Scuola
Il saluto e l'augurio agli studenti di terza media
Ma chi l'ha detto che i libri sono noiosi?!!!
Un mondo di fiabe
ScuolAperte 2005, si è ripetuta la festa

Un momento semplice ma significativo,
l’ultimo giorno di scuola
Il saluto e l’augurio
agli studenti di terza media
Un brano del Gabbiano Jonathan Livingston di R. Bach, per accompagnare i ragazzi che da settembre frequenteranno le Superiori

L’8 giugno è stato l’ultimo giorno di scuola. La campanella che ha segnato l’inizio delle vacanze estive è suonata, più che mai attesa da tutti gli studenti: unica eccezione quelli delle terze medie, destinati ad un’appendice di impegno dovuta agli esami di licenza.
Ma proprio questi ragazzi sono stati protagonisti in quel giorno di un momento semplice ma significativo, quello del saluto - al termine dell’anno scolastico e della permanenza alla scuola dell’obbligo - da parte dei loro insegnanti e del Dirigente scolastico. Dopo un piccolo buffet, è stato consegnato a ciascuno degli studenti, come tradizione vuole da alcuni anni, un foglio con un pensiero destinato ad accompagnarli nella nuova fase della loro vita che trascorreranno alle Superiori.
Quello scelto quest’anno è un brano tratto dal bel volume Il Gabbiano Jonathan Livingston di R. Bach: “Per i gabbiani scomporsi in volo è una vergogna, è un disonore. Ma il gabbiano Jonathan Livingston, che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf giù di nuovo! No, non era un uccello come tanti. La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: basta loro arrivare dalla costa a dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo. Ma a sue spese scoprì che, a pensarla in quel modo, non è facile poi trovare amici, fra gli altri uccelli. E anche i suoi genitori erano afflitti a vederlo così: che passava giornate intere tutto solo, dietro i suoi esperimenti provando e riprovando. “Ma perché, Jon, perché? - gli domandò sua madre - Perché non devi essere un gabbiano come gli altri, Jon? Ci vuole poco poco!”. “Mamma, a me importa soltanto imparare che cosa si può fare su per aria e cosa no: ecco tutto. A me preme soltanto di sapere”.
“Sta’ un po’ a sentire, Jonathan - gli disse suo padre con le buone -, manca poco all’inverno. E le barche saranno pochine, e i pesci nuoteranno più profondi, sotto il pelo dell’acqua. Se proprio vuoi studiare, studia il modo di procurarti il cibo! Non scordarti, figliolo, che noi gabbiani voliamo per mangiare!”. Jonathan obbedì. Nei giorni successivi cercò quindi di comportarsi come gli altri gabbiani. Ci si mise di buona volontà. Andò con lo Stormo intorno ai moli, intorno ai pescherecci, tuffandosi a gara per acchiappare un pezzo di pane, un pesciolino, qualche avanzo. Ma a un certo punto non ne potè più. Tutto questo non ha senso, si disse. Qui perdo tempo, quando potrei impiegarlo invece ad esercitarmi! Ci sono tante cose da imparare! Non andò molto, infatti, che Jonathan piantò lo Stormo e tornò solo, sull’alto mare, a esercitarsi, affamato e felice.
Ma, appena toccò terra, vide che i gabbiani erano riuniti in Assemblea Generale. Ed avevano tutta l’aria di trovarsi in riunione già da tempo. Fatto sta che aspettavano proprio lui. “Non abbiamo più nulla in comune, noi e te”, intonarono in coro i gabbiani e, con fare solenne, sordi alle sue proteste, gli voltarono tutti la schiena.
E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere”.
Questo l’auspicio espresso dagli insegnanti e dal Dirigente scolastico a tutti i ragazzi presenti e trascritto in calce al brano di R. Bach: “A conclusione dei tre anni trascorsi alla scuola media, i vostri insegnanti vi augurano che in futuro non impariate soltanto a... procuravi il cibo, ma anche a librarvi alti nel cielo della vita, pur se questo potrà costarvi l’incomprensione di qualcuno. Auguri”!
Gi.Go.

Ma chi l’ha detto
che i libri sono noiosi ?!!!

Sabato 21 maggio alcuni bambini del nido comunale, della scuola dell’infanzia sia statale che privata che della scuola primaria, hanno dimostrato l’esatto contrario!
L’occasione si è presentata al temine del progetto: “LA MIA BIBLIOTECA” promosso dal Comune di Vignate e dalla stessa Biblioteca e che ha coinvolto i bambini dei 3 diversi ordini di scuola.
Durante tutto l’anno scolastico, hanno infatti partecipato con regolarità ad incontri volti ad avvicinarli con piacere, curiosità ed entusiasmo alla lettura attraverso la scelta di brani calibrati sulle loro diverse esigenze.
In un Auditorium gremito, quindi, i piccoli artisti hanno proposto al calorosissimo pubblico canti, danze, poesie, filastrocche, letture, drammatizzazioni, ma in realtà hanno offerto molto di più: il piacere e la gioia che le “parole”, anche quelle di un libro, possono dare a chi si ferma ad ascoltarle davvero anche col cuore, come fanno i bambini....
I bambini delle scuole di Vignate

Un mondo di fiabe

“Pronti?... Allacciate le cinture di sicurezza: si parte!”
Così comincia ogni nostro viaggio! Sì, perché con Pinuccia e le sue meravigliose fiabe, abbiamo viaggiato in lungo e in largo per tutto il mondo: dalla Norvegia all’Egitto, dall’India al Perù, dal Mali alla Cina, dall’Italia all’America dei Pellerossa...
Racconti divertenti da ascoltare, da disegnare, da drammatizzare, ma non solo.
Ogni viaggio, infatti, si è arricchito con le curiosità di ogni paese: la bandiera, le abitazioni, i cibi caratteristici, la scrittura, le meraviglie della natura, in un crescendo di scoperte e di interesse che ha coinvolto noi e le nostre famiglie.
Inutile dire che ogni incontro con Pinuccia è stato atteso e desiderato e spesso si è concluso con un “Possiamo ripartire?”.
Grazie Pinuccia! E grazie anche ad Anna ed Eleonora che, sempre con gioia, e talvolta con un dolcetto, ci accolgono!
I bimbi della scuola dell’infanzia
“Asilo Infantile”

L’ultimo sabato di maggio nel parco del centro scolastico
ScuolAperte 2005,
si è ripetuta la festa

Una serie di attività ludiche e sportive cui hanno partecipato numerosi ed entusiasti bambini e ragazzi di ogni ordine di scuola

28 maggio: un’intera giornata di attività all’insegna della festa.
Già dal mattino il campo sportivo comunale ha visto la presenza vociante di un nutrito gruppo di studenti: gli alunni delle quinte della scuola primaria (ex elementare) e quelli dei tre anni della scuola media (che adesso si chiama - più succintamente - Secondaria di primo grado) si sono cimentati in una serie di gare sportive. Mentre il gruppo che ha partecipato al laboratorio teatrale interculturale ha dato prova della sua bravura, mettendo in scena uno spettacolo preparato nel corso dell’anno scolastico.
Ma il clou della giornata è stato il pomeriggio, nel parco del centro scolastico. Lì si sono realizzati laboratori creativi cui i bambini della Primaria hanno partecipato numerosi ed in modo entusiastico, mentre i ragazzi della Secondaria hanno messo in mostra ed in vendita una serie di oggetti - molto belli - preparati nel corso del secondo quadrimestre nelle ore dei laboratori di découpage, oggettistica e pasta di sale dalle classi di tempo prolungato. Interessantissime e coinvolgenti sono state pure le varie attività che hanno coinvolto i bambini nei locali della Materna (ora Scuola dell’Infanzia) e quelli ancora più piccoli dell’Asilo Nido.
Né si deve dimenticare il torneo di pallavolo che ha visto protagonisti i ragazzi della Scuola Media e al termine del quale si è proceduto alla premiazione dei vincitori delle gare sportive del mattino. Degna di nota è stata anche la Mostra-mercato del libro per ragazzi che da parecchie edizioni si tiene in occasione di ScuolAperte, ma che quest’anno ha avuto un successo particolare.
Da ultimo va ricordata la maglietta.
Da almeno due lustri essa rappresenta un appuntamento importante di questa iniziativa che praticamente conclude l’anno scolastico: quella preparata per il 2005 e che molti ragazzi hanno acquistato intendeva celebrare i 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Sul davanti il bel disegno a colori di un cannone che spara fiori e farfalle e sul retro la citazione dell’art. 11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Niente di più adatto, per celebrare un evento bellico dolorosissimo che ha segnato la perdita di moltissime vite umane. Perché un evento del genere non si ripeta più.
Gi.Go.



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