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Ci scrivono

Dalla piazza alle gabbie
L'addio ad un giusto
Un luogo? Un tempo?
100 anni! Buon compleanno nonna Maria
"Verba volant. Scripta manent"
Lettera aperta
A proposito di Gruppi
Energia Solare
Opera incompiuta nel cimitero
Lettera aperta ai "Testimoni di Geova"
Richiesta di informazioni su acqua e qualità dell'acqua
Una risposta alla viabilità
Per informazioni e rispetto dei tempi per i lavori pubblici
Permangono i problemi in via Buozzi
Più multe agli indisciplinati nati stanchi
Sottopassaggio pedonale FNM
Un ricordo indelebile

Dalla piazza alle gabbie

La politica viabilistica della giunta ci ha regalato un’altra chicca della sua lungimiranza.
Dopo le promesse elettorali del sindaco che ipotizzava per il quartiere Baranzate una grande piazza sopraelevata che permettesse un facile attraversamento di via Di Vittorio che unisse facilmente le vie Edison e Fermi al resto del quartiere, siamo arrivati alle recinzioni che impediscono l’attraversamento della via se non attraverso il semaforo di fronte alla banca o quello più esterno su via Buozzi. La decisione è stata conseguenza del tragico incidente della scorsa primavera, che ha causato una vittima, dalla pericolosità dell’attraversamento dovuta al non rispetto dei limiti di velocità da parte degli automobilisti; quindi con logica ferrea per far rispettare le regole si penalizza chi è vittima del mancato rispetto. I pedoni sono così costretti a inutili camminate per far sì che le auto possano sfrecciare indisturbate a folle velocità.
Una persona anziana impiega dai tre ai quattro minuti in più per attraversare, un’auto che rispetta i limiti di 30 Km all’ora come da divieti esposti perde circa 30 secondi nel percorrere il tratto di strada, secondi preziosissimi....
Primo risultato della nuova viabilità: un incidente tra una moto e un’auto, dovuto alla velocità eccessiva, nel mese di luglio.
Alternative più serie e semplici sarebbero state: dissuasori di velocità, autovelox fissi, passaggio pedonale rialzato, controlli frequenti da parte della polizia municipale.
La teoria, che le autorità competenti hanno cercato di inculcare tra i cittadini, è che via Di Vittorio è una strada a scorrimento veloce e quindi non è possibile posizionare dissuasori di velocità, è in contrasto con la presenza di un dissuasore circa 500 metri dopo alla confluenza con via Vittorio Veneto dove ce ne sono addirittura due di cui uno dotato anche di nuovi lampeggianti posizionati anche dal lato da dove le auto non possono provenire per via del senso unico, non si sa mai!
Un esempio a noi vicino che dimostra come sia la circolazione stradale da regolamentare e non quella pedonale, è via Amoretti a Quarto Oggiaro luogo tristemente noto per il mancato rispetto delle regole; ebbene da quando sono posizionate le telecamere per il controllo del traffico tutti transitano rigorosamente a 50 Km. all’ora.
Questo è solo l’ultimo atto di una politica contro i pedoni e i ciclisti (piste ciclabili cancellate anche dalle righe sull’asfalto) che favorisce solo l’auto e non educa il cittadino al rispetto per l’ambiente tramite un risparmio sui consumi e sull’inquinamento. La prossima mossa? una gara di formula 1 per le vie del paese, Montecarlo sarà surclassata.
E i pedoni stanno a guardare....
Roberto
Bergamini


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L’addio
ad un giusto

Il nostro Enrico
non è più con noi.
Fatale gli fu
quella Piazza Padovana
una sera fredda di giugno
d’un estate che non giunge mai.
Il suo ultimo comizio
l’Europa unita -
la Pace - il lavoro.
Nella bianca stanzetta
d’ospedale
una lotta per la vita.
Tre giorni di vane speranze
poi la morte.
La morte di un giusto,
mormorava con le lacrime
agli occhi il nostro
amato Presidente Pertini.
Quanta folla
mentre passa la triste bara.
Uomini, donne, giovani
in silenzio piangono
lacrime di dolore.
L’ultimo saluto
i pugni chiusi
le rosse bandiere
molti ti chiamano
Enrico - Enrico
sei ancora con noi,
dentro di noi
le tue idee.
Tutto il mondo
è dietro di te
Politica - Arte - Lavoro - Cultura
parlano di te, come eri,
del tuo Partito
il P.C.I.
Piazza San Giovanni
una folla immensa
mai così tanta
prima d’ora.
Pajetta che parla
ricorda la tua vita.
Addio compagno Enrico,
sei nei nostri cuori,
Addio!
Achille Giandrini

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Un luogo? Un tempo?
Il mio cuore appartiene
a un paese perduto
dove cantava le sue ballate il vento
e i fossi morbide nenie.
Io lo inondo di rose
nel ricordo,
lo rivesto di grano splendente,
di piccoli boschi odorosi;
gli rendo la vita
coi volti dell’amore,
ma invano...
Il mio cuore è un paese
perdutamente lontano. Silvana Botta

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12 settembre 1906
12 settembre 2006
100 anni!
Buon
compleanno
Nonna
Maria!

Da figli, nipoti
e pronipoti

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“Verba volant. Scripta manent”

Sono trascorsi 5 anni da quando su invito di Piero Marrazzo, ex conduttore di Mi manda Rai3, ora presidente della Regione Lazio, proposi su questo giornale l’istituzione del Difensore Civico: un “avvocato dei cittadini” che tuteli gratuitamente, soprattutto i più deboli, aiutandoli a districarsi nei meandri della burocrazia contro errori o inadempienze (l’informatizzazione non è una garanzia). A proposito rinvio alla legge 241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi e successive modifiche. Vedi anche il rapporto della Corte dei Conti - Tg2 dell’1/2/06: “La pubblica amministrazione spreca troppi soldi in consulenze inutili e spesso illecite”. Ancora: “La burocrazia. Il traguardo della semplificazione. Chiude un ufficio e ne nascono 4. Si vuole snellire il sistema ma si moltiplicano le strutture”. (Il Sole 24 Ore - 13/3/06).
Sono anche passati 2 anni dal 7/1/04, data in cui consegnai in Comune 1187 firme -per la maggior parte raccolte da me- e dal 4/3 data in cui, prima delle elezioni, ricevetti formale risposta dal Sindaco che rinviava l’istituzione al successivo mandato. Un’altra data: il 25/3/05 in cui a pochi mesi dalla promozione di Novate a città lessi su Settegiorni un’intervista in cui il sig. Silva si dichiarava favorevole all’istituzione di questa figura democratica, e possibilista al riguardo.
È noto che i politici, per motivi contingenti o imprevisti, non sempre riescono a mantenere le promesse.
Tuttavia l’abitudine di troppi ad assumere impegni salvo poi, eletti, disattenderli ha minato da tempo la fiducia dell’elettorato e leso la credibilità di molti di loro. Pur ipotizzando almeno fino a prova contraria la buona fede di chiunque, credo comunque che per conquistare davvero e non solo per interessi di parte gli elettori sia necessario ai vari livelli istituzionali dimostrare coerenza, lealtà, rispetto e trasparenza nelle scelte.
Per me è - meglio: dovrebbe essere - questa la politica: un servizio reso alla collettività, e non una semplice professione. Capisco che le scelte politiche del nostro Sindaco incontrino le aspettative del suo elettorato e talora non solo dei suoi elettori. Tuttavia esprimo il disappunto mio e di coloro che mi hanno sostenuto per un impegno mancato. E dopo le mie reiterate richieste su questo giornale e le riserve espressemi dal Sindaco in un colloquio informale tempo fa non vedo una reale volontà politica di mantenerlo.
Rita Blasioli

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Lettera aperta

Sono una cittadina di Novate, e come me penso altre persone si sono chieste il perché di una via del nostro Comune: via Bruno Buozzi, che dall’autunno 2005 (siamo al 6 giugno 2006) è stata riaperta al traffico solo da pochi giorni. Vorrei sapere perché si siano spesi una barca di soldi per questa via, quando, girando per Novate, ci sono strade, marciapiedi, parchetti (esempio quello di via Baranzate davanti alle scuole) dove sia la manutenzione del verde sia la pavimentazione fanno pena.
Sono passata una sera da via Buozzi, illuminata a giorno, mi sembrava di essere in via Monte Napoleone a Milano, quando in certe vie di Novate c’è pochissima luce da aver paura ad uscire alla sera. Forse sarebbe meglio che il signor Sindaco, o chi ne fa le veci, facesse un giro per il paese e guardare le condizioni in cui ci troviamo.
Tengo a precisare che non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B, le tasse le pago anch’io e come.
Rocca Delmiglio

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A proposito di Gruppi

Nella seconda metà dello scorso mese di Giugno, ho avuto il piacere di aggregarmi ad un gruppo di cittadini Novatesi, composto perlopiù da persone, come dire, già “collocate a riposo” e perciò di pensionati, per un soggiorno balneare di 15 giorni a Rodi Garganico.
Ora, ciò che più tengo a sottolineare, non è tanto la bellezza della località raggiunta, con le sue stupende escursioni alle Isole Tremiti, ai trulli di Alberobello, alle grotte di Castellana e a S. Giovanni Rotondo - Padre Pio, ma il legame di amicizia e di famigliarità che ho trovato in questo gruppo, che non ha mai avuto nessuna sigla e connotazione di parte. Questa compagnia infatti, da più di 15 anni, si ritrova unita per godersi le vacanze estive e si ricompone pure in altre piacevoli occasioni durante l’anno (attraverso qualche pizzata) con l’intento di rivedere filmati e fotografie, ma soprattutto per fissare periodo, data e luogo per una successiva vacanza, che si ripete di anno in anno con la collaborazione e l’appoggio di una ormai conosciuta agenzia di viaggi. Alla guida di questo gruppo va segnalata l’instancabile presenza, come accompagnatore, del Sig. Campedelli Gino - conosciuto animatore di altre attività ed iniziative a favore degli anziani della nostra cittadina - che, sino a due anni fa, ha seguito questo gruppo con la sua consueta capacità e responsabilità e che ora, per motivi di salute, ha dovuto lasciare l’incarico che è stato affidato ad un’altra volonterosa persona: il Sig. Stelluti Franco. Penso proprio che di questi raggruppamenti ce ne siano diversi altri che svolgono tali attività ricreative che hanno pure una funzione sociale: e che sono orientati a durare nel tempo grazie ai valori dell’amicizia.
Ernesto Pogliani

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Energia Solare
Una domanda che cresce

Al momento corrente la fornitura d’energia del pianeta è basata principalmente sui combustibili fossili. Di questi la parte del leone spetta sicuramente al petrolio che è più conveniente sia in termini di qualità, sia in termini di costi d’estrazione. Il suo progressivo esaurimento costringe ad utilizzare giacimenti che richiedono costi maggiori ed offrono un prodotto di qualità inferiore. L’ampia diffusione dell’energia solare è in crescita. Lasciata in disparte come prodotto di nicchia fino a metà degli anni novanta, il settore sta vivendo un vero boom con una crescita del 30% l’anno negli ultimi dieci e di oltre il 40% negli ultimi cinque. Detto questo, possiamo approfondire il tema e scoprire cosa sono i pannelli solari e come producono energia elettrica mettendo a profitto la luce solare. Il silicio è un minerale che, se colpito dalla luce solare, produce energia elettrica. La fisica ha consentito nel secolo scorso la realizzazione della prima cella fotovoltaica della storia. Il nome stesso fotovoltaico esprime in sé tutto il significato della scoperta, “foto” deriva da “luce,” “voltaico” deriva da Alessandro Volta, inventore della batteria. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un “modulo,” un insieme di moduli costituisce un pannello solare fotovoltaico. Il 90% circa dei sistemi fotovoltaici in Europa sono installati in Germania, che è il mercato più vasto a livello mondiale, seguito dal Giappone. In altri paesi si registrano iniziative e crescente interesse, con volumi più modesti. L’obiettivo dell’UE per il 2010 è che le energie rinnovabili forniscano il 12% dell’energia totale e il 21% dell’energia elettrica prodotta in Europa, con il duplice scopo di ridurre le emissioni di CO2 e l’importazione d’energia. Il successo delle rinnovabili, tra cui il Fotovoltaico, sta portando il Parlamento Europeo a discutere di un nuovo obiettivo che prevede che entro il 2020 le fonti rinnovabili forniscano circa il 25% dell’energia totale nell’Unione. A Novate, la Giunta, nel campo del risparmio energetico ha varato (seppur in una zona limitata) la produzione congiunta e contemporanea di energia attraverso il sistema del teleriscaldamento. In breve: si tratta di un impianto in grado di generare calore ed elettricità. Un sistema innovativo di produzione in cui l’impianto a pompa di calore assicura un’elevata efficienza energetica con un ridotto impatto sull’ambiente.
Bisogna fare di più
L’Amministrazione Comunale, dovrebbe a mio modo di vedere, attivare uno studio per l’installazione di moduli fotovoltaici nelle strutture pubbliche. Queste iniziative non portano alla completa copertura dei consumi, ma consentono di ridurre le emissioni di CO2 e, nel tempo, anche i costi.
Il cittadino
Luigi Gusmano

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Opera incompiuta
nel cimitero

Buongiorno,
desidererei pubblicare su Informazioni Municipali questa lettera destinata all’Assessorato competente:
Quattro anni fa, richiamavo l’attenzione dell’Assessore su uno dei problemi presenti al Cimitero Parco di Novate. La fila di sepolture alla quale apparteneva anche quella di mio padre (lotto C1) era priva del muretto di mattoni a vista al quale negli altri casi si appoggiavano le lapidi.
Una struttura che data la sobrietà, la regolarità dell’intero cimitero finiva per essere uno dei pochi elementi non solo funzionali ma anche ornamentali.
L’Amministrazione Comunale si mostrò sensibile a tale necessità tant’è che, anche se non fece costruire un muretto come quelli esistenti, tuttavia dispose la messa in opera di una staccionata in legno a sostegno di una siepe di gelsomini tuttora presente.
Il problema è che tale staccionata limita il campo solo per il primo tratto, le sepolture successive che si trovano sulla stessa linea, tra le quali quella di mio suocero, ne sono prive.
Auspicando il completamento di tale piccola opera rimango in attesa di un Vostro riscontro. Grazie per la cortese attenzione.
Alberto Accorsi

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Lettera aperta
ai “Testimoni di Geova”

Sono almeno 15 anni che i Testimoni di Geova vengono a suonare al mio citofono con scadenza quasi mensile.
I primi tempi rispondevo loro che non ero interessato a quanto mi proponevano ma, dal momento che continuavano a venire a suonare al mio citofono, appena si presentavano, agganciavo la cornetta senza dire parola. Cosa che faccio tutt’ora. Io credo che, da questo mio atteggiamento, chiunque avrebbe capito che non erano, e non sono, da me bene accettati.
Che devo fare? Potrebbero questi Signori, magari attraverso questo giornale, dire che cosa si deve fare per non essere più importunati da loro?
Lettera firmata

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Richiesta di informazioni
su acqua e qualità
dell’acqua

Ringrazio dell’articolo sull’acqua distribuita dalla rete idrica della nostra città, apparso sul n° 3 di Informazioni Municipali a firma dell’assessore (sig. Seregni), solo vorrei chiedere perché la tabella pubblicata non riporta anche per il pozzo di via 1° Maggio/Amendola i dati relativi a nitriti, cromo, ferro, sodio, calcio, cloruri e durezza dell’acqua. Quale conseguenza e tenuto conto che l’ASL effettua ogni due mesi le analisi e qualcosa di analogo viene effettuato anche dal CAP, chiedo se non è possibile completare l’informazione per i cittadini di una buona parte della nostra città. E ancora, a quando le notizie circa l’aria che respiriamo? Cordiali saluti,
Maria Floriana Mognetti

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Una risposta alla viabilità

Sull’informatore di giugno 2006 a pagina 5, leggo l’articolo riguardante la viabilità del Sentiero del Dragone e F.lli Cairoli, io aggiungo oggi anche la nuova via Buozzi e mi chiedo: ma per evitare i furbetti che arrivano da fuori Novate, non si può fare a senso unico inverso le prime 2 vie menzionate?
Poi, la via B. Buozzi, bellissima, fatta bene, ma con il divieto di transito dalle 7 alle 9, mi domando, sono anch’io residente a Novate, e le strade cittadine, la loro pulizia, l’illuminazione ecc. ecc., sono state fatte con i soldi di tutti i novatesi, e allora, perché io residente non posso passare, (non voglio pensare a qualche privilegio) già l’inquinamento... allora venite a controllare in via Campo dei Fiori, nelle ore di punta, quando entrano o escono i ragazzi delle medie, specialmente il sabato, è una processione di auto, a volte non possiamo entrare nei nostri cancelli, anche lì si può provare l’inquinamento. Aggiungo una battuta e mi chiedo: come mai la vita s’è allungata? Forse l’inquinamento irrobustisce il nostro fisico? Grazie.
Mario Zarantoniello

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Più informazione
e rispetto dei tempi
per i lavori
pubblici

La mattina dell’8/6/2006 con gradita sorpresa, via Buozzi è stata riaperta all’uso per tutti i cittadini. Si potrebbe anche dire: bene! Ma così non può essere, perché 45 giorni di ritardo (data prevista ultimazione lavori 23/4/2006) su 90 previsti (data inizio lavori 23/1/2006) rappresentano un errore del 50%! E mi sono chiesto e lo chiedo anche a voi tutti cittadini novatesi perché dobbiamo subire sempre quanto accade nella nostra città. Quali le cause di questo ritardo, che spero abbia incrementato solo il tempo di esecuzione dei lavori e non anche il loro costo? Di questo ho anche provato ad ottenere risposte direttamente dall’Amministrazione Comunale senza alcun esito!
E ancora, dal 17/7/2006 transitare anche a piedi per via Resistenza è diventato non solo difficoltoso ma anche pericoloso: praticamente si cammina tra macchine operatrici, camion, materiali e attrezzature di cantiere. E tutto questo senza sapere quando i lavori finiranno, infatti qui non è stato esposto nessun cartello di cantiere con descrizione lavori, durata, costo, impresa esecutrice, ecc. e tutto quanto davanti al nostro Comando di Polizia Locale! C’è da rimanere perplessi, o meglio preoccupati, per quanto ogni giorno accade nella nostra città?
Cordialmente,
Angelo Bernardo
Maccalli

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Permangono i problemi in Via Buozzi

Sono una cittadina che abita nel quartiere Baranzate, eh sì, proprio quello considerato di serie B!!!!
Grazie per la Via Buozzi! Ma purtroppo non si è risolto il problema: questa via non è in grado di sopportare il traffico nell’ora di punta, non serve neanche il divieto dalle 7 alle 9 visto che non c’è nessuno che controlla!! C’è persino una diatriba sulla parola “residenti” che viene inteso come residenti di tutta Novate e non per quello che dovrebbe essere solo per quelli della via, tocca a Lei risolverla!!! E già un paletto indicatore dei passaggi pedonali è stato buttato giù!! A quando i pedoni? Complimenti per la bellissima idea di mettere uno spartitraffico all’altezza di V. Buozzi non pensando di mettere in pericolo i pedoni restringendo la carreggiata!!!!! Quanti incidenti dobbiamo aspettarci?
Ha visto in che condizione sono gli alberi nel parcheggio di Via Vittorio? No peccato, non facendo né Lei né nessuno dei Suoi Consiglieri il giro a piedi, c’è una betulla con un ramo spezzato dall’ultima nevicata (gennaio 2006) e nessuno è passato a sistemarla...
Ci sono marciapiedi che da anni, da quanto mi ricordo, non vengono puliti soprattutto dove sono messi i sacchi dell’immondizia (dovete vederlo fa veramente schifo e poi l’odore che non c’è... NAUSEABONDO) chi deve occuparsi di tale pulizia?
Ha mai visto la Via Edison (tratto da Via Curie a Via Fermi)? Auto parcheggiate in doppia fila, per fortuna non in terza, o davanti ai passi carrai perché le persone debbono andare a prendere i figli alla scuola di danza o perché devono andare al bar...
Forse mi conviene finire qui per evitare di continuare l’elenco di cose che non vanno!!!
A proposito quest’anno non ho visto le bandiere sui lampioni nel quartiere per il 25 aprile e il 2 giugno, che questo quartiere non appartiene alla città di Novate ce ne siamo accorti, però è strano, paghiamo le tasse a questo comune e all’Italia. Vorrà dire che da cittadini di serie B ci siamo meritati la retrocessione in serie C...
P.S. queste problematiche c’erano anche con l’altra amministrazione
Laura Gorla

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Più multe agli
indisciplinati
nati stanchi

Meno male che, ogni tanto - ma molto raramente - purtroppo, si vedono le macchine in sosta vietata, con la multa sotto il parabrezza lasciata da qualche vigile. Bene, Bravo! Non se ne può più.
E lasciano le macchine sulle strisce pedonali per andare in banca, in mezzo alla strada se devono comprare le sigarette, persino la lasciano sotto il segnale di sosta vietata. “Tanto, pensano, la lascio solo - la macchina - per due minuti”. Ma se due minuti li moltiplichiamo per tante persone, i due minuti diventano giornate intere. E vicino ci sono pure i parcheggi con posti liberi.
Non fanno due passi a piedi e, magari, vanno in palestra perché hanno bisogno di muoversi. Assurdo! Speriamo che i vigili passino un po’ più di frequente a dare le multe a questi indisciplinati nati stanchi.
Lettera firmata

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Sottopassaggio pedonale FNM

Ieri mattina (12 settembre), alle ore 8.15, accompagnando la mia bambina alla Scuola Primaria “don Milani” di via Baranzate ho avuto, con altri genitori ed abituali utilizzatori del sottopassaggio, la sgradevole sorpresa di trovare le rampe, utilizzate da biciclette e passeggini, serrate. A quell’ora del mattino non c’era alcun cartello che desse una spiegazione. Cosa ancor più irrispettosa per tutti i cittadini e soprattutto per coloro che hanno subito la chiusura-lampo è stata l’assoluta mancanza di preavviso circa il disagio che tutti avremmo dovuto sopportare nei giorni a venire.
Neppure delle scuse ed una presunta data di fine lavori sono menzionate in un tardivo avviso affisso ieri, a metà giornata.
Inoltre, non è stata una scelta felice la coincidenza dell’inizio delle scuole con il blocco di un passaggio fondamentale per il raggiungimento delle stesse, se si considera che molti utilizzano, quale mezzo alternativo, la bicicletta.
C’è da chiedersi come è possibile sottovalutare la TEMPISTICA nella realizzazione dei lavori! Il calendario scolastico è noto dal mese di febbraio 2006. Non era possibile prevedere la realizzazione e fine lavori in un periodo (estivo) precedente la data di inizio scuole? Questo avrebbe, quantomeno, ridotto moltissimo, in termini numerici di utilizzo, il disagio.
L’alternativa, proposta dall’Amministrazione Comunale, di utilizzare gli ascensori della stazione FNM, ieri (dalle 12.30 - orario uscita da scuola) ha comportato file di attesa per l’imbarco di bici e ciclisti. Ma i nostri amministratori hanno vissuto sulla loro pelle tale disagio? C’è da augurarsi di sì, ma qualche dubbio resta.
Purtroppo sembra di capire che come cittadini dovremo subire, confidiamo non troppo, la chiusura delle rampe, in attesa che i lavori vengano ultimati. Si spera almeno, che i nostri amministratori in futuro siano in grado di programmare i lavori con più accortezza, oculatezza e rispetto per tutti i cittadini. Ringraziando per l’attenzione,
Rossana Merati

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Un ricordo indelebile

Non è semplice dover ricordare attraverso un breve articolo un amico che non c’è più, soprattutto quando il fatto riguarda un giovane poco più che ventenne. Attraverso queste righe vogliamo ricordare Matteo Passera, per molti una promessa del panorama equestre nazionale ed internazionale, per noi un amico che ha tragicamente perso la vita in una piovosa notte di settembre. Sono molti i sentimenti che si accavallano quando attraverso le parole si vuol far comprendere a chi legge il dolore e lo sgomento per la perdita di un caro amico. Non vogliamo che questo scritto diventi un’omelia funebre, anzi vogliamo che attraverso queste poche righe sincere tutti possano conoscere Matteo, la sua gioia di vivere, la sua vivacità, la sua passione sportiva e tutto ciò che caratterizza la vita di un ventenne che ha lasciato troppo presto la sua famiglia, gli affetti e le amicizie. È passato più di un mese da quel tragico giorno, ma ancora non riusciamo ad abituarci all’idea di non averlo più tra noi e di non vederlo sorridere in compagnia. Il saluto che la comunità novatese ha voluto tributare a Matteo è stato straordinario, la partecipazione imponente. Nella compostezza del rito funebre gli amici e le persone più care hanno voluto stringersi idealmente intorno a Matteo e concretamente intorno a suo papà ed alla sua famiglia per trasmettere loro il conforto ed il cordoglio che è giusto dimostrare in una simile circostanza.
Non ci sono molte altre parole da aggiungere.
La speranza e l’augurio sono che quanto scritto possa restare indelebile come indelebile sarà il ricordo che tutti noi conserveremo di Matteo.
Lettera firmata

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