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Ci scrivono
AAA cercasi...
Riforma Moratti: una buona proposta
Riforma Moratti: parliamone
Scorrettezze provvisorie
Automobilisti maleducati
Privato e (è) politico
Novate: paese declassato
Viabilità a rischio
A Novate è arrivata la Stella Cometa
Grazie
Più attenzione al Parco di via Baranzate
Novate città
Novate la "sua" città!
Piazza della Pace... in guerra
I parchi gioco trascurati
Il verde aiuta a vivere meglio
Inquinamento acustico F.N.M.
AAA cercasi
Direttore Amministrativo superesperto, voglia
di fare, sempre presente
I Novatesi più distratti hanno salutato lo striscione, che dal 21 febbraio veleggia dai muri della segreteria del nostro istituto Comprensivo, come uno scherzo di carnevale. Non è così, purtroppo, e ben lo sanno i genitori dei 717 allievi, insieme ai docenti, ai collaboratori, a tutto il personale ATA, a chi è presente ora ma anche a tutti a coloro che da 15 anni, da quando cioè ha scelto di insediarsi, il nostro Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi non c’è. E chi ne fa le spese siamo proprio tutti noi. Ma come questo può succedere? Che cosa si può fare? Cerchiamo di riordinare le risposte che conosciamo, tentando anche di chiarire responsabilità e competenze.
• Che cosa fa il D.S.G.A.? La normativa dice che deve sovrintendere al funzionamento di tutti i servizi e all’organizzazione del lavoro del personale di segreteria e dei collaboratori; gestire i fondi per l’acquisto di materiale didattico, tecnico, informatico per potenziare i laboratori dell’istituto; redigere l’inventario dei beni dei quali è il consegnatario responsabile; provvedere ai pagamenti, anche per le visite d’istruzione; redigere il bilancio preventivo e consuntivo; liquidare gli stipendi del personale assunto per supplenze e tutti i compensi accessori relativi ai progetti d’istituto.
• Perché non c’è? L’assenza è dovuta a distacchi sindacali reiterati nel tempo e con diverse sigle d’appartenenza. Il nostro D.S.G.A. è titolare, non ha mai richiesto trasferimento e pertanto non può essere sostituito. Tale pervicace mantenimento di sede (vuota) ci allibisce.
• Che cosa è accaduto? I danni si sono fatti via via più rilevanti, tali da richiedere una valutazione patrimoniale. Lo stesso Collegio dei revisori dei conti, in una verifica amministrativo contabile, ha segnalato con grande evidenza insolubili difficoltà.
• Che cosa si è fatto? Le funzioni del D.S.G.A. sono state esercitate finora da vari operatori scolastici, in primis dalla Dirigente che ne ha costantemente segnalato l’assenza ai propri superiori istituzionali e denunciato le gravi difficoltà conseguenti. Il Consiglio d’Istituto ha ritenuto improcrastinabile tale situazione ed ha iniziato una capillare opera di informazione e accusa a mezzo stampa circa il doloso disinteresse degli Organismi Istituzionali Pubblici per la nostra Scuola.
• Quali risultati? È giunta una risposta eclettica del Provveditore, che pare voglia nascondere il disservizio proponendo la solita “sostituzione interna”; così non va. Continueremo la nostra accorata protesta. In quindici anni sono state esaurite tutte le risorse con il silenzio compiacente di chi non è intervenuto a ripristinare tempestivamente il regolare svolgimento della vita scolastica. È in questo contesto che approda la riforma. Ne sospendiamo il giudizio.
Il Consiglio d’Istituto

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Riforma Moratti: una buona
proposta in balia dell’infantilismo
Nonostante la straordinaria campagna di disinformazione messa in atto da più parti, ritengo che la proposta di riforma della scuola rappresenti una grande opportunità per il nostro sistema educativo.
La Riforma Moratti è una buona riforma perché pone al centro della scuola l’alunno. È la proposta di un modello personalizzato e flessibile che garantisce a ciascun ragazzo il successo formativo e permette alle famiglie, d’accordo con gli insegnanti e le scuole, di seguire il percorso più adatto alle esigenze dello studente.
È, d’altra parte, una prima coerente attuazione della Legge 275/1999 sull’autonomia scolastica (ministro Berlinguer).
La riforma è vantaggiosa per i ragazzi, che trovano una concreta possibilità di personalizzare il percorso formativo verso obiettivi specifici di apprendimento: finalmente una scuola in cui si possono progettare percorsi realmente aderenti alle necessità di ogni ragazzo.
È una riforma positiva per i docenti, che vedono valorizzati l’impegno e le capacità professionali e non più mortificato il loro profilo personale da un sistema scolastico rigidamente prescrittivo e burocratico.
È una riforma che rafforza il ruolo e la partecipazione delle famiglie, coinvolte e rese corresponsabili nel processo formativo dei figli.
L’istituzione del “tutor”, la predisposizione di un “portfolio” che documenti e certifichi gli apprendimenti, i piani di studio personalizzati, la flessibilità nella scelta del tempo scuola sono i capisaldi di un nuovo modo di fare scuola tutto proteso alla formazione del ragazzo. I dati di partenza non sono buoni: ogni anno la scuola “perde” 240.000 ragazzi; la valutazione delle capacità di apprendimento colloca la scuola italiana al 25° posto sui 32 Paesi Osce; il tasso di mobilità sociale (la possibilità di mutare la propria condizione d’origine) è in Italia del 6% (negli USA del 20%). Erano in certo qual modo prevedibili le resistenze culturali dei portatori di una concezione di scuola vecchia, dirigista, burocratica. Solo ci si aspettava un confronto più serio di quello espresso dall’infantilismo girotondino.
L’alternativa al declino della scuola italiana non è la conservazione, ma il cambiamento: il problema sarà vedere se all’interno del “mondo della scuola” si troveranno personalità e professionalità mature, capaci di raccogliere la sfida del cambiamento.
Carlo Schieppati

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Riforma Moratti: parliamone
A proposito dell’assemblea pubblica “Riforma Moratti: parliamone” tenutasi presso il teatro comunale lo scorso 20 febbraio, vorremmo precisare che in quanto cittadini e genitori ci sentiamo profondamente delusi dal modo in cui gli organizzatori hanno condotto la serata. L’invito a mezzo volantino parlava inequivocabilmente di dibattito pubblico in cui si sarebbero affrontati i vari aspetti della riforma Moratti. Pertanto, abbiamo deciso di partecipare con l’intenzione di farci un’opinione a riguardo, a prescindere dalle proprie posizioni, siano esse riguardo la vita in generale, l’economia, l’educazione dei figli o la politica stessa.
Purtroppo, abbiamo notato che fin dall’inizio l’impostazione ideologica della serata era marcatamente contraria alla riforma Moratti. Infatti, prima ancora di entrare nel teatro comunale si veniva gentilmente invitati a firmare contro la riforma stessa. Ma com’è possibile firmare contro qualcosa o qualcuno se prima non ci facciamo un’opinione? È un’aberrazione ideologica pretendere il consenso di qualcuno senza garantire la necessaria e corretta informazione e credo che chiunque non abbia difficoltà ad ammetterlo. Non basta. Il dibattito che tale doveva essere, in realtà era un comizio pubblico anti-riforma, in quanto non era presente sul palco degli intervenuti nessuna voce favorevole alla riforma. Si è trattato quindi, dall’inizio alla fine, di ascoltare un’unica tesi: quella per cui la riforma va bocciata. Senza entrare nel merito delle tesi esposte, legittimamente esposte, ci troviamo però a contestare l’approccio ideologico e metodologico degli organizzatori, i quali hanno spacciato per dibattito, dove dovrebbero essere presenti le due tesi contrapposte, un monologo monotematico che è diventato un comizio anti-riforma.
È sembrata pertanto retorica e impropria la richiesta di domande da parte del pubblico. Il pubblico di domande non ne aveva perché ha assistito ad una proposizione preconfezionata d’idee e tesi specifiche, in questo caso contrarie alla riforma. Tanto valeva scriverle sul volantino e recapitarle a casa. Ci avrebbero risparmiato un’inutile rappresentazione di finto dibattito pubblico. In ultimo vorremmo sottolineare ancora due episodi incresciosi. Il primo riguarda l’assessore all’istruzione, il quale dopo aver salutato la platea e introdotto i relatori ha pensato bene di lasciare la sala. Signor Assessore, ma la sua responsabilità e competenza dov’è? Il secondo episodio riguarda un’osservazione che una persona dell’organizzazione ci ha rivolto, lamentando il fatto che dal momento che non eravamo d’accordo con le tesi esposte potevamo anche stare a casa. Questo modo di interpretare la democrazia è fuorviante e pericoloso. Non aggiungiamo altro.
Stefano Marazzato,
Giacomo Campagna,
Cecilia Gibertini
a nome di molti genitori delusi

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Scorrettezze provvisorie
Via Brodolini, casa circondariale ex 15
In data 9 gennaio 2003 la giunta comunale delibera la provvisoria esecuzione dell’ordinanza n. 200 del Comando Polizia Municipale: “A partire dal 2/9/2002 è fatto divieto a tutti i veicoli d’impegnare l’intersezione a raso tra le Vie Brodolini e Morandi… di fatto la Via Morandi, dalla data sopra indicata, assume le caratteristiche di “STRADA A FONDO CHIUSO””.
Il ricorso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 28 ottobre 2002 implica l’immediata sospensione del divieto: il divieto è rimasto e la delibera di provvisoria esecuzione, richiesta dalla legge per mantenerlo, è stata presa solo il 9 gennaio 2003… non sapevano (l’art. 74 è citato nel ricorso, in copia al Comune in pari data).
Curioso poi che ci si riferisca all’ordinanza n. 200 quale origine del divieto e questa reciti “Visto l’atto di indirizzo del 19/6/2002 n. 179”: è una delibera di giunta in cui non c’è traccia della pericolosa intersezione o di via Morandi a fondo chiuso.
Il verbale della riunione del 9 gennaio oltre a ripetuti errori formali, a una discutibile valutazione della distanza del “nuovo” accesso a via Brodolini contiene una perla relativa a via Morandi:
“…b) accesso dalla via Cavour provenendo dal centro cittadino, con svolta a sinistra in via Morandi”.
Disattenzioni, non c’è tempo per rileggere. Idem per ascoltare, confrontarsi e ragionare.
Non mi soffermerò sulle mie osservazioni che nella relazione del comando polizia municipale “si ritengono infondate”, né sullo sviamento (giustificazione da codice stradale a coprire una diversa motivazione del divieto) laddove basta leggere “…con la previsione altresì della realizzazione di un ponte ciclopedonale a scavalco della via Brodoloni, la cui rampa andrà ad interferire con l’intersezione stradale per la quale è stata disposta la chiusura” e perché se il doppio senso di circolazione nell’ultimo tratto di via Cavour deciso nella delibera 179 era in previsione della chiusura, questa non vi è citata?
In quanto all’esecuzione provvisoria, in attesa del pronunciamento del Ministero, chiunque può accertare quanto siano provvisorie la pista ciclabile e la rampa del ponte che hanno definitivamente cancellato l’intersezione Morandi-Brodolini.
Angelo Colli

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Automobilisti
maleducati
Salve, vi scrivo per esprimermi la mia esasperazione di trovarmi in una situazione che va avanti da molto tempo.
Devo ammettere purtroppo che gli automobilisti novatesi non sono affatto educati, sensibili, attenti. Mi domando perché sulla via Baranzate all’altezza del complesso scolastico non esistono i dossi artificiali per rallentare la corsa delle autovetture e per consentire in questo modo ai pedoni, che sono la maggior parte genitori e bambini che si recano a una delle scuole del plesso scolastico, di farlo in sicurezza.
Gli automobilisti non hanno proprio un senso di coscienza né di rispetto né di dovere di rallentare e frenare sulle strisce pedonali quando i pedoni sono già sulle stesse. Io mi trovo spesso ferma sulla prima striscia tenendo per mano la mia piccola figlia in attesa di attraversare da un lato all’altro della strada solo se le macchine si fermano ma non succede nulla se non mi mettessi ad alzare la mano come farebbe un vigile durante il servizio di regolazione traffico, solo allora l’auto capitata in quel momento si ferma.
Questa situazione va avanti da tre anni, una volta ho spedito una lettera di consiglio alla polizia municipale di far rilevare la velocità delle auto che viaggiano su questa strada, soprattutto all’altezza delle scuole e di conseguenza installare i dossi per rallentare la velocità. Mi è stato risposto che i dossi fanno rumore e pertanto non adeguati al caso.... ma dove sono la sicurezza per i bambini e il rispetto verso i pedoni?
Mi sono accorta che l’estate scorsa è stato costruito un dosso di porfido all’altezza del palazzo comunale di via Vittorio... perché proprio lì? non dico che non ci sia bisogno di costruire lì ma non dovrebbe essere unicamente lì! ed anche perché lì di fronte al palazzo c’è il monumento dei caduti da ammirare se si va piano con l’auto.. Certo, con tutto il mio rispetto al monumento, ma i pedoni di tutti i giorni come me che percorrono una parte della via Baranzate per andare a scuola non stanno là a guardare le macchine che passano a tutta velocità per poter attraversare da un lato all’altro... perché non si potrebbe fare la stessa costruzione del dosso di porfido fatta al palazzo comunale anche in via Baranzate dove ci sono le scuole? mi sembra una richiesta legittima... Grazie per l’ascolto.
Mamma con bimba di 5 anni

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Privato
e (è) politico

Ci sono dei novatesi che si meravigliano della frequenza con cui scrivo sul periodico: chi mi attribuisce velleità di protagonismo, chi parla di agganci in Redazione, chi ipotizza una retribuzione! Anche la mia “campagna” per il difensore civico è stata considerata non solo da persone in buona fede ma anche da benpensanti esperti in stereotipi e dietrologie un’autopromozione magari per un ruolo politico (peraltro propostomi) che non mi interessa (sono un’indipendente di sinistra). Eppure non sono nuova all’impegno civile p.es. per i diritti umani di cui hanno parlato alcuni esperti: R. Salinari (Terre des hommes) per i diritti dei bambini e V. Agnoletto reduci dal Forum Sociale Mondiale il 4/5-3 al P. Levi. Chi pretende di misurarmi col suo metro (in psicologia si parla di “proiezione”) pensi ciò che vuole ma la fiducia dei 1186 firmatari di cui ca 930 interpellati da me l’ho guadagnata sul campo anche coi miei articoli (il 1° dedicato nel ’92 alla festa della donna). Anche lo spazio sul giornalino l’ho conquistato -come da regolamento - a dispetto degli ostacoli: scrivere è un impegno libero (non sono una grafomane). Dopo la laurea e la rinuncia a priori al ruolo offertomi di assistente universitaria, a 23 anni ho iniziato il mio lavoro d’insegnante che - nonostante invidie e pregiudizi di una parte della scuola (prezzo dell’anticonformismo) - mi gratifica tuttora grazie anche al rapporto con le classi (una non facile conquista). A proposito di stereotipi: tanti mi conoscono come insegnante di storia e filosofia, ma forse c’è anche chi mi identifica con l’hobby dell’astrologia che comunque va di pari passo con le mie letture di psicologia (cfr. le ricerche di E. Del Giudice fisico teorico ricercatore dell’Ist. Naz. di fisica nucleare sez. di Milano e G. Talpo ricercatore di biofisica collaboratore dell’università di Padova: spiegano come i pianeti influenzano la vita dal concepimento alla nascita). Ma chi mi conosce è a conoscenza anche dei miei interessi in particolare la mia antica passione e ricerca filosofica (tra i miei detti preferiti: So di non sapere di Socrate e Conosci te stesso). A me piace definirmi uno spirito libero: nella mia scala di valori al 1° posto ci sono rispetto, sincerità, solidarietà, correttezza, coraggio delle proprie idee e delle proprie scelte: l’anno scorso il genetista G. Sermonti e il politologo e storico G. Galli (poi conosciuto di persona in un Convegno a Milano sul tema “Segni e messaggi dell’anima”) hanno pubblicato su Astra -con buona pace di integralisti scientisti e “nuovi illuministi” - parte dell’e mail con cui davo il mio contributo al Manifesto per una scienza sganciata dal potere, più umana e vicina alla filosofia e alla spiritualità (manifesto autografato da ben più autorevoli firmatari tra cui famosi intellettuali e scienziati italiani e stranieri).
Rita Blasioli

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Novate:
paese declassato
Ho voluto produrre quest’articolo in modo che riassuma l’operato parziale dell’Amministrazione Silva.
Avanzo queste critiche per giudicare e farci un’idea. A fronte di alcune note positive, “percorso 82”, l’operato della giunta Silva si è caratterizzato in un inasprimento immotivato della tassazione complessiva, l’avvio di opere faraoniche, svendite del patrimonio pubblico, ecc.
L’Amministrazione Comunale ha il compito di cogliere ed indirizzare l’evoluzione della domanda d’uso del territorio. Di fatto hanno agito relegando il Comune ad un ruolo di notaio che registra le aspettative degli operatori privati e avalla la tendenza alla massima valorizzazione della rendita fondiaria.

Alcuni dettagli:
Su via Repubblica 80 l’incremento della volumetria è giustificato da una finalità di servizi pubblici, di fatto viene utilizzato per residenze private con forte aumento del prezzo degli immobili “speculazione edilizia”.
L’Amministrazione Silva ha freneticamente sostenuto rilevanti interventi d’edilizia residenziale privata: palazzi in via Cavour - Vignone - Balossa, edifici in via Matteotti, con l’abbattimento dei rustici adiacenti a Villa Venino e la ristrutturazione della medesima con l’impegno di realizzare la nuova biblioteca.
A proposito della nuova biblioteca!
Questa maggioranza di centro destra ha deciso di spenderci circa 8 miliardi delle vecchie lire.
Ho avuto modo di consultare i disegni relativi alla divisione degli spazi e sono rimasto sconcertato per lo scarto tra la grandiosità degli aspetti esteriori e la povertà dei contenuti proposti.
Sbagliata è la scelta dell’ubicazione, non centrale, che penalizza tutti gli abitanti della zona ovest del paese. La dimensione è inferiore agli standards proposti dalla Regione, 1500 mq. invece dei 2000 proposti. L’organizzazione degli spazi è infelice per i limiti strutturali (larghezza massima m. 5,22) con passaggio interno alle sale di consultazione.
La parte più prestigiosa del complesso Venino, la villa vera e propria con i suoi saloni, non sarebbe destinata ad uso biblioteca bensì a sede d’uffici di rappresentanza, affittabili per pranzi di nozze o convegni.

Ecologia
La complessità dei fattori che costituiscono l’ambiente in cui viviamo è stata ridotta al solo problema dei rifiuti, con costi maggiori e disservizio.

Rumore
Non è stata realizzata la zonizzazione acustica cioè la suddivisione del territorio in aree omogenee - zone residenziali - scuole - parchi ecc.
Non si è fatto nulla per proteggere le abitazioni dal rumore causato dalla FNME.

Onde elettromagnetiche
Hanno privilegiato gli aspetti economici grazie all’installazione d’impianti della telefonia mobile:
• sopra la biblioteca
• sopra l’acquedotto
• bretella Rho-Monza
• via Vialba
• via Cesare Battisti ecc.
rispetto alla tutela della salute (quale principio precauzionale) per bambini e anziani.

Qualità dell’aria
Silva sostiene che l’aria del nostro paese è accettabile al punto da ritenere inutile l’adozione delle domeniche ecologiche.
Novate non è il paradiso terrestre che il Sindaco ci mostra nel suo opuscoletto.
Una battuta per il Sindaco Luigi Silva.
Fa la cosa giusta, si scansi un attimino e pensi a Bardolino.
Il cittadino
Luigi Gusmano

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Viabilità a rischio
In data 8 aprile 2003 numerosi abitanti della Via Bollate hanno indirizzato una lettera al Sindaco di Novate, segnalando la pericolosità della via, dovuta al passaggio di autoveicoli (e soprattutto moto) a velocità superiori a quanto consentito per i centri abitati.
In assenza di una risposta e in seguito a un sollecito, hanno avuto due incontri con l’Assessore ai Lavori Pubblici, i tecnici del Servizio Lavori Pubblici, con la presenza del Vicesindaco durante i quali è stato presentato un progetto riguardante la sistemazione della rotonda situata alla confluenza della Via Bollate con Via Stelvio e la posa di tre passi a raso sulla Via Bollate (oltre alla sistemazione dei marciapiedi, dei pali di illuminazione e dei tombini, non a livello stradale, che costituiscono un pericolo per i ciclisti, costretti a deviazione con il rischio di essere investiti dagli automezzi che arrivano alle spalle).
Nell’incontro del 24 Novembre 2003 è stato assicurato che i lavori sarebbero iniziati nei primi mesi di quest’anno; recenti informazioni li danno però per rimandati al termine delle scuole per motivi di intenso traffico stradale.
Questo ritardo lascia perplessi: vogliamo sperare che non si tratti di una scusa per ritardare i lavori fino a dopo le prossime elezioni.
I firmatari
della lettera
dell’8 aprile 2003

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A Novate
è arrivata
la Stella Cometa
Così si chiama un pulmino con una decina di posti a sedere che di pomeriggio, due volte la settimana - il martedì e il venerdì - effettua il trasporto delle persone portandole ai due cimiteri di Novate e, a richiesta, anche all’Ospedale di Bollate. Si può scendere a tutte le altre fermate effettuate dal pulmino, previo accordo con l’autista sull’ora che ripasserà a prendere le persone lasciate a quella fermata.
È veramente una bella e utile iniziativa.
Lettera firmata

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Grazie
Dopo sempre e solo tante lamentele lette su “Informazioni Municipali”, vorrei avere un piccolo spazio su questa rubrica per ringraziare l’Amministrazione Comunale di Novate (l’unica nell’hinterland milanese) per il gesto di “benvenuto” che ha voluto dare ai piccoli novatesi nati nel 2003, offrendo un blocchetto spendibile nelle farmacie del valore di Euro 271/50. Anche se di bimbi non ne avrò più, sicuramente saprò a chi dare la mia preferenza elettorale: finalmente una Giunta che pensa anche ai nostri piccolini.
La mamma di Andrea

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Più attenzione al Parco di via Baranzate
Gentile Signor Sindaco, sono una cittadina di Novate e qualche giorno fa ho trovato nella mia casella postale l’opuscolo “Novate La Nostra Città”.
Questo libretto ha suscitato in me molta simpatia per l’iniziativa, ma anche molta delusione quando si parla di “Verde Arredo Urbano”; in particolare del verde pubblico al quale dite di dare particolare attenzione.
La sottoscritta abita in via Baranzate ed essendo la mamma di un bambino di 2 anni trascorro da marzo ad ottobre il tempo libero nel parco di via Baranzate. La scorsa estate è stata una “lotta continua” (io con altre persone) per vedere pulito il parco, ma non sono mai riuscita a vederlo pulito (vedi la fontana piena di cibo, lattine e bottiglie). È il parco (forse) più sporco di tutta Novate, visto che gli altri a Voi risultano curati e puliti.
Questo parco è spesso spazzato (visto che neppure la stradina interna si vede da quanto è ricoperta da terra e foglie), pulito, irrorato e ordinato da tante persone (compresa la sottoscritta) tranne che dall’operatore ecologico, che tutte le mattine passa solo per cambiare i sacchetti dei cestini dei rifiuti, e risponde che non è di sua competenza essendo dell’Amsa.
Quest’anno il parco l’ho visto sistemato, con i giochi puliti e le piante curate, solo a gennaio, e Le assicuro che è bello e irriconoscibile tanto che molte delle persone che lo frequentano sostengono che così sarebbe più stimolante starci.
Quindi Le scrivo questa lettera perché mi sono sentita un po’ presa in giro, dopo tutto quello che abbiamo fatto nel parco che frequento, ma anche per chiederLe di fare il possibile affinché ciò non si ripeta anche quest’anno. Questo è un parco grande, punto di riferimento per la maggior parte delle persone che abitano nella zona e che frequentano le scuole, ma Le assicuro oramai poco frequentato a causa del degrado e mancanza di pulizia dei giochi, per la precaria manutenzione del verde, per non avere un recinto separato per i cani, e una scarsa sorveglianza da parte della polizia locale (soprattutto nei periodi estivi).
Pertanto, cosciente del fatto che la Vostra giunta ha problemi più seri da risolvere, Le chiedo che venga preso in considerazione questo mio appello; credo anche che la vita quotidiana sia fatta anche di questo.
Cordiali saluti.
Cinzia Farina

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Novate città!
Al di là della mera definizione, Novate è indubbiamente migliorata rispetto a qualche anno fa: ristrutturazioni, migliore viabilità, sistemazione e abbellimento delle strade, piscina, ecc…
Ma c’è una caratteristica di Novate che la fa sprofondare indietro negli anni e non nel miglior senso della parola (cioè per i nostalgici del “si viveva meglio prima”). Mi riferisco all’esistenza in pieno centro del Circolo Sempre Avanti, struttura che arreca spesso disturbo, senza alcun rispetto delle nuove disposizioni in materia di “zonizzazione”. Queste prevedono che strutture del genere vengano decentrate dove non possano arrecare disturbo in aree densamente popolate. Disposizioni che peraltro il Comune avrebbe già dovuto rendere attuative. Perché non si prende in considerazione il trasferimento in un’area decentrata, per esempio nel parco di nuova realizzazione accanto alla piscina?
Si assiste quasi quotidianamente a schiamazzi a qualsiasi ora di improbabili sobri che giocano a carte, bestemmiando o insultandosi a vicenda, senza considerare la presenza di bambini nei giardini limitrofi.
Ma il peggio avviene da maggio ad ottobre quando dalle 21 alle 23.30 (con soventi sforamenti d’orario e schiamazzi del dopo-ballo) la quiete viene disturbata dalla musica a tutto volume della balera all’aperto! Il volume è così alto che anche tenendo i doppi vetri chiusi (il che nelle torride estati vi assicuro che non è piacevole) non permette di dormire. Voi direte, beh, fino a quell’ora comunque d’estate non si va a letto! Peccato che questo avvenga 3-4 volte alla settimana, sempre con la stessa musica (e quando è dal vivo è ancora peggio) e che non si possa costringere i bambini o comunque chi è stanco a star svegli. Il sonno mi sembra un diritto inalienabile! Conoscete altri centri in cui esista una situazione simile?
Anche durante i mesi invernali, sebbene al chiuso, può succedere che ci siano serate danzanti, festanti e sbraitanti. Tengo a precisare che questo non dovrebbe neppure accadere in quanto questa struttura è priva di qualsiasi sistema di insonorizzazione, cosa che avviene invece per le innumerevoli discoteche anche nel centro di Milano. Ad esempio sabato grasso la musica è continuata fino alle 4 del mattino, pur avendo questi simpatici signori il permesso di festeggiare fino alle 3 e malgrado telefonate con richieste di ridurre per lo meno il volume. Ma vi sembra civile permettere certe cose nel centro di una città? Dove sta il rispetto per gli altri? Un’ultima raccomandazione, questa per chi andrà ad abitare nelle nuove case di via Repubblica 80. Se siete amanti del liscio una sera sì e una no, attrezzate una stanza a pista da ballo, avrete musica gratis (sempre la stessa) per tutta l’estate! Se invece preferite dormire, beh… auguri!
Beatrice Airoldi

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Novate
la “sua” città
Ho ricevuto il fascicolo preelettorale, che il “signor” sindaco ha fatto preparare utilizzando i soldi pubblici, pur essendo un cittadino che vive nella zona di Novate che non appare nella planimetria aerea del centro cittadino dello stesso perché la zona Baranzate non esiste per l’amministrazione e ciò è dimostrato dallo stato di abbandono dei parchi, delle strade, dei servizi con l’unica eccezione della sede della Polizia municipale: si vuole sorvegliare il Bronx?
Vantarsi del titolo di città prima che ci sia il riconoscimento ufficiale sembra almeno prematuro. Alcune osservazioni al fascicolo su Novate e ai suoi contenuti vengono naturali a chi vive in paese.
La “città” sta crescendo? Forse in quanto a cemento e fabbricati. Non vi è certo un aumento demografico, visti i dati dell’anagrafe, e nel mercato immobiliare fioriscono solo gli aumenti dei prezzi al metro quadro.
Si vive bene? Invito il sindaco a una camminata per le vie del “paese” e a una pedalata per le strade dove si rischia ad ogni metro di sprofondare in immense buche dell’asfalto, non solo dovute alla mancata manutenzione, ma anche all’assurda posa dei tombini che sono spesso 10 cm. sotto il livello stradale.
Che dire poi dei tempi di realizzazione delle opere stradali? I disagi sono sempre lunghi, per riasfaltare una rotonda passano mesi. Il bicchiere poi va visto dalla parte piena, sì ma il pieno in questo caso copre solamente il fondo. Le grandi opere sono il vanto di questa amministrazione, ma sembrano sempre più cattedrali nel deserto perché circondate dal più totale abbandono: parchi in cui l’erba è tagliata quando supera altezze incredibili, pulizie non effettuate, cestini dei rifiuti che per mesi sono sostituiti da sacchetti appesi ai paletti, auto abbandonata nel posteggio della stazione dal novembre del 2002 (Fiat Uno bianca targata Firenze).
Vado alla zona Baranzate in cui abito e cito alcune perle: via Buozzi dove i dossi rallentatori servono a prevenire il pericolo delle buche, il parco di via Curie fatto e poi abbandonato a se stesso, la rotonda “triangolare” tra via Fermi e via Edison e il relativo senso unico e il lampione che da mesi si accende e si spegne a intervalli regolari, esempio di assurda e pericolosa viabilità.
Il collegamento con il resto del paese: un sottopasso chiuso da anni senza motivo che limita la comunicazione tra le due parti del paese; la grande copertura delle scale illustrata nelle foto, ma perché non c’è una fotografia delle rampe piene di buche e con gli archetti che impediscono il passaggio delle carrozzelle degli handicappati e difficoltà per le carrozzine.
Ora il regalo dell’albergo sulla Rho-Monza che senza il raddoppio dell’arteria porterà ulteriore caos viabilistico, considerato che non è previsto l’eliporto stante la vicinanza solo in linea d’aria del polo fieristico; in quanto ai negozi utili alla zona Baranzate mi chiedo a chi possa giovare un concessionario d’auto per risolvere i problemi della spesa.
Roberto Bergamini

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Piazza della
Pace… in guerra
Sono stati fatti in passato molti sforzi per fare in modo che la Piazza si presentasse ordinata e pulita e renderla così confortevole per gli abitanti e per coloro che la frequentano.
Purtroppo ci sono ancora condizioni che non incitano alla Pace, ma gli umori in zona sono ancora di color “nero”.
Si eseguono pulizie sulla piazza, mentre la fontana, che dovrebbe rappresentare un vero decoro urbano, è in uno stato disastroso.
Quello che ancora più infastidisce è lo stato di degrado in cui è lasciata la zona retrostante la Piazza, dove si trova il deposito dei rifiuti per le case comunali e la palazzina condominiale privata.
Il numero dei cassonetti è col tempo diminuito e quindi insufficienti, e in più quelli rovinati e abbandonati in terra, non sono altrettanto degni di intervento.
A rendere ancora più sconfortante l’ambiente, la presenza di ferraglie e biciclette usate rotte, con la pavimentazione assai pericolosa, specie per i più anziani che ne usufruiscono.
L’umore “nero” crescente è imputabile al fatto, che nonostante i reclami e la richiesta di adeguati interventi, nessuno si faccia carico del problema, né l’Amministrazione Comunale, né l’Amministratore condominiale.
Ci si augura che questa ulteriore comunicazione serva a far aprire gli occhi e le orecchie e finalmente si provveda a far sì che il nome della Piazza rimanga tale.
I condomini di P.zza della Pace

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I parchi gioco
trascurati
Siamo un gruppo dei tanti genitori che in passato hanno raccolto firme per migliorare la situazione dei parchi di Novate. A fine giugno 2002 abbiamo presentato una petizione (con al seguito 770 firme) sul degrado dei parchi gioco di Novate, in cui venivano evidenziati quattro punti principali:
- Insufficienza e stato di abbandono dei giochi.
- Condivisione degli spazi verdi con i cani.
- Poco frequente pulizia e manutenzione.
- Circolazione di mezzi a motore.
Il Sindaco rispondeva tramite lettera (2-7-2002) che “sono previsti nei parchi comunali (opere varie, rigenerazione del verde, rimboschimento…., video sorveglianza) per Euro 705.000,00 circa, dei quali in particolare Euro 140.000,00 circa per giochi, già disponibili”.
La soluzione per risolvere il degrado dei parchi era considerata una questione di inciviltà e di conseguente ordine pubblico.
Non ci sembra che attualmente la situazione dei parchi sia molto migliorata, spesso i giochi rotti rimangono tali per molti mesi, il verde manca ancora della dovuta manutenzione.
Dopo aver atteso più di un anno oggi ci chiediamo se i nuovi giochi che sono stati inseriti nei parchi Novatesi sono costati Euro 140.000,00.
Visto in che stato versano i parchi gioco di Novate viene inoltre da chiedersi se l’Amministrazione Comunale amministra bene i soldi che gli arrivano dalle tasse dei cittadini.
Quindi invitiamo i cittadini a verificare di persona lo stato del verde a Novate ed in particolare dei parchi gioco chiediamo al nostro Sig. Sindaco di farci sapere come sono stati spesi realmente questi fantomatici 140.000 Euro; si spera non per fare operazioni di immagine vedi il recente libretto patinato distribuito a tutti “Novate La nostra città”.
Franco Zanini e Riccardo Guerra

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Il verde aiuta
a vivere meglio
Leggo con interesse la rivista “informazioni municipali” che ritengo una buona iniziativa di “marketing”.
Ultimamente ho anche ricevuto il libretto “Novate la nostra città”. È vero, Novate è una città in crescita, ma siamo sicuri che la crescente edificazione e l’aumento della popolazione e, di conseguenza, del traffico siano un requisito di vivibilità? Io sono nata a Novate nel ’54 e amo il mio paese natale.Quando ero piccola, addirittura cercavo i girini nelle pozzanghere e nei vari fossetti che da anni sono spariti. OK, il progresso, ma attenzione a non superare i limiti!!
Per me, vivibile è una città che abbia anche degli spazi verdi e di ricreazione.
Che fine ha fatto il verde di Novate? Non sono d’accordo, come si afferma nel libretto, che Novate sia pulita e ordinata!
Per il riciclaggio dei rifiuti, sì, Novate è all’avanguardia, ma se voglio fare una passeggiata il parchetto di Via Roma/Manzoni non ha più erba, le panchine sono rotte, i muri tutti scritti, i cestini della spazzatura, tutti rotti… per non parlare del parchetto di Via Gramsci, con quel residuato di fontana che una volta era funzionante e piastrellata di azzurro!
Non voglio dilungarmi, ma esprimere il mio pensiero, sperando di sensibilizzare chi può decidere per la cittadinanza.
Sono d’accordo sullo sviluppo, ma non a discapito dell’ambiente.
Il verde aiuta a vivere meglio, il traffico e l’alta densità di popolazione generano stress, se mancano gli spazi vitali, ed io credo che se Novate continua a costruire così distruggendo tutti i prati, fra poco non ci sarà più un angolo dove potersi distendere e scaricare le fatiche.
Due parchetti ormai striminziti non bastano.
È utopia o auspicabile che qualche riunione comunale prenda in considerazione anche le esigenze di chi si voglia muovere un po’ fra piante e prati?
Grazie per vostre delucidazioni.
Dolores Monti
Una novatese che vorrebbe continuare ad amare Novate

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Inquinamento
acustico F.N.M.

Sono stati pubblicati dal Dicembre 1999 ad oggi, proprio su queste pagine, esattamente n° 11 articoli nonché altri su notiziari locali, riguardanti i fischi, gli annunci sonori ed i disagi provocati dalle F.N.M. ai cittadini novatesi.
Articoli redatti, per la maggior parte, da componenti del gruppo “Antirumore” coordinato dal Sig. Eligio Bertolasi.
Purtroppo, niente è cambiato, nonostante le proteste e i ripetuti inviti alle autorità per intervenire in modo risolutivo ed efficace.
Consapevole dei ritardi tecnici e burocratici (vedi installazione barriere fonoassorbenti) che rallentano i miglioramenti proposti, mi domando se non vi sia stato uno scarso interessamento da parte dell’Amministrazione rispetto al problema. Mi auguro che tutte le forze politiche si impegnino e soprattutto si attivino nei loro prossimi programmi a considerare l’enorme importanza di questo disagio per la futura città, affinché sia un habitat pulito, sicuro, tranquillo e vivibile.
Ermelindo Locati

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