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La parola ai gruppi consiliari

Dal consiglio comunale
Uniti per Novate
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord Padania
La Margherita
Democratici di Sinistra
Rifondazione Comunista

Ridiamo serenità e fiducia al personale comunale

L’attività in questi quindici mesi di mandato elettorale è stata caratterizzata da numerosi eventi che hanno influenzato negativamente il normale andamento della vita amministrativa comunale. Indipendentemente dalle scelte politiche e dagli obiettivi che ogni amministrazione si può e si deve prefiggere, il clima sereno di lavoro all’interno della pubblica amministrazione è elemento propedeutico al buon andamento, per cui obiettivo comune nell’interesse della collettività. Le normali difficoltà di avvio di una nuova giunta si sono sommate ad una serie di difficoltà, di circostanze ed episodi che hanno minato il clima di fiducia e la spinta motivazionale di tutta la struttura comunale. Oggi dunque chi governa ha innanzitutto il dovere di riportare serenità all’interno dell’ente. Oggi chi governa deve ricreare le condizioni affinché l’attività riparta e non prevalga il senso di rinuncia e di sfiducia.
La struttura deve essere messa nelle condizioni di lavorare con serenità al fine di attuare gli indirizzi che la maggioranza di turno intenderà adottare. Quando questo clima viene meno non solo non vengono attuati gli indirizzi politici ma rischia di essere vanificato anche tutto il lavoro quotidiano e il rapporto di fiducia difficilmente costruito tra pubblica amministrazione e cittadinanza. Il vertice dunque deve dare i primi segnali. Il Sindaco e la giunta cerchino di imprimere questo cambiamento di percezione con fatti concreti; i dirigenti non desistano, ma recuperino il loro ruolo propositivo e innovativo; i responsabili infondano fiducia e passione all’interno degli uffici; il personale tutto, continui con impegno e dedizione a svolgere il proprio compito con la consapevolezza che il pubblico impiego, oggi più che mai, ha una forte valenza sociale.
Sì, quello che spesso le politiche nazionali dimenticano è che il Comune (soprattutto il Comune) rappresenta il primo, e spesso l’unico, rapporto tra il cittadino e le istituzioni. Il Comune in sostanza per moltissimi cittadini rappresenta lo Stato. Un Comune che è sensibile ai bisogni, è il simbolo di uno Stato vicino, accogliente, attento. Un Comune inefficiente e incapace di dare risposte, dà invece l’immagine di uno Stato chiuso, indifferente e lontano. La nostra comunità nazionale affonda le proprie radici nella solidarietà, nell’accoglienza e nella tolleranza oltre che nel genio, nella fantasia e nella creatività. Tutte queste doti devono accompagnare l’operato di chi lavora nella pubblica amministrazione perché chi opera nel pubblico impiego non è, come blatera qualcuno, un “parassita”, un “burocrate” o un “raccomandato”, ma una persona che decide di mettere la propria professionalità al servizio dell’interesse pubblico.
Come ogni lavoro, il pubblico impiego ha i suoi pro e i suoi contro e come in ogni realtà c’è chi lavora bene e chi meno, ma nessuno può eliminare il fine che persegue la pubblica amministrazione e quindi il fine che deve perseguire ogni dipendente comunale e cioè il bene collettivo. In un clima sereno anche gli organi di indirizzo politico potranno svolgere appieno il proprio compito e confrontarsi, nelle sedi opportune, su progetti, programmi e obiettivi, lasciando poi ai cittadini, alla scadenza del mandato, il giudizio finale.
Roberto Ferrari
Presidente
del Consiglio Comunale
prescons@comune.
novate-milanese.mi.it

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Chiusi i cantieri,
spazio alle idee

Inutile nascondersi dietro un dito e non ammettere che gli ultimi mesi di attività della maggioranza, e del nostro movimento, sono stati particolarmente intensi e un complicato banco di prova. I cambiamenti che sono avvenuti negli equilibri di Giunta, nell’organizzazione di alcuni uffici nevralgici per l’amministrazione, e la situazione non proprio florida sul fronte del bilancio hanno assorbito tanto tempo e tante energie. Non è vero però, come qualcuno ci fa osservare, che “a Novate è tutto fermo”, che la maggioranza è “paralizzata” e la spinta propositiva si è già esaurita. La verità è che dopo sei anni (sei!) di grandi interventi, di opere che hanno cambiato il volto della nostra cittadina, i cantieri hanno doverosamente ceduto il passo ai ragionamenti, alle idee.
E su questo fronte, di certo meno visibile alla cittadinanza ma assolutamente fondamentale per il proseguimento della buona amministrazione che ci ha contraddistinto fino ad ora, le grandi novità non mancano. Per esempio?
Per esempio la Fondazione Cottolengo, nata e pensata per dare una risposta a quella che si presenta come la grande sfida del futuro già presente: l’assistenza e la cura degli anziani soli o in difficoltà, un tassello che ancora manca nell’ottima rete di aiuto alla persona di cui il nostro comune già dispone. L’ipotesi di intervenire sull’area dell’attuale Oasi san Giacomo, di ripensarne le strutture e di accogliere anche gli anziani maschi si avvicina ad essere realtà. E si tratta di un impegno che ci ha visto attivi in prima linea, grazie al contributo fondamentale di persone espressione del nostro movimento.
Non basta? Pensiamo allora al grande lavoro, condiviso all’interno della maggioranza, che si sta portando avanti per aprire finalmente ai cittadini le porte di Villa Venino, per poter godere di una delle più belle ville-biblioteca dell’hinterland. Fatti i muri, infatti, il portare a regime tutta la struttura tenendo d’occhio gli impegni di bilancio non è un impegno da poco. E poi il bilancio, per l’appunto. Un incombenza che, come ogni autunno, ci ricorda come la buona amministrazione debba essere un’attività di buon senso, di equilibrio tra i sogni e la realtà: come ogni anno, il nostro impegno nel redigere un bilancio realistico, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini, è grande, e la compattezza nella maggioranza nel condividere questo principio dà ragione dei nostri sforzi degli ultimi sei anni. Se volete pensare con noi, il “cantiere” è aperto.
Gruppo consigliare Uniti per Novate

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Ripartire
con nuovo slancio

Trascorso un anno di legislatura, vacanze estive alle spalle, è giunto il momento di concentrarsi concretamente sugli obiettivi che ogni Amministrazione - nelle sue componenti politiche e tecniche - si è data ed intende perseguire per rispetto degli impegni presi nei confronti dei suoi elettori (in particolare) e dei cittadini tutti (più in generale).
Come quasi sempre accade in una legislatura, la fase di rodaggio penalizza la unanime, comprensibile voglia di fare “subito”: la nuova coalizione chiamata a governare deve fissare le modalità per tradurre in azioni le linee programmatiche, deve stabilire le priorità ed infine deve verificare l’esecutivo che, sotto la guida del Sindaco, dette azioni attuerà.
“Subito” spesso mal si concilia con “bene”; fare “subito e bene” qualche volta è scritto più nel libro delle frasi fatte che non in quello della corretta e responsabile amministrazione della cosa pubblica. Ciò detto, riteniamo che il lavoro di assestamento intrapreso in questi primi mesi del mandato consenta, al momento, di affrontare i due compiti principali di una Amministrazione: la gestione dell’esistente, la pianificazione del futuro.
Qualche vicissitudine di troppo, qualche scomposta e velleitaria voglia di protagonismo, qualche abituale e radicata tendenza a lavorare in spazi di ingiustificata discrezionalità, hanno certamente rallentato la gestione dell’esistente e sacrificato oltremodo la pianificazione del futuro.
Ci aspettiamo, ora, una decisa e spedita marcia sul percorso delle cose che ogni cittadino vuol vedere in ordine quando esce da casa: strade, marciapiedi, illuminazione, verde.
Chi, all’interno dell’Amministrazione, deve reperire e destinare le risorse per queste opere provveda e chi dette opere deve attuare agisca.
Ci aspettiamo, da adesso, che tutti i settori della macchina comunale funzionino come devono e sono capaci e con assoluta trasparenza ed imparzialità: non esistono, per quanto ci risulta e ci riguarda, eccezioni né istituzionali né delegate.
Ci aspettiamo, ancora, un rispetto dei ruoli tra chi indirizza e stabilisce gli obiettivi politici, chi li traduce e chi li esegue.
Dovere di chi ha ricevuto il mandato dagli elettori a governare è anche quello di delineare uno scenario in cui collocare, per quanto possibile e ragionevole, la “Novate del futuro”.
Il compito è così arduo e gravoso che svolgerlo in solitudine risulta essere per chiunque un esercizio improbabile sul piano del risultato, mortificante su quello della collegialità; contribuire, insieme ad altri, a porre in campo idee, sensibilità, stimoli provenienti dal tessuto sociale, non significa abdicare ad alcun ruolo ma esaltarlo nel confronto e nella condivisione.
Forza Italia
Novate Milanese

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Centro Storico, Zona Ovest e nuovo cimitero. Tre grandi obiettivi
di an

Nel numero di gennaio abbiamo scritto che il 2005 doveva essere l’anno della semina. Questa fase è stata piuttosto difficile. Molti eventi si sono verificati che hanno ostacolato il normale lavoro amministrativo oltre alle difficoltà dovute al mancato rispetto del patto di stabilità dello scorso anno che hanno posto vincoli rigidi. La stagione della semina insomma non è stata aiutata dal clima ma siamo, per nostra natura, fiduciosi e vediamo ampie schiarite all’orizzonte. Entro il 30 settembre di ogni anno la giunta approva il piano triennale delle opere pubbliche che dovrà poi essere votato in occasione del dibattito in Consiglio Comunale sul bilancio 2006. Tre sono i temi importanti sui quali vogliamo concentrare il nostro lavoro nel prossimo triennio: un intervento sul centro-storico e l’asse Repubblica-Baranzate, la riqualificazione della zona ovest, la riprogettazione del cimitero nuovo. Naturalmente resta fermo l’impegno per un costante e ingente intervento di manutenzione straordinaria delle strade, dei marciapiedi e del verde che quest’anno è stato pressoché inesistente; sempre di rilievo è l’intervento sulla fognatura che sta dando parecchi problemi ad interi quartieri. Ma torniamo ai tre temi.

1. Centro Storico
È un obiettivo strategico che questa amministrazione deve portare a termine. La sistemazione dell’asse Repubblica-Baranzate, terminato il grosso intervento edilizio di via Repubblica 80, diviene ormai una necessità. La progettazione dovrà dare il senso di continuità sia con la parte già pedonalizzata sia con l’ovest cittadino. Via Matteotti è l’altro fulcro da riqualificare collegando così la Villa Venino alla Piazza della Chiesa dove si dovrà ulteriormente concentrare lo sforzo progettuale. Una piazza nuova, degna di tale nome, è quanto vogliamo lasciare ai cittadini entro la fine del mandato.

2. Zona Ovest
La zona ovest viene spesso indicata come una zona “dimenticata” dall’amministrazione comunale e sebbene non sia proprio vero (sarebbe davvero il colmo visto che proprio molti degli esponenti politici sia di maggioranza sia di opposizione sono residenti in tale zona) vi sono tuttavia fondate ragioni che giustificano tale sensazione. È chiaro che la maggior parte dei servizi e degli esercizi commerciali gravita nella parte est ma ciò non dipende da scelte politiche attuali ma dal contesto storico di sviluppo della città. Pensare di poter stravolgere lo stato di fatto è ovviamente un’utopia ma cercare di cogliere ciò che può offrire la zona ovest, cercando così di valorizzarne le caratteristiche, è più che doveroso.

3. Cimitero nuovo
Già il termine “nuovo” non si addice ad un cimitero in avanzato stato di degrado e soprattutto non consono alla nostra cultura nazionale. Un nuovo progetto che riveda, alla radice, l’impostazione del cimitero di via IV Novembre è fondamentale per rispondere ad un bisogno a cui il “vecchio” cimitero monumentale non è più in grado di rispondere. I colombari realizzati ed in via di realizzazione sono evidenti palliativi. La vera risposta può nascere solo da un lavoro sul nuovo cimitero che tenga conto della cultura popolare, delle distanze dal centro cittadino, dell’estetica e del rispetto per i defunti.
Alleanza Nazionale
an.novate@libero.it

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Sinonimi e contrari, il federalismo contrario del parassitismo

Si sta avvicinando la stesura del preventivo economico del nostro Comune per il 2006 e il solito problema è sempre più presente e pressante, il problema è che lo stato centrale “ci elemosina” sempre con meno trasferimenti di denaro. I trasferimenti dallo stato al nostro comune, in nove anni, hanno a malapena quasi mantenuto il valore invece di aumentare del 16% come da inflazione del periodo considerato. Questa mancanza di adeguamento comportò l’introduzione dell’Irpef comunale nel nostro comune. Lo stato italiano ha troppe spese parassitarie per cui non ha denari per i comuni come il nostro che producono in imposte 100 ma ricevono solo 2 di trasferimenti, per questo la chiamiamo elemosina dallo stato italiano. Qui di seguito cerchiamo darne spiegazione utilizzando un concetto esposto con eleganza dal compianto professore Gianfranco Miglio nel 1994 ad un congresso della Lega Nord.
....In ogni comunità politica di tutti i tempi e di tutti i luoghi c’è sempre una certa percentuale di cittadini che vivono alle spalle degli altri. Carlo Marx ha guadagnato l’immortalità perché è riuscito a dimostrare il modo con cui i proto-imprenditori capitalisti sfruttavano il proletariato industriale. Poi sulla base di quella dottrina è stato costruito un sistema in cui una gigantesca burocrazia sfruttava i pochi cittadini dell’Unione Sovietica che lavoravano e producevano.
Il grado di civiltà politica di un paese dipende dal modo con cui si riesce a limitare la quantità e la presenza dei parassiti. I parassiti sono nella società così come sono sugli animali. Chi di voi ha un cane o un gatto sa che a un certo punto, se i parassiti crescono al di là di un certo limite l’animale muore. E muore una società. Ci sono esempi storici di società che sono scomparse per eccesso di parassitismo. Chi è il parassita? Il parassita è colui che non produce ricchezza, ma vive consumando quella prodotta dagli altri. Questa è la definizione più lineare del parassita. Parassiti sono i conquistatori di un tempo. I Turchi, per esempio, sono stati nel tempo i più formidabili organizzatori dell’azione politico-militare e dello sfruttamento dei vinti. Un tempo il vinto doveva lavorare per il vincitore. Poi la civiltà politica a poco a poco ha ridotto queste presenze, ma ci sono ancora delle tracce di questa dominazione.
Ora, la reazione rabbiosa che noi abbiamo dovuto fronteggiare è dipesa dal fatto che coloro i quali sanno per quali canali più o meno sicuri arrivano nelle loro tasche i danari di cui godono, la ricchezza di cui godono, sono prontissimi a capire se c’è un pericolo di taglio di questi canali. E la costituzione federale è una classica costituzione fatta contro il parassitismo. Non c’è nella storia e nel mondo un paese a regime federale che presenti il grado di parassitismo e di corruttela di cui siamo “beneficiati” noi oggi. D’altra parte, la reazione è anche comprensibile. Perché sono antifederalisti e sono centralisti? E tirano fuori le icone, i santi, la patria che piange perché viene minacciata nella sua integrità? Perché centralismo e parassitismo sono due fenomeni strettamente collegati fra di loro. Io devo scusarmi con voi se oggi parlo di pidocchi, cioè di parassiti. Ma cosa volete farci... il paese che siamo chiamati a cercare di cambiare è fatto così: è un paese ammalato da un esercito di pidocchi. Senza mutare il sistema costituzionale centralizzato, noi non riusciremo a sopravvivere....

Il completo fallimento economico, politico e civico avvenuto nel 1989 dell’ex Unione Sovietica e dei suoi Stati Satelliti (cortina di ferro) insegna che noi come paese Italia, se non limitiamo drasticamente il parassitismo e lo portiamo a livello fisiologico, avremo la stessa sorte. L’unica variabile sarà quando.
Lega Nord Padania
Sezione di Novate Milanese

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Povertà e disagio sociale:
Novate non è un’isola felice

L’Osservatorio dell’Ambito territoriale Distretto n° 1, di cui Novate Milanese fa parte con altri 11 comuni, ha elaborato un rapporto sulle povertà e disagio sociale che fa riferimento sia alle persone che si sono rivolte ai servizi pubblici e privati di assistenza, sia a quella macro-area della domanda sociale inespressa o potenziale del territorio che non giunge ai servizi sociali. A livello di Distretto gli interessanti dati dell’indagine ci dicono che il problema segnalato dal maggior numero di utenti che si rivolgono ai servizi sociali si riferisce alla povertà economica: il 22,4% sul totale dei bisogni. Seguono i problemi sanitari con il 21,7% dei bisogni e le tematiche della disabilità con il 15,9% sul totale. Più indietro troviamo i problemi dell’abitazione con il 10%, del lavoro/disoccupazione con l’8,5%, i problemi nelle relazioni familiari con il 7,5%, il disagio mentale con il 5,4% e, via via, la detenzione/giustizia, le dipendenze, ecc.
Per quanto riguarda il nostro comune i dati ci dicono che:
• a livello di incidenza complessiva del rischio di povertà, il comune di Novate Milanese registra il valore più elevato (9,5 utenti su 1000 residenti). La media fra i 12 comuni del distretto è di 5,1 utenti.
• le richieste per il fondo Sociale affitto sono state 125 (media distretto 101); gli utenti del Sert (tossicodipendenze) sono stati 40 (media distretto 32,6); il numero delle pensioni sociali è stato di 90 (media distretto 98); il numero dei reati denunciati alle Forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia) è stato di 724 (media distretto 573,5).
Questi indicatori del disagio sociale ci segnalano come sia in crescita il numero di famiglie costrette a vivere in ristrettezza e nella precarietà; che per quanto riguarda il problema della casa il rischio non è la perdita dell’abitazione quanto la difficoltà di una famiglia a sostenere le spese dell’affitto.
Novate risulta anche il comune dove il problema dell’abitazione ha riscosso il maggior punteggio di gravità più elevato.
Riguardo il fenomeno delle dipendenze da sostanze il comune di Novate Milanese è tra quelli i cui valori sono sopra la media. In particolare riguardo al numero complessivo dei nuovi utenti per anno quasi tre volte superiore rispetto alla media distrettuale.
Invece riguardo i percettori di pensione sociale, cioè quelle persone anziane con reddito inferiore ai limiti previsti dalla legge, il comune di Novate Milanese si colloca appena al di sotto della media, ma la situazione della condizione anziana è percepita in termini di grave allarme sociale.
L’ultimo indicatore di devianza sociale, quello della criminalità locale, identifica il nostro comune tra quelli che manifestano un tasso di disagio sociale superiore alla media distrettuale. Il rapporto, 120 pagine, contiene molti dati, dà molte informazioni sui bisogni dei cittadini che usufruiscono dei servizi sociali ma soprattutto indica i bisogni insoddisfatti e/o problematici del territorio, suggerisce la priorità da soddisfare.
Il rapporto dovrebbe essere uno strumento rivolto all’operatività, a fornire cioè suggerimenti alle politiche sociali.
Potrebbe fornire anche utili indicazioni per una politica di prevenzione. È ovvio infatti che, se possibile, conviene intervenire là dove la povertà e il disagio hanno maggiori possibilità di generarsi, piuttosto che dare successivamente avvio a interventi di tipo riparatorio di incerta efficacia.
Abbiamo usato il condizionale perché, è netta la sensazione che, chi di dovere, questo documento non l’abbia neppure letto oppure, se lo ha letto, l’ha riposto in qualche cassetto dove giace polveroso. Invece dovrebbe essere oggetto di riflessione, approfondimento, confronto non solo tra gli operatori sociali istituzionali ma anche tra le realtà del volontariato e delle associazioni. A questo proposito la Commissione servizi sociali, con la presidenza della Margherita, è stata convocata per essere messa a conoscenza del documento e farne oggetto di discussione. Quindi si dovrebbe fare sintesi delle informazioni disponibili per poi tradurle in orientamenti operativi e attuare politiche di intervento sociale. Noi restiamo in fiduciosa attesa ma, ancora una volta, rileviamo la scarsa attenzione che questa amministrazione dedica alle tematiche sociali che si evidenzia anche nelle esigue risorse finanziarie messe a bilancio.
La Margherita
Circolo “A. De Gasperi”

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Il Re (Silva) è nudo

All’indomani delle elezioni amministrative dello scorso anno si capì subito che la maggioranza di centro-destra non era compatta nel sostenere il sindaco Silva. Anche perché durante il primo mandato amministrativo si sono sprecate le tante risorse lasciate in eredità dal centro-sinistra (nel 1999 Silva si trovò a disporre di oltre 10 miliardi di vecchie lire per investimenti), non si è migliorata la vivibilità di Novate e adesso i soldi mancano. Vi erano forze che non condividevano pienamente la linea programmatica, gli interventi e le relative priorità, nonché il metodo di governo, anche perché a decidere erano poche persone, spesso di un solo partito della coalizione. I contrasti si sono manifestati fin dai primi atti dell’Amministrazione: basti ricordare il documento per la costituzione dell’ufficio del Piano, diffuso all’insaputa dell’assessore all’urbanistica; oppure la decisione di continuare a buttare soldi - senza un disegno organico - nei lavori di ristrutturazione del Palazzetto dello sport (chiuso da 6 anni), creando disagio e tensione nella maggioranza per il pressapochismo con il quale questa assurda vicenda è stata condotta; o, ancora, i continui rinvii del trasferimento della biblioteca comunale nella Villa Venino, la cui fisionomia è stata fortemente alterata dalla presenza di una banca e delle relative, ingombranti insegne ed i cui lavori hanno mostrato gravi carenze strutturali; o, infine, la disastrosa situazione del centro natatorio “Polì”, dove - a causa di una gestione poco avveduta - si è verificato un “buco” di bilancio che la Società CIS, della quale il Comune è socio al 49%, ha dovuto ripianare con 500.000 (cinquecentomila) euro. I gruppi di minoranza, le cui proposte sono sempre state inascoltate nel recente passato (e questa indisponibilità al dialogo non ha consentito alla maggioranza di fare scelte migliori), hanno dovuto ancora una volta rilevare la superficialità e l’incompetenza con la quale si è fatto uso del denaro pubblico: basti pensare che i lavori del Palazzetto dello sport sono finora costati 3 milioni di euro (quasi 6 miliardi di vecchie lire) e che per renderlo funzionale al 100% occorrerà costruire dei nuovi spogliatoi. Nel frattempo, a riprova dei forti disaccordi che travagliano la maggioranza (e che penalizzano la vita amministrativa del Comune), sono stati “dimissionati” due assessori - uno dei quali ricopriva anche la carica di vice-sindaco - con motivazioni a dir poco ridicole. E il sindaco Silva, invece di ricercare utili mediazioni all’interno della sua maggioranza sempre più frantumata, cerca di forzare la mano per imporre la sua volontà, fortemente contrastata dai partiti e dai gruppi consiliari del centro-destra. Fino ad arrivare all’assurdo di chiedere al presidente del Consiglio Comunale di convocare il Consiglio stesso, iscrivendo all’ordine del giorno argomenti non condivisi dalla sua maggioranza: il risultato è stato la revoca della convocazione. Ma non è finita qui: per uscire dalla grave situazione gestionale di Polì il sindaco ha proposto una soluzione condivisa anche dal socio privato. Tutti i gruppi consiliari (compresi, quindi, quelli di maggioranza) hanno chiesto di effettuare le necessarie valutazioni, per evitare di fare scelte simili a quelle assunte al tempo della creazione di Polì e che hanno portato alla situazione attuale. Ma il “re” (nudo) Silva non sopporta che si discutano le sue proposte: a suo modo di vedere (poiché promanano da lui) sono giuste e devono essere condivise. Forte di questa convinzione, nonostante il parere negativo di tutti i gruppi consiliari, ha voluto che il Consiglio comunale si riunisse per decidere: il risultato è stato che sia la maggioranza, che le minoranze gli hanno risposto picche, approvando un documento comune. Il “re” è davvero nudo: la maggioranza e lo stesso sindaco ne prendano atto e facciano ciò che le responsabilità di cui sono investiti richiedono, così da rimuovere la paralisi a cui è costretto il Comune e le sue attività, con gravi danni per la cittadinanza. Al sindaco, in particolare, consigliamo - per il bene suo e di Novate - una lunga, salutare vacanza gardesana fino al 2009.
Il gruppo consiliare
dei Democratici di Sinistra

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La Giunta Silva, se rispetta i suoi
elettori, dovrebbe dare le dimissioni

Prima del periodo estivo abbiamo, come partito della Rifondazione Comunista, affisso un manifesto intitolato Tran-SILVA-nia nel quale accusavamo la giunta di Centro-destra di aver trasformato la nostra Cittadina in un cantiere edile soggetto alla speculazione, infischiandosene dell’interesse della collettività. Era già ormai evidente il fallimento della politica delle “Grandi Opere” del Sindaco Silva:
• Il PALAZZETTO dello SPORT divenuto uno spaventoso “buco nero” capace di ingoiare più di 2 milioni e mezzo di investimenti rimanendo oggetto misterioso per il suo utilizzo: manca infatti di spalti per il pubblico e ancora non sono stati realizzati gli spogliatoi;
• VILLA VENINO: ad un anno dalla ridicola “INAUGURAZIONE” lo spazio destinato alla Biblioteca è ancora inagibile né si sa quando potrà davvero essere utilizzato: esistono gravi problemi nelle strutture (i pavimenti potrebbero non reggere il peso dei libri) e mancano alcuni requisiti di sicurezza. In compenso gli appartamenti privati e la Banca (se ne sentiva proprio la mancanza a Novate!) sono perfettamente funzionanti e rivelano il vero obbiettivo dell’operazione. Nel frattempo la Biblioteca “vecchia” è in crisi per carenze di organico: infatti il nostro Comune, avendo sforato il patto di stabilità, non può neppure sostituire le persone in maternità!
• La POLÌ, fiore all’occhiello dell’Amministrazione Silva, è travolta dai deficit. Per salvarla si era progettata una spericolata operazione di ingegneria aziendale che è però abortita ancora prima di partire per le liti interne alla maggioranza. Intanto le casse del Comune sono vuote, tanto che non si riesce a pagare i premi al personale e allora si dà il via a nuove alienazioni del patrimonio pubblico: si vendono i posti auto di Via Portone e si parla insistentemente di “mettere a reddito” (così dice il nuovo Assessore) anche il piano terra di Via Repubblica 80, che era invece destinato a servizi pubblici. Infine, all’inizio di Agosto, è stata fatta pervenire a noi come alle altre forze politiche la copia di un esposto alla Procura di Milano, alla Corte dei Conti ed alla Guardia di Finanza da parte di un personaggio molto addentro ai meccanismi delle scelte politiche amministrative della Giunta, che denuncia irregolarità, abusi e malgoverno nella gestione del territorio: spetterà alla Magistratura decidere come e dove intervenire.
Dal nostro canto abbiamo chiesto le dimissioni di questa maggioranza perché non più degna di gestire socialmente e politicamente un ente pubblico nell’interesse della collettività. Nella Festa di Liberazione che abbiamo tenuto dal 22 al 27 settembre abbiamo aperto un confronto con le altre forze politiche affinché si agisca non solo in Consiglio Comunale, ma si coinvolgano i cittadini attraverso una discussione sul merito dei problemi per ricercare soluzioni pratiche e, con tutte le forze ed organizzazioni sociali, costruire un programma per restituire a Novate la sua vivibilità e, soprattutto, un’Amministrazione capace di rispondere ai suoi bisogni sociali, ambientali e culturali. Sarebbe, per esempio, interessante definire un progetto globale per coordinare l’utilizzo delle Palestre, del Palazzetto dello Sport e POLÌ per fornire un’offerta completa di attività sportive e di ricreazione per tutte le età sotto la supervisione di una consulta formata dalle associazioni interessate. Un altro tema potrebbe essere un progetto per la BIBLIOTECA: con la collaborazione degli operatori che vi operano ed il contributo di esperti esterni si potrebbe progettare un CENTRO CULTURALE all’altezza dei bisogni del paese.
Rifondazione crede che sia possibile questo solo con la volontà di cambiare modo e metodo di far politica.
Il comitato direttivo

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