| L'altra campana |
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| Lega Nord Lista Civica Polo Forza Vignate Notizie utili sul consiglio comunale del 12 febbraio Questo consiglio è stato movimentato da due eventi alquanto significativi: il primo è stato la costituzione di un nuovo gruppo consigliare, il secondo l’aver fatto ritirare dall’assessore alla cultura Avv. Radina una convenzione un po’ come dire “superficiale” nella sua forma; iniziamo dal primo. La formazione di un nuovo gruppo consigliare che esce dalla maggioranza potrebbe essere parte della normale “dialettica politica” (si dice così, quando si evidenziano le diversità politiche) se avviene a metà legislatura, ma se accade a quattro mesi dalle elezioni amministrative lascia alquanto perplessi e dà adito a tanta dietrologia; comunque l’ex grande (definizione della gazzetta della Martesana) ass. Boscaro unitamente con l’altro ex grande (sempre della gazzetta) hanno formato il gruppo consigliare dell’UDC, il consigliere Boscaro ha letto un apprezzabile intervento sulle finalità del suo partito scivolando alla fine sostenendo che le liste civiche hanno ormai esaurito la loro spinta propulsiva auspicando il ritorno della politica (intesa come partiti?) nella vita cittadina. Non intendiamo disquisire su ciò, ci limitiamo a rammentare ai colleghi consiglieri dell’UDC che questo discorso avremmo gradito ascoltarlo quando s’è formato tale partito di cui facevano parte e che un paio d’anni d’opposizione unitamente a noi avrebbe consentito poi, una maggiore coesione sotto le elezioni amministrative! Non sappiamo voi cari elettori, ma noi lo definiamo opportunismo politico... per vostra informazione il sindaco nel suo intervento ha precisato che le dimissioni del consigliere Boscaro dalla carica di Vice sindaco ed assessore non sono state volontarie ma espressamente richieste in quanto dava l’impressione di “tenere il piede in due scarpe” e definendolo un trasformista. Passiamo al secondo evento: ultimamente l’assessore alla cultura della provincia di Milano (Paola Iannace) promuove tra le varie amministrazioni la formazione di poli culturali - definiti in un ambito omogeneo per caratteristiche ambientali e storico culturali - con il preciso intento di portare eventi culturali anche nei piccoli comuni che non potrebbero altrimenti permetterselo per mancanza di risorse adeguate e nello stesso tempo di valorizzare le attrattive delle zona: vie, piazze, cascine, ville d’epoca, parchi ecc.; le risorse finanziarie sono reperite in parte dai comuni stessi e in parte dalla provincia. Ora la convenzione presentata dall’assessore alla cultura Avv. Radina prevede in uno dei suoi articoli che gli spettacoli “saranno distribuiti in ciascun comune in modo proporzionale al contributo economico erogato dal comune stesso” eliminando così la motivazione principale per la formazione di questi poli; facendo un rapido calcolo nel nostro caso Vignate avrebbe avuto solo il 5,44% contro 22,13 di Pioltello (comune capofila e che ha scritto la convenzione). Scusate ma a noi qualche pensierino poco simpatico ha iniziato a girarci per la mente e, difatti, proseguendo con la lettura di tale convenzione si evince che non sono definiti diversi parametri tra cui, fatto importante, quanto dovrà incidere la spesa per i consulenti (previsti) e per il rimborso spese al comune di Pioltello su quanto reperito tra contributi comunali, provinciali o da sponsor. La mancanza di chiarezza su tale punto può permettere una spesa molto alta di consulenti non sempre necessari… chiaro? Tralasciamo la mancanza di altri meccanismi di controllo in quanto, ciò che maggiormente ci sconcerta è il fatto che l’assessore presentando la convenzione in consiglio abbia sostenuto che i fondi raccolti sarebbero stati utilizzati solo per le manifestazioni, che non c’erano altri costi aggiuntivi e che la provincia avrebbe erogato ben 50.000 euro! Bella lì peccato che l’assessore provinciale, da noi interpellata, abbia affermato che non si era ancora parlato di cifre, che la cifra era in ogni caso esorbitante e che quest’anno i contributi sarebbero diminuiti in quanto erano aumentati i poli culturali a cui erogarli! E come dice la pubblicità: “una telefonata allunga la vita... alle convenzioni ovviamente. I Consiglieri Comunali Fausto Magni & Luisa Omodei Inizio Lista Civica Polo Forza Vignate Bilancio di questi anni come consigliere comunale Ormai siamo alla fine di questa legislatura, come il solito gli anni sono volati scanditi dai vari bilanci preventivi e consuntivi, dai consigli comunali, dalle varie consulte a cui ho partecipato. Che dire sono stati anni intensi, spesso mi sentivo una trottola in quanto come molti sanno sono una socia attiva della Pro-loco locale, per cui tra famiglia, lavoro, politica ed associazionismo mi ritrovavo impegnata parecchie ore al giorno; devo, comunque, ammettere che spesso mi sono divertita, altre volte arrabbiata e che le soddisfazioni di aver svolto bene il mio lavoro come consigliere d’opposizione ci sono state, soprattutto in questi ultimi due anni. Quando ho accettato (con molta incoscienza) di candidarmi come sindaco nella lista civica mai avrei pensato a tutto il lavoro che mi sarebbe toccato e devo ringraziare i pochi amici di Forza Italia che mi hanno sempre sostenuto e il mio collega della Lega con cui ho lavorato molto bene in questi anni. In ogni modo, è proprio vero le cose per capirle devono essere vissute dall’interno, è troppo facile criticare senza conoscere le varie problematiche esistenti nella macchina comunale a partire dalla burocrazia onnipresente. Entrare in tali meccanismi è difficoltoso per chi ha sempre lavorato in proprio e chi sostiene che non serve una preparazione e una conoscenza di base per candidarsi sbaglia! Solamente perché negli ultimi tempi (dal maggio del 2001) l’organizzazione e la metodologia di lavoro all’interno delle amministrazioni si è e si sta evolvendo più velocemente del solito, le leggi e i regolamenti cambiano e bisogna sempre essere costantemente aggiornati. Ora siamo alla fine, ancora un consiglio comunale e poi le elezioni, la mia lista civica andrà a sparire sostituita da un’altra dove confluiranno i partiti della Casa delle Libertà e, come avete letto sulla gazzetta della Martesana, io non ci sarò. Le voci che circolano su ciò sono ovviamente diverse a secondo di chi le racconta, il motivo è molto semplice e se si conoscesse un po’ di più le idee di Forza Italia non ci si stupirebbe più di tanto: “noi affermiamo e siamo convinti che la politica deve essere al servizio della comunità e non viceversa!” In questi ultimi 4-5 mesi ho avuto modo di partecipare alle varie riunioni preparatorie della lista e mi sono resa conto che tale principio non era condiviso dalla maggior parte dei partecipanti e, considerato tristemente che ero in minoranza mi sono ritirata (senza sbattere la porta). Tutto qui, sono in ogni caso, fermamente convinta che Forza Italia sia un partito innovativo, ricco d’idee e d’uomini e donne validi, pertanto, non farò gesti eclatanti quali rendere la tessera o che altro, sarò a disposizione del partito ma non per partecipare ad una lista in cui non credo. Tutto qui, nulla di più semplice ma forse per questo inconcepibile. Grazie per avermi seguito in questi anni e all’elettore l’ardua sentenza: chi mai sarà il prossimo sindaco? Il consigliere comunale Luisa Omodei Inizio Lettere: da inviare alla Biblioteca Comunale via Roma 16 Tempo di bilanci Questo è l’ultimo numero del Vignate Informazioni in cui scrivo come membro della redazione. Vi facevo parte come rappresentante della lista Sinistra per un’altra Vignate che si era presentata alle scorse amministrative ottenendo un proprio consigliere in consiglio comunale. Avevo accettato, non senza titubanze e timori, questo “incarico” pensando di poter contribuire a rendere un servizio ai cittadini vignatesi. Pensavo di poter costruire insieme ad altri un giornale, uno strumento per informare, discutere, segnalare, sensibilizzare. Il nostro sindaco, nonché direttore della redazione, ha più volte sottolineato la generosità della sua scelta nel permettere anche alle opposizioni di farne parte. Ricordo ancora il giorno in cui ci portò, come contro-esempio, il “giornalino” di Melzo, la cui redazione era interamente composta da membri della maggioranza di centro-sinistra. Nel giornale veniva comunque dato spazio ad associazioni e gruppi. Questione di scelte. Di organizzazione. Inizialmente ero piuttosto entusiasta. Pensavo di poter proporre e progettare, insieme. I primi numeri, con la mia compagna di lista, Morena Magnani, cercammo di approfondire alcuni temi: il lavoro, la tossicodipendenza, la presenza di immigrati, la realtà dei giovani. L’attenzione era rivolta al nostro paese, a cercare di comprendere e stimolare la discussione. Ci ponevamo come vignatesi, certo con il nostro punto di vista, con i nostri valori, vicini, forse, a quelli dei vignatesi che avevano espresso per la nostra lista una preferenza. Non avevamo tessere di partito da sbandierare. Eppure non era mai scontato che i nostri articoli venissero pubblicati. A volte sono stati addirittura corretti, tagliati (forse per nostra incapacità?). Quando poi proponemmo temi quali la globalizzazione o i temi legati al vertice dei G8 di Genova 2001, la crepa appena accennata si allargò. Cominciarono ad imporsi alcune regole, tipo che si potevano trattare solo argomenti riguardanti Vignate. Oppure che per trattare temi più generali bisognasse proporli a tutta la redazione e dare la possibilità a tutti i componenti, cioè tutte le liste rappresentate di dire la loro. Par condicio. Mi son vista rifiutare articoli, anche molto brevi, perché consegnati in ritardo e ho accettato che venissero pubblicati interventi di associazioni, gruppi, assessori, consegnati fuori tempo massimo (dopo i miei). Come socia dell’associazione “Luogo Comune” mi son vista rifiutare articoli perché ritenuti troppo “autoreferenziali” (salutavamo un amico partito per la Bolivia per partecipare a un progetto di cooperazione) e ho accettato di pubblicare pagine intere di comitive che raccontavano del loro viaggio all’Oktoberfest. Mi son vista rifiutare la pubblicazione degli appuntamenti dell’associazione Luogo Comune “perché il Vignate Informazioni non è l’agenda delle associazioni”. Negli ultimi numeri non ho fatto altro che stare a guardare. Purtroppo nella redazione si ricreano dinamiche da consiglio comunale, dove ci si deve per forza opporre all’altro, per paura, per difesa. Non si vuole perseguire un obiettivo comune, ma ognuno ha il suo da portare avanti e deve fare in modo che gli altri non abbiano successo. Non è proprio questa l’idea di fare politica che avevo in mente. Non era così che pensavo il giornale dei vignatesi. E così ho mollato. Mi spiace per quelli che in teoria avrei dovuto rappresentare. Anche se più di tanto non si sono mai “fatti vivi”. Siamo alla fine. Io personalmente mi tolgo un peso, un impegno che non mi dava ormai più stimoli o soddisfazioni. Auguro alla prossima amministrazione comunale di riuscire a costruire davvero un giornale per Vignate e i suoi cittadini. Magari non affidato ai rappresentanti delle liste, ma ad un professionista capace di far parlare le diverse voci, tutte con la stessa dignità e lo stesso diritto di essere ascoltate. O magari sì a dei “politici”, capaci però di perseguire un obiettivo comune, di lavorare per il “bene comune”. Mariaelena Gervasoni Sinistra per un’altra Vignate Il clima ormai pre-elettorale spinge ad affermazioni quanto mai sorprendenti e faziose. Se l’incarico era un peso e se nel Comitato di Redazione vi era un clima “censorio” perché non uscire allo scoperto subito, denunciare la situazione, anziché rimanere sino all’ultimo numero e solo ora gridare la propria insoddisfazione. Se fosse stato fatto in tempi non sospetti l’avremmo più rispettato e meglio compreso. Del resto lo spazio dedicato agli articoli di “Luogo comune” e della lista “Sinistra per un’altra Vignate” dal 1999 ad oggi è lì da vedere e da confrontare con il resto del giornale. Riguardo alla valutazione se il Vignate Informazioni abbia perseguito o meno il “bene comune” lo affiderei al giudizio di tutti i lettori vignatesi, perché ho la sensazione che sia ancora diffusa in certe forze o gruppi l’idea che il “bene comune” coincida solo con il proprio pensiero o le proprie iniziative o i propri articoli. Il Sindaco dott. Marco Bertolini Inizio |