Torna al sommario
FOCUS

Padre Ambrogio Fumagalli:
Il sacerdote che aveva una scatola di colori
e si è seduto a dipingere la pace…

Così lo ricorda Mons. Gianni Zibetti
“Era nato il 6 agosto 1915, ottavo di quindici figli, da una famiglia contadina che otteneva la terra con un contratto stagionale, con scadenza a San Martino, 11 novembre. A quella data, se il contratto non veniva rinnovato, il contadino, con la sua famiglia, partiva in cerca di una nuova cascina. Sulla fine della prima Guerra Mondiale, papà Fumagalli dovette caricare sul carretto la famiglia e partire: arrivò a Novate Milanese come sacrestano, mentre i figli prendevano ognuno la propria strada.
Ambrogio Fumagalli, ragazzo esile e timido, aiutava un vecchio restauratore di quadri: divorava con gli occhi quei colori, finché non seppe resistere e rubò alcuni tubetti di colori.
Un giorno venne a Novate un padre Olivetano, Ambrogio decise di farsi frate.
A trent’anni, nella seconda guerra mondiale, all’ospedale di Bologna c’era un’infermiera esuberante che ai soldati dava anche il suo corpo. Un bombardamento la lasciò con il ventre squarciato: il monaco, impressionato, buttò giù il suo primo quadro impegnativo, un Cristo tra le donne di malavita. Poi a Torino, a Roma, a Milano, a Novate ….
Ora Padre Fumagalli riposa in riva al lago di Bolsena che amava tanto! Ha lasciato il suo corpo, ma canta nel suo Paradiso, nella luce infinita, là dove non c’è notte, là dove gode con Dio, in pace e nell’eterno”

Le sue vetrate: un filtro per riuscire a rivolgere
lo sguardo chiaro e puro nel sole di Dio
Tratto da Gianfranco Ravasi, nel volume “Bozzetti per vetrate e mosaici di don Ambrogio Fumagalli” - Seregno Abbazia S. Benedetto, 1992
“La vetrata è per eccellenza una celebrazione della luce nel suo mistero simbolico e le vetrate di p. Ambrogio si lasciano trapassare dalla luce cosmica, celeste e divina. In esse si rendono visibili le grandi manifestazioni di Dio. E la prima rivelazione - quella centrale nell’opera di p. Fumagalli - è quella della Crocifissione. Il Crocifisso è cantato in triangoli luminosi ascensionali, in abbracci orizzontali che coinvolgono Maria e talora i monaci Olivetani, ai piedi della Croce. Da questa immagine fondamentale si diramano le altre, a partire da quella della Pasqua del Signore. Non a caso, uno dei cicli più vasti di p. Fumagalli è raccolto proprio nella Chiesa della Risurrezione di Milano Vialba: una pioggia di luce si riversa nel ricamo festoso di quadrati e cerchi, spigoli e curve, tagli e flussi. Un altro orizzonte caro a p. Ambrogio è quello Mariano: Maria Immacolata, la Madonna del Rosario, la Stella mattutina, Maria dell’Annunciazione. P. Fumagalli sa commentare visivamente il senso dell’essere come incrocio tra l’infinito e il creato, tra il divino e l’umano: per questo, forte è il suo amore anche per i sacramenti - Battesimo, Riconciliazione, Eucarestia e Parola sono soggetti amati. La purezza dell’anima diventa chiarità delle sue opere d’arte: tutto quello che raffigura diventa luce di Dio.”

I Camuni: un’altra svolta nella storia
della sua pittura che nasce
da un rinnovato rapporto con la Natura
Tratto da Raffaele Palmerini nel volume “Fumagalli”-
Studio “Urbana 49”, 1983
“I Camuni, popolazione misteriosa, la quale aveva dimorato per millenni in una valle al settentrione di Brescia, stretta tra due catene di montagne e chiamata Valcamonica, avevano in qualche modo cantato la loro umile epopea di pastori, cacciatori, agricoltori con un’affinità di graffiti rupestri sulle rocce di quei monti. I graffiti riproducono figure umane, animali, scene di caccia, di agricoltura, di lotta, per lo più, in forme stilizzate ed essenziali, niente affatto attente alla precisione anatomica, ma alla immediatezza della comunicazione.
Quest’arte ha un fascino e consiste proprio nel suo essere punto di arrivo e non di partenza, nel cogliere i pochi elementi essenziali e buttar via il superfluo: in questo modo sentono i bambini.
Per p. Fumagalli una specie di ritorno, non cercato, ma spontaneo al vedere e al sentire dell’infanzia, il giorno che insieme alla sorella visitò quella valle. Aveva già l’anima pronta al quel tocco di favola, al linguaggio sobrio e scheletrito.
Questo ha indotto p. Fumagalli a farsi pittore camuno: non un esercizio accademico fuori tempo e fuori luogo, ma una voce intima che lo spinge. Mi accorsi della seduzione di questa nuova esperienza dal tono caldo e persuaso che aveva nel farmi intendere come fosse avvenuto che un certo suo sogno di estro elementare si fosse avverato.”

Un uomo schietto, autentico, originale,
artista, che racconta avventure celesti

Note biografiche
1915 - Nasce a Cambiago (Milano)
1929 - Entra in Collegio presso i Padri Benedettini di Monteoliveto
1940 - Viene ordinato sacerdote. Studia disegno a Firenze
1945 - Seregno: prima mostra
dal 1946 al 1971 - mostre in tutta Italia e all’estero: Bologna, Roma, Teramo, Milano, Cortina, Firenze, Positano, Bergamo, Londra e New York …Nel frattempo, oltre a quadri di cavalletto, esegue mosaici e vetrate per chiese: Fossalba (Pordenone), Cambiago (Milano), S. Antonino al Ticino (Varese), Castelverde (Roma), Siena, Pescara, Seregno, San Giorgio su Legnano, Cipriano di Cerro Maggiore …
1985 - Novate Milanese: Trittico La Pace (sala del Consiglio Comunale) e Monumento ai Caduti
1991 - Novate Milanese: dipinti nella chiesa dei Santi Gervaso e Protaso
1998 - Bolsena: muore l’8 maggio e riposa nel cimitero locale

Inizio pagina