Servizi sociali
UOIL, un accompagnamento al lavoro
Disagio psichico: le famiglie chiedono aiuto
Assegnati sette nuovi appartamenti comunali
Alcol e giovani: cultura, abuso, dipendenza
Università della Terza Età e del Tempo libero
UOIL, un accompagnamento al lavoro
Da diversi anni il Comune di Vignate
ha in atto una convenzione con l’Asl Provincia di Milano 2 relativa agli interventi dell’Unità Operativa Inserimenti
Lavorativi (UOIL)
Il servizio viene attivato dall’Asl a seguito di delega comunale e si propone di svolgere una azione di accompagnamento lavorativo, per quegli utenti che presentano particolari difficoltà di relazione sociale. Su segnalazione dell’Unità Operativa Servizi Sociali, nella persona dell’assistente sociale del nostro comune, l’UOIL si attiva per l’elaborazione di progetti personalizzati e mirati, atti a valutare la capacità di autonomia lavorativa dell’utente.
Si tratta di percorsi lunghi e complessi che richiedono una forte collaborazione tra l’assistente sociale e gli operatori dell’Asl ma che spesso portano a risultati incoraggianti e molti di questi utenti riescono ad essere collocati o in attività produttive oppure in Cooperative di sostegno.
Inoltre gli operatori dell’UOIL gestiscono una serie di attività che si possono definire di “supporto” che comprendono contatti di collaborazione, oltre che appunto con gli Enti Locali di riferimento (Servizi Sociali), anche con soggetti esterni come ad esempio il Centro lavoro, Il CPS (Centro Psico Sociale), le Associazioni di volontariato ecc., in modo da creare una rete di informazioni e interventi sia per gli utenti che per le loro famiglie. Diverse sono attualmente le situazioni segnalate all’UOIL e se per alcune si è trovato un adeguato sbocco lavorativo, per altre si sta proseguendo con interventi personalizzati nel tentativo di trovare la giusta collocazione.
Per altri utenti ancora l’UOIL, non ritenendoli idonei per un inserimento lavorativo, ha individuato progetti educativi mirati c/o Cooperative che sono sostenute economicamente in gran parte da risorse comunali e da una parte dalla compartecipazione delle famiglie. Questi progetti vengono proposti per situazioni di particolare complessità in attesa spesso di far acquisire alla persona una adeguata autonomia lavorativa.
Credo dunque che questo servizio è, seppur poco conosciuto, una forte risorsa del nostro territorio, a sostegno di situazioni di difficoltà relazionale che, se non sufficientemente sorrette, rischierebbero di creare disagi ben più gravi e di carattere sociale.
Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni circa questo servizio può rivolgersi all’Ufficio Unità Operativa Servizi Sociali, durante gli orari di apertura al pubblico o telefonando al numero 02/95.08.08.09.
Maddalena Gerevini
Assessore ai Servizi Sociali

Inizio

Disagio psichico: le famiglie chiedono aiuto
Il giorno 11 di novembre, presso il nostro Auditorium, si è svolto il Convegno sul Disagio Psichico, promosso dalla LENTE, associazione formata da famiglie che hanno al loro interno un soggetto affetto da questo disturbo. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Vignate.
Purtroppo questa forma di disabilità è sempre più emergente, soprattutto tra i giovani e di conseguenza sono sempre più numerose le famiglie coinvolte da questo fenomeno.
Questa Associazione dunque è nata con l’obiettivo di essere “supporto familiare” laddove c’è la presenza di una persona con disturbi mentali.
Il Presidente della Lente, Ing. Bonometti, dopo aver salutato il Prof. Cazzullo psichiatra di fama mondiale che per ragioni di salute non ha potuto essere presente, nell’aprire il convegno ha voluto descrivere la Lente, come una “associazione POLIFONICA”, alla quale devono partecipare altri componenti del coro, oltre alla famiglia, e cioè educatori, personale infermieristico, medici, volontari e istituzioni e ha voluto sottolineare quanto la collaborazione della nostra amministrazione comunale, sia un piccolo segno di questa auspicata concertazione.
Al convegno hanno partecipato:
Ing. Giuliano Bonometti (Presidente Ass.ne La Lente)
Prof. Antonio Vita (Responsabile Dipartimento Salute Mentale A.O. Melegnano, Primario di Psichiatria Ospedale di Melzo)
Prof. Maurizio Clerici (Polo Didattico A.O. Università di Milano A.R.S. di Milano)
D.ssa Enrica Goldfluss (Socia La Lente e coordinatrice Servizio Sociale UOP. 34)
Dr. Marco Bertolini (Sindaco di Vignate)
I loro interventi hanno proposto numerosi spunti di riflessione, di approfondimento ma soprattutto la consapevolezza che la conoscenza di questo fenomeno può contribuire a costruire una nuova cultura, ma soprattutto nuove proposte di intervento.
Il nostro sindaco Dr. Bertolini, introducendo il Convegno ha sottolineato l’attenzione che questa amministrazione comunale ha manifestato rispetto a questa, come alle diverse abilità in genere e di quanto la Lente sia stata preziosa nella sua azione di sensibilizzazione e conoscenza del fenomeno.
La D.ssa Goldfluss, coordinatrice del servizio ASL, ha evidenziato la necessità di una efficace collaborazione tra il Servizio Pubblico e il Terzo Settore, al fine di migliorare l’attuale stato delle cose.
La famosa Legge 180 (Legge Basaglia) che ha determinato la chiusura dei manicomi, è stata pensata senza dubbio con l’obiettivo di dare maggiore dignità agli ammalati riproponendosi di riportare le persone all’interno del proprio ambito territoriale o meglio ancora nella propria famiglia.
Purtroppo però non è stato sufficientemente compreso che la famiglia da sola non era preparata a questo carico di responsabilità, sia fisiche che psicologiche.
La D.ssa Goldfluss ha sottolineato inoltre che l’obiettivo è proprio quello di creare una rete di interventi a sostegno della famiglia in maniera tale che le persone colpite recuperino una loro autonomia ed una socializzazione integrata.
Il prof. Vita, che collabora attivamente con l’associazione, ha sottolineato l’importanza della conoscenza dei problemi legati alla salute mentale, perché solo così possono essere recepiti senza pregiudizi e con la consapevolezza di come affrontarli.
È utile dunque imparare a “parlare” di queste problematiche, prima di tutto per sapere come uscire dall’anonimato e conseguentemente a come curare la malattia, che si sta manifestando. Il medico di famiglia rappresenta senza dubbio l’interlocutore più adatto da contattare.
Il Prof. Vita è responsabile del Dipartimento di Salute Mentale UOP 34, formato da 21 comuni pari a circa 230.000 abitanti, che include tra i diversi servizi 2 CPS (Centro Psico Sociale), uno con sede a Gorgonzola e uno a Pioltello. Con il CPS di Gorgonzola e la nostra Unità Operativa Servizi Sociali esiste una forte collaborazione, a seguito della segnalazione e della presa in carico di diverse situazioni che presentano problematiche legate al disagio psichico.
Il Prof. Clerici dell’A.O. San Paolo nel suo intervento, fa anche lui presente l’utilità del coinvolgimento delle famiglie e prende in esame l’atteggiamento culturale che, soprattutto in passato, ha generato pregiudizi e chiusure rispetto alle malattie mentali in genere. Si sono mischiati spesso senso di vergogna ad un ingiustificato senso di colpa, si è assistito addirittura a situazioni paradossali in cui erano i familiari stessi ad auto colpevolizzarsi, ritenendosi responsabili di aver, in qualche modo, “generato” la malattia.
Oggi le famiglie che hanno maggiori capacità di “comprendere” il problema della salute mentale, sono quelle che hanno più possibilità di aiutare l’ammalato.
Dopo gli interventi si è aperto il dibattito, il pubblico presente ha dimostrato molto interesse e la discussione è proseguita fino a tarda serata.
Anche questo convegno ha voluto rappresentare un’ulteriore occasione di riflessione che l’Amministrazione Comunale ha promosso in occasione dell’Anno Europeo della Disabilità.
Maddalena Gerevini
Assessore ai Servizi Sociali

Inizio

Assegnati sette nuovi appartamenti comunali
Durante il mese di novembre sono stati assegnati i sette nuovi appartamenti comunali, inseriti nel complesso residenziale di via Manzoni, che il Comune ha acquisito a titolo gratuito in forza della convenzione urbanistica a suo tempo stipulata con l’impresa L.G. Costruzioni Srl.
Gli appartamenti sono stati assegnati, con un contratto di affitto quadriennale, ad alcuni nuclei famigliari, precedentemente residenti negli appartamenti comunali di via L. da Vinci, e ad alcuni altri aventi il problema “casa”.
Gli appartamenti liberatisi in via L. da Vinci sono stati assegnati e/o verranno assegnati ad altri nuclei famigliari colpiti da provvedimenti di sfratto o comunque con problemi abitativi che richiedono l’intervento pubblico.

Inizio

Alcol e giovani: cultura, abuso, dipendenza
Se da un punto di vista statistico nella popolazione si verifica un calo generalizzato dei consumi alcolici (i consumi alcolici sono diminuiti nell’ultimo ventennio del 430%), le curve di rischio non hanno subito un corrispondente ridimensionamento in quanto nei giovani e nei giovanissimi si evidenzia una progressiva diffusione di alcolici (dati dell’Osservatorio permanente su i giovani e l’alcol).
Sono quindi emersi nuovi abusatori e soprattutto nuove forme di abuso nelle subculture giovanili senza una logica corrispondenza né con i profili dominanti del consumo né con le mappe sociali di valore tradizionalmente affidate alle bevande alcoliche.
È da sottolineare il fatto che il calo dei bevitori non è succeduto ad una politica di restrizione, ma viene imputato a delle modificazioni sociali quali: il raggiunto benessere che riduce i consumi alimentari, l’invecchiamento della popolazione, il salutismo e l’organizzazione che hanno modificato i regimi alimentari e le assunzioni dei prodotti voluttuari, sempre come emerge dai dati dell’Osservatorio.
Nell’ambito dell’universo giovanile sono più evidenti le contraddizioni della nostra società nel rapporto con l’alcol.
L’Italia è paese tradizionalmente consumatore di vino e di altre bevande alcoliche con un profilo culturale tollerante ed un contesto normativo non penalizzante dei consumi. Ma i giovani che apprendono a bere in modo considerato adeguato all’interno delle famiglie, sono al contempo considerati a “rischio”.
La realtà del bere giovanile si contraddistingue per una serie di aspetti contraddittori che rendono necessario un approfondimento specifico.
Una ricerca specifica fatta nel 1997, dall’Università di Brescia su 16.000 studenti della Regione Lombardia ha confermato che, in Italia, il 65% dei bevitori di birra, il 62% dei bevitori di vino, il 41% dei bevitori di aperitivi e digestivi e il 31% dei bevitori di superalcolici ha cominciato a bere con una certa regolarità fra i 15 e i 16 anni. La prima assunzione avviene nel “corso di feste” (55-63%) o “a casa propria” (18-22%), e la maggior parte dei genitori permette ai propri figli di bere alcol ogni tanto, mentre la proibizione assoluta viene espressa solo da una minoranza dei genitori, soprattutto nei confronti delle figlie femmine.
Altro aspetto da sottolineare, è il cambiamento delle abitudini dei giovani, che vede un crollo dell’uso di vino e una costante crescita di quello di altri alcolici. La bevanda in assoluto più diffusa tra i giovani è la birra, ma viene consumata prevalentemente in maniera occasionale, la bevono il 76% dei diciottenni maschi, e il 53,2 delle femmine.
Durante la crescita i luoghi dove bere si modificano, diminuisce la percentuale di chi dichiara di bere a casa propria e aumenta quella di chi dice di farlo alle feste, in casa di amici, in pizzeria, in discoteca. Per esempio, con l’età diminuiscono le occasioni di bere vino o birra a casa propria e aumenta, in particolare per la birra, la frequenza del bere al bar o in discoteca, luogo in cui i diciottenni dichiarano di bere prevalentemente superalcolici, bevande particolarmente pericolose per l’influenza che possono avere sulle abilità della guida.
Questo studio ha evidenziato associazioni significative tra il consumo quotidiano di vino da parte dei giovani e il consumo giornaliero di alcol da parte dei genitori, dei fratelli, delle sorelle e soprattutto degli amici. Il consumo quotidiano di birra risulta associato solo al consumo giornaliero dei fratelli, delle sorelle e degli amici. Viene così evidenziata l’importanza dell’influenza della famiglia e in particolare del gruppo dei pari, sulle abitudini al bere dei giovani, sui consumi eccessivi e sui comportamenti a rischio relativi all’alcol.
Tali dati mostrano un cambiamento della cultura alcolica nei giovani da un concetto di alcol come alimento e bevanda da accompagnare ai cibi, a quello di alcol come elemento socializzante e aggregante. Infatti, la maggioranza degli studenti di entrambi i sessi ritiene che i fattori che hanno una forte influenza e che inducono al consumo di alcol siano: i problemi personali o familiari, l’influenza degli amici ed i problemi economici, inoltre gli intervistati in larga parte ritengono che i genitori e la pubblicità abbiano scarsa influenza.
Analizzando le ragioni che spingono i giovani al bere si osserva che sia maschi che femmine considerano il bere un aiuto per star meglio in compagnia (46,5%-59,6%), per dimenticare i problemi (38,8-51,8%) ed un fattore di costume; percentuali minori hanno risposto che l’alcol fa star bene, che l’alcol piace, fra i diciottenni percentuali maggiori hanno dichiarato che l’alcol fa sentire adulti.
Questa ricerca conferma un maggior coinvolgimento dei maschi nell’uso di alcol, un approccio alle bevande alcoliche più precoce, che inizia spesso in ambito familiare. Risulta inoltre la tendenza che i giovani dimostrano, all’uso occasionale, ma eccessivo, di alcol come sostanza psicotropa capace di produrre un cambiamento nello stato di coscienza, specialmente se associato alla guida spericolata di veicoli a motore. A fronte del largo consumo di alcol fatto dai giovani, non corrisponde una reale conoscenza dei rischi sanitari e sociali causati da questa sostanza.
L’esperienza maturata dal Servizio di Alcologia in dieci anni di contatto con giovani che presentano problematiche collegate all’abuso di alcol o a fenomeni di dipendenza, ha insegnato che “parlare d’alcol” è, soprattutto per loro, pretesto per “parlare d’altro”.
Essenziale diventa pertanto capire di “quale altro” si tratti.
Si è osservato come spesso l’alcol venga utilizzato come strumento per evidenziare difficoltà nel processo di identificazione. La trasformazione corporea ed i conflitti psichici attivati dai mutamenti fisici e dalle spinte pulsionali comportano infatti per il giovane un faticoso processo di integrazione di esperienze spesso generatrici di forti ansie, di fronte alle quali possono innescarsi difensivamente fenomeni regressivi:
L’alcol, soprattutto negli adolescenti maschi, spesso diventa spia di questa dinamica regressiva che permette di sostituire una più facile identificazione. Basata sulla valenza maschile che la sostanza assume nell’immaginario fantasmatico, ad un’identificazione che fondi sulla integrazione dell’immagine di un corpo maturo sessualmente.
Ancora più spesso, e questo vale per entrambi i sessi, l’alcol parla della grande difficoltà che i giovani incontrano nel processo di separazione-individuazione, che si ripresenta nell’adolescenza come seconda ed ultima opportunità di esistenza autonoma e nel quale si riattivano i nodi rimasti irrisolti nel primitivo processo infantile.
L’adolescente avverte di essere di fronte ad un punto di non ritorno ed il processo di ridefinizione dell’identità implica un lavoro di lutto nel trasformare oggetti di identificazione infantili in oggetti perduti e tutta la propria realtà infantile in una realtà perduta.
Soprattutto la disillusione nei confronti dei genitori dai quali viene ritirata l’idealizzazione infantile lascia un vuoto che spesso l’alcol si presta utilmente a riempire. L’alcol offre infatti una facile possibilità di simulare il perdurare dell’onnipotenza magica derivante dall’identificazione con modelli idealizzati.
Questo accade soprattutto quando il giovane non trovi altre occasioni e modelli per effettuare valide sostituzioni. L’adolescente in questo momento di confusione, di crisi e di lutto necessita di nuovi modelli stabiliti e realistici di identificazione che consentano l’introiezione di alcune certezze; chiede limiti e regole, contro le quali magari opporsi per individuarsi come altro, ma che lo arginino di fronte all’infinità destabilizzante delle possibilità.
Spesso gli adolescenti incontrano un altro vuoto ed usano la bottiglia illudendosi di colmare “quel vuoto” lasciato dalla figura genitoriale. È chiave di entrata e di avvicinamento, purtroppo a volte confusa dall’adulto come trasgressione di regole non date. Se non è avvenuta individuazione è ovvio che l’aspetto confusivo, così ben alimentato dall’alcol, verrà ricercato per evitare il dolore di una separazione non sostenibile ed il dolore di non saper ricoprire il proprio ruolo.
Spesso la crisi adolescenziale corrisponde ad un’analoga crisi dei genitori che si trovano a fare i conti con i primi problemi relativi all’invecchiamento e ad un bisogno altrettanto forte di mantenere una dipendenza che li illuda della necessità di conservare ruoli e funzioni che non hanno più motivo di esistere.
Così, pur sapendolo, si tollera l’abuso alcolico e la dipendenza dall’alcol perché garantiscono il vincolo di dipendenza, proteggendo ciascuno dal rischio di essere se stesso e nient’altro che se stesso.
Macchi Gianfranco

Inizio

Università della Terza Età e del Tempo libero
Anno Accademico 2003/4

Giardinaggio
Venerdì dalle ore 17.00 alle ore 18.30
data di avvio del corso: venerdì 13.2.2004
c/o il Centro Polivalente - Via Marconi

Linguistica Italiana
Lunedì dalle ore 15.00 alle ore 16.30
data di avvio del corso: lunedì 3.11.2003
c/o l’Auditorium Comunale - Via Roma

Avviamento alla Lingua Inglese - 1 -
Sabato dalle ore 10.00 alle ore 11.00
data di avvio del corso: sabato 8.11.2003
c/o aula scuola media

Approfondimento della Lingua Inglese - 2 -
Lunedì dalle ore 11.00 alle ore 12.00
data di avvio del corso: lunedì 3.11.2003
c/o aula scuola media

Decoupage
Martedì dalle ore 9.30 alle ore 11.00
data di avvio del corso: martedì 11.11.2003
c/o Centro Polivalente - via Marconi

Informatica - 1 -
Mercoledì dalle ore 21.00 alle ore 23.00
data di avvio del corso: mercoledì 19.11.2003
c/o sede PC Club - via Volta, 1

Informatica - 2 -
Venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00
data di avvio del corso: venerdì 16.1.2004
c/o sede PC Club - via Volta, 1

Ricamo
Giovedì dalle ore 14.00 alle ore 16.30
data di avvio del corso: giovedì 6.11.2003
c/o locali Centro Polivalente - via Marconi

Cultura Russa
Mercoledì dalle ore 19.00 alle re 20.00
data di avvio del corso: mercoledì 12.11.2003
c/o Centro Polivalente - via Marconi

Filosofia
Mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 15.30
data di avvio del corso: mercoledì 19.11.2003
c/o l’Auditorium Comunale - via Roma

Storia dell’arte
Venerdì dalle ore 17.30 alle ore 18.30
Il corso comincerà venerdì 6.2.2004
c/o locali Centro Polivalente - via Marconi

Letteratura Italiana
Lunedì dalle ore 15.00 alle ore 16.30
Il corso comincerà lunedì 26.1.2004
c/o l’Auditorium Comunale - via Roma

Psicologia
Mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 15.30
Il corso comincerà mercoledì 4.2.2004
c/o l’Auditorium Comunale - via Roma

Fotografia
Dalle ore 10.00 alle ore 11.00
Il corso comincerà venerdì 9.1.2004
c/o locali Centro Polivalente - via Marconi

Geografia Fisica
Giovedì dalle ore 15.00 alle ore 16.30
Il corso comincerà giovedì 8.1.2004
c/o locali Centro Polivalente - via Marconi

Storia contemporanea
Lunedì dalle ore 14.30
alle ore 15.30
Il corso comincerà
lunedì 29.3.2004
c/o Auditorium
Comunale - via Roma

Educazione sanitaria
Giovedì dalle ore 15.30
alle ore 16.30
Il corso comincerà
giovedì 1.4.2004
c/o locali Centro
Polivalente - via Marconi

Farmacognosia
Mercoledì dalle
ore 19.00 alle ore 20.00
Il corso comincerà
mercoledì 3.3.2004
c/o locali Centro
Polivalente - via Marconi

Costi di iscrizione
• Quota base iscrizione Euro 35,00
• Quota iscrizione a n. ...... corsi Euro 5,00
• Quota iscrizione corso Informatica - da versare direttamente al PC Club
- per lavoratori - 1ª iscrizione Euro 15,00 quota annuale Euro 80,00
• Quota iscrizione corso Informatica - da versare direttamente al PC Club
- per studenti, casalinghe, pensionati - 1ª iscrizione Euro 7,50
quota annuale Euro 40,00
• Quota iscrizione corso Informatica - da versare direttamente al PC Club
- per lavoratori - iscrizione successiva quota annuale Euro 80,00
• Quota iscrizione corso Informatica - da versare direttamente al PC Club
- per studenti, casalinghe, pensionati -
iscrizione successiva quota annuale Euro 40,00

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