Una politica dei fatti,
altro che promesse!
Altro che promesse da marinaio! Pur nei vincoli del patto di stabilità, la “nave” della maggioranza viaggia serena lungo la rotta del programma votato dai cittadini novatesi. A fronte degli “attacchi” da parte dell’opposizione, ci sembra quindi doveroso riportare alla realtà dei fatti le loro sterili accuse. Partiamo, però, da due premesse. La prima: finalmente il centrodestra esce dalla torre d’avorio dove si era crogiolato negli ultimi anni e ritorna tra le persone. Così potrà rendersi conto dei motivi della sconfitta, da alcuni di loro non ancora somatizzata! La seconda: quando il centrodestra parla di “promesse da marinaio” si muove su un terreno congeniale. Basta ricordare il progetto della nuova Oasi, inaugurato con squilli di tromba nel 2004 e rimasto sulla carta. A questo proposito, Uniti per Novate farebbe bene a ricordare che la vendita delle scuole di via Manzoni sarebbe dovuta servire a realizzare tale progetto...
Entrando nel merito delle accuse precisiamo quanto segue:
- Regolamento sul “Minimo economico vitale”. Fermo dal 1999, abbiamo sollevato la necessità di adeguamento in sede di Piano di Zona per definire così criteri comuni a livello di distretto.
- Alienazione area di via Cavour. Con tale operazione abbiamo spostato volumetrie già presenti nel piano regolatore, creando così un corridoio verde con il Parco della Balossa. E’ sì previsto un intervento residenziale, ma il progetto è ancora da definire: si terrà infatti presente l’opportunità di inserire alcuni alloggi a valenza sociale. Inoltre, i proventi della cessione saranno destinati a interventi su strutture pubbliche, in particolare per la sicurezza delle scuole.
Infine, è del tutto strumentale il richiamo del centrodestra alla volontà di collocare lì la sede di SOS e Protezione Civile: il progetto era del tutto campato in aria e profumava di campagna elettorale!
- Tariffe della refezione scolastica. Le nuove tariffe rispondono a criteri di maggiore equità, in funzione del reddito e del numero di figli. Senza dimenticare che Meridia, nata con il centrodestra, invece di comprimere i costi per il Comune, li aumenta.
- Sussidiarietà. Abbiamo incrementato da 1.600 a 2.000 euro il contributo per bambino negli asili nido convenzionati, fermo da 10 anni.
Abbiamo raggiunto, con reciproca soddisfazione, l’accordo con le scuole paritarie per migliorare l’entità del contributo per i prossimi 3 anni.
Partito Democratico
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Novate... Chi è mai costei?
In questi anni è mancato sicuramente un lavoro teso a costruire, o definire, l’identità della nostra città. Questo lavoro di analisi è fondamentale per impostare adeguate politiche pubbliche.
L’identità però non deve e non può essere il frutto di una campagna di comunicazione. Non si può insomma dire, per esempio, che Novate è la “il paese della cultura”, pensando poi che frotte di turisti, o appassionati di arte e letteratura, invadano le nostre strade. Un’identità insomma si costruisce su ciò che esiste. Come ogni persona ha specifiche doti e attitudini che possono portare al successo se adeguatamente coltivate, così anche per una città bisogna capire quali siano le potenzialità e i punti di forza su cui investire per favorirne lo sviluppo e la crescita. Da qui vogliamo appunto partire per predisporre un piano di rilancio, e di valorizzazione del territorio. La nuova Amministrazione ha, a nostro giudizio, le carte in regola per avviare questo lavoro e un’occasione in più è offerta dall’Expò che sicuramente costituisce un importante incentivo. Città ben più lontane si sono infatti da tempo attrezzate per arrivare preparate a questo evento... e noi ? La nostra città ha delle caratteristiche molto peculiari e molto importanti. Siamo ai margini della metropoli milanese (lontani dal suo caos) ma non siamo periferia (con il suo degrado); siamo in provincia (con la sua tranquillità ed il verde) ma non siamo isolati e lontani dai servizi: abbiamo dunque tante potenzialità.
Da dove partire ? Il primo passo da compiere, per noi, potrebbe puntare alla cura delle zone periferiche, delle zone di accesso al nostro territorio (chi arriva, deve accorgersi che entra in Novate); porre cura ai particolari, ai materiali, all’arredo urbano, alle soluzioni tecniche che presuppongano buona estetica e minima necessità di manutenzione. Contestualmente si dovrebbe cercare di rafforzare il budget delle manutenzioni ordinarie oltre che formare uno staff tecnico, appositamente preposto, al fine di dare risposte puntuali e tempestive alle segnalazioni dei cittadini. Occorre, in poche parole, far “sentire” la presenza del Comune. Anche il coinvolgimento della cittadinanza, soprattutto dei più piccoli, su iniziative di impegno civico, con campagne di sensibilizzazione alla conservazione e cura della propria città è un’importante attività da promuovere: tutela dell’ambiente, pulizia dei parchi, difesa dell’acqua pubblica, conoscenza dei luoghi e dei monumenti. Insomma, tanto si può fare. Noi ci saremo.
novateviva@libero.it
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La cicala e la formica
A un anno dall’insediamento della Giunta Guzzeloni, ci sembra corretto fare un bilancio delle attività e dell’impegno profuso dagli attuali Amministratori. Per la brevità dello spazio concesso, vorremmo puntare l’attenzione sulle risorse che andremo a risparmiare attraverso una oculata gestione delle società Partecipate.
In primo luogo CIS Polì la piscina di tutti i novatesi che in attesa delle sue vicende giudiziarie, si appresta per la prima volta, a lavorare finalmente attraverso un concreto Piano industriale, con l’obiettivo di uscire definitivamente da bilanci in perdita e successivi ripianamenti con i soldi dei cittadini. Per inciso il nostro Comune negli anni passati ha esborsato quasi 500.000 euro.
Senza dimenticarci che attraverso un piano di rientro dovremo pagare 1.000.000 di euro di pagamenti arretrati, relativi a fatture, bollette del gas.
Passiamo ad ASCOM (100% controllata dal Comune). Noi che siamo neofiti in Consiglio Comunale, abbiamo sempre saputo e avuto l’impressione che con l’attività di Ascom si potessero mantenere e finanziare quei servizi sociali assegnati (Nido il Trenino e Arcobaleno) molto importanti per la nostra città. Infatti per alcuni anni così è stato, poi qualcosa nell’ingranaggio si è rotto. Tutto può succedere, ma che nessuno dei vecchi amministratori del CDA di Ascom si sia accorto di mancate registrazioni (pari a 100.000 euro), supera ogni nostra comprensione. E poi dov’era la giunta Silva ? Una giunta che con il suo comportamento quasi disinteressato non è stata in grado di adottare alcun provvedimento per migliorare una situazione che negli ultimi anni è sempre andata a peggiorare, e che ci porterà probabilmente a chiudere l’esercizio 2009 con un pesante passivo.
Il discorso Partecipate potrebbe finire, ma anche per Meridia vorremmo spendere due parole. Lo scopo principale per il quale questa Società (il Comune detiene il 49%) è stata costituita, è sempre stato quello di calmierare il costo dei buoni pasto nelle mense scolastiche. Invece da un paio di anni questa Società ha ritoccato per ben due volte il prezzo di ogni singolo pasto ! Conviene a questo punto rivedere il ruolo del Comune all’interno di Meridia.
Alla faccia della politica del fare e di chi come tante cicale ti accusa di aver fatto promesse da marinai, ti invitiamo caro Lorenzo a continuare come la formica, nel laborioso lavoro che hai intrapreso, convinti soprattutto che saprai come sempre seguire esclusivamente gli interessi di tutti i cittadini di Novate.
Siamo con
Lorenzo Guzzeloni
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Un paio di risposte...
ed una domanda...
Nell’ultimo numero siamo stati “tirati per la giacchetta”, in un paio di articoli; dunque rispondiamo. Cari “Leghisti”, strumentalizzare la nostra posizione in merito alle nomine nelle società partecipate, così come avete fatto, è stato un tentativo maldestro e malriuscito di “seminare zizzania” nella coalizione di maggioranza! Sia chiara una cosa: noi non ci siamo permessi un “lusso” nell’esprimere il nostro pensiero; abbiamo fatto ciò che il nostro elettorato ci chiede e ciò per cui ci vota e cioè esprimere in maniera chiara ed inequivocabile una ferma critica quando necessario e questo lo facciamo non dal “pulpito” ma tra la gente. Noi non abbiamo barattato la nostra coerenza con una qualsiasi poltrona; noi non abbiamo preteso poltrone ad ogni costo pur di averle: no, noi no! Che siate proprio voi, poi, a sentirvi in diritto di attaccarci su questo terreno però... voi che avete dato, giusto recentissimamente, una dimostrazione di “nepotismo” ai più bassi livelli, candidando a sicura elezione ad un assai ben remunerato (€ 10.000, diecimila, al mese) posto da Consigliere Regionale... una “cima”: “la trota”, il figlio di cotanto padre! Come diceva il grande Totò: “... ma mi faccia il piacere!”
Cari “amici” di Rifondazione, perché volerci a tutti i costi “tirare dentro il mucchio” degli affissori abusivi? Per quanto ci riguarda si è verificato un unico caso di nostra affissione negli spazi a voi riservati, da noi subito censurato (e mai più ripetutosi) e per il quale ci siamo immediatamente con voi scusati, sfuggito al nostro controllo in quanto operato dall’esterno della nostra organizzazione locale; i manifesti del candidato da noi sostenuto, Stefano Zamponi, sono stati tutti affissi regolarmente nel pieno rispetto degli spazi assegnatici. Quanto alle facce... beh, quella di Zamponi è stata una delle poche viste circolare per Novate (inaugurazione della Centrale Radio della Protezione Civile, posa della targa in ricordo di Peppino Impastato, per le vie del centro...) ed il suo programma elettorale, così come il resoconto dei suoi 5 anni di attività in Consiglio Regionale, era disponibile ai nostri banchetti; ci spiace non vi sia pervenuto ma non pensavamo di dovervelo recapitare a domicilio!
Per finire la domanda: “Quando qualcuno di coloro i quali hanno amministrato la nostra città per 10 anni... spiegherà ai cittadini come ha controllato la gestione delle Società partecipate, visti i risultati?”
il Gruppo Consiliare
idv.novatemilanese@.gmail.com
http://idvnovate-milanese.blogspot.com/
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Il bilancio e la mancanza di idee della sinistra.
A un anno dalle elezioni, il re è nudo
La sinistra novatese sembra essersi dimenticata del vecchio adagio popolare che recita: “le bugie hanno le gambe corte”, in particolare quando si parla del bilancio di previsione 2010. Approvato finalmente, a fine aprile il tanto atteso bilancio (avevano promesso di farlo entro dicembre, ma pazienza...), possiamo finalmente fare un’analisi delle differenza che passa tra quanto questa amministrazione è andata promettendo, e quanto (poco o nulla) ha effettivamente realizzato.
E iniziamo proprio dal bilancio. La chiusura dell’esercizio 2009, realizzata senza intaccare minimamente un ulteriore avanzo di amministrazione di oltre 900.000 euro lasciato dal centro-destra, ha dimostrato in maniera definitiva la falsità delle accuse avanzate in campagna elettorale sulla gestione finanziaria del comune.
Ora ammontano a circa 5 milioni di euro le risorse non impegnate e a disposizione dell’amministrazione. Un “fondo di riserva” che per una amministrazione come la nostra, senza un euro di debito, colloca il comune di Novate tra quelli più sani d’Italia: un caso di scuola che dovrebbe essere studiato da tanti chiaccheroni che si spacciano per esperti di finanza pubblica.
Politiche sociali. Per dieci anni la sinistra ha denunciato la scarsa sensibilità del centro destra per le politiche sociali e scolastiche.
Ora che è toccato a loro decidere, ecco che calano la maschera: non aumentano le risorse per il diritto allo studio, mentre aumentano le tariffe per i servizi scolastici integrativi, gravando in particolare sulle famiglie con redditi da 5.000 a 20.000 euro. In campagna elettorale, Guzzeloni aveva promesso che avrebbe aumentato il “minimo vitale” per aiutare le persone che vivono a rischio di marginalità sociale, poi alla prima occasione non solo questo non avviene, ma i suoi provvedimenti colpiscono proprio quelle stesse fasce deboli.
Territorio. È l’ambito in cui è più evidente il grosso problema di questa amministrazione: la mancanza assoluta di ogni sia pur minima progettualità, di una idea, di cosa si può e si deve fare a novate.
Due esempi sono illuminanti in proposito, e riguardano due questioni che le forze politiche hanno potuto apprendere solo a pochi giorni dall’approvazione del bilancio in consiglio comunale, ennesima prova di strafottenza di una giunta che evita in tutti i modi il confronto con le minoranze nelle sedi istituzionali.
Per puro caso, a seguito di nostra richiesta di chiarimento su un consistente stanziamento (350.000 euro) finito sotto la voce generica “manutenzione straordinaria”, siamo venuti a sapere dell’intenzione dell’amministrazione di ampliare una scuola materna comunale.
Decisione che incide pesantemente sulle politiche scolastiche, sugli equilibri tra i vari soggetti che concorrono all’offerta educativa, alcuni dei quali vedrebbero certamente compromessa la possibilità di continuare a operare in futuro.
Naturalmente tutto questo è avvenuto senza alcuna analisi - in nessuna sede e in nessun ambito - dei flussi di utenza, degli spazi disponibili, dei costi ecc.
Fa niente se il nuovo piano del governo del territorio in discussione (si fa per dire) in questo periodo prevede esplicitamente la preventiva definizione di un piano dei servizi, entro il quale quella scelta doveva essere organicamente inserita.
Fa niente se esiste la concreta possibilità, verificata con una scuola del territorio che quest’anno ha celebrato i suoi primi 100 anni di attività e con un altro soggetto sociale come la cooperativa casa nostra, di ampliare l’offerta di posti per la prima infanzia sul territorio.
Nessuna riflessione: si è passati all’applicazione automatica del modulo statalista tanto caro alla sinistra ideologica, dopo “approfondita” discussione riassunta in due parole: prendere o lasciare.
L’altro caso - macroscopico - riguarda la decisione di vendere - per pura esigenza di “fare cassa” in ossequio ai vincoli del patto di stabilità - una vasta area di via Cavour che la nostra amministrazione aveva destinato a una funzione sociale. Più precisamente, avevamo previsto di concentrare in questa zona tutti i presidi alla sicurezza locale e cioè la polizia municipale, la sos e la protezione civile. Avevamo un progetto e avevamo anche una strategia per realizzarlo, come abbiamo sempre.
La giunta Guzzeloni invece ha venduto la prima area che gli è venuta in mente, senza domandarsi a cosa doveva servire, quali progetti sono in corso, che prospettive di sviluppo esistono; semplicemente, hanno portato a casa un po’ di soldi da riversare nel bilancio, senza un’idea di gestione del territorio.
Commercio. Rispetto alle critiche mosse alla giunta per la mancanza di indicazioni sulle politiche per il commercio, l’assessore ha risposto che questo è stato “l’anno in cui costruire il dialogo”. Speriamo che il prossimo anno sia quello buono per fare il passo ulteriore: almeno proporre qualcosa di concreto.
Contiamo di leggere almeno nella prossima relazione previsionale e programmatica idee e progetti, perché non ci pare che l’anno dedicato al dialogo abbia dato buoni frutti: basta ascoltare le lamentele dei commercianti per come l’assessore si è confrontato con la categoria in merito all’apertura/chiusura dei negozi l’1 maggio scorso.
Ecologia e (?) Giovani. Combinazione bizzarra, e deludente il lavoro svolto fin qui dall’assessore più giovane della giunta.
Appassionato di ecologia, ha riservato e riserva ogni sua energia a questo settore, senza peraltro brillare, e ha trascurato del tutto quello delle politiche giovanili: a distanza di un anno, dopo aver annunciato grandi cambiamenti per i giovani, siamo ancora all’uso del condizionale su tutti i fronti, e non esistono proposte concrete o anche solo l’individuazione degli obiettivi.
Un risultato un po’ misero, insomma, dopo un anno di nuova amministrazione, e considerato lo stato di “ottima salute” in cui abbiamo lasciato Novate alla sinistra dopo 10 anni di buona amministrazione.
Ma soprattutto ci preoccupa il futuro, vista la sconfortante mancanza di idee e di visione della giunta Guzzeloni. Il tempo della campagna elettorale e degli slogan è finito da un pezzo. Sindaco, se ci sei batti un colpo.
Uniti per Novate
Popolo delle libertà
Udc-Unione di Centro
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Il sogno federale
“I sognatori sono gli unici che possono cambiare le cose, gli unici che lo abbiano mai fatto, perché è solo la loro immaginazione che improvvisamente può creare nuove situazioni in tutta la loro scintillante prospettiva” (Dostoevskij)
Noi leghisti da 20anni sogniamo un’Italia diversa e ci battiamo per un’Italia federale. Grazie al nostro impegno oggi il federalismo fiscale è finalmente diventato un traguardo visibile. I nostri detrattori dicono che vogliamo spaccare l’Italia, affossare il meridione. Falso. Noi vogliamo salvarla. Noi vogliamo dare a tutti quello che oggi esiste solo per alcuni: l’Alto Adige ha una autonomia finanziaria, la Sicilia pure, e le province autonome di Trento e Trieste trattengono i nove decimi di tutte le entrate tributarie erariali; perché per gli altri deve essere diverso? Il tempo delle ideologie è finito.
Noi non siamo un partito di destra e neppure di sinistra, noi siamo un movimento rivoluzionario in una politica fatta di interessi e ipocrisia. Il concetto di “Italia” ha poco più di un secolo, la nostra realtà storica è diversa.
Noi non siamo mai stati una nazione unitaria, la storia della penisola Italica è una storia di Comuni e di dominazioni straniere (francesi, austriaci, spagnoli). Per risalire ad una nostra unità dobbiamo tornare fino all’impero romano, che per l’appunto non era un impero italiano ma romano, Roma, una città. Una città che ci ha messo circa 600anni a riconoscere agli abitanti della Gallia Cisalpina (i Padani) lo status di “cittadini” (88 a.c lex Iulia) e lo ha fatto solo a seguito di una guerra civile. Che il passato quindi vi sia da monito. Il federalismo fiscale serve per ridimensionare lo Stato e responsabilizzare le regioni.
L’era della finanza derivata è finita si va verso un futuro di eccellenza ed efficienza. Il gettito fiscale lombardo, in un contesto mutuale più contenuto basato sui costi standard, resterà ai lombardi, quello veneto ai veneti, ecc... questo significa più possibilità di controllo, più trasparenza, meno sprechi e si tradurrà in più (o migliori) servizi e, in alcuni casi, meno tasse.
Usa, Canada, Brasile, Australia, Germania, Svizzera sono alcuni esempi di realtà fiscali federali, il federalismo fiscale non è una brutta parola, è una sfida, la sfida che abbiamo di fronte, la sfida che dobbiamo vincere.
Se sei un sognatore ed una persona di coraggio, se hai voglia di metterti in gioco e di scendere in campo, iscriviti alla Sezione novatese della Lega Nord (riferimento sito www.leganordnovate.it e contatto mail leganordnovate@gmail.com).
Lega Nord Padania
Sezione di Novate M.
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