Lettere alla redazione

Emergenza educazione
Prevenire è meglio che curare
Ordinanza sindacale: le ragioni di una scelta
Gas, ma quanto mi costi!!!
Precisazioni a tutti i clienti Cogeser gas
Terza sagra di sapori: obsoleta???

Emergenza educazione
Sul settimanale “TEMPI” di questa settimana c’è un appello firmato da varie personalità del mondo della cultura, della scuola, dell’imprenditoria ecc. che dice:
Se ci fosse un’educazione del popolo tutti starebbero meglio.
Il testo è molto interessante - quasi quasi promuoverei un dibattito - in sostanza si afferma ciò che tutti ormai verifichiamo quotidianamente e cioè l’incapacità di una generazione di genitori di educare inculcando nei propri figli, quei valori di vita che fanno parte del nostro bagaglio culturale, mi limito a riportarne un pezzetto:
“educare, cioè introdurre alla realtà e al suo significato, mettendo a frutto il patrimonio che viene dalla nostra tradizione culturale, è possibile e necessario, ed è una responsabilità di tutti. Occorrono maestri, e ce ne sono, che consegnino questa tradizione alla libertà dei ragazzi, che li accompagnino in una verifica piena di ragioni, che insegnino loro a stimare ed amare se stessi e le cose. Perché l’educazione comporta un rischio ed è sempre un rapporto tra due libertà.
Il motivo che mi induce a scrivere, a te Sindaco, dopo molti mesi di astinenza, è la tua ordinanza “sui vuoti a perdere” che alcuni - pochi per nostra fortuna - ragazzi ineducati ed incivili si divertono a disseminare per parchi, unitamente ad urla belluine che disturbano la quiete pubblica. Però, a questo punto per “par condicio”, vorrei lamentarmi di altri atteggiamenti alquanto ineducati che circolano per questo paese (e non solo) e sono nell’ordine:
• Moto e motorini, belli per carità, peccato che la maggior parte dei proprietari toglie il silenziatore dal tubo di scappamento, perché il rumore è bello, è trend, è figo ecc. ecc. risultato: in estate non si possono tenere le finestre aperte se per caso abiti su una via alquanto trafficata, come la via Fermi o la via Strettone. Ma i genitori di codesti ragazzi maleducati dove hanno il senno?
• Ciclisti che non usano le apposite piste e la sera al buio rischi d’investirli, oppure che vanno contromano svolti l’angolo e ti scontri!
• Quelli che sputano per terra, e con le influenze che circolano si rischia il contagio! Per Natale distribuiamo fazzoletti di carta a go go.
• Quelli che in estate fanno gruppo sotto la tua finestra della camera da letto e se la contano su ad alta voce, è così che circolano i pettegolezzi!
• Quelli che attraversano fuori dalle strisce, con bambini a seguito (di fatto non li educano).
• Quelli che fumano e spengono le sigarette per terra insozzando strade e marciapiedi.
• Quelli che con il cestino a due passi buttano la carta per terra (e non solo quella).
• Quelli che......... ecc. ecc l’elenco, purtroppo, è lungo.
A questo punto dovrei chiederti un’ordinanza per ciascuna di codeste maniere poco rispettose degli altri! Ma siamo sicuri che l’unico strumento per prevenire o debellare tali comportamenti sia la repressione stile proibizionismo?
Sia chiaro, personalmente non sopporto chi, con arroganza e/o indifferenza, lede la libertà altrui con comportamenti incivili e ritengo che detti atteggiamenti (purtroppo spesso emulativi) vadano puniti, evitando però nel contempo di punire la maggioranza delle persone educate. Spero che tu, con questa ordinanza, abbia voluto stimolare una riflessione non solo nei giovani ma anche negli adulti; se è così ci sei riuscito: in casa mia non si parla d’altro sia con le ragazze che con gli amici e tutti conveniamo che pur essendo nel giusto questo tipo di proibizionismo non paga in quanto non educa ma si limita a reprimere. Non esiste la ricetta giusta per prevenire questi atteggiamenti ma credo che prima di proibire sarebbe meglio verificare altre vie tipo:
• Cestini più capienti e differenziati, posacenere da esterni e possibilmente lo svuotamento degli stessi deve essere quotidiano in quanto lo spettacolo di cestini straboccanti di rifiuti non è educativo.
• Creare le zone per la raccolta differenziata, affinché i sacchi non si ammucchino sotto i vari alberi della strada (vedi via Strettone).
• Investire nei giovani, che non significa solo creare attrezzature per i vari sport, ma anche zone dove possano ritrovarsi all’aperto e al chiuso, concordare con le scuole corsi di educazione civica e quanto altro serve ad educarli alla legalità sin da piccoli, un po’ come si fa con la pace nel mondo, perché senza educazione difficilmente si avrà un mondo senza conflitti.
• Utilizzare al massimo gli strumenti che le leggi mettono a disposizione, con un controllo del territorio fino a tardi, multe e corsi obbligatori su come si butta la rumenta e sui danni dell’alcool e sul rispetto delle norme anti inquinamento acustico.
In paese s’è costituita un’ottima associazione giovanile - dico ottima in quanto non fa riferimento a nessuna area politica, ci sono ragazzi di varia estrazione politica e sociale che lavorano tranquillamente insieme per un fine comune - chiedi la loro collaborazione a capire cosa necessita ai giovani, come vorrebbero Vignate, lanciare che so un concorso d’idee, un questionario. Loro saranno senz’altro più bravi di qualsiasi osservatorio sulla sicurezza, anzi sai cosa ti suggerisco: i fondi che dai all’osservatorio per scrivere cose ovvie, dalli all’associazione, vedrai che sapranno farti un quadro della situazione giovanile a Vignate molto più aderente alla realtà.
L’argomento è molto vasto, ma mi fermo qui nell’attesa di un’ordinanza sui motorini!!
La tua vecchia amica Luisa



Prevenire è meglio che curare
Nello scorso numero di ottobre del “Vignate Informazioni” era presente in prima pagina, nello spazio in cui solitamente i giornali ospitano il fondo, cioè l’articolo dell’opinionista, un pezzo del Sindaco Emilio Vergani.
È possibile che un fondo di giornale rappresenti l’opinione personale dell’autore, ma nella opinione personale dell’autore, quando questi è il sindaco, non si riesce a non rintracciare un modo particolare di affrontare i problemi di un paese e della sua popolazione.
A Luogo Comune ci piace confrontarci, discutere, esprimerci; siamo nati con l’idea che è possibile costruire un “mondo nuovo” e questo articolo ci ha particolarmente sollecitati, insieme ad un altro presente nello stesso numero, “Polizia Locale: partito il Progetto Sicurezza Urbana”.
Abbiamo cominciato con qualche dubbio: il fenomeno delle bottiglie rotte a Vignate ha una portata tale da meritare una sì grande attenzione? Si tratta di una questione di sicurezza o piuttosto di maleducazione?
Nel sopra citato articolo sul progetto “Sicurezza Urbana” si dice che “la percezione di insicurezza da parte della cittadinanza non sempre corrisponde ad una effettiva recrudescenza di episodi di microcriminalità” (pag. 4) e chi di noi ha provato a girare per le strade di Vignate anche in tarda ora, si è reso conto di quanto sia possibile godere di una tranquilla passeggiata notturna senza incorrere in situazioni pericolose (se non l’avete mai fatto, cominciate; il freddo frizzante, la nebbia e il silenzio sono dei buoni compagni).
Ci sembra che il problema, che certo esiste, delle bottiglie rotte e degli schiamazzi venga affrontato solo ed esclusivamente in modo repressivo senza porsi il problema di come mai vi sia una tale maleducazione, dove radichi e da dove venga; in questa mancanza di interrogativo notiamo purtroppo una certa superficialità. Ci sembra cioè di scorgere l’assoluta convinzione di conoscere i protagonisti e le protagoniste del problema, di rimandare alle loro abitudini e convenzioni collettive la ragione di un “malo comportamento” degno di esecrazione e la scelta di affrontarlo attraverso un divieto estensivo come quello di non autorizzare l’assunzione nei parchi e in tutti gli spazi pubblici all’aperto di bevande alcoliche (e non) in contenitori di vetro dopo le 22. Si potrebbe obiettare che tra bottiglie rotte e malcostume della sporcizia in genere e orari serali-notturni non vi sia alcun rapporto, ma comunque, come mai si beve alla sera per strada la birra? Come mai ci si ritrova nei parchi o nella piazza alla sera? Perché il sindaco afferma che il problema sia solo di pertinenza di chi ha la “pessima abitudine” di trascorrere il sabato sera nei parchi e nelle piazze?
Non pretendiamo di avere le risposte, ma certamente abbiamo molte domande e qualche idea.
Pensiamo alla prevenzione come un tentativo di affrontare un problema cercando di capirne la ragione; allora il problema non sono le bottiglie rotte, ma il perché vengono rotte e non si tratta di giustificare gesti che reputiamo senza dubbio negativi; il problema non sono i ragazzi nei parchi, ma il fatto che non esista nient’altro che i parchi per incontrarsi la sera.
Allora prevenire non significa giudicare scelte legittime altrui (come quella di passare il sabato sera nei parchi e nelle piazze) o impedire, vietare, controllare, reprimere. Il problema andrebbe affrontato con più passione e approfondito anche, per poter trovare soluzioni più adeguate, sostenute da azioni incisive, efficaci.
Crediamo che in questo paese vi sia una idea della socialità e della società molto gretta e triste, avallata e coltivata dalla giunta comunale ma anche percepita da molti cittadini: sembra che dobbiamo essere grati della colata di cemento che sta attraversando il territorio, essere consapevoli che lo scempio dell’Ipercoop ha una sua ragione economica, essere felici della costruzione di un centro anziani rimasto immobile per molti mesi o soddisfatti della assoluta assenza di spazi di ritrovo per i giovani. Sembra che sia necessario assumere ogni preoccupazione senza domandarsi se è veramente tale.
Sicurezza? Quale soggetto è meno sicuro del sistema in cui viviamo? Perché temere o demonizzare chi si ritrova insieme alla sera e plaudire al macello della guerra in nome della democrazia? Perché rinchiudersi nelle case alla sera invece di incontrarsi e costruire luoghi dove socializzare? Perché paventare installazioni di telecamere per le strade o incentivare la presenza della polizia e l’aumento dei controlli piuttosto che rendere accoglienti i parchi e i giardini, magari garantendo un chiosco intorno al quale raccontarsi?
Crediamo che le donne e gli uomini, i bambini, i giovani e gli anziani, abbiano il diritto di desiderare un mondo a loro misura e che ci sia la possibilità di costruirlo, provando a partire anche nel nostro piccolo, a Vignate; confrontandosi, esprimendosi, discutendo, progettando insieme, trovandosi e ritrovandosi, fuori dalle case. Pensiamo che si possa agire facendo affidamento sulle capacità delle donne e degli uomini di essere solidali (magari anche per cercare di superare il malcostume) e cercando la possibilità di rendere questa solidarietà un fatto “comune”, trasformando il nostro spazio e il nostro tempo appunto in un Luogo Comune dove non prevalga il divieto ma l’apertura agli altri.
Così ci piacerebbe allargare la discussione, per cominciare a tracciare quale Vignate i suoi cittadini desiderano.
L’Associazione di Promozione Sociale
Luogo Comune




La risposta del Sindaco
Ordinanza sindacale: le ragioni di una scelta

La decisione di emettere un’ordinanza che proibisce il consumo di alcool e altre bevande in recipienti di vetro nei luoghi pubblici, ha, come avviene solitamente in questi casi, innescato interventi a favore e contro. È pertanto utile spiegare le ragioni di una scelta che può sembrare datata (qualcuno ha parlato di proibizionismo), ma che vuole in realtà richiamare i cittadini al rispetto delle normali regole di convivenza civile e dei diritti degli altri.
Credo sia opportuno ricordare che spesso la possibilità di radunarsi nelle piazze e nei parchi a bere in compagnia, ha provocato le legittime proteste di cittadini che, coricatisi per un meritato riposo dopo una giornata di lavoro, hanno dovuto subire gli schiamazzi e le intemperanze di soggetti che in preda all’euforia alcolica si comportano come in pieno giorno.
La diretta conseguenza di questi comportamenti risulta spesso essere una serie di discussioni ed insulti che finiscono con chiamate ai Carabinieri i quali, una volta arrivati sul posto, fanno quello che possono dicendo che la soluzione del problema spetta al Sindaco. Conseguentemente dopo aver ricevuto lettere di protesta da diversi gruppi di cittadini e dopo averne incontrati un buon numero, non ho visto altra soluzione che proporre alla Giunta Comunale l’adozione dell’ordinanza per cercare di porre rimedio alla situazione. Nessuna intenzione quindi di proibire le bevande alcoliche, tanto è vero che chi lo desidera può bere fin che vuole all’interno dei numerosi bar presenti in paese; c’è invece la volontà di tutelare le strutture pubbliche, cercando di impedirne il degrado dovuto all’inciviltà ed all’incuria di parecchi utenti che hanno sempre ben presenti i loro diritti ma si dimenticano troppo spesso dei loro doveri.
Il Sindaco
Emilio Vergani



Gas, ma quanto mi costi!!!
Era da un po’ di tempo che avevo in mente di comparare le offerte di fornitura gas di Enel contro Cogeser. La curiosità m’era venuta per via di un articolo letto su questo periodico in cui sostanzialmente si affermava che la Cogeser è una società pubblica e pertanto eroga utili ai suoi soci - in questo caso i comuni che ne fanno parte - i quali, poi li investono in servizi. Potremmo considerarlo una specie di ulteriore finanziamento al comune in cui viviamo da parte nostra... oltre, ovviamente, alle tasse che già versiamo.
Così, sempre per curiosità, sono entrata nel sito dell’Enel per verificare se davvero c’è convenienza, e sorpresa le tariffe sono le stesse in quanto sono fissate dall’autorità dell’energia elettrica e del gas, idem per quanto riguarda le varie accise; ma, ciò che varia e intriga alquanto sono tre offerte interessanti:
1. La scelta di un bonus di metri cubi a seconda del piano che tu scegli e dei tuoi consumi.
2. La possibilità di pagare nei mesi invernali un fisso con saldo a fine anno, in modo da evitare le bollette alte nei mesi più freddi con l’accesso ai servizi on line per variare il piano dei consumi.
3. Infine, e non meno importante, si parla dell’applicazione dell’iva che è del 20% per il riscaldamento e del 10% per cucinare e la produzione di acqua calda. Personalmente sono dell’idea che la scelta di un fornitore d’energia, va fatta in base al rapporto prezzi/qualità dei servizi, e, se dobbiamo comparare i due non c’è confronto!
In compenso la “nostra società” in una lettera inviataci, afferma:
COGESER ricorda di essere un’azienda a capitale interamente comunale, con innegabili vantaggi prodotti sul territorio per tutti i cittadini, cosa che nessun’altra azienda ha mai fatto o farà in futuro.
Innegabile! Considerato che siamo in un regime di libera concorrenza, ritengo che anche le aziende pubbliche sono tenute a fornire ai cittadini servizi, qualitativamente interessanti, per invogliarli nella scelta; perciò, perché non iniziamo ad applicare l’iva del 10% nei mesi in cui non si utilizza il riscaldamento? Considerando che tale minore introito non incide sul fatturato e sugli utili della “nostra azienda”, ma solo sul nostro portafoglio - che resta un po’ più gonfio - potrebbe essere un buon inizio per instaurare quel rapporto fatto anche di qualità e vantaggi verso il cittadino.
Luisa Omodei



Precisazioni a tutti i clienti Cogeser gas
Sollecitati da più parti, risulta sempre più necessario anche per l’Azienda del tuo e di altri Comuni limitrofi - Cogeser - avere “energie comunicative da vendere” anche per non alimentare false illusioni.

Questione Iva
L’imposta Iva applicata nella vendita di qualsiasi bene o servizio non è decisa dalle Aziende che la applicano bensì dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il quale è anche l’Ente a cui le stesse Aziende versano interamente gli importi così riscossi.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto che sul consumo di gas metano venga applicata un’aliquota Iva pari al 10% per i soli usi domestici (uso cottura e acqua calda) e pari al 20% per i consumi cosiddetti promiscui (ovvero i consumi che comprendano anche il riscaldamento e/o gli usi produttivi).
L’applicazione fatta da Cogeser è quindi identica ad ogni altra società di vendita del gas, a meno che qualcuno non commetta un illecito, e coincide con l’imposizione normativa.
L’Iva al 20% anche nei periodi estivi in cui, di fatto, ben sappiamo che il consumo del gas per uso riscaldamento risulta nullo, è un obbligo e non una facoltà.
Per Cogeser, che versa l’imposta totalmente al Ministero, non potrebbe che essere motivo di interesse applicare aliquote più favorevoli ai suoi Clienti.

Spesa chiara per evitare i picchi invernali
È una iniziativa che anche Cogeser intende avviare con l’inizio del 2006. Poiché nessuno inventa l’acqua calda è bene chiarire perché l’adesione dei Clienti a tale iniziativa deve essere su base volontaria.
Se infatti da una parte i Clienti eviterebbero bollette alte nei mesi più freddi, dall’altra verrebbe effettuata un’unica lettura l’anno del contatore gas con le conseguenze esposte di seguito:
- derogare a quanto disposto dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas - di seguito AEEG - la quale impone, a tutela del Cliente stesso, che almeno 2 fatture all’anno (per i consumi annui compresi tra i 500) siano emesse su lettura effettiva;
- dato che, sempre da delibere AEEG, l’aggiornamento del costo della materia prima applicato sui consumi avviene ogni tre mesi e più precisamente nei mesi di gennaio, aprile, luglio ed ottobre, il fatto che le fatture vengano emesse ad importo costante senza letture né presunte né effettive non permette a fine anno di calcolare un conguaglio corretto.
Il fatto che si enfatizzi questa offerta, oltretutto parlando magari di autolettura - intendendo che è fatta dal Cliente - con invio telefonico o a mezzo internet, contiene qualcosa che l’Azienda sottace, ovvero che l’Azienda stessa in questo modo risparmia non dovendo più fare la lettura con propri operatori ed addossando, al contrario, il lavoro ai Clienti.

Bonus di metri cubi
Trattasi di offerte tutt’altro che trasparenti.
Il presunto risparmio, ad esempio di 25 m³ di gas ogni 500 m³, che sembrerebbe corrispondere al 5%, contiene numerosi trabocchetti.
- Può applicarsi come sconto di tutti i fattori che compongono il costo del gas, oppure sottrarre le imposte o ancora il costo di distribuzione e/o della materia prima.
Risultato: il risparmio del 5% è quasi certamente una chimera -solo non considerando le imposte lo sconto si dimezza al 2,5% e potrebbe giungere a meno dello 0,5% se venissero tolte altre voci di costo-; quindi per la spesa media di una famiglia, pari a circa 900 euro all’anno, la conclusione del cittadino di un risparmio di 45 euro in realtà non può che variare da qualche euro ad un massimo di circa 20 euro.
- A ciò deve per contro essere previsto un esborso per l’attivazione di un nuovo contratto la cui sola marca da bollo costa 14,62 euro che il Cliente si troverà sulla prima bolletta.
- Il bonus si applica solo al raggiungimento del volume prefissato e spesso per una prenotazione di gas di almeno 1.500 o 3.000 m³. Ciò con il risultato che se si vuole variare fornitore si perdono i benefici acquisiti fino a quel momento.
La scelta di Cogeser è stata quella della chiarezza. Così abbiamo operato, come ricorderete dai messaggi in bolletta, indicando lo sconto effettivo a metro cubo che abbiamo di volta in volta applicato.
A ciò abbiamo addirittura omesso di dire che complessivamente il risparmio effettivo per il Cliente si incrementa per effetto dell’IVA (ad esempio, 1,55 eurocent/m³ di riduzione Cogeser, comportano un risparmio totale di 1,86 eurocent/m³).

Attività sul territorio
Quando si richiama con orgoglio che Cogeser è l’Azienda del tuo Comune si vuole poi intendere una specifica missione fatta anche di:
- presenza sul territorio con sportello centrale a Melzo e decentrati in diversi Comuni tra cui Vignate (ciò in aggiunta ai sistemi molto meno costosi di call-center e numero verde);
- incoraggiamento ed incentivi per trasformare da gasolio a gas metano, con risparmi di spesa per riscaldamento pari a circa il 40% e significativi miglioramenti della qualità ambientale;
- informazione ed assistenza a diverse categorie di Clienti, in possesso degli idonei requisiti, nella richiesta dell’imposta di consumo agevolata.

Il fatto che parte delle risorse generate da Cogeser entrino nella disponibilità dei Comuni soci, consente di reimpiegarli sul territorio anziché gonfiare il portafoglio di azionisti privati.
Anziché parlare di ulteriori tasse, i margini generati da Cogeser per i propri Comuni devono essere visti come quota che concorre a ridurre altri oneri.

Certi di aver fatto cosa gradita, tanti e tanti stimoli non stanno facendo altro che migliorare l’Azienda del tuo Comune che è anche la tua Azienda.
La Direzione Cogeser SpA


3ª Sagra di sapori: obsoleta???
Obsoleto = antiquato, che non è più di moda (dizionario enciclopedico universale anno di stampa 1995 - pertanto non antiquato! -).
Definire la terza sagra dei sapori obsoleta per aver modo di pubblicizzare un corso di degustazioni vini o peggio per evidenziare presunte mancanze dell’Amministrazione (per le poche manifestazioni che avvengono in paese) francamente ci sembra molto squallido e privo di fantasia. La Sig.ra Sonia Alberti scrive e pretende di dare giudizi su qualcosa che non conosce affatto, dimenticandosi che la Sagra è stata inventata ed organizzata da tre anni - non trecento! - da un’associazione di volontariato, e pertanto da rispettare per l’impegno che i soci mettono per la realizzazione di qualsiasi manifestazione!
La manifestazione può piacere o non piacere, ma il successo è determinato dall’affluenza di pubblico e dal grado di soddisfazione degli operatori presenti; pubblico ce n’è stato e gli operatori sono stati tutti soddisfatti. Ovvio, come tutte le cose di questo mondo può e deve essere perfezionata, arricchita da manifestazioni collaterali e quanto altro possa essere inerente al titolo della manifestazione stessa; noi ci stiamo già lavorando perciò se la Signora Alberti pensa di saper fare di meglio, non ha che da iscriversi alla Pro Loco e rimboccarsi le maniche. Criticare è un esercizio che tutti sappiamo fare molto bene, difficile è lavorare per migliorare ciò che giustamente o ingiustamente si critica, solo chi lavora nel volontariato conosce il lavoro che c’è prima, durante e dopo ogni manifestazione, perciò prima di scrivere affermazioni alquanto “sciocche” riflettiamo e magari potremmo anche scoprire che lo stesso operatore, organizzatore del corso di degustazione, dalla manifestazione ha avuto un ottimo ritorno d’immagine e come lui altri, d’altronde questo era uno degli obiettivi della manifestazione.
Noi non possiamo che ringraziare gli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione della stessa, l’associazione Wego che s’è occupata dell’animazione e con noi anche della ristorazione, il pubblico che ha partecipato e il tempo che è stato decisamente piacevole consentendoci di ballare fino a tarda serata... probabilmente se le danze chiudevano a mezzanotte sarebbe stato meglio, sarà per il prossimo anno magari con il contributo della Sig.ra Alberti!
Pro Loco


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