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Editoriale

La crisi della
scuola italiana

Le varie agenzie internazionali esprimono un giudizio pesante sulla scuola italiana, siamo agli ultimi posti addirittura dopo paesi del terzo mondo.
E’ la conseguenza di riforme scolastiche basate su presupposti e pregiudizi ideologici e a volte su pressioni sindacali che ignoravano le esigenze vere della scuola e le richieste che alla stessa vengono dalla società.
Più di un genitore di Novate, conoscendo il mio passato di insegnante, in diverse circostanze mi ha chiesto e, in occasione dell’inizio dell’anno, mi chiede con particolare insistenza le mie considerazioni sulla crisi della scuola italiana, della quale sentono le conseguenze a volte gravi sui loro figli.
Ho ritenuto opportuno invece di esporre le mie riflessioni presentare le considerazione di un sociologo esperto quale il prof. Alberoni
, contenute in articoli apparsi sul “Corriere della Sera” .
“Negli ultimi venti anni la scuola italiana è così degradata che sono diventati urgenti due interventi essenziali. Il primo è tornare a distinguere nettamente le materie. Prendete in mano un libro di geografia delle scuole elementari: vi si parla a casaccio dei laghi. Per la storia si parla dell’evoluzione dell’uomo dalla scimmia[...].
Il risultato è che quando i nostri ragazzi fanno i test internazionali risultano all’ottantesimo posto dopo l’Uganda. Perché non hanno un ordine mentale e non conoscono le nozioni fondamentali. Il secondo è ridare, per legge, potere e autorità disciplinare agli insegnanti. E sono inutili le chiacchiere in nome della democrazia e della partecipazione. L’insegnamento non è democratico, è fondato sulla separazione fra chi sa e chi non sa, fra chi insegna e chi impara. Troppi bambini crescono viziati e capricciosi, troppi adolescenti ignoranti e violenti, convinti che tutto sia lecito.
Abbiamo bisogno di maestri che imprimano chiaramente nella mente degli allievi che certi comportamenti non sono solo illegali, ma moralmente turpi e che la formazione di una personalità libera e creativa non richiede solo di coltivare la propria vocazione, ma anche l’autocontrollo e il senso di responsabilità.”

Da Corriere della Sera - 11 Agosto 2008

“Ora da trent’anni il nostro sistema educativo ha avuto una sola preoccupazione: evitare ai bambini ed ai giovani ogni trauma, ogni fatica, ogni frustrazione. Non gli è stato mai detto che la nostra intelligenza si sviluppa solo affrontando problemi, che il nostro carattere si plasma solo accettando le sfide. Il risultato di questa pedagogia irresponsabile è che troppi nostri ragazzi e ragazze non studiano, non sanno concentrarsi, perdono il loro tempo chattando su Internet, facendo videogiochi, mangiano troppo, sono maleducati, si ubriacano in discoteca e non sanno fare nessun lavoro. E fra poco non ci saranno nemmeno idraulici, elettricisti, falegnami, sarti, ragionieri, capomastri, restauratori, installatori con una preparazione scientifico-tecnica che li renda capaci di affrontare i problemi della casa e della fabbrica di oggi. Perché i nostri figli queste cose non le imparano né alla scuola media né all’università.
Da “Corriere della Sera” - 1 Settembre 2008

BUON ANNO SCOLASTICO
Lettera del Sindaco del 10/9/2008 agli alunni delle scuole elementari e medie, alle loro famiglie, alle dirigenti scolastiche ed al personale docente e non docente.
Vi trovate in aula - di nuovo o per la prima volta - fra i banchi di scuola coi vostri amici e gli insegnanti, coi ricordi lieti delle vacanze e nel cuore il desiderio di iniziare e continuare la strada impegnativa ma entusiasmante della conoscenza, che rende più ricca e profonda la vostra capacità di comprendere e amare le persone che vi sono vicine e che la vita vi dona l’occasione di incontrare.
Con un cuore più ricco e più aperto vi sentirete veramente più grandi, capaci di un vostro pensiero, di vostri giudizi più fondati: sono la fonte della convivenza e della democrazia.
Col silenzio e con la contemplazione vi accorgerete della bellezza e dell’amore con cui sin dal primo momento siete stati accolti e amati innanzitutto dai vostri genitori e in famiglia, quindi dagli educatori che nella scuola vi hanno accompagnato e vi accompagnano ancora.
E con questo augurio vi saluto, il prossimo anno altri vi porgerà questi auguri, sono lieto di avervi incontrato e vi ringrazio della vostra simpatia. Vi ricorderò sempre.
Un caro saluto a voi e alle vostre famiglie e i migliori auguri di buon lavoro alle Dirigenti e al personale docente e non docente.
Il Sindaco
Lugi Silva

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