di cane sparsi ovunque (e con un passeggino, doppio nel mio caso, è ancora più difficile).
Chiedo quindi a tutti i proprietari di cani che ancora non lo fanno, di rispettare gli altri cittadini.
Per quanto mi riguarda, alla prossima occasione in cui entrando in un parco mi verrà incontro un cane senza museruola, contatterò le Forze dell’Ordine.
Cordiali saluti,
Marina Cortese

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La Sinistra al capolinea?

L’esito delle elezioni Regionali è sotto gli occhi di tutti, e una cosa sembra chiara. La politica di Sinistra mostra d’essere al capolinea? Io non ci credo. Perchè non ho mai visto una competizione elettorale vuota di contenuti, marcata sui veleni. Raramente è stato fatto un confronto sulle idee o proposte concrete. Una campagna elettorale peggiore della cosiddetta “seconda Repubblica”. Un elettorato distratto, distaccato, cui è stato negato il diritto di sapere, proprio nel momento in cui la scelta avrebbe chiesto il massimo dell’informazione. La TV pubblica ha dato forfait, disatteso il proprio ruolo consegnandosi al potente nel rush finale.
Io penso invece che dobbiamo riflettere. L’economia è in crisi, il numero dei disoccupati dilaga, l’incertezza grava sulle famiglie, ceti deboli, pensionati. Il Governo ha tagliato: sulla scuola, la ricerca, sui trasferimenti di risorse agli enti locali, che a loro volta hanno stretto la cinghia sui servizi pubblici, i trasporti, l’assistenza ai disabili, le mense scolastiche. Si comincia a protestare contro la privatizzazione dell’acqua, la sanità lenta,scadente, il caro benzina, opere pubbliche insensate, i pericoli della riconversione nucleare, la corruzione che continua a girare. Non mi pare che in campagna elettorale ci sia stato un confronto che traccia questi temi.
Un Governo che chiama in piazza contro chi non governa.Una cosa di questo tipo non si era mai visto. In questo grottesco ribaltamento, si sono battezzate le parole: il legittimo dissenso diventa “odio”, le bugie vengono spacciate per “amore”, i dibattiti tv passano per “gogne mediatiche”, le intercettazioni diventano trappole ordite dal nemico, l’indagato si fa perseguitato. Si crede arbitro esclusivo: basta con questa Consulta, fuori i giudici Comunisti, largo alla elezione diretta del Premier, del Presidente della Repubblica, riforme Costituzionali, con accordo o con la forza. Un’assurdità. Comunque, al di là di questo, non trascuriamo il fenomeno astensionismo e riprendiamoci la sinistra, facendo cose di sinistra, affrontando il nodo centrale della questione: con un progetto di riforme, mercato del lavoro (morti bianche nei cantieri, articolo 18 s.l, legge 30) reddito garantito, fisco, ambiente, legalità, no alla privatizzazione dell’acqua, no al nucleare e una forte presenza nel territorio.
Il cittadino
Luigi Gusmano


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