La scuola di Via Cornicione
ci “fa vedere le stelle”
Noi genitori della scuola di via Cornicione e di via Brodolini vogliamo formulare le nostre felicitazioni per le iniziative che annualmente gli insegnanti organizzano per i nostri figli, tipo le uscite didattiche ben organizzate, con ripercussioni molto positive nel lavoro di classe, gli spettacoli che sensibilizzano e aiutano gli alunni ad esprimersi in modo alternativo, valorizzando competenze altrimenti celate, collegamenti con le scuole medie ecc.
È da sottolineare un’iniziativa che per la scuola è un “fiore all’occhiello” in quanto si ripete da più di un decennio e dà la possibilità ad alunni e genitori di spaziare oltre i propri orizzonti osservando il cielo stellato.
Anche quest’anno, la sera del 29 aprile, ci siamo trovati nel salone della scuola di via Cornicione per aggiornamenti sulle ultime scoperte astronomiche rilevate nel Sistema Solare e nei suoi Pianeti, per leggere il cielo di primavera su mappe stellari distribuite ai partecipanti, ascoltare fiabe e leggende delle Costellazioni raccontate in modo divertente agli alunni, infine scorrazzare per il grande prato con binocoli, cannocchiali e telescopi che, sotto la guida di Silvia, la nostra insegnante specialista, intercettavano Saturno, Giove e i pianeti medicei, la attuale cometa che si dirige a nord, una stella del Grande Carro che “prova” l’acutezza di vista... insomma un vero spettacolo anche nel nostro cielo così opaco e inquinato!
È strabiliante come ognuno di noi sappia commuoversi e gioire di fronte ad uno scenario che ha richiamato da sempre tutta l’umanità e ancora oggi sa suscitare sentimenti e riflessioni profonde sulla vita e il destino dell’uomo.
Ringraziamo chi ci permette di coinvolgere i nostri figli in attività così stimolanti e auspichiamo che simili iniziative si ripetano nel tempo.
Alcuni genitori delle scuole
(seguono 60 firme)
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Un canto per aiutare
Il 26.12.2004 la catastrofe del maremoto nel Sud Est Asiatico ci aveva lasciati esterrefatti.
A tutte le scuole italiane era stato fatto un invito: “Adottiamo una scuola in Indonesia” invito che l’Istituto Brodolini ha recepito.
La scuola è il primo impegno per un popolo che vuole uscire dalla tragedia e investire per il futuro.
Il progetto “UN CANTO PER AIUTARE - adozione a distanza di una scuola nei paesi devastati dalla tragedia del maremoto” ha visto coinvolti sia gli alunni delle scuole elementari di via Brodolini e via Cornicione, che i ragazzi della scuola media Orio Vergani, che hanno partecipato all’iniziativa con rappresentazioni teatrali presso il teatro comunale e il cinema Nuovo.
Inoltre i Comitati Genitori dell’Istituto Comprensivo di Via Brodolini e dell’Istituto Comprensivo di Via Baranzate hanno organizzato una marcia di solidarietà per le vie di Novate.
Mi sento in dovere di ringraziare quindi, la docente Anna Cutuli, responsabile di questo progetto, il Dirigente Scolastico, i docenti, i Comitati Genitori e i genitori stessi che hanno accolto l’iniziativa con vivo apprezzamento.
Inoltre debbo dire che tutti sono stati veramente GENEROSI.
Alle Associazioni AVSI ed EMERGENCY, abbiamo donato più di 2.600 euro, a favore dell’emergenza maremoto.
Aderire a queste iniziative ha dato a tutti la possibilità di fare un’esperienza concreta di solidarietà, ma soprattutto ha dato ai nostri ragazzi l’occasione di ricordare che ogni giorno ci sono bambini che non hanno la possibilità dell’istruzione.
Il presidente del C. di I. Comprensivo di via Brodolini
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Il ricordo
di un’insegnante
Lo scorso mese di maggio è morta Angela Ricci.
Aveva insegnato matematica e scienze a qualche generazione di novatesi, prima alle scuole commerciali, dal 1959 al 1962, e poi ininterrottamente, fino al 1984, alla scuola media Orio Vergani. Sarà probabilmente capitato a tutti di considerare che dei tanti professori che si hanno nella vita, di pochi resta qualcosa che non si consuma nel tempo. Perlopiù si tratta di ricordi e sensazioni legate all’esperienza di aver imparato qualcosa di grande, di importante o di definitivo. A volte sono conoscenze direttamente legate alle materie di studio, oppure di apprendimenti per la vita; talvolta sono domande a cui puoi rispondere solo dopo anni. Quando accade di vivere questa esperienza significa che ci si trova davanti ad un insegnante, ad un maestro. Il maestro che è capace di farti cercare, che è capace di farti capire. Ecco, Angela Ricci è stata questo: una insegnante in grado di rivolgersi ai suoi allievi mostrando sempre fiducia e considerazione. E cosa c’è di più costruttivo che sentire di avere la fiducia e la considerazione di chi ti sta guidando nell’apprendimento? Chi le è stata amica fino alla sua fine, racconta con quanta serenità e consapevolezza ha prima atteso e poi è entrata nella morte, con la sua grande famiglia attorno. Come dubitarne? Certo quella che insegnava era la matematica, ma in lei avvertivi una filosofia per vivere, i cui riflessi giungevano anche a noi allievi.
Adriano Benzoni
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Turisti novatesi
in Europa
Innsbruck - Praga Vienna - Salisburgo
Ancora una volta, un gruppo di novatesi si è mosso dalla nostra cittadina per un itinerario europeo impegnativo. Partiti da Novate il 5 giugno per la prima tappa: Innsbruck, con la visita guidata del centro storico ed il famoso palazzo con il “tettuccio d’oro”.
Il giorno seguente, trasferimento a Praga e, sempre con guida locale, abbiamo visitato il Ponte Carlo, piazza dell’orologio astronomico, piazza San Venceslao, Mala Strana, Vicolo d’oro ed il castello dei Re di Boemia. Durante la trasferta per Vienna, è stata dedicata mezza giornata a Cesky Krumlov, cittadina magica al centro d’Europa, divenuta (grazie ai Rosenberg) il centro culturale ed economico della Boemia del sud. Dal 1992 è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Le nostre visite proseguono a Vienna con la Cattedrale di S. Stefano, la più bella Chiesa gotica d’Austria; il Palazzo Imperiale di Hoffburg, residenza per 7 secoli degli Asburgo. In serata cena tipica e allegra nel quartiere di Grinzing. La mattina seguente, visita al castello di Schönbrunn ed i suoi giardini.
Partenza per Salisburgo con una sosta a Mauthausen, campo di sterminio ebraico: emozionante questa visita, in cui la memoria ci porta a conoscere la cattiveria dell’uomo. Qui, i brividi ci percorrono le vene; i pensieri di questi massacri di tante persone innocenti ci portano al raccoglimento e in un momento di preghiera diciamo: Signore abbi pietà. L’ultimo giorno è dedicato alla bellissima Salisburgo che meriterebbe più tempo; infine il pranzo nel tipico e più antico ristorante del mondo. Nel pomeriggio si parte per il rientro a Novate, dove l’allegra brigata giunge stanca ma contenta e con il desiderio di una nuova meta per l’anno prossimo.
Mario Zarantoniello
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La spinta politica
Com’è noto in Cooperativa esistono squilibri finanziari.
Il bilancio è in perdita, a causa di scelte sfrontatamente sbagliate. Se ne parla molto in paese perché la cattiva gestione “di una parte del C.D.A” l’ha portato alla ribalta.
La situazione finanziaria fa riferimento (al bilancio di esercizio 2004) ai debiti che la Benefica ha contratto, composti dal risparmio sociale, dai mutui con le banche per le opere di ristrutturazione ed alienazione di alcune aree che alla Cooperativa non servono più. Il C.D.A. è un organo collegiale e responsabile della gestione quotidiana, si basa sul principio di effettuare i controlli sull’operato, detta la linea, si occupa anche sulle modalità del voto, ha la possibilità di influenzare le decisioni cosa che accade puntualmente in queste occasioni. La recente votazione al bilancio, ha avviato segnali forti di cambiamenti culturali. Un importante numero di soci espone soluzioni diverse, sottovalutate dal C.D.A. Accanto a questo rilevante mutamento culturale, la votazione del bilancio ha fatto emergere elementi di novità. Grande bisogno di democrazia partecipata, che ha prodotto un significativo risultato per il voto contrario al bilancio “rispetto ai precedenti”. L’approvazione al bilancio, sia pure in modo anomalo è fortemente condizionata dalla spinta di alcune forze politiche presenti nel territorio e della Lega delle Cooperative. Questo è un male, in quanto il meccanismo produce disagio, prepotenza e imposizione nel tessuto sociale. Benefica è una Società con spirito mutualistico e senza finalità di lucro, ma per la sua dimensione e le strategie attivate dai C.D.A è uguale ad una Società Immobiliare, ciò comporta speculazione edilizia “situazione economica dissestata”, disparità di trattamento nel corpo sociale, ecc. ecc. La condotta della Presidenza assembleare del 28-05-05 sulle modalità che riguardano la votazione al bilancio (con appello nominale i contrari e gli astenuti e con deduzione per quelli a favore) a mio modo di vedere è irregolare, controproducente ed alimenta sfiducia e contrapposizione ostinata. Da notare un particolare molto importante: Prima dell’assemblea, la richiesta di un centinaio di soci e della Commissione Elettorale, era di effettuare la votazione attraverso scheda nominale, richiesta disattesa. Circostanza che ha infiammato gli animi, “giustamente”. L’assenza di regole precise può causare danni notevoli alla Cooperativa Benefica. Quindi invito il C.D.A a rivedersi e fare in modo che queste cose non accadano più. Ed inoltre mi riservo di prendere soluzioni alternative del caso.
Il socio
Luigi Gusmano
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Parliamo di scuola
Come esperta della Commissione Pubblica Istruzione e come moderatrice della serata del 17 maggio scorso sui problemi della scuola nella nostra cittadina, mi sono sentita tirata in causa dall’articolo dell’Assessore, comparso sullo scorso numero dell’Informatore Municipale. Bene ha fatto l’Assessore a presentare le innumerevoli iniziative volute dall’Amministrazione Silva: investimenti miliardari in manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici, attuazione e miglioramento del diritto allo studio, lotta allo spreco di denari per il trasporto alunni. E ancor meglio ha fatto l’Assessore a ricordare tutte le iniziative culturali e di prevenzione al disagio giovanile, ereditate dalle amministrazioni precedenti ma realizzate e potenziate dal suo assessorato. Beh, direi che con un quadro così puntuale, la scuola riapre senza problemi: famiglie, studenti, insegnanti e dirigenti scolastiche non fatevi influenzare dalle assemblee pubbliche dove, evidentemente, i problemi riportati sono “manovre politiche” scorrette volute da chi non ha a cuore il bene pubblico e la crescita dei giovani novatesi. Laboratori multimediali, spazi ricreativi e di socializzazione, sale per i colloqui tra famiglie e genitori, palestre attrezzate, giardini rigogliosi ed orti didattici, aule imbiancate di fresco, banchi e sedie ergonomiche, accoglieranno tutti quanti, cosa vogliamo di più?
Chiara Lesmo
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Via Bollate impraticabile per le mamme... e non solo!
Egregio Sig. Sindaco,
Abito in via Bollate zona Piccadilly, sono una mamma di 2 bimbe piccole (una ha un anno e mezzo, l’altra 3 mesi) e uso spesso il passeggino gemellare quando esco.
Ogni volta che metto piede fuori dalla mia abitazione il percorso da fare lungo la via Bollate si presenta assai difficoltoso. Innanzitutto dalla parte di casa mia il marciapiede è inesistente e dunque devo attraversare dall’altra parte della strada (senza strisce pedonali). Ma fin qui il problema è minimo... L’altro marciapiede non è poi tanto meglio. Ecco come si presenta: discontinuo, mal ridotto per le buche, reso stretto in molti punti dai pali della luce, disseminato di tombini non a livello e ingombrato il più delle volte dai bidoni dell’immondizia o addirittura da auto parcheggiate!
A parte quindi la mia personale difficoltà nel maneggiare il passeggino (circa 30 kg di peso complessivo), sorge il problema ormai tanto discusso della sicurezza, considerata la nota velocità di auto e moto. Mi trovo infatti a dover continuamente scendere dal marciapiede per evitare i suddetti ostacoli, mettendo così a rischio me stessa e le mie bimbe.
Molto spesso quindi devo evitare la via Bollate e percorrere strade adiacenti molto più lunghe, ma per lo meno sicure per una mamma con un passeggino!
Circa 2 anni fa avevo preso parte ad una riunione del Comune, su invito, con la partecipazione di autorità comunali, proprio sull’argomento sicurezza della via Bollate. Si era discusso del previsto ampliamento della rotonda e dello spiazzo adibito alla fermata dell’autobus 82. In quella occasione erano stati citati lavori previsti per ridurre la carreggiata di via Bollate per ampliare così la larghezza dei marciapiedi da entrambi i lati; 3-4 dossi per diminuire la velocità del transito veicolare e strisce pedonali per la sicurezza dei pedoni in attraversamento. Infine, si era parlato anche di telecamere per monitorare la velocità delle auto e delle moto.
I lavori per la rotonda e la fermata dell’82 sono stati davvero effettuati da tempo.
E tutto quanto promesso per la via Bollate? Il progetto doveva concludersi entro maggio 2004, siamo a settembre 2005 e ancora non è successo assolutamente nulla.
A Novate si è costruita una bellissima piscina a più vasche, il palazzetto dello sport è stato completamente rimesso a nuovo. Benissimo!! Purché però la priorità per la sicurezza dei cittadini non abbia a soffrirne.
La prego pertanto cortesemente di volermi rassicurare sulla giusta priorità dell’intervento in via Bollate e di illustrarmi i tempi e i modi di un nuovo piano per questa strada.
Non mi costringa a mettere a rischio le mie bimbe solo per andare a fare la spesa o per fare semplicemente una passeggiata!!
In attesa di una risposta Le porgo cordiali saluti,
Una mamma arrabbiata, delusa, ma che confida ancora nel suo Sindaco
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Egr. Sig. Sindaco
Leggendo il suo editoriale pubblicato nel numero di giugno u.s. dell’Informatore Municipale ho provato un senso di frustrazione misto ad offesa. Probabilmente faccio parte di quelli che non appartengono alla “sua Novate” e cioè di chi si lamenta, ma vorrei sapere francamente a quale Novate Lei si riferisce, perché probabilmente non si è accorto che quello di cui lei scrive semplicemente non esiste, a mio avviso ovviamente. Parla di conservazione di boschi, fontanili, campi e nel frattempo i nostri parchi precipitano nel degrado totale, fontanelle (non fontanili) inutilizzabili, spazi verdi (non campi e boschi) bruciati dal sole e dall’incuria, piazze e vie sporche e malcurate. Faccia una visita c/o il palazzetto dello Sport, parco Ghezzi, verifichi lo stato del verde dopo poco più di un anno del Vostro intervento sull’arredo, e così anche di villa Venino, suo fiore all’occhiello! Per non parlare dei servizi: centri estivi a numero chiuso, come se il fatto di mandare i propri figli presso tali strutture sia un vezzo e non una necessità organizzativa per le famiglie; asili nido pubblici con numero di posti non confacenti alle richieste; piscina con prezzi d’ingresso da record, dove anche asciugarsi i capelli ha un costo aggiuntivo; scuole senza manutenzione e garanzie di tutela del patrimonio.
Mi ripeto, non so di quale Novate Lei parli, ma sicuramente non corrisponde a quella in cui io, la mia famiglia, i miei amici ed altri ancora viviamo.
Distinti saluti.
Massimo Golzi
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Lettera aperta
Nel numero di Giugno di Informazioni Municipali ho letto con stupore l’articolo del Sindaco: “La mia Novate è come un sereno brusio, un canto, una preghiera...” recita l’articolo, dipingendo tra le righe stupende immagini di vita “civile” che Domenica 4 Settembre si sono sgretolate come d’incanto durante la manifestazione organizzata dai commercianti e patrocinata dal Comune. In quel di Via Repubblica dalle 16.30 in poi si è scatenata una bolgia infernale, definita “esposizione” di auto, con bagagliai aperti e “musica” proveniente dall’interno delle auto, sparata a tutto volume. Verso le 18.00 i “giovanotti”, tanto cari al nostro Sindaco, seduti dentro le vetture “esposte” erano intenti a “provare il funzionamento dei motori accelerando eccessivamente o provocando rombi, scoppi e rumori eccessivi e inutili”, atteggiamento vietato “nelle strade, nelle aree private comprese o in prossimità dell’abitato” (art. 54 titolo VI sulla quiete pubblica). Noi siamo residenti in Via Repubblica e non è stata una giornata facile il 4 Settembre; dopo un primo reclamo, rivolto agli organizzatori, mi è stato risposto che avrebbero fatto abbassare il volume ma che avrei dovuto sopportare fino alle 19.00 in quanto autorizzati dal comune. Autorizzazione che non si estendeva però né alla prova dei motori né all’emissione di “suoni” dai bagagliai. Mi sorprende che la bassezza culturale di tale manifestazione sia stata autorizzata da chi tanto bene sa immaginarsi una Novate di parchi, alberi, nonni e bambini. Tra qualche settimana diventeremo genitori e ci sconcerta l’idea di far crescere un figlio in una città dove le manifestazioni culturali soccombono a quelle commerciali di auto, moto, e “musica” da discoteca! “La mia Novate è dei giovani che la progettano sempre nuova”, se sono questi i giovani promettenti del futuro, se queste sono le proposte “brillanti”, se è questa la “poesia della nostra città” dove i bambini invece di amare e rispettare la natura e il prossimo crescono con l’idea che sgasare in piazza la domenica pomeriggio è normale tanto quella dopo c’è il blocco auto, mi spiace ma siamo terrorizzati! E non parla “chi non ha altra prospettiva che il lamento”, faccio parte di un’Associazione novatese insieme alla quale ho proposto iniziative, progetti e manifestazioni che spesso ho dovuto vedere respinte o dimenticate. Sono sconfortata, non mi sento rappresentata e sostenuta da questa amministrazione e nemmeno da quei cittadini che mi dicono “finalmente si fa qualcosa a Novate!” Qualcosa cosa? Basta così poco a soddisfare le esigenze intellettuali di una città? Negozi aperti la domenica, passeggiata in mezzo a centauri, motori truccati, alettoni e casse potenti? Di sicuro Freud saprebbe che dire, ma dov’è la Musica, l’Arte la Poesia, dov’è l’incontro generazionale? a Metropoli? Al Polì? Al Well>B? È questa la logica di Novate? Facciamo le compere non facciamo cultura?
Miriam Corvi
Eros Zanotti
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Novate - estate
Discreto successo per le feste organizzate dal neopresidente dei commercianti A. D’Aiello e dal proprietario di “Baziam” A. Baraldo col sostegno di parte dei commercianti del centro storico e con la duplice finalità di rilanciare il commercio a Novate e di fare “le prove generali” del centro commerciale naturale novatese. La prima sera, complice il clima fresco dopo le torride giornate di giugno, numerosi novatesi si sono riversati nel centro dov’era localizzata la “sagra”: p.zza Pertini (sfilata abiti di Baziam e di Angel), p.zza Martiri della Libertà (piccola mostra di quadri e concerto di un talentuoso duo canoro), p.zza della chiesa (esibizione canora della prestinaia Melina e offerta di stuzzichini e sangria), v. Repubblica (mostra di foto d’epoca su Milano: primi ’900 - anni ’60).
Giochi per i bimbi, intrattenimenti e gare creavano un’atmosfera accogliente e ideale per la socializzazione e lo svago, mentre il club dei vespisti di Olgiate sfrecciava per le vie principali. Il 7, 14 e 21/7 altre manifestazioni (concerti, esposizioni di auto granturismo ecc.) hanno movimentato Novate solitamente un po’ sonnacchiosa invitandoci a uscire di casa e ad animare la neonata città.
Infine il 4/9 in occasione dell’inaugurazione del nuovo negozio di A. D’Aiello parte dei negozi erano nuovamente aperti dalle 16 alle 23 con musica in via Repubblica, buffet ed esposizione di auto sportive e moto. Personalmente gradirei che nelle prossime manifestazioni aderissero altri pittori come avveniva quando la Pro Loco organizzava feste che permettevano di vivere una domenica diversa rafforzando il senso di appartenenza al proprio paese.
Rita Blasioli
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In memoriam Pietro Silva (1923 - 2005)
Conobbi per la prima volta il maestro Pietro Silva in un assolato pomeriggio della primavera 1979, dopo un matrimonio di parenti; ancora un bel po’ dopo l’uscita degli sposi egli sembrava quasi non volersi staccare più dalle tastiere dell’organo della nostra Chiesa Parrocchiale. La sua figura tuttavia mi era già nota quando, ragazzino undicenne già da qualche anno studente di musica e perdutamente innamorato dell’organo, decisi di varcare per la prima volta, non senza soggezione, il cancelletto che divide il presbiterio dal coro.
Mi accostai con cautela nella penombra profumata di incenso alla consolle dell’organo, che ai miei occhi di fanciullo appariva grande e misteriosa e, presentandomi con un po’ di faccia tosta che nascondeva la timidezza, chiesi di poter assistere all’esecuzione musicale; Silva acconsentì con un largo sorriso, quasi intuendo il mio imbarazzo: fu allora che ebbe inizio fra noi un franco rapporto di amicizia e stima che, nonostante la differenza anagrafica e gli inevitabili “tafferugli” che talvolta possono segnare i rapporti umani, è durata incrollabile per tutti gli anni a venire. Notai subito che la sua tecnica esecutiva alla tastiera non aveva nulla da invidiare in quanto a scioltezza e agilità a quella dei colleghi di mio padre che erano docenti in Conservatorio, ma ciò che in me destò in seguito più interesse fu la straordinaria abilità che egli aveva nell’accompagnamento del canto, spesso improvvisando al momento l’armonizzazione o trasportandone senza difficoltà il tono per venire incontro alle esigenze sicuramente non “professionali” delle indimenticabili “pie donne” che cantavano il Vespro domenicale; qualche anno più tardi, nel proseguire gli studi, venni a scoprire che queste abilità “estemporanee” erano proprie di tutti i grandi musicisti di Chiesa dei secoli passati, poiché Silva era un vero ed autentico musicista di Chiesa. Egli svolse il suo ministero organistico presso la Parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso dal 26 Maggio 1934 al 27 Maggio 1984; la sua formazione al pianoforte avvenne sotto la magistrale guida della prof. Antonia Torriani, mentre per ciò che concerne l’organo e la composizione Silva fu illuminato e geniale autodidatta. Da allora, per anni e anni il maestro fu l’anima musicale della Parrocchia, sia come organista e assistente alla direzione della Corale S. Cecilia, sia come compositore di brani sacri e profani, nonché delle “musiche di scena” delle recite che vedevano coinvolti gli oratoriani nella loro totalità. Spesso il m° Silva mi confidò che la sua autentica vocazione musicale era però legata all’opera lirica, che a suo parere era il mezzo musicale più idoneo ad esaltare passioni e sentimenti; egli stesso diede un suo personale contributo a tale linguaggio componendo un melodramma ispirato ai manzoniani Promessi Sposi, che fu in parte eseguito - sotto forma di concerto - nella primavera del 1984 presso la sala teatro comunale di Novate, anche se vivo desiderio del maestro - purtroppo mai esaudito - era il poterlo ascoltare in versione integrale e in forma scenica. Alle indubbie qualità musicali Silva univa un forte tratto umano: persona “di carattere”, assolutamente non incline ad accettare compromessi, fiero delle proprie competenze ma sempre disposto a mettersi in discussione, egli tuttavia era capace di rapporti cordialissimi ed affettuosi nei confronti di chi riusciva ad intuirne la particolare personalità poliedrica. Sicuramente il 21 Giugno 2005 ci ha lasciati uno dei più significativi personaggi che hanno contribuito a fare di Novate non un “satellite” di una grande Metropoli, ma un borgo dotato di una propria tradizione culturale di non poco conto, con la quale tutti dovremmo imparare a confrontarci onde non smarrire la nostra identità. Per quanto mi riguarda penso che avrò profonda nostalgia delle discussioni musicali con il maestro, fatte in copisteria mentre entrambi aspettavamo il nostro turno per essere serviti o dei fugaci saluti che egli mi prodigava - incontrandomi per le vie di Novate - con un sonoro colpo di clacson dalla sua sempre lucidissima automobile......
Grazie di tutto, maestro Silva.
Emanuele Vianelli
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Sportivi in lutto
L’estate 2005 sarà certamente ricordata dagli sportivi Novatesi, che nel giro di qualche settimana hanno partecipato alle esequie di due grandi amici le cui figure riteniamo doveroso menzionare anche su queste pagine. Ambedue dallo spiccato carattere che sprizzava simpatia e capace di intessere amicizia sincera e disinteressata.
Il primo Gino Restelli meglio conosciuto come “el Gineto” classe 1929 che ci pare ancora di rivedere in mezzo al campo di calcio a giocare con classe cristallina come si direbbe oggi. Dalle squadre oratoriane, alla Sportiva Novatese, poi al Vigevano, e al Saronno, come attaccante apprezzato e che ha tenuto alto il nome di Novate Sportiva. La “candidezza” era stato il suo ambiente sottocasa e volentieri portava i colori della Romana.
L’altro Livio Brasca classe 1931, aveva il pallino dell’organizzazione. Costante è stato il suo impegno in molte iniziative a carattere ricreativo e sportivo, nella Bocciofila di cui era ancora presidente, sono stati numerosi i tornei e le gare che Livio ha organizzato avendo sempre come traguardo quell’amicizia che non mancava di manifestare portando quel senso di saggezza ed equilibrio, necessarie in tutte le manifestazioni della vita. Il lungo periodo di malattia è servito a raccogliere assieme ad altri amici, documentazione per i cento anni di Sport Novatese che ci auguriamo possa essere utilizzato in sua memoria.
La partecipazione alle due funzioni religiose, San Carlo e San Gervaso e Protaso, è stata numerosa e ha rappresentato il riconoscimento commosso per i due grandi amici.
Aleardo Faroldi
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Una doverosa
e valida decisione
I cittadini novatesi che transitano in automobile o attraversano a piedi viale Rimembranze si trovano davanti la Villa Venino finalmente restaurata e a breve aperta al pubblico. I lavori di sistemazione urbanistica e viaria in fase di definitiva ultimazione della futura piazza Venino, ripagheranno ampiamente i necessari disagi subiti dai residenti e dalla cittadinanza tutta. La proposta di un gruppo di cittadini novatesi, che inoltriamo alle autorità cittadine e in primo luogo al signor Sindaco prof. Luigi Silva, è comprensiva di due richieste. In primo luogo è auspicabile che la nuova e originale piazza di fronte a Villa Venino, prenda nome di “Piazza Martiri delle Foibe” e di seguito che il monumento ai Martiri ora collocato in forma quasi clandestina in piazza Martiri della Libertà, fatto segno più volte di vandalismi opera di sinistri individui, sia collocato solennemente in detta “Piazza Martiri delle Foibe”. L’approvazione a livello amministrativo della proposta indicata, deve trovare il sostegno incondizionato delle forze politiche elette con pieno merito alla guida della città di Novate Milanese per i prossimi cinque anni. Sarebbe una decisione encomiabile e un messaggio chiaro di continuità amministrativa e di buon governo. È una sensata proposta che ci auguriamo verrà realizzata per ricordare a tutti i cittadini novatesi un periodo di storia per troppi anni volutamente e scientificamente dimenticata.
Un gruppo
di cittadini novatesi
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Alcune considerazioni
In merito all’articolo apparso sul n. 3-2005, nello spazio riservato al Gruppo Consiliare Lega Nord Padania, titolato “Gli extracomunitari a Novate e il 25 Aprile a Caravaggio”, mi preme fare alcune considerazioni.
L’ignoto estensore, parlando della Resistenza partigiana, definisce piccolo e tardivo il contributo dato da questa alla Liberazione dal Nazifascismo. Mi sia concesso di obiettare su ognuno degli aggettivi usati.
La Storia insegna che i primi gruppi partigiani operarono a partire dall’inverno del 1943, quando il destino della guerra era ancora tutto da decidere. Fu perciò tutt’altro che tardivo, anzi servì poi da esempio e da punto di riferimento per tutti i militari che dopo l’8 settembre, abbandonati a se stessi dagli Alti Comandi, vollero dare il loro contributo alla liberazione dell’Italia.
Non lo definirei neppure piccolo: gli Alleati svilupparono la loro strategia tenendo in gran conto la presenza delle formazioni partigiane nell’Europa occupata dai nazisti (Italia compresa), tant’è che misero a repentaglio uomini, mezzi e materiali pur di rifornirle adeguatamente. Ricordo che nella pianificazione dello sbarco di Normandia, fu cruciale il coordinamento con i partigiani locali per azioni di sabotaggio tese ad indebolire la difesa tedesca. Nel Nord Italia la presenza dei partigiani fu decisiva nello scardinare la linea difensiva tedesca a difesa del Po. Infine ricordo che le grandi città del Nord Italia furono liberate dai partigiani prima ancora che dagli Alleati: per tutte, Milano, Genova, Torino e Bologna. Questo a dimostrazione che il contributo non fu affatto piccolo, ma addirittura eroico rispetto alla disparità delle forze in campo.
Queste polemiche paiono imbastite ad arte per evitare di parlare di altre imbarazzanti vicende, che vedono coinvolta la Lega a livello nazionale come a livello locale. Spiace però veder trascinati, a sessant’anni di distanza, quei valorosi patrioti nelle vostre piccole beghe politiche. Si può benissimo partecipare a manifestazioni come quella di Caravaggio senza per questo sminuire il contributo dato da migliaia di volontari alla Liberazione dell’Italia. Benvenute, anzi, queste manifestazioni se, come si legge nell’articolo, riescono addirittura a conciliare i leghisti con la bandiera italiana, in genere da essi adibita a ben altri scopi. Quanto poi agli extracomunitari, è presto detto. L’attuale governo, di cui la Lega fa parte, ha concesso una sanatoria che ha riguardato più di 250.000 extracomunitari nella sola Lombardia. Come era prevedibile, qualcuno di questi si è trasferito a Novate. Quanto ai clandestini, esiste una legge sull’immigrazione denominata Bossi-Fini; se i risultati ottenuti sono quelli descritti nell’articolo, vedano i leghisti con chi prendersela. Dice il proverbio “chi è causa del proprio mal, pianga se stesso”.
Stefano Betti
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Stop al malcostume dei permessi di circolazione e sosta
Contrassegni scaduti, clonati, utilizzati da persone non disabili
Il dilagare dell’uso indebito dei permessi di circolazione e sosta per le autovetture al servizio di persone con disabilità è ormai denunciato in tutte le regioni d’Italia. Si verifica infatti anche a Novate che le persone effettivamente in difficoltà, vengono espropriate del diritto di parcheggiare nelle aree di sosta a loro riservate. Non si tratta di auto prive di contrassegno, anzi il più delle volte il contrassegno c’è e ben visibile dall’esterno, ma spesse volte è scaduto, fotocopiato o contraffatto.
In questi ultimi anni si è diffuso anche il malcostume da parte dei furbi, di farsi rilasciare il contrassegno a nome di un familiare disabile per poi utilizzarlo impropriamente sulla propria auto, mentre i titolari del permesso sono in casa. È quindi importante che i vigili non si limitino a verificare che nei parcheggi riservati ci siano vetture con il regolare contrassegno, ma dovranno verificare se le generalità dell’utente coincidono con i dati del contrassegno stesso. In caso contrario è previsto il ritiro del contrassegno e la contravvenzione per sosta in zona vietata. Molti comuni, Milano in testa, hanno da tempo messo in atto un severo controllo dei permessi di circolazione sulle corsie preferenziali e sui parcheggi riservati ai disabili e Novate dovrebbe seguirne l’esempio. Ma al di là della repressione, noi tutti sappiamo che i disabili veri esistono veramente, ed è grave che le loro quotidiane difficoltà aumentino per l’indifferenza o l’ignoranza di pochi.
Un Novatese disabile vero
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Pulizia strade e “civismo”
Negli ultimi anni la nostra cittadina è senz’altro cambiata molto - secondo me in meglio - con nuovi servizi e con il recupero di varie zone edificate in degrado.
Tuttavia la pulizia delle strade e dei parchi è decisamente peggiorata, ovunque si trovano bottiglie o lattine di vetro, bottiglie di plastica, cartoni per la pizza e quant’altro, e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto la maleducazione e l’inciviltà di molti cittadini. Questo fenomeno molto diffuso porta ad un vero degrado di Novate e come cittadino ritengo occorra porre rimedio.
Dato che la maggior quantità di sporcizia è presente nei giardini e davanti ai bar aperti di notte, propongo alcune soluzioni:
1. installare più cestini e più capienti (per esempio in tutta via Bollate se ne contano pochissimi)
2. vietare - come già fatto in altri comuni (Brescia, Bologna, Roma ecc.) - di uscire dai bar con bevande alcoliche dopo le ore 21, di qualunque gradazione e contenute in qualunque recipiente, anche di carta, multando i contravventori
3. chiudere l’accesso ai giardini ed i parchi di notte, installando dove già non esistono le recinzioni
4. fare un’opportuna propaganda di sensibilizzazione sul territorio per non lasciare a terra nulla, così come è stato fatto (con buoni risultati) per la raccolta delle deiezioni dei cani
5. aumentare le risorse destinate alla pulizia delle strade
Ringrazio per l’attenzione ed invio cordiali saluti
Alessandro Pisoni
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L’addebito per raccolta rifiuti è
aumentato nel 2005 di circa il 10%
L’ICI è stabilita nella misura del 5,50 per mille per l’abitazione principale. In altri Comuni la stessa è anche del 4 per mille. L’addebito per l’addizionale comunale è dello 0,40% mentre in altri Comuni è anche dello 0,20%. Deduco che il Comune di Novate Milanese applica sempre, o quasi, il massimo consentito.
Ambrosina Pogliani
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L’amour
L’amour lè nò un
cavulfiur
che sè p’oo sfujà cumè
la margherita in mess
del prà.
L’amour à lè cumè un surbuj
che te sentet denter de ti
e de nott te fa minga durmì.
L’amour se tè se gelus
el te fa sufrì ma anca
giüj.
L’amour quant te sé giuin
el’sè fa in sul’praa
e dopu ... quant te se
spusaa??
Ognuu el pensa que che l voeur.
L’amour le bell in cà
e in mes del praa.
Una voeulta a Nüa se diseva
che: el paradis di puarit
l’era quel de vultagh el
Cùu ai travit.
Oh cara el mè amour
quantù penà sota la grunda
per un ùra àspetà.
Ma l’amour l’è musica
alegria, puesia, felicità
el coeür el batt a gran
velucità.
(Nuvember 87)
Achille Giandrini
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