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Editoriale

 

La difficile quadratura
del cerchio
Il Comune ha i soldi per gli investimenti, ma non può spenderli

Leggi e decreti sembrano fatti apposta per mettere in difficoltà i Comuni nell’equilibrato svolgimento dei loro compiti istituzionali.
Si parla di importanza dell’autonomia locale, con addirittura un partito come la Lega Nord che fa del federalismo il centro della sua proposta politica, ma vi sono comportamenti politico-istituzionali statali e regionali che vanno esattamente in senso opposto.
Certo, si devono rispettare i parametri di bilancio concordati e tutti dobbiamo concorrere al risanamento del debito pubblico.
C’è solo un piccolo particolare: l’unico comparto che si è fatto pienamente carico di queste responsabilità è quello degli Enti locali, mentre lo Stato centrale non fa che peggiorare i suoi conti senza alcun vantaggio, oltretutto, per i cittadini.
Siamo di fronte a tre fatti inconfutabili:
- gli Enti locali hanno largamente contribuito, diversamente dallo Stato centrale, al risanamento della finanza pubblica ed hanno i conti a posto (salvo rare eccezioni, prontamente sanate ad personam: vedi Catania, Roma e, più recentemente Brescia e Varese);
- gli Enti locali hanno le risorse per fare investimenti e manutenzioni straordinarie, ma le assurde regole del patto di stabilità non consentono loro di spendere, bloccando le risorse, impedendo corretti tempi di pagamento alle imprese ed una ripresa dei lavori pubblici;
- gli Enti locali vedono una progressiva riduzione delle risorse, sia dallo Stato, che dalla Regione, con contemporanea maggiore attribuzione di competenze e responsabilità.
Cosa si può dedurre da tutto ciò? Che con i soldi dei Comuni congelati nella Tesoreria unica lo Stato sta facendo cassa per finanziare il suo deficit crescente. E che tutte le misure contro gli Enti locali, dietro la falsa motivazione economica, nascondono l’obiettivo di indebolire il sistema delle Autonomie locali e di concentrare sempre più poteri al centro. Con buona pace del tanto sbandierato federalismo di facciata.
Oggi, dopo l’elaborazione dei dati previsionali, il Comune di Novate Milanese, al pari di molte altre amministrazioni, pur avendo depositati presso la Banca d’Italia 12.238.374 di euro, si trova con una capacità di spesa per investimenti ammontante ad un totale di 1.080.000 di euro per tutto il 2010. Se non si arriverà a rideterminare alcuni parametri del patto di stabilità, avremo davanti a noi mesi molto difficili che si ripercuoteranno negativamente sui nostri concittadini.
E’ per questo che non ho potuto sottrarmi dal partecipare alla manifestazione di protesta dei Sindaci, trasversale a tutte le appartenenze partitiche, che si è tenuta lo scorso 8 aprile a Milano.


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