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Ci scrivono
Ma quanto costa una struttura temporanea per lo sport a Novate Milanese?
Inquinamento acustico
Vivere con l'angoscia di subire un furto
Via Bovisasca
In memoria di Bruno Passerini
Più cura per i parchi
Ricordo di un amico, Renato Bergami
Ciao Mariuccia
Le rose Kordes-Saldini
La semina degli appalti
Ancora una proposta per l'istituzione del Difensore Civico
Il traffico a Novate? Da bollino rosso!
Un albergo in città
A proposito del 'pallone'
Pinzillacchere
"Il grande sogno"
Più informzioni sul "Cymina Ultra"
Tre studentesse novatesi della stessa classe si diplomano a pieni voti
Ma quanto costa una struttura temporanea
per lo sport a Novate Milanese?
Più passa il tempo e più sorgono i dubbi riguardo l’Amministrazione Silva che, fortunatamente per tutti i cittadini novatesi, si appresta a concludere il proprio mandato di governo locale. L’ultima realizzazione inventata dall’attuale giunta consiste nella realizzazione della tensostruttura adiacente i locali della S.O.S. e situata a fianco della Scuola Media “O. Vergani”. Come ormai tutti i cittadini sanno, l’Amministrazione ha ritenuto opportuno realizzare uno spazio per le attività sportive che potesse funzionare durante gli interminabili lavori di ristrutturazione del palazzetto dello sport e, nel proporre-imporre tale opera, non ha mancato di sottolineare il carattere temporaneo della stessa.
Spesa prevista per l’opera temporanea più di 335.000 euro!!! Probabilmente un po’ troppi!
Nessuno all’interno dell’attuale maggioranza si è mai posto il problema di dove far nascere la struttura e, questo continuo non badare ai “particolari” e alle reali esigenze della cittadinanza, ha causato l’immediata reazione di un gruppo di cittadini residenti nella zona che non hanno esitato un attimo a portare le proprie ragioni di scontento di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale.
La necessità di una struttura che possa essere utilizzata dalla cittadinanza al posto del palazzetto dello sport ancora chiuso, è evidente a tutti ma: come mai non è stata considerata l’opportunità di ubicare tale struttura in una zona di Novate carente di palestre? Evitando di piazzare il tendone a pochi metri dalle abitazioni con il conseguente disagio per l’intera zona? Il dubbio, che stenta a rimanere tale, è che l’Amministrazione Silva, ormai lanciata in campagna elettorale, abbia voluto fare un regalo all’attuale Assessore all’Urbanistica, guarda caso anche insegnante all’interno della Scuola Media “Vergani”, sdebitandosi in una sorta di scambio di favori all’interno della Giunta sfruttando anche un valido strumento di propaganda elettorale all’interno della scuola, garantendosi così una buona dose di potenziali voti, avendo regalato al proprio istituto una palestra.
Non ci piace questo modo di operare sul territorio e, questo ennesimo gesto sconsiderato per il portafogli dei novatesi, pare una vera presa in giro! Ed è un ulteriore atto di prostrazione all’interesse, non della collettività, ma di un gruppo ristretto di persone. Bella mossa: raggirare la cittadinanza, costringendola a pagare un’opera ad uso quasi esclusivo di una scuola!!! Ottimo modo di operare, l’unica speranza è che questo modo di esercitare l’attività politica sia l’elemento per cui i novatesi non vi affidino più i propri consensi elettorali.
Partito dei
Comunisti Italiani
sezione di Novate Milanese

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Inquinamento
acustico
Nel corso del 2002 su questo giornale sono state pubblicate alcune mie lettere relative all’inquinamento acustico causato dalla FNME, nelle quali chiedevo all’Amministrazione Comunale interventi presso i responsabili.
I problemi sostanzialmente erano tre:
- rumore dovuto al transito dei treni
- utilizzo del fischio sia durante il transito in stazione sia in fase di movimentazione nell’area esterna al deposito,
- rumore causato dalla movimentazione nell’area deposito
Il problema relativo al rumore per il transito sembrerebbe risolto dalla FNME che posizionerà, si spera quanto prima, pannelli fonoassorbenti lungo la tratta comunale.
Restano i rumori causati dall’utilizzo del fischio e dalla movimentazione dei treni nel deposito, rumori che sono particolarmente fastidiosi soprattutto nel periodo estivo quando si tengono aperte le finestre anche durante la notte.
Io penso che questi problemi possano subito essere risolti dalla ns. Amministrazione con un po’ di buona volontà, per esempio facendo pervenire ai lavoratori della FNME un ciclostile (con copia ai responsabili) con semplici “consigli” di comportamento specialmente durante il lavoro notturno. Bisognerebbe spiegare loro di non utilizzare il fischio dei treni come segnale convenzionale di comunicazione ma, per esempio, munirsi di walkie-talkie o di cellulare, e se proprio serve lasciare un treno col motore acceso di prima mattina, che lo si faccia, ma all’interno del deposito, in modo da non creare disturbo alle persone che dormono lasciando il motore accesso anche per 30 minuti alle 5,00-5.30. Se si tiene conto che il treno funziona elettricamente non c’è neanche il problema inquinamento all’interno del deposito,
L’Amministrazione Comunale potrebbe anche intervenire direttamente presso le FNME con una ordinanza che ingiunga loro di limitare al velocità dei treni a 30 km/h quando attraversano il territorio di Novate Milanese, così facendo si eliminerebbe anche il fischio di avvertimento di transito durante il giorno, fischio che invece continuano imperterriti ad utilizzare.
Il controllo potrebbe essere eseguito tramite autovelox o telecamere fisse posizionate all’ingresso del comune, segnalando con cartelli visibili il controllo di velocità sul territorio. Se non ricordo male il Sig. Sindaco, durante una riunione in Comune, si è impegnato, quando fosse stata pronta la zonizzazione, ad elevare contravvenzioni alle FNME, qualora il livello del rumore da loro provocato sul territorio di Novate Milanese avesse superato i limiti consentiti dalle leggi. Io sono convinto che se i rumori notturni fossero causati da ragazzi in motocicletta il problema sarebbe risolto con l’intervento dei vigili e multe salate; per il disturbo causato dalle FNME, invece, non si riesce, o non si vuole, risolvere il problema.
Nella speranza, ormai sempre più vana, che questa mia venga presa in considerazione dai ns. amministratori, invio distinti saluti.
Giuseppe Strada

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Vivere con
l’angoscia
di subire un furto
Vivo a Novate dal 1974, prima in via Monte Rosa, da anni in via Gran Paradiso al n° 9.
In zona sono sempre avvenuti furti, negli ultimi anni però sono aumentati in modo esponenziale. I condomini della via Gran Paradiso 9, dall’inizio dell’anno alla fine di luglio, hanno subito ben 6 furti: 3 vetture, 2 autoradio, 1 furto di oggetti vari in un’auto e per finire un furto in un box, più altri furti subiti da altri abitanti in via Gran Paradiso.
Questo, ovviamente, ha causato un grave danno economico ai cittadini novatesi che vivono del loro lavoro, pagano la tasse statali, regionali e comunali.
NON chiediamo alle forze dell’ordine presenti sul territorio e all’Amministrazione Comunale la luna, chiediamo di essere tutelati, almeno come gli altri cittadini di Novate.
Noi abbiamo alcune proposte da fare alle istituzioni preposte, certo che non saranno queste proposte ad abolire i furti, ma farli diminuire sì.
1) Aumentare la presenza sul territorio (specialmente di notte) delle forze dell’ordine, compresa la Polizia Municipale;
2) Migliorare l’illuminazione stradale;
3) Potare fino a 3 mt i rami delle piante del boschetto antistante al n° 9 e 13 della nostra via;
4) Installare delle telecamere zonali, come hanno già fatto a Desio, nelle zone a rischio; per salvaguardare la privacy si potrebbe prevedere la cancellazione delle registrazione ogni 48 ore;
Vorrei aggiungere che la nostra via è in uno stato pietoso, cordoli dei marciapiedi divelti e pieni di sterpaglie, l’asfalto della strada presenta dossi, buche varie, che in caso di pioggia diventano laghi.
In attesa di un Vostro sollecito e risolutivo riscontro
Un condomino di via G. Paradiso 9
“angosciato” dallo stato d’insicurezza presente


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“Via Bovisasca”
Dopo anni di abbandono, finalmente Via Bovisasca rinasce, e anche Novate, non più “solo - el paes di och -” ma una nuova realtà cittadina.
Grazie alla Giunta e al Sig. Sindaco che, ancora prima di essere eletto, aveva promesso il completamento della pista ciclo pedonale e del relativo marciapiede.
Ebbene questi ed altri lavori sono stati realizzati. Ora anche gli abitanti di via Bovisasca possono ritenersi “finalmente uniti a Novate”.
Grazie Sig. Sindaco.
Giuseppe Garlati

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In memoria di Bruno Passerini
Che dire del nostro nonno? È stata una persona speciale, l’hanno detto in tanti ed è proprio vero! Noi, i suoi nipoti, non dimenticheremo le partite di carte in cui immancabilmente vinceva sempre, le “lotte” fatte per non dargli da fumare l’ennesima sigaretta (sua inseparabile amica) e le urlate quando giocavamo nel cortile con la sua sedia a rotelle o il suo bastone... eh sì, quante volte l’abbiamo fatto arrabbiare e adesso chi andremo a trovare in bicicletta ogni giorno?
La mamma ci ha detto che il nonno era fiero di noi e anche noi siamo molto orgogliosi di aver avuto un nonno forte come lui che ha combattuto tanto contro le sue malattie e per 15 anni ha sempre vinto, sopportando tanti dolori e ingoiando ogni giorno pastiglie di tutte le dimensioni e colori. Nonno, a noi hai insegnato tante cose e tutto quello che potevi dare ce l’hai sempre dato, forse anche lassù avevano bisogno di te per giocare a carte o per aiutare la nonna Elena a girare la maionese: stai attento a non farla impazzire altrimenti la nonna si arrabbia! E mi raccomando, non dimenticarti di guardare giù ogni tanto perché i tuoi nipoti hanno tanta nostalgia di te! Ti ricorderemo sempre con affetto! Ciao nonno!
Camilla, Stefano e Luca

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Più cura per i parchi
Io non le scrivo per elogiarLa di quanto fatto nei parchi Novatesi, così come ha fatto, prima di me, un papà per ringraziarla dell’intervento attuato nei giardini di via Rimembranze. Penso che la cura del verde sia doverosa da parte di tutte le amministrazioni, per la Sua così come per quella che l’ha preceduta, la quale non ha brillato sicuramente in quanto a cura dei parchi. Devo darLe atto che un minimo di manutenzione da parte vostra è stato fatto così come debbo farLe notare di come sia lasciato al più totale abbandono il parco di via Manzoni:
• Cestini, in uno stato di degrado, strapieni d’immondizia, con conseguente tracimazione di pattume,
• Area giochi con nuovi arredi, un po’ miseri devo dire, con un “fondo a rischio storte” alle caviglie e abrasioni, bastava spianare un po’ meglio il terreno dopo l’intervento sui giochi,
• Motorini allo stato libero,
• Scarso impegno nella pulizia da parte degli operatori ecologici e addetti al verde (ma qualcuno li controlla?)
Riconosco che molti genitori e nonni contribuiscono al degrado, abbandonando carte, cartacce e quant’altro, ma credo che in una situazione di maggior vivibilità venga più naturale rispettare e far rispettare il verde pubblico.
Sarà anche un problema di risorse economiche, ma che mi dice dei lavori di recinzione dell’area palazzetto, cancelli e piantane in metallo, con successiva rimozione di quanto appena fatto? Io questo lo chiamo spreco!
Sperando in una maggior attenzione alle cose piccole, di tutti i giorni, spesso ottenebrate dalle assordanti “grandi opere” Le porgo distinti saluti.
Massimo Golzi

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Ricordo di un amico,
Renato Bergami
Caro Renato, il 27 luglio sei tornato dalla Val Vigezzo, dopo un lungo periodo di riposo con la sorella, sei tornato a morire a casa, la notizia mi è giunta alle 19.00… mi si è gelato il sangue, perché non mi aspettavo una fine così rapida.
Il mattino seguente vengo a cercarti nella camera mortuaria dell’Ospedale di Bollate, chiedo di vedere il mio amico Renato, il custode scopre il tuo volto coperto da un lenzuolo bianco, ed ecco lì, impietrito, il mio Renato, ti osservo in silenzio e mi accorgo, sul tuo viso bianco, di un sorriso.
I miei pensieri vanno lontano, lungo i due anni di sofferenza dopo l’operazione.
Passa il tempo e decidi di trascorrere un periodo di riposo a Fuipiano, era luglio del 2002, in quel mese avevo l’occasione di trovarti alla domenica, una di queste, ti trovo seduto al tavolino fuori dal ristorante, mi raccontasti della settimana appena trascorsa, eri felice perché eri riuscito a raggiungere la vetta del Resegone, dopo un primo tentativo fallito.
Sei partito in febbraio per Bordighera per cambiare aria e riprendere forze fisiche, eri troppo lontano per venire a trovarti, allora ci siamo sentiti più volte al telefono, in una di queste telefonate mi hai fatto venire il nodo alla gola, mi dicesti: “Mario, tu non ci crederai, ma io ogni sera prego il buon Dio di mandare i miei genitori a prendermi”.
Il tempo passa come la malattia, inesorabile, e decidi un periodo di riposo con tua sorella in Val Vigezzo, la valle cosiddetta “dei pittori”. Ecco, io credo che in quel luogo tu abbia incontrato un grande pittore anonimo, senza firma, ma capace di incidere nei cuori di tutti coloro che ti hanno conosciuto la dolce figura del tuo volto. Ti guardo ancora, poi con una carezza e un bacio in fronte, prendo il lenzuolo bianco, e ti copro per sempre.
Arriva il giorno del tuo funerale, 30 luglio, e nonostante il periodo estivo e il grande caldo, siamo presenti in tanti, ricordo una frase del celebrante, don Mansueto: “La nostra vita è come una finestra spalancata verso l’eternità”.
Questa soglia tu l’hai già superata, ora sei con i tuoi genitori e la sorella che ti hanno preceduto, insieme troverai tanti amici, dal Mario Vaiani a Paolo Brasca, alla Bianca Zenoni e molti altri che ricordiamo con affetto.
Ecco, forse il tuo sorriso era per aver incontrato veramente tanta gente, allora ti dico, a nome di tutti i coscritti, ciao Renato, e buon viaggio nell’eternità.
Mario Zarantoniello

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Ciao
Mariuccia
Mariuccia, ci hai lasciati
in punta di piedi
come sei vissuta.
Hai sofferto molto,
ma hai sopportato
il tuo dolore
sempre con dignità
e nel silenzio.
Io ti devo ringraziare
e come me, credo,
anche molte persone
perché ci sei stata
d’esempio:
il tuo comportamento
ci ha fatto riflettere,
ci ha dato forza
nei momenti difficili,
ci ha insegnato
a non farci vincere
dallo sconforto.
Grazie Mariuccia
e buon riposo!
Maria Teresa

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Le rose
Kordes-Saldini
Come ogni anno, verso la fine di maggio, presso il Roseto intitolato a Niso Fumagalli (il fondatore della Candy Elettrodomestici) si svolge a Monza il prestigioso Concorso Internazionale per le nuove varietà di Rosa. Una qualificata giuria internazionale sceglie le migliori novità tra quelle presentate dai principali ibridatori di tutto il mondo, in diverse categorie: ci sono premi per rose a fiore grande, a mazzetto, rampicanti, miniatura, etc…
Come spesso capita, anche quest’anno ha ricevuto una medaglia d’oro l’ibridatore tedesco W. Kordes Söhne, che l’ha conseguita tra le rose a fiore grande, con una magnifica varietà a fiori gialli.
Kordes, da diversi anni è rappresentato in Italia dall’Azienda Vivai Saldini di Novate Milanese. E il contributo di Saldini è molto importante: con prove ripetute nelle nostre condizioni, selezionano quali sono le varietà migliori per il nostro paese.
In particolare, l’abbinata Kordes-Saldini si sta facendo sempre più conoscere e apprezzare per le cosiddette “rose da terreno urbano”. Sono quelle che vengono comunemente utilizzate in città per aiuole, rotonde, siepi e altre situazioni. Hanno caratteristiche di rifiorenza, copertura del terreno, resistenza a malattie, parassiti, intemperie ed inquinamento, che le rendono ideali per queste condizioni.
Un esempio che molti di voi conoscono, è l’aiuola tra via Cascina del Sole (dove appunto si trovano i Vivai Saldini) e via Brodolini. Ma queste rose sono ideali anche per i giardini privati: hanno bisogno di pochissima manutenzione e trattamenti, resistono alle basse e alle alte temperature, alla pioggia insistente e alla siccità, e molte varietà rimangono fiorite da aprile ai primi geli; possono poi essere utilizzate anche in grandi vasi e fioriere. Tra le più recenti novità, la “Cervia”, una rosa a mazzetto con fiori di un delicato color albicocca, e “Medeo”, una varietà tappezzante, di un bel bianco delicatamente soffuso di rosa. L’assortimento di Kordes e dei Vivai Saldini è molto ampio, e ognuno può trovare la rosa più adatta al proprio giardino.
Pertanto i Vivai Saldini sono aperti al pubblico per visitare i loro rosai.
Vivai Saldini
via Cascina del Sole, 60
Novate Milanese (MI)
Tel. 02/3542441 - Fax 02/3548529
E.mail: info@vivaisaldini.com

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La semina
degli appalti
Sì, cari concittadini, si tratta, purtroppo, di una vera e propria semina, salvo il fatto però che così distribuita e lasciata al puro caso darà certamente pochi frutti.
L’imperativo categorico per questa Amministrazione è costruire, costruire piscine private con finanziamento pubblico, snaturare un palazzetto dello sport (punto focale di manifestazioni sportive) trasformandolo in sede di allenamento, annettendovi, proprio dietro alla SOS Novate, una struttura che se pur provvisoria costerà 700 milioni di vecchie lire. Fare e rifare e poi smontare ancora via Andrea Costa, smantellare una pista di atletica per costruirne nuovamente una non regolamentare, rattoppare marciapiedi con travertino alla Portofino e catrame senza capire perché solo davanti a talune attività o abitazioni debba esserci l’uno o l’altro, e via dicendo all’infinito. Ma allora, in mezzo a tale caos, dove sono i progetti strutturali e le pianificazioni del territorio?
Progetti che derivanti da studi di fattibilità e di analisi attenta delle esigenze dei cittadini prevedono interventi compiuti mirati a produrre dei vari servizi.
Sembra che tale amministrazione abbia fretta, fretta di dimostrare ad altri di essere i più bravi, oppure più semplicemente fretta di regalare appalti, poco importa se soddisfano la sola impresa edile e non il cittadino. Penso che chiunque si aspettasse un impiego delle migliaia di denari che si stanno spendendo in modo più attento ed oculato, perché, si sa la fretta è cattiva compagnia dei buoni risultati.
Una pista ciclabile che consenta di andare in ogni luogo del paese come lo si può fare con la propria auto, un centro sportivo comunale che non costringa le famiglie a dividersi da un capo all’altro del paese per fare sport, una biblioteca in una posizione più centrale e meno marginalizzata e commissionata con appartamenti privati e quant’altro frutto di un solo obiettivo, quello di realizzare gli interessi di chi a Novate paga le tasse e non ama veder sperperare i propri denari.
Alessandro De Tursi

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Ancora una
proposta per
l’istituzione del
Difensore civico
L’anno scorso su invito della trasmissione Mi manda Rai 3 chiesi sul giornalino l’istituzione del difensore civico, una figura di democrazia diretta presente da qualche decennio in alcuni paesi stranieri e da un po’ di anni in alcune città italiane. A tutt’oggi a Novate questo funzionario, che potrebbe sostituire in alcune mansioni il giudice di pace operativo nel nostro comune per diversi decenni, rimane virtuale. E dire che ce ne sarebbe proprio bisogno. Chi di noi non si è scontrato anche dopo la rivoluzione informatica con la burocrazia? Questo gigantesco labirinto si regge nel Paese erede del diritto romano su una pletora di leggi, leggine e codicilli talvolta in reciproco conflitto con situazioni paradossali. Come districarsi con un documento così complicato (730 - cartelle pazze - comunicazioni e/o modulistica di banche e assicurazioni in caratteri microscopici - preventivi vari) da richiedere un addetto ai lavori che decifri il rebus dietro lauto compenso? Nel malaugurato caso di un’ingiunzione di pagamento ci sono 2 alternative: pagare senza discussioni a torto o a ragione a meno di speciali “entrature”, o essere spediti da un ufficio all’altro magari maleducatamente e senza risultato (quant’è lunga invece la trafila per un sussidio o un rimborso?). Qualche esempio di ginepraio: i Provveditorati. L’Inps e i vari Enti. Paradossalmente per una sorta di legge dell’equilibrio la casta dei moderni azzeccagarbugli in questa giungla ci sguazza alla faccia del detto “Carta canta villan dorme” e a beneficio di quell’altro “Fatta la legge trovato l’inganno”. A proposito: a chi spetta la soluzione dell’annosa “questione morale”? Ma soprattutto che fine ha fatto la legge 241 (7/8/90) sulla trasparenza degli atti pubblici? Quanto è realistica l’affermazione della presidente della giunta provinciale On. O. Colli: “…principi che hanno ispirato la riforma in atto, vale a dire la sovranità del cittadino, la centralità delle sue esigenze e il contenimento dei costi dei servizi volti a soddisfarle”? Intanto mentre politichese e burocratese aumentano il solco tra la gente comune e il Palazzo non c’è da meravigliarsi se rispetto delle leggi e senso civico lasciano a desiderare a vantaggio di un cinismo strisciante o della tipica inclinazione italiana alla furbizia e all’individualismo che rendono il cammino verso una democrazia compiuta più lungo e difficile.
Rita Blasioli

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Il traffico
a Novate?
Da bollino rosso!
A seguito di una mia richiesta di chiarimenti sugli articoli citati nel periodico “Informazioni Municipali” n° 3, dove il Sindaco afferma che “gli incidenti stanno progressivamente diminuendo” mentre il Comando di Polizia Locale “ha purtroppo dovuto constatare un costante aumento degli incidenti stradali”, porto a conoscenza dei cittadini il numero annuo degli incidenti stradali che mi ha inviato il Comando di Polizia Municipale:
• Anno 1999: 1° semestre n° 56 incidenti - 2° semestre n° 43 incidenti- Totale 99.
• Anno 2000: 1° semestre n° 52 incidenti - 2° semestre n° 59 incidenti- Totale 111.
• Anno 2001: 1° semestre n° 62 incidenti - 2° semestre n° 65 incidenti- Totale 127.
• Anno 2002: 1° semestre n° 69 incidenti - 2° semestre n° 68 incidenti- Totale 137.
• Anno 2003: 1° semestre n° 56 incidenti.
A fronte di ciò emerge, fatto preoccupante, un progressivo incremento degli incidenti stradali nel quadriennio 1999-2002. Apprezzo e valuto in modo positivo il lavoro svolto quotidianamente nel corso di questi anni dai Vigili Urbani, che ringrazio.
Il calo degli incidenti nel 1° semestre del 2003 non può essere usato per dire che la tendenza degli incidenti è nel senso della diminuzione, anche perché gli interventi alla viabilità citati dal Sindaco sono precedenti al 2003. Per cui esprimo un giudizio negativo sull’operato del Sindaco Luigi Silva e sulla sua affermazione contrassegnata da un carattere fuorviante. Una reazione repentina! Questa “disinformativa” del Sindaco nasconde la mancanza di un progetto e di veri interventi finalizzati alla prevenzione (azione diretta ad impedire il verificarsi di fatti dannosi) e alla sicurezza dei cittadini nel territorio.
Va quindi definito un piano volto a:
1. Ridurre il traffico veicolare privato nel centro abitato;
2. Condizioni migliori per la sicurezza delle strade;
3. Dare priorità (con potenziamento) al trasporto pubblico;
4. Realizzazione di una vera rete di piste ciclabili.
È singolare l’entusiasmo, l’esaltazione, l’enfasi di esagerata vistosità con cui il Sindaco (ancora per poco) Luigi Silva usa strumentalmente (informa/disinforma) il periodico “Informazioni Municipali”.
Luigi Gusmano

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Un albergo in città
La Giunta Silva si è impegnata per far avere a Novate il titolo di città defraudandola della sua identità di paese. L’idea stessa di paese è quella di una comunità a misura d’uomo. Migliaia di paesi in Italia, rimanendo tali, sono riusciti ad offrire ai loro abitanti servizi alla persona, cultura e manifestazioni di alto livello.
Molte città invece, soffrono per problemi di traffico, inquinamento e cementificazione. E proprio verso la cementificazione ci sta conducendo il “Grande Progetto” di questa Amministrazione.
La nuova piscina sorgerà sul futuro polmone verde di Novate. Eppure, da Bollate a Quarto Oggiaro, siamo circondati da piscine. Nuovi “appartamenti di pregio” sorgeranno lungo i campi di via Brodolini. Ed infine il nuovo albergo: un palazzone di 7 piani con annesso centro commerciale. Nessuno studio sulla reale esigenza di una tale struttura a Novate è stato presentato. Gli unici due alberghi in zona, a Bollate e sulla Varesina, sono quasi sempre desolatamente vuoti. Ma è stato deciso che noi cittadini non avremo più diritto di goderci (anche solo con la sguardo) quell’ultimo sprazzo di territorio agricolo tra Bollate e Novate, in via Di Vittorio. Un scorcio di verde su cui lo sguardo poteva spaziare oltre i palazzi della zona che ormai precludono il diritto a godere dei valori estetici del paesaggio. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ormai riconosciuto l’effetto benefico di un paesaggio naturale sulla salute umana. Abbiamo ancora poco tempo per ammirare quel gruppo di maestosi alberi che, nelle giornate di bel tempo, avevano come sfondo le montagne delle Prealpi. Mi meravigliavo piacevolmente di poter assistere, nel terzo millennio e a due passi da Milano, alla mietitura delle spighe su quel campo. L’albergo renderà molto più di qualche quintale di grano. Ma a chi? D’altronde ricadiamo nell’area d’influenza della nuova fiera di Rho e quindi siamo destinati al grigiore di quel paesaggio che da Milano a Varese, lungo la strada statale, non conosce soluzione di continuità di palazzi ed industrie: solo Castellazzo resiste. Ma per quanto ancora? Sorrido ironicamente pensando che ci potremo fregiare dello stesso titolo di Milano: eppure si attraversa Novate a piedi nello stesso tempo che ci si impiega per attraversare un solo quartiere a Milano.Abbiamo forse perso la misura delle cose?
Mattia Lozza
mattia.lozza@tiscali.it

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A proposito
del ‘pallone’
Settembre 2000 L’anno Scolastico iniziò alla Scuola Media O. Vergani senza la palestra per le lezioni di Educazione Fisica. Il Palazzetto era infatti sotto sequestro da parte della Magistratura a seguito di un contenzioso tra l’A. C. e l’impresa che avrebbe dovuto svolgere i lavori di messa a norma. I ragazzi della O. Vergani svolsero le lezioni di Educazione Fisica in classe (lezioni teoriche!?), all’aperto quando le condizioni meteorologiche lo permettevano, o nella palestrina di via Manzoni troppo distante e non idonea. Ben presto si sollevò la più che giustificata protesta dei genitori e degli Organi Collegiali della scuola.
La situazione si normalizzò solo dopo alcuni mesi.
Settembre 2003
L’anno Scolastico prende il via nuovamente senza la possibilità di utilizzare il Palazzetto a causa dei lavori di ristrutturazione.
Questa volta però, salvo ritardi, i 350 ragazzi della O. Vergani potranno svolgere regolarmente le lezioni di Educazione Fisica. L’ A.C., infatti, programmando i lavori sul Palazzetto, ha anche pianificato la costruzione di una struttura sostitutiva, il “pallone”.
Come genitore della scuola media e Presidente del Consiglio di Istituto non posso che essere soddisfatta di questo. Da anni sono rappresentante dei genitori negli organi collegiali e questa è una delle rare volte che l’A.C. interviene sulle strutture scolastiche tenendo conto delle esigenze dell’utenza. È quindi con rammarico che seguo le proteste sollevate contro la realizzazione del “pallone”. L’A.C. poteva trovare una soluzione diversa? La struttura è ‘fuori legge’? Poteva essere posta altrove? Costare meno?
Non voglio entrare nel merito di questa discussione (che lascio volentieri ai politici e alle persone competenti) ma solo ricordare che Educazione Fisica, materia curricolare obbligatoria, necessita per essere svolta di una palestra adeguata per dimensioni e distanza dall’edificio scolastico e che l’A.C. deve garantire le strutture scolastiche necessarie. In questa occasione è stato fatto. L’auspicio è che in futuro l’A.C. operi sempre e su qualunque struttura scolastica con la stessa attenzione alle necessità della scuola dimostrata in questa occasione.
Valeria Bersani

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Pinzillacchere
Per le “affermazioni” in corsivo rendo qui, a prefazione, il dovuto tributo all’Editoriale del Sindaco - Informazioni municipali Anno XXIX n. 3 giugno 2003
“Novate è una città dove si vive bene”
Non ancora città, visto che sta chiedendo di diventarlo. Non ci si vive bene: non più, a meno che il comparto Brodolini-Cavour sia stato naturalizzato milanese all’insaputa, una volta di più, dei suoi abitanti e quindi la peggior qualità di vita imposta ai suoi residenti sia estranea a Novate.
“Novate sta crescendo...”
Più in un onirico futuro che nell’immediato e già così il degrado del territorio, della qualità di vita e del senso di appartenenza sono sempre più evidenti.
“Novate sta andando incontro alle esigenze dei suoi cittadini”
Per i residenti del comparto Brodolini-Cavour, in particolare di via Brodolini 15, sono state disattese, annullate per decreto e le conseguenti richieste di riprenderle in considerazione (anche parzialmente) ignorate con irridente supponenza.
“Novate cresce nel rispetto della sua storia”
La Storia non è solo monumenti e manufatti più o meno artistici è anche campi e prati (che nessun parco o giardino potrà mai sostituire) e il delicato equilibrio che incessantemente si ridisegna con i monumenti, i manufatti, i campi, i prati e le vite che temporaneamente e in continuo ricambio li animano.
“Novate mantiene l’attenzione al suo tessuto sociale”
E la recente drastica riduzione degli orari di apertura ai cittadini? Una parte consistente dei novatesi gravita necessariamente su Milano: probabilmente non merita attenzione perché a Novate non ci vive 24 ore su 24 o almeno in misura prevalente. Immigrati, quasi clandestini.
“Una breve nota e un appello”
La mancata risposta alle mie lettere successive ad una irricevibile “spiegazione” del vice comandante della polizia locale, l’assenza di qualsiasi reazione alla petizione inviata mi hanno costretto a ricorrere alla competente giustizia amministrativa, controvoglia. Non ho cognizione di apertura o coinvolgimento, forse perché colpevolmente non frequento le strade di Novate o forse perché mi riesce difficile considerare dialogo la libertà di assentire e ringraziare chi opera per il mio bene su mandato della maggioranza dei novatesi.
Angelo Colli

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“Il grande sogno”
Ho letto con particolare attenzione l’“Editoriale” del Sig. Sindaco pubblicato sull’ultimo numero di “Informazioni Municipali”, dove si annuncia la probabile promozione di Novate a “città”.
Personalmente, forse perché mi ritengo un conservatore, preferivo “El me Nüa di ann indree” già celebrato dai versi dei nostri concittadini Giandrini (la citazione “Nüa”, tra l’altro, apparirà prossimamente sulle future segnaletiche stradali). Dopo la realizzazione del “Grande Progetto”, ci si avvia alla progettazione e preparazione del “Grande Sogno”. A tale proposito colgo l’occasione suggeritami, peraltro, dall’invito rivolto dal Sig. Sindaco ai suoi concittadini affinché portino alla Sua attenzione alcuni problemi che vorrebbero fossero risolti.
In proposito, tengo a sottolineare che non è “vivibile” una città che diventa sempre più caotica perché subisce passivamente, soprattutto nella parte centrale, un progressivo aumento del traffico: per esempio via Vittorio Veneto - sede del Comune - è una delle arterie attualmente più compromessa.
Non può altrettanto essere “vivibile” una città spaccata in due dallo stillicidio costante dei fischi laceranti dei convogli in transito o in manovra nel deposito delle FNM, oppure degli annunci inutili, ripetuti e chiassosi del personale della stazione.
Tutto ciò che il Sig. Sindaco riuscirà a programmare e a fare per sanare tali disservizi - come aveva già precedentemente promesso - o per realizzare altri encomiabili progetti quali l’eliminazione dei graffiti, degli schiamazzi notturni, nonché una maggiore oculata cura del verde, sarà sicuramente apprezzato per una “Novate” che possa veramente diventare città vivibile e, a misura d’uomo.
Ermelindo Locati

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Più informazioni sul “Cymina Ultra”
In data 17 luglio al ritorno da una settimana di assenza da Novate ho trovavo appesi agli alberi del Parco delle Radure dei fogli con scritto che in data (non precisata) nel luogo (non precisato) sarebbe stata eseguita la disinfestazione mediante l’utilizzo di un prodotto, denominato Cymina Ultra. Il tutto effettuato da un operatore (non indicato).
L’unica cosa certa era che ci sarebbe stato uno spargimento di Cymina Ultra.
Pare che i foglietti fossero stati esposti una settimana prima. Non essendo né un chimico né un agronomo telefonai ai numeri dell’ASL indicati per chiedere delucidazioni, e mi fu detto che il prodotto citato veniva usato per la disinfestazione da zanzare. Su mia richiesta mi fu specificato che la compilazione delle specifiche informazioni sui fogli in bianco inviati dall’ASL l’avrebbe dovuta fare il comune, mi fu anche detto che pur non essendo gravemente tossico per le persone il prodotto, a base di piretro, i cittadini avrebbero dovuto utilizzare precauzioni del tipo tenere chiuse le finestre, non esporre panni fuori ad asciugare, ritirare eventuali animali dai balconi es. gabbie di uccellini ecc. magari non portare i cani immediatamente dopo l’erogazione.
Ad una mia telefonata in comune di richiesta di delucidazioni sulla Cymina Ultra mi fu risposto allegramente che era “veleno”, ma che non mi dovevo preoccupare. Protestai per la mancata informazione data ai cittadini (non solo per spirito civico: le finestre di casa mia si affacciano sul parco trattato). Chiesi allora di porre rimedio sostituendo i fogli in bianco con altri debitamente compilati.
Mi fu detto che non capivo quanto lavoro c’era per organizzare il tutto…e non successe nulla. Questi i fatti.
Solo una riflessione: se l’erogazione del prodotto in oggetto non richiedeva alcuna precauzione che riguardi la cittadinanza, si poteva fare a meno di esporre quei ridicoli cartelli. Ma se invece delle precauzioni andavano prese, quei cartelli sono stati una grandissima e arrogante presa in giro. Ma tant’è: i cittadini si sono abituati. Nessuno avrà colpe, tutto sarà normale.
P.S. – oggi, 10 settembre, i cartelli sono ancora là. Immobili. Appesi agli alberi:
il giorno... nel luogo… Cymina Ultra…
Ester Nobile

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Tre studentesse novatesi della stessa classe si diplomano a pieni voti
Che una ragazza di Novate Milanese si diplomi con punti 100/100 rappresenta un risultato notevole, ma non certo sorprendente.
Se, però, tre ragazze di Novate frequentano la stessa classe, della stessa scuola e tutt’e tre conseguono il massimo dei voti, pur non avendo mai studiato insieme, la coincidenza costituisce già una singolarità.
È accaduto al Liceo linguistico “Falcone e Borsellino” di Arese, dove le ragazze in questione: Silvia Pezzulo, Chiara Scarciofalo e Claudia Ferrari, si sono recentemente diplomate. L’amministrazione del Comune di Arese ha convocato gli studenti che si sono distinti per meriti scolastici nel corrente anno, per complimentarsi con loro.
Sarebbe auspicabile che anche la nostra Amministrazione assumesse iniziative analoghe nei confronti degli studenti novatesi meritevoli.
Si sa, l’esempio trascina.
Salvatore Pezzulo

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