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Editoriale

 

Questo è il nostro impegno

Ora che ho giurato, il mio primo pensiero non può che essere di ringraziamento.
Desidero innanzitutto ringraziare caldamente quelle cittadine, e quei cittadini che con il loro voto mi hanno accordato consenso e fiducia.
Ringrazio le elettrici e gli elettori, tutti coloro che anche senza partecipare alla vita politica attiva sanno riflettere, documentarsi e scegliere.
È un affidamento di responsabilità e rappresentanza che sento come un patrimonio di fiducia che viene consegnato e che va fatto crescere.
Ringrazio tutti coloro che pur non avendomi votato mi hanno espresso la loro stima.
Ringrazio tutte le persone che in questi mesi ho avuto modo di incontrare: persone già conosciute, persone nuove, giovani, donne, uomini di diversi ambiti e ceti sociali. Persone appassionate, critiche propositive.
Ogni parola, ogni monito, ogni suggerimento, mi è parso una tessera di un puzzle che dovrò ricomporle con cura, per raccogliere il senso profondo di tanta passione civile e politica e le aspettative che l’accompagnano.
Ringrazio i militanti, tutti quelli che hanno lavorato generosamente e gratuitamente per un senso di cittadinanza forte e di idealità politica. Ringrazio i giovani che ho sentito vicini e ho trovato appassionati, convinti, autonomi e fieri com’è giusto che sia chi vuole fare la sua strada contando sul proprio impegno e sul merito.
Ringrazio gli amministratori che ci hanno preceduto.
Al di là del giudizio complessivo dei cittadini elettori che non li ha premiati, non posso non riconoscere che hanno realizzato anche delle cose positive e buone per la città. Questo va riconosciuto e comunque va apprezzato l’impegno che hanno profuso per la crescita della comunità.
Ringrazio le persone che ho chiamato ad essere assessori per la risposta generosa che mi hanno dato e per la disponibilità a mettersi a servizio della comunità.
A questi doverosi ringraziamenti voglio aggiungere anche un augurio.
Che questi cinque anni che ci aspettano siano caratterizzati da un rapporto positivo tra maggioranza e opposizione.
Mi piacerebbe che chi è in maggioranza sappia riconoscere ciò che di buono arriva dall’opposizione e non snobbi ciò che, invece, potrebbe essere utile al bene comune.
Così, chi è all’opposizione sappia, con onestà intellettuale, ammettere ciò che di valido viene realizzato da chi è al governo della città.
Che il Consiglio Comunale sia quindi luogo di confronto, di riflessione, di elaborazione, di ricerca delle soluzioni migliori per i problemi dei cittadini. Luogo di dibattito appassionato, dai toni anche decisi, aspri, perché la circolazione delle idee e il loro confronto, anche acceso, sono un bene delle società democratiche, mai però aggressivi, vendicativi, maldicenti, falsi.
Come purtroppo sta avvenendo ancora adesso, fortunatamente al di fuori di Consiglio Comunale.
Luogo di confronto nel rispetto degli altri, cercando di comprendere le ragioni altrui replicando con le proprie. Cercando i punti di intesa nello sforzo comune per dialogare.
E’ questo è un metodo che ha come presupposto essenziale la buona fede di considerare gli altri come interlocutori e non nemici.
Infine mi piace ricordare che Giorgio La Pira, che prima di essere il Sindaco di Firenze fu professore di diritto romano, ai suoi studenti spiegava la figura del “fidecommesso di famiglia”, il quale assumeva la gestione di una casa, di un patrimonio, con il compito di conservarlo, integrarlo e ritrasmetterlo agli eredi.
Il fidecommesso poteva far di tutto fuorché alienare o lasciar distruggere il patrimonio familiare.
Noi potremmo dire della famiglia umana che sono le città.
“Dobbiamo conservarle, integrarle. arricchirle e ritrasmetterle alle nuove generazioni. Non sono nostre, sono d’altri”, disse ai sindaci delle città capitali del mondo riuniti in Palazzo Vecchio a Firenze.
Anche noi siamo soltanto dei fidecommessi. Il patrimonio va consegnato intatto e arricchito, alle generazioni che verranno. Non va svenduto, abbruttito o distrutto: non ci appartiene, non è roba nostra.
Questo è l’impegno e la responsabilità comune di maggioranza ed opposizione.
Il Sindaco
Lorenzo Guzzeloni


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