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Ci scrivono
Il paese dei balocchi
Novate Milanese a Parigi
I cerchi nel grano in Lombardia?
No Comment!
Una doverosa e valida decisione
Tentativo di rapina
Fedeli Juventini?
Un nuovo "stile di amministrare"
Grazie!
Al Presidente del Consiglio Comunale di Novate
Lutto per lo sport novatese
L'Angelino ci mancherà
Ricord del mè Nuà
Il paese
dei balocchi

Un’altra estate è trascorsa e al rientro dalle ferie Novate non è cambiata: aiole sfiorite, i prati dei parchi ormai secchi, alberi morti quest’inverno ancora in “bella” mostra, lavori che dovevano terminare il 15 luglio ancora in corso e senza probabilità di rapida soluzione con ulteriore aggravio dei disagi alla cittadinanza. Le inaugurazioni elettorali hanno dato il loro risultato: la conferma del sindaco che ha ringraziato l’elettorato lasciando il paese alle promesse e non ai fatti.
Villa Venino e relativa piazza in tragico ritardo, al momento di scrivere sono trascorsi 2 mesi dalla data di fine lavori, quando si leggerà saranno 3; il palazzetto dello sport forse sarà disponibile in primavera con costi lievitati all’inverosimile; la piscina “dei novatesi” ha lamentato scarsità di presenze causate dai costi troppo alti e fuori mercato; anche la scuola, il centro estivo comunale, gli oratori e le società sportive locali devono scegliere altre piscine per i propri ragazzi; conseguenza di questa politica elitaria il licenziamento di diversi assistenti bagnanti e il deficit di bilancio della società.
Qualche regalo è arrivato: come gli “occhi di gatto” su alcune strade con sovrabbondanza di posa anche in percorsi già illuminati e sicuri, ma con pericolo per la circolazione dei ciclisti a causa della notevole sporgenza dal suolo; buon per loro che “un domani” potranno circolare sull’anello ciclistico previsto intorno al nuovo campo di calcio di via Torriani, quanti saranno a rinchiudersi in un anello per pedalare? E quanti continueranno a sfidare il traffico per spostarsi in paese? Un ultimo ringraziamento per la lettera recapitata ai cittadini da cui si evince che il sindaco non possiede appartamenti “accatastati” a Novate, a fronte di questo non contribuisce al pagamento dell’ICI che cinque anni fa ha aumentato di 1 punto per poi ridurla della metà nell’anno successivo (risultato: aumento dello 0,5).
Roberto Bergamini

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Novate Milanese
a Parigi
Un’esperienza ben goduta da tutti i partecipanti

Partiti da Novate il 17 maggio u.s. abbiamo raggiunto Digione per il soggiorno di una giornata, con l’ausilio di due guide è stata illustrata la storia di questa cittadina della Borgogna; proseguendo il tour siamo arrivati al castello di Versailles, dove un’espertissima giuda ci ha accompagnati e illustrato la storia francese. Raggiunta in serata Parigi, è iniziato il soggiorno con le visite guidate di Notre Dame, dei Campi Elisi, dell’Arco di Trionfo, del Sacro Cuore, del Louvre, il tutto coronato da un giro in battello sulla Senna e una romantica cena sulla Torre Eiffel illuminata a giorno. Sulla strada del ritorno non ci siamo fatti mancare una cena a Strasburgo e, per finire, la visita delle cascate di Sciaffusa. Debbo dire un grazie a tutti per la puntualità e la correttezza dimostrata; un grazie va all’autista Vittorio dell’autoservizi Gabrielli di Assago, per averci dato un pullman moderno e per la sua guida molto riposante. Un forte grazie al sig. Palagiano per avermi risolto il problema della traduzione; e che dire del cameriere Dante e del barista Loreno, grazie.
Veramente un gruppo ben affiatato; a tutti dico arrivederci al prossimo anno con Orvieto, Caserta, Palermo e tutta la Sicilia, con le Eolie, Amalfi e Capri.
Vi saluta l’organizzatore
Mario

I partecipanti: Mario e Giuseppina Zarantoniello, Rosa Zarantoniello, Angelo e Maria Visco, Maria Ausilia De Bastiani, Guerrina Pitocchi, Gennaro e Consiglia Olando, Rinalda Caimi, Renato e M.Luisa Sironi, Giuseppe e Fortunata Ciliberto, Luigi e Vittoria Carotenuto, Giuliano e M.Rosa Grandi, Diego e Carmela Buttò, Antonio Plebani, Donato Lombardi, Franco e Bruna Balestrini, Franco e M.Rosa Gritti, Dante e Anna Minora,Lorenzo e Rosa Madaschi, Gabriella Bota, Ambrogina Ceruti, Giovanni e Marina Mazzoli, Carla Restelli, Brunetta Bassetti, Teresa Schiarini, Augusta Pagani, Dante e Angela Maria Balestrini, Antonio e Lorenza Somaschi, Giancarlo e Mariangela Birra, Giuseppe e Fernanda Boniardi, Cataldo e Carmela Palagiano, Piero Attilio e Valentina Brambilla, Giuseppe e Nella Patuzzo, Emilia Locatelli, Patrizia Savignago, Candido Savignago.

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I cerchi nel grano in Lombardia?

Nella notte tra l’1 e il 2/6, in coincidenza con l’avvistamento di enigmatici oggetti volanti allo stadio di S. Siro, a Rho in via Ospiate è comparso un cerchio nel grano. L’antefatto: 4 ragazzi, notata una luce bianca provenire dalla zona, ignari se ne sono andati, ma la mattina dopo tornati sul posto incuriositi hanno visto le spighe piegate in senso antiorario verso il suolo, ma non spezzate. Dallo stradone soprastante risultava una figura geometrica: 3 cerchi di ca 5 m di diametro uniti da stretti sentieri più uno esterno isolato. Io stessa, con altri novatesi e non, ho osservato il fenomeno, già registrato ufficialmente nel sud dell’Inghilterra dagli anni ’70 e poi dilagato in tutto il mondo. In numerosi casi sono state notate strane sfere luminose volteggianti che, si presume, al loro passaggio piegavano le spighe. In Italia nel 2003 sono state segnalate oltre 20 formazioni (il 1° “crop circle” apparve a Modena. Quello di Rho è il 1° del 2004, ma si parla di altri avvistamenti a Figino, a Cormano, a Bresso e soprattutto a Desio e in provincia di Pavia). La giornalista e scrittrice Paola Giovetti esperta di esoterismo su “Astra” in risposta a una lettrice segnala che il nostro paese è il 1° dopo l’Inghilterra per n° di cerchi e, citando come altri media (v. “Settegiorni”) quello di Rho (v. foto), evidenzia le caratteristiche che differenziano i cerchi artificiali da quelli autentici: presenza di radioattività, apparizione fulminea di notte, perfezione e integrità degli steli ecc.. La scienza ufficiale li attribuisce sempre a dei burloni ma per gli esperti sono opera di entità extraterrestri o espressione di un’energia della terra: in una fase molto critica della nostra evoluzione, probabilmente delle intelligenze superiori ci danno con questi straordinari e bellissimi pittogrammi, veri propri “mandala”, un forte messaggio simbolico per un cambiamento di rotta in senso spirituale.
Rita Blasioli e Luigi Procopio

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No Comment!

In data 26-02-2004 ho fatto domanda scritta all’URP del comune di Novate, avente per oggetto il pagamento della tassa smaltimento rifiuti, chiedendo in particolare dove è possibile pagare il/i bollettini senza ulteriori spese e commissioni. La risposta ricevuta dalla responsabile settore Entrate Patrimoniali riporta una tabella con l’elenco degli sportelli Esatri della zona (Milano, Abbiategrasso, Cinisello, Corsico, Desio, Legnano, Monza, Rho, Seregno e Sesto san Giovanni)

Sì Comment!

Penso che ogni persona di questo comune si sentirebbe presa in giro da una risposta del genere.
È del tutto vero che se si pagasse negli uffici dell’elenco non vi è aggiunta di ulteriori costi per il contribuente, ma è altrettanto vero che non avendo nessun ufficio di riscossione nel territorio del comune di Novate, al costo della commissione e spesa postale o bancaria dovremmo sostituire quello del trasporto che nel minore dei casi è ben più alto della prima. Non entro nel merito della decisione che da qualche anno a questa parte ha portato il pagamento della tassa di smaltimento rifiuti con questo sistema di riscossione, ma d’altro canto non capisco perché ad una deficienza di riscossione diretta il costo della stessa debba ricadere sul cittadino contribuente.
Grazie.
Vito Bertolo

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Una doverosa e valida decisione

I cittadini novatesi che transitano in automobile o attraversano a piedi viale Rimembranze si trovano davanti la Villa Venino finalmente restaurata e a breve aperta al pubblico. I lavori di sistemazione urbanistica e viaria in fase di definitiva ultimazione della futura piazza Venino, ripagheranno ampiamente i necessari disagi subiti dai residenti e dalla cittadinanza tutta. La proposta di un gruppo di cittadini novatesi, che inoltriamo alle autorità cittadine e in primo luogo al signor Sindaco prof. Luigi Silva, è comprensiva di due richieste. In primo luogo è auspicabile che la nuova e originale piazza di fronte a Villa Venino, prenda nome di “Piazza Martiri delle Foibe” e di seguito che il monumento ai Martiri ora collocato in forma quasi clandestina in piazza Martiri della Libertà, fatto segno più volte di vandalismi opera di sinistri individui, sia collocato solennemente in detta “Piazza Martiri delle Foibe”. L’approvazione a livello amministrativo della proposta indicata, deve trovare il sostegno incondizionato delle forze politiche elette con pieno merito alla guida della città di Novate Milanese per i prossimi cinque anni. Sarebbe una decisione encomiabile e un messaggio chiaro di continuità amministrativa e di buon governo. È una sensata proposta che ci auguriamo verrà realizzata per ricordare a tutti i cittadini novatesi un periodo di storia per troppi anni volutamente e scientificamente dimenticata.
Un gruppo
di cittadini novatesi


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Tentativo di rapina

Vorrei, se possibile, ringraziare pubblicamente il signore in bicicletta e gli operatori ecologici che, la mattina di giovedì 15/04/2004 alle ore 6,30 circa, hanno assistito senza fare nulla ad un tentativo di rapina ai miei danni, mentre uscivo con l’auto dal cancello di casa mia. Le mie urla e il mio strombazzare con il clacson hanno sortito l’unico effetto di far girare la testa al ciclista e di farmi sorridere dagli addetti alla spazzatura quando ho tentato di inseguire i ladri che erano su un’auto di colore verde e che erano sfrecciati verso la rotonda, proprio dove loro erano fermi a raccogliere l’immondizia con il camion.
Non aggiungo altro, se non che mi auguro che esistano poche persone così menefreghiste.
Renata de Vincenzi

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Fedeli Juventini?

Nel 2003 la Juve ha vinto lo scudetto del Campionato Italiano di Calcio e per circa un mese si è vista sventolare sul campanile della Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso la bandiera a strisce bianche e nere. Nel 2004 il Milan ha vinto lo scudetto, ma nessuna bandiera a strisce rosso nere è stata esposta sul campanile di quella stessa chiesa. Che i fedeli di quella Parrocchia siano tutti juventini!?!
Lettera firmata

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Un nuovo “stile di amministrare”

Dalla infuocata campagna elettorale emerge una questione che chiamerei di “stile” e che riguarda il comportamento, il linguaggio, i gesti, la credibilità delle persone. Non è stato uno stile positivo e sereno, ma litigioso, aggressivo, violento, e, a volte, diffamatorio. Alla forza delle idee si è contrapposta la falsità della bugia, la demagogia dell’insulto, l’intolleranza antidemocratica. A tutto questo vanno aggiunte le implicazioni personalistiche, l’arroganza dell’onniscienza, l’egocentrismo smisurato, la maldicenza, il desiderio di vendetta, di “fargliela pagare” con denunce, il vittimismo puerile. Di questo clima tutti portiamo qualche responsabilità, che sono tanto più alte quanto più elevate sono le cariche istituzionali che si ricoprono. Anche la precedente legislatura si è svolta in un clima molto brutto di scontro che mai si era riscontrato pure quando le contrapposizioni ideologiche erano più forti. Credo sia necessario porre fine a questo clima di scontro continuo e impegnarsi perché il confronto politico si esprima con un nuovo “stile di amministrare”. Mi piacerebbe che chi ha perso le elezioni non sia considerato il nemico da uccidere con l’ostracismo civile e politico. Chi è all’opposizione non deve essere sempre e comunque “contro”, ma deve tenere un atteggiamento costruttivo. Anzi di più: propositivo. Mi piacerebbe che chi è in maggioranza riconosca ciò che di buono arriva dall’opposizione e non snobbi ciò che, invece, potrebbe essere utile al bene comune. Così chi è all’opposizione sappia, con onestà intellettuale, ammettere ciò che di valido viene realizzato da chi è al governo della città. Tutti sappiano riconoscere e ammettere quando sbagliano, senza arrampicarsi goffamente sugli specchi, cercando di giustificare sempre e comunque i propri errori. Rispettare questo “stile di amministrare” vuol dire riaprire le finestre, farvi entrare luce, cacciare il puzzo dell’odio, dell’intolleranza, della falsità, del pregiudizio, del “cambiare le carte in tavola”, della lotta contro le persone. Un nuovo “stile di governare “significa riportare la politica locale a livelli umani, liberandola dai sedicenti “unti dal Signore”. Sia ben chiaro: non sono “buonista” ad oltranza, accetto e auspico la conflittualità politica e culturale perché la circolazione delle idee e il loro confronto, anche acceso, sono il sale della democrazia. Non sono neppure ingenuo e, per esperienza personale, so che la passione politica porta al confronto con toni anche molto decisi e, persino, talvolta aspri e duri. Mai, però, devono essere cattivi, vendicativi, maldicenti e intolleranti come lo sono stati in questi ultimi anni e che le premesse poste in campagna elettorale non lasciano ben sperare anche per il futuro. Confronto, quindi, nel rispetto della persone, cercando di comprendere le ragioni altrui replicando con le proprie. Cercando i possibili punti di intesa nello sforzo comune di dialogare. È questo un metodo che ha come presupposto essenziale la buona fede di considerare gli altri interlocutori e non nemici. Sarebbe bello che tutti coloro che sono stati eletti e che hanno davanti a sé cinque anni di responsabilità, si sentissero impegnati in questa direzione. Ritrovare una fedeltà alla politica come amore e progetto incarnando uno stile positivo, sereno, corretto, non presuntuoso nè aggressivo e discriminatorio. La migliore coalizione non è quella che vince, ma quella che migliora i suoi iscritti, i suoi elettori, i suoi leader, i cittadini tutti.
Lorenzo Guzzeloni

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Grazie!

Grazie a 5.647 “cittadini” il geniale (quindi oltre ogni capacità di comprensione dei comuni mortali e non riconducibile a norme, leggi, regole, buona educazione, lacci e lacciuoli) inventore di città Silva Dottor Luigi può continuare la Sua meritoria e disinteressata costruzione.
Io e i miei “compaesani” continueremo a patirne le conseguenze, a pagarne il prezzo e a agitarci inutilmente: sconfitti dai numeri, sognatori fuori dalla realtà, in inutile attesa di una giustizia che non esita ad evitare persino di dar torto ai ricorrenti affinché il tempo passi e i costruttori, creativamente, possano erigere sopra una esecuzione provvisoria (interdizione al traffico dell’intersezione Morandi-Brodolini) opere definitive quali marciapiede, pista ciclabile e ponte ciclo-pedonale.
Un secondo quinquennio per omologare un ex paese geloso della propria diversità all’estetica della Milano futurista, forma e sostanza dell’incombente metropoli. Vade retro superati dalla storia: per timidezza o viltà non si ostacolino modernità e progresso! Una città inventata, senza un proprio modello, non potrà che appiattirsi sul peggio della grande (e opprimente) Milano: città satellite anche nell’anima se il “progetto” dovesse riuscire o, più probabilmente, periferia negletta senza qualità.
Mi auguro che si riesca ad arrestare la distruzione dell’identità di Novate o che si riveli infondato lo scenario che oggi appare come logico sviluppo dei fatti e misfatti del primo quinquennio di Uniti per Novate e Associati diversi. Se il buon giorno si vede dal mattino.... quel che resta del giorno annuncia tempesta.
Non resta che superare il rimpianto per un paese che già non c’è più e volere, fortissimamente volere che Novate possa ritrovare identità e offrirsi libera a “paesani” e “cittadini” senza distinzione, in una sintesi del meglio del paese e della Città: un nuovo modello, più che urbanistico o viabilistico, di comportamento e di vita.
Angelo Colli

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Al Presidente del Consiglio
Comunale di Novate Milanese

Ero seduta tra il pubblico la sera dell’8 luglio 2004, data di insediamento del nuovo Consiglio Comunale: ho 19 anni e ho votato per la prima volta. Si è fatto un gran parlare dei giovani in questa campagna elettorale, ne ho visti tanti impegnarsi tra la gente, nei quartieri, nelle piazze e nei giardini del mio paese... anzi della mia città. Li ho visti allegri, ballare e suonare, offrire torte, piatti etnici, avevano la mia faccia i miei pensieri e certo non pensavano a vendette, rivendicazioni o polemiche.. Non li ho rivisti sui banchi del Consiglio, nessuno di loro è stato eletto, qualcuno era come me tra il pubblico per assistere forse per la prima volta, ad una seduta di Consiglio. La prima votazione è di buon auspicio, il Presidente del Consiglio è votato anche dalla minoranza, buon segno mi dico, forse i messaggi di collaborazione e di clima sereno sono stati recepiti, già alla elezione del Vice-Presidente del Consiglio il primo appannamento, anche se a livello governativo l’esperienza è stata positiva, alla minoranza non spetta alcuna carica, forse qualche presidenza di commissione... vedremo. Iniziano gli interventi, i ringraziamenti, i saluti, qualcuno cita l’impegno dei giovani, ma la campagna elettorale è ormai lontana, ce la siamo già dimenticata. Non è così, il Sindaco, che come figura sopra le parti, ha il compito di dialogare, unire, riappacificare sguaina una lettera e con un linguaggio che poco sa di istituzione, utilizza lo scenario del Consiglio Comunale per insultare e accusare il suo rivale, l’altro candidato sindaco, riversando su di lui e sulla coalizione che lo ha sostenuto, frasi che, per un cristiano come lui che poco prima si affidava alla provvidenza, tuonano come fulmini sulla platea.
Io mi sento offesa come giovane cresciuta nelle scuole, nelle palestre, nell’oratorio e nelle strade di Novate, la descrizione che fa il Sindaco è apocalittica, da paese dell’America latina.
Io credo, Sig. Presidente del Consiglio, che il Suo compito fosse di fermarlo, la campagna elettorale era finita, l’aula del Consiglio Comunale, non può essere strumentalizzata per un uso proprio, e soprattutto, le aule di giudizio sono da un’altra parte.
Mi alzo, voglio uscire da quella sala, leggo sul viso di molte persone delusione, demoralizzazione, sfiducia... ma qualcuno guarda le nostre facce? Qualcuno ci chiede come ci sentiamo noi? Qualcuno ci racconta come mai i professori ci soffocano con lezioni di civiltà, democrazia, chiarezza e, chi più ne ha più ne metta, e poi ne basta uno a distruggerci i sogni, se sogni avevamo?
Mi sono iscritta a Giurisprudenza, il mio sogno è di diventare magistrato, Lei ci crede ai sogni, Signor Presidente del Consiglio?
Lettera firmata

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Lutto per
lo sport novatese

Davanti al manifesto dell’annuncio della scomparsa di Spartaco Doria, avvenuto nel mese di luglio a Vedelago (TV) a 89 anni, con commozione abbiamo rivisto la sua figura negli atteggiamenti che lo avevano reso famigliare agli occhi degli sportivi e dei novatesi tutti.
Un nome importante, Spartaco, da gladiatore che il cinema ha reso più volte famoso, e un cognome, Doria, che appena li pronunciavi ti facevano facilmente identificare l’uomo, il personaggio, l’amico.
Per molti anni il suo ruolo l’ha svolto con capacità e impegno alla Novatese, proteggendo e sviluppando i muscoli dei suoi atleti in palestra e sui campi di gioco.
Lo vediamo ancora correre con la sua tuta blu, al cenno di qualche pur lieve incidente, e con un sorriso smagliante incitare a riprendere con vigoria i giocatori che aveva in consegna.
Un’altra visione di Spartaco, un po’ rannicchiato, là nella palestra della Casa del Popolo ad allenare i giovani che avevano deciso di dedicarsi alla “nobile arte”.
Nelle gare ufficiali, all’angolo sempre prodigo di consigli e incitamenti a comportarsi come se fosse lui stesso a gareggiare, con quella passione che cercava sempre di trasmettere e che sempre ha donato alla Pugilistica “Colombo” da lui fondata con Giuseppe Taveggia, Peppino Tagliabue e Vincenzo Torriani, primo presidente nel 1947.
Ma il ricordo corre anche ad Enrico Agostoni, scomparso qualche settimana dopo, in seguito ad una lunga malattia. Enrico, classe 1925 con i suoi famigliari gestiva la conosciutissima macelleria in via Repubblica.
Enrico era noto anche per il suo passato sportivo, che lo aveva visto apprezzato ciclista. Nel 1942, infatti, vinse la Coppa “Città di Como” e si classificò 2° al Campionato Lombardo nella categoria “aspiranti”. Nel 1943 vinse due tappe del giro della Provincia di Como e si classificò 2° nella classifica generale.
A guerra finita vinse il campionato Novatese battendo il quarantenne Ugo Merati, popolarissimo per aver partecipato cinque volte alla Milano-Sanremo. Dopo lo sport attivo, Agostoni, ha collaborato con i dirigenti dello sport Novatese e con Vincenzo Torriani e la “Gazzetta dello Sport”. Agostoni era componente attivo del Comitato per la partenza della Milano-Torino. Siamo certi che gli sportivi novatesi non dimenticheranno questi due amici che hanno dato lustro a Novate e alle sue imprese sportive.
Livio Brasca e
Aleardo Faroldi


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L’Angelino
ci mancherà

In un caldo mattino d’agosto (il 4 per l’esattezza) Angelo Airaghi, dopo una lunga malattia, lascia definitivamente la sua casa. Erano in molti ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio: compagni e amici che hanno voluto portare la loro testimonianza e vicinanza alla famiglia. Una solidarietà che per l’Angelino Airaghi non poteva mancare, dati gli ottimi e affabili rapporti che sapeva instaurare con tutti.
Era conosciutissimo, specialmente dai vecchi novatesi, perché lui sapeva molto di Novate: poco o nulla gli sfuggiva, attento com’era ad ogni evento.
Socialista dalla lunga militanza - iscritto al partito Socialista dal 1945 - per molti anni ha fatto parte del suo gruppo dirigente a Novate. Negli ultimi anni, aveva, coerentemente con le proprie idee, partecipato alla formazione della Federazione Laburista e, successivamente, al processo di unità a sinistra con i democratici di Sinistra. Nel 1988, Airaghi è tra i fondatori del Circolo di cultura politica fratelli Rosselli.
Angelo, però, ha avuto un ruolo importante non solo nella politica novatese, ma, anche nelle istituzioni locali come apprezzato Presidente - negli anni ’60 - dell’Ente Comunale assistenza; (un ruolo svolto con umana sensibilità e con grande sollecitudine) e nel Circolo Sempre Avanti. Nel 1974, quando la Cooperativa di Consumo “La Previdente” cessò di gestire il Circolo, Airaghi partecipò alla sua rinascita con la costituzione appunto della coop. “Circolo Sempre Avanti”. Formato il nuovo Consiglio, Airaghi ne divenne subito presidente, carica che mantenne ininterrotamente fino al 1996, interpretando con passione ed impegno il suo ruolo di amministratore, facendosi carico personalmente dei tanti problemi gestionali da affrontare.
All’età di 74 anni Airaghi lascia la presidenza di quella che, in qualche modo, è stata un po’ la sua creatura, ma resta in Consiglio fino all’ultimo: Agosto 2004. Il “Sempre Avanti” è stato per Angelo un po’ la sua seconda casa. Da volontario (come del resto tutti gli altri componenti dei Consigli d’Amministrazione succedutisi negli anni) ha speso molte energie e - quando è stato necessario - ha saputo assumersi molte responsabilità perché il Circolo fosse sempre in grado di assolvere al compito di punto di ritrovo sociale per tutti i novatesi. Per tutto questo il Consiglio d’Amministrazione ha deciso di proporre per Angelo un importante e significativo segno di riconoscenza. Bravi, davvero un bel gesto. L’Angelino se l’è meritato.
Luigi Perego

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Ricord
del mè Nua’

Un temp in Via Bulaa
vesin la cà del Ghiù
gh’era una Capeletta
in sul cantun
e, in facia, dòo piant de muruu.

La gent la ’sé fermava
un mument a pregà
cuntag al Signur i so pecaa
e per fas perdunà
l’elemosina e trii Pater Noster
recità,
e quant ’l piuveva
staven sota riparà.
Do culunett de granii
un bel cancel in fer
batuu
che fa vegnì in ment
el temp perdù.

Un altarii, un quader
d’un sant e duu candilee
semper piss
per i anem in purgatori
e in paradis.

Gh’era tutt praa
fina a’la Testa Penèe
in su una man se pudeva
cuntà quant’eran i cà
a che ‘l temp là.

Quant l’era ’l Corpus Domini
e gh’era la procesiun
la se fermava recita j litanii
propi in sul cantun.

Quant mi seri un fioeu
a Nua de Capelett e
Madunitt
ghe n’era anca mò
e chissà dumaa
penna in man poda cuntav
i ricord de Nuà
che ormai in dimenticaa.

Achille Giandrini
Giugno 1988

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